Rom e Sinti da tutto il mondo

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\\ Mahalla : VAI : Europa (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 06/08/2008 @ 08:46:00, in Europa, visitato 1686 volte)

Da Nordic_Roma

31 luglio 2008 1:50am BST - By Agnieszka Flak and Julie Breton

HELSINKI (Reuters) - Aurelia non porta più con sé sua figlia di quattro anni a mendicare per le strade della capitale Helsinki. La donna Rom di 35 anni ha troppa paura che le prendano la bambina per darla in affido.

La Finlandia sta perseguendo i Rom, o zingari, che elemosinano con i loro bambini, minacciando di rimandare madri e figli nel loro paese di origine o di dare i bambini in affido. Lo scopo, dicono le autorità, è di proteggere i bambini.

Ma i gruppi dei diritti umani dicono che la mossa, introdotta alla fine del 2007, è sinora una delle più dure misure anti-Rom d'Europa, e costituisce una forma di ricatto che divide le famiglie invece di proteggerle.

La Finlandia non è sola nell'introdurre misure che i critici dicono essere discriminatorie contro i Rom. L'esecutivo dell'Unione Europea ha sollecitato gli stati membri ad offrire migliori opportunità ai Rom, cui spesso non vengono date pari opportunità di avanzare socialmente.

I Rom dell'Est Europa sono stimati in 9-12 milioni, sono il settore della società più povero nella regione, e molti sono fuggiti nei più ricchi stati occidentali, in cerca di una vita migliore. Ma, spesso, hanno trovato soltanto negligenza, discriminazione e schiacciante povertà.

In Italia, il governo è stato severamente criticato per il piano di prendere le impronte digitali ai Rom, inclusi i bambini, come componente di un severo provvedimento sui crimini, che molti italiani imputano agli immigrati.

I critici dicono che le misure proposte portano alla discriminazione etnica ed alla violazione delle regole UE. L'Italia ha replicato che le impronte verranno prese a tutti i cittadini, una mossa per disinnescare le critiche.

Astrid Thors, Ministra Finlandese per le Migrazioni e gli Affari UE, ha difeso la posizione del suo paese, dicendo che le autorità devono reagire se i bambini sono in pericolo.

"Stiamo cercando di agire nell'interesse dei bambini - Può essere problematico, ma è anche bene che la gente che arriva qui sappia che questa è la regola," ha detto.

Aurelia, che ha rifiutato di dare il suo cognome, elemosina ancora ma le entrate sono diminuite da quando ha smesso di portare sua figlia.

"Mendicare è ancora meglio che avere fame nel paese da cui arrivo," ha detto, agitando il bicchiere di plastica vuoto sul marciapiede vicino alla stazione di Helsinki.

"Alcune delle mie amiche sono andate via perché hanno sentito che i loro bambini sarebbero stati prese. Io non ho altra possibilità. Non ho altri sistemi migliori per appoggiare la mia famiglia a casa."

PIU' ORGANIZZATI

Il governo stima che vivano in Finlandia circa 10.000 Rom, anche se dicono che il numero potrebbe essere molto più alto, perché tracciare i loro movimenti è quasi impossibile.

Molti Rom arrivano dalla Romania e dalla Bulgaria, che hanno raggiunto l'Unione Europea nel 2007.

Quelli arrivati recentemente spesso dormono in tende o in comunità improvvisate sugli svincoli autostradali e raramente hanno accesso al servizio sanitario per prendersi cura delle loro famiglie.

Per legge, i Rom non possono essere deportati, a meno ché non commettano un crimine serio. Mendicare non è illegale.

Quando i Rom mendicanti, una presenza ubiqua nella capitale norvegese Oslo, apparvero per la prima volta l'anno scorso nelle strade di Helsinki, causarono fermento nei media locali e misero in evidenza una certa intolleranza verso gli stranieri.

I Rom non sono l'unico gruppo che ha affrontato la discriminazione in Finlandia, dove spesso la gente è ostile verso i nuovi venuti sino ai recenti segni  che l'economia avrebbe sofferto se il paese non avesse adottato un approccio più positivo.

Con un clima duro ed una lingua parlata solo da pochi, la Finlandia sta ora cercando di attrarre gli immigrati per puntellare un'economia indebolita dal rapido invecchiamento della popolazione europea ed una forza lavoro ristretta.

La popolazione della Finlandia è di circa 5,3 milioni e ci sono circa 122.000 stranieri, la maggior parte dalla Russia e dall'Estonia.

