Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

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La redazione
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 28/06/2008 @ 13:40:39, in blog, visitato 1542 volte)

Da La voix des Rroms

NO alla schedatura etnica dei Rrom, con o senza impronte digitali

Il ministro dell'interno italiano, il leghista Roberto Maroni, ha annunciato recentemente la sua intenzione di procedere con il rilievo delle impronte digitali dei Rrom che si trovano in Italia, compresi i bambini. Con deplorevole cinismo, giustifica questa misura discriminatoria con la necessità di proteggere i minori!

La proposta è stata stigmatizzata da personalità italiane della politica e della cultura, dalla società civile, dall'Unicef, dalla Commissione europea e dal Consiglio di Europa. Maroni, tuttavia, continua a sostenere il suo progetto. Il governo Berlusconi è criticato in Europa e nel mondo democratico per le sue politiche persecutorie nei confronti dei Rrom. L'Indipendent ha definito questo suo atteggiamento, nell'editoriale del 27 giugno, "un raptus di crudeltà" e ha definito il ministro Maroni come un uomo "tristemente noto per il suo atteggiamento xenofobico". L'editoriale si conclude con questa lapidaria considerazione: "Ogni atto di violenza popolare contro gli stranieri, ogni caso di discriminazione ufficiale nei confronti dei Rrom diminuisce la pretesa del Paese di essere considerato una nazione civile".

Siamo completamente d'accordo e diciamo NO a un atteggiamento che richiama gli anni più foschi della Storia europea e mondiale. Non dimentichiamo che i Rrom sono stati usati spesso come cavie per le politiche di persecuzione e sterminio, come quei bambini Rrom cecoslovacchi sui quali i nazisti sperimentarono lo Zyklon B, prima di utilizzarlo nelle camere a gas.

Firmate la petizione contro la schedatura etnica dei Rom e impedite il ritorno della peste bruna

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Di Sucar Drom (del 28/06/2008 @ 11:51:37, in blog, visitato 1774 volte)

Ue, i limiti della direttiva 2004/38/CE
Il commissario UE alla Giustizia Jacques Barrot ha risposto all'interrogazione presentata dall'europarlamentare radicale dell'ALDE Marco Cappato (in foto) sullo sgombero da parte del Comune di Milano, di due baraccopoli alla periferia della città, avvenuto il 1° aprile scorso, e sul ventilato ...

Milano, il concentramento di Cittadini italiani
«Se si fa la somma delle violazioni e delle molteplici esazioni che vengono denunciate sotto i nostri occhi, è possibile immaginare un futuro in cui, in un'Europa concentrazionaria, non resteranno libere che le guardie carcerarie, pronte a loro volta a imprigionarsi a vicenda. Quando...

Veltroni si sveglia? Forse no...
Veltroni annuncia per l'autunno una "grande manifestazione nazionale per aprire una nuova stagione politica". Un radicale cambio di passo nei riguardi di maggioranza e governo. Anche perché l'attuale luna di miele del governo con i suoi elettori, prevede, finirà presto, proprio in autunno, quando si capiranno meglio i risvolti della ma...

Milano, Bezzecchi: «ormai siamo all´apartheid»
Vanno bene le regole, va bene l´idea di un superamento del campo rom, ma «attenzione a non cadere nella demagogia» prevedendo una permanenza massima di tre mesi nei container del Comune. Il primo a bocciare la norma che renderebbe provvisoria la sosta nei “campi nomadi” è Corrado Mandreoli, responsabile d...

Venezia, la Lega Nord continua ad istigare l'odio razziale
Nuovo blitz di esponenti e simpatizzanti della Lega Nord questa mattina a Mestre (Venezia), per bloccare i lavori di costruzione del villaggio per i Sinti veneziani, finanziato ...

C’è del primitivo nelle pulsioni sociali in Italia
Riportiamo una lettera interessante del signor Mario Costa, pubblicata da Il Secolo XIX questa mattina, e di seguito la risposta/commento del Direttore del quotidiano ligure. In alcune popolazioni cosiddette “primitive” dell’Africa e del Papua N. Guinea, quando la società è sottoposta a pressioni che ne minano la strut...

GISCEL Sardegna e Rom
Siamo insegnanti di tutti gli ordini di scuole - dalla scuola per l’infanzia all’università - e lavoriamo per un'educazione linguistica democratica, per il diritto al possesso pieno della lingua come strumento di partecipazione effettiva alla vita democratica. Il nostro impegno si svolge prevale...

Lettera aperta alla Conferenza Episcopale Italiana
Eminenza Reverendissima Card. Angelo Bagnasco, durante lo svolgersi dell’ultimo nostro incontro internazionale a Trogir (Croazia) sul tema: “ Essere artigiani di Pace di fronte a un contesto antizingari crescente”, i 130 partecipanti di 21 diversi paesi europei, hanno manifestato...

Razzismo: si presenta oggi al Parlamento europeo il Rapporto 2007
Il documento, anticipato dall’Ansa, mette sotto accusa l’Italia per la situazione dei Rom, per le discriminazioni dei cittadini stranieri nell’accesso alle case popolari in alcune regioni, per non avere un sistema di segnalazione degli att...

