Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

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La redazione
-

\\ Mahalla : VAI : lavoro (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 24/03/2011 @ 09:20:03, in lavoro, visitato 1328 volte)

L'associazione Nevo Drom invita al convegno SINTENGRE AVARPEN (il lavoro dei sinti) che si terrà a Bolzano, lunedì 28 marzo 2011

 
Di Fabrizio (del 29/03/2011 @ 09:34:48, in lavoro, visitato 1928 volte)

(ASCA) 25-03-2011 - Reggio Calabria, 25 mar - "Coniugare tutela dell'ambiente e integrazione sociale". Queste le finalita' del protocollo d'intesa firmato oggi a Reggio Calabria dall'Assessore provinciale all'Ambiente, Giuseppe Neri, e da Domenico Modafferi, Presidente della Cooperativa sociale Rom 1995, la collaborazione della stessa cooperativa con il Laboratorio territoriale di Educazione ambientale della Provincia. Tra gli impegni previsti dal documento la realizzazione del progetto "La tutela dell'ambiente attraverso un percorso di integrazione sociale", finanziato dalla Provincia, che prevede il rafforzamento delle attivita' della stessa cooperativa mediante una migliore gestione ambientale dei cicli lavorativi e un aumento della sicurezza per i lavoratori; la collaborazione della Cooperativa sociale Rom 1995 con il Laboratorio territoriale di educazione ambientale della Provincia di Reggio Calabria per le attivita' di formazione rivolte ai cittadini ed alle scuole del territorio provinciale ed all'aggiornamento periodico del sito istituzionale "infea.provincia.it" con contributi in tema di riciclo e recupero dei rifiuti e di sviluppo sostenibile; attuare, all'interno della propria sede, ospitata all'interno di un bene confiscato alla 'ndrangheta percorsi informativi e visite guidate rivolte a gruppi di cittadini e a scuole del territorio".

red/mpd/rob

 
Di Fabrizio (del 07/04/2011 @ 09:33:43, in lavoro, visitato 1639 volte)

Da Amoun Sleem

Devo dirvi che oggi come Laboratorio del Centro Domari siamo stati scelti per fornire il più famoso hotel di Gerusalemme, l'American Colony Hotel, il che mi rende molto orgogliosa delle nostre donne zingare e del nostro design di qualità. Molti dei nostri cuscini avranno posto in questo hotel. Dobbiamo credere sempre nel nostro buon gusto, ed un giorno saremo là! Amo essere zingara.

Galleria fotografica

 
Di Fabrizio (del 19/05/2011 @ 09:37:27, in lavoro, visitato 1194 volte)

Da Roma_Daily_News

ryz, Tn.cz, translated by Gwendolyn Albert - Prague, 15.5.2011 08:30

La stazione televisiva privata TV NOVA ha filmato giovedì scorso con una telecamera nascosta un episodio di discriminazione contro persone di colore, da parte di un'agenzia lavoro che assume per la fabbrica automobilistica Hyundai in Repubblica Ceca. František Holub, rom, e sua moglie Monika, non rom, cercavano entrambe lavoro alla fabbrica di Nošovice attraverso l'agenzia d'impiego A&T Construction. Holub dice che l'agenzia ha istruzioni di non assumere rom.

"Prima l'agenzia ciha promesso il lavoro, tutto era concordato, ma proprio prima di iniziare, un'impiegata dell'agenzia mi ha telefonato e chiesto se mio marito fosse rom. Ho detto di sì, e lei s'è scusata dicendo di non preoccuparli e di recarmi a lavoro. Io potevo andare, ma lui no," ha detto Monika Holubová a TV NOVA. "Ho chiesto cosa intendeva e lei mi ha detto che l'agenzia ha istruzioni direttamente da Hyundai di non prendere gente rom," ha detto Holubová, aggiungendo che il comportamento dell'agenzia l'ha molto offesa ed ha rifiutato il lavoro offerto.

