Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

siamo amici da quasi 50 anni, una vita! Per gli amici, questo e altro! Se passate di li', fategli un saluto da parte mia...

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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Sucar Drom (del 16/09/2007 @ 09:38:00, in blog, visitato 1385 volte)

Il volontariato onesto va rispettato e aiutato quello discutibile va superato!
Dopo l'intervento di Nazzareno Guarnieri (Presidente dell'Opera Nomadi Abruzzo) e quello di Renata Paolucci (Segretaria Nazionale dell'Opera Nomadi e Presidente della Sezione di Padova) e Roberto Costa (Consigliere Nazionale dell'Opera Nomadi), pubblichiamo l'intervento del Professor Santino Spinelli che alcuni giorni fa è stato applaudito al Festival Letteratura 2008.
La barchetta che trasporta la ciurma dei buoni samaritani autoreferenziali sta affondando... Dopo decenni di arroganza e di interlocuzione privilegiata presso le istituzioni i risultati sono sotto gli occhi di tu...

Consiglio d'Europa: inadeguate le politiche italiane per i Rom e i Sinti
Inadeguatezza dei campi, sgomberi forzati ed espulsioni, assenza di alloggi permanenti per i 140.000 Rom, Sinti che vivono stabilmente nel nostro Paese. Il Consiglio d'Europa, per bocca del suo vice segretario generale Maud de Boer Buquicchio, che ha incontrato ieri il ministro della Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, bacchetta l'Italia, contestando in sostanza al nostro Paese la mancanza di adeguate politiche di integrazione ...

Anche don Colmegna digiuna per i Rom rumeni
Digiunano da lunedì per dare sfogo ad un "profondo senso di impotenza". Don Rigoldi, presidente di Comunità Nuova, e Don Colmegna, presidente della Casa della Carità, cercano da tempo soluzioni al 'problema rom', di sicurezza per i cittadini milanesi e di vivibilità per quelli rumeni.
Impegnati soprattutto con i num...

Un minuto di silenzio per ricordare Eva, Danchiu, Mengji e Tutsa
La Segreteria del Comitato Rom e Sinti Insieme, riunita oggi a Bologna, ha aderito all'iniziativa del Comune di Livorno che farà osservare a tutta la città un minuto di silenzio, all'inizio del funerale di Eva, Danchiu, Mengji e Tutsa.
Invitiamo tutti i Rom e i Sinti e tutte le persone che si vogliano unire al dolore dei famigliari di osservare un minuto di silenzio, a partire dalle ore 11.00 di domani 14 settembre 2007.
Le ossequie si terranno nella Cattedrale di Livorno, con rito ortodosso. Ai funerali saranno presenti anche il sottosegretario di Stato romeno, Gruia Bumbu, e decine di autorità politiche proveni...

Reggio Calabria, Scopelliti (AN) sconfessa la sinistra nei fatti
Per alcuni è “Peppe Show”. Per altri un post-fascista, quello del “credere-obbedire-ballare”. Ma su certi argomenti il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, non ha alcuna voglia di scherzare. E, in tempi di strette di centrosinistra su mendicanti e lavavetri, avanza politiche e argomenti degni di un esponente “radical”.
“Invece di darci galloni da sceriffo,...

Sardegna, proposta bipartisan per una Legge Regionale
Una legge firmata da Luciano Uras, capogruppo di Rifondazione, Carlo Sanjust di Forza Italia e Alessandro Frau, Progetto Sardegna e presidente della Commissione Diritti civili indica una serie di interventi regionali (nella disciplina e nelle risorse) e locali (nella gestione) “a favore delle minoranze etniche nomadi” – è stata illustrata alcuni giorni fa in una conferenza stampa.
Riguarda soprattutto le comunità Rom, la cui presenza costituisce un innegabile problema di convivenza (diverse trazioni socio-culturali, diverse abitudini, spesso conflittuali, con le pop...

Bolzano, infuria la polemica per le assegnazione di alloggi popolari a Sinti, Rom e immigrati
Da alcune settimane continuano le polemiche a Bolzano sui processi di integrazione abitativa delle famiglie Sinte e Rom. La polemica si è scatenata dopo l’intervento del Direttore della Caritas e dell’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Bolzano che accusavano l’IPES (azienda locale per gli alloggi popolari) di concentrare Rom, Sinti ed immigrati.
«Sono d’accordo sui rilievi mossi all’Ipes dal direttore della Caritas Mauro Randi - precisa l’assessore ...

Pavia, la Lega Nord contro il Prefetto
A Pavia per i Rom Rumeni la situazione è drammatica, come abbiamo riportato ampiamente nei giorni scorsi. Ma dobbiamo plaudire l’opera del Prefetto, dottor Paolo Padoin, che ha cercato di trovare soluzioni ad un dramma che coinvolge decine di famiglie Rom Rumene, sgomberate da una zona degradata della città. Il Prefetto si è impegnato anche in prima persona, ospitando nella propria casa una famiglia con diversi bambini.
Inevitabile la reazione della Lega Nord che ha strumentalizzato la vicenda. «È sconcertante che il Governo non si d...