Ora vi racconto...
C’è pure la televisione, per raccontare come la gioventù romana si diverte a Trastevere il venerdì sera. L’ora dell’aperitivo. Le vie attorno a piazza Trilussa gremite di persone. Cinque o sei bancarelle di venditori ambulanti. Un ragazzo ha appena regalato un paio di orecchini alla sua fidanzata. Le sirene della polizia colgono tutti di sorpresa. Non è un ...

Tettamanzi: "Militarizzare le città è un errore la paura non passa con un decreto"
«Militarizzare le città serve solo ad aumentare il senso di smarrimento e la paura. Perché la paura non passa per decreto legge». Guarda dalla finestra del suo studio, il cardinale Dionigi Tettamanzi, e vede una piazza Duomo affollata di milanesi che la attraversano di corsa per spostarsi da un ufficio all'altro, ma anche di immigrati che si incontrano, bevono, bivaccano, litigano...

Rom e Sinti, l'Europa punti sulla partecipazione diretta
Il 19 Giugno il presidente della Federazione Rom e Sinti insieme ha incontrato il commissario europeo per i diritti umani (in foto), al quale ha presentato la drammatica condizione di Rom e Sinti in Italia e sollecitato le Istituzioni Europee ad un intervento determinato verso il G...

Le rilevazione biometriche sono una forma di discriminazione
Ieri il ministro Maroni (in foto), davanti alla Commissione affari costituzionali della Camera di Deputati, ha ripetuto quanto già affermato alcuni giorni fa: censimento di tutti i Rom con rilievo delle impronte digitali anche per...

Cosa succederebbe se alle parole "bambini rom" sostituiamo quella di "bambini ebrei"?
Sul rilevamento delle impronte digitali anche ai minori rom il governo andrà fino in fondo. Lo ha affermato il ministro dell'Interno Roberto Maroni: «Questa è la strada giusta per garantire i diritti ai minori» ha detto, aggiungendo che l'esecutivo non si farà intimidire da s...

Impronte digitali, c'è chi afferma: “i nomadi hanno accettato questo tipo di misura che è stata anche apprezzata"
Offre una sponda al Governo italiano la posizione espressa da Massimo Converso dell'Opera Nomadi di Roma nella polemica di queste ore sulla la raccolta delle impr...

Impronte digitali, scoppia la polemica
Si fanno sempre più consistenti le polemiche sulla scelta del Viminale di operare una schedatura, tramite la raccolta delle impronte digitali, della popolazione infant...

Appello al Presidente della Repubblica
Ill. mo Presidente della Repubblica, a titolo personale quale appartenente alla minoranza Rom e quale legale rappresentante della “Federazione Rom e Sinti Insieme” mi corre l’obbligo di chiedere con estrema urgenza un Vostro autorevole intervento affinché il Governo Italiano ponga fine alla diffus...

Le impronte dei bambini rom e il silenzio della Chiesa
A Maroni vorremmo suggerire di prendere le impronte delle mani (e dei piedi) ai neonati cinesi di Milano, che sono già, notoriamente, tutti ladri di identità. Inoltre, per coerenza, potrebbe impartire l'ordine di misurare la lunghezza degli arti ai bimbi di Corleone che crescono (si fa per d...

Venezia, iniziano i lavori
Nel giorno dell’avvio dei lavori, senza incidenti, il fronte del no al villaggio Sinti a Mestre annuncia nuove battaglie in memoria di un anziano manifestante morto dopo un malore causato - secondo quanto accertato finora - da un co...

Ue, Maroni si fermi
Se il governo italiano andasse fino in fondo con l'annunciata intenzione di prendere le impronte digitali a tutti i minori sinti e rom, troverebbe l'opposizione della Co...

Impronte digitali, uno specchietto per le allodole
L’iniziativa di Maroni di schedare i Sinti e i Rom con rilievi biometrici ha fatto scoppiare la polemica in Italia. Soprattutto alimentata dalle dichiarazioni del ministro che anche i bambini sinti e rom saranno sottoposti a tale rili...

Prefetto Mosca: no alle impronte digitali per i bambini
Intervenendo a un incontro nella facoltà di Giurisprudenza di Roma Tre, il prefetto di Roma Carlo Mosca, commissario governativo per i “nomadi” per il Lazio, ha detto che nel censimento che sarà fatto nei “campi n...

Rom e Sinti, l'Italia è incivile!
La stampa britannica punta il dito sul piano del governo di prendere le impronte digitali dei Sinti e dei Rom, bambini compresi. Il più critico è l'Independent: il quoti...

Il pragmatismo di Cacciari mette all’angolo la Lega Nord?
Ultima puntata della stagione di Otto e mezzo. Ieri sera. La7. Faccia a faccia tra il ministrojazzista (in studio) e il sindacofilosofo (in collegamento). Si parla di emergenza rom e integrazione. Il ministro Roberto Maroni...

