Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

siamo amici da quasi 50 anni, una vita! Per gli amici, questo e altro! Se passate di li', fategli un saluto da parte mia...

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Gli Zingari fanno ancora paura?

La redazione
-

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Sucar Drom (del 19/03/2011 @ 19:53:21, in Italia, visitato 1267 volte)

L'associazione Sucar Drom invita le associazioni, le formazioni politiche, le organizzazioni sindacali e i semplici cittadini all'incontro che si terrà martedì 22 marzo 2011, alle ore 19.00, presso l'area residenziale per sinti italiani, in viale Learco Guerra n.23.
Durante l'incontro sarà illustrato la bozza di nuovo regolamento per l'area e il documento dell'associazione Sucar Drom (...).
L'associazione Sucar Drom, insieme alla Federazione Rom e Sinti Insieme, proporrà durante l'incontro la possibilità di organizzare insieme una manifestazione per venerdì 25 marzo (segue bozza volantino).
Un saluto, Yuri Del Bar e Carlo Berini

Vi preghiamo di diffondere

Per contatti e adesioni 3388736013

Associazione Sucar Drom
via Tazzoli n. 14, 46100 Mantova, Italia
telefono +39 0376 360 643, fax +39 0376 318 839


Giunta Sodano 2010 - 2015

Prima cacciarono i poveri che chiedevano l'elemosina
e io sono rimasto in silenzio
perché mi davano fastidio

Poi strapparono le bandiere dalle finestre delle case
e io sono rimasto in silenzio
perché turbavano il decoro pubblico

Poi cacciarono i suonatori di strada
e io sono rimasto in silenzio
perché non mi piace la musica

Poi vietarono a tutti di sedersi sui gradini
e io sono rimasto in silenzio
perché non mi ero mai seduto sui gradini

Poi tolsero i fondi al Festival Letteratura
e io sono rimasto in silenzio
perché non mi é mai piaciuto leggere

Poi scrissero un regolamento per cacciare i sinti
e io sono rimasto in silenzio
perché mi hanno detto fin da piccolo che sono ladri

Finché un giorno sono venuti a prendere te
e non c’era piu' rimasto nessuno per protestare


NON RIMANERE IN SILENZIO
VIENI ANCHE TU A DIRE
DOSTA! BASTA

Venerdi 25 marzo, ore 16.00 punto di ritrovo in viale Learco Guerra n. 23

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Di Fabrizio (del 19/03/2011 @ 09:32:13, in conflitti, visitato 1296 volte)

Da Czech_Roma. PREMESSA: Il mese scorso il sindaco della città di Nový Bydžov, per motivi di ordine pubblico, aveva ventilato l'uso di polizia privata da adoperare nel quartiere zingaro della città. Ne era nato un dibattito che aveva coinvolto diversi settori della società civile, in città e a livello nazionale. All'inizio del mese il Partito della Giustizia Sociale dei Lavoratori (Dìlnická strana sociální spravedlnosti DSSS) di estrema destra, aveva indetto settimana scorsa una manifestazione nella cittadina. In casi simili queste manifestazioni si erano risolte con pestaggi di Rom ed incendi alle loro case da parte dei manifestanti. Alcuni gruppi antirazzisti cechi avevano indetto una contromanifestazione. La giornata ha visto assalti contro famiglie rom indifese, cariche della polizia, ma poca eco sui media cechi. Comincio con la testimonianza di un giornalista rom che era presente

ROMEA Roma commentator Patrik Banga on the Nový Bydžov demonstrations
Nový Bydžov, 13.3.2011 16:06


Siamo arrivati a Nový Bydžov attorno alle 9 di mattina. Negli ultimi 20 km. del nostro viaggio, io e il mio collega Ivan Kratochvíl abbiamo cercato invano i poliziotti che avrebbero dovuti essere di pattuglia. I primi poliziotti li abbiamo incontrati ai margini della città, che stava per diventare punto d'incontro per diverse centinaia di estremisti e per quanti avevano indetto la contromanifestazione. Nessuno ci ha fermato. Invece la polizia ha prestato attenzione ad una Fabia gialla che trainava un rimorchio.

Siamo andati alla stazione di polizia, che ricordavo dalla precedente visita in città. Sul marciapiede abbiamo incontrato l'addetto stampa, che ci ha consegnato l'indispensabile cartellino "stampa" che sarebbe dovuto diventare il nostro lasciapassare verso il centro degli eventi nelle ore a venire. Dopo una breve consultazione con i colleghi della regione, siamo andati a lavoro.