Mentre il numero dei mendicanti Rom in Finlandia è ancora piccolo - meno di 100 secondo uno studio del ministro degli interni - la polizia dice che stanno diventando più organizzati ed aggressivi, a volte arrivano su mini bus noleggiati alla bisogna per la loro giornata lavorativa ad Helsinki.

E la presenza dei bambini ha fatto arrabbiare alcuni Finlandesi.

Outi Parkkinen, una madre che vive a Helsinki, ha detto che non potrebbe contribuire a suddividere la colpa dopo aver visto bambini dormire per strada ad una temperatura sotto zero.

Chiede: "La gente dice che la Finlandia non è aperta all'immigrazione ogni volta che si parla dell'arrivo dei Rom. Dovremmo forse lasciarli vagare e rischiare che qualcuno di questi bambini muoia?"

Thors ha detto che la Romania deve assumersi la responsabilità dell'integrazione della sua minoranza nomadica e prevenire che migliaia di persone inondino le altre città europee.

Pure altri stati nordici hanno iniziato a reprimere, specialmente da quando il numero dei mendicanti Rom è cresciuto dal 2007.

Le lamentele contro i mendicanti aggressivi ad Oslo hanno portato l'anno scorso i politici norvegesi a discutere il divieto di elemosina.

Anche se questa proposta è caduta, è nuovamente dibattito aperto che nuovi gruppi di Rom mendicanti, principalmente dalla Romania, hanno iniziato ad arrivare nella città più cara d'Europa.

Circa cinque anni fa, la Danimarca cercava di mettere i bambini Rom in classi speciali e di ritirare gli assegni di disoccupazione ai genitori Rom se i loro figli non frequentavano la scuola. Tutte e due le pratiche sono state ritenute illegali e da allora sono cessate.

(Additional reporting by Sakari Suoninen and Sami Torma in Helsinki, Kim McLaughlin in Copenhagen, Adam Cox in Stockholm and John Acher in Oslo; Editing by Clar Ni Chonghaile)

 
Di Fabrizio (del 04/08/2008 @ 08:46:23, in Europa, visitato 1429 volte)

Da Bulgarian_Roma

Le dichiarazioni secondo cui ci sarebbe un boom demografico tra i Rom e che questi contano sull'assistenza sociale sono un mito, mostra una ricerca dell'Open Society Institute pubblicata sulla guida informativa "Rom in Bulgaria", ha riportato mercoledì il sito Mediapool.bg.

Uno degli autori della pubblicazione, Aleksei Pamporov, ha spiegato che c'è un incremento attuale nel numero dei Rom comparandolo al resto della popolazione in Bulgaria, ma nessun boom demografico. Nel 2001 una donna Rom dava alla luce in media 3,5 bambini, ed ora il numero è di 2,7. Nel periodo 2001-2007 la popolazione Rom è cresciuta dell'1% in confronto all'intera popolazione.

Pamporov ha detto che attualmente i Rom sono circa 426.000. Erano 370.908 nel 2001.

Così per l'impiego, Pomparov ha spiegato che il 51% di loro svolge qualche tipo di lavoro. Nel 1994 quelli che lavoravano erano soltanto il 27,5%.

Spesso i Rom trovano lavoro nelle costruzioni, agricoltura, servizi pubblici e vendita al dettaglio. Il 49% degli intervistati ha indicato il proprio salario come principale fonte di reddito, il 13,1% la pensione, il 9,9% lavoro temporaneo, il 7% pensione di invalidità, il 6,3% assistenza sociale, il 5,7% assegni familiari, il 3,2% affari privati, l'1,8% indennità di disoccupazione, 1,8% traffico di scarti, erbe e funghi, e l'1,3% lavoro all'estero.

Il livello di analfabetismo tra le donne Rom è doppio rispetto agli uomini. Le cifre sono 10,7% tra gli uomini e 20,1% tra le donne.

Il 38,7% delle donne ha la licenza elementare e circa la stessa percentuale la licenza media. Solo il 4,1% ha istruzione secondaria. D'altra parte, il 30,7% degli uomini Rom ha la licenza elementare, il 42,9% la licenza media ed il 15,7% si è diplomato alle superiori.

Toni Tsvetanova/bnn/

 
Di Fabrizio (del 03/08/2008 @ 09:21:49, in Europa, visitato 2102 volte)

Da Czech_Roma

Opinione del Redattore: La motivazione del rimpatrio dei Rom in India è una questione interna alle comunità Rom.
Qualsiasi apporto alla realizzazione di questa meta deve arrivare da quanti sono positivi versoi Rom, ma non da quanti ci vedono come la loro sfortuna e sono contenti di cancellare ogni segno della nostra vita in Europa o altrove

Valery Novoselsky,
Redattore di Roma Virtual Network.