Il management presso la Hyundai ha nettamente presole distanze dalle dichiarazioni del dipendente dell'agenzia. La Hyundai dice che Holub aveva già lavorato per loro ed era stato lasciato andare per violazioni della disciplina di lavoro. "L'affermazione che non assumeremmo rom è assolutamente priva di senso, dei rom stanno attualmente lavorando alla fabbrica HMMC. La compagnia prende decisamente le distanze dalle dichiarazioni fatte dal personale della A&T Construction. Hyundai non ha mai collaborato e non sta attualmente collaborando con quell'agenzia," ha detto a TV NOVA Petr Vaněk, addetto stampa per la Hyundai di Nošovice.

Monika Holubová si è recata presso A&T Construction indossando una telecamera nascosta e filmando un'impiegata dell'agenzia che confermava che la discriminazione accade realmente. "E' che ai coreani non piace la gente con la pelle scura, non li assumono. Ci hanno detto direttamente che non avevamo il permesso di assumere gente con la pelle scura. Come agenzia per l'impiego non ci è permesso assumere Rom, o meglio non solo loro, la chiunque abbia la pelle scura, come turchi o qualsiasi altro," ha detto l'incaricata durante la registrazione.

"Semplicemente non capisco perché l'impiegata affermi una cosa simile. Rigetto categoricamente le sue dichiarazioni," ha detto Petr Vaněk a TV NOVA. Mentre Vaněk dice che la sua compagnia non collabora con A&T Construction, la pagina web dell'agenzia offre impiego nella fabbrica.

František Holub ha deciso di non accettare questa bugia. "Voglio mostrare alla gente cosa sta accadendo qui. Ho lavorato per tutta la vita, sono qualificato come saldatore professionista ed operatore di gru, e sono qualificato anche per altre posizioni. Voglio lavorare, i miei figli studiano, uno va alle superiori, ho bisogno di un lavoro, ma dato che sono rom non ne ho il diritto," si è lamentato Holub, aggiungendo che si rivolgerà alle autorità competenti.

L'Autorità di Controllo dell'Ufficio del Lavoro valuterà le obiezioni di Holub. TV NOVA riferisce che la multa per comportamenti simili può essere sino ad 1 milione di CZK.

 
Di Fabrizio (del 28/05/2011 @ 09:33:55, in lavoro, visitato 1476 volte)

Segnalazione di Maria Gabriella De Luca

 da Repubblica

Si trova in via della Seta, tra Roma e Ciampino, e a lavorarci sono solo donne rom: e' la lavanderia gestita dalla cooperativa Baxtalo Drom, un'iniziativa nata quattro anni fa che rischia, oggi, di dover chiudere i battenti. Perché sopravvivere in tempi di crisi economica è difficile. E lo e' ancor di più per le cooperative che danno lavoro ai rom

di Livia Parisi

 
Di Fabrizio (del 07/06/2011 @ 09:46:06, in lavoro, visitato 1602 volte)

Ricevo da Alessandra Cangemi

Siamo un gruppo di una quindicina di cittadini milanesi della zona Lambrate-Rubattino che si sono conosciuti e uniti per un progetto comune.
Dallo sgombero del campo nomadi di via Rubattino nel novembre 2009 stiamo seguendo una famiglia rom di 6 persone nella faticosa impresa di inserimento abitativo e lavorativo. Nel .doc allegato è ben riassunta la nostra e loro esperienza di quest'ultimo anno e mezzo e c'è anche un appello che rivolgiamo a tutti, leggetela (chi vuole, la richieda scrivendomi ndr).

Ora però abbiamo avuto quest'idea per cercare di migliorare la loro situazione economica.

Alina (la mamma) ha trovato lavoro in una cascina di Melegnano dove coltiva verdure biologiche e con il benestare della proprietaria potrebbe avere delle verdure in conto-vendita da rivendere ad amici e conoscenti.
Con suo marito Sandu, una sera alla settimana potrebbe portare a Milano (zone di nord-est) con la macchina le verdure che la cascina produce e chi è interessato potrebbe ordinarle e venirle a ritirare in un luogo prescelto.