Abbiamo cercato i Rom in via U Hřiště, che doveva diventare il centro di una riunione, ma non c'era nessuno. Dopo diverse telefonate, abbiamo capito che erano a diversi metri di distanza. Quando siamo arrivati sul luogo, abbiamo visto circa 40 persone ed una ventina di vetture, da cui abbiamo capito che erano tutti del posto ed il resto stava per arrivare.

Ho intravisto alcuni volti familiari e salutato le persone che conoscevo. Dopo di che, altre telefonate. Altri media riprendevano la scena.

Rapidamente la gente ha iniziato ad arrivare con le loro auto, da cui tiravano fuori gli striscioni. Poi gli organizzatori hanno dato il via all'evento. Dopo un'ora di attesa ci siamo avvicinati allo spazio di fronte al locale stadio di calcio, dove il parcheggio era abbastanza grande da contenerci tutti, assieme ad un bus che stava portando altri manifestanti. Gli ex ministri per i diritti umani Michael Kocáb e Džamila Stehlíková si sono alzati. In quel momento il gruppo contava circa 160 persone.

Quando tutti sono stati pronti per marciare, un attivista ha preso la parola e ha annunciato che la marcia prevista era stata annullata e che era stata variata in processione religiosa, che come tale non era soggetta all'obbligo di dichiarazione e che aveva precedenza su tutte le marce annunciate. Era stata scelta come leader una sacerdotessa della chiesa hussita. Ha annunciato che sarebbe stata una marcia pacifica e nonviolenta, e, colma di preghiera, ha chiamato tutti gli attivisti a prendervi parte.

Il corteo è partito dal parcheggio di via Na Šarlejích, ma la polizia aveva sbarrato la strada in via Havlíčková. Sono iniziati i negoziati. Gli attivisti sostenevano che la loro marcia era legale e la polizia ha fatto del suo meglio per verificarlo. Si faceva vivo anche un rappresentante del comune. Nel frattempo il gruppo recitava il "Padre Nostro".

clicca sull'immagine per vedere le foto della giornata

Da una casa vicina è uscito un pensionato, e attraverso il recinto ha urlato che "le puttane nere devono andare via da qui", seguendo con molte altre maledizioni rivolte ai Rom. La polizia guardava mentre i giornalisti si avvicinavano a casa sua. Il pensionato continuava a bestemmiare e Richard Samko, giornalista della televisione ceca, ha cercato di intervistarlo. All'improvviso il pensionato si è rivolto verso casa sua e ha gridato "Non sei d'accordo con me?" ed è rientrato. Abbiamo udito un forte rumore ed il pensionato è scomparso alla vista. "E' morto," hanno iniziato a dire i giornalisti - ed in quel momento ho pensato che anche se pensavo che quel pensionato era un razzista, avrei dovuto saltare il recinto per aiutarlo, come credo abbia pensato la maggior parte dei giornalisti presenti. Comunque, presto è riapparso - Eureka!

I rappresentanti cittadini e la polizia alla fine hanno riconosciuto gli argomenti degli attivisti ed il corteo ha proseguito per via Na Šarlejích e poi lungo Revoluční třída verso la chiesa. Lì non c'erano più preghiere e si sono alternati diversi interventi. La strada era fiancheggiata da poliziotti in tenuta antisommossa, che separavano la processione dai gruppi estremisti. Un estremista reggeva in mano una sorta di barra, che sicuramente non era né un treppiede né un'asta da microfono. Ho chiesto ai poliziotti anti-conflitto cosa intendevano fare al riguardo, e la risposta è stata che avrebbero dovuto confiscare qualsiasi cosa fosse un'arma ovi assomigliasse, ma che non erano in grado di spiegarmi perché a quella data persona fosse permesso di portare la barra che avevo notato.

Diverse dozzine di sostenitori del DSSS stazionavano a pochi metri dai contro-manifestanti. Le bandiere erano in vista, ma al momento i gruppetti erano calmi. Durante il ritorno sono iniziate le provocazioni. I sostenitori del DSSS hanno chiesto ai Rom che portavano striscioni: "Perché porti quello striscione? Hai un lavoro? Sei a carico dell'assistenza sociale?"

