Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

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Desideri, disperazioni e voglia di normalità dalla periferia più periferica.

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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 25/09/2005 @ 22:52:25, in casa, visitato 4364 volte)

Leggo su British_Roma alcuni aggiornamenti sulla vicenda dello sgombero di Dale Farm

Il governo, che sino al mese scorso per contrapporsi ai conservatori, aveva appoggiatole richieste della comunità contro gli sgomberi decisi dai comuni, ha rifiutato il ricorso di quattro famiglie, che si erano viste togliere il permesso di risiedere nell'area di loro proprietà. Di fronte all'esproprio dell'area, non resta loro che cercare accoglienza in altre aree di sosta o ritornare a vivere in strada.

Sono 300 le famiglie di Nomadi e Viaggianti che hanno visto rifiutato il permesso di residenza negli ultimi 18 mesi e circa 10.000 le persone che potrebbero a breve ritrovarsi nella medesima situazione.

Della situazione se n'è occupata anche la BBC 3 alle 22.00 di domenica 25 settembre, con un programma intitolato "Gypsy Wars", che documenta la contrapposizione tra i circa 1000 residenti a Dale Farm e i bulldozer.

Il terreno è ancora in occupazione, nel contempo Margaret McCann, che ha subito la medesima sorte l'anno scorso, presenterà il prossimo 29 settembre le ragioni del processo che ha intentato contro la compagnia Constant & Co. per la distruzione della sua casa, di tutti i suoi averi e per violenza privata.

La stessa compagnia, non potendo accedere a Dale Farm, sta costruendo tutto attorno un vallo di terra alto 4 metri, allo scopo di isolare gli abitanti e rendere loro impossibile muoversi all'esterno dell'area occupata.

Sempre il 29 settembre si terranno diverse manifestazioni contro gli sgomberi in tutta la regione dell'Essex.

*********************************
STOP ETHNIC-CLEANSING
Protest against eviction of Travellers and bulldozer vandalism in rural Essex


Gypsy & Traveller Affairs and National Travellers Action Group
Supported by East Anglia Social Forum


Contact: 01206 523528

email: dale.farm@ntlworld.com
**************************************

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Di Fabrizio (del 24/09/2005 @ 23:22:18, in blog, visitato 1472 volte)
«C’e' stato un tempo, prima del Ventennio a colori, in cui guardavamo la televisione – questa scatola delle meraviglie piena di (bambinesche) promesse – che avevamo comprato con i nostri soldi e per la cui semplice contemplazione dovevamo pagare un canone.
In questi ultimi anni si sono affacciati misteriosi specialisti che ci filmano e ci scrutano attraverso televisioni invisibili. Naturalmente, queste televisioni le abbiamo pagate, una volta ancora, noi. Come siamo sempre noi a pagare gli stipendi di chi ci intrattiene e ci distrae, ci spia e ci controlla, ci multa e ci minaccia; e oggi pretenderebbe d’incolonnarci, come pecore, per paura di chi non è nemico nostro, ma piuttosto e' nemico loro.
Gli Stati giustificano la propria sempre piu' invadente esistenza con la promessa di proteggerci, ma e'ormai chiaro per tutti che quando parlano di sicurezza non e' alla nostra che pensano ma alla loro; non e' alla minaccia di “terroristi” – da loro stessi evocati con una politica secolare di ruberie e devastazioni a danno dei cinque continenti – ma alla minaccia, invero terribile per la coalizione dei potenti della Terra, che qualcuno si levi per chiedere:
in quale momento abbiamo conferito a costoro i poteri di fermarci, deviarci, radunarci, incolonnarci, convogliarci, e in quale direzione poi?»

tartito da ---gallizio
all'epoca dell'impecorecciamento firmato-cadorna

da Nonletture

Il ruolo del politico è uno solo, quello di servire lo Stato. Il politico (ma perché chiamarlo ancora così?) è un nostro dipendente. Dipende dai nostri voti, dalle nostre tasse (con cui gli paghiamo lo stipendio), dai programmi che noi proponiamo o approviamo e che deve unicamente limitarsi ad eseguire.

Se il politico è nostro dipendente come è possibile che noi siamo a nostra volta suoi dipendenti e che, nella sostanza, faccia il c..o che gli pare? E’ peggio di un 69, infatti è un 90 gradi.

