Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

siamo amici da quasi 50 anni, una vita! Per gli amici, questo e altro! Se passate di li', fategli un saluto da parte mia...

ASSETTO VARIABILE

E' sospeso sino a data da destinarsi.

Le puntate precedenti sono disponibili QUI


Volete collaborare ad ASSETTO VARIABILE?
Inviate una
mail
Sostieni il progetto MAHALLA
 
  
L'associazione
Home WikiMAHALLA Gli autori Il network Gli inizi Pirori La newsletter Calendario
La Tienda Il gruppo di discussione Rassegna internazionale La libreria Mediateca Documenti Mahalla EU Assetto Variabile
Inoltre: Scuola Fumetti Racconti Ristorante Ricette   Cont@tti
Siamo su:  
Non un altro blog - giornale o chissacosa ma: 1. raccogliere notizie direttamente dalle fonti; 2. far conoscere come la pensano i diretti interessati.

La redazione
-

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 19/07/2010 @ 09:07:50, in Europa, visitato 1004 volte)

Da Nordic_Roma

EDITORIAL in Newspaper Information. Written by: Anna von Sperling . 09/07/2010

Al giorno d'oggi è difficile vendere una notizia senza immagini. Pertanto il giornale Ekstra Bladet ha presentato nella sua edizione online un piccolo videoclip di un frigorifero con avanzi di cibo all'interno.

Le immagini tutt'altro che eccitanti di quegli scaffali erano allegate alla storia di 23 Rom che sono stati deportati dalla Danimarca con divieto di ingresso per due anni. Il loro unico crimine è stato di accamparsi dove non potevano farlo. Quello che saltò agli occhi era il titolo del giornale: "Guardate in che schifo vivono gli Zingari ad Amager".

Può andar bene all'Ekstra Bladet per provocare. Probabilmente è quello lo scopo del giornale. Ma non è bene farlo a spese del popolo più perseguitato d'Europa - che dall'Ungheria all'Italia viene percosso, escluso e deportato. Il mito dello zingaro sporco e criminale ha avuto terribili conseguenze nella storia d'Europa. Anche l'Ekstra Bladet dovrebbe esserne consapevole.

Ma questo non cambia il fatto che la città di Copenhagen quest'estate ha dei problemi, ed uno di questi è difficile da risolvere. Negli ultimi giorni i media si sono focalizzati sul numero crescente di furti in aree particolari di Amager, ed il dito è puntato verso i 300-400 Rom, soprattutto rumeni, che secondo le valutazioni della polizia campeggiano d'estate sull'isola.

Ieri, su Newspaper Information, si poteva leggere di un'associazione di case vacanze ad Amager, che ha subito un numero record di furti. Soprattutto, sono stati rubati cavi elettrici e materiale metallico - cosa che suggerisce che i ladri li rivendano come rottame. Ai residenti, crea insicurezza, frustrazione con la polizia e sfiducia nel progetto europeo di libera circolazione delle persone attraverso le frontiere, con la gente comune che non si rende conto di quanto ci sarebbe da guadagnarne.

Ieri, l'Ufficio Immigrazione ha deportato dalla Danimarca i primi 12 Rumeni, che abitavano in uno stabile abbandonato e parzialmente demolito, ed in seguito altri 11 Rumeni che erano accampati sulla spiaggia di Amager. A tutti e 23 è stato negato l'ingresso per due anni, in quanto disturbavano l'ordine e la pace pubblica. Gli esperti stimano che vi siano i fondamenti di legge per le espulsioni.

Ma questo non cambia il fatto che sia un caso spiacevole che dimostra ancora che i Rom in Europa sono sempre persone non gradite. Mostra anche che in apparenza ci sia un movimento molto particolare che dice a Rom: Andate via da dove siamo noi altri.

Ole Hoff-Lund, portavoce di Amnesty International in Danimarca, ha detto ieri a Information:

"I Rom non hanno pace in nessuna parte d'Europa. Sono nel gruppo di popolazione più vulnerabile, perseguitato e discriminato nella UE. Non hanno accesso al lavoro, alla casa, all'istruzione o alla sanità. Questo tipo di discriminazione, i Rom ora la incontrano anche in Danimarca, persino dai più alti livelli, come il Ministro della Giustizia."

Non si deve rubare. Farlo diventa un caso di polizia. Ma la frustrazione nelle associazioni abitative è che la polizia non risponde alle denunce, perché riguardano quasi sempre piccoli furti. Una risposta rapida richiede risorse, ma se i Rom ad Amager sono considerati un peso, il tema dev'essere affrontato. Ma, come sottolinea l'avvocato Bjørn Elmquist, il vero problema in questo caso è la differenza di dare protezione ai cittadini danesi e a quelli di altri paesi.

Non vediamo l'ora di ascoltare le spiegazioni dei politici quando torneranno dai loro cottage estivi. Perché, come abbiamo visto in precedenza, in estate esplodono queste cose e sotto gli effetti della calura i politici reagiscono risolutamente inviando la polizia per azioni spettacolari. Ma non è il caso di ignorare tutti la decenza e la certezza della legge per un singolo gruppo perché ad Amager sono mancati dei cavi elettrici e degli Iphone.

Ma ricordiamoci che, anche se Copenhagen sembra lontano da Bruxelles ed i benefici del progetto europeo lo sembrano ancora di più, i fatti rimangono che non si può approfittare dei benefici economici dell'apertura delle frontiere, senza anche avere a che fare con chi viaggia in Europa, verso cui abbiamo sentimenti meno caldi.

Come ha detto Maj Kastanje, operatore di strada del Progetto Outside, a Information: "Non possiamo dire A al muratore polacco a buon mercato, senza dire B a tutti quanti ai nostri occhi sembrano inutili".

Forse non c'è lavoro per tutti e forse, non tutti si preoccupano di lavorare se è possibile fare soldi facili. Forse non c'è un ombrello sociale per tutti e forse c'è chi preferisce un campo nascosto in posti squallidi.

Ma ciò non cambia il fatto che per tutti in Europa ci dev'essere la tutela del diritto.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 18/07/2010 @ 09:41:54, in Italia, visitato 1098 volte)
Newsrimini.it Nella foto Bove, una manifestazione dei sinti riminesi.
Ha fatto tappa oggi a Rimini la campagna nazionale “Dosta” promossa dall'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali per far conoscere, oltre i pregiudizi, le comunità sinti e rom:

PROVINCIA | 15 luglio 2010 | le iniziative riminesi sono state l'occasione per parlare di questioni locali.

A Rimini, i sinti del campo di via Islanda, chiedono di poter lavorare in regola e di avere spazi. "Il lavoro storico dei sinti è la raccolta di materiale ferroso - spiega Davide Gerardi, presidente dell'associazione Sucar Mero - e aprire una cooperativa per fare lavorare queste persone sarebbe già una buona iniziativa per non escluderle". L'Amministrazione si sarebbe già impegnata per favorire dare ai sinti una cooperativa come riferimento lavorativo.