Bolzano, Birelli Lagrene: la sua musica mi rapì
Sabato sera sono andata alla festa organizzata dall'associazione culturale sinta "Nevo Drom", per un incontro di conoscenza reciproca e di festa insieme. Musica e gastronomia sinta è stata la formula accattivante per far si che gagi (noi) e sinti (“zingari”) si mescolassero in allegria, superando paure e pregiudizi assurdi e discriminanti.
Dopo un concertino iniziale di intrattenimento del gruppo “U Sinto” di Bolzano che ha riscaldato l'atmosfera con musiche zigane, alle 21 circa ...

Livorno, il giorno del dolore
Si piange di fronte a quelle piccole bare bianche, ci si dispera pensando a quelle vite spezzate sul nascere. Ci si domanda perchè ad Eva, Danchiu, Mengji e Tutsa, che avevano tra i 4 ed i 10 anni, la vita, quella tragica notte tra il 10 e l'11 agosto, non ha dato scampo.
Se ne sono andati così, morti carbonizzati in un piccolo insediamento Rom fatto di quattro - cinque baracche sotto un cavalcavia alla periferia di Livorno. Poi però, in tanti, uomini e donne, madri, ...

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Di Fabrizio (del 15/09/2007 @ 09:39:08, in scuola, visitato 1505 volte)

Da Bandiera Gialla

Il concorso, voluto dalla Commissione europea, è riservato ai ragazzi dai 12 ai 18 anni

red.

Hai tra i 12 e i 14 anni? O tra i 15 e i 18 anni? Crea un gruppo di almeno 4 persone più un adulto.  Realizza un poster contro le discriminazioni in Europa. Consegna il tuo poster entro il 31 ottobre 2007. Se vinci, sarai ospite della Commissione Europea.
Nell'Anno europeo per le Pari Opportunità, infatti, la Direzione Generale Giustizia, Libertà e Sicurezza della Commissione europea ha indetto il concorso "L'Unione Europea e la non discriminazione".

Il concorso intende promuovere la conoscenza dei temi legati al principio di non discriminazione sancito nell'art. 21 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, attraverso la realizzazione di un poster che li illustri graficamente. Il poster (su un foglio A2 dimensioni 42X59 cm) non deve essere piegato perché può essere utilizzato in futuro (per la consegna deve essere utilizzato un tubo).L'obiettivo finale è che i giovani acquisiscano una conoscenza più approfondita del principio di non discriminazione e siano in grado di promuoverlo e difenderlo.

I partecipanti, divisi in due gruppi di età (12-14 anni e 15-18 anni) dovranno formare delle squadre composte da un minimo di 4 giovani più un adulto. Il termine ultimo per potersi iscrivere è lunedì 15 ottobre mentre per l’invio dei poster si ha tempo sino a mercoledì 31 ottobre 2007.

Le squadre finaliste saranno invitate a Roma e, in caso di selezione, alle finali europee di Bruxelles per la cerimonia di premiazione finale, ospiti del Vice Presidente della Commissione Europea Franco Frattini.
E’ attivo il sito web www.eurogiovane.eu su cui trovare una serie di documenti utili per il concorso (presentazione, calendario, regolamento, kit pedagogici, quiz, moduli per l’iscrizione e la partecipazione).
Il coordinamento del concorso sul piano nazionale è affidato all’Ufficio di Rappresentanza della Commissione Europea mentre l’organizzazione logistica è assicurata dall’Associazione Culturale Affabulazione.

Per informazioni
Ass. Cult. Affabulazione
P.zza M. V. Agrippa, 7 h
00121 - Ostia Lido (Roma)
Tel./Fax 06/86.90.35.40
www.eurogiovane.eu
e-mail ufficiale: italia@eurogiovane.eu
cell. 339/498.46.69 (Filippo Lange)
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Di Fabrizio (del 14/09/2007 @ 10:05:47, in Europa, visitato 1522 volte)

Da Abitare a Roma

Francia, Germania e Spagna sembrano essere più avanti nella ricerca di una soluzione efficace
di Laura Roxana Neamtu


La vicenda dei quattro bambini Rom morti nella periferia di Livorno, nella notte di venerdi, 10 agosto è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Da mesi si discute del problema nomadi in Italia, ma questa volta la questione è diventata un caso politico a livello europeo.

E stato l’intervento del presidente del Consiglio, Romano Prodi, in seguito alla tragedia di Livorno ad innescare una reazione a catena. “Quello dei Rom - ha affermato il premier - è un problema politico. L’Europa ha risolto molti problemi interetnici, ma non quello dei rom.”

La Commissione Europea, nelle vesti di Katharina Von Schnurbein, portavoce del Commissario agli Affari sociali e alle Pari Opportunità ha risposto per le rime: "Dal 2000 esiste una legislazione sul tema, la direttiva contro la discriminazione basata sulla razza e le origini etniche. Attualmente stiamo valutando l'effettiva trasposizione della direttiva (nella legislazione dei singoli stati) e lo scorso giugno abbiamo inviato una notifica formale (equivalente al primo passo di un procedimento di infrazione, ndr) a 14 stati membri, inclusa l'Italia".

Pronta la replica del Ministero dell’Interno, il quale precisa che la direttiva in questione è già stata applicata nel 2003, con il decreto legislativo nr. 215, ritenuto non soddisfacente su tre aspetti, che però “non riguardano la specifica questione dei rom”.