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Di Fabrizio (del 28/06/2008 @ 08:50:44, in scuola, visitato 1846 volte)

Da Roma_Francais

venerdì 20.06.2008, 04:51 - La Voix du Nord

Il sindaco di Wimille non ha l'intenzione scolarizzare i bambini Rom presenti su un terreno della città. Una decisione contraria alla legge. L'eletto auspica che la questione sia discussa alla CAB.

In questo momento in cui le scuole prendono le iscrizioni per il prossimo rientro, i bambini Rom di Boulonnais rischiano un altro anno di essere privati del corso. Antoine Logié, sindaco di Wimille, ci ha confermato che non auspicava l'immediata scolarizzazione dei bambini sul terreno del suo comune, vicino alla rotonda dell'uscita A16 Wimereux-Wimille. "C'è un problema che supera in gran parte la competenza del mio comune."

Occorre che sia discusso a livello della Comunità d'agglomerazione di Boulonnais. Il nostro deputato (Jack Lang, nota) potrebbe anche interessarsi dell'affare. Dal suo lato i volontari dell'associazione Agir avec les Roms non si scoraggiano: "Iscriveremo i bambini in comune nei prossimi giorni," garantisce Jeadette Vaillant, presidente della Lega dei diritti dell'uomo. "Ci incontreremo con i genitori di sette bambini che hanno l'età per andare alle scuole primarie." Per "affrontare" il sindaco, l' associazione non iscriverà i dodici più piccoli. Sei adolescenti saranno iscritti al collegio. "Non abbiamo voglia di andare allo scontro," insiste J. Vaillant. "Ma siamo sostenuti dall'ispettorato accademico." I Rom possono anche contare su di un alleato di peso: la legge, chiara sull'argomento. Dalla legge Ferry del 1882 modificata nel 1959, i bambini della comunità della gens du voyage dipendono dal diritto comune e la loro scolarità è obbligatoria sino a 16 anni. D'altra parte, il Codice dell'istruzione fa obbligo al sindaco d'effettuare un censimento di tutti i bambini presenti sul suolo del suo comune ed in età d' andare a scuola.

O. M.

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Di Fabrizio (del 27/06/2008 @ 11:59:20, in casa, visitato 1935 volte)

Da L'Espresso local

di Sergio Campofiorito - "Finalmente!" esclamano in coro i due giovani sinti che da una settimana stanno lavorando nell’area a nord dell’ex foro Boario per costruirsi la propria abitazione nuova. Torso nudo e cappellino da baseball per contrastare il sole cocente, pelle abbronzata, sudore e fatica, loro sono contenti lo stesso. Juri Pavan ha 23 anni, il suo "collega muratore" Reggy, 17, vivono nel campo nomadi di corso Australia da 12 anni. In poco meno di una settimana hanno già messo su i quattro muri portanti del primo condominio: saranno tre in tutto, le palazzine dei sinti, e ospiteranno dodici alloggi.

Mauro Maurizi, 40 anni, muratore da 26, è il capocantiere alla dipendenze della ditta Cpm: è lui che guida i due ragazzi tra calce e mattoni: "Nonostante l’inesperienza stanno facendo un ottimo lavoro - commenta il capo - non si può chiedere più di tanto ma tra circa sei mesi contiamo di arrivare al tetto".
Da lunedì a venerdì, ogni giorno sveglia all’alba e otto ore di duro lavoro. Ma guai lamentarsene, anzi. Virgilio Pavan, 49 anni, giostraio originario di Este e consigliere nazionale dell’associazione Opera Nomadi, guarda i suoi ragazzi: "In questo campo vivono undici famiglie per un totale di 35 persone, di cui molti bambini. Attendiamo da vent’anni la realizzazione di queste case, finalmente i fondi sono stati sbloccati e adesso ci mettiamo al lavoro con tanta felicità. Ci teniamo a ribadire che non siamo rumeni o slavi o magrebini, siamo italiani in tutto e per tutto: basta discriminarci".

I ragazzi, che hanno seguito un corso per l’autocostruzione, guadagnano 800 euro al mese, di cui 300 trattenuti come anticipo sull’affitto. Gli appartamenti, infatti resteranno proprietà del Comune. Sulle polemiche esplose dalla Lega nei giorni scorsi, Juri e Reggy ribattono duro: "Da vent’anni i sinti aspettano queste case, adesso che ce le stiamo costruendo da soli, le meritiamo".

Intanto, l’altra sera la giunta ha dato via libera al secondo stralcio del progetto, autorizzando la spesa di 418 mila euro per le altre due casette, mentre 400 mila erano stati già stanziati dal ministero della Solidarietà sociale presieduto dell’allora ministro di Rifondazione, Paolo Ferrero.

Il gelo invernale o la canicola estiva patita dagli occupanti del campo nomadi in tutti questi anni saranno presto soltanto un lontano ricordo.

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Di Fabrizio (del 27/06/2008 @ 10:54:34, in media, visitato 1376 volte)

Da Roma_Daily_News

Migliorare via internet le opportunità per le minoranze svantaggiate. Il ruolo delle pagine web di idebate.org nell'affermare la causa Rom

Presentazione di Valery Novoselsky per il BarCamp 2008 ad Istanbul, 21-22 giugno 2008.