Tuttavia, il gruppo è tornato nel modo in cui era venuto, fermandosi in via Na Šarlejích. Nel contempo diverse decine di sostenitori del movimento Antifa si erano unite al gruppo. Gli attivisti discutevano in mezzo alla strada se rimanere lì per bloccare la marcia degli estremisti o tornare al punto di partenza. La sacerdotessa ha dichiarato concluso ufficialmente l'evento ed ha preso le distanze dal bloccare la strada.

Allora il gruppo contava tra le 200 e le 250 persone. I più radicali intendevano rimanere ad ogni costo e bloccare la strada, mentre i più moderati volevano dimostrare a 100 metri di distanza in uno spazio che non avrebbe bloccato l'annunciata marcia del DSSS.

Alla fine, gli Antifa più attivi ed hanno convinto gli altri a rimanere, alcuni di loro seduti per terra. Dopo alcuni minuti, non era più possibile tornare verso il centro, perché la polizia aveva bloccato l'accesso. Sono iniziate nuove trattative.

In quel momento il gruppo non aveva alcuna autorizzazione a bloccare la marcia annunciata. I poliziotti ci hanno avvertito del fatto, come pure la squadra anti-conflitto. Nel frattempo era arrivata l'informazione che Vandas aveva iniziato a parlare e che in città c'erano diverse centinaia di estremisti.

I negoziati erano giunto ad un punto morto e la polizia aveva annunciato che sarebbe intervenuta se i dimostranti non se ne fossero andati. Si lanciò lo slogan "Neri, bianchi, uniamo le forze". Ora i manifestanti rom mostravano preoccupazione. In testa c'era un piccolo gruppo che intendeva fare qualcosa, tra cui Martin Šimáček, Ondřej Liška, rappresentanti dei Rom locali e, per quel che può valere, io stesso. Vennero date alcune istruzioni, tra cui quella che i Rom si dovessero ritirare una volta che la polizia avesse invitato i manifestanti ad andarsene.

Improvvisamente sembrò aprirsi una speranza. Un capo della polizia aveva convinto Ondřej Liška a depositare una denuncia contro la marcia del DSSS, che si stava svolgendo con modalità completamente estranee a quelle annunciate. Alcuni dimostranti indossavano i simboli del bandito Partito dei Lavoratori, altri issavano lo striscione dell'organizzazione (sempre bandita) Resistenza Nazionale. L'intera manifestazione era stata addirittura annunciata sul loro sito, odpor.org.

Siamo andati alla stazione di polizia. Dopo alcuni minuti di "trattative", abbiamo avuto l'informazione che la polizia aveva caricato i contro-manifestanti.

Siamo corsi fuori dalla stazione di polizia verso via Na Šarlejích. Lì ho visto soltanto candelotti fumogeni esplosi ed alcuni furgoni della polizia sul lato destro. I Rom affacciati alle finestre mi gridavano che era stato un massacro, che i cavalli avevano calpestato le persone. Allora capii cosa era successo. La polizia aveva attirato distante i "politici" per poter intervenire con durezza.

Ho trovato i manifestanti a decine di metri di distanza in via Havlíčková. Erano stati caricati da otto poliziotti antisommossa a cavallo. Ho cercato di capire se erano feriti, soprattutto i miei amici. Grazie a dio erano tutti sani.

Tramite frammenti di discorso ho ricostruito gli eventi. La polizia antisommossa aveva aperto la strada a quella a cavallo per caricare i dimostranti, picchiati con manganelli. Alcuni erano stati arrestati, diversi erano stati feriti. Ognuno usava le parole "brutale" e "massacro". Poi la polizia aveva spinto i dimostranti diversi metri indietro, perché gli estremisti avessero la strada libera.

Così gli estremisti hanno potuto trarre pieno vantaggio dal corridoio liberato. In diverse centinaia hanno marciato lanciando slogan come "Boemia ai Cechi". Voci isolate scandivano "Venite qui, puttane nere" e "Antifa, ha, ha, ha" agli antifascisti. Quando i contro-manifestanti hanno iniziato a cantare, per un momento ho avuto l'impressione di essere ad una partita di calcio tra Sparta e Ostrava.

Sono rimasto sconcertato anche da qualcos'altro: avevo saputo dalla polizia che c'era il divieto di indossare maschere, ma molti estremisti erano a volto coperto. La polizia non ha agito contro di loro, sicuramente non nel modo che ha agito attaccando la contro-manifestazione.