"L'altro problema che abbiamo - prosegue Gerardi - è quello del campo nomadi. Il problema dell'energia elettrica, dell'igiene, degli spazi. Tante persone sono obbligate a comprare dei terreni privati per poter andare via dal campo, ma comprando questi terreni agricoli viene fatto un abuso edilizio. Noi chiediamo la regolarizzazione di questi appezzamenti di terra, Non chiediamo di poter edificare, ma chiediamo la possibilità di poter vivere".

Altri comuni riminesi hanno situazioni da risolvere. La Provincia si impegna a mettersi in campo, insieme alle altre istituzioni, per favorire il dialogo.

"La sfida è importante - afferma Mario Galasso, assessore provinciale ai Servizi Sociali - Provincia, Comuni, ma anche la Prefettura e la Diocesi, in questo percorso hanno già dichiarato che ci sono a poatto che da queste comunità sia dimostrata la buona volontà di voler vivere insieme. In questo momento stiamo lavorando a Coriano perché un insediamento di quattro famiglie, per un totale di 23 persone, deve essere spostato per il passaggio della terza corsia dell'autostrada, e si sta cercando un terreno adeguato dove farli spostare".

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 17/07/2010 @ 09:51:07, in musica e parole, visitato 1529 volte)

Di Giancarlo Ranaldi

Disegno di Wozniak da www.radiochango.com

Storie di Fisarmoniche 1 "Il Maestro Jovica Jovic".
Rho (Milano), Campo Comunale di Via Sesia.
Il Maestro Jovica Jovic, Rom di origine Serba, vanta importanti collaborazioni artistiche avendo suonato, tra gli altri, con Piero Pelù, Goran Bregovic, Vinicio Capossela, Dario Fo, Moni Ovadia, Dijana Pavlovic, ed è il leader, indiscusso, dei Muzikanti, una piccola orchestra multietnica. A marzo, raccontano le cronache, è stato ricevuto dal Ministro dell'Interno (il bieco Bobo Maroni), ricevendo dalle sue mani un "permesso di soggiorno provvisorio", con la promessa di una rapida regolarizzazione della sua condizione di Wop (With Out Passaport: così come venivano chiamati i migranti Italiani nell'America degli anni ‘50). "Per meriti artistici" disse il Ministro, intrattenendosi cordialmente con Jovica, al quale raccontò dei suoi trascorsi musicali. Oggi il campo di Via Sesia, nonostante la piccola Chiesa costruita dallo stesso Jovica, consacrata e benedetta da Sacerdoti cattolici ed ortodossi, rischia di sparire per sempre. Al suo posto una discarica e l'incertezza che accompagna il futuro delle Famiglie che lì vivevano e pregavano.

Storie di Fisarmoniche 2 "Aurel torna a suonare"
Napoli, dormitorio pubblico di Via Duomo.
Ad Aurel Serban, Rom di origine Rumena, da cinque anni a Napoli, la settimana passata avevano rubato la fisarmonica. Avevano rubato la vita e adesso si vergognava a chiedere la carità. La Società San Vincenzo dei Paoli, si è fatta carico del problema acquistando per lui una bellissima "Paolo Soprani", una delle migliori fisarmoniche presenti sul mercato. Il sorriso è tornato sul faccione buono di Aurel che ha subito imbracciato la fisarmonica, accarezzandola come si fa con una fidanzata ritrovata, ed intonando un splendido valzer. Poche note per riappacificarsi con il Mondo e riacquistare la sua dignità di vecchio orchestrale per le vie di Napoli, indossando sempre gli stessi pantaloni da palcoscenico dell'Orchestra Rumena di cui faceva parte, suonando e regalando sorrisi ai passanti.

Storie di Fisarmoniche 3 "Petru e la fisarmonica rinchiusa"
Paradiso dei Musicisti Rom.
Petru Birladeanu, Rom di origine Rumena, non riesce a trovare pace. Non si da pace per Mirela, Petronela e Ricardo che ha dovuto lasciare su questa terra e che oggi vivono nell'incertezza del proprio futuro. Si rattrista anche nel vedere la sua fisarmonica rinchiusa in una teca di cristallo, nella stazione di Montesanto a Napoli, dove due anni addietro perse la vita, vittima di camorra. Ucciso da un commando di otto aggressori, in sella a quattro scooter: "skizzati", imbottiti di cocaina, dirà un collaboratore di giustizia. L'arresto di Enrico Ricci (suo figlio Marco è stato rinviato a giudizio per aver preso parte all'omicidio di Petru) sulla stampa venne salutato come un colpo eccellente: secondo il Dda di Napoli avevano "preso" la testa di ponte del Clan dei Sarno tra i vicoli della collina napoletana. Non è passato neanche un anno ed oggi viene scarcerato "per decorrenza dei termini", libero per un difetto di forma, un banale cavillo: gli avvisi di conclusione delle indagini ai due difensori non vennero notificati correttamente, quanto basta a far decorrere i tempi fino alla scarcerazione.

… e tutti noi non riusciamo a darci pace.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 16/07/2010 @ 09:51:54, in lavoro, visitato 1096 volte)

Da Czech_Roma (alcuni link sono in lingua ceca)

The Advocacy Project - Tereza Bottman

01/07/2010 - "Sono molto arrabbiato," dice Milan Kováč, in visita agli uffici dell'associazione Dženo.

"Devi impegnarti di più," lo prende sarcasticamente in giro una mia collega d'ufficio e ridiamo tutti, ma la risata si tinge di un senso di delusione.

Kováč, con una laurea in economia, conosce cinque lingue e ha molti anni di esperienza professionale in contesti che vanno dal non-profit al governo al settore privato. Per esempio, ha lavorato come project manager sia al Ministero della Gioventù e dello Sport sia nella non-profit Athinganoi, organizzazione specializzata nel sostenere gli studenti romanì ad ottenere istruzione secondaria e post-secondaria.

Da quando ha perso il lavoro otto mesi fa, sta cercando un'occupazione. Ha fatto oltre sessanta domande ed è passato per una media di sette colloqui di lavoro a settimana, senza alcun risultato.

Recentemente, ha fatto domanda per la posizione di Coordinatore Locale all'Agenzia governativa per l'Inclusione Sociale nelle Località Rom, che su 25 dipendenti impiega un solo Rom. Col suo curriculum e Rom lui stesso, era convinto che le sue possibilità fossero alte, specialmente considerando il fatto che il ruolo dell'agenzia, tra l'altro, è di promuovere l'integrazione dei Rom nelle regioni socialmente escluse dal mercato del lavoro.

