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Repubblica Ceca
Di Fabrizio (del 16/07/2010 @ 09:51:54, in lavoro, visitato 1165 volte)

Da Czech_Roma (alcuni link sono in lingua ceca)

The Advocacy Project - Tereza Bottman

01/07/2010 - "Sono molto arrabbiato," dice Milan Kováč, in visita agli uffici dell'associazione Dženo.

"Devi impegnarti di più," lo prende sarcasticamente in giro una mia collega d'ufficio e ridiamo tutti, ma la risata si tinge di un senso di delusione.

Kováč, con una laurea in economia, conosce cinque lingue e ha molti anni di esperienza professionale in contesti che vanno dal non-profit al governo al settore privato. Per esempio, ha lavorato come project manager sia al Ministero della Gioventù e dello Sport sia nella non-profit Athinganoi, organizzazione specializzata nel sostenere gli studenti romanì ad ottenere istruzione secondaria e post-secondaria.

Da quando ha perso il lavoro otto mesi fa, sta cercando un'occupazione. Ha fatto oltre sessanta domande ed è passato per una media di sette colloqui di lavoro a settimana, senza alcun risultato.

Recentemente, ha fatto domanda per la posizione di Coordinatore Locale all'Agenzia governativa per l'Inclusione Sociale nelle Località Rom, che su 25 dipendenti impiega un solo Rom. Col suo curriculum e Rom lui stesso, era convinto che le sue possibilità fossero alte, specialmente considerando il fatto che il ruolo dell'agenzia, tra l'altro, è di promuovere l'integrazione dei Rom nelle regioni socialmente escluse dal mercato del lavoro.

Dopo avere completato con successo la prima fase delle interviste, Kováč fu verbalmente invitato di nuovo. Ma venne presto a conoscenza di non essere stato selezionato per il secondo turno di interviste.

L'esperienza di Kováč non è la sola. Uno studio su diversi paesi dell'European Roma Rights Center, condotto in parte nella Repubblica Ceca, ha scoperto che questo era il caso:

La maggiore incidenza della discriminazione nell'impiego contro i Rom è nella fase della ricerca lavoro e nelle pratiche di assunzione applicate dalle aziende. In pratica,una discriminazione diretta impedisce ai candidati di raggiungere già la fase del colloquio. Molte compagnie hanno una politica di esclusione totale riguardo l'impiego dei Rom e di distinzione assoluta generale di pratica contro i candidati romanì. Come risultato, i Rom in cerca di lavoro sono eliminati ed esclusi sin dall'inizio dal processo di applicazione, a prescindere dall'istruzione, dalle qualifiche e dalle competenze nel lavoro.

Nella sua lettera-appello, inviata nell'agenzia che l'ha rifiutato dopo il primo turno di interviste, Kováč si chiede se le organizzazioni incaricate di eliminare le barriere alla pari partecipazione nella società ceca affrontate dai Rom, siano davvero [organizzazioni] "pro-Rom". Scrive:

L'Agenzia per l'Inclusione Sociale nelle Località Rom è stata fondata per sostenere l'inclusione sociale dei Rom... Uno dei suoi ruoli è promuovere l'inclusione dei Rom dalle comunità socialmente escluse nel mercato lavorale. Ci sono anche tutta una serie di OnG ed organizzazioni non-profit che si presentano come "pro-Rom". Si presentano con un atteggiamento aperto da parte dei suoi operatori verso i Rom, con il generoso supporto del Fondo Sociale Europeo. Queste stesse organizzazioni sono realmente aperte ad impiegare Rom e stanno praticando nella realtà quanto predicano?

Quando venne criticato il fatto che non un solo Rom arrivò al secondo turno delle interviste, Michael Kocáb, commissario ai diritti umani, che presiede il Comitato di Controllo dell'Agenzia per l'Inclusione Sociale nelle Località Rom, ha risposto di non essere a conoscenza che c'erano dei richiedenti rom tra gli intervistati. Kocáb in passato aveva detto di essersi impegnato ad aumentare il numero dei Rom impiegati nelle agenzie governative. Inoltre, a Kováč fu promesso un appuntamento dove avrebbe potuto presentare il suo caso, ma questo incontro non ha mai avuto luogo. Invece in passato, gli fu detto nella sala dell'Ufficio del Governo gli fu detto dal direttore dell'agenzia che lui non era stato scelto perché mancava delle qualificazioni necessarie, anche se prima era stato chiaramente selezionato in quanto candidato promettente.

Molti studi, inclusa una relazione del 2008 preparata congiuntamente dal Governo e dalla Banca Mondiale, concludono che per i Rom le barriere nel mercato del lavoro sono largamente dovute alla mancanza di capacità e qualificazione. Ma che dire dei Rom che possiedono esperienze e competenze corrispondenti alla posizione ricercata?

Il summenzionato studio ERRC del 2006, "Esclusione Sistematica dei Rom dall'Impiego", recita così:

La disoccupazione di massa dei Rom in età da lavoro è spesso percepita come una questione riferita al mercato del lavoro, e l'alto livello di disoccupazione è attribuito all'incapacità dei Rom a trovare un impiego, a causa del loro basso livello di istruzione; capacità lavorative non aggiornate e distacco dal mercato lavorale. Anche perché vasti segmenti della comunità sono rimasti indietro durante la ristrutturazione economica ed industriale avvenuta durante la transizione dal comunismo. Senza dubbio, questi fattori creano barriere reali che riducono la possibilità di occupazione ed escludono molti Rom dal lavoro, ma c'è un'altra dimensione - la discriminazione - che aggrava significativamente la situazione e le cause di esclusione sistematica dall'impiego per un gran numero di Rom in età da lavoro.

Nella sua lettera, Kováč tocca la reale questione della discriminazione anti-Rom:

Voglio che la società sappia che i Rom stanno continuando la loro istruzione, crescendo le loro qualifiche, chiedendo un lavoro di qualità, ma che esistono ancora barriere, fattori ed influenze che rendono impossibile raggiungere il successo.

Disgraziatamente, tanto il clientelismo che il razzismo giocano ancora un ruolo determinante nel processo decisionale in questo paese. Quelli con cui ho parlato, che sono stati attivi per anni nella difesa dei diritti dei Rom, confermano questa realtà, enumerata nello studio ERRC e illustrata da Kováč.

Un modo per combattere la discriminazione nella ricerca del lavoro e nella fase di reclutamento, suggerisce l'ERRC, è dare mandato per la raccolta dei dati disaggregati per etnia e di monitorare e rispondere, in maniera strutturale, alle iniquità alla base di questi dati, per migliorare l'accesso al lavoro per i richiedenti Rom qualificati. Questo ora non accade. Dichiara ERRC:

Risulta evidente, dall'esperienza di paesi con le misure più efficaci nel combattere la discriminazione razziale nell'impiego, che il monitoraggio della forza lavoro, inclusa la raccolta di dati sull'etnia, è uno strumento chiave per ottenere prove statistiche a sostenere le azioni positive per affrontare la sotto-rappresentazione di gruppi etnici nei posti di lavoro e più in generale, in professioni e settori specifici del mercato del lavoro. Il monitoraggio, la registrazione, la notifica e la risposta alla composizione etnica sul posto di lavoro sono fattori chiave che garantiscono l'efficacia e l'efficienza delle politiche sulle pari opportunità. [...]