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La redazione
-

Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 06/06/2010 @ 09:09:01, in casa, visitato 1599 volte)

Il campo nomadi di via Bassette (archivio) Corriere del Veneto.it
La Finanza: alla proprietaria del terreno di via Bassette ogni «nucleo abitativo» versava 100 euro, pari a 30mila euro in due anni

PADOVA - Le 70 famiglie nomadi del campo di via Bassette lo avevano sempre detto: «Noi paghiamo l'affitto alla proprietaria del terreno sul quale stiamo». Ciò che non avevano mai spiegato, invece, è che quel denaro veniva corrisposto in nero. E fuori da ogni regolamento in materia di locazione. A scoprirlo sono stati nei giorni scorsi gli uomini della Compagnia di Padova della Guardia di Finanza, comandati dal capitano Giovanni Pipola. Ad intascarsi il denaro, frodando così il fisco, era una donna di 37 anni