Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
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La redazione
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Sucar Drom (del 30/01/2006 @ 21:08:31, in Italia, visitato 2978 volte)
BOLOGNA – Un accordo di cooperazione per gestire una presenza non sempre facile. E’ il protocollo d’intenti tra il Comune di Bologna e quello di Craiova, in Romania, da dove arriva la maggior parte dei rumeni – di etnia rom – che oggi vivono nel capoluogo emiliano-romagnolo. E’ stato siglato stamani dai due sindaci, Sergio Cofferati e Antoie Solomon, alla presenza della delegazione di Craiova, di rappresentanti dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), dell’Anci e del Comune di Nantes. "Questo è un protocollo importante, ci abbiamo lavorato a lungo, la vicesindaco Scaramuzzino si è impegnata nella costruzione di una griglia di intenti con questa città – ha esordito Cofferati – . Credo che i processi migratori, in tutt'Europa, abbiano bisogno del ruolo attivo delle amministrazioni: vanno gestiti insieme, dal momento della partenza all'arrivo, fino a un eventuale ritorno in patria". Dal canto proprio Salomon ha detto di essere a Bologna "per vedere la situazione dei nostri immigrati. La Romania è un paese in transizione, ha molti problemi, sociali ed economici, che non ci saremmo aspettati". Due, ha aggiunto il sindaco rumeno, "sono le Romanie: una dove la gente è estremamente ricca, l'altra dove la gente è estremamente povera. Da qui, nasce il fenomeno dell'immigrazione".

Solomon ha detto di essere al corrente delle difficoltà incontrate dall'amministrazione comunale bolognese nel "gestire" la presenza rumena (dal Ferrohotel di via Casarini a Villa Salus, fino all'attuale sistemazione di circa un centinaio di persone in container a Santa Caterina di Quarto, ndr), "e a questo proposito invito il sindaco Cofferati a Craiova, che è una città molto bella, dove cent'anni fa sono arrivati tanti italiani, che hanno formato una comunità. Noi non staremo con le mani in mano, sappiamo che c'è il problema della criminalità organizzata, vedremo cosa fare". La maggior parte dei rumeni immigrati a Bologna, dunque, sono di etnia rom; a margine della firma ufficiale del protocollo, avvenuta nella Sala Rossa di Palazzo d'Accursio, il sindaco Solomon ha spiegato che i rom a Craiova e dintorni sono circa 40.000, che i più "non posseggono la carta d'identità, non mandano i figli a scuola e si vantano di essere i peggiori dei peggiori". Numerosi gli obiettivi del protocollo: dallo scambio di esperienze in materia di servizi alla persona a relazioni tra le Università delle due città, a scambi formativi e investimenti per favorire l'occupazione degli abitanti di Craiova. "Per noi è fondamentale – ha ricordato la vicesindaco Adriana Scaramuzzino – che chi decide di lasciare la Romania alla volta dell'Italia conosca bene la normativa in tema d'immigrazione del nostro paese, e sia informato sulle reali possibilità che ci sono dal punto di vista dell'inserimento e dell'integrazione". (cor)


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Di Fabrizio (del 31/01/2006 @ 09:11:58, in Italia, visitato 2256 volte)
Dopo l'indigestione dei giorni scorsi, m'ero ripromesso di non tornare sulla Settimana della Memoria. Proposito non mantenuto, per una lettera che mi è arrivata domenica. Ho il permesso di ripubblicarla:

Ciao come va? Vorrei raccontarti della mia esperienza all'Holocaust Memorial Museum di Washington DC. se hai tempo/spazio magari... mi farebbe piacere dividere con te quanto accaduto.
Sono ormai anni che continuo ad affannarmi nel ricercare informazioni riguardo la deportazione di alcuni membri della mia famiglia al campo di Jasenovac.
Ho appena compiuto 29 anni, per ironia della sorte il 27 Gennaio.
Ogni compleanno lo passo pensando alla storia della mia famiglia e tutti i misteri di chi non ha voluto ricordare, condividere il dolore e le memorie con noi, ultimi arrivati.
Doveva essere stato davvero brutto venire dalla Jugoslavija negli anni della guerra... sfuggire a due pulizie etniche: alle Foibe e ai Partigiani...
La mia nonna aveva sposato un italiano, che rabbia a casa sua... lei e la sorella erano venute in Italia per cercare una vita migliore disonorando la famiglia con una tale scelta. Dopo la deportazione del padre e di altri parenti la mia nonna decise di riattraversare le linee e i campi di battaglia per andare a casa a cercare i suoi cari... aveva due bambini con sè e uno nella pancia...
Mio zio, infatti, è nato in Istrija a Pola Jugoslavija (come scritto buffamente sulla sua carta di identità!).
La nonna è tornata su un dragamine americano con i sui tre bambini... perchè i Partigiani titini avevano deciso di espellere gli italiani... e di nuovo in viaggio...
Mio padre è nato in Italia... mia nonna non ha mai voluto insegnare ai figli la sua lingua e nessuno l'ha conservata... La nonna è morta con un cognome diverso dal suo...una cosa che a me fa male.
Io ho studiato Filologia e Storia dell'Europa Orientale, sono tornata nella ex-Jugoslavia tante volte. Sarajevo è nel mio cuore tanto quanto Belgrado... la Croazia un po' di meno però quando posso tornare nella terra della mia famiglia il mio cuore si riempie di gioia e vorrei che anche gli altri miei parenti potessero capire quanto mi importa che non si dimentichi. Per motivi di ricerca ho contattato alcuni tra i più eminenti professori e su consiglio di uno in particolare sono andata a Washington DC al Museo dell'Olocausto ed ho chiesto agli illustrissimi ricercatori perchè per il campo di Jasenovac c'era solo una misera candelina...
Ho domandato perchè di un museo di 4 enormi piani non ci fosse che una parete e poco più dedicata agli Zingari. Mi hanno risposto che erano dispiaciuti ma... è una questione anche di finanziamenti e che le borse di studio vanno solo ai dottorandi e che il materiale c'è ma in Serbo-Croato ed Italiano chi lo leggerebbe? MI è sembrato quasi che qualcuno non ritenesse il "Porrajmos" e la "Shoa" come la stessa cosa...
Mi sconvolgeva il fatto che lì c'erano kilometri di libri e documenti, le pagine che avevo cercato per anni... ma non mi potevo fermare perchè non avevo abbastanza soldi ovviamente per sedermi a studiare.
Mi sono mangiata le mani... mi sarei seduta lì per settimane ma come avrei fatto?
Impossibile... devi provare di essere Rom per avere una borsa di studio... quanti ragazzi e ragazze non possono farlo! E non parlo solamente per me ma anche per i miei amici/che di Bosnia ed Erzegovina ad esempio. Molti non sanno infatti che nel paese chi si dichiara Rom può incorrere in una serie di problemi. Chi vorrà essere disciminato a norma di legge? Ma l'avete letta la Nuova Costituzione post-Dayton di BiH? Ma la vogliamo smettere?
Ho lavorato alla mia tesi "Conflitti Etnici e Migrazioni nella ex-Jugoslavia: il caso dei Rom di Bosnia ed Erzegovina" e ho "buttato il sangue" come si dice qui da noi a Napoli, nel vedere in che condizioni sono le Organizzazioni Rom in Bosnia ed Erzegovina e non c'è verso di aiutare nessuno perchè i finanziamenti non arrivano e se arrivano sono su base etnica, ancora ora distribuiti ai gruppi rom col contagocce.
Questa è solo una mia riflessione, se non si finanziano gli studi e la ricerca cosa mai si saprà di ciò che accade. La mia personale esperienza è che ogni volta che contatto un'università per chiedere di poter continuare a studiare storia e diritti delle minoranze riferendomi specificamente agli Zingari... non ci sono fondi... poi ci si meraviglia che i Rom sono oggi la comunità più discriminata d'Europa (e non solo). La disciminazione, l'ignoranza e il pregiudizio si infrangono con l'istruzione e la conoscenza dei fatti storici. L'omertà resta una cortina difficile da forzare...una barricata quasi invalicabile. Come già detto riguardo al documetario sul Porrajmos mi sembra che il comportamento istituzionale e dei media sia ben chiaro e definito e, purtroppo, maggiore è la competenza e la conoscenza del problema e minori sono le possibilità di arrivare a dare informazioni corrette perchè non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Sono davvero sconfortata.