Dobbiamo abituarci a pensare al politico come a un nostro dipendente, le sue dichiarazioni non ci devono interessare, ma solo i fatti.
Non può prendere iniziative importanti senza consultarci.

continua su il Blog di Beppe Grillo



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Di Fabrizio (del 23/09/2005 @ 20:38:15, in conflitti, visitato 1534 volte)

da: Polska_Roma

il 26 settembre 2005 - h. 18.00
Varsavia - Hotel Sofitel Victoria, Ul. Krolewska 11, Warsaw. Meeting Room # 3.

proiezione di
DOLORI NASCOSTI LA PERSECUZIONE DEGLI ZINGARI RUMENI NELLA II GUERRA MONDIALE
un film di Michelle Kelso, Doctoral Candidate, University of Michigan.

E' la cronaca della poco conosciuta persecuzione dei Rom rumeni durante la guerra. I nazisti e i loro alleati fecero di Ebrei e Rom un obiettivo di sterminio. Rispettivamente 300.000 e 25.000 di loro furono deportati nei campi dell'Unione Sovietica occupata dalle forze dell'Asse. Oltre metà di loro morì, gli altri sopravvissero alla fame, ai disagi, alle brutalità e agli eccidi di massa. Furono infine liberati nel 1944 e fecero ritorno in Romania, tentando di rifarsi una vita.

Per sessant'anni la deportazione dei Rom è stata ignorata dai libri di testo e nessun monumento ricorda quel sacrificio.Soltanto alla fine degli anni '90 il tema è tornato d'attualità, quando sono stati sbloccati i fondi svizzeri e tedeschi per la compensazione delle vittime e dei loro eredi.

Le sofferenze patite durante la guerra si uniscono all'attuale quadro di discriminazione che tuttora vivono i Rom in Romania. DOLORI NASCOSTI rivea la continua lotta dei Rom contro il pregiudizio, la povertà e la marginalizzazione.

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Di Fabrizio (del 23/09/2005 @ 14:02:16, in Italia, visitato 2147 volte)
Per il problema smog Bianca Pitzorno pensa «a un pifferaio di Hammelin che si porti via i bambini di Milano e faccia prendere una bella strizza all'amministrazione».
Atm

immagine tratta da: www.atm-mi.it

Seduti sulla panchina, due adulti accordano gli strumenti. Accanto a loro un bambino, avrà 7 anni, regge in mano un bicchiere di carta. Poco distante da noi, un altro bambino della stessa età, da la mano alla mamma. Finge indifferenza, o forse è solo annoiato perché nelle stazioni della metropolitana non si corre e non si gioca. Ogni tanto non resiste e ci guarda curioso, ma senza ostilità. Il bambino col bicchiere di carta regge il suo sguardo e lo ricambia con la medesima curiosità.

Arriva la metropolitana e la scena si interrompe. Quando riparte, al posto degli accordi di chitarra rimane la pubblicità proiettata sul telone, appoggiato a un pilastro.

Al capolinea raggiungo il parcheggio in superficie, Marko (...) è già lì che mi aspetta. A vedere dai mozziconi ai suoi piedi, stavolta è arrivato in largo anticipo. Mentre ci avviamo, mi spiega la situazione: suo figlio di 10 anni è sparito e non sa dove possa essere finito. Non ha nessuna intenzione di mettere in mezzo la polizia, per paura che glielo tolgano, ma non sa da dove iniziare la ricerca. Una città come Milano, osservata da questa visuale, mette spavento.

Marko in tanti anni l'ha girata tutta assieme alla sua famiglia, e dopo l'ultimo sgombero è finito in un prato lontano dalle case, dove non da fastidio a nessuno. Ma, se suo figlio non è stato rapito, potrebbe essere tornato in qualche angolo della città, dove ha vissuto in passato... non è granché come inizio, ma in qualche modo bisogna pure iniziare.

Milano si scopre, grazie a via Barzaghi, una località turistica almeno quanto Roma o Firenze. Dalla Romania si visita piazza Duomo, ci si addentra nel parco Sempione e nei cortili del Castello Sforzesco, ma la meta preferita sono i grandi e piccoli cantieri che costellano il territorio lombardo, con i loro scorci indimenticabili. La caratteristica del turismo romeno a Milano è l'assiduità con cui chi arriva segue l'intero processo di costruzione del cantiere, attento a ogni cambiamento e partecipe della vita comunitaria che là si dispiega tra ruspe, gru e cazzuole. Non un turismo d'élite, è sfiancante, ma si paga poco. Solo il viaggio di andata.
- tratto da "Campioni senza dimora" di Filippo Podestà.

