Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

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Richiediamo chiarezza. Di Rom si parla poco e male, anche quando il tema delle notizie non è "apertamente" razzista o pietista, le notizie sono piene di errori sui nomi e sulle località

La redazione
-

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 29/07/2008 @ 17:49:16, in Italia, visitato 1580 volte)

Da Cittàpertutti

Rete Migranti Milano invita a partecipare al presidio che si terrà domani (a partire dalle ore 11:30) davanti alla Prefettura, c.so Monforte per consegnare simbolicamente al Prefetto di Milano le impronte raccolte nelle varie iniziative promosse da diverse associazioni durante tutto il mese di luglio.

"Milano città aperta, libera e accogliente"
PRESIDIO E CONFERENZA STAMPA
Mercoledì 30 luglio 2008, ore 12.00, davanti alla prefettura di Milano, c.so Monforte.

PRENDETEVI ANCHE LE NOSTRE IMPRONTE!


Una nuova iniziativa voluta e promossa dalla Rete Migrante di Milano per denunciare la schedatura etnica e il nuovo "pacchetto sicurezza", dal 23 luglio ormai legge dello Stato italiano.

Durante il presidio verranno consegnate al Prefetto Gian Valerio Lombardi le impronte di cittadini milanesi raccolte durante l'evento dello scorso 5 luglio in l.go Cairoli e in altre iniziative durante tutto il mese di luglio da numerose associazioni.

Una consegna simbolica alla Prefettura di Milano per ribadire che legalità e sicurezza non possono essere interpretate esclusivamente come controllo e repressione, bensì vanno intese come un sistema di garanzie per difendere i diritti umani: il diritto alla salute, all'educazione, al lavoro, alla casa, alla libertà di espressione e di circolazione.

La sicurezza non può nascere dall'emarginazione, bensì dall'accoglienza e dal riconoscimento dei diritti di tutti sulla base di valori di uguaglianza, rispetto delle diversità e giustizia sociale.

Rete Migrante Milano

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Di Fabrizio (del 29/07/2008 @ 11:12:14, in conflitti, visitato 1337 volte)

Da Ticinonews

Petardi lanciati contro il campo nomadi di Gudo, che ospita circa 200 persone. Sconosciuti gli autori. Il commento di Mauro Tettamanti

Esplosione al campo nomadi di Gudo. La carovana è stata bruscamente svegliata alle 2.00 di notte dall’esplosione di un fascio di petardi lanciato nel campo con un biglietto minatorio. Lo scrive oggi il Corriere del Ticino. Il campo ospita circa 200 persone. Secondo il portavoce del gruppo i petardi erano tenuti insieme da nastro adesivo. Sono stati accesi e quindi lanciati tra le roulottes verso le due della notte tra sabato e ieri. Per il momento restano sconosciuti gli autori.

"Purtroppo - commenta il municipale bellinzonese e membro della commissione cantonale nomadi Mauro Tettamanti - queste carovane fanno notizia solo quando si presume che abbiamo compiuto dei reati o quando sono vittime di questi episodi di intolleranza. Mi risulta che queste circa 200 persone sono presenti da diverse settimane in Ticino, prima a Galbisio e poi a Gudo, e che non abbiamo mai creato o avuto problemi”.

“Quella dei nomadi - conclude Tettamanti - è una storia che si ripete tutte le estati anche perché in Ticino mancano le strutture che per legge, ma anche solo per una questione di civiltà, dovremmo mettere loro a disposizione".

Come ricorderete, infatti, non è la prima volta che le carovane di nomadi vengono prese di mira. Anni fa fa a Biasca colpi di fucile erano stati esplosi contro i nomadi accampati vicino all’autostrada.

joe.p./sacha

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Di Fabrizio (del 29/07/2008 @ 09:07:24, in Regole, visitato 1476 volte)

Da Roma_Daily_News

Posted By ALISON LANGLEY REVIEW STAFF WRITER - Martedì (22 luglio ndr) Adam Horvath ha viaggiato da Toronto a Niagara Falls per convincere il Ministro della Giustizia, Rob Nicholson, che suo padre non è un criminale.

"Voglio provare che mio padre è innocente. Voglio dirgli che vogliamo solo vivere come una famiglia normale," ha detto.