L'estrema destra vuole rilocare i Rom in India By ČTK

Praga, 30 luglio (CTK) - Lidove noviny (LN) ha riportato mercoledì che il Partito Nazionale Ceco vuole riuscire nelle elezioni generali del 2010 con la radicale retorica anti-Romani, formulata in 150 pagine dello studio "La Soluzione Finale al Tema Zingaro nelle Terre Ceche" che sarà presentato tra un mese.

Il nome evoca la Germania nazista e la sua soluzione finale alla questione ebrea, ma i nazionalisti rispondono che non vogliono uccidere i Romani, ma vogliono comprare della terra in India per rilocare lì i Romani, scrive LN.

Il gruppo degli autori dello studio è guidato dal membro di partito Jiri Gaudin e ne fa parte anche la presidentessa Petra Edelmannova, secondo Pavel Sedlacek portavoce del partito, scrive LN.

Scrive sempre LN che si presume che il gruppo sia stato assistito da alcuni esperti dell'"ambiente accademico", che tuttavia hanno richiesto l'anonimato.

Ivan Vesely, presidente dell'associazione Romani Dzeno, ha detto a LN che i Romani "hanno vissuto qui per 500 anni e ancora siamo considerati stranieri".

Sedlacek ha detto a LN che lo studio guarda alla questione Romani in "in maniera completa - dove si è originata e perché nessuno l'ha ancora risolta".

Ha detto che lo studio conclude che il rimpatrio è la sola soluzione possibile dopo che tutti i tentativi di far fronte alla questione sono falliti.

"Dev'essere risolta su basi europee, occorre comprare terra in India e dev'essere data l'opportunità di vivere sulla loro terra seguendo le loro idee" cita LN dallo studio.

Sedlcek ha detto che la parola "finale" collegata allo studio non significa che il partito vorrebbe sterminare i Romani, ma perché la questione dev'essere finalmente affrontata.

Miroslav Mares, esperto di estremismi, ha detto a LN di pensare che i nazionalisti perderanno le elezioni.

"La tematica Romani non è così forte. Secondo i sondaggi non esistono nella società forti pregiudizi anti-Romani, ma (Miroslav) Sladek, che basò la sua campagna elettorale nel 1998 sulla retorica anti-Romani, perse," ha detto Mares.

Sladek era allora presidente dell'estremista Associazione per la Repubblica- Partito Repubblicano di Cecoslovacchia (SPR-RSC).

This story is from the Czech News Agency (ČTK).

 
Di Fabrizio (del 02/08/2008 @ 16:30:44, in Europa, visitato 1388 volte)

Da Roma_und_Sinti

DW WORLD.D - DEUTSCHE WELL

I Sinti e i Rom sopravvissuti all'Olocausto ed i loro nipoti questa settimana stanno visitando il campo di sterminio di Auschwitz, come parte di un viaggio educativo progettato per sollevare la consapevolezza storica tra le giovani generazioni

E' la prima volta che giovani ed anziani assieme prendono parte ad un evento di questo tipo in Germania. Trentacinque sopravvissuti all'Olocausto e 20 giovani tra i 16 e i 30 anni viaggeranno verso la Polonia.

Insieme, vecchi e giovani hanno ricordato il 2 agosto 1944 - la data in cui le SS uccisero i 2.900 reduci Rom e Sinti ad Auschwitz. Questo è l'anniversario in cui la comunità commemora i loro morti nell'Olocausto.

I sopravvissuti forniranno anche ai partecipanti la loro guida personale nel giro del campo di Auschwitz-Birkenau durante il viaggio di cinque giorni, che è stato organizzato dal Centro Culturale e di Documentazione dei Rom e Sinti Tedeschi assieme alla Federazione per la Democrazia e la Tolleranza (BfDT).

Collegamento tra passato e presente

"Volevamo dare alle generazioni più giovani l'opportunità di collegarsi alla storia," ha detto Romani Rose, presidente del Consiglio Centrale dei Sinti e Rom.

Andreas Pflock del centro di Heidelberg ha sottolineato l'importanza della dimensione personale.

"I sopravvissuti all'Olocausto passeranno la loro esperienza," ha detto. "Molti della precedente generazione che ha vissuto Auschwitz stanno sparendo, non vogliamo che questa esperienza vada persa."