Elisabetta (kcerka_vjetra)
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Di Fabrizio (del 31/01/2006 @ 10:11:45, in casa, visitato 2661 volte)

Romani CRISS
Roma Center for Social Intervention and Studies
19, Buzesti St., Sector 1Bucharest – Romania
Tel: 004 021/ 231 41 44 - Fax: 004 021/ 310 70 70
criss@romanicriss.org

25 gennaio 2006

COMUNICATO STAMPA

Ieri, 24 gennaio 2006, sono state demolite 7 case di Rom in strada Chitila Triaj a Bucarest. La decisione era stata presa dalla maggioranza del consiglio distrettuale 1. Il giorno prima della decisione, i Rom in questione sono stati avvertiti a voce che le loro case sarebbero state demolite.

Una delegazione di Romani CRISS ha assistito alla scena: sul posto erano presenti la polizia (arrivata con una camionetta e 10 auto, incluse le forze speciali di intervento), gendarmi e rappresentanti del distretto municipale. Inizialmente, a Romani CRISS è stato proibito l'ingresso nell'area, per quanto la delegazione si trovasse sulla pubblica strada a circa 500m. dalla scena.
A circa 50 Rom le cui case venivano demolite, non è stato permesso di prendere niente dai loro alloggi, nemmeno i documenti di identità. Tutte le proprietà (mobili, vestiti, apparecchiature elettroniche) sono state impacchettate e requisite dalla polizia, senza alcuna lista o verbale.

La testimonianza di Zamfir Zamfirel (a cui è stata demolita la casa): “Dove pensano che vada? Hanno distrutto la mia casa, lasciando fuori mia moglie con in braccio nostro figlio di un anno, solo un vestito leggero per tutti e due e senza poter nemmeno rientrare a prendere le scarpe o qualcosa da metterci. Non abbiamo neanche potuto prendere qualcosa da mangiare”.

I Rom denunciano di essere stati minacciati e malmenati; un ufficiale di polizia avrebbe colpito un Rom col calcio del fucile in un occhio, un membro di Romani CRISS ha poi accompagnato il ferito in ospedale. Un'altra persona malmenata è stata portata in ambulanza all'ospedale Matei Bals.

Romani CRISS esprime la propria preoccupazione riguardo la demolizione abusiva delle case, specialmente quando ciò avviene senza precedente comunicazione scritta, con decisione irrevocabile del tribunale e quando la temperatura esterna è di -15 º C. In aggiunta, non è stata prevista alcuna sistemazione alternativa, though mandatory under international legislation. Tutto ciò genera, secondo la nostra opinione, la violazione di una serie di standards minimi riguardo gli sgomberi e le demolizioni.

Attendiamo una rapporto ufficiale su quanto accaduto, sia da parte dell'amministrazione distrettuale, che da parte del Governo e delle forze politiche” ha dichiarato Magda Matache, direttrice esecutiva di Romani CRISS. In seguito, informeremo l'opinione pubblica, il governo, la presidenza e le istanze nazionali e internazionali sulla situazione. [...] Intendiamo denunciare in tribunale l'intreccio di responsabilità che ha portato a questa azione di distruzione di proprietà e violazione di domicilio.

Cezara David
PR Coordinator

Fonte: Roma_Rights

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Di Fabrizio (del 31/01/2006 @ 13:18:48, in blog, visitato 2228 volte)
Immagine tratta da snapsoid.