Due punti di vista contrapposti, quindi, quella dell’Italia e della C.E., sulla gestione italiana della questione rom. Vedute diverse, che non tolgono però il fatto che l’Italia si sta effettivamente trascinando addosso, oramai da anni, un problema che oggi viene comunemente - e non a a caso- definito “emergenza rom”.

In Italia sono 160 mila, di cui 70 mila con cittadinanza italiana e 90 mila provenienti dai Balcani; un popolo con una alta percentule di minori ( ben 60% ) che vive in condizioni igienico- sanitarie pessime: spesso nei campi rom autorizzati e controllati dal comuni( all’incirca un centinaio in tutto il paese); più spesso ancora nei campi abusivi dove “spuntano” roulotte, tende, strutture di legno e metallo senza alcun tipo di sicurezza e dove accade, non poche volte, che bimbi piccoli perdano la vita a causa di una stufa o di una bombola di gas. Eppure il Viminale dichiara di aver applicato la direttiva della Commissione Europea, la direttiva 2000/43/CE del 29 giugno 2000 che attua il principio di parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica. Perché le buone intenzioni non hanno avuto altrettanto buoni risultati? Forse perché la direttiva in questione non indica un modello esecutivo unico per fronteggiare la questione rom. Questo è quanto risulta dalla dichiarazione di Maria Ochoa-Llido, responsabile del Dipartimento rom e migranti del Consiglio d’Europa, secondo la quale ”purtroppo non esiste un modello unico per affrontare la questione. La situazione varia da paese a paese e ogni governo affronta la questione con un proprio approccio politico”.

E pare che le soluzioni adottate dagli altri paesi della CE non abbiano prodotto i risultati sperati, ma almeno su qualche punto risultino soddisfacenti: prendiamo il caso della Spagna, con una delle comunità gitane più popolose( qusi 800mila persone): qui i campi nomadi non esistono quasi più, la maggior parte dei rom vivono in affitto nei condomini popolari o in case di proprietà, chi non riesce a trovare un impiego riceve un sussidio di quasi 700 euro al mese per sei mesi. Resta comunque alto il tasso di criminalità, ma non si può certo parlare di emergenza rom.

Anche la Francia pare sia riucita a affrontare la questione con la legge Besson del 2000 e quella voluta nel febbraio 2003 dal attuale presidente, Nicolas Sarkozy. La legge Besson prevede che ogni comune con più di cinquemila abitanti sia dotata di un’ area di accoglienza, la legge sulla sicurezza interna voluta da Nicolas Sarkozy contempla sanzioni pesanti per chi non rispetta le regole dei campi.

Spesso però molti gitani vivono in case popolari, lavorano e se sono disoccupati per sei mesi, ricevono un sussidio; i diritti sono però accompagnati dai doveri: l’accattonaggio e l’elemosina sono vietati e per i genitori che non mandano i figli a scuola il diritto alla casa, agli assegni familiari, e al sussidio in caso di disoccupazione si trasforma in una bolla di sapone.

I 130mila rom che vivono invece in Germania sono considerati per legge “minoranza nazionale”, il che implica il fatto che i rom dispongono di molti più diritti, rispetto ai “nomadi” italiani- in Italia la minoranza rom non è considerata minoranza nazionale- ma anche di altrettanti doveri Secondo i Rapporti del Consiglio Europeo in Italia invece “non si riscontra a livello nazionale un coordinamento. E in assenza di una guida a livello nazionale, la questione non potrà mai essere affrontata in modo valido”

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Di Fabrizio (del 13/09/2007 @ 09:16:06, in Kumpanija, visitato 1273 volte)

Da RomSinti@Politica

Pubblichiamo una comunicazione organizzativa di persone e associazioni si occuperanno della cerimonia di sepoltura dei quattro bambini morti nel rogo a Livorno.

La Diocesi di Livorno con la Caritas, i Salesiani e la comunità di Sant’Egidio, in collaborazione con la Prefettura ed il Comune di Livorno stanno attrezzando un area per l’accoglienza delle diverse comunità rom provenienti dall’Italia.

Tutte le comunità rom che arriveranno venerdì mattina per i funerali devono parcheggiare i propri mezzi presso l’area attrezzata in VIA DEL LEVANTE (area luna park e circo) che si trova in zona COTETO  - SALVIANO.

Uscendo dalla variante Aurelia direzione Salviano – Livorno, incontrerete i cartelli che segnalano l’area.

E’ importante che i diversi gruppi si rechino lì con i mezzi ed usino il servizio di pullman per il Duomo messo a disposizione per l’occasione.

 

Il Duomo infatti si trova in una piccola piazza al centro della città dove è VIETATO PARCHEGGIARE.

Per non essere multati è stato organizzato un servizio di autobus dall’area attrezzata nella quale ci saranno ad accogliere le persone i volontari delle associazioni rom, dei salesiani e di africa insieme.

Le persone che desiderano partecipare al funerale DEVONO COMUNICARLO.

Venerdì c’è il pranzo funebre con i familiari presso l’area attrezzata.

Nell’area POSSONO pernottare solo i familiari dei quattro bambini.