Dopo avere completato con successo la prima fase delle interviste, Kováč fu verbalmente invitato di nuovo. Ma venne presto a conoscenza di non essere stato selezionato per il secondo turno di interviste.

L'esperienza di Kováč non è la sola. Uno studio su diversi paesi dell'European Roma Rights Center, condotto in parte nella Repubblica Ceca, ha scoperto che questo era il caso:

La maggiore incidenza della discriminazione nell'impiego contro i Rom è nella fase della ricerca lavoro e nelle pratiche di assunzione applicate dalle aziende. In pratica,una discriminazione diretta impedisce ai candidati di raggiungere già la fase del colloquio. Molte compagnie hanno una politica di esclusione totale riguardo l'impiego dei Rom e di distinzione assoluta generale di pratica contro i candidati romanì. Come risultato, i Rom in cerca di lavoro sono eliminati ed esclusi sin dall'inizio dal processo di applicazione, a prescindere dall'istruzione, dalle qualifiche e dalle competenze nel lavoro.

Nella sua lettera-appello, inviata nell'agenzia che l'ha rifiutato dopo il primo turno di interviste, Kováč si chiede se le organizzazioni incaricate di eliminare le barriere alla pari partecipazione nella società ceca affrontate dai Rom, siano davvero [organizzazioni] "pro-Rom". Scrive:

L'Agenzia per l'Inclusione Sociale nelle Località Rom è stata fondata per sostenere l'inclusione sociale dei Rom... Uno dei suoi ruoli è promuovere l'inclusione dei Rom dalle comunità socialmente escluse nel mercato lavorale. Ci sono anche tutta una serie di OnG ed organizzazioni non-profit che si presentano come "pro-Rom". Si presentano con un atteggiamento aperto da parte dei suoi operatori verso i Rom, con il generoso supporto del Fondo Sociale Europeo. Queste stesse organizzazioni sono realmente aperte ad impiegare Rom e stanno praticando nella realtà quanto predicano?

Quando venne criticato il fatto che non un solo Rom arrivò al secondo turno delle interviste, Michael Kocáb, commissario ai diritti umani, che presiede il Comitato di Controllo dell'Agenzia per l'Inclusione Sociale nelle Località Rom, ha risposto di non essere a conoscenza che c'erano dei richiedenti rom tra gli intervistati. Kocáb in passato aveva detto di essersi impegnato ad aumentare il numero dei Rom impiegati nelle agenzie governative. Inoltre, a Kováč fu promesso un appuntamento dove avrebbe potuto presentare il suo caso, ma questo incontro non ha mai avuto luogo. Invece in passato, gli fu detto nella sala dell'Ufficio del Governo gli fu detto dal direttore dell'agenzia che lui non era stato scelto perché mancava delle qualificazioni necessarie, anche se prima era stato chiaramente selezionato in quanto candidato promettente.

Molti studi, inclusa una relazione del 2008 preparata congiuntamente dal Governo e dalla Banca Mondiale, concludono che per i Rom le barriere nel mercato del lavoro sono largamente dovute alla mancanza di capacità e qualificazione. Ma che dire dei Rom che possiedono esperienze e competenze corrispondenti alla posizione ricercata?

Il summenzionato studio ERRC del 2006, "Esclusione Sistematica dei Rom dall'Impiego", recita così:

La disoccupazione di massa dei Rom in età da lavoro è spesso percepita come una questione riferita al mercato del lavoro, e l'alto livello di disoccupazione è attribuito all'incapacità dei Rom a trovare un impiego, a causa del loro basso livello di istruzione; capacità lavorative non aggiornate e distacco dal mercato lavorale. Anche perché vasti segmenti della comunità sono rimasti indietro durante la ristrutturazione economica ed industriale avvenuta durante la transizione dal comunismo. Senza dubbio, questi fattori creano barriere reali che riducono la possibilità di occupazione ed escludono molti Rom dal lavoro, ma c'è un'altra dimensione - la discriminazione - che aggrava significativamente la situazione e le cause di esclusione sistematica dall'impiego per un gran numero di Rom in età da lavoro.

Nella sua lettera, Kováč tocca la reale questione della discriminazione anti-Rom:

Voglio che la società sappia che i Rom stanno continuando la loro istruzione, crescendo le loro qualifiche, chiedendo un lavoro di qualità, ma che esistono ancora barriere, fattori ed influenze che rendono impossibile raggiungere il successo.

Disgraziatamente, tanto il clientelismo che il razzismo giocano ancora un ruolo determinante nel processo decisionale in questo paese. Quelli con cui ho parlato, che sono stati attivi per anni nella difesa dei diritti dei Rom, confermano questa realtà, enumerata nello studio ERRC e illustrata da Kováč.

Un modo per combattere la discriminazione nella ricerca del lavoro e nella fase di reclutamento, suggerisce l'ERRC, è dare mandato per la raccolta dei dati disaggregati per etnia e di monitorare e rispondere, in maniera strutturale, alle iniquità alla base di questi dati, per migliorare l'accesso al lavoro per i richiedenti Rom qualificati. Questo ora non accade. Dichiara ERRC:

Risulta evidente, dall'esperienza di paesi con le misure più efficaci nel combattere la discriminazione razziale nell'impiego, che il monitoraggio della forza lavoro, inclusa la raccolta di dati sull'etnia, è uno strumento chiave per ottenere prove statistiche a sostenere le azioni positive per affrontare la sotto-rappresentazione di gruppi etnici nei posti di lavoro e più in generale, in professioni e settori specifici del mercato del lavoro. Il monitoraggio, la registrazione, la notifica e la risposta alla composizione etnica sul posto di lavoro sono fattori chiave che garantiscono l'efficacia e l'efficienza delle politiche sulle pari opportunità. [...]

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 15/07/2010 @ 09:30:09, in Italia, visitato 1320 volte)

La Repubblica Napoli di STELLA CERVASIO - Clochard, immigrati e Rom fuggiti da Ponticelli nell'inferno dell'ex palazzo Iri nel campo nomadi di Capodichino, di fronte all'aeroporto militare Niutta. Un mix di emarginazione locale e immigrazione

IL RAGAZZO fa appena in tempo a dire "entrate", che un uomo in bermuda esce dal cancello con la pompa e innaffia taccuino e macchina fotografica, bagnando i presenti. Campo nomadi di viale Maddalena, di fronte l'aeroporto militare Niutta.
A cento metri il cantiere della Perimetrale di Scampia, la bretella che collegherà Napoli all'asse mediano ricollocando in una nuova centralità la periferia a ridosso di Capodichino. Campo nomadi anomalo, quello di viale Umberto Maddalena, un mix di immigrazioni ed emarginazione locale, metà al coperto metà open air. Trecento fra rom scappati da Ponticelli dopo gli incendi di due anni fa, un gruppo di badanti polacche, immigrati africani, barboni, un vedovo e un anziano senzatetto napoletani. Un condominio di disperati. Che avrebbe dovuto trovare sistemazione nei campi del nuovo piano della prefettura. Pronto per partire, ma non ancora avviato.