Marko non viene dalla Romania e non capirebbe. Iniziamo dalla periferia a nord est, dalle parti di via Padova. Una volta la sua famiglia abitava al Parco Martesana, e poi dovettero andare perché il comune voleva ampliare il parco.

Il parco c'è ancora, ma proprio dove c'era la loro roulotte, alle spalle del Naviglio, il parco è sparito!

Più in fondo, sempre in via Padova, in un terreno di proprietà resistono alcune case mobili e qualche giostra, deserta, visto le nuvole sopra di noi.

via Agordat

Studio architetti Camera e Zimmaro

Ci spostiamo alla periferia nord ovest, che Marko ha girato tutta in gioventù. In via Palizzi Fattori, c'erano alcuni punti dove il campo sosta faceva meno schifo del solito, forse perché dopo tanti anni che si vive in un posto, anche le baracche assumono un aspetto più gentile.

Le foto sono tratte dal sito dell'Opera Nomadi di Milano

Palizzi Fattori1

Palizzi Fattori2

Ma anche in quella zona, niente. Gli sgomberi sono tuttora all'ordine del giorno, ma la città non migliora. Non siamo nemmeno riusciti a trovare dove avesse abitato Marko, e ci siamo persi in una geografia irreale di scali ferroviari, ipermercati, cavalcavia che sembrano il Ponte sullo stretto di Messina...

Marko pensava a suo figlio, dove potesse essersi nascosto in un posto simile. Io, senza dirgli niente, rivedevo nella mente la scena di tanti anni fa, coi miei figli e i suoi che in questa stessa città erano corsi a piedi scalzi o erano saliti la prima volta su un cavallo... chiedendomi come fosse stato possibile a Milano.

Una telefonata ci ha riportato, per fortuna, alla realtà. Diverse squadre di "volontari" stavano battendo palmo a palmo la metropoli, per cercare questo bambino: il parroco, le insegnanti, un assistente sociale (persino lui!). Era... alla fermata della metropolitana di Gorgonzola, 10 km. fuori città.

Mentre in macchina correvamo lì, nei paesi attorno vedevo nuovi svincoli, nuovi centri commerciali, e ... nuovi insediamenti abusivi, come in città.

Ho scoperto alla fine che la colpa era mia se suo figlio era scappato: una volta gli avevo raccontato che quando avevo la sua età, a Gorgonzola c'era un giardino con le capre, le oche, gli asini e i bambini che potevano giocare. Anche quel parchetto, non siamo più riusciti a trovarlo, e se qualcuno lo conosce me lo faccia sapere.

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Di Fabrizio (del 22/09/2005 @ 18:27:29, in Europa, visitato 1439 volte)

Notizie in Europa da:
V Tunich 11
120 00 Praha 2
----------------
+420 224 941 945 - http://www.dzeno.cz

Primi 58 laureati dalla Facoltà di Cultura Romani presso l'Università Costantino filosofo 21. 9. 2005
NITRA - SK. Secondo quanto sappiamo, sarà loro offerta la possibilità di continuare gli studi per altri due anni e ottenere un master...
continua
La polizia non interviene ad un raduno neonazista nella Repubblica Ceca 21. 9. 2005
Oltre 500 fra skinheads e simpatizzanti si sono ritrovati ad un concerto che si è tenuto sabato 17 a Krtetice u Vodnan, un villaggio a circa 20 km da Strakonice. L'evento, mascherato come matrimonio, è stato probabilmente il più grande raduno di gruppi neonazisti dall'inizio dell'anno. Durante i concerti si sono susseguiti i saluti al grido di"Sieg Heil" e gli omaggi a Rudolf Hess...
continua
Mercato nella capitale d'Italia 21. 9. 2005
Se siete a Roma come turisti e intendete passare una domenica diversa dal solito, la cooperativa Pharalipe' (Fratellanza) organizza un mercato ambulante settimanale con esposizione di prodotti artigianali Romani...
continua
Rapporto di Save the Children Reports sulla scolarizzazione femminile 21. 9. 2005
L'organizzazione internazionale "Save the Children" ha presentato il rapporto annuale su "Potenzialità e promesse sulla scolarizzazione femminile". Nella versione spagnola si analizzano i livelli di scolarizzazione delle ragazze Rom e Kalé in Spagna...
continua
UK: Proteste anti- sgombero 22. 9. 2005
Si terrà il 29 settembre a a Chelmsford, nell'Essex, nel quadro di una più vasta campagna contro ulteriori sgomberi ed espropri...
continua
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Di Fabrizio (del 22/09/2005 @ 16:59:54, in Kumpanija, visitato 1532 volte)

A volte (confesso) mi lascio trascinare dalla politica, con risultati "buffi": come quando partendo da una fiera di cavalli a Monza che non c'è più,  ipotizzavo una piattaforma elettorale per le elezioni locali.