"E' importante per la generazione più giovane conoscere cosa hanno passato i membri della propria famiglia perché interessa la percezione della loro storia. E' anche un'importante fondamenta per il loro futuro," ha aggiunto.

Pflock ha detto che il viaggio includerà anche un incontro con i componenti dei Rom e Sinti Polacchi, coinvolgendoli nelle discussioni sul loro attuale lavoro politico.

Si stima che circa un milione di Sinti e Rom siano stati uccisi durante il regime nazista. Oggi vivono in Germania tra i 70.000 e gli 80.000 membri della minoranza.

DW staff (jg)

 
Di Fabrizio (del 02/08/2008 @ 09:28:36, in Europa, visitato 1655 volte)

Da Roma_Daily_News

Reuters 29 luglio 2008 - L'Italia è stata criticata per i severi provvedimenti contro la sua minoranza Rom. Di seguito alcuni dettagli sui Rom in Europa:

* UNIONE EUROPEA:

- L'esecutivo UE ha fatto pressione sugli stati membri perché offrano migliori condizioni di vita ai Rom, che soffrono di discriminazione.

- La Commissione ha pubblicato uno studio che dice che spesso ai Rom non vengono date pari opportunità per avanzare socialmente in UE, anche se esistono leggi antidiscriminatorie riguardo l'accesso al lavoro, i sistemi di sicurezza sociale, i servizi e la casa.

* RAPPORTO UNICEF:

- Un rapporto UNICEF del 2005 dice che l'84% dei Rom in Bulgaria, l'88% in Romania e il 91% in Ungheria viveva sotto la linea di povertà.

- Ci sono circa 3,7 milioni di Rom nei cinque paesi coperti dal rapporto - Bulgaria, Macedonia, Montenegro, Romania e Serbia - 1,7 dei quali sono bambini.

- Secondo quanto riportato il 53% dei Rom aveva sofferto la fame nei mesi precedenti, contro il 9% della popolazione non-rom.

* DECENNIO DELL'INCLUSIONE ROM 2005-2015:

- L'idea del decennio emerse dalla prima conferenza regionale ad alto livello sui Rom tenutasi in Ungheria nel 2003.

- La decade è un impegno dei governi nell'Europa centrale e del sud-est a migliorare lo stato socio-economico e l'inclusione sociale dei Rom. Vi prendono parte nove paesi, tutti hanno significative minoranze Rom.

- All'inizio del 2008, Albania, Bosnia ed Herzegovina, e Spagna hanno dichiarato la loro intenzione di unirsi alla decade.

* I ROM NELL'EUROPA:

UNGHERIA - Vivono in Ungheria oltre 600.000 Rom, la maggior parte nel nord-est, formando la più grande minoranza etnica su una popolazione totale di 10 milioni.

- La distinzione è diffusa. L'UE ha indicato il paese tra quelli più difettosi in termini di segregazione dell'alloggio.

ITALIA - Vivono in Italia tra i 130.000 e i 150.000 Rom, dove vengono incolpati per crimini ed insicurezza.

- L'Italia ha programmato di prendere le impronte digitali ai Rom che vivono nei campi, come pure la chiusura dei campi non autorizzati ed il rimpatrio di chi è illegalmente in Italia. La decisione è stata condannata dal Parlamento Europeo, dalla Romania - da cui provengono molti Rom - e da gruppi religiosi.

- A seguito delle proteste, un comitato parlamentare ha convenuto che le impronte verranno prese a tutti i cittadini per le carte di identità. La misura deve ancora passare attraverso il Parlamento.

- Lo scorso maggio, diversi campi Rom sono stati dati alle fiamme, accendendo un incidente diplomatico tra Roma e Bucarest.

MACEDONIA - Sono tra i 150.000 e i 250.000, o circa il 10,5% della popolazione.

- I Rom hanno ottenuto un'uguaglianza costituzionale unica in Macedonia derivata da un accordo di pace fra il governo e la più grande minoranza, l'etnia albanese.

SLOVACCHIA - I 108.000 Rom slovacchi hanno di solito accesso limitato al lavoro e all'istruzione e spesso vivono in squallide condizioni senza i servizi pubblici basici.

* TURCHIA - I Rom in Turchia non sono riconosciuti come gruppo di minoranza. Tentativi di organizzarsi politicamente o anche culturalmente possono essere visti come atti contro la stato, punibili per legge. Vivono in Turchia tra i 300.000 e i 500.000 Rom.

-I Rom riportano di frequenti sgomberi forzati.