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Di Fabrizio (del 31/01/2006 @ 18:14:13, in media, visitato 2211 volte)
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Fundación Secretariado Gitano

Fundación Secretariado Gitano (FSG) è un'organizzazione sociale spagnola non-profit ed interculturale, che agisce per lo sviluppo della comunità rom. Col supporto del Fondo Sociale Europeo, FSG sta sviluppando una campagna di responsabilizzazione sociale “Conoscere prima di giudicare”, che adopera diverse forme mediatiche per combattere stereotipi e pregiudizi contro il popolo rom.

La campagna contempla anche una canzone contro la discriminazione (ascoltabile su www.gitanos.org/conocelos) e un video musicale, in collaborazione con la famiglia Carmona, meglio conosciuto come il fusion group Ketama, che reinterpreta il flamenco tradizionale.

QUI, ulteriori informazioni sui partners del progetto.

Fonte: Romano_Liloro

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Di Fabrizio (del 01/02/2006 @ 09:33:19, in Italia, visitato 1899 volte)
pubblicata il 27 gennaio su LA NAZIONE

QUARTIERE 4
Prevenzione malattie nei villaggi Rom
L'iniziativa, che prevede una serie di azioni per prevenire le malattie infettive e parassitarie nei villaggi Rom, è promossa dal Quartiere 4, dall'ASL 10 (nell'ambito del macro-progetto "Umanizzazione e Accoglienza"), dall'Università degli Studi di Firenze e dalla Cooperativa Cat

FIRENZE, 27 GENNAIO 2006 - "La recente realizzazione dei due villaggi residenziali nella zona del Poderaccio ha sancito una svolta nella politica di accoglienza della gente Rom, con la definitiva fuoruscita dalla logica emergenzialista dei campi nomadi e l'inizio di un autentico percorso di integrazione e di cittadinanza. Alla novità urbanistica occorre ora affiancare anche un salto di qualità nell'accesso ai servizi e nel rapporto di comunicazione con gli operatori sociali".

Così il presidente del Quartiere 4, Giuseppe D'Eugenio, commenta il progetto "Educazione alla Salute nella cultura Rom. L'arte di assistere nella malattia infettiva, attraverso la cultura Rom" che è stato presentato nel corso di una giornata di studio a Villa Vogel.

L'iniziativa, che prevede una serie di azioni per prevenire le malattie infettive e parassitarie nei villaggi Rom, è promossa dal Quartiere 4, dall'ASL 10 (nell'ambito del macro-progetto "Umanizzazione e Accoglienza"), dall'Università degli Studi di Firenze e dalla Cooperativa Cat.

"L'obiettivo del progetto - ha spiegato il presidente D'Eugenio - è di creare le basi per una piena assunzione di responsabilità della comunità locale rispetto alle problematiche della salute, rafforzando il senso di cittadinanza e favorendo la crescita di una pratica di pieno accesso al complesso dei servizi socio-sanitari. L'articolazione delle azioni di prevenzione fornirà inoltre preziose indicazioni etno-antropologiche sulla qualità della vita nei nuovi insediamenti residenziali, mostrando se e quanto cambierà la prassi socio-culturale delle comunità coinvolte".

Il progetto prevede una forte caratterizzazione nella formazione degli operatori, che dovranno confrontarsi con gli eventuali pregiudizi e le difficoltà specifiche che possono essere determinate dal contatto con persone che hanno una percezione della salute e dei suoi standard molto diversa dalla nostra.

La diffusione dei principi della prevenzione sarà effettuata dagli stessi Rom, attraverso l'attivazione dei gruppi sociali più sensibili ai valori della famiglia e della salute (le donne) e più aperti alle novità (i giovani).

Verrà creato uno stretto coordinamento interdisciplinare fra le diverse realtà, istituzionali e non, che agiscono all'interno e all'esterno dei villaggi, in modo da assicurare una continua trasversalità delle competenze e un monitoraggio costante dell'evoluzione del progetto.