L'affermarsi di Internet e la sua crescita di popolarità come strumento di ricerca, istruzione e comunicazione ha grandemente migliorato le possibilità per le comunità svantaggiate, come i Rom, di partecipare nelle attività politiche e contribuire al rafforzamento del movimento Romani a livello pan-Europeo.

Col decrescere del divario digitale sempre più individui ed organizzazioni Romani usano portali internet, forum e chat come fonte di informazione o come mezzo di pressione. Internet è anche uno strumento essenziale nel costruire ed aumentare le relazioni con altre comunità e per l'integrazione della tematica Rom.

La diplomazia pubblica Rom si focalizza oggi nello stabilire o costruire relazioni con altre comunità, maneggiando le informazioni, conducendo ricerche e facendo presentazioni ed internet sta diventando un mezzo attuale ed essenziale per questo. In seguito, analizzerò come idebate.org è diventato parte essenziale del processo attuale nel processo di costruzione nazionale nella comunità Rom.

Contesto storico

Sin dagli inizi negli anni '70 la parola Rom, scelta tra le tante denominazioni di quanti erano chiamati "Zingari" dagli altri, ha iniziato a dominare il dibattito politico. La parola "Zingaro" ha origine nella parola "Egitto", come l'inesatta presunta regione di origine dei Rom. D'altra parte, questa parola "Zingaro"  non è mai stata usata dalla maggioranza dei Rom stessi, molti dei quali considerano la parola Zingaro e i termini corrispondenti in altre lingue, come Tsigan o Gitano, peggiorative. Nonostante il fatto che non tutti i popoli percepiti come Zingari dalla maggioranza si riferiscano a loro come Rom, la parola "Rom" è diventata il termine più politico.

I Rom non costituiscono un gruppo etnico omogeneo, ma incorporano una varietà di gruppi e sottogruppi etnici correlati, ognuno con una propria identità. D'altra parte, sin dagli inizi degli anni '70, stiamo assistendo alla crescita di un movimento politico pan-Europeo ed all'unificazione di gruppi e sottogruppi differenti sotto la bandiera di una comune identità Romani. Questa è la ragione per cui il nome "Rom" è diventato l'autodenominazione preferita di organizzazioni che trattano i diversi aspetti delle "tematiche Rom" a livello locale, regionale e, specialmente, internazionale.

Ci sono molti Rom che parlano varianti isolate o localizzate del Romanes, mentre altri parlano varianti che sono transnazionali come i dialetti Kalderash o Lovara, tra gli altri. Il Romanes è una lingua che appartiene al gruppo Indo-Iraniano della famiglia contemporanea delle lingue Indo-Europee, e relato a lingue che sono diffuse in Pakistan e nell'India del nord-ovest. Di solito, i Rom parlano anche la lingua principale della regione o paese dove vivono. I moderni linguisti collegano il Romanes al dialetto Pothohari della lingua del Punjab, che è parlata in Pakistan e nell'India del nord-ovest. Ma parlare il Romanes non è un elemento obbligatorio dell'identità Rom, dato che molte comunità, come la maggioranza dei Rom in Spagna o Ungheria, hanno perso questo linguaggio o sono stati forzati ad abbandonarlo in seguito a politiche assimilazionistiche

La possibilità e la sfida di internet

Sin dagli inizi degli anni '90, Internet è diventato un mezzo di comunicazione di massa, ricerca e diplomazia pubblica. Ha un impatto vitale nello sviluppo della coscienza politica dei gruppi minoritari come i Rom. Internet fornisce nuove opportunità e funzioni come piattaforma per iniziative culturali, politiche e diplomatiche e rende le preoccupazioni pubblicamente evidenti.

Internet è già usato per rafforzare la comunità Romani permettendo comunicazioni rapide tra i confini che è particolarmente importante per una comunità, che vive sparsa attraverso l'Europa e il mondo. Questa interazione permette di condividere esperienze, risolvere problemi simili condivisi dalla comunità ed unirsi per trovare una soluzione alle numerose sfide. E' anche importante per l'integrazione della tematica Rom come mezzo di ottenere una soluzione.

Gli obiettivi per lo sviluppo della propria comunità richiedono ai professionisti Rom di utilizzare attivamente gli strumenti on-line per informare il pubblico delle preoccupazioni della comunità. La strategia della diplomazia pubblica Rom si focalizza nel costruire relazioni con altre comunità, nel maneggiare informazioni, condurre ricerche e facendo presentazioni efficaci. In vista di tali mansioni l'integrazione di Internet nel comportamento della diplomazia pubblica è essenziale, attuale e supportiva.

Gli effetti di Internet nello stabilire un'unità Romani virtuale

Le moderne tecnologie di comunicazione trasformano i modi di interazione sociale e networking. Il diffondersi di Internet sta generando comunità virtuali in cui individui simili interagiscono tra loro attraverso lo spazio e il tempo. La creazione di relazioni, costruzione di alleanze, condivisione di testi e grafica, si sviluppa in progressione geometrica. Questo processo fornisce la possibilità di far crescere comunità virtuali, dove i partecipanti, oltre ad usare internet come fonte di informazione, possono diventare attivamente coinvolti ed esprimere/sviluppare il loro interesse e senso di comune appartenenza alla comunità (sociale, culturale, etnica/nazionale, politica, ecc.).