Il ragazzo tredicenne e sua madre Erika sperano di incontrare il parlamentare a Niagara Falls per discutere sulla prevista estradizione di suo padre verso la nativa Ungheria.

Adolf Horvath sta per tornare in patria dopo che le autorità ungheresi ne hanno richiesto l'estradizione per essere processato per quelle che la sua famiglia lamenta essere accuse non provate.

Recentemente, l'ordine di estradizione è stato sostenuto dalla Corte d'Appello dell'Ontario e dalla Corte Suprema Canadese.

Adolf, 51 anni, si è nascosto da marzo ed il Canada ha emesso un mandato di cattura per il suo arresto.

"Non aveva altra scelta," ha detto Erika sulla decisione del marito di rendersi irreperibile.

Circa 15 supporter del rifugiato Rom si sono riuniti davanti all'ufficio di Nicholson in St. Paul Avenue per appellarsi al ministro perché riconsideri l'ordine di estradizione.

"E' l'unica persona che può fermare l'estradizione è spero che lo farà perché non è giusto. Questa non è giustizia," ha detto Erika.

The Niagara Falls Review

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Di Fabrizio (del 29/07/2008 @ 00:17:25, in media, visitato 1758 volte)

Dal blog R-esistenza Infinita

(La notizia la trovate QUA ndr)

Allora, cari legaioli, quel che resta di bossi è in Romania. No, non è andato là – come ha cercato di farvi credere – per continuare la guerra allo sporco zingaro, in casa sua, ma ad assistere alle riprese del kolossal TV su Alberto da Giussano. È una produzione richiesta ed ottenuta da berlusconi a saccà, e di cui esiste abbondante letteratura nelle intercettazioni telefoniche che nemmeno il faraone è riuscito a bloccare. Una di quelle cose legate allo scambio di figa, che tanto onore ha posto sulle italiche teste. "Se ti do una figa, tu mi dai un Senatore del centrosinistra?"

È bellissima questa cosa: mentre in Italia la politica di propaganda populista, porta gli italioti ad incendiare i campi Rom, in Romania bossi assiste alla carica di 20.000 Rom che fingono di essere il popolo padano. E c’è di peggio: i 2.500 cavalli usati per la ricostruzione della battaglia di Legnano, saranno arabi.
Questa coerenza che tutto ricopre, questi uomini duri che hanno la faccia di calderoli, a cui avete affidato il governo di uno stato, su cui sputano … Io trovo che sia fantastico, come è fantastica la rivisitazione storiche che bossi (per sua stessa ammissione, un ignorante) fa della storia. Alberto da Giussano è il centralismo dello stato.

Queste sono le cose che mi danno quel sottile piacere di pensare a voi, imbecilli, che andate in giro con gli elmetti cornuti in testa. Voi, che siete rappresentati da bossi, calderoli, maroni e borghezio.

E così, mentre in casa nostra si porta avanti la deportazione xenofoba di un popolo inerme, fatto anche di donne e bambini, il massimo rappresentante della lega va a godere dello sfruttamento di 20.000 comparse Rom, pagate quattro lire e un pugno di polenta, nel rispetto della logica del profitto e dello sfruttamento.

Giustizia vorrebbe che quei 2.500 cavalli arabi venissero puntati contro l’ignobile spettatore, e che quelle 20.000 comparse assumessero il ruolo di protagonisti, issando lance e bastoni per cacciare l’invasore.

Non accadrà, peccato!

Per la cronaca, la RAI partecipa alla produzione della fiction di propaganda leghista, ottenuta per intercessione del mercante di figa, che costa solamente 30 milioni di dollari. Da dove provengano i danari lo sapete, sì?