A scanso di fraintendimenti, aggiungevo: ...Ora, capitemi bene, la mia non è nostalgia ma curiosità. Il progresso avanza anche fuori Italia, ma perché da noi queste "distrazioni" dal panorama urbano sono destinate a perdersi e in Francia ogni schifosa cantina di campagna diventa un museo? Perché negli Stati Uniti, in Inghilterra, Germania (per non parlare della Scandinavia) tengono alla loro storia e la valorizzano, mentre da noi la difesa delle tradizioni è sinonimo di movimenti razzisti? Non sarebbe più interessante (anche economicamente, intendo) una grande città che oltre alle fiere, coltivasse il turismo anche per i suoi abitanti?

Il dubbio rimane, dopo che David Altheer (giornalista ed esperto di Rom e Sinti) su British_Roma segnala dal 1 al 9 ottobre la fiera di Ballinasloe nell'EIRE, vitale, frequentata, meta di Nomadi e Viaggianti da tutto il Regno Unito.

Ballinasloe October Horse Fair I Ballinasloe October Horse Fair II

(se qualcuno passa di lì, me lo faccia sapere, grazie!)

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Di Fabrizio (del 22/09/2005 @ 13:47:04, in Italia, visitato 1350 volte)
by Matteo Neri

Quegli sporchi immigrati

Lo sapete che questi sporchi immigrati hanno nella loro popolazione un tasso di criminalità tre volte quanto i nativi del paese?
Lo sapete che questi sporchi immigrati riescono a vivere in 10 persone in casupole o appartamenti putridi di 10 m2, e che fanno a turno per dormire nello stesso letto tanto lo spazio manca?
Lo sapete che questi sporchi immigrati sono considerati "negri" ...

PiazzaGrande
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Di Fabrizio (del 22/09/2005 @ 01:21:34, in media, visitato 1501 volte)

dalla BBC (che ha ancora la TV dei ragazzi!)

Consonella e Costel mostrano i loro diplomi per aver aiutato a girare un film sulla loro vita.

Consonella and Costel

Un gruppo di giovani Zingari, o Rom, Rumeni, che vivono in Gran Bretagna hanno contribuito a girare un film sulla loro vita. Il titolo è "Questo è ciò che io sono".

Girato col contributo fattivo della Children's Society, sono 30 minuti di video dedicati a insegnanti ed agenti di polizia per una migliore comprensione dei bambini rom.

Costel e Consonella raccontano perché hanno voluto girare il video.

"Vogliamo aiutare gli altri Rom a non avere gli stessi problemi che ci capitano in Romania. Lì le cose erano differenti e c'erano molti problemi con la polizia. Eravamo presi in giro e picchiati a scuola e ci insultavano, solo perché eravamo Rom.

Da quando tre anni fa siamo arrivati a Nottingham, non ci è successo più niente del genere. Ora voglio essere felice e vivere meglio

Consonella and Costel

Come tutti gli altri

Faccio quello che fanno gli altri ragazzi della mia età; come andare a scuola e fare i compiti.

[...] Mi piace il computer e giocare a pallone. Mi piace anche scrivere. Quando non sono a scuola, gioco al parco, leggo libri, oppure gioco al computer o guardo la TV.

Mi mancano le mie sorelle

Vivo in una appartamento con quattro fratelli, mia madre e mio padre. Tre mie sorelle sono rimaste in Romania. Mi mancano molto.

Regista

Girando il film mi sono divertito. Adoperavo la telecamera e intervistavo la gente sulla scuola e su cosa succede in Romania."

Costel, 11, Nottingham


"Mi sono divertita ad intervistare la gente a casa mia per il film.

La mia famiglia

Sono arrivata a Londra quattro anni fa e vivo in un appartamento con mamma, papà, mia sorella e quattro fratelli.

Mi piace tutto della scuola. A casa mi piace curare mia nipote e giocare al computer.