Il ragazzo che invita a entrare nei capannoni ex Iri avrà sedici diciassette anni, la camicia sbottonata e il gel nei capelli. Un accenno modaiolo che appare paradossale all'ingresso del campo, dove l'acqua esce a getto continuo da un idrante e i più grandi fanno la doccia a un esercito di bambini da zero a dieci anni. Il viavai è continuo dal cancello, a bordo di miniscooter, auto e furgoni. Le madri arrivano con le borse della spesa. Le badanti dell'est escono ben vestite a prendere il bus, per entrare in servizio. L'odore di degrado e sporco è ai limiti della sopportazione umana. I rom abitano intorno ai capannoni in precedenza occupati dall'Angifap, dove si tenevano i corsi per Lsu, ora proprietà di un'immobiliare pugliese che ha fatto ricorso al tribunale per riaverne la disponibilità. Nel guscio vuoto, dove già si erano insediati i barboni locali, hanno trovato riparo i rom di Ponticelli in una situazione per loro insolita. Gli occupanti hanno ostruito i finestroni orizzontali, ognuno "personalizzato" con compensato, vecchie travi e silicone oppure tendoni da camion o lastre di plexiglas. All'interno hanno allestito un dormitorio. Invaso dai rifiuti. Non c'è da stupirsi se, come dice il presidente della Municipalità San Carlo Arena, Alfonso Principe, "la Asl qui ha riscontrato alcuni casi di tubercolosi". Probabilmente si tratta di positività, molto comune nei paesi dell'est. Per questo va facilitato l'accesso alle strutture sanitarie e migliorata la loro situazione igienica. Ma al momento niente bagni e niente fogne. L'intervento è sicuramente reso più difficile dal fatto che la struttura è di proprietà di privati.
"Viviamo benissimo", dice una giovane donna con due incisivi d'oro. Il cancello viene aperto per far entrare un furgone Ape per la raccolta del ferro e una Lancia della polizia di Poggioreale che controlla tutti i campi nomadi. "Almeno - commenta la pattuglia - questo è asfaltato".

"Sono gente tranquilla, non danno nessun fastidio. Ma non potete immaginare i topi che ci sono", dice il negoziante di scale che confina con il capannone. "Abbiamo chiamato la Asl, abbiamo consumato centinaia di bustine di veleno per topi, il giorno dopo non le trovavamo più. A volte l'odore è insopportabile: con gli altri abitanti del quartiere ci arrampichiamo sulle mie scale e le impalcature per lanciare bottiglie di creolina".
La scorsa settimana la Municipalità ha partecipato a un Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica nel corso del quale si è parlato del rischio tubercolosi e dell'emergenza caldo. Un copione che si ripete da due anni. "Ho scritto a sindaco e prefetto - racconta Principe - per chiedere un intervento urgente di bonifica. L'assessore Riccio sostiene che la competenza è del prefetto che però dice di essere delegato solo per i nuovi campi da costruire. Da tre anni l'emergenza estiva si ripropone tale e quale. L'anno scorso all'aeroporto ci fu un black-out, si scoprì che la cabina elettrica era franata sotto un bagno costruito dai Rom".

I soli ad avere accesso al campo sono i volontari della Comunità Sant'Egidio. I "reduci" delle battaglie di Ponticelli hanno paura di dover lasciare anche questo ricovero. "Collaboriamo con i medici dell'associazione "Don Chisciotte" per tenere sotto monitoraggio costante questa delicata situazione. Finora nessuna alternativa", dice Antonio Mattone, portavoce della comunità. Andar via da Ponticelli non ha aiutato l'integrazione. Alcuni bambini sono iscritti alla scuola "Ammaturo", ma solo due su sei hanno frequentato. D'estate puntualmente la priorità viene conquistata dall'allarme igiene. Principe sta molto attento a non chiedere sgomberi. "Bisogna metterli in condizione di vivere da persone, quella non è una vita decorosa", spiega il presidente della Municipalità.

Il cancello si apre e un uomo va verso la fermata del bus, indossa una maglia azzurra con la scritta Italia. Rom? "No, napoletano. Sono vedovo da quattro anni, da allora ho lasciato la casa di San Pietro a Patierno e abito qui. A quest'ora sono costretto a uscire, me ne vado in giro per non sentire l'odore dei rifiuti. Devo aspettare ancora due mesi: mio figlio ha trovato lavoro e mi ospiterà". Mostra il braccio sinistro, gli manca la mano fino a metà avambraccio. "L'ho persa il primo giorno di lavoro da falegname: avevo 13 anni".

(14 luglio 2010)

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 14/07/2010 @ 09:55:30, in conflitti, visitato 1137 volte)

Da Czech_Roma

Domenica sera tardi nel nord est dell'Ungheria una casa unifamiliare abitata da Rom è stata data alle fiamme. Secondo l'agenzia MTI non ci sono stati feriti. Negli ultimi anni i Rom in Ungheria sono diventati il bersaglio di diversi attacchi durante i quali sono morte almeno otto persone, tra cui un bambino di cinque anni (vedi QUI ndr).

Una donna ed il suo bambino stavano dormendo nella loro casa nel villaggio di Olaszliszka quando è avvenuto l'attacco. La donna dice di essere stata svegliata da tre forti colpi. I proiettili hanno colpito il muro della facciata.

L'incidente di sabato è avvenuto non lontano da un'altro villaggio dove, nell'ottobre 2006, un non-Rom investì e ferì una ragazza rom. I suoi genitori si vendicarono picchiandolo a morte sul posto. In seguito a ciò otto Rom vennero condannati a diversi anni di carcere. Riporta MTI che László Fercsák, rappresentante dell'auto-governo della minoranza locale, ha rilasciato domenica una dichiarazione, dicendo che i residenti della casa assalita a Olaszliszka non hanno collegamento con i fatti di quattro anni fa.

I recenti attacchi a Rom sono avvenuti soprattutto di notte, mentre dormivano. L'agosto scorso, una donna rom di 45 anni fu colpita a morte nel villaggio di Kisléta, nell'est del paese; nell'attacco venne seriamente ferita anche sua figlia di 13 anni. A novembre 2008, gli assalitori uccisero una coppia romanì con una bomba a mano nella città meridionale di Pécs. Lo stesso mese, due Rom nel villaggio di Nagycsécs, nel nord est Ungheria, persero la vita, quando gli assalitori gettarono delle molotov nelle loro case e poi gli spararono con dei fucili mentre scappavano dalle fiamme.