Rita Pani (APOLIDE)

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Di Fabrizio (del 28/07/2008 @ 13:57:10, in Italia, visitato 1973 volte)

Ricevo da Roberto Malini

Illustrissimo Sindaco Luca Ceriscioli, Assessori Riccardo Pascucci e Marco Savelli, Presidente Regione Marche Gian Mario Spacca, Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Palmiro Ucchielli, Arcivescovo di Pesaro S. E. Rev.ma Piero Coccia, Prefetto Alessio Giuffrida e autorità civili

e per conoscenza: Onorevoli deputati al Parlamento europeo Viktoria Mohacsi, Marco Pannella e Marco Cappato; Commissario europeo Vladimìr Špidla; Alto Commissario per i diritti umani alle Nazioni Unite Navanethem Pillay, Presidente Union Romani Juan de Dios Ramírez-Heredia e altri,

il Gruppo EveryOne - organizzazione internazionale per la tutela dei diritti umani - e i rappresentanti della Comunità Rom romena che vive a Pesaro indirizzano questa lettera aperta alle Istituzioni e alle autorità civili e religiose della città e della regione. Innanzitutto, confermiamo il nostro sincero apprezzamento per la disponibilità mostrata dalle Istituzioni - nelle persone del Sindaco e degli Assessori alla Salute e Sicurezza e ai Servizi Sociali - ad intraprendere un serio progetto di integrazione, necessario per consentire alla Comunità Rom di Pesaro di inserirsi positivamente nel tessuto sociale della città, nel rispetto dei loro diritti etnici, civili e umani e in contrasto con qualsiasi ideologia razzista e intollerante. Come vi è noto, anche grazie ad alcuni articoli pubblicati sulla stampa locale e nazionale, i Rom che vivono a Pesaro sono impegnati nella ricerca di un lavoro e di un inserimento a scuola per quanto riguarda i minori. La Comunità Rom che si trova sul territorio di Pesaro è formata da tre nuclei familiari, comprendenti anche bambini, donne (alcune gravide), invalidi e malati. Purtroppo i rapporti con le Istituzioni e le autorità cittadine non sono stati finora facili, perché è un momento difficile, nel campo dell'accoglienza e dell'integrazione razziale, per tutta l'Italia e solo poche località, nonché una sola regione (la Sardegna) hanno finora scelto di attenersi alle Direttive e alle norme vigenti nell'Unione europea, che prevedono di combattere il razzismo e di favorire programmi concreti di inserimento soprattutto per quanto concerne il popolo Rom, che subisce ancora un fenomeno diffuso di intolleranza e discriminazione. Sono ancora attuali, purtroppo, in molte città italiane, gli stereotipi razziali che hanno colpito nei secoli le persone di etnia Rom e che i movimenti razzisti e xenofobi hanno posto alla base di terribili persecuzioni. Secondo tali stereotipi, i Rom non vogliono lavorare, tramano contro la "brava gente", rapiscono bambini, sono geneticamente dediti al crimine, non vogliono integrarsi, sono sporchi e disordinati, violenti e immorali. Le stesse accuse che in altri tempi, difficili come e più del presente, furono rivolte agli ebrei, alle persone di colore, alle minoranze etniche e religiose (oltre che agli stessi "nomadi"). La Comunità Rom di Pesaro comprende alcuni Figli dell'Olocausto di seconda e terza generazione: figli e nipoti dei pochissimi 'zingari' scampati allo "zigeunelager" di Auschwitz. Altri membri sono sfuggiti alla persecuzione attuata dal dittatore Ceausescu e posseggono competenze professionali significative nei campi dell'edilizia, dell'industria e dell'artigianato, dell'agricoltura biologica e dell'allevamento. Fino ad ora, però, a causa del pregiudizio e nonostante le referenze e le garanzie offerte dal Gruppo EveryOne e da Istituzioni e organizzazioni europee, non è stato possibile ottenere un inserimento professionale per alcuno dei Rom adulti di Pesaro, i quali stanno disperatamente cercando qualsiasi attività lavorativa, anche umilissima e sottopagata e una soluzione alloggiativa dignitosa, indispensabile per la vita di nuclei familiari indigenti, che senza un tetto sulla testa sarebbero costretti all'addiaccio, in una situazione vulnerabile e indegna di qualsiasi società civile.

