Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
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La redazione
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\\ Mahalla : VAI : Regole (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 01/06/2013 @ 09:07:03, in Regole, visitato 1215 volte)

Comunicato stampa

Milano, 27/5/2013. Presentiamo oggi una guida con informazioni su scuola, lavoro, casa, salute, residenza per cittadini rom e sinti a Milano.

"Attraverso le nostre attività di assistenza sanitaria e sociale con i cittadini rom e sinti a Milano, abbiamo rilevato una carenza d'informazioni su quali siano i loro diritti e su quali siano le modalità per poterne godere e farli rispettare. Per questo abbiamo deciso di scrivere una guida che distribuiremo durante le nostre attività." dichiarano i volontari del servizio di Medicina di Strada del Naga.

"Le informazioni riportate sono frutto di un'approfondita ricerca svolta contattando gli uffici interessati e su internet.Gli argomenti sono stati selezionati rilevando i bisogni dei diretti interessati che incontriamo durante le nostre attività." proseguono i volontari.

"Ci auguriamo di aver dato informazioni utili. Abbiamo anche previsto un monitoraggio dell'efficacia della guida e di aggiornarla in base alle segnalazioni che riceveremo." concludono i volontari del Naga.

La guida è in versione italiano-rumeno e italiano-serbo.

[...]

Saranno disponibili copie della guida e già da ora può essere scaricata a questi link:

Info:
www.naga.it - naga@naga.it  - 349 160 33 05 - 349 160 23 91

La Guida ai diritti è stata realizzata con il sostegno di Open Society Foundations

 
Di Sucar Drom (del 18/05/2013 @ 09:03:50, in Regole, visitato 1094 volte)

ALTO ADIGE

14 MAGGIO 2013 Nella sua videolettera da Roma il senatore altoatesino Pd-Svp Francesco Palermo annuncia di voler presentare due disegni di legge. Il primo per il "riconoscimento di Rom e Sinti come minoranze nazionali", il secondo per garantire il diritto di voto anche agli studenti universitari fuori sede all'estero.

 
Di Sucar Drom (del 11/05/2013 @ 09:07:14, in Regole, visitato 1894 volte)

Da Sinti Italiani in viaggio per il Diritto e la Cultura

Energia elettrica: tornano i contratti a forfait, l'Autorità per l'energia

In queste ore abbiamo verificato che molti gestori, a partire dall'ENEL, non si sono ancora adeguati alle nuove disposizioni e per questo li invitiamo al rispetto della Delibera 38/2012. Sinti Italiani ha attivato uno sportello segnalazioni. Mobile: 334-25.11.887

Ci preme ringraziare il Presidente dell'Autorità e tutto lo Staff della Direzione Tariffe, a partire dal Direttore, per la serietà con cui hanno affrontato la materia e per la loro la capacità di ascolto dimostrata in questi mesi.

L'Autorità per l'energia e per il gas con Delibera 38/2012 ha sospeso la Delibera 67/2010 che abrogava la possibilità di stipulare contratti a forfait a favore delle famiglie sinte, rom, giostraie e circensi.

Per informazioni! sportello segnalazioni. Mobile: 334-25.11.887 Davide Casadio.

Piazza Cavour, 5
20121 Milano
info@autorita.energia.it
tel. 02655651
fax 0265565266

 
Di Barbara Breyhan (del 24/04/2013 @ 09:07:30, in Regole, visitato 1353 volte)

Corriere della Sera - Annachiara Sacchi - 23 aprile 2013 | 9:04

Lo sgombero del campo in via Dione Cassio (Newpress)

Iniziativa di Pd e Sel. La Lega: la gente è esasperata

Insulti, minacce. Messaggi violenti comparsi insistentemente sulle pagine Facebook del Comune e del sindaco Giuliano Pisapia. Beceri inni all'odio razziale. Ne sono comparsi a centinaia dopo lo sgombero del campo rom di via Dione Cassio. Attacchi ai nomadi e all'amministrazione. Sono reati: circa duecento persone saranno denunciate alla polizia postale. Promotore dell'iniziativa, il consigliere comunale pd Gabriele Ghezzi. Con l'assistenza legale dell'avvocato e consigliere di Sel, Mirko Mazzali.

SU FACEBOOK - L'annuncio è arrivato in consiglio comunale: "Su Facebook - ha spiegato Ghezzi - sono apparse violenze di ogni genere. Non è stato possibile individuare tutti i responsabili. Presenterò denuncia per istigazione a delinquere, alla violenza razziale e xenofoba, apologia del fascismo". Come consigliere comunale e ufficiale di polizia, Ghezzi lo ha definito un "segnale necessario", soprattutto alla vigilia del 25 Aprile, invitando i colleghi del centrodestra "a un maggior senso di responsabilità nelle dichiarazioni su temi come questo".
Applausi in aula. E le inevitabili polemiche dell'opposizione che dal 9 aprile - con Riccardo De Corato, come un ariete, in pole position - chiede di convocare le commissioni Sicurezza e Welfare per discutere il piano rom e l'uso dei sei milioni di euro previsti dalla convenzione tra Comune e Prefettura proprio per i nomadi (Mazzali ha rassicurato: "Appena possibile le commissioni congiunte verranno convocate, non c'è nulla da vergognarsi in relazione all'operato dell'amministrazione sulla questione rom").

SCONTRO POLITICO - Ecco allora l'affondo del capogruppo del Carroccio, Alessandro Morelli: "Già che c'è, Ghezzi aggiunga alla sua denuncia un esposto per sperpero di denaro pubblico motivato dall'acquisto delle venti casette per i rom a fronte delle ventimila famiglie che restano in attesa di una casa popolare" (è del 3 aprile scorso il bando di Palazzo Marino per la fornitura di venti case mobili per il campo rom autorizzato di via Martirano, a Muggiano, con un budget totale di circa 650 mila euro). Quanto poi alla questione razzista, ha aggiunto Morelli, "sacrosanta la denuncia su duecento "pirla" che usano Facebook per diffondere messaggi di violenza, ma bisogna anche pensare alle ragioni di tali comportamenti: fino a due mesi fa queste cose non succedevano e sulla pagina Facebook del sindaco certe frasi non comparivano".

LE "CASETTE" - Scontro di visioni. Un tentativo di mediazione è arrivato ieri in aula dall'assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino. Ma prima, una punzecchiatura alla Lega: "Il consigliere Morelli dovrebbe essere cauto: le casette furono una decisione della giunta Moratti. La querela per sperpero di denaro pubblico, dunque, dovrebbe essere diretta alla passata amministrazione". Replica di Morelli: "Ma non erano destinate solo ai rom, e non dovevano finire in via Martirano". Infine l'apertura dell'assessore: "Se invece vogliamo pensare a soluzioni pragmatiche, possiamo tentare di cominciare a costruire insieme un progetto nella commissione che riuniremo, come ho già garantito, nella prima metà di maggio".

 
Di Sucar Drom (del 23/04/2013 @ 09:06:00, in Regole, visitato 1328 volte)

Sei una tale palla di lardo, che se tu rubassi qualcosa ti beccherebbero dopo 10 metri. Non sai fare il ladro, non hai mai lavorato, sei l'inutilità assoluta col microfono incorporato [Red.]

 
Di Fabrizio (del 14/04/2013 @ 09:01:51, in Regole, visitato 1649 volte)

Scritto da: Pierpaolo Farina, 11 aprile 2013

Pisapia dà 30mila euro ad ogni famiglia rom. Questo, in soldoni, il messaggio che nelle ultime ore è rimbalzato per tutti i social networks, facebook in primis. La notizia, ovviamente, l'ha data Libero, che parla anche di 20 case prefabbricate, per una spesa complessiva di 700mila euro.

Peccato che non sia vero. Perché il Piano Rom varato dalla giunta Pisapia a luglio non prevede affatto di dare contributi di natura economica a ciascuna famiglia rom, come invece prevedeva quello varato dalla giunta Moratti nel 2008: furono spesi 8 milioni di euro, (15mila euro a ciascuna famiglia), ma il problema non fu risolto, perché dopo un breve soggiorno nei paesi d'origine, i Rom lautamente pagati dalla Moratti tornarono in città.

Per inciso, poi il Piano Rom della Moratti fu bocciato il 6 novembre 2011 dal Consiglio di Stato, in quanto la presenza Rom non è straordinaria, e quindi di natura emergenziale, bensì ordinaria.

Il Piano Rom varato dalla giunta Pisapia il mese scorso ha sbloccato 5 milioni di euro di fondi statali, vincolati dalla legge Maroni del 2008 ad azioni per la gestione della presenza rom sul territorio milanese (dunque, se non si possono utilizzare per fare altro, il centrodestra se la prendesse con il proprio ex-ministro e attuale presidente della Lombardia).

In ogni caso, per rassicurare i patiti dello slogan "L'Italia agli italiani", il piano Rom della giunta Pisapia prevede tre tappe, tutte finanziate dallo Stato:

  • Allontanamenti programmati dai campi abusivi e messa in sicurezza dei terreni per impedire la rioccupazione;
  • Ospitalità nei centri di emergenza sociale, nei dormitori gestiti dalla Protezione civile, Terzo settore e controllati dalla Polizia locale;
  • Un percorso di integrazione proposto dal "Piano Rom" che prevede, a fronte dell'assistenza, l'obbligo a mandare i figli a scuola, seguire un percorso di formazione professionale e la disponibilità a collaborare con i servizi sociali.

Ora, non è Pisapia che decide di dare i soldi alle famiglie Rom: è la legge Maroni che vincola quei 5 milioni di euro. E in ogni caso, il Piano Rom approvato dalla giunta non prevede l'erogazione di contributi nella misura di 30mila euro per ogni famiglia rom. E dunque? E dunque, smettete di leggere Libero, se mai foste talmente masochisti da spendere soldi per restare disinformati.

 
Di Sucar Drom (del 29/03/2013 @ 09:05:13, in Regole, visitato 1919 volte)

Mantova, blitz inaccettabile!

Pubblichiamo il comunicato stampa del Consiglio direttivo dell'associazione Sucar Drom, dopo il "blitz" delle Forze dell'Ordine che ha visto coinvolte alcune famiglie mantovane, appartenenti alla minoranza linguistica sinta.

L'associazione Sucar Drom condanna l'azione spropositata messa in atto nella mattinata del 26 marzo 2013 nell'area di Trincerone a Mantova. Un esercito di 150 persone formato da Carabinieri, Finanza, Polizia di Stato, Corpo Forestale dello Stato e Vigili del Fuoco con l'aggiunta di Polizia Municipale, Arpa, Tea, Urbanistica del Comune di Mantova e Parco del Mincio hanno bloccato tutte le strade con decine e decine di mezzi blindati. Erano anche presenti unità cinofile antidroga e squadre della Polizia di Stato che hanno operato a viso coperto con i passamontagna. Il risultato? Otto persone indagate per presunti abusi edilizi. Durante l'azione tutte le persone, residenti dagli Anni Ottanta, sono state tenute in stato di fermo e alla richiesta di spiegazione la risposta è stata: "è una normale operazione di polizia".

Per noi non è stata una "nomale azione di polizia", ma uno sperpero di risorse pubbliche senza precedenti. In un momento di grave crisi economica riteniamo indecente questa dissipazione di risorse pubbliche ed è per questo che chiederemo alla Corte dei Conti di indagare sulle responsabilità dirette e indirette.

L'azione è stata condotta in questi termini per il solo fatto che a Trincerone abitano dei cittadini mantovani, appartenenti alla minoranza linguistiche sinta. Se non fossero stati residenti dei sinti italiani l'azione sarebbe stata completamente diversa. Quindi l'azione in tali dimensioni nasce da un'idea distorta e razzista insita nelle Istituzioni che al contrario dovrebbero combattere tali fenomeni. L'azione è la riprova che a Mantova è insita nelle Istituzioni un'irrazionale volontà di stigmatizzazione e criminalizzazione di una piccola minoranza, già colpita duramente durante il fascismo e ancora oggi sottoposta a intimidazione inaccettabile in un Paese che si dichiara democratico.

La situazione a Trincerone è il frutto dell'inerzia della politica mantovana che non ha mai voluto ascoltare il grido di dolore che la comunità sinta mantovana lanciava da quel ghetto che è il "campo nomadi" di viale Learco Guerra. Un'inerzia che ha visto decenni di disinteresse, quando non proprio ostilità e violenza. Ancora oggi non c'è una soluzione seria e credibile per la chiusura dell'Area di viale Learco Guerra e per chi ha cercato in questi anni di costruirsi un percorso indipendente c'è oggi l'incubo del sequestro della propria casa. La beffa è ancora più crudele perchè le famiglie residenti a Trincerone hanno fatto tutto nella legalità ma nel 2005 è entrata in vigore una legge (Testo Unico 380) che ha trasformato in illegale tutto ciò che fino a 31 dicembre 2004 era legale (Legge 47/1985). Chi sono stati i cittadini italiani colpiti da quest'assurdità legislativa? I sinti. Un classico esempio di discriminazione razziale indiretta che dovrebbe essere bloccata e sanzionata dalla Direttiva 2000/43, forse la Magistratura non la conosce?

Chiediamo al Signor Prefetto l'istituzione di un tavolo con il Sindaco di Mantova e il Presidente della Provincia di Mantova con lo scopo di trovare delle soluzioni che sappiano contemperare diritti e doveri per tutti, partendo da quanto approvato dal Governo italiano e convalidato dalla Commissione europea su queste situazioni.


Dossier:

Azione spropositata con dispendio di uomini e forze senza precedenti. Controllate solo le proprietà delle famiglie sinte, tutte le altre proprietà non toccate dal blitz...

 Mantova, blitz contro le lottizzazioni abusive
Da stamani (26 marzo, ndr.) blitz delle forze dell'ordine al Trincerone di Mantova per controllare alcuni terreni su cui erano stati avviati lavori poi sospesi su ordine della Procura. Polizia locale, Carabinieri, Finanza, Forestale, Vigili del fuoco e Polizia di Stato, con i tecnici dell'Asl e dell'assessorato ai lavori pubblici del Comune, circa 150 uomini, hanno bloccato gli accessi al Trincerone; chiuse anche via Donati e via Parma. In azione anche unità cinofile. Sarebbero stati sequestrati quattro lotti su cui erano state edificate trenta casette. Diverse persone risulterebbero indagate per lottizzazione abusiva

Gazzetta di Mantova Mantova, lottizzazioni abusive al Trincerone - Maxi-blitz, scoperte anche villette con piscina

Circa 150 persone hanno controllato e posto sotto sequestro quattro lotti di terreno abusivo su cui erano state edificate circa trenta casette abusive, molte le persone indagate. Bloccati tutti gli accessi alla zona. Gli indagati sarebbero 12. Scoperte residenze e villette con piscina nascoste da siepi

altre foto

MANTOVA. Blitz delle forze dell'ordine al Trincerone per controllare alcuni terreni abusivi su cui, nei mesi scorsi, erano stati avviati lavori poi sospesi su ordine della procura. Polizia locale, Carabinieri, Guardia di Finanza, Forestale, Vigili del fuoco e Polizia di Stato, con i tecnici dell'Asl e dell'assessorato ai lavori pubblici del Comune di Mantova, circa 150 uomini, hanno bloccato gli accessi al Trincerone a partire dal Camattino; chiuse anche via Donati e via Parma. In azione anche unità cinofile provenienti da Milano.

Sarebbero stati posti sotto sequestro alcuni lotti di terreno su cui erano state edificate circa trenta casette. Diverse persone risulterebbero indagate per lottizzazione abusiva. Il blitz è scattato alle 9 dopo il concentramento in piazzale Montelungo di uomini e mezzi delle forze dell'ordine.

"Hanno usato uno spiegamento di forze dell'ordine fuori da ogni immaginazione. Sono arrivati in divisa e con le unità cinofil. Mia figlia si è spaventata e a mia madre è venuta la febbre". Chi parla è una delle persone a cui è stato notificato il sequestro del terreno e dei fabbricati. E intanto l'associazione Sucar Drom ha già annunciato che nelle prossime ore organizzerà una marcia di protesta in città.

26 marzo 2013


Gazzetta di Mantova La rabbia dei sinti dopo il blitz "Soldi sprecati dalle istituzioni"
Dura reazione della comunità all'operazione anti-abusivismo: "Chiederemo alla Corte dei Conti quanto è stato speso". Otto gli indagati - di Sandro Mortari



Il giorno dopo il blitz delle forze dell'ordine al Trincerone che ha visto nel mirino alcune famiglie nomadi, e non solo, per lottizzazioni abusive, il segretario dell'associazione Sucar Drom, Carlo Berini, si scaglia contro le istituzioni.

"Chiederemo alla Corte dei Conti di sapere quanto è stato speso per questa operazione che ha visto in campo più di 150 persone soltanto per notificare degli avvisi di abusi edilizi. Ho l'impressione - aggiunge amaro - che in un giorno si sia speso quanto in cinque anni si spende a Mantova per la mediazione culturale. Chiederemo un incontro con il procuratore capo Condorelli per capire che cosa stia succedendo". Un'idea, Berini, se l'è fatta: "Contro i sinti e i rom ci sono dei pregiudizi difficili da sconfiggere. Martedì abbiamo assistito a scene che mai avremmo voluto vedere. C'erano poliziotti ovunque, sono state bloccate delle vie pubbliche per cinque ore. Bambini e vecchi della nostra comunità erano sotto shock, e lo sono tuttora; una persona anziana è finita all'ospedale. Hanno buttato all'aria tutto alla ricerca di non so che cosa e, alla fine, non hanno trovato niente".

Nel frattempo, sul tavolo del procuratore ieri è arrivata la relazione sull'intera operazione effettuata martedì, assieme alla documentazione sequestrata (rogiti e materiale informatico) necessaria a comprovare il reato di lottizzazione abusiva. Le indagini, dunque, continuano. Il Comune, dal canto suo, ha avviato la procedura per confiscare gli otto lotti di terreno e le 24 strutture adibite ad abitazione, posti sotto sequestro e affidati alla custodia giudiziale degli stessi proprietari.

La comunità sinta è attonita ma reagirà, promette Berini. Già state preannunciate manifestazioni di protesta che, all'ultimo momento, sono state fermate dagli stessi organizzatori: "Le associazioni sinte e rom sono in agitazione - annuncia Berini - e già martedì volevano venire a Mantova da tutt'Italia per manifestare contro l'emergenza abitativa che abbiamo qui. Abbiamo preferito indurre tutti alla calma. Ora ci riuniremo per definire la strategia da seguire". Berini assicura di non aver ancora pensato a quali iniziative adottare, "ma nulla è da escludere, potrebbe anche essere che occupiamo piazza Sordello in maniera permanente". Un punto tiene a precisare il segretario di Sucar drom: "I sinti non hanno ville né piscine".

E difende chi è stato indagato per lottizzazione abusiva: "Al Trincerone c'erano solo persone che hanno cercato di costruirsi un futuro fuori dal campo nomadi quando, a fine anni 80, la legge consentiva di tenere le roulotte su terreni agricoli. Nel 2005 la legge è cambiata, il Comune non ha applicato il condono edilizio e, per la prima volta, una legge è diventata retroattiva tanto che, otto anni dopo, ci considerano dei criminali. Ma noi non lo siamo".

28 marzo 2013


Notizia di contorno:

"Macchinari comprati dagli zingari" ma li avevano rubati da una ditta - 28 marzo 2013
Un 44enne e un 39enne colti in flagranza a Revere, seguiti di nascosto fino a Gazzo e arrestati in un'azienda di rottami

    Italiani (si presume, non viene stranamente indicata la nazionalità) "prendono a prestito" macchine industriali, dicono di averle acquistate dagli zingari. Bottino: 1000 euro (principianti).

Sull'imponente operazione di polizia di ieri al Trincerone rilevo, con preoccupazione, l'enorme sproporzione tra le motivazioni dell'intervento e le modalità di esecuzione dello stesso. Quando mai un controllo per abusi edilizi richiede la presenza attiva - assieme ai tecnici comunali, a quelli dell'Arpa e agli agenti della polizia locale - di oltre 150 unità di tutti e cinque i corpi di polizia (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Forestale e Vigili del Fuoco), addirittura con unità cinofile? Oltre tutto la posizione di irregolarità di alcune roulotte - irregolarità divenuta tale dopo la legge del 2005 - era ben nota al Comune di Mantova, tanto da essere stata oggetto di discussione in occasione dell'approvazione del Prg. Cosa c'entra, poi, la chiusura di tutti gli accessi al Trincerone, i bambini sequestrati in casa per ore o il sequestro di beni familiari come cd musicali, chiavette Usb o i computer dei bambini? Incredibile! Un atto amministrativo è stato trasformato in un problema di ordine pubblico, con una spettacolarizzazione inaccettabile che ha lanciato, consapevolmente o inconsapevolmente, un messaggio devastante: i sinti e i rom sono dei criminali. Mi aspetto una spiegazione ufficiale dai responsabili di questa operazione.

Claudio Morselli
Coordinatore provinciale
Sinistra Ecologia Libertà

Dichiarazione alla Gazzetta di Mantova, 28.03.2013

 
Di Fabrizio (del 16/03/2013 @ 09:06:25, in Regole, visitato 1465 volte)

COMUNICATO STAMPA SPOSA BAMBINA: LA MONTAGNA PARTORI' UN TOPOLINO
ROM ASSOLTI DAI REATI DI VIOLENZA SESSUALE DI GRUPPO, RIDUZIONE IN SCHIAVITU' E MALTRATTAMENTI


Nessuna violenza sessuale di gruppo. Nessuna riduzione in schiavitù, né alcuna tratta degli esseri umani. Nessun maltrattamento su minorenne. Nessun matrimonio forzato. E' netta la sentenza pronunciata oggi dal Tribunale di Pisa nel processo cosiddetto "della sposa bambina".

Ricordiamo brevemente i fatti. Nel 2010 vengono arrestati sette rom del campo di Coltano: secondo l'accusa, avevano portato in Italia una minorenne kosovara, costringendola a sposarsi, riducendola in schiavitù e compiendo su di lei abusi e violenze sessuali. Nel corso del processo, il Pubblico Ministero ha ipotizzato anche forme di pressione e di violenza psicologica.

La sentenza di oggi ha demolito questo castello di accuse: a carico degli imputati resta solo il reato di immigrazione clandestina, per il quale la difesa ricorrerà in appello.
Si tratta però, è bene dirlo, di una condanna che cambia radicalmente il senso del processo. Era stato disegnato un quadro fatto di rom primitivi e violenti, dediti allo sfruttamento dei minori e al maltrattamento delle donne; una comunità in cui i matrimoni sono forzati e la volontà delle spose è calpestata. Un vero e proprio catalogo dei peggiori pregiudizi sui rom.
Oggi, quel che resta di queste accuse è il semplice ingresso irregolare in Italia. Un reato che non configura una violenza sulle persone, e che dipende da semplici fatti amministrativi: solo per fare un esempio, se la ragazza fosse stata cittadina albanese anziché kosovara, non esisterebbe reato (l'entrata dall'Albania, infatti, non richiede visto di ingresso).

Ma ciò che è più grave in questa vicenda è il coinvolgimento del Comune di Pisa e della Società della Salute. Sin dall'inizio, gli amministratori di questa città hanno utilizzato il processo per diffondere veleni sulla comunità rom. Il Comune ha condannato gli imputati prima ancora della sentenza: ricordiamo che una giovane donna è stata sfrattata con i suoi cinque figli (l'ultima di appena sei mesi) perché coinvolta nella vicenda processuale.

Noi chiediamo che sia restituita la dignità a persone che per mesi sono state ingiustamente umiliate. Chiediamo al Comune di rispettare la Costituzione, e quindi di revocare tutte le misure punitive a carico degli imputati (a partire dagli sfratti), finché non si giungerà alla fine dei tre gradi di giudizio: è l'unico modo per rimediare ai gravi danni, materiali e morali, inflitti a queste famiglie.
Il nostro pensiero e la nostra solidarietà vanno alle persone ingiustamente accusate di crimini odiosi, ma anche alla giovane minorenne kosovara (la cosiddetta "sposa bambina"): vittima di una vicenda più grande di lei, vittima di vergognose strumentalizzazioni politiche da parte del Comune.

ASSOCIAZIONE AFRICA INSIEME


Da Agostino Rota Martir

La sentenza di oggi della Corte d'Assise di Pisa sul caso "la sposa-bambina", assolve tutti e quanti i Rom accusati di quelle pesanti accuse: rapimento, riduzione in schiavitù, violenza sessuale di gruppo e maltrattamento. In 15 udienze è stato possibile dimostrare la falsità di tali accuse e la loro inconsistenza, questo grazie anche al lavoro paziente e attento degli avvocati, che hanno saputo smontare il castello accusatorio.

Ricordo che fin dall'inizio di questa triste vicenda, i rom del campo hanno sempre sostenuto l'assurdità di tali accuse, ma pochi ci hanno creduto qui a Pisa, eccetto coloro che hanno voluto conoscere e ascoltare la voce dei Rom. Anche alcune Associazioni Rom Italiane hanno preferito prendere le distanze!
La stampa locale, diversi operatori del comune, assistenti sociali (quasi tutti) e amministratori fin dall'inizio hanno sentenziato, condannato, mantenendo anche un atteggiamento di tortura psicologica verso i rom coinvolti.
L'opinione pubblica è stata infettata dal virus dell'intolleranza, attraverso gli articoli dei giornali, sopratutto quelli a firma di Candida Virgone, apparsi su Il Tirreno di Pisa.
Alla luce dell'odierna sentenza sarebbe interessante ed educativo andare a rileggersi quei "racconti fantascientifici" (orrendi) della giornalista: una vera vergogna che disonora e offende chi onestamente e con competenza si dedica a tale attività. (ne tengo copia di questi orrendi articoli)

Gli artefici di questa assurda follia non sono i Rom, come si è voluto far credere, (giornali parlavano di orrore), ma altri e sopratutto chi era incaricato di lavorare per la cosi detta "integrazione". Questa follia ha un nome si chiama "Città Sottili", che in un certo senso ha permesso, incubato, ha sollecitato e partorito il mostro del pregiudizio, sono molti i complici che a titolo diverso vi hanno preso parte. Una delle loro colpe è la disumanità che hanno perseguito per tutto questo tempo, ma ce ne sarebbero altre, altrettanto gravi..che a suo tempo verranno elencate e discusse.

Di tutto questo è rimasto "solo" il reato di immigrazione clandestina, con il massimo della pena previsto dalla Legge Bossi-Fini, 5 anni. Sono tanti e questo ha un po' spento la gioia e la soddisfazione dei Rom e loro famigliari.

[...]

 
Di Sucar Drom (del 14/03/2013 @ 09:05:58, in Regole, visitato 1250 volte)

Abruzzo INDEPENDENT di Marco Beef - mercoledì 06 marzo 2013, 21:38 (vedi anche L'angolo del cretino, 24 maggio 2012)

Marco Romandini (Lega Nord) e Lorenzo Sospiri (Pdl) denunciati da famiglie rom per discriminazione razziale

PDL E LEGA NORD DENUNCIATI PER XENOFOBIA. L'onorevole della Lega Nord Marco Rondini e il responsabile del coordinamento del Popolo delle Libertà di Pescara Lorenzo Sospiri - anche se all'epoca dei fatti era Federica Chiavaroli - saranno in tribunale, tra poche ore, per la citazione in giudizio da parte di alcune famiglie rom (Guarnieri, Spinelli, Di Rocco) e le associazioni Rom Sinti@Politica Abruzzo e Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione) per discriminazione razziale.
Gli avvocati che hanno presentato la denuncia querela sono Nazzarena Zorzelli, Daniela Consoli e Michela Manente. La vicenda risale ai fatti successivi l'omicidio di Domenico Rigante, avvenuto la sera del primo maggio del 2012, per mano di un commando di rom.

LA MANIFESTAZIONE ANTI-ROM, I COMUNICATI E I MANIFESTI. Il sabato successivo venne indetta una manifestazione, subito definita "Anti-Rom", a Pescara alla quale parteciparono, oltre agli ultras del Pescara (Domenico Rigante era membro dei Pescara Rangers), 2mila persona. Nell'occasione vennero esposti manifesti contro la popolazione rom, come, ad esempio, quello con la scritta "avete cinque giorni per cacciarli". L'ufficio stampa della Lega Nord Abruzzo diramò un comunicato "per l'allontanamento degli zingari da Pescara". Nella denuncia/querela si fa riferimento anche ai manifesti 6x3, affissi da parte del Popolo delle Libertà, sui cartelloni del territorio comunale: "Abbiamo mantenuto gli impegni. Via i rom dalle case popolari".

LA REAZIONE DI AMNESTY INTERNATIONAL. Il fatto sollevò l'indignazione della comunità internazionale, tanto che anche Amnesty International è intervenuta sulle autorità italiane affinché venissero prese tutte le misure necessarie per proteggere la comunità dei rom da intimidazioni e attacchi violenti. L'organizzazione per i diritti umani ha condannato pubblicamente la violenza razzista, l'incitamento all'odio razzista e all'odio razziale, ed ha chiesto alle autorità di avviare immediate indagini e su atti di violenza a stampo razzista.

LA LEGGE MANCINO. La legge Mancino, dal nome dell'allora ministro dell'interno che ne fu proponente, condanna gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista, e aventi per scopo l'incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici religiosi o nazionali. Il dispositivo all'art.1 prevede: la reclusione fino a un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro per chi propaga idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; la reclusione da sei mesi a quattro anni per chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell'assistenza, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da uno a sei anni.

 
Di Martina Zuliani (del 03/03/2013 @ 09:07:33, in Regole, visitato 1620 volte)

The Journal Negare l'etnia Traveller fa dell'Irlanda uno Stato canaglia - Non riconoscere l'etnia dei Traveller crea un pericoloso precedente per ogni governo che neghi i diritti umani, che voglia giustificare il razzismo, scrive Robbie Mc Veigh

1988: Mullhuardart Site. Image: Photocall Ireland

Recentemente il deputato Caoimhghin O Caolain ha chiesto che i Traveller venissero riconosciuti come gruppo etnico. Il ministro Kathleen Lynch ha risposto che non vi sono piani a breve termine per introdurre la legislazione necessaria a tale riconoscimento, ma ha detto che questa ipotesi sta venendo considerata. Robbie McVeigh dichiara che l'approccio del Governo Irlandese è profondamente errato.

MENTRE GLI "ESPERTI" HANNO prospettive differenti riguardo l'etnia, essa non è un fatto soggettivo. Secondo la legge, l'etnia trova radici nella giurisprudenza esistente e perciò un governo non può dire che essa non esista. Inoltre, gli individui non possono ripudiare l'etnia; una persona può dire "non sono un Traveller" ma non si può dire "i Traveller non sono un gruppo etnico".

In altre parole, l'approccio adottato dal Governo Irlandese è profondamente errato; l'idea che tutti i Traveller debbano decidere di essere un gruppo etnico prima che l'etnia Traveller venga riconosciuta è semplicemente sbagliata Non ha fondamenti, ne accademici ne legali.

Quando la connessione tra Traveller ed etnia è stata chiesta in un contesto legale, la conclusione è stata che i Traveller possiedono le due "caratteristiche essenziali" dell'etnia: hanno una lunga storia condivisa di cui sono coscienti ed hanno una tradizione culturale a parte. Nel caso venga richiesta una prova simbolica si potrebbe citare il cimitero traveller di Westview ad Atlanta, Georgia.

Questo conferma che i Traveller arrivarono negli Stati Uniti attorno alla metà del 1800 con un senso della loro identità già sviluppato. Si può anche sottolineare come nessun accademico o avvocato ha mai affermato che i Traveller negli Stati Uniti non siano un gruppo etnico.

Fallimento del Governo
Ritengo che la negazione dell'esistenza dell'etnia Traveller da parte del Governo Irlandese sia pessima per i Traveller.

Nel 2004, il Governo Irlandese, durante la stesura del suo report al Comitato per l'Eliminazione della Discriminazione Razziale delle Nazioni Unite (CERD), dichiarava che i Traveller Irlandesi "non costituiscono un gruppo distinto dalla popolazione maggioritaria nei termini di razza, colore, discendenza o origine nazionale o etnica". In pratica, ciò ha implicazioni negative per il ruolo della legge internazionale - ignorare CERD e tribunali ha implicazioni sui Traveller e l'Irlanda.

In questo senso, la posizione irlandese ci fa diventare uno "Stato canaglia" - la negazione dell'identità crea un precedente pericoloso per qualsiasi governo negazionista dei diritti umani che volesse giustificare il razzismo o il genocidio.

In relazione all'etnia, le comparazioni con l'Irlanda si possono fare osservando Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord. In Inghilterra i Traveller sono riconosciuti come gruppo etnico fin dalla decisione sul caso O'Leary vs Allied Domecq del 2000. Nell'Irlanda del Nord i Traveller sono riconosciuti come gruppo etnico in base all'Ordine sulle Relazioni Razziali del 1997

Negli Stati Uniti i Traveller sono sempre descritti come un gruppo etnico. Vi è una discriminazione contro i Traveller in tutti questi ordinamenti ma vi è anche protezione contro la discriminazione razziale, ciò che invece manca in Irlanda a causa della negazione dell'etnia.

Discriminazione
La negazione dell'etnia è una questione complessa, priva di una risposta semplice. Il Governo insite di continuare ad impegnarsi nel combattere la discriminazione contro i Traveller Irlandesi e ha definito l'appartenenza alla comunità Traveller come un'identità separata sulla quale è illegale fare discriminazioni. Questo non significa dare un livello minore di protezione ai Traveller in comparazione a quello dato ai membri delle minoranze etniche.

Risulta altresì chiaro come la maggior parte dei discorsi sui Traveller Irlandesi in Gran Bretagna ed Irlanda è simile ai discorsi sui gruppi la cui etnia ed esperienza di razzismo è comunemente accettata. Il termine "etnia" è usato anche da molti Traveller Irlandesi per dare un senso all'identità dei Traveller irlandesi e alla separazione dalla società stanziale.

Vi è un immenso numero di prove a sostegno del riconoscimento dei Traveller come gruppo etnico. La continua politica di negazione dell'etnia da parte del Governo irlandese ignora tutte le prove significative ed ha implicazioni negative profonde.

La politica del Governo
In breve, la politica del Governo irlandese sul'etnia Traveller è sia perversa che discriminatoria. Essa ha conseguenze immediatamente negative per i Traveller irlandesi.

Questi ultimi non possono ottenere la protezione automatica data dagli standard regionali ed internazionali sulla "razza" come invece concesso ai Traveller irlandesi residenti in Irlanda del Nord e in Gran Bretagna; questo è direttamente contrario all'impegno sull'eguaglianza dato dal Good Friday Agreement, alla Direttiva Europea sulla Razza e alla Convenzione per l'Eliminazione delle Discriminazioni Razziali.

Dobbiamo aspettarci con inquietudine il giorno in cui uno Stato chiamato a rispondere per l'accusa di genocidio davanti alla Corte Internazionale di Giustizia dica "Non c'è niente a cui rispondere; per noi non erano un gruppo etnico".

 
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