 

Per ulteriori informazioni contattare Demir Mustafà del Comitato Rom e Sinti Insieme alle seguenti e mail:  

d.mustafa@accoglienzatoscana.it

demir.rom@gmail.com

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Di Sucar Drom (del 12/09/2007 @ 09:57:39, in blog, visitato 1378 volte)

Milano, l'illegalità dilaga
«Il Comune di Milano non può ricollocare i rom sgomberati da campi abusivi, perché all'emergenza non si risponde ricollocando l'emergenza». Lo ha detto il vicesindaco De Corato, ospite ai lavori della Commissione consiliare sulla sicurezza. L'ipotesi di trovare per i Rom sgomberati una nuova sistemazione in aree adeguate e controllate era stata inserita in una mozione bipartisan votata a larga maggioranza dal Consiglio comunale il 18 giugno, i primi firmatari erano Aldo Brandirali (Fi) e Carmela Rozza (Ulivo)...

Toc toc... Vaticano dove sei?
C’è un aspetto del dibattito sulla sicurezza che non può non colpire. Nel frastuono provocato dai proclami che stanno spaccando il centrosinistra, e dalle fiammate che partono dal fronte del centrodestra, manca quasi del tutto una voce, quella che si è sempre schierat...

Carabinieri: lavavetri? Non c'è nessun racket!
All'inizio venne Cofferati. Nell'autunno del 2005 il sindaco di Bologna lanciò una campagna contro i lavavetri. Secondo lui c'era un racket e bisognava colpirlo. I carabinieri si misero alla ricerca del racket e dopo qualche tempo dovettero smentire la tesi del sindaco...

Livorno, un attentato razzista? Il perito del tribunale lo sta provando
I funerali dei quattro bambini morti nell'incendio di Pian di Rota si terranno venerdì prossimo, 14 Settembre, alle ore 11. Il luogo fissato per la cerimonia, presieduta da un sacerdote ortodosso rumeno, è il Duomo di Livorno. Le famiglie saranno chiamate a decidere, nei prossimi giorni, se tumulare i corpi al cimitero di Livorno o in Romania. Verrà inoltre inoltrata al Giudice una richiesta per la partecipazione dei genitori - att...

Pavia, l'assedio razzista
Al grido «riprendeteveli, sono zingari» e addosso t-shirt con scritto «rom animali», nei Comuni del pavese impazza la protesta contro gli sgomberati dell'ex Snia. La polizia li salva dal linciaggio. L'estrema destra e la Lega aizzano la rivolta. «Giovanni, vieni subito, qua fuori c'è gente cattiva che vuole ammazzarci. Chiama tu la polizia. I bambini piangono, abbiamo tanta paura». Si è infranta così l'illusione della prima notte tranqui...

L'Opera Nomadi risponde alle accuse
Le parole di Santino Spinelli, docente di lingua e cultura romanì all'Università di Trieste, prima, e di Nazzareno Guarnieri, rom abruzzese, poi, non lasciano indifferente Renata Paolucci, segretaria nazionale dell'Opera Nomadi e presidente della sezione di Padova, che torna a rispondere a chi chiede ai dirigenti di Opera Nomadi di dimettersi e riconsegnare l'associazione a Rom e Sinti. "Sono esterrefatta dalle sue affermazioni contro la mia persona e sul lavoro della sezione di Padova. - risponde Paolu...

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Di Fabrizio (del 11/09/2007 @ 09:38:39, in scuola, visitato 1660 volte)

Buon divertimento da Maria Grazia Dicati
 

Nell’articolo “ I bambini rom/sinti imparano LA MATEMATICA anche GIOCANDO A CARTE”, già pubblicato in questo blog, si mette in evidenza  quali modalità e quali strategie metodologiche sono state utilizzate al fine di tradurre in pratica una “DIDATTICA INTERCULTURALE” in grado  di coniugare motivazione, apprendimento, socializzazione e rispetto delle regole.

Infatti, se da un lato le proposte raccolte, si riferiscono a un percorso di insegnamento-apprendimento relativamente ad alcuni concetti aritmetici previsti nei programmi ministeriali, dall’altro lato utilizzano materiali con i quali i bambini Rom, per motivi culturali, hanno maggior familiarità, quali il gioco con le carte, i dadi, il denaro, le auto e la velocità

Questa  "ricerca sul campo" che aveva l’obiettivo di esaminare quali fossero le cause che impedivano l'acquisizione di conoscenze e l’ apprendimento degli alunni Rom, non ha la pretesa della ricerca scientifica, ma costituisce una “buona prassi” che, sperimentata nel tempo, ha dimostrato una sua coerenza e validità 
 

A titolo puramente esemplificativo, presento uno dei giochi “il trenino dei numeri“ con il relativo testo dal titolo “Viaggiare fino a 100…….con il trenino dei numeri” 
 

“Viaggiare  fino a cento…con il trenino dei numeri” è un quaderno operativo che propone un percorso didattico relativamente all’acquisizione della numerazione (base 10) entro il cento, ampiamente sperimentato ed utilizzato con i bambini rom con questa specifica difficoltà di apprendimento

Il percorso è suddiviso in quattro unità che corrispondono ai quattro obiettivi da raggiungere dove il primo obiettivo è introdotto dal racconto di Gianni Rodari “Il trionfo dello zero” per proseguire con altre tre brani collegati al racconto di Rodari.