Vi è da dire che i Rom di Pesaro, che circa un anno fa giunsero nella città marchigiana sfuggendo alla persecuzione e agli sgomberi promossi dalle Istituzioni nel Milanese, oltre che ostilità e violenze, hanno incontrato anche solidarietà, in Italia. A tale proposito, è il caso di lasciare la parola a Nicusor Grancea, Rom romeno di Pesaro noto come musicista folk e attivista per i diritti umani: "E' vero, perché, oltre alle organizzazioni che ci tutelano, abbiamo incontrato personalità politiche che hanno posto il nostro caso al centro di un progetto europeo. La parlamentare europea Viktoria Mohacsi ci ha chiesto ufficialmente, durante un incontro a Roma, di testimoniare per la Commissione europea in merito alla condizione del popolo Rom in Italia. Parlamentari italiani e di altri Stati membri dell'Unione europea ci seguono con attenzione, monitorando attraverso di noi la situazione in cui vivono i Rom romeni sul territorio italiano. Anche alcuni Testimoni della Shoah hanno alzato le loro autorevoli voci per difenderci, paragonando il nostro popolo perseguitato agli ebrei, negli anni delle leggi razziali e dell'Olocausto. E' stato commovente l'incontro di alcuni rappresentanti della Comunità Rom pesarese con il sopravvissuto ad Auschwitz Piero Terracina. E' molto importante che anche le Istituzioni e le autorità locali ci ascoltino, mentre finora nessuno ci ha confortati quando siamo stati oggetto di episodi discriminatori, mentre se gli stessi episodi fossero accaduti a cittadini italiani, sicuramente essi non sarebbero stati lasciati soli. Vi è tempo di rimediare, ma è importante che le Istituzioni e le autorità comincino a guardarci come esseri umani, come famiglie in difficoltà e non come invasori, potenziali nemici o creature che non appartengono alla razza umana. Una ragazza incinta presa a calci in mezzo alla strada nell'indifferenza di tutti, un ragazzino schiaffeggiato e cacciato dalla città, un giovane attivista Rom minacciato di morte, una madre di famiglia sofferente di cancro e in preda a dolori lancinanti rifiutata da un ospedale: se questi episodi fossero capitati a persone a voi care, di certo vi sareste indignati e avreste sofferto per loro. E' importante che vi sforziate e cominciate a considerarci 'famiglie' e non una banda di malviventi degenerati. E' importante che abbandoniate il pregiudizio e che vediate la verità".

Questa lettera aperta vuole chiedere alla città di Pesaro di non rigettare la Comunità Rom locale come se fosse un corpo estraneo, ma di sforzarsi a conoscerla, a capire le sue tragedie, a rispettare la storia delle sue famiglie, una storia di dolore e persecuzione, di discriminazione e umiliazioni, ma anche di coraggio e fede. Senza la fede in Dio, le nostre famiglie non avrebbero sopportato tanta sofferenza, tanta umiliazione, tanta esclusione. L'onorevole Mohacsi ha assicurato ai Rom di Pesaro che l'Unione europea è disposta a sostenere le Istituzioni che rispetteranno le Direttive europee ed attueranno programmi di integrazione positiva. Non sarebbe un orgoglio, per la città marchigiana, poter affermare che non si è fatta travolgere dalla deriva razzista, ma ha guardato avanti, verso l'Europa dell'accoglienza e dell'integrazione, dei diritti umani e della civiltà? Per far questo, però, è necessario che alle buone intenzioni seguano fatti concreti, perché presto finirà l'estate e ai primi freddi la già difficile vita dei Rom romeni che si trovano a Pesaro diventerà drammatica, soprattutto per gli anziani e i malati. Il Gruppo EveryOne è in stretto contatto con il Parlamento europeo, con il Comitato contro le discriminazioni delle Nazioni Unite, con Union Romani ed ERRC, le principali organizzazioni a tutela dei Rom: possiede esperienza e competenze che possono risultare fondamentali, nella realizzazione di un piano di integrazione efficace. Progetto che in Sardegna, per esempio, partendo dalla piccola Comunità Rom che vive a Terralba (Oristano) è diventato una realtà per l'intera regione, una regione presieduta da un uomo di notevole statura morale, ben lontano dal razzismo dilagante, Renato Soru. Il progetto attuato dalla Sardegna è già stato da noi portato all'attenzione del Parlamento europeo e delle Istituzioni internazionali, come modello di vera civiltà e della capacità di una regione di accogliere e rispettare le minoranze. Ci auguriamo che le Istituzioni e le autorità civili e religiose di Pesaro rispondano a questa lettera aperta, senza temporeggiare, con l'attivazione di un progetto tanto necessario e moralmente elevato quanto in linea con le leggi europee e internazionali, che i provvedimenti persecutori attuati troppo spesso in Italia hanno trasgredito con inaudita gravità, ponendo questo Paese al centro di una stigmatizzazione internazionale severa e foriera di sanzioni e provvedimenti futuri, nonché del prossimo giudizio della Corte europea dei Diritti Umani e della Corte penale internazionale de L'Aja.