Alla giornata di studio hanno partecipato anche l'assessore regionale alle politiche sociali, Gianni Salvadori, e l'assessore comunale alle politiche di accoglienza, Lucia De Siervo, operatori del settore provenienti anche da altre regioni.
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Di Fabrizio (del 01/02/2006 @ 15:45:22, in Regole, visitato 1612 volte)

Non ci saranno ulteriori indagini su un detective di Fuerth

Le sue dichiarazioni su Sinti e Rom non costituiscono incitamento all'odio o offesa razziale

Fuerth (lby) – Il pubblico ministero di Neuruppin nel Brandenburgo, ha interrotto le indagini contro un detective della polizia di Fuerth. In un articolo sulla rivista della polizia, aveva definito Rom e Sinti “parassiti sociali”. Per questo, il Consiglio Centrale dei Sinti e dei Rom l'aveva accusato di discriminazione e querelato per discriminazione razziale.

Il Ministro degli Interni Bavarese l'aveva temporaneamente rimosso dall'incarico, come misura disciplinare.

Dato che la rivista della polizia ha sede nel Brandenburgo, del caso se n'era occupato il tribunale di Neuruppin. Il pubblico ministero, Gerd Schnittcher, ha però giudicato le accuse del detective come offensive ed umilianti, ma che questo non fosse sufficiente a motivare la querela per incitamento all'odio e offese razziste.

Source: Merkur Online 28.01.06

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Di Sucar Drom (del 01/02/2006 @ 16:10:43, in musica e parole, visitato 1540 volte)
PISTOIA - "Tu Taj Me", Conosciamoci. Io e te per vincere il pregiudizio. Si è aperta ieri a Pistoia (31 gennaio - 7 febbraio) una rassegna dedicata alla storia e alla cultura del popolo Rom, per ricordare un olocausto troppo spesso dimenticato. "Le cifre più attendibili parlano di oltre 500mila persone scomparse nei vari campi di concentramento e di sterminio nazisti e fascisti - si legge nella presentazione dell'iniziativa - e a distanza di oltre sessanta anni dalla fine del secondo conflitto mondiale le comunità romanès sono ancora costrette lottare per essere riconosciute vittime dello sterminio".

La rassegna, nell'ambito delle 'Giornate della memoria 2006', è promossa dal Comune di Pistoia in collaborazione con la Provincia e la Cooperativa sociale Pantagruel. Il progetto rientra all'interno di
"Porto Franco" promosso dalla Regione Toscana, e vede coinvolti anche i comuni di Massa e Cozzile, Ponte Buggianese, San Marcello Pistoiese.

La rassegna si è aperta ieri alle 18 a Pistoia
(presso 'L'Angolo', via Capitini, Loc. Le Fornaci)
con l'inaugurazione di una mostra che sarà visitabile fino al 7 febbraio (domenica esclusa, ore 10-12 - 15.30-18.30).
La mostra, costituita da foto, quadri, sculture, proverbi bilingui (Romanì-Italiano) illustrati da un famoso pittore Rom, ripercorre idealmente il cammino dei Rom a partire dall'India fino ad arrivare in occidente dando particolare rilievo alle repressioni subite da Rom, Sinti, Kale, Manouches e Romanichals a cominciare da quelle del 1600 per arrivare all'olocausto sotto la dittatura nazista.

L'esposizione è corredata da proiezioni di filmati ed interviste ad ex deportati Rom. Inoltre saranno presentati oggetti in rame e ferro, abbigliamento e sartoria romaní, proiezioni di video, documentari e diapositive, oltreché cd-rom dell'Alexian group, la formazione musicale di Santino Spinelli (musicista e docente della Cattedra di Lingua e Cultura romaní all'Università degli studi di Trieste), che rappresenta un viaggio ideale attraverso i diversi stili musicali romanès dall'India del Nord (terra d'origine) fino all'Occidente, con musiche e canti romanès internazionali.

Venerdi 3 febbraio, presso la stessa sede della mostra, sarà presentato il volume "Baro romano drom. La lunga strada dei rom, sinti, kale e romanichals" di Santino Spinelli.