Il kit si compone del :

  • Testo di 110 pagine (formatoA4) con spiegazioni, esercitazioni scritte,  numeri da 0 a 99 in lingua romanés (harvato)
  • Un trenino (20 x300cm) composto da 10 vagoni suddivisi in 2 scompartimenti più la motrice, dove i numeri riportano lo stesso colore dei regoli e il corrispondente numero in romanés
  • 9 cartoncini rettangolari  ripiegabili con i numeri da 10 a 90
  • Un cartellone con la rappresentazione della filastrocca di Rodari
  • 9 automobiline in cartoncino colorato
  • Un fischietto, una paletta ed un berretto da capostazione per l’animazione, la  drammatizzazione e simulazione del gioco
 
 

Il percorso può essere utilizzato con varie modalità :

  • a livello preventivo
  • a livello integrativo con quanto si sta facendo con gli altri bambini
  • a livello di recupero quando l’alunno non ha appreso le regole della numerazione in base 10
 
 

Inoltre il materiale permette l’acquisizione dei concetti anche escludendo le esercitazioni scritte del testo e quindi lavorando soprattutto sull’oralità

Spiegazioni e presentazione dei materiali da usare sono riportate in modo molto dettagliato nel quaderno operativo.

Entrare nel mondo dei numeri con il gioco delle carte

Vorrei continuare nella presentazione di altri tre giochi con le carte, allo scopo di documentare, attraverso esempi concreti, come la DIDATTICA INTERCULTURALE, a mio parere, può considerarsi tale se mette in campo una pluralità di proposte con metodologie e materiali anche non strutturati, con cui alcuni alunni potrebbero avere una maggiore familiarità ed interesse. 
 

Se molti bambini rom e anche non rom, hanno imparato la numerazione entro il cento in modo piacevole e semplice con “il trenino dei numeri”, lo devono soprattutto ad un loro compagno rom : Toni.

Questo alunno aveva appreso la numerazione in base 4/5/6……. e sapeva numerare oralmente e per iscritto perfettamente e più velocemente anche dei compagni non rom i quali erano invece condizionati proprio dal fatto che conoscevano già la numerazione in base 10.

Analizzando attentamente quali fossero le cause di tali difficoltà, mi sono resa conto che il problema non era di ordine concettuale, dal momento che Toni era in grado di numerare e calcolare in una qualsiasi base , ma era una difficoltà esclusivamente di ordine linguistico, visto che parlava romanès.

Il percorso strutturato, secondo i quattro obiettivi descritti nel testo “Viaggiare fino a cento…. con il trenino dei numeri”, ci ha permesso di lavorare non solo sul recupero di alunni con questa difficoltà, ma, con opportuni accorgimenti, il percorso è stato utilizzato anche a livello preventivo, tanto che i bambini di prima elementare, entro dicembre, sapevano già numerare fino a cento oralmente. 
 

Anche i tre giochi di carte seguenti hanno tutti un alunno ispiratore : Simone, Emanuele e Marianna, tre bambini rom di prima elementare che, non avendo seguito il percorso di pregrafismo della scuola dell’infanzia, non avevano ancora acquisito la concettualizzazione del segno e del colore, né erano in grado di stare seduti e rispettare le regole e comunicavano solo in romanés.

Per loro era quasi impossibile iniziare con le esercitazioni sul quaderno, su un foglio o su una scheda : qualsiasi proposta diventava incomprensibile, demotivante e fattore di ansia che si tramutava in irrequietezza e disturbo per tutti.

In questo caso è stato necessario organizzare la classe in piccoli gruppi che a rotazione giocavano e lavoravano con le carte : si raggiungevano medesimo obiettivi,  ma i giochi erano più divertenti e favorivano la conoscenza reciproca. 
 

Ognuno dei tre giochi, “SCOPA” “GIOCO DEL CAMBIO”  “CARTA HER”, richiede un mazzo di carte specifico e ognuno persegue determinato obiettivi.  
 

Il Primo gioco “ A SCOPA” costituisce un iniziale approccio nel mondo dei segni, utilizza un semplice mazzo di carte, il simbolo di  maggioranza  in cartoncino rosso maneggevole e una tabella per la registrazione delle vincite.

    Questi gli obiettivi :

  • riconoscere ed associare segni numerici uguali (discriminazione visiva)
  • ricopiare e scrivere autonomamente i numeri da 0 a 9 (pregrafismo)
  • contare : in italiano e in romanes ( acquisizione lingua italiana e valorizzazione

                                                           lingua romanés)

  • confrontare quantità secondo un rapporto di uno a uno (equipotenza)
  • conoscere ed utilizzare correttamente nel contesto del gioco il segno di maggioranza, minoranza e uguaglianza (simbologia)
 
 

Solo in un secondo momento e solo dopo l’interiorizzazione dei concetti si procede con le esercitazioni scritte e non viceversa.