In fede, Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario Picciau, Nicusor Grancea, Ipat Ciuraru - Gruppo EveryOne

Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 334-8429527 – (+ 39) 331-3585406
www.everyonegroup.com :: info@everyonegroup.com

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Di Fabrizio (del 28/07/2008 @ 08:42:30, in media, visitato 1494 volte)

Leggo su La voix des Rroms

Vi annunciamo il lancio del canale TV de "La voix des Rroms" su internet, sul quale diffondiamo alcune nostre azioni.

Potete accedervi cliccando QUI.

Non è che l'inizio e contiamo di arricchire il contenuto della programmazione. Fateci sapere i vostri pareri, abbiamo ricevuto una sovvenzione enorme. Si chiama motivazione : - )

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Di Sucar Drom (del 27/07/2008 @ 11:18:25, in blog, visitato 1099 volte)

Una morte assurda
Si sono svolti i funerali delle due ragazze morte affogate in mare domenica pomeriggio. I loro corpi erano stati lasciati sulla spiaggia di Torregaveta prima di essere portati via dai soccorritori. Probabilmente le due ragazze non s...

Il cardinale Sepe: indifferenza devastante
"Girarsi dall’altra parte o farsi gli affari propri può essere a volte più devastante degli stessi eventi che accadono". Lo afferma in una nota l’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, riferendosi a quanto accaduto sa...

Roma, iniziano a schedare
Oggi è partito il "censimento" dei Rom e dei Sinti che vivono nei campi nomadi della Capitale. L'operazione sarà effettuata dai volontari della Croce Rossa Italiana. Gli operatori della Cri ogni giorno si recheranno in un insedia...

Il ministro Maroni vuole rubare i bambini ai Rom?
Cittadinanza italiana ai bambini dei “campi nomadi” senza genitori certi. La proposta subdola del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, avanzata per la prima volta mercoledì scorso nella sede dell'Unicef, è stata ribadita oggi a Milano dal titolare del Viminale. Nei prossimi giorni, ha detto il ...

Rom e Sinti, delegazione Osce in Italia per tutela diritti umani
È da oggi in Italia la delegazione dell'Organizzazione della Sicurezza e cooperazione in Europa (Osce) che dovrà esaminare il 'fascicolo Rom' e le condizioni di vita delle popolazioni rom e sinte nei “campi nomadi” dopo gli assalti e gli episodi di razzismo delle ultime settimane...

Clima intimidatorio durante la visita dell’Osce
La delegazione dell’Osce è questa settimana in Italia per verificare le violazioni dei diritti umani, subite da Rom e Sinti. La visita è iniziata lunedì a Milano. Il primo insediamento visitato dall’organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa è stato quello della famiglia Bezzecchi, insediamento rom “censito” dal Governo italiano all’inizio di giugno...

Schedatura, il Ministro ha diramato le linee guida
Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha diramato il 22 luglio scorso ai Prefetti di Roma, Milano e Napoli le linee guida per l'attuazione delle ordinanze con le quali sono stati nominati Commissari delegati per l'emergenza relativa agli insediamenti di comunità nomadi nelle regioni Lazio, Lombardia e Campania...

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Di Fabrizio (del 27/07/2008 @ 09:07:17, in Europa, visitato 1499 volte)

Da Bulgarian_Roma

"Gli Zingari sono furbi come lupi, si riproducono come pecore. I primi a lasciare saranno le compagnie internazionali. Non ci sarà più nessuno a cui vendere la loro nuova merda, e andranno in qualche altro posto con meno Zingari e più soldi. Chi comprerà sapone per una pelle bianca soffice e tenera? Sporchi Gyppos?"