La comunità rom è la più grande minoranza in Ungheria, tra il cinque e il sette per cento dei 10 milioni di abitanti. Con la crescita della disoccupazione e dei problemi economici nel paese, sempre più frequentemente i Rom sono bersaglio di attacchi sediziosi dei partiti estremisti, come il Movimento per un'Ungheria Migliore (Jobbik), che dopo le recenti elezioni ora hanno loro rappresentanti in Parlamento.

Czech Press Agency, translated by Gwendolyn Albert

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 13/07/2010 @ 09:28:29, in Europa, visitato 2783 volte)

by Paul Polansky

[continua] Dr. Bernard Kouchner

(immagine tratta da Aftermathnews.wordpress.com)

IL PREMIO GRAN MAESTRO disonora quella persona che si erge sopra tutti gli altri anti-eroi in questa tragedia senza senso. Uno dei fan di Kouchner ha scritto questo a proposito di lui su Internet: "Per essere onesto... per essere morale... per essere, in poche parole, vicino a ciò che consideriamo perfetto... questa è la definizione di quanto la gente definisce un eroe... Bernard Kouchner è una di queste persone... uno dei più amati filantropi francesi. Ha scritto nove libri, ed ha rivoluzionato l'umanitarismo in tutto il mondo."

Nato il 1 novembre 1939 ad Avignone in Francia, Kouchner divenne dottore e subito finì in Biafra (Nigeria) per assistere un paese in carestia, dicendo "Sono corso in Biafra perché ero troppo giovane per Guernica, Auschwitz, Oradour e Setif." Nel 1970 co-fondò Medecins sans Frontieres (Dottori senza Frontiere), che venne premiata nel 1999 col Premio Nobel per la Pace, e poi Medecins du Monde (Dottori del Mondo) il decennio successivo. Negli anni '80 organizzò diverse operazioni umanitarie, la più famosa fu Restore Hope in Somalia, dove assistette personalmente al trasporto di sacchi di riso. Capitalizzandola sua fama umanitaria, entrò nella politica francese e fu Ministero di Stato dal 1998 al 1991, diventando Ministro della Sanità l'anno dopo. Più tardi fu membro del Parlamento Europeo e Presidente della Commissione sullo Sviluppo e la Cooperazione. Nel luglio1999, divenne Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite e Capo della Missione ONU in Kosovo.

Sfortunatamente, le azioni di Kouchner in Kosovo furono molto differenti dal suo passato, dato che scelse la convenienza agli ideali umanitari. In un momento particolare, Kouchner assalì un inviato dei diritti umani ONU in visita, dicendogli di "tenere la bocca chiusa" su quanto aveva visto.

Nella primavera del 2000, come capo della Missione ONU in Kosovo (UNMIK), Kouchner istruì la sua squadra medica a Mitrovica nord guidata dal dr. Andrej Andrejew (un cittadino tedesco), di compiere urgentemente uno studio ambientale sull'area, dopo che si ammalarono gravemente dei soldati danesi e francesi.

Campioni sanguigni raccolti e inviati a Copenhagen mostrarono alti livelli di avvelenamento da piombo. L'esercito francese fu così preoccupato da commissionare diversi studi all'Istituto di Salute Pubblica di Parigi. In seguito, diversi soldati furono rimpatriati perché non c'erano possibilità in Kosovo di curare l'avvelenamento da piombo.

A novembre 2000, il rapporto del dr. Andrejew fu sottoposto personalmente a Kouchner. Sulla base dei campioni di sangue presi dal dr. Andrejew (ed inviati ad un ben conosciuto laboratorio in Belgio), venne disegnata una mappa che mostrava tre aree: A, B, e C. L'area A aveva i più alti livelli di piombo nel sangue. Le uniche persone che vivevano in quell'area erano dei due campi di rifugiati per Rom e Askali. Infatti, i livelli dei Rom (specialmente nei bambini) erano così alti che il laboratorio in Belgio chiamò il dr. Andrejew e gli chiese di ricontrollare quei campioni, perché il laboratorio non aveva mai visto livelli di piombo così alti nella storia della letteratura medica.

Nel suo rapporto scritto, il dr. Andrejew diceva che era evidente che i campi rom erano nel posto sbagliato e che dovevano essere spostati ed i Rom curati. Kouchner disse al suo staff che come dottore era perfettamente cosciente del pericolo dell'avvelenamento da piombo e giurava che avrebbe provveduto. Un tossicologo polacco coinvolto in questa discussione raccomandò l'evacuazione e le cure all'estero dato che non era possibile trattare l'avvelenamento da piombo in Kosovo. Kouchner pose il veto sulla proposta.

Poi Kouchner decise di diffondere la storia che i Rom soffrivano di avvelenamento da piombo cronico e dovevano solo convivervi. I bambini rom concepiti e nati nei campi non avevano avvelenamento cronico anche se i loro livelli di piombo erano i più alti mai registrati.

Quando vennero costruiti i campi rom nel settembre 1999, ci furono forti proteste da diverse agenzie internazionali, perché era evidente ad occhio nudo che i campi erano stati piazzati accanto a milioni di tonnellate di rifiuti tossici. Il capo dell'UNHCR in Kosovo promise personalmente ai rifugiati che sarebbero rimasti sui terreni tossici per 45 giorni, ed in quel periodo sarebbero state ricostruite le loro case distrutte (che a differenza di quanto si disse, non erano mai state bruciate) o portati in un paese terzo. Undici anni dopo, i Rom sono ancora là ed i risultati sono stati tragici: 86 morti e centinaia di aborti spontanei dovuti a complicazioni dall'avvelenamento da piombo, mentre quasi tutti i bambini sono nati con danni irreversibili al cervello.

Dato che il nostro gran maestro degli anti-eroi, il dr. Bernard Kouchner, non fece niente per salvare queste vite umane, ogni altro capo delle Nazioni Unite in Kosovo ha seguito l'esempio catastrofico di Kouchner e rifiutato di evacuare questi campi tossici, nonostante ripetuti appelli per agire in questo senso da parte dell'OMS, dell'ICRC (Comitato Internazionale della Croce Rossa ndr) e di infinite OnG.

Oggi in Kosovo questi campi tossici sono chiamati l'Inferno di Kouchner dai rifugiati che sono obbligati a viverci, inclusi molti che sono stati riportati a forza in Kosovo dopo aver vissuto in Germania per quindici anni.