Le esercitazioni riproposte successivamente anche nella forma scritta con le relative  schede, riprendono gradualità e  simbologia utilizzata nel gioco e quindi la verifica finale  accerta :

    • Se l’alunno riconosce i segni numerici uguali (non se li sa nominare, perché  questa non é la finalità del gioco)
    • Se l’alunno segue correttamente il tracciato
    • Se l’alunno ricopia autonomamente
    • Se l’alunno sa contare correttamente in italiano e in romanés
    • Se l’alunno sa riconoscere la quantità ed usare il segno di maggioranza/minoranza/uguaglianza    
 
 

IL Secondo gioco “DEL CAMBIO” entra più nello specifico nelle abilità numeriche sul piano linguistico e concettuale ed in particolare sul valore posizionale delle cifre

Si richiede il seguente materiale :

  • Un altro mazzo di carte, diverso da quello del gioco a scopa;
  • un cassetto dei soldi in cartoncino per ogni bambino (per depositare le vincite) suddiviso in tre settori, ognuno contraddistinto da tre simboli diversi che rappresentano le unità, le decine e le centinaia ;
  • una scatola che rappresenta la banca, anch’essa suddivisa  in  tre  parti,  contrassegnate dai medesimi simboli dei settori del cassetto dei soldi contenente  le banconote fotocopiate (1/10/100 euro);
  • una tabella per la registrazione delle partite e l’immancabile segno di maggioranza in cartoncino rosso;
 
 

Gli obiettivi di questo secondo gioco riguardano in modo specifico :

 

    • Riconoscere e  nominare i simboli numerici
    • Numerare oralmente da 0 a 10
    • Individuare le quantità espresse dal numero
    • Apprendere ed usare la simbologia relativa a unità, decine, centinaia
    • Acquisisce il concetto di cambio e del valore posizionale delle cifre
    • Utlizzare le quantità secondo 2 criteri : es 6 = 1+1+1+1+1+1 oppure 6 = 5 +1 (primo approccio proprietà associativa)
 
 

Infine il terzo gioco “CARTA HER”  (simile ad un gioco molto conosciuto nel Veneto) ha come obiettivi la memorizzazione di coppie di numeri che compongono il 10 per acquisire quell’automatismo di base indispensabile al calcolo veloce strutturato

E’ un gioco molto divertente ed eccitante : questo terzo mazzo di  carte con i simboli numerici varia  quantitativamente  a  seconda del numero dei partecipanti, tenendo presente di non superare le 6/8 carte per bambino.

Su ogni carta sono rappresentati i simboli numerici di una cifra, escludendo lo 0, più una carta chiamata HER con l’immagine di un asino (her = asino in Romanes)

Il capogioco, dopo aver assegnato ai giocatori tutte le carte del mazzo, almeno 6, stabilisce la rotazione; ogni  alunno  con  le carte ricevute, senza mostrarle ai compagni,  deve formare tutte le possibili  coppie  del 10  ed eliminarle ponendole al  centro del tavolo tenendo in mano le  carte che non si  possono  abbinare.

A questo punto  pesca  allora dal compagno vicino  una carta qualsiasi verificando se  può formare  una coppia del 10 con una delle sue ; in caso positivo elimina la coppia del 10 appena formata; in caso contrario tiene in mano anche la carta pescata.

Il  suo compagno vicino ripeterà  la  stessa operazione pescando da lui e così procedendo, vengono eliminate tutte le coppie del  10. 
 

I giocatori che via via rimangono senza carte, avendo accoppiato ed eliminato le carte, sono salvi, mentre un solo giocatore si troverà in mano la carta HER, che dovrà eseguire una simpatica e spiritosa “penitenza” stabilita dai compagni vincitori.

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Di Fabrizio (del 10/09/2007 @ 09:27:49, in Italia, visitato 1460 volte)

Ricevo da Marco Brazzoduro [CON PREGHIERA DI DIFFUSIONE]

Dopo il rogo delle baracche in località Pian di Rota (Livorno), nella notte tra il 10 e l’11 Agosto 2007, i genitori sono stati fermati dalla Polizia e trattenuti nel carcere “Le Sughere”. La Procura ha contestato loro due accuse. Da un lato, l’abbandono di minore (i genitori non sarebbero stati presenti al momento del rogo, e avrebbero lasciato soli i bambini in situazione di pericolo); dall’altro, incendio colposo (secondo l’accusa, il rogo sarebbe stato accidentale, provocato da una candela rimasta accesa, o da un fuoco spento male).
All’udienza di convalida del fermo di polizia, tenutasi tra il 14 e il 15 Agosto 2007, il Giudice per le Indagini Preliminari ha ritenuto infondata l’accusa di incendio colposo. Molti indizi hanno invece spinto il Giudice a chiedere ulteriori indagini per verificare l’ipotesi dell’aggressione. Le fiamme si sono sviluppate all’improvviso, con una violenza che sembra escludere l’ipotesi di un incidente. Una candela accesa, o un piccolo fuoco spento con disattenzione possono incendiare delle baracche di legno: ma le fiamme si propagano in tempi relativamente lenti, non provocano un rogo violento ed improvviso.
Perché si produca un “muro di fuoco” così alto da lambire la strada sopra il cavalcavia, è necessario invece l’innesco di materiale infiammabile: e l’ipotesi di una bombola del gas è stata ampiamente smentita, perché nessuna traccia è stata trovata sul posto.
Tuttavia, il Giudice non ha ritenuto infondata l’ipotesi dell’abbandono di minore: non perché i genitori non fossero presenti al momento del rogo – questa ipotesi è stata smentita dal Magistrato – ma perché, al momento della fuga, i genitori potrebbero non essersi preoccupati con sufficiente attenzione dei bambini.
Di conseguenza, il Giudice ha chiesto agli inquirenti di muoversi in due direzioni: verificare l’ipotesi dell’aggressione e indagare sul comportamento dei genitori.