Queste tendenze interessano inevitabilmente la comunicazione interna ed esterna delle comunità Rom, del movimento politico Rom e le relative politiche a livello pan-Europeo ed internazionale.

Il senso di consapevolezza, solidarietà ed identità delle comunità virtuali esistenti è stimolato e rafforzato nel processo della comunicazione online. Questo è persino il caso dei Rom, una comunità che è presente in tutto il mondo. Il Web permette a queste comunità, da una parte, di superare la loro separazione geografica e, dall'altra parte, di mobilitarsi culturalmente, socialmente e politicamente. Questa unificazione è facilitata attraverso la comunicazione e lo scambio giorno per giorno delle tematiche politiche e nella ricostruzione di esperienze condivise.

Così, le comunità Rom beneficiano in maniere differenti di Internet:

  • il Web serve come fonte di informazione su diversi argomenti;
  • funziona come mezzo di comunicazione e coordinamento dal livello locale sino alla disposizione di diplomazia e di politica reali;
  • funziona anche come "vetrina" per l'auto-proclamazione e per l'immagine della comunità, lobbying e lo sviluppo e promozione della cultura Romani.

Il World Wide Web offre anche una varietà di servizi, come format per presentazioni, software per l'elaborazione della comunicazione, collezione e disseminazione di informazione, forme di sottoscrizione a comunità e di sottoscrizione, e programmi creati allo scopo di facilitare le discussioni ed applicare le funzioni per gli attivisti comunitari. A tal riguardo, il ruolo dei già esistenti siti web di organizzazioni Rom pubbliche e di associazioni culturali è vitale.

Il ruolo della pagina web idebate.org (http://www.idebate.org/roma/) è diventato significativo in questo senso dalla primavera 2006. L'aspetto di queste pagine è amichevole. Aiuta ad accedere alle informazioni secondo il paese e l'argomento, inoltre c'è un archivio http://euyouthspeak.org/roma/?cat=4 L'opportunità di iniziare o raggiungere le discussioni sui vari argomenti è fornita dai forum online su http://www.idebate.org/discussion/view_forum.php?id=54 che è un utile supplemento alle pagine di articoli.

A lato del ruolo enorme delle pagine web IDEA ci sono agenzie Rom di informazione, come Dzeno e Romea, non possiamo dimenticare il ruolo dell'European Roma Information Office (ERIO). ERIO ha adoperato Internet come mezzo per informare, istruire ed organizzare il popolo Romani, con lo scopo di combattere la discriminazione anti-Rom, far crescere la coscienza sui problemi affrontati dalle comunità Rom e patrocinare i loro diritti. Il panorama di notizie settimanali offerto da ERIO è composto in collaborazione con http://www.idebate.org/roma/

I siti web dei Rom nella mobilitazione etnica e nella comunicazione cross-culturale

Molti siti web di organizzazioni internazionali, come quelli di Romano Centro, European Roma Rights Centre (ERRC), ed European Roma Information Office (ERIO), che si rivolgono primariamente ad attivisti Rom che vivono nelle rispettive località, promuovono un senso di appartenenza alla comunità. Fornendo informazioni aggiornate ed analisi di eventi locali ed internazionali, questi siti simbolizzano, nel contempo, nozioni molto specifiche di comunità che includono la condivisione del medesimo spazio e tempo. Questi siti incoraggiano il senso di comunità, come fanno le loro organizzazioni, e cercano la difesa degli interessi della comunità quando confrontati (rilevanti specialmente nel sito di ERRC). Le pagine Rom di IDEA rispecchiano le le pubblicazioni e le campagne più sensibili descritte su questi siti, giocano cioè il ruolo di supporto nel consolidare internamente la minoranza Rom in Europa.

Un altro aspetto positivo nell'uso del web nella comunicazione cross-culturale è di aiutare a superare la ghettizzazione etnica. Questo tipo di attività è mostrato da annunci via web, richieste, appelli e comunicazione virtuale. Informazioni sulle attività delle comunità e movimenti Rom vengono facilmente trasportati ad un pubblico che è pronto ad adottare queste informazioni, contribuire ad uno scambio di idee e partecipare alla vita comunitaria.

Quindi, al giorno d'oggi le pagine web di IDEA sono tra le fonti affidabili per l'apprendimento della storia contemporanea dei Rom e di attrezzo on-line per la partecipazione. Il design correttamente organizzato di http://www.idebate.org/roma/ contribuisce a trasferire informazioni su argomenti importanti come salute, lavoro, casa, istruzione e politica ai lettori interessati in una maniera più accessibile.

A causa del relativamente facile accesso e dei bassi costi, la gente ha preso Internet come un mezzo emancipatorio per aprire canali di scambio d'informazioni e creare un innovativo spazio politico. Rappresentanti di una minoranza etnica sono oggi capaci di rendere pubblico il proprio punto di vista e reclamare attraverso Internet la loro identità. Le comunità web hanno permesso al popolo Romani di sviluppare relazioni che spesso sono inter-culturali e cross-culturali.