Un volta che gli estremisti se ne erano andati, la situazione si calmò un poco, e sono potuto tornare alla mia macchina. Nel parcheggio ho incontrato Michael Kocáb, che si era allontanato dagli eventi alle 15.00 circa.

Quando sono ritornato in città, non c'era più traccia dei contro-manifestanti. Ho fatto alcune chiamate e ho capito che erano di fronte alla stazione di polizia. Stavano andandosene e mi sono accodato a loro.

Era ora di tornare a Praga. Lungo la strada ho incontrato molte squadre - non della polizia - ma di estremisti che stavano bighellonando nei villaggi vicini, fumando appoggiati alle loro macchine. Pensavo che tutto fosse finito.

Un'ora dopo, un collega mi ha chiamato sul cellulare. Gli estremisti avevano aggredito tre Rom e ferito uno di loro. Poco dopo il portavoce della polizia mi spiegava che gli estremisti erano tanti e 13 di loro erano stati arrestati. La polizia era riuscita a contenere la marcia, ma a quanto pare non le sue conseguenze.

Patrik Banga, translated by Gwendolyn Albert


Dalla Repubblica Ceca mi scrive un amico:

(fonte: Ctk) Un attivista Rom, sabato a Novy Bydzov, è finito all’ospedale privo di conoscenza dopo una rissa con alcuni attivisti di estrema destra. Nella cittadina della Boemia centrale si sono radunati nel fine settimana circa 500 esponenti ultranazionalisti della Delnicka strana e 200 attivisti di opposta estrazione politica. Poliziotti in assetto anti sommossa hanno provato a stento a tenere separate le due fazioni.


Molte altre notizie sul gruppo Czech_Roma

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Di Fabrizio (del 19/03/2011 @ 09:02:04, in Regole, visitato 1751 volte)

Segnalazione di Isabella Bianchi, da "Il Tirreno, cronaca di Pisa" 24 febbraio 2011, pag VI

Lunedì sono stati condannati in primo grado quattro rom che, secondo i giudici, avevano scippato piccole somme a oltre 40mila pisani per un totale di più di due milioni di euro. Le istituzioni, i commercianti, i comitati, la destra, ma anche semplici cittadini, hanno urlato la loro preoccupazione per la sicurezza, il loro sdegno per la paura che alligna tra la gente, il loro allarme per la convivenza civile in città. Come dite? Non avete sentito niente? Già perché non erano rom, sono i quattro potenti membri del vecchio Cda della defunta Cassa di Risparmio di Pisa e il silenzio, come si può constatare, è tombale.

by Tanfucio

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Di Fabrizio (del 18/03/2011 @ 11:47:10, in Italia, visitato 1735 volte)

Negli ultimi due anni a Milano sono stati effettuati oltre 360 sgomberi di campi abitati da Rom e Sinti che hanno coinvolto alcune centinaia di nuclei familiari presenti da tempo sul territorio cittadino.

In questi anni gli sgomberi e le ruspe non hanno risolto nulla, anzi - con un grosso dispendio di risorse pubbliche - hanno contribuito a rendere ancora più difficile e drammatica la vita delle famiglie Rom, ed in particolare di alcune centinaia di bambini, aumentando il loro disagio e la loro esclusione dal tessuto sociale. Oltre che non risolvere il disagio di chi vive in prossimità dei campi.

In questi anni a Milano c'è però anche chi ha scelto di incontrare questi volti, queste persone, di costruire rapporti di vicinanza, di considerarli i nuovi vicini di casa o i nuovi compagni di banco. A volte dopo uno sgombero sono partite inaspettate catene di solidarietà, che hanno avuto anche risalto sui mass-media locali e nazionale, ma queste reazioni pur importanti non sono sufficienti.
Alcune associazioni e gruppi ma anche singoli cittadini, maestre e genitori hanno costruito con le famiglie Rom dei rapporti basati sulla fiducia, imparando a superare diffidenze e paure reciproche. Sono nati così progetti di integrazione abitativa, lavorativa, scolastica. Queste persone hanno scelto di vivere così il proprio ruolo di cittadinanza attiva per costruire una città più vivibile e quindi più sicura per tutti, proprio perché più accogliente.