"La differenza tra gli Zingari e il bestiame è che il bestiame è soggetto a controlli veterinari. Il bestiame non può comportarsi da Zingari, ma è possibile il contrario. I diritti e le libertà dei bovini sono stati sotto una seria pressione per anni, e durante quel tempo la donna Zingara ha partorito ancora e tuttora ha il cervello di una mucca".

Quanto sopra si può trovare negli articoli di Kalin Rumenov, che ha ricevuto il premio 2008 Chernorizetz Hrabur "Giovane Giornalista". Questi articoli sono regolarmente pubblicati sul giornale nazionale "Novinar", che non fa nessuno sforzo per distanziarsi dai suoi punti di vista o pubblicare materiale che controbilanci Rumenov. La Commissione Etica sulla Stampa Bulgara non considera questo un problema degno di attenzione.

Questo premio è stato ricevuto da Kalin Rumenov durante una cerimonia ufficiale a Sofia, il 25 maggio 2008 alla presenza di politici, membri del Parlamento e giornalisti. Il premio per la stampa è stato istituito dall'Unione degli Editori nel 2002 e copre 11 categorie.

Rumenov dipinge costantemente i Rom in termini violentemente offensivi come alieni e di seconda scelta, come una comunità i cui membri sono incapaci di prendere decisioni per loro ed il loro sviluppo. Chiede allo stato di trattare con loro con ogni mezzo possibile, presentando i Rom come una peste che minaccia la sicurezza dei gruppi etnici "migliori".

A seguito del premio a Kalin Rumenov, una coalizione di vari gruppi professionali bulgari ha scritto una petizione perché quel premio venga pubblicamente ritirato. Quanti hanno firmato la petizione chiedono al Presidente ed al Primo Ministro bulgari, che erano presenti alla cerimonia, una dichiarazione in cui loro non condividano i valori rappresentati dall'autore razzista.

Potete aggiungervi alla protesta e partecipare alla campagna chiedendo di ritirare il premio e la condanna dell'antiziganismo nei media bulgari.

Mandate una mail a ieifoundation@yahoo.com o a v.nicolae@diplomacy.edu includendo il vostro nome, posizione e nazione ed aggiungeremo il vostro nome alla lista esistente.

Per vedere la lettera di protesta intera e la lista dei firmatari: http://www.ergonetwork.org/bulgariakrl.doc. Per la traduzione dei peggiori articoli di Kalin Rumenov: http://www.ergonetwork.org/krarticle.doc

La coalizione che ha appoggiato la petizione controllerà lo sviluppo del caso fornirà informazioni su ogni decisione presa e sulle sue future intenzioni. Nel contempo, la coalizione sta lanciando un appello a rilevanti organizzazioni ed istituzioni internazionali ed europee ed a individui che appoggiano le richieste contenute nella petizione come appropriate.

Firmato a nome del segretariato della Campagna:

Adela Peeva, Bulgaria
Ivailo Dichev, Bulgaria
Kalina Bozeva, Bulgaria
Krustio Krustev, Buglaria
Liliana Makaveeva, Bulgaria
Mark Bossanyi, UK/Bulgaria
Valeriu Nicolae, Romania

Valeriu Nicolae – Executive Director
European Roma Grassroots Organisation
Strada Rezonantei Nr.1-3 Bl 15-16 Sc A Ap 3 Sector 4 Bucuresti Romania
Tel : (004) 0742379657 or 0727708788

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Di Fabrizio (del 26/07/2008 @ 08:58:49, in casa, visitato 1395 volte)

Da British_Roma

A Rt Hon Jack Straw
Ministro della Giustizia

RECLAMO CONTRO GLI OPERATORI DI CONSTANT & CO

Spettabile Mr Straw,

Migliaia di Zingari in GB sono stati cacciati dagli operatori di Constant & Co, una compagnia che secondo il proprio sito web è specializzata nello sgombero dei Viaggianti.

Già centinaia di famiglie sono state brutalmente sgomberate dalle proprie terre, un processo criticato dall'Alta Corte e che molto presto potrebbe costare alla Gran Bretagna lo stesso tipo di condanna che ora è rivolta al trattamento dei Rom in Italia.