D'altra parte, causa il significativo tasso di povertà, le barriere linguistiche e l'analfabetismo tra i Rom, il divario digitale è ancora molto presente. Le comunità Rom hanno perciò un bisogno urgente di propri centri Internet, punti di raccolta ed istituzioni per formare gli esperti tecnici locali che possano fornire il supporto ICT per le organizzazioni senza scopo di lucro e di supporto legale.

Il ruolo del Internet nella prestazione della diplomazia pubblica Rom, particolarmente per le giovani generazioni

I moderni significati di comunicazione elettronica costituiscono il più ovvio cambio strutturale dello sviluppo in cui hanno operato gli attivisti delle pubbliche relazioni durante le ultime due decadi. Le diplomazie pubblica e dei media devono essere viste come complementari. Di conseguenza, l'interazione con i media dovrebbe essere il punto focale del lavoro quotidiano di un professionista della diplomazia pubblica.

E' diventata una pratica standard per i moderni attivisti Rom, di consultare regolarmente i siti web di differenti agenzie informative nazionali ed internazionali. Ogni attivista politico ha anche familiarità con le homepage di organizzazioni ed istituzioni rilevanti per il proprio lavoro. Gli attivisti Rom oggi si mettono in rete con colleghi attraverso il mondo, contando sull'accesso facile ad importanti, aggiornate, informazioni web. L'accesso a Internet aumenta la somma di informazioni che una persona deve processare, selezionare e disporre in un sistema conoscitivo.

Le pagine web di IDEA già servono come canale per l'espressione delle preoccupazioni e della fonte di informazioni per gli strati intellettuali entro le comunità Rom. Mentre la condivisione delle informazioni è diventata più facile, la gestione delle informazioni è diventata più appropriata. Nuove procedure elettroniche devono essere stabilite ed elaborate. I gestori delle informazioni e conoscenze Rom devono essere istruiti ed adeguatamente posizionati nelle strutture direttive delle OnG Romani. I siti web hanno bisogno di sviluppo e manutenzione professionali e dovrebbero assumere un importante funzione nella rappresentazione di una nazione non-territoriale Rom. Queste mete sono state parzialmente raggiunte nella funzione della nostra pagina web e molto lavoro dev'essere ancora fatto!

Conclusioni

Il ruolo di Internet è importante nel mantenere la comunicazione e coordinamento delle comunità Rom sparse attraverso il mondo. Aiuta la diffusione e la discussione di informazioni sensibili su temi rilevanti. Gli attivisti Rom hanno bisogno di usare una strategia per la diplomazia pubblica che costruisca relazioni, il comprendere le culture ed i bisogni di altre culture ed identificare aree comuni di interesse.

La diplomazia pubblica Rom può realizzare un insieme di obiettivi: aiutare gli altri a pensare alle tematiche Rom; creare un'opinione positiva sulla comunità Rom; promuovere per esempio il profilo di individui Romani di successo; incoraggiare gli altri a vedere al comunità Rom come destinataria di relazioni e ricerche; e permettere appoggio pubblico e politico alle preoccupazioni delle comunità Rom. Tutti questi obiettivi sono più facilmente raggiungibili per l'attività delle pagine web di IDEA, che rispecchia le preoccupazioni e speranze del popolo Romani e, nel contempo, chiede una risposta d'aiuto ai lettori.

Attraverso la pratica di condividere informazione e conoscenza online, le comunità Rom disperse diventano coscienti della loro comune eredità e sono disposte ad integrarsi con la nozione di unità etnica. Questo processo è proseguito da quando le reti Rom già esistenti sono diventati attori internazionali influenti nel campo della diplomazia pubblica. Il punto positivo è che tutte queste reti sono presentate pubblicamente su http://www.idebate.org/roma/ tramite la pubblicazione del loro materiale sui temi più importanti.

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Di Fabrizio (del 27/06/2008 @ 09:26:02, in Italia, visitato 1696 volte)

Ricevo da Marco Brazzoduro

Proposta del Ministro Maroni su impronte digitali per i bambini rom,
Dichiarazione del Presidente UNICEF Italia Vincenzo Spadafora

Roma 26 giugno 2008 - "L'UNICEF Italia esprime stupore e grave preoccupazione per la proposta del Ministro degli Interni Roberto Maroni di avviare un censimento dei bambini presenti nei campi rom, mediante impronte digitali.

Verrebbe da proporgli, per rispettare il diritto all'uguaglianza di tutti i bambini, di schedare allo stesso modo tutti i bambini italiani…

Ci auguriamo che si tratti di una proposta provocatoria destinata a non avere seguito.

I bambini rom non sono diversi dagli altri bambini (tra l'altro molti di loro sono cittadini italiani a tutti gli effetti), ma soprattutto i bambini non possono e non devono essere trattati come gli adulti. Sono mesi ormai che l'attenzione delle istituzioni, nonché dell'opinione pubblica e dei mass media italiani si concentra sulle comunità rom presenti nel nostro territorio. Un'attenzione che, come UNICEF Italia, chiediamo non si trasformi in principi di discriminazione verso popolazioni e soprattutto bambini in condizioni di evidente vulnerabilità.