Consonella, 12, London

Consonella and Costel


Se conoscete qualcuno che sia interessato ad una copia del CD Rom, può contattare Heather Ureche di The Children Society - 020 7 639 1466 oppure per email: heather.ureche@childrenssociety.org.uk

riportato in British_Roma
sullo stesso argomento anche qui:

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Di Fabrizio (del 22/09/2005 @ 00:10:39, in Italia, visitato 1649 volte)

Segnalo da INFORM:

MIGRANTI

Corso per volontari promosso da Caritas di Roma, Arci e Comunità di Capodarco

“Zingari: il futuro è nell’oggi”

ROMA - La realtà degli zingari è complessa sia per le differenze sostanziali dei vari gruppi che per il rapporto esistente con il territorio, i cittadini, le istituzioni. Con una situazione sospesa tra il mantenimento della propria identità ed una reale integrazione sociale.

La Caritas diocesana di Roma, in collaborazione con ARCI e Comunità di Capodarco, organizza un corso di formazione - “Zingari: il futuro è nell’oggi”- per volontari, operatori ed insegnanti interessati ad approfondire la realtà degli zingari e ad impegnarsi a loro favore.

“E’ fondamentale avere la consapevolezza che entrare in relazione significa innanzitutto stabilire un rapporto con un popolo, che ha caratteristiche e cultura proprie e vive forme di disagio e di emarginazione. E’ il rispetto di una diversità, di una minoranza”. Così mons. Guerino Di Tora, direttore della Caritas di Roma, ha illustrato l’iniziativa.

“Il 26 settembre ricorreranno i quaranta anni dello storico incontro di Paolo VI con i Rom e Sinti di tutta Europa avvenuto a Roma. Oggi più che mai abbiamo la consapevolezza che solo un impegno pastorale attento può offrire un contributo determinante per dare soluzioni adeguate ai problemi dei popoli zingari. La formazione, la conoscenza ed il volontariato sono essenziali per superare la fase dell’assistenza materiale ed episodica ed iniziare un impegno costante e qualificato, in un rapporto reciproco di rispetto culturale e di incontro solidale”.

I seminari, tenuti da esperti del settore, verteranno su: Le politiche sociali e la questione zingara, Il ruolo della donna rom nella quotidianità, Educazione sanitaria e prevenzione nelle comunità rom, Scolarizzazione dei bambini rom, Formazione e politiche del lavoro. Al termine del corso verrà rilasciato un attestato e, per chi lo desidera, potrà iniziare una fase di tirocinio al volontariato presso i servizi di Caritas, ARCI e Comunità di Capodarco.

Il corso, gratuito, si svolgerà con un ciclo di sette seminari dal 20 ottobre al 1 dicembre. (Inform)

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Di Fabrizio (del 21/09/2005 @ 14:55:29, in Italia, visitato 1769 volte)
 
Ciao, per caso ho trovato il tuo link, mi chiamo Barbara e faccio parte di un gruppo che si chiama chi rom e...chi no
 
Cominciava così un commento del 7 settembre scorso ad alcune foto dal Montenegro.
Un rapido scambio di email e abbiamo scoperto che tutti e due avevamo cose interessanti da raccontarci.
Qui studio: passo la linea a Barbara -  
 