Da questa esperienza nasce l'appello alla città "I DIRITTI NON SI SGOMBERANO", un appello rivolto all'amministrazione perché opti per politiche di vera integrazione ed  abbandoni la logica degli sgomberi, appello però rivolto anche al tessuto civile di questa città perché ritrovi il gusto della partecipazione alla costruzione di una città capace di tutelare i diritti di tutti al di là delle appartenenze etniche e culturali.

L'appello verrà presentato in Camera del Lavoro a Milano in Corso di Porta Vittoria 43 il giorno 22 marzo, alle ore 11,30

Saranno presenti, tra gli altri, alcuni dei rappresentanti delle realtà che hanno promosso l'appello: Gruppo Sostegno Forlanini, Mamme e Maestre di Rubattino, Onorio Rosati Segretario Generale Camera del Lavoro di Milano, don Massimo Mapelli Casa della Carità, Bruno Segre, Claudio Cristiani Agesci Zona Milano, Dijana Pavlovic Rom e Sinti Insieme, RSU ST Castelletto, Acli Milano, Emanuele Patti Arci, Padri Somaschi, Comunità di Sant'Egidio, Avv. Alberto Guariso.

MILANO 18 MARZO 2011

Per informazioni e comunicazioni:
Gruppo Sostegno Forlanini: scendiamoincampo@gmail.com - telefono 333.8611303

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Di Fabrizio (del 18/03/2011 @ 09:20:10, in conflitti, visitato 2732 volte)

Da Roma_Shqiperia

BalkanInsight - La polizia albanese criticata dopo un attacco al campo rom By Besar Likmeta
Famiglia rom a Laprake. Photo by: UNHCR

Tirana, 11/03/2011 - La polizia albanese è stata accusata di razzismo dai media locali, dopo che tre giorni fa un campo rom alla periferia di Tirana è stato bruciato, da attentatori che non sono ancora stati trovati.

Alcuni residenti del campo, che ospitava circa 40 famiglie, hanno detto ai media locali che gli assalitori arrivavano di notte e li malmenavano con dei bastoni, mentre appiccavano il fuoco alle loro baracche; questo per diversi giorni, spingendoli a sloggiare.

I residenti dicono che la polizia non è riuscita ad impedire gli attacchi e fornire protezione alle famiglie, che ora si sono trasferite a vivere in altri insediamenti a Tirana e altrove.

Rimane dubbio se l'attacco è stato il risultato del razzismo, oppure è stato istigato da interessi finanziari immobiliari di chi cerca di costruire nell'area.

Venerdì la polizia ha negato di aver violato le leggi anti discriminazione sulle minoranze e la protezione dei bambini, mentre il caso rimane sotto esame.

Secondo il comunicato della polizia, i Rom "hanno dato inizio al conflitto" coi loro vicini, da cui l'escalation.

"Abbiamo chiesto ai Rom riguardo al fuoco che ha travoltole loro abitazioni, ma si sono rifiutati di testimoniare," si legge nel comunicato.

Secondo l'Unione dei Rom Albanesi, una OnG di Tirana, vivono in Albania sino a 150.000 Rom, parte di una comunità che lotta contro le discriminazioni, bassi tassi di alfabetizzazione e disoccupazione di massa.

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Di Fabrizio (del 18/03/2011 @ 09:00:24, in sport, visitato 1243 volte)

Segnalazione di Marco Brazzoduro

Rom, Romani, Rumeni,
concittadini di tutto il mondo,
inizia la Primavera.....
camminiamo?

Camminare ci piace, ci fa incontrare gli altri e ci rende consapevoli di dove viviamo...
Quest'anno vorremmo camminare anche per la Costituzione, davanti ai non più tollerabili soprusi del potentato politico, economico e mafioso.
Camminiamo perché la nostra esperienza si trasformi in proposta, il nostro sdegno in protesta, il nostro stupore in progetto.
Camminiamo perché è ora di cambiare il mondo.

iniziamo Domenica 20 marzo
Primaveraromana 2011


Quest'anno camminiamo anche in Sicilia.... sulle tracce della Marcia della Sicilia Occidentale che ebbe luogo dal 6 all'11 marzo 1967 promossa da Danilo Dolci e che vide la vasta partecipazione delle popolazioni del Belice e di molti intellettuali italiani.