Auspichiamo che il Governo italiano affronti le tematiche relative alla sicurezza senza trascurare i diritti dei bambini, tra cui quelli di essere tutelati e non essere discriminati, come ricorda la Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia, ratificata dall'Italia con legge n° 176 del 27 maggio 1991".

Per maggiori informazioni contattare: Ufficio stampa UNICEF Italia, tel. 06-47809233-234 e 335/333077; e-mail: press@unicef.it ; sito-web www.unicef.it

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Di Fabrizio (del 27/06/2008 @ 09:20:09, in Europa, visitato 1826 volte)

Da Roma_ex_Yugoslavia

2008-06-20 - BBC Monitoring European - Text of report in English by Croatian state news agency HINA

BLACKENTERPRISE.com

BRIJUNI, June 19 (Hina) - La cooperazione interconfini tra le minoranze etniche è stato il soggetto di una conferenza internazionale di tre giorni che si è aperta giovedì nell'isola di Brijuni nell'Adriatico settentrionale.

La conferenza, organizzata dall'Ufficio Governativo Croato per le Minoranze Nazionali e dal Consiglio per le Minoranze Nazionali, ha visto la partecipazione delle minoranze etniche di Austria, Bosnia-Herzegovina, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Italia, Kosovo, Macedonia, Montenegro, Romania, Serbia, Slovacchia, e Slovenia.

Scopo dell'incontro è di riunire rappresentanti dei governi e delle minoranze etniche nella regione e in altri paesi europei per ascendere la cooperazione interconfini tra le minoranze, perché è importante per esercitare i propri diritti, ha detto nella sua introduzione Milena Klajner, capo dell'Ufficio Governativo Croato per le Minoranze Nazionali.

Klajner ha detto che sono stati fatti sforzi per migliorare la cooperazione tra le comunità etniche nelle aree della cultura, dell'istruzione e dei media, citando esempi della minoranza croata in Ungheria e Romania, e delle minoranze ungheresi e rumene in Croazia.

Il Presidente del Comitato Parlamentare Croato sui Diritti Umani delle Minoranze, Furio Radin, ha detto che la protezione delle minoranze nazionali in Croazia è stata relativamente soddisfacente, aggiungendo che "non c'è mai abbastanza discriminazione positiva."

Radin ha detto che le minoranze etniche sono state ponti tra i paesi ed un fattore connettivo che potrebbe migliorare le relazioni tra paesi differenti. Ha detto che i confini esistenti diventerebbero irrilevanti una volta che tutti i paesi raggiungessero l'Unione Europea.

Il Presidente del Consiglio per le Minoranze Nazionali, Aleksandar Tolnauer, ha detto che le minoranze etniche potrebbero giocare un ruolo decisivo nel promuovere la cooperazione ed il dialogo tra i paesi, sottolineando che la legislazione croata ha assicurato i più alti standard nel proteggere i loro diritti.

Mabera Kamberi del Comitato del Consiglio d'Europa su Rom e Viaggianti, ha detto che la Croazia ha fatto evidenti progressi nel proteggere i diritti delle minoranze nazionali, anche se alcuni governi UE stanno trattando le minoranze in maniera discriminatoria, come si può vedere nel caso dei Rom.

Originally published by HINA news agency, Zagreb, in English 19 Jun 08.

(c) 2008 BBC Monitoring European.

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Di Fabrizio (del 26/06/2008 @ 19:41:02, in Italia, visitato 1222 volte)

Ricevo da Veniero Granacci

Oggetto: Comunicato in merito al disegno di legge sulla schedatura dei Rom e Sinti

Roma, 26.06.2008 - L'A.n.e.d. (Associazione nazionale ex deportati) di Roma esprime la più sentita riprovazione per il disegno di legge, che prevede la schedatura dei Rom e Sinti presenti sul territorio italiano, tramite la rilevazione delle impronte digitali come in uso per i criminali. Il provvedimento è particolarmente odioso e inaccettabile, perché rivolto anche ai bambini e a tutti i minori che, finora, anche se privi di documenti, hanno potuto frequentare la scuola pubblica del nostro paese. Il progetto di schedatura è, oltretutto, in totale contrasto con la Convenzione Internazionale per i Diritti del Fanciullo promulgata nel 1989 dall'O.N.U. e ratificata dallo Stato italiano.

Tale provvedimento richiama procedure di schedatura razzista utilizzate dai regimi nazifascisti durante il secolo scorso, per costruire archivi che miravano alla individuazione, emarginazione, concentrazione e conseguente deportazione di ogni minoranza e diversità.

Nel caso che questo provvedimento venisse approvato, l'intero Consiglio direttivo dell'Aned di Roma , chiede di essere schedato insieme ai Rom.