Ecco le iniziative che coinvolgeranno gli altri comuni:

Mercoledì 1 febbraio, ore10,00 e 22.00
Comune di Massa e Cozzile, Margine Coperta
Cinema Olimpia, Via 1° maggio n. 45
proiezione del film "Romanì Rat".

Sabato 4 febbraio, ore15,30
Comune di Ponte Buggianese
Sala Consiliare del Comune di Ponte Buggianese, Via Matteotti n. 78 presentazione del libro:
Baro Romano Drom
La lunga strada dei rom, sinti, kale e romanichals.

Giovedì 2 febbraio, ore 10,30
Comune di San Marcello Pistoiese
Istituto Comprensivo di San Marcello P.se
Incontro con Santino Spinelli
e Barbara Beneforti (Cooperativa Sociale Pantagruel)

ore 21,0
Sala consiliare del Comune di San Marcello Pistoiese
presentazione del libro Baro Romano Drom.



Per informazioni
Ufficio Servizi Sociali Comune di Pistoia, telefono 0573/371414
Cooperativa Pantagruel, telefono 0573/371368

(sm)
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Di Fabrizio (del 01/02/2006 @ 16:35:22, in Europa, visitato 1977 volte)

Lieti di fornirvi gli ultimi aggiornamenti dal forum roma_kosovoinfo (gli articoli completi sono in tedesco ndr.)

27 gennaio 2006 - Kofi Annan critica la stagnazione in Kosovo

Il Segretario Generale dell'ONU ha criticato come troppo lenta l'adozione degli standards democratici nella provincia della Serbia Meridionale. Anche con l'inizio dei negoziati detti standards non hanno visto progressi significativi. La dichiarazione di Kofi Annan è avvenuta prima della riunione del consiglio di sicurezza dell'ONU, giovedì sera scorsi a New York...

25 gennaio 2006 - Presentato “Human Rights Watch World Report 2006”

Nuovo “Rapporto Mondiale” dell'Organizzazione dei Diritti Umani “Human Rights Watch”. Riguardo al Kosovo, suscita grave apprensione la situazione della minoranza Rom, in particolare si sottolinea la situazione di quanti di loro sono rifugiati a Mitrovica. Il documento è disponibile in versione integrale, lingua inglese...

20 gennaio 2006 – Dimostrazione a Berlino per i diritti dei rifugiati

Circa 600 persone ieri hanno manifestato di fronte alle sedi centrali della SPD e della CDU, perché vengano accolte le loro richieste d'asilo e per il pieno rispetto della convenzione ONU sui diritti dell'infanzia. L'avvenimento era stato organizzato in concomitanza con la presentazione di un ordine del giorno del partito dei Verdi perché la Camera Federale rivedesse la vecchia normativa...

fonte: Roma_und_Sinti

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Di Daniele (del 02/02/2006 @ 08:19:44, in Kumpanija, visitato 2683 volte)
Segnalazione originale su Daily-News.Ro
Romnià competono in una gara di bellezza
di Denisa Maruntoiu

Miss Piranda 2006, la competizione di bellezza per giovani donne Rom, ha riunito lo scorso fine settimana (21-22 gennaio 2006, ndt) migliaia di ammiratori della bellezza alla sala polivalente di Bucarest.