Ti scrivo da Napoli, più precisamente da Scampia come ti dicevo la volta scorsa, qui le cose non funzionano meglio che altrove per quanto riguarda i Rom, ma un po’ per tutto il quartiere.
Noi siamo un gruppo di persone che attraverso lo scambio di energie con chi vive in modo meno fortunato di noi, riesce a portare avanti pratiche pedagogiche con bambini rom e napoletani del quartiere, e attivare dei percorsi di partecipazione attiva alla vita politica e sociale della città con gli adulti, senza percepire alcuna remunerazione economica, sostenendoci con l’autofinanziamento.
Un lavoro basato sulla relazione, intesa come modalità d’interazione con l’altro, che da grande forza a chi la pratica, fa nascere con le persone momenti di dialogo e di confronto molto profondi, belli e di grande ricchezza, ma che purtroppo non riesce ad incidere nelle dinamiche politiche che condizionano e influenzano la vita politica e sociale napoletana, ma questo riguarda un altro piano d’azione.
Mi riferisco all’operato dell’amministrazione comunale, provinciale e regionale della città, in relazione al quartiere di Scampia, e in particolare ai Rom che li vivono.
A Scampia esistono due grossi insediamenti di Rom, uno autorizzato e l’altro abusivo, il primo costruito circa 5 anni fa, è stato realizzato a ridosso di un carcere, su di una strada a scorrimento veloce, dove è impossibile camminare a piedi (immaginerai cosa ciò voglia dire per donne e bambini) per l’assenza di autobus, marciapiedi, negozi. In questo spazio desolante, vivono circa 900 persone provenienti dalla ex-Yugoslavia, in particolare dalla Serbia e qualche nucleo dalla Bosnia, raggruppati in piccoli container in base a nessun criterio, senza alcuna modalità di coinvolgimento, di partecipazione, secondo la legge della confusione e della forza di chi allora era più prepotente. Chi allora tra i gruppi lavorava ai campi, si oppose alla costruzione prima e al trasferimento poi dei Rom in quel luogo estraniante e di esclusione, si inimicò prima l’amministrazione e poi i Rom stessi. Abituati a prendere qualsiasi cosa, senza alcuna modalità organizzata di rivendicazione dei diritti fondamentali, di autonomia, i rom si piegarono per l’ennesima volta alla logica dell’assistenzialismo e della dipendenza dalle amministrazioni pubbliche e dalle grossi lobbie del sociale come l’opera nomadi per lo meno questa napoletana. La situazione al campo nuovo è triste, grosse tensioni sociali, tra i nuclei residenti non esistono grossi legami di parentela ne di aggregazione spontanea, perché la condivisione e la comunanza si basa unicamente sulla condivisione su di uno spazio, che tra l’altro è sentito ostile, di esclusione di negazione, rispetto alla possibilità di interagire con il resto del quartiere. È di qualche anno fa l’episodio di una grossa lite fra i due nuclei più forti del campo, terminata con una sparatoria in cui fu colpito un bambino, la sua famiglia si è allontanata dal campo, ora fortunatamente stanno tutti bene.
L’altro insediamento rom è costituito da circa 4 campi abusivi così suddivisi in base alla provenienza geografica e ai legami di parentela. I rom qui presenti da circa 15 anni, chi da 20, provengono dalla Macedonia, più precisamente da Scutca Orizare, un quartiere rom di Skopje, dove un anno fa trascorsi un po’ di tempo, altri dalla Serbia da Novi Sad e altre città , una minoranza da Kossovo, altri dalla Croazia.
Qui la situazione per quanto riguarda i beni di prima necessità è all’ordine dell’emergenza, mancano acqua, luce, servizi igienici, cassonetti per i rifiuti, e per di più la strada che costeggia i campi è utilizzata come una discarica a cielo aperto da parte della comunità indigena. Si deve inoltre considerare che i campi si inseriscono in quartiere dove è alto il rischio di devianza sociale e criminale che non risparmia neanche i rom e i bambini di entrambe le comunità, la droga e la mancanza di lavoro sono due piaghe forti del quartiere che non vogliono essere affrontate dalla politica locale, ma neanche quella nazionale ci presta particolare attenzione non fosse altro per la massiccia presenza di militari e forze dell’ordine schierate come parate di festa nei momenti di tensione più particolari.   
A diversi mesi dalle stragi di camorra che a Scampia hanno fatto registrare più di 40 morti in pochi mesi, per la maggior parte giovani, la situazione torna quella di sempre, latitanza della politica, scetticismo e pessimismo da parte della gente. È dell’ultima ora la decisione di costruire un muro alto 10 m. tra una scuola elementare e il campo situato a ridosso della stessa, la dirigente dell’istituto ha denunciato finanche alla procura della Repubblica la situazione d’invivibilità dei bambini della scuola a causa dei fumi prodotti dai rom con le stufe, per bruciare l’immondizia non ritirata, per riscaldare l’acqua, per procurarsi il rame dai fili di ferro. Come se la situazione d’invivibilità non riguardasse tutti i bambini, e nel loro quotidiano vivere, ma solo a scuola , come se quei bambini nelle classi non fossero gli stessi a tornare al campo e respirare le esalazioni tossiche dei fumi, quegli stessi fumi necessari alla loro sopravvivenza. Così il comune nell’ottica di mettere a tacere i dissidi, la scomodità rappresentata dalla dirigente tenace nella difesa dei bambini o della sua posizione di buon borghese chissà, non adotta misura per risolvere il problema alla radice, eliminando la causa dei fumi, sarà la mancanza di acqua e luce ad alimentare questa situazione???
Ma una misura meschina e di oltraggio alla dignità umana,un muro alto 10 m che non risolve certamente il problema, ma in compenso fa stare tutti tranquilli meno i rom e chi con loro resiste.
Domani abbiamo un incontro al campo per discutere sul da farsi e decidere che posizione assumere in merito alla situazione, il comune sfrutta la situazione di ricattabilità in cui i rom si trovano mercanteggiando diritti e dignità umana.
Ti racconterò l’evoluzione della storia.
Ciao e a presto Barbara.   
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