Secondo Sir Brian Briscoe, presidente della Task Force sugli Zingari, il Dipartimento per gli Affari Costituzionali ha accertato l'esigenza di regolare gli agenti della sicurezza privata e la necessità di un'esercitazio di consultazione, particolarmente per quanto riguarda la misura di procedura dei reclami.

Sir Brian continua dicendo che nel portare avanti le sue proposte sul regolare gli agenti della sicurezza, il Ministro della Giustizia dovrebbe assicurare copertura alle azioni degli operatori privati che sgomberano gli Zingari.

Alla luce di questa dichiarazione, chiediamo perché il Ministro, invece di accettare il dossier di 26 pagine sulle azioni dei dipendenti di sicurezza privata a voi sottomesso dalla Dale Farm Housing Association, l'ha soltanto girato al Governo Comunità Locali per una risposta.

Questo dossier, fornendo prova sulla negligenza sulle regole sanitarie e di sicurezza, richieste sulla valutazione del rischio prima degli sgomberi, e la distruzione e falò senza problemi di proprietà (invece della loro rimozione come specificato dagli ordini del tribunale), è pertinente alla richiesta di controllo degli agenti di sicurezza. Come sperimentato dalla nostra gente, gli sgomberi su larga scala, che coinvolgono polizia anti-rivolta e bulldozer che terrorizzano e traumatizzano i bambini, equivalgono alla pulizia etnica.

L'argomento, vitale per il benessere della nostra gente, è stato discusso nell'incontro del Consiglio Zingaro alla Greenwich University il 19 luglio e sarà nuovamente in agenda il 9 agosto. Spero in una vostra risposta soddisfacente entro quella data.

In fede,
Richard Sheridan
President Gypsy Council


[...]

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Di Fabrizio (del 26/07/2008 @ 08:44:57, in Europa, visitato 1191 volte)

Da Roma_Francais

[18-07-2008 13:53 UTC] Par Alexis Rosenzweig - A meno di un anno dall'eliminazione del visto per i cittadini della Repubblica Ceca che si recano in Canada, un'affluenza di richiedenti asilo ha spinto la ministra canadese dell'Immigrazione, Diane Finley, a mettere la questione all'ordine del giorno durante la sua visita a Praga. Ottawa aveva già tolto l'obbligo di visto nel 1996, ma l'aveva ristabilito un anno dopo a causa del gran numero di domande d'asilo.

Secondo la Commissione dell'immigrazione e dello statuto di rifugiato in Canada, il paese ha ricevuto 320 domande d'asilo da parte di cittadini cechi da gennaio a maggio 2008. I media cechi hanno recentemente rivelato che questo numero crescerebbe a 449 alla fine del mese di giugno. I richiedenti asilo sarebbero in maggioranza Rom cechi.

"Ci sono state delle domande. Nessuna delle persone che aveva fatto la richiesta ha sinora ricevuto lo statuto di profugo. Sorvegliamo da vicino la situazione e per questo che ora sono in Europa centrale, per essere sicura che tutti si assumano le proprie responsabilità e che non ci siano abusi di sistema da ambo le parti. Il mio scopo è di fare in modo che i nostri governi cooperino perché le relazioni senza bisogno di visto siano mantenute".

Tra il 1996 e il 2000, quasi 1700 provenienti dalla Repubblica Ceca avevano fatto domanda d'asilo, e più della metà l'aveva ottenuto. Le possibilità di ottenerlo oggi sono molto più sottili, e Praga tenta di dissuadere i potenziali candidati. Karel Schwarzenberg, ministro ceco degli Affari esteri:

"Evidentemente non possiamo restringere la libertà di movimento dei nostri cittadini. Ma proviamo a convincere quanti vogliono partire che la situazione economica è tale che la disoccupazione scende, provando anche ad eliminare le ragioni che spingono a domandare asilo. Abbiamo osservato che molti di quanti sono andati in Canada, sono rientrati qui, che non è il paradiso in terra. Quelli che non ottengono asilo devono rientrare e la loro situazione è spesso peggiore di quando sono partiti".

Ricordiamo infine che l'obbligo di visto dovrà presto essere rimosso anche per i Cechi che intendono recarsi negli Stati Uniti.

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