Braccia e ventri nudi stanno girando, curvando e ondeggiando, mentre donne rosse, dorate, gialle e verdi stanno unendosi insieme in un meraviglioso gioco di colori e sussurri. Diciassette giovani donne ballano nella loro maniera per farsi notare nell'annuale finale di bellezza e danza del ventre per giovani donne Rom, "Miss Piranda 2006".
È l'ultimo giorno della gara di bellezza che ha avuto luogo sabato e domenica sera alla sala polivalente di Bucarest.
Le diciassette coppie di occhi neri-bruni stanno brillando, provocanti monete d'oro, lustrini rosa e collane che coprono le loro fronti, colli e braccia. Le donne, tra i 14 e i 25 anni, sono state selezionate fra 70 candidate che volevano avere la possibilità di vincere il primo premio da 2000 dollari, oltre l'ammirazione di tutti gli uomini Rom.
"Piranda significa una bella moglie o ragazza. Ma non possiamo chiedere alle ragazze di assomigliare alle top-model. La cosa più importante per loro è danzare con grazia e talento", dice Nicky Costescu, il presentatore dello spettacolo.
Vestito con un abito brillante, ricamato con migliaia di lustrini variopinti, Costescu accoglie il pubblico e promette una serata che non scorderanno mai.
La sala è molto affollata, dal momento che il contesto è la celebrazione della tradizionale cultura Rom. Inoltre i 5000 spettatori non volevano perdere l'occasione di cantare e ballare insieme alle più popolari cantanti "manele" (Musica popolare gitana).
E siccome gli organizzatori non volevano deluderli, il concorso di bellezza è stato preceduto da un autentico spettacolo "manele" che ha eccitato l'atmosfera e spronato le giovani contendenti ad ammaliare il pubblico con sorprendenti movimenti del corpo e bellissimi sorrisi.
Per circa quattro ore gli spettatori hanno danzato, cantato, fischiato, urlato e si sono dedicati canzoni gli uni con gli altri. Di tanto in tanto, una star "manele" come Relu Pustiu (Relu la bambina), Sorin Copilul de Aur (Sorin il bambino d'oro), e Catalin Arabu (Catalin l'Araba), crea il caos totale tra gli spettatori, i quali camminano sui piedi degli altri per avvicinarsi al palcoscenico e prendere una foto dei loro idoli.
Finalmente, la competizione ufficiale ha inizio e le ragazze indossano i loro luccicanti abiti lunghi. E' il primo test e le bellezze non hanno fatto nessuno sforzo per far rimanere senza fiato la giuria: abiti trasparenti e vaporosi, corpi sbrilluccicosi, gioielli stravaganti, labbra rosa, lucide e lunghi capelli setati. Le ragazze si portano sulla passerella e la folla va in delirio.
"Venite più vicino! Siete così belle!" o "Ruotate, ruotate per mostrarci tutto ciò che avete!", sono solo alcune delle espressioni usate dal pubblico maschile per mostrare la loro esaltazione.
Ma le giovani donne si sono allenate per tante notti e gli uomini non riescono a renderle nervose. Sono fiere di condividere la loro bellezza con gli spettatori e i loro occhi mostrano solo confidenza e determinazione.
La sfilata è seguita da un'altra serie di recitals "manele" durante i quali i contendenti vengono invitati a danzare e a svelare i loro talenti. Le monete d'oro cominciano a vibrare e l'intera sala sta risuonando tra le ballerine.
Il pubblico è estasiato e i giovani uomini salgono sulle loro sedie sperando di avere una veduta migliore sulle sensuali giovani donne che conquistano il palco.
Dopo circa 30 minuti di movimenti sorprendenti, la giuria chiede che la musica venga fermata.
"La giuria ha ottenuto un verdetto", annuncia l'anchorman con tono solenne.
La vincitrice del titolo più ambito, Miss Piranda, è Alina Grigore di 16 anni, una bellissima bruna che indossa un abito orientale argentato. La ragazza è eccitata e i suoi occhi lacrimano. Lei ha sempre sognato questo momento e ora il sogno è divenuto realtà.
La competizione di Miss Piranda dello scorso anno ha radunato una folla impressionante desiderosa di votare per la più bella ragazza Rom. Comunque, la competizione è stata un po' più rilassante , visto che solo 14 ragazze hanno avuto il coraggio di mostrare i loro talenti di fronte alla giuria. Miss Piranda 2005 è stata vinta dalla 17-enne Stefania Petrache che ha ricevuto una corona e 500 dollari, quattro volte meno rispetto alla vincitrice di quest'anno.

A questo punto, per completezza di cronaca, un "diverso parere" dell'estate scorsa, e l'unica foto della vincitrice disponibile in Internet:
piranda
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