Aldo Pavia (Presidente)
Vera Michelin- Salomon (Vicepresidente)
Maurizio Ascoli
Stefano Batori
Sara Contardi
Grazia Di Veroli
Pupa Garribba
Eugenio Iafrate
Erminia Licitri
Rosa Melodia Scicchitano
Mirella Stanzione
Piero Terracina
Antonella Tiburzi
Claudia Zaccai

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Di Fabrizio (del 26/06/2008 @ 09:38:29, in conflitti, visitato 1835 volte)

Da Czech_Roma

By CTK - 25 giugno 2008

I Rom locali hanno paura tanto delle bande Romani che della Guardia Nazionale

Praga - I Rom di Karlovy Vary, Boemia occidentale, formeranno proprie pattuglie fuori dalla scuola locale in risposta alle pattuglie create dai movimenti estremisti Guardia Nazionale (GN), ha scritto martedì Lidove noviny (LN). Le ronde GN stanno iniziando a controllare la scuola contro quelli che chiamano gli attacchi dei locali bambini Romani contro gli altri studenti, martedì scorso. I bambini Romani vengono da un ostello abitato principalmente da Rom.

Settimana scorsa, i membri della GN sono andati all'ostello "per spiegare la loro posizione" ai Rom.

"Non abbiamo bisogno di nessuna pattuglia qui" ha detto al giornale un Rom del posto.

Stanislav Sivak, attivista della locale Associazione Civica Romani, ha detto che qualche settimana fa c'è stato un diverbio su cui la polizia sta investigando.

"Di certo non c'è nessuna banda romani che minaccerebbe l'area," ha detto Sivak.

"Le autorità hanno abbastanza misure con cui punire i genitori che non badano ai loro figli. Forse potrebbero tagliare alcuni benefici sociali," ha detto Sivak.

Sivak ha detto che anche i Rom hanno paura per i loro figli e vorrebbero proteggerli fuori da scuola.

Attualmente, la scuola è controllata dalla polizia.

Rappresentanti del Partito Nazionale (NS), che hanno formato la para-militare GN, sono dell'opinione che il problema è stato causato dai bambini Romani dell'ostello per chi non paga l'affitto.

"Denunceremo i ripetuti attacchi agli scolari," ha detto a CTK Pavel Sedlacek, dell'ufficio stampa del NS.

I membri della GN vogliono anche organizzare corsi gratuiti di autodifesa per i bambini locali.

C'è tensione tra i genitori degli alunni, scrive LN.

LN riporta la testimonianza di un padre: "Se qualcuno toccasse i miei figli. sarei molto duro. Ho una pistola e non esiterei ad usarla."

Tre bambini del quarto grado hanno raccontato al giornale che sono stati recentemente vittime di attacco da parte di bambini Romani.

"E' successo circa tre settimane fa. Improvvisamente siamo stati attaccati dagli Zingari," ha detto un bambino, di 10 anni.

"Uno di loro aveva un coltello e ci ha chiesto se volevamo che ci tagliassero le mani. Un altro ha colpito alla testa un mio amico. Siamo scappati," ha aggiunto.

Gli assalitori avevano dai sei ai sette anni.

Ha detto un altro bambino: "Erano più giovani, ma non è stato piacevole. Ora tutti e due ci stiamo allenando per la lotta col bastone."

Czech News Agency (CTK)

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Di Fabrizio (del 26/06/2008 @ 09:28:09, in musica e parole, visitato 1636 volte)

Da crj-mailinglist

È morto Saban Bajramovi´c, il più grande cantante e compositore rom
È morto domenica (8 giugno), a 72 anni, nella sua casa di Nis, dopo una lunga e sofferta malattia. Incise il primo disco nel 1964, e poi una ventina di album e una cinquantina di singoli. Scrisse e compose circa 700 canzoni d'autore. Era entrato nella leggenda della musica come il Nat King Cole di Nis, è considerato tra i migliori dieci cantanti jazz del mondo.

Per più venti anni fu a capo di una band "Crna mamba" con cui fece il giro del mondo. Fu nella delegazione di Tito in India, e tenne concerti spettacolari in tutto il mondo. Ovunque fu invitato più volte... "Penso che il successo non mi abbia cambiato affatto, ma non ho realizzato i miei sogni. Nessuno, nella mia natale Nis, si è mai ricordato, dopo che mi sono occupato per 40 anni di musica, di dire: `Saban, ti sei meritato la pensione´. Come posso essere soddisfatto", diceva il cantante da tempo malato. "Vivo tristemente dopo 40 anni di mie canzoni, nessuno che apra il mio cancello o che telefoni per chiedere come vivo e se riesco a vivere in queste condizioni. Patisco...", aveva detto Bajramovi´c alcune giorni prima di chiudere per sempre gli occhi. Era stato d´ispirazione per innumerevoli artisti di tutto il mondo. Gli ultimi giorni li ha trascorsi con la moglie Milica. Ha lasciato quattro figlie e 12 nipotini, sparpagliati per il mondo, cosa che, come diceva lui stesso, gli provocava una triste ispirazione...

È morto nella povertà, senza un soldo, solo come un cane, come un gitano del Romancero di Garcia Lorca, avendogli l'attuale regime negato il diritto alla pensione! Senza copertura medica! Un ladro gli aveva rubato quei miseri 700EUR di risparmi messi da parte! Quale miserabile Europa è questa. Saban Bajramovi´c è metafora del destino tragico dell' uomo di oggi.

(a cura di OJ e AM)

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