Mercoledi 16 Marzo ore 18.00
ESC. Via dei Volsci 159. San Lorenzo
incontro pubblico di presentazione, discussione e condivisione della
Marcia per un Mondo Nuovo
per i diritti e i beni comuni. che si terrà da Menfi a Palermo dall'11 al 17 aprile
promossa da Stalker con Associazioni, Comuni e Movimenti siciliani
con videodocumenti della marcia del '67 e la partecipazione di Carola Susani

Oggi so che la mia voce è la voce di ciascun siciliano sensato, di ciascun italiano di buon senso di ciascun uomo al mondo consapevole se dico: Non si può continuare così.
Il vecchio mondo è finito, (...) non possiamo non vedere che un nuovo mondo ci occorre, nel quale possiamo svilupparci da uomini veramente vivi, cioè tutti coraggiosamente, attivamente, organicamente fratelli tra noi. (...)
Sappiamo che un enorme lavoro attende ciascuno di noi se vogliamo riuscire - con l’attenzione, l’intelligenza e l’impegno necessari - ad essere vivi come ci occorre a farci un mondo nuovo. (...) Sappiamo che dobbiamo produrre ciascuno fatti nuovi, costruire ciascuno un sano rapporto con gli altri, il suo pezzo di mondo nuovo.(...) Se noi riusciamo ad essere la vita, chi ci può fermare?
(Danilo Dolci, sabato 11 marzo 1967 piazza Kalsa, Palermo)

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Di Fabrizio (del 17/03/2011 @ 09:29:50, in Europa, visitato 1345 volte)

Giornata della memoria, protagonisti i popoli nomadi europei

LUGANO - In occasione della Giornata cantonale della memoria, che come ogni anno cadrà il 21 marzo, l'Associazione Ticinese degli Insegnanti di Storia ha organizzato nelle scuole una serie di appuntamenti dedicati ai popoli nomadi europei (Rom, Sinti, Jenish).

"Oggetto da secoli di periodiche persecuzioni, tra le principali vittime del tentativo di sterminio delle "razze inferiori" perpetrato dal nazismo durante la Seconda guerra mondiale, le comunità Rom, Sinti e Jenish sparse per l'Europa stanno diventando di nuovo, in questo ultimo decennio, bersaglio privilegiato dell'intolleranza e della diffidenza; un fenomeno, questo, che non risparmia né la Svizzera né il Ticino".

Per l'occasione sono previsti molteplici eventi nelle scuole, oltre ad una serata pubblica. Presso le scuole medie di Gravesano (la mattina) e le scuole medie di Camignolo (il pomeriggio), agli allievi delle classi quarte sarà rivolto un incontro così articolato: Visione del documentario "Liberi dentro… zingari e svizzeri" di Fabio Calvi, regista, che sarà presente in sala. Testimonianza di Ursula "Ushi" Waser, esponente della comunità Jenish e vittima del programma di rieducazione della Pro Juventute, ed intervento del trio musicale "I Muzikanti di Balval" che proporrà alcuni brani di musica rom.

Presso il Liceo Lugano 1 (la mattina) e il Liceo Lugano 2 (il pomeriggio) è prevista un'attività destinata agli studenti suddivisa in due parti.
La prima ha l'obiettivo di inquadrare il contesto storico in cui si delinea lo scontro tra civiltà sedentarie e nomadi e l'esito di tale scontro nel secondo conflitto mondiale. La seconda parte si prefigge di conoscere meglio le civiltà nomadi contemporanee nel contesto svizzero e italiano. E' previsto l'intervento di vari ospiti.

La sera di lunedì 21 marzo, alle 20.15, presso il Centro evangelico di Lugano (via Landriani 10), si terrà infine l'evento "Alle porte della città, parole e musiche nomadi" con la partecipazione di Giorgio Bezzecchi, di Maurizio Pagani e del gruppo «I Muzikanti di Balval».