Il dr. Bernard Kouchner è stato tre volte Ministro della Sanità in Francia, ed attualmente è Ministro degli Affari Esteri del governo francese. In una recente risposta ad una nostra lettera in cui gli chiedevamo perché non avesse mai salvato queste persone, replicava: "Vi assicuro che considererò finito questo doloroso capitolo solo con la definitiva chiusura di questi due campi. Nel contempo l'Ambasciata francese a Pristina continuerà a tenermi informato sull'evoluzione della situazione sul campo, e monitorerà da vicino l'attuazione degli impegni." QUALI IMPEGNI? NESSUNO DA KOUCHNER.

VERGOGNA (immagine tratta da DailyMail.co.uk)

Fine quarta puntata

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 13/07/2010 @ 08:51:10, in Italia, visitato 2864 volte)

In alcuni casi è la sacrosanta verità. Però, anche un ladro ha una sua dignità, un suo onore. Sabato pomeriggio mi sono trovato con Jovica Jovic (chi legge la Mahalla lo conosce bene e sa che lui non ruba), perché volevo capire qualcosa di più su di un grosso furto che lui e gli altri Rom del campo di via Sesia a Rho (MI) stanno subendo, da parte della "nostra gente". Ecco cosa mi ha raccontato (leggete con calma e attenzione):

Sino a 5 anni fa, abitavamo a Lucernate, una frazione di Rho. Ci abbiamo vissuto 12/13 anni. Erano terreni nostri, comprati dai miei suoceri e dai loro figli, in tutto oltre 3.000 mq., abitati da 7/8 famiglie. Io andavo in giro per l'Europa a suonare.

All'inizio su quei terreni avevamo messo dei prefabbricati, che pian piano abbiamo rinnovato da noi. Abbiamo tirato la luce, l'acqua, abbiamo recintato. E' costato oltre 100.000 euro. Abbiamo poi pagato il condono in tre rate, altri 180.000 euro, ho ancora tutte le ricevute. Dicevano che erano area protetta, ma ora che li abbiamo lasciati, tutti quei terreni sono diventati edificabili.

Morto mio suocero, era rimasta sua moglie, che era malata di cuore, ma non le dettero il permesso di soggiorno per motivi sanitari. Anche se eravamo in Italia da più di 40 anni, praticamente 3 generazioni erano senza documenti.

A questo punto si presentò l'Opera Nomadi, con alcuni consiglieri del comune di Rho; allora la sindaca era la signora Pessina. Ci fecero più o meno questa proposta:

Noi vi aiutiamo se lasciate i terreni. Venite nel comune di Rho e vi costruiremo un campo, che sarà vostro e potrete restarci per tutto il tempo che vorrete. Ed in più ci sarebbero state opportunità di lavoro e avrebbero concesso i permessi di soggiorno. Le "unità abitative" sarebbero state composte da cucina, bagno e camera da letto.

Ci diedero un mese per riflettere. Decidemmo di firmare e aspettammo che si finisse il campo.

Ma fummo fregati una prima volta! Trovammo invece dei container di 30 mq, immagina lì dentro una famiglia di 2 adulti e 7 bambini!

Con l'Opera Nomadi e la Caritas (che gestivano il campo) andammo in Comune ed in risposta venne stilato un regolamento che tra l'altro diceva:

Ogni unità abitativa per piazzola può allargarsi a seconda delle esigenze familiari.

Venne anche deciso che i gestori avrebbero avuto un loro presidio nel campo. C'è da dire che da questo punto in avanti, l'Opera Nomadi è scomparsa, allontanata dalla gestione che è rimasta tutta alla Caritas.

Non si poteva fare più niente: piantare alberi (il campo è tutto al sole), nemmeno mettere un vaso di fiori, figuriamoci allargare lo spazio per le famiglie.

Dal Comune avanzavano 170.000 euro per terminare i lavori nel campo, ma mi ricordo solo l'arrivo di una cucina, che venne divisa per 11 famiglie, ci dissero che il resto sarebbe stato portato dopo.

Io sono entrato nel campo il 4 aprile 2007. Mi ricordo che c'era il contatore della luce che serviva tre casette e il palo della luce, che illumina tutto il campo. Mi son ritrovato a pagare 5.000 euro di arretrati! Ho fatto mettere un contatore solo per la me. Sono anche riuscito ad allargare lo spazio per la mia famiglia e quella di mio figlio.

Col cambiamento della giunta comunale, è arrivato un nuovo regolamento. Tutti i documenti precedenti li aveva l'ex sindaca.

Due parole sulla chiesetta al campo (ne parla più ampliamente il video seguente, ndr): avevo ottenuto il permesso per costruirla, ed ero felice. Era stata benedetta da otto parrocchie della zona e da un sacerdote ortodosso della Croazia. Una chiesa aperta a tutte le religioni, per distruggere il male col bene. Ce l'ho fatta ed ha avuto una caduta positiva nel campo. Adesso non riesco a farmene una ragione, che vogliano mandarci via e al posto della nostra chiesa mettere la quinta discarica di Rho! E' una grave offesa a Dio e agli uomini...

Intanto al campo le ragazze hanno seguito corsi di cucito e cucina, i giovani vanno alle scuole superiori; c'è anche chi si allena a calcio con la società del Milan.

Ma... mia figlia nata in Italia lavora da tre anni e mezzi, tramite la Caritas o la parrocchia di Rho. Guadagna 120 euro al mese. Se non andava al corso, non avrebbe trovato più posto al campo. Lo stesso, le hanno rifiutato la cittadinanza perché non aveva la residenza. Tre giorni fa era con me in macchina; ci hanno fermato e ha rischiato di finire al CIE di via Corelli.

Nel frattempo man mano chi non rispettava il nuovo regolamento veniva allontanato. Basta poco per essere messi alla porta. Eravamo in 80, ora siamo rimasti in 30. Vengono allontanati vecchi, giovani, non fa nessuna differenza, tutti sotto i ponti. Uno è morto in Germania, qualcun altro va avanti e indietro tra Pero e Rho...

Adesso ci è arrivata una lettera, con tre possibilità:

  1. o ci accompagnano tutti alla frontiera (gratis!),
  2. o ci danno 4.000 euro e ci arrangiamo,
  3. donne e malati avranno assistenza per 3 mesi.

E' uscito anche un articolo sul giornale di Rho, si dice:

Distruggeremo il campo entro tre mesi. Cacceremo tutti. Su questo terreno sorgerà una discarica.

Discarica più etnia è uguale a pulizia etnica.

Io personalmente non so cosa fare. Per una casa chiedono tanti soldi d'anticipo e la busta paga. Io sono musicista, dove le trovo le buste paga?

Mi hanno detto: se tratti avrai qualcosa, se non vuoi trattare non avrai niente. Lunedì (12 luglio) mi parleranno. Se mi state leggendo, significa che è andata male, e così ho deciso di raccontare almeno la mia storia.