- si tratta di verdure biologiche appena colte
- a Km zero
- prodotte che più eticamente non si può
- Alina potrebbe tirar su qualche soldo per l'affitto
- in questo modo sosterremmo una cooperativa sociale
- potrebbe essere l'inizio di altri progetti da pensare insieme alla
cooperativa per dare lavoro e casa ad altre famiglie svantaggiate

Per ora si può scegliere tra 2 tipi di cassette di ortaggi bio (circa 3 kg di verdura) a 7,00 euro ciascuna

Cassetta A:
1 kg zucchine
1 kg coste
350 gr
lattuga gentile
1/2 kg catalogna
1 mazzo
basilico
prezzemolo

Cassetta B:
1 kg cime di rapa
1 kg
zucchine
350 gr lattuga canasta
1/2 kg catalogna
1 mazzo
basilico
prezzemolo

Purtroppo la scelta delle verdure in questo momento è un po' limitata, più avanti ci saranno anche pomodori, peperoni e fagiolini.

Entro lunedì a mezzogiorno ci devono ritornare i vostri ordini via mail.
La consegna in zona Lambrate/Feltre è lunedì 6 dalle 18 in poi in Via Pisani Dossi 12 (citofono Mandelli/Bianchi). Oppure anche la mattina dopo, se avete problemi, perché tanto qui c'è sempre qualcuno (non oltre perché non possiamo tenervela in frigo).
Ovviamente si può ordinare anche più di una cassetta...
Se ci sono richieste numerose provenienti da altre zone si potrebbero trovare anche altri punti di riferimento più comodi per la consegna.

 
Di Fabrizio (del 11/06/2011 @ 09:02:04, in lavoro, visitato 1118 volte)

clikka sull'immagine per vedere il video

Emblematico e tagliente il titolo titolo dello spettacolo di Toni Zingaro e i suoi musicisti, messo in scena presso l'Associazione di promozione sociale Fusolab.

 
Di Fabrizio (del 14/06/2011 @ 09:20:15, in lavoro, visitato 1842 volte)

Da Sintiitaliani.blogspot.com

Alberto Canterini, giostraio di Passo Corese (Foto: Cat. Fa.) TevereNotizie.it

Una piccola e semplice realtà, nella complessità di un paese in via di sviluppo

PASSO CORESE- "La più bella vita del mondo!" così esordisce Alberto Canterini, giostraio, che vive a Passo Corese da ormai cinque anni. Alberto è uno di quelli che generalmente chiamiamo "zingari", ma che in realtà è nato a Rieti 46 anni fa ed è di origine marchigiana. La sua vita può davvero dirsi un po' "zingara", perché in lui la componete nomade è presente e forte. "Esiste una differenza tra quelli che in genere si definiscono zingari - spiega Canterini - ci sono i rom che di norma si occupano di raccogliere ferro e lavorano il rame e poi ci siamo noi, i sinti, quelli che fanno i mestieri, quelli che voi considerate esercenti dello spettacolo viaggiante, giostrai". E da questo momento si apre un mondo nuovo, un racconto di libertà ed emarginazione. Una storia di vita, come tante altre, ma allo stesso tempo estremamente diversa.