Fonti: Reuters/Economist/ World Bank/www.rroma.org/ www.romadecade.org/

Writing by David Cutler and Jijo Jacob, London Editorial Reference Unit

 
Di Fabrizio (del 02/08/2008 @ 09:12:42, in Europa, visitato 1527 volte)

Da Roma_ex_Yugoslavia

Dichiarazione di Refik Jajic

BELGRADO - 26 luglio 2008 Nella sessione informativa del Media center dell'Unione Europea, i rappresentanti della Commissione Europea nella Repubblica di Serbia hanno annunciato che l'Unione Europea destinerà 9 milioni di EURO per progetti assegnati al recupero di soluzioni durevoli per i rifugiati e per il miglioramento delle condizioni di vita dei dispersi interni, come pure per la creazione di un reddito per i rifugiati, i dispersi ed i poveri in condizioni di emergenza.

Refik Jajic, presidente del Tavolo per i dispersi interni del Consiglio Nazionale della minoranza Romani, ha ricordato in una dichiarazione alla TANJUG che i Rom dopo 9 anni di abbandono delle loro case vivono ancora come dispersi. Dopo che hanno lasciato tutti i loro averi e passato dietro di loro, sono per la maggioranza privi di fonti di reddito, e dipendono dall'economia informale, ad es. del lavoro irregolare, senza assicurazione ed integrazione.

Ha avvertito che chiudere i centri collettivi in cui i Rom dispersi dal Kosovo e Metohija risiedono, rappresenta una nuova sfida, perché il pagamento di un alloggio privato ostacola significativamente chi ha budget scarsi per la casa e a cui bisogna coprire le spese basiche.

Le persone disperse internamente tanto in Serbia e Montenegro, che in Macedonia, dove hanno lo status di rifugiati, oggi non sono realmente nella possibilità di realizzare i loro diritti civili, cosa che peggiora la loro dispersione. In confronto ai cittadini locali, non sono individuati adeguatamente nelle liste degli utenti degli aiuti sociali (programma di aiuto materiale alle famiglie). Molti Rom dispersi non hanno abitazioni durevoli, e sono in difficoltà nel risolvere il problema della sistemazione e, per questo, ritiene che il Progetto dell'Unione Europea sull'integrazione dei dispersi interni troverà una soluzione durevole per i rifugiati ed i dispersi interni, e migliorerà le loro condizioni di vita nella loro madrepatria. A causa dell'importanza estrema del progetto dell'Unione Europea sui dispersi interni qualificati come Romani, il Consiglio Nazionale della minoranza Romani parteciperà all'offerta - ha concluso Refik Jajic.

Bajram HALITI - PR of National Council of Romany national minority in Serbia.

 
Di Fabrizio (del 31/07/2008 @ 20:25:39, in Europa, visitato 1993 volte)

Ricevo da Union Romani

Manifestazione a Madrid il 7 agosto
E' ARRIVATA L'ORA DI REAGIRE

Alla fine abbiamo ottenuto tutti i permessi governativi per poter celebrare a Madrid, il prossimo GIOVEDI' 7 AGOSTO una manifestazione che terminerà davanti alla sede dell'Ambasciata d'Italia, in calle Lagasca.

Manifesteremo per denunciare pubblicamente la gravità degli attentati sofferti dai gitani europei residenti in Italia e per chiedere la solidarietà dei cittadini davanti alla violenza cieca dei razzisti.

A partire da adesso dobbiamo moltiplicarci. Noi, i gitani, dobbiamo avere la coscienza degli obblighi che abbiamo di partecipare, con sacrificio personale ed economici ad essere precisi, in una rivendicazione come questa.

E' una grande opportunità perché i gitani di Spagna dimostrino di essere disposti a dare qualcosa di noi stessi in difesa degli interessi di tutti. Per questo dico che dobbiamo mobilitarci perché le associazioni gitane, fondamentalmente, organizzino la trasferta a Madrid.

Sarebbe molto importante che la Spagna vedesse, e che l'Europa intera contemplasse, i gitani spagnoli disposti a mettere la faccia, con coraggio, in difesa dei Diritti Umani, in difesa della libertà di circolazione, in difesa della democrazia e contro qualsiasi forma di razzismo o xenofobia.

Il giorno 7 agosto si devono vedere a Madrid molte bandiere gitane e molte bandiere europee e, naturalmente, anche bandiere spagnole e dell'autonomia, anche se, ripeto, l'ideale sarebbe che predominassero le bandiere gitane e quelle europee.