Spero che qualcuno possa domandarsi se sono davvero "gli zingari" i ladri in Italia. A me invece, dopo quella chiacchierata resta parecchia tristezza. Per chiudere bene questo spazio, propongo questo video suggerito da Giancarlo Ranaldi. Glielo devo (a Jovica, intendo)

Jovica Jovic a Rho: cultura o rifiuti? from Anna Pac on Vimeo.

Le parole di Jovica Jovic sono una lezione di tolleranza, di convivenza, di fratellanza, persino di identità Europea, quella che la moneta unica non ha di certo fortificato in tutti i noi, d’altronde le monete non hanno anima, forse solo portafoglio. Fermarsi ad ascoltare chi ha la possibilità di donare saggezza con le sue parole è fondamentale in una società che vive di corsa, che non aspetta, che non ha tempo per chi vorrebbe prendersi un momento per guardarsi intorno. Il maestro Jovica Jovic ha viaggiato molto e si è fermato altrettanto, la vita di un musicista rom nato in Serbia, passato dall’Austria, dall’Inghilterra e giunto in Italia è un peregrinare continuo, è muoversi in un unica terra, in un unica casa che è il mondo. Purtroppo le visioni romantiche non coincidono mai con quelle burocratiche, populiste e demagogiche di chi urla "padroni a casa propria!" e affini slogans,che fanno della paura del diverso il mezzo per avere manciate di voti. Poi si corre al capezzale degli ultimi al momento dello sgombro, con la faccia imbrattata di pietà, con le mostrine governative luccicanti e si dona un permesso di soggiorno provvisorio promettendo una regolarizzazione per meriti artistici. Jovica Jovic si fida, è un uomo di parola, di fronte ad un riconoscimento tanto ufficiale, è il ministro Maroni con cui ha parlato. Noi forse siamo diffidenti perché sappiamo di che pasta siamo fatti, perché troppo spesso dimentichiamo molto in fretta, qualsiasi sia il colore con cui dipingiamo le nostre idee o convinzioni. Sarà questa monocromia che ci rende tanto bigotti e chiusi, poco inclini al confronto e al conseguente apprendimento. Fino a che rimarremo inchiodati alle nostre convinzioni non saremo mai in grado di definirci tolleranti o accoglienti, depositando i nuovi arrivati nel sottobosco fangoso della privazione e del degrado da cui è difficile emergere legalmente, in cui si è destinati ad affondare. Ci sono immigrati che lavorano, che hanno figli nati in Italia, educati in Italia, che parlano italiano e sono perfetti sconosciuti e clandestini ai nostri occhi, sans papier senza capirne il motivo. La storia del maestro di musica Jovica Jovic è molto interessante e molteplici sono le testimonianze sulla rete; le collaborazioni musicali con Piero Pelù, Goran Bregovic e Vinicio Capossela, la collaborazione con Moni Ovadia per la mostra di De Andrè, la creazione di un’orchestra multietnica in stile musicale balcanico, stanno a dimostrare quanto sia integrato quest’uomo. La sua voce è il megafono di tutte le voci, di una comunità che chiede rispetto e cittadinanza, non continui sgombri di stampo politico e appelli abbattuti dalle ruspe e dalla sordità della giunta della sua città, Rho. Jovica Jovic ha costruito anche una chiesa, consacrata e benedetta, sul terreno che diventerà una discarica. Deliri di onnipotenza oramai permettono di prevaricare anche un baluardo italiano, la fede, o forse è solo perché vogliamo essere dei perfetti "cristiani, in chiesa propria!". Andiamo in pace e ascoltiamo Jovica!

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 

Segnalazione di Pierluigi Umbriano

La Corte europea dei diritti umani (CEDU) ha accertato, nel caso Udorovic c. Italia, la violazione dell'art. 6, par. 1, della Convenzione che garantisce l'equità della procedura, in relazione ad una domanda giudiziaria di un cittadino italiano di etnia sinta avverso lo sgombero di un campo nomadi.

Con sentenza del 18 maggio 2010, la Corte europea dei diritti umani (CEDU) ha accertato, nel caso Udorovic c. Italia, la violazione dell'art. 6, par. 1, della Convenzione che garantisce l'equità della procedura, in relazione ad una domanda giudiziaria di un cittadino italiano sinto avverso lo sgombero di un campo nomadi.

La vicenda riguarda nello specifico un cittadino italiano, appartenente alla comunità dei Sinti, abitante in un campo nomadi di Roma. Sebbene il campo fosse stato autorizzato al comune in un primo momento, successivamente ne era stato ordinato lo sgombero, in quanto il campo non era fornito di acqua potabile e non era dotato di fognature.

Contro i provvedimenti del Comune, il ricorrente aveva quindi promosso un ricorso davanti all'autorità giudiziaria amministrativa, per l'annullamento, previa sospensiva, del provvedimento impugnato, ed altra azione davanti all'autorità giudiziaria ordinaria, ai sensi degli artt. 43 e 44, D.Lgs. n. 286 del 1998, lamentando il carattere discriminatorio dell'azione amministrativa.

Il giudizio amministrativo si era concluso con la sospensiva del provvedimento impugnato, confermata dal Consiglio di Stato; il giudizio innanzi al giudice ordinario aveva invece visto soccombere l'attore, in quanto il tribunale, con ordinanza del 12 marzo 2001, aveva ritenuto che i provvedimenti impugnati non erano discriminatori, avendo essi lo scopo di garantire la salute pubblica dei cittadini residenti vicino al campo nonché quella degli occupanti dello campo stesso (ed il giudizio dinanzi alla Corte d'Appello di Roma aveva quindi confermato la decisione di prime cure).

Il ricorrente era però ricorso alla Corte europea dei diritti umani, lamentando la discriminatorietà del provvedimento, e deducendo l'iniquità della procedura svoltasi davanti all'autorità giudiziaria ordinaria dato che il processo si era svolto in camera di consiglio e che la corte non si era pronunciata sul provvedimento amministrativo del sindaco di Roma, di alcuni anni precedente allo sgombero, che precisava le regole dei campi nomadi in città (e, in particolare, prevedeva, per le famiglie di Rom e Sinti, che coloro che avevano figli in età scolare e frequentanti corsi di istruzione obbligatori avevano il diritto di risiedere nei campi nomadi collegati alla città).

La Corte europea dei diritti umani (CEDU) ha quindi accertato, con la decisione in epigrafe, la violazione dell'art. 6, par. 1 della Convenzione, ed il diritto ad un equo processo, perché la Corte d'Appello non aveva statuito sulla parte della domanda proposta dal ricorrente riguardante proprio la decisione sindacale precedente, inerente la regolamentazione dei campi nomadi in città.