Il 23 Agosto 2007, la Procura, la Questura e i Vigili del Fuoco di Livorno, pur affermando di continuare gli accertamenti «senza escludere apriori nessuna ipotesi», dichiaravano improbabile la tesi dell’aggressione, avvalorata solo pochi giorni prima dal GIP (si veda in particolare «Arresti domiciliari, strada in salita» e «L’aggressione esclusa dai Vigili del Fuoco», in Il Tirreno, cronaca di Livorno, 23 Agosto 2007). Noi riteniamo che debba essere seguita l'indicazione del Giudice, che ha invitato ad indagare con particolare attenzione proprio sull'ipotesi dell'aggressione.

In una intervista pubblicata sulla cronaca regionale toscana de La Repubblica, il 29 Agosto 2007, il legale dei cittadini rumeni, avvocato Andrea Callaioli, ha ricordato l’impressionante sequenza di incendi, attentati ed episodi di violenza che, nei mesi scorsi, hanno colpito rifugi di persone senza fissa dimora nel territorio livornese: il 27 Ottobre 2006, nei pressi della Stazione, in locali occupati da persone senza casa; il 25 Dicembre 2006, nella baracca di un cittadino slavo in Via Firenze; il 28 Dicembre 2006, all’insediamento sotto le logge del Palazzo Grande; il 13 Marzo 2007, alla roulotte di un livornese senza dimora; il 15 Marzo 2007 in Via del Limone (incendio di carcasse di auto); il 26 Marzo 2007 alle Terme ex-Corallo, precaria abitazione di persone senza casa; il 28 Giugno all’oratorio salesiano; e, infine, il 29 Giugno, la violenta rissa alla Stazione, tra un gruppo di cittadini rumeni e uno di italiani, e il successivo “assedio” della Questura da parte di questi ultimi, per chiedere la consegna degli stranieri “per fargliela pagare”.
L’insieme di questi fatti dovrebbe spingere a valutare le possibili connessioni tra i diversi episodi. Si fa presente tuttavia che, al momento, non vi sono elementi né per avvalorare la tesi di violenze a sfondo razziale né per smentirla; inoltre, non si hanno elementi né per confermare né per smentire eventuali connessioni tra queste vicende.
L’avvocato, perciò, chiede indagini in queste direzioni, senza per il momento formulare un’ipotesi.

Ai genitori dei bambini non sono stati concessi gli arresti domiciliari, in quanto si tratta di famiglie senza alloggio. Il Comune di Livorno si era in un primo momento impegnato a fornire un’abitazione per gli arresti domiciliari. Successivamente, nel corso di un dibattito pubblico svoltosi in presenza del Ministro Paolo Ferrero, il Sindaco di Livorno Alessandro Cosimi ha dichiarato di non essere disponibile a fornire l’alloggio. Di conseguenza queste persone restano in carcere, almeno finché qualcuno (Comuni o organizzazioni di volontariato) non troverà un alloggio.

Sia i genitori dei bambini, sia i parenti che abitano a Pisa e a Livorno, hanno chiesto per settimane la restituzione dei corpi dei bambini, per poter celebrare i funerali.
I corpi sono stati restituiti in questi giorni, a quasi un mese di distanza dal rogo, e i funerali si terranno Venerdi 14 Settembre alle 11.

L’on. Mercedes Frias, deputata alla Camera che si è interessata alle vicende di queste famiglie, l’associazione Africa Insieme e OsservAzione hanno intenzione di lanciare una sottoscrizione pubblica per sostenere queste persone, e per pagare le spese legali. “Osservazione” mette a disposizione il proprio conto corrente, .convinta che questa iniziativa possa rappresentare, oltre che un utile contributo per queste persone, anche una forma di mobilitazione popolare a favore dei Rom.

*Il numero di conto corrente su cui effettuare i versamenti è 000300047775 presso la Cassa Rurale di Bolzano intestato ad Associazione Osservazione ONLUS, coordinate bancarie IT 59 F 08081 11600 000300047775. Nella causale indicare "PER LA DIFESA DEI GENITORI DELLE BAMBINE ROM MORTE A LIVORNO "*

--

osservAzione (ONLUS)
centro di ricerca azione contro la discriminazione di rom e sinti
web: www.osservazione.org
email: info@osservazione.org

osservAzione è un'associazione di promozione sociale (ONLUS) impegnata nella lotta contro l'anti-ziganismo e le violazioni dei diritti umani e per la promozione dei diritti di rom e sinti in Italia

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Di Fabrizio (del 09/09/2007 @ 09:30:39, in sport, visitato 1428 volte)

Angelique Chrisafis in Saint-Denis - Guardian Unlimited © Guardian News and Media Limited 2007

Le autorità francesi sono state accusate di aver messo in onda una "brutale" pulizia per nascondere aspetti spiacevoli della società ai fans della Coppa Mondiale di Rugby: radendo al suolo baraccopoli di Rom, espellendo chi dormiva per strada a Parigi e quanti ruotavano attorno ai mercati delle pulci.

La competizione inizia stasera (7 settembre ndr) nel brillante Stade de France nel quartiere settentrionale parigino di Saint-Denis, la Francia attende ardentemente 1,6 milioni di visitatore che pomperanno 625 milioni di € nell'industria turistica per circa 6 settimane. I fans del rugby spendono pro-capite più dei tifosi di calcio, ed in molti sono arrivati in cerca di tours di champagne, assaggi di foie gras e di un assaggio della "belle France".