A partire da qui occorre sollecitare l'accordo e l'adesione di quante più istituzioni possibili. Perciò, la nostra manifestazione non è contro nessuno (evidentemente sì contro i razzisti, sì contro i nazisti, sì contro i genocidi), ma a favore della libertà, della democrazia e per l'uguaglianza delle opportunità per tutti. Per questa ragione converrà che tutti si sentano a loro agio in questa manifestazione. Tanto la gente del PSOE come quella del PP, così come quella del resto delle formazioni politiche. I Sindacati devono essere al nostro lato. Questo giorno devono accompagnarci le associazioni del Terzo Settore di Azione Sociale. E perché questo avvenga, siamo noi che dobbiamo mobilitarci.

Lo ripetiamo ancora una volta. Facciamo questa manifestazione perché molti gitani lo hanno chiesto. Per questa ragione rinunciamo a qualsiasi protagonismo non necessario o di clan. Nonostante, dato che dev'esserci un'organizzazione convocante, crediamo che debba essere il CONSEJO ESTATAL DEL PUEBLO GITANO, massimo organo di rappresentazione dei gitani spagnoli, a mostrarsi. Gli altri, in un onorevole secondo piano, devono lavorare con il massimo sforzo ed efficace perché tutto venga il meglio possibile.

Aperti a ricevere qualsiasi suggerimento, contributo o rettifica a quanto qui manifestato, vi invio un forte abbraccio.

JUAN DE DIOS RAMÍREZ-HEREDIA

Per stabilire contatti, per formulare suggerimenti o coordinare azioni, chiediamo di mettersi in contatto con le seguenti persone:

ANTONIO VAZQUEZ SAAVEDRA
VicePresidente del Consejo Estatal del Pueblo gitano.
e-mail: info@fagex.org
Tel. 924.553825; móvil 620.867581

Movilizaciones:
MANUEL GARCIA RONDON
Secretario General de la Unión Romani
e.mail: u-romani@pangea.org
Tel. 954.285.533; móvil 607496202

Organización
ANTONIO TORRES FERNANDEZ
Vicepresidente de Unión Romaní
e.mail: u-romani@pangea.org
Tel. 954.285.533; móvil 670.777199

Apoyo
ISIDRO RODRIGUEZ
Director de la Fundación Secretariado Gitano
e.mail: fsg@gitanos.org
Tel. 91.422.09.60

FRANCISCO SANTIAGO MAYA
Coordinador
e.mail: u-romani@pangea.org
Tel. 639849575

 
Di Fabrizio (del 27/07/2008 @ 09:07:17, in Europa, visitato 1544 volte)

Da Bulgarian_Roma

"Gli Zingari sono furbi come lupi, si riproducono come pecore. I primi a lasciare saranno le compagnie internazionali. Non ci sarà più nessuno a cui vendere la loro nuova merda, e andranno in qualche altro posto con meno Zingari e più soldi. Chi comprerà sapone per una pelle bianca soffice e tenera? Sporchi Gyppos?"

"La differenza tra gli Zingari e il bestiame è che il bestiame è soggetto a controlli veterinari. Il bestiame non può comportarsi da Zingari, ma è possibile il contrario. I diritti e le libertà dei bovini sono stati sotto una seria pressione per anni, e durante quel tempo la donna Zingara ha partorito ancora e tuttora ha il cervello di una mucca".

Quanto sopra si può trovare negli articoli di Kalin Rumenov, che ha ricevuto il premio 2008 Chernorizetz Hrabur "Giovane Giornalista". Questi articoli sono regolarmente pubblicati sul giornale nazionale "Novinar", che non fa nessuno sforzo per distanziarsi dai suoi punti di vista o pubblicare materiale che controbilanci Rumenov. La Commissione Etica sulla Stampa Bulgara non considera questo un problema degno di attenzione.

Questo premio è stato ricevuto da Kalin Rumenov durante una cerimonia ufficiale a Sofia, il 25 maggio 2008 alla presenza di politici, membri del Parlamento e giornalisti. Il premio per la stampa è stato istituito dall'Unione degli Editori nel 2002 e copre 11 categorie.

Rumenov dipinge costantemente i Rom in termini violentemente offensivi come alieni e di seconda scelta, come una comunità i cui membri sono incapaci di prendere decisioni per loro ed il loro sviluppo. Chiede allo stato di trattare con loro con ogni mezzo possibile, presentando i Rom come una peste che minaccia la sicurezza dei gruppi etnici "migliori".

A seguito del premio a Kalin Rumenov, una coalizione di vari gruppi professionali bulgari ha scritto una petizione perché quel premio venga pubblicamente ritirato. Quanti hanno firmato la petizione chiedono al Presidente ed al Primo Ministro bulgari, che erano presenti alla cerimonia, una dichiarazione in cui loro non condividano i valori rappresentati dall'autore razzista.

Potete aggiungervi alla protesta e partecipare alla campagna chiedendo di ritirare il premio e la condanna dell'antiziganismo nei media bulgari.

Mandate una mail a ieifoundation@yahoo.com o a v.nicolae@diplomacy.edu includendo il vostro nome, posizione e nazione ed aggiungeremo il vostro nome alla lista esistente.

Per vedere la lettera di protesta intera e la lista dei firmatari: http://www.ergonetwork.org/bulgariakrl.doc. Per la traduzione dei peggiori articoli di Kalin Rumenov: http://www.ergonetwork.org/krarticle.doc

La coalizione che ha appoggiato la petizione controllerà lo sviluppo del caso fornirà informazioni su ogni decisione presa e sulle sue future intenzioni. Nel contempo, la coalizione sta lanciando un appello a rilevanti organizzazioni ed istituzioni internazionali ed europee ed a individui che appoggiano le richieste contenute nella petizione come appropriate.

Firmato a nome del segretariato della Campagna:

Adela Peeva, Bulgaria
Ivailo Dichev, Bulgaria
Kalina Bozeva, Bulgaria
Krustio Krustev, Buglaria
Liliana Makaveeva, Bulgaria
Mark Bossanyi, UK/Bulgaria
Valeriu Nicolae, Romania

Valeriu Nicolae – Executive Director
European Roma Grassroots Organisation
Strada Rezonantei Nr.1-3 Bl 15-16 Sc A Ap 3 Sector 4 Bucuresti Romania
Tel : (004) 0742379657 or 0727708788

 
Di Fabrizio (del 26/07/2008 @ 08:44:57, in Europa, visitato 1237 volte)

Da Roma_Francais

[18-07-2008 13:53 UTC] Par Alexis Rosenzweig - A meno di un anno dall'eliminazione del visto per i cittadini della Repubblica Ceca che si recano in Canada, un'affluenza di richiedenti asilo ha spinto la ministra canadese dell'Immigrazione, Diane Finley, a mettere la questione all'ordine del giorno durante la sua visita a Praga. Ottawa aveva già tolto l'obbligo di visto nel 1996, ma l'aveva ristabilito un anno dopo a causa del gran numero di domande d'asilo.

Secondo la Commissione dell'immigrazione e dello statuto di rifugiato in Canada, il paese ha ricevuto 320 domande d'asilo da parte di cittadini cechi da gennaio a maggio 2008. I media cechi hanno recentemente rivelato che questo numero crescerebbe a 449 alla fine del mese di giugno. I richiedenti asilo sarebbero in maggioranza Rom cechi.

"Ci sono state delle domande. Nessuna delle persone che aveva fatto la richiesta ha sinora ricevuto lo statuto di profugo. Sorvegliamo da vicino la situazione e per questo che ora sono in Europa centrale, per essere sicura che tutti si assumano le proprie responsabilità e che non ci siano abusi di sistema da ambo le parti. Il mio scopo è di fare in modo che i nostri governi cooperino perché le relazioni senza bisogno di visto siano mantenute".

Tra il 1996 e il 2000, quasi 1700 provenienti dalla Repubblica Ceca avevano fatto domanda d'asilo, e più della metà l'aveva ottenuto. Le possibilità di ottenerlo oggi sono molto più sottili, e Praga tenta di dissuadere i potenziali candidati. Karel Schwarzenberg, ministro ceco degli Affari esteri:

"Evidentemente non possiamo restringere la libertà di movimento dei nostri cittadini. Ma proviamo a convincere quanti vogliono partire che la situazione economica è tale che la disoccupazione scende, provando anche ad eliminare le ragioni che spingono a domandare asilo. Abbiamo osservato che molti di quanti sono andati in Canada, sono rientrati qui, che non è il paradiso in terra. Quelli che non ottengono asilo devono rientrare e la loro situazione è spesso peggiore di quando sono partiti".

Ricordiamo infine che l'obbligo di visto dovrà presto essere rimosso anche per i Cechi che intendono recarsi negli Stati Uniti.

 
Di Fabrizio (del 24/07/2008 @ 09:05:48, in Europa, visitato 1152 volte)

Da Slovak_Roma

17/07/2008 SACA-KOSICE, Slovakia (AFP) - La Slovacchia, che adotterà l'euro tra sei mesi, sta mettendo fondi allo scopo di guidare la minoranza zingara a lungo trascurata al cambio dell'attuale valuta UE.

La Banca Centrale Slovacca ha concordato con una troupe teatrale Rom di inventare uno spettacolo ottimistico che è stato presentato questa settimana a Saca-Kosice, un sobborgo della remota seconda città della Slovacchia orientale.

Sono 400.000, i Rom slovacchi rappresentano il 7% della popolazione, molti vivono in ghetti isolati, spesso senza strade, acqua corrente, fognature o elettricità e dove la povertà è rampante.

"La maggioranza di quelli in età lavorativa sono disoccupati ed hanno un'istruzione molto limitata," ha detto Jana Kovacova, portavoce della Banca Centrale. Richiedono attenzione speciale perché sono nel contempo una minoranza ed un gruppo socialmente escluso."

I violini colpivano mentre i ballerini del teatro Romathan - una compagnia finanziata dallo stato fondata negli anni '90 per salvaguardare la cultura Rom - calcavano il palco in una fiammata di colore con la loro proposta, un convertitore di valuta corona-euro.

"Questo spettacolo è organizzato dalla Banca Centrale Slovacca, il tasso di conversione è stato fissato a 30,126 corona/euro," dice un'attrice alla folla riunita nell'ingresso di un'enorme officina siderurgica.

Saca-Kosice è tipica dei siti dove i Rom provano a sopravvivere al pregiudizio razziale e agli stereotipi negativi - qualcuno persino da un membro della coalizione di sinistra, lo xenofobo Partito Nazionale Slovacco il cui leader è ben conosciuto per i suoi attacchi alla comunità Rom.

Ma sotto le critiche dei gruppi dei diritti umani ed altre organizzazioni, la Slovacchia, che si è unita all'Unione Europea nel 2004, ha promesso di ridurre le ineguaglianze e spingere sull'istruzione tra i Rom.

"Molti parlano il romanì meglio dello slovacco: devi spiegare l'euro nella loro lingua, altrimenti sarà incomprensibile per loro," ha detto Kristina Magdolenova, direttrice della Roma Press Agency che è andata a Saca per filmare lo show.

Una parodia è quella della "madre" che scoppia in lacrime quando il postino consegna l'assegno sociale mensile della famiglia. "Cosa, 300, è così poco, non arriveremo mai alla fine", piange lei.

"Non essere così stupida," risponde suo "marito", "non è cambiato niente se una pagnotta costa un euro," come aggiunge un amico orgogliosamente fornito di convertitore di valuta. "Sì, 300 euro sommano a 3.000 corone."

Milan Godla, il fondatore del teatro Romathan che ha scritto lo spettacolo, ha detto che sono state programmate 40 presentazioni per l'estate.

Le scuole ed i centri comunitari seguiranno con consigli pratici dopo la pausa estiva. La banca centrale ha anche reclutato preti cattolici che, dopo brevi corsi, aiuteranno a spiegare l'euro nelle parrocchie isolate.

La Roma Press Agency, che lavora in lingua rom, si è unita allo sforzo, usando le proprie riviste comunitarie, trasmissioni televisive e sito Internet per spiegare la nuova valuta, introdotta nella UE nel 1999.

E' stato organizzato un concorso musicale sul tema dell'euro, i migliori video clip saranno trasmessi sulla televisione nazionale durante il programma settimanale rivolto alla popolazione Rom.

Una spettatrice, Mata Gojza, ha ammesso in seguito di aver gradito lo spettacolo ma di essere ancora confusa. "L'euro? No, non so come funziona."

"Le canzoni ed i balli sono buoni, ma occorre anche prendersi il tempo di arrivare al nocciolo e spiegare alla gente, quelli che hanno in mano una vanga," ha detto un'altra spettatrice, Natalie Doncova che "ha capito" l'euro da quando lavorava in Belgio.

Quando il cambio avrà luogo il 1 gennaio, il paese dell'ex blocco sovietico diverrà il 16° membro dell'eurozona, ma il primo dell'Europa Centrale dato che i vicini della Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia hanno dilazionato l'adozione dell'euro a data da destinarsi.

Per molti dei nuovi partner nell'Europa dei 27, gli ultimi 15 anni dal collasso del comunismo hanno significato cambi e riforme continui. Sembrano contenti di agire senza l'euro e mantenere in tasca la loro valuta nazionale ancora per un po'.

 

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