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Di Fabrizio (del 17/03/2011 @ 09:02:30, in musica e parole, visitato 1189 volte)

Il link per chi legge da Facebook stavolta non lo metto, perché lì l'ho già pubblicato : - P

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Di Fabrizio (del 16/03/2011 @ 14:26:16, in casa, visitato 1627 volte)

Da Redattore Sociale

Le tre famiglie non volevano lasciare il campo. Costantin Ventila, rom romeno: "Comune e Casa della Carità mi hanno offerto 1000 euro per andarmene e altri 5 mila quando avrei trovato un appartamento. Ma io ho rifiutato"

MILANO - Sgomberate tre famiglie rom che vivono all'interno del campo rom di Triboniano. Sul posto sono arrivati gli agenti della polizia di stato e della polizia locale che hanno bloccato le vie d'accesso al campo dove è stato vietato l'accesso a giornalisti e operatori della Casa della carità. Gli abitanti del campo si sono opposti allo sgombero. "Mi vogliono buttare in strada con i miei figli, non so dove mi vogliono mandare", denuncia Costantin Ventila, rom romeno, contattato telefonicamente. "Il comune e la Casa della carità - aggiunge Ventila - mi hanno offerto 1000 euro per andarmene da Triboniano e altri 5 mila quando avrei trovato un appartamento. Ma io ho rifiutato". Ventila, geometra sessantenne, è presidente dell'associazione "Avena Amenza Savale", da vent'anni in Italia e da sette anni abitante del campo comunale di via Triboniano. "Secondo me questa è una truffa: io sono un rom e se vado a cercare un appartamento non lo trovo - prosegue Ventila -.Tra l'altro, ci hanno sgomberato senza notificarci nulla: non abbiamo in mano nulla di scritto". In attesa che qualcuno, comune o Casa della carità, gli offrisse un'alternativa, Costantin Ventila si è rifugiato con la sua famiglia nella chiesa dei frati cappuccini davanti al Cimitero Maggiore. Ma ha poi lasciato quel rifugio. (dp/ar)

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Di Fabrizio (del 16/03/2011 @ 09:10:05, in sport, visitato 1315 volte)



I Mondiali Antirazzisti si svolgeranno quest'anno dal 6 al 10 luglio, ma dopo tre anni infatti i Mondiali Antirazzisti salutano Casalecchio di Reno e traslocano a Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, nella località nota come Bosco Albergati (...).
Come ogni anno saranno cinque giorni di sport – con tornei di calcio, basket, pallavolo, rugby e cricket e possibilità di praticare yoga, pilates e giochi tradizionali dal mondo – e musica, cultura e dibattiti in nome dell'antirazzismo e a difesa del valore di tutte le diversità, siano esse di provenienza, di genere, di etnia o di abilità.

Bosco Albergati è una sorta di ritorno al passato con una situazione un po' più intima che assomiglia ad un vero e proprio villaggio dello sport contro le discriminazioni. Abbiamo avuto questa idea anche per ritrovare dei ritmi meno frenetici e maggiore intimità tra i partecipanti ai Mondiali. C'è dietro però anche una riflessione di carattere economico: montare un intero villaggio nello spazio di Casalecchio, che non era attrezzato, comportava costi altissimi. Bosco Albergati dà invece la possibilità di usufruire di attrezzature già presenti, per tentare di rendere economicamente più sostenibile la festa, soprattutto in tempo di crisi quando le sponsorizzazioni di enti, istituzioni e privati si riducono. Si tratta di un'edizione che vuole mantenere lo spirito originario di una festa popolare che accoglie, include e non esclude e che però ogni anno deve sempre più fare i conti con la crisi e i tagli delle sponsorizzazioni.

Come sempre, oltre al divertimento con sport e musica per tutti e a costo zero, i Mondiali Antirazzisti mettono al centro i contenuti, con riflessioni sui temi dell'integrazione, della multiculturalità e della lotta a qualsiasi forma di fobia del diverso. In linea di massima si cercherà di seguire con maggiore attenzione i piccoli segnali di cambiamento delle edizioni passate approfondendo il rapporto con le cooperative sociali per creare laboratori educativi. Temi primari saranno la lotta contro la discriminazione su Rom e Sinti, il tema della diaspora anche alla luce della carta dei migranti elaborata all'ultimo Social Forum Mondiale di Dakar, e l'attenzione alle diversità di genere e contro l'omofobia.
Pensiamo che ci sarà un rapporto molto proficuo con le comunità di migranti del territorio modenese e non e che si potrà riflettere a modo nostro sulle recenti rivoluzioni nei paesi nordafricani e sulle loro conseguenze migratorie. Continueremo l'impegno sul fronte europeo con il coinvolgimento di gruppi, associazioni e singoli in rappresentanza di ogni cultura e paese, per far sì che questa festa dello sport dimostri ogni anno di più il valore positivo dell'incontro e dello scambio attraverso il gioco.

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