Ma le organizzazioni caritatevoli dicono che il tentativo governativo di rendere bella la Francia ha incluso la "pulizia" spietata dei vulnerabili dalle aree dove potrebbereo essere visti dai fans. Gli homeless di Parigi a cui è stato chiesto di spostarsi stanno organizzando una protesta per questo fine settimana.

Accanto allo stadio di Saint-Denis, questa settimana la polizia ha sgomberato circa 600 Rom rumeni da una baraccopoli dove vivevano da oltre un anno. Le baracche, fatte di legno e fogli di plastica in una fabbrica in disuso senza servizi sanitari o raccolta di immondizia, minacciava di essere un pugno nell'occhio.

Bernard Moriau, dottore di Médecins du Monde che ha lavorato con i Rom, a riferito a the Guardian: "E' una catastrofe." Dice che le famiglie sono state sgomberate in una "maniera estremamente brutale", almeno in 400 sono spariti e probabilmente riemergeranno in altre baraccopoli a nord di Parigi, senza acqua o elettricità. E' stato interrotto il suo lavoro sul trattamento della tubercolosi e del diabete e vaccinando i bambini. Dice che quando nell'area quest'anno si era accampato il Cirque du Soleil, ai Rom era stato permesso di restare e condividere l'acqua.

"Per l'evento della Coppa Mondiale di Rugby, il governo sembra voler nascondere la miseria dei Rom evacuando sistematicamente i campi," dice Médecins du Monde in una dichiarazione, citando evacuazioni di massa attorno a Lione e vicino a Saint-Etienne, dove ha base la squadra della Scozia. Malik Salemkour, vice-presidente della Lega per i Diritti Umani, dice "La Francia vorrebbe che questa gente non esistesse e si fa bella invece che affrontare i suoi problemi."

Afid, 45 anni e homeless da 10, è uno dei restauratori di oggetti che trova e che vende nei mercati delle pulci della capitale. Per un anno ha vissuto in una baracca di legno sotto la circonvallazione di Parigi, senza acqua corrente.

"La polizia mi ha detto che dovevo sgomberare entro venerdì, a causa della coppa di rugby. E' inumano, ma loro pretendono che non ci sia miseria a Parigi," ci dice.

"Ho sempre odiato il rugby, ma realmente lo detesto ora che la gente può essere lasciata senza riparo."

Due gruppi di supporto ai senza tetto dice che alle persone che dormivano in tenda nel centro di Parigi è stato detto dalla polizia di spostarsi e minacciati di € 135 di multa se avessero fatto ritorno. Agli albergatori che ospitavano temporaneamente dei senza-tetto è stato chiesto di liberare le camere per i tifosi.

In attesa della protesta dei senza-tetto per questo fine settimana, la prefettura di Saint-Denis nega di aver sgomberato i Rom a causa della Coppa Mondiale. Il ministero degli interni dice che le decisioni sono state prese dalle autorità locali e non dal governo centrale.

Jean-Baptiste Eyraud del gruppo Diritto alla Casa dice che le autorità locali sono state forzate a rivedere le minacce di sgombero a causa della controversia. Dice "Adesso dobbiamo tifare per i giocatori di rugby."

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Di Sucar Drom (del 08/09/2007 @ 09:11:14, in blog, visitato 1223 volte)

Jean-Pierre Liégeois: rom, culture da salvare
«Le culture Rom sono come un mosaico. Ogni elemento dell'insieme è originale, ma può essere compreso solo dalla sua posizione nell'insieme. Vi è unità nella diversità». È una similitudine cara a Jean-Pierre Liégeois, uno dei maggiori esperti mondiali delle minoranze rom, sinte e kalé. Docente alla Sorbona di Parigi, ...

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Al campo nomadi di Ravina le roulotte sono una trentina, gli abitanti molti di più. «Centotrenta», spiega Marco Gabrielli presidente dei sinti trentini. Che aggiunge. «La situazione è assolutamente insostenbile, uno schifo. Non abbiamo privacy. Ognuno fa quel che vuole e non c’è controllo. Se non si fa qualcosa prima o ...

Gallarate (VA), i Sinti traslocano...
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Di Fabrizio (del 07/09/2007 @ 09:42:20, in scuola, visitato 1193 volte)

Da settembre i Rom della Repubblica Ceca potranno frequentare un corso di computer per principianti, organizzato dall'associazione Romea [...]

Il centro offre anche libero accesso ad Internet. Viene visitato da 259 persone a settimana. I Rom possono anche cercare lavoro via Internet, aggiunge Adam Pospisil di Romea.

Durante lo scorso mese, 5 dei 20 clienti registrati hanno trovato lavoro nella borsa del lavoro Internet per Rom, la maggior parte nei servizi sociali, come in organizzazioni per disabili o consumatori di droghe, e nel campo delle costruzioni.

Pospisil dice che i Rom mostrano alto interesse per altri siti Rom, visitati da 400 persone ogni giorno.

Nel caso di discriminazioni, i Rom e le altre persone possono usufruire di un numero verde gratuito. Circa 70 persone al mese usano questa linea.

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