LA SUA STORIA. Alberto Canterini, il cui vero cognome dovrebbe essere Cantarini, è figlio e nipote di giostrai. Vive fisso a Passo Corese da qualche anno, per amore dei suoi tre figli che così possono frequentare le scuole. Ma la sua vita è stata per lungo tempo la vita nomade di coloro che portano divertimento alle feste del patrono o nelle più diverse occasioni nei paesi. Con la sua famiglia montano e smontano le loro autoscontro e i trenini, vivono di questo. Per lo meno fino a poco tempo fa. La crisi ha toccato anche loro. Alberto si confida e dice "Io, che sono nato libero, che ho vissuto dove il vento mi diceva di andare, mi sono ritrovato a dover chiedere lavoro sotto padrone. Adesso faccio il muratore. Non c'è più posto per noi con le nostre piccole giostre, adesso ci sono i grandi parchi di divertimento. Stanno uccidendo la nostra tradizione". Vivere alla giornata, come faceva prima di avere una famiglia a cui pensare, non è più possibile. Anche il suo lavoro da giostraio è sempre più complesso. Le piazze, un tempo luogo principale d'incontro non solamente durante le occasioni festive, non ci sono più, sono state trasformate in parcheggi. Non c'è più posto per loro, anche se la giostra è la festa, un punto di ritrovo soprattutto per i giovani.

IL RAPPORTO CON GLI ALTRI. La vita dei nomadi non è facile, che essi siano rom o sinti. Questo lo sappiamo; hanno la loro cultura particolare e spesso sono protagonisti di spiacevoli episodi. Alberto lo riconosce, ma sottolinea anche che "le mele marce sono dovunque. Noi ci troviamo bene, io ho tanti amici qui, ma anche in tutta la Sabina, dal momento in cui ho passato la mia vita a girare per tutti i vari paesi qui intorno. Mi conoscono, sanno che di me si possono fidare". Ma ovviamente il pregiudizio accompagna da sempre la loro presenza. A volte basta il fatto di vederli girare con la roulotte per far nascere il pensiero che vivano in un ambiente sporco e promiscuo. Ma non è così. Perlomeno in questo caso. Alberto spiega, infatti, come lui e la sua famiglia vivano in una roulotte, ma che ognuno ha la sua camera con la porta e mantiene la propria privacy. "Io ho anche una casa a Monterotondo, è di mia madre - racconta Canterini - ma io sono nato in una roulotte. Questa è casa mia, l'unica che mi dà la libertà di muovermi come e quando voglio."

L'UOMO. Alberto è un uomo segnato dalla vita intensa che ha condotto fino ad ora, ma ha gli occhi vivi di un bambino. Sorride, ha le mani nervose. "Io vorrei che i miei figli potessero scegliere la loro strada senza nessun ostacolo - dice - non voglio che facciano i giostrai. Probabilmente noi siamo destinati a sparire. Se non fosse per loro, non venderei mai la mia libertà alle regole della società. Ma ho scelto l'amore per la mia famiglia e sto pagando con l'omologazione ad un mondo che non mi appartiene".

di Caterina Fava

 
Di Fabrizio (del 22/06/2011 @ 09:51:35, in lavoro, visitato 1492 volte)

Fattoriasocialeabc

L'associazione RomSinti@politica e l'azienda agricola Ciattoni di Pescara hanno avviato le attività del progetto Fattoria sociale bravalipè, un incubatore multiculturale formativo/lavorativo finalizzato alla occupabilità dei giovani.

La sede della fattoria è Città S. Angelo, provincia di Pescara, in Contrada San Vittorito in un terreno agricolo di circa due ettari.

Il progetto nella sua fase di allestimento è realizzato con l'auto finanziamento, le donazioni, il contributo di singole persone ed enti pubblici e privati, la sponsorizzazione.

La crisi culturale e del lavoro

La crisi d'identità dei nostri ragazzi e ragazze è sotto gli occhi di tutti. Assistiamo a fenomeni di identificazione extra culturale, organizzazioni devianti dove i nostri giovani perdono ogni giorno un pezzo della loro vita, della loro storia, si allontanano dall'appartenenza culturale, incapaci di inserirsi in un mondo a loro ostile e proibito. In tale ambito ha luogo la generazione di uno spazio discordante e virtuale dove l'inclusione sociale diventa un tabù.

Con la promessa di un tenore di vita lussuoso e luccicante, entrano in questi spazi inconsapevoli di ciò che li attende.

Attività illegali, gestiti da "professionisti" della mala vita reclutano le vittime in un sistema difficilmente sfaldabile, lì vengono ridotti a pura manovalanza, "strumenti" per arricchire e ampliare i loro imperi. Molte volte tali emolumenti si giustificano dietro la facciata del perbenismo, aziende impeccabili.

In altri casi, vere e proprie cosche, evidentemente criminali, si servono di tali "risorse" declinando i rischi di responsabilità ad alibi consolidati dagli stereotipi dell'opinione pubblica, il vecchio ma sempre funzionante capro espiatorio.

Tali circostanze producono l'azzeramento della dignità interiore legata all'ethos d'appartenenza in quanto codeste attività, bandite dalle regole della tradizione, creano senso di rimorso e disistima. Un processo di svuotamento inarrestabile dei valori morali.

Persi di vista la verità circa il senso e l'etica del lavoro, le potenzialità interiori sono ridotti e dirottati a servizio della criminalità. Le nuove generazioni finiscono per approdare in terreni minati, altamente pericolosi, alienanti sul piano psicologico- identitario, dove il confine tra consentito e non consentito è quasi saltato del tutto, un vuoto nella delimitazione fra bene e male che lascia spazio ad altro, l'inquietudine del nulla, una ferita aperta in cui penetrano i virus della società. Un grande vuoto incolmabile dalla tradizione ma allettante per i mandanti del male.

Giunti a questo punto, più propriamente è in dubbio la relatività tra l'abilità e la rappresentatività. Fenomeno denominato dalla sociologia come crisi di identità nel ruolo sociale.

Nella società moderna l'identità è direttamente collegata e proporzionata alla configurazione professionale,mentre oggi il giovane è impossibilitato ad auto rappresentarsi perché è venuto meno l'esercizio di una funzione produttiva, la sua configurazione professionale.

Abbandonati i mestieri tipici del passato ai giovani non rimane che il fantasma di essi, l'orientamento si è perso in un mondo consumistico venerato dall'industria, una società in cui il talento per i lavori del passato (dal "recupero" alla "creatività", dall'agricoltura familiare all'artigianato) non si percepisce più portatore di cultura.

Il magnetismo che regola la "giusta direzione" per il giovane non proviene più da un sentire interiore, cioè riflesso da un pregresso culturale, ma la sorgente di attrazione proviene dall'esterno, dai margini della comunità civile dove fonti di "lavoro" si trovano a "buon prezzo", dove il solo requisito richiesto è la disperazione alla vita, la pura sopravvivenza.

La "giusta direzione" si può trovare nella riscoperta di un sé a volte misconosciuto e negato paradossalmente per primo dai giovani.

Il Progetto Fattoria sociale

Le Fattorie Sociali sono imprese agricole che offrono servizi culturali, educativi, assistenziali, formativi e di inclusione sociale e lavorativa per soggetti deboli o svantaggiati. L'agricoltura sociale trova le sue radici più profonde nelle forme di solidarietà e nei valori della reciprocità che contraddistinguono le aree rurali.

L'intreccio che si determina tra dimensione produttiva, dimensione relazionale con le piante, con gli animali, con la natura e quella familiare e comunitaria, ha permesso all'agricoltura di assolvere sempre più ad una funzione sociale. I soggetti a cui si rivolge l'agricoltura sociale sono soprattutto quelle persone che, provate da diverse forme di disagio, possono trovare nelle attività agricole una possibilità per dare un senso alla propria vita.

Il progetto Fattoria sociale Bravalipè si propone di realizzare a Città S. Angelo in contrada San Vittorito in un fondo agricolo di 2 (due) ettari le attività legate alla cultura del territorio, dell'ambiente, dell'agricoltura; attività sportiva e amatoriale, maneggio, ippoterapia, peed terapia; servizi culturali, educativi, formativi e occupazionali.

Il progetto Fattoria sociale Bravalipè è un centro aggregativo rurale, interculturale e multidisciplinare, rivolto ai giovani e le loro famiglie per sviluppare percorsi individualizzati volti a migliorare l'occupabilità e la riscoperta dei valori della ruralità e del territorio; valorizzare il capitale umano e culturale come motore di attivazione dello scambio di conoscenze, della fiducia, della partecipazione attiva allo sviluppo del territorio, armonizzando in modo inedito le peculiarità del mediatore culturale ed un'assistenza specialistica integrata.

Gli spazi della Fattoria sociale Bravalipè saranno dotati di strutture ed attrezzature atte ad offrire servizi nei quali gli ospiti si sentano attivi e partecipi al fine di trarre benefici sul piano culturale sociale, psicologico, fisico e mentale attraverso l'accrescimento dell'autostima ed il miglioramento della persona.

La fattoria sociale oltre ad essere tutoring nell'inserimento nel mercato del lavoro incarnerà la figura professionale e innovativa dell'Agente di Sviluppo Umano che assiste la persona disagiata nell'inserimento nella società locale.

Obiettivi generali

Il progetto Fattoria sociale Bravalipè procederà alla realizzazione e all'implementazione degli obiettivi principali che di seguito elenchiamo:

  1. riproduzione dei valori di solidarietà, reciprocità e mutuo aiuto, nonché del patrimonio storico, architettonico, culturale e creativo, che rendono tipica la ruralità
  2. integrazione tra l'attività produttiva agricola e l'offerta di servizi culturali, sociali, educativi, formativi e occupazionali, per migliorare la qualità della vita.
  3. sviluppo di progetti di ricerca, sperimentazione e diffusione di innovazioni per favorire lo sviluppo sostenibile nelle aree rurali, nonché per diffondere modelli d'uso e di valorizzazione delle risorse produttive, ambientali e culturali delle aree rurali, mediante le quali soggetti con bisogni e risorse diversificate trovino risposte di qualità alle loro esigenze
  4. riaffermazione del valore ideale del lavoro e la sua funzione sociale e collettiva, inteso come spinta all'attività produttrice. La riscoperta del senso e il piacere della creatività, alla base del concetto del lavoro
  5. recuperare il concetto di lavoro facendo leva sul piacere che stimola al lavoro, calarsi nel fondo delle pulsioni originarie all'attività umana dove risiede la creatività
  6. la natura e la cultura come l'arte del lavoro.

Obiettivi specifici:

  • accoglienza e presa in carico individuale;
  • mediazione interculturale;
  • orientamento al lavoro in fattoria, bilancio di competenze e inserimento;
  • consulenza per l'avvio di attività auto-imprenditoriali in ambito rurale;
  • attività didattiche e ricreative per il dopolavoro e doposcuola

Il progetto si articola in tre fasi:

  1. Allestimento del fondo agricolo: Strutture ed attrezzature per le attività ludiche, formative, culturali, di produzione agricole, l'impiego di animali.
  2. Fase di programmazione e comunicazione: definizione e programmazione delle attività, comunicazione del progetto.
  3. Fase di avviamento: delle attività agricole definite e programmate; delle attività ricreative relative a cultura e natura del territorio.

Convegno con proiezione di docu-fiction

Al termine del primo anno dall'inizio dei lavori verranno argomentati i risultati del progetto all'interno di un convegno nel quale verrà proiettato un docu-fiction (film documentario), di circa 30 minuti realizzato durante l'espletamento del progetto stesso.

 
Di Sucar Drom (del 30/06/2011 @ 08:58:44, in lavoro, visitato 1743 volte)

sabato 2 luglio dalle 19.30 alle 23.30
alla Festa Democratica provinciale PD a Seriate, via Pastrengo

PICCOLA SARTORIA SINTA laboratorio di sartoria di Treviglio
Opera Nomadi Milano e Comune di Treviglio

vi invita a conoscere il nostro progetto e i manufatti da noi prodotti!

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