Di: Giulia Malinconico

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 12/07/2010 @ 09:21:33, in Italia, visitato 1196 volte)

Del fatto avevo letto in settimana. Ecco un articolo che qualche dubbio lo solleva

IL LEVANTE - DOMENICA 11 LUGLIO 2010 07:51 DI SONIA DI MAURO

Via Martirano, zona alla periferia di Milano, è lo scenario dello "strano" furto di cui è stato vittima lo scorso 6 giugno, Igor Iezzi, segretario della Lega Nord Milano, insieme ad una giornalista con la quale organizzava un documentario sui rom.

Ancora poco chiari i fatti. Secondo il racconto del diretto interessato, il leghista Iezzo, si trovava insieme alla giornalista nel campo rom, quando, durante l'organizzazione delle riprese, sono stati avvisati della presenza dei vigili che stavano multando le loro automobili parcheggiate poco distante. Recatisi sul posto, il segretario e la giornalista, hanno appreso che in realtà i vigili erano lì perché insospettiti dall'armeggiare di alcuni rom intorno alle auto. "A me hanno spaccato il vetro e rubato due cellulari, mentre alla giornalista hanno forzato il baule portando via la borsa con tutti i documenti, un navigatore e mille euro in contati. Poi è arrivata la polizia e tutta la refurtiva è stata recuperata. Tutta tranne i mille euro che la giornalista aveva con sé perché sarebbe dovuta andare a pagare l'affitto" racconta Iezzi.

Diversa la ricostruzione dei fatti fornita da diversi giornali locali che parlano di un invito ad allontanarsi, che le due vittime avrebbero ricevuto da un rom e al quale sarebbe seguito la scoperta del furto. Solo dopo sarebbe stata chiamata la Polizia locale che avrebbe condotto una "lunga ‘trattativa' con i nomadi" fino a giungere "al ‘ritrovamento' di gran parte del bottino".

Al di là di qualche strana incongruenza, (i vigili c'erano o non c'erano?), è inevitabile porsi qualche quesito: se la Polizia ha contrattato a lungo con i nomadi, come mai si legge che "nessuno è stato riconosciuto"? e soprattutto, come mai non c'è stato alcun arresto?e le telecamere che riprendevano il campo per il documentario?

Senza contare che è altresì strano che un uomo tanto ostile agli immigrati di ogni razza ed intenzionato a "continuare con gli sgomberi", come lui stesso ha più volte affermato, lasci due cellulari in macchina nelle immediate vicinanze di un campo rom.

La scarsa simpatia che Iezzo già provava per i rom è deducibile, inoltre, dalle affermazioni che hanno immediatamente seguito il furto: "Questa è la dimostrazione che i rom se ne devono andare e che non hanno alcuna intenzione di integrarsi. Dobbiamo proseguire con la politica degli sgomberi perché l'unico numero da associare alla parola nomadi deve essere lo zero".

Gli fa eco l'assessore alla Sicurezza della Provincia di Milano, Stefano Bolognini il quale afferma che il furto "dimostra ancora una volta che nonostante il contributo per l'integrazione predisposto dal ministro Roberto Maroni, questa gente preferisca delinquere piuttosto che intraprendere la strada della legalità. Il piano che prevede da qui al 2011 la chiusura dei campi nomadi - aggiunge Bolognini - deve andare avanti in modo più deciso. E coloro che non rispettano il patto della legalità devono essere espulsi con fermezza".

Solidarietà anche da parte del presidente del Consiglio regionale Davide Boni che con toni più pacati prosegue sulla scia dell'assessore milanese : "Tutta la mia solidarietà al segretario Iezzi - ha affermato - per la brutta vicenda che l'ha visto protagonista e che ancora una volta ha evidenziato come qualcuno non sappia minimamente cosa significhi vivere nel rispetto delle regole".

Se zero valgono i rom, zero varranno anche i dubbi di coloro che hanno riflettuto sull'accaduto eppure la libertà di pensiero dovrebbe essere ancora consentita.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587

Titolo
Quest'anno ci saranno le elezioni europee. Ti senti coinvolto:

 Per niente
 Poco
 Normalmente
 Abbastanza
 Molto

 

Titolo
La Newsletter della Mahalla
Indica per favore nome ed email:
Nome:
Email:
Subscribe Unsubscribe

 

********************

WIKI

Le produzioni di Mahalla:

Dicono di noi:

Bollettino dei naviganti:

********************


Disclaimer - agg. 17/8/04
Potete riprodurre liberamente tutto quanto pubblicato, in forma integrale e aggiungendo il link:
www.sivola.net/dblog.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. In caso di utilizzo commerciale, contattare l'autore e richiedere l'autorizzazione.
Ulteriori informazioni sono disponibili QUI

La redazione e gli autori non sono responsabili per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ai post.
Molte foto riportate sono state prese da Internet, quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non hanno che da segnalarlo, scrivendo a info@sivola.net

Filo diretto
sivola59
per Messenger Yahoo, Hotmail e Skype


Outsourcing
Questo e' un blog sgarruppato e provvisorio, di chi non ha troppo tempo da dedicarci e molte cose da comunicare.
Alcune risorse sono disponibili per i lettori piu' esigenti:

Il gruppo di discussione

Area approfondimenti e documenti da scaricare.

Appuntamenti segnalati da voi (e anche da me)

La Tienda con i vostri annunci

Il baule con i libri Support independent publishing: Buy this e-book on Lulu.


Informazioni e agenzie:

MAHALLA international

Romea.cz

European Roma Information Office

Union Romani'

European Roma Rights Center

Naga Rom

Osservazione


Titolo
blog (2)
Europa (7)
Italia (6)
Kumpanija (2)
media (2)
musica e parole (4)

Le fotografie più cliccate


14/11/2019 @ 01:40:32
script eseguito in 175 ms

 

Immagine
 Il libro con le storie di via Idro... di Fabrizio



Cerca per parola chiave
 

 
 

Circa 2725 persone collegate


InChat: per non essere solo un numero scrivete /n  e poi il vostro nome/nick

< novembre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
    
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
 
             
Titolo
blog (506)
casa (438)
conflitti (226)
Europa (986)
Italia (1410)
Kumpanija (377)
lavoro (204)
media (491)
musica e parole (445)
Regole (348)
scuola (335)
sport (97)

Catalogati per mese:
Maggio 2005
Giugno 2005
Luglio 2005
Agosto 2005
Settembre 2005
Ottobre 2005
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
BuongiornoStai cercando un prestito per far rivive...
08/11/2019 @ 09:18:43
Di FRANCESCA
Assistenza finanziaria in 24 ore (assistance.finan...
05/11/2019 @ 19:07:35
Di damien
 

Locations of visitors to this page

Contatore precedente 160.457 visite eliminato il 16/08/08 per i dialer di Specialstat

 Home page © Copyright 2003 - 2019 Tutti i diritti riservati.

powered by dBlog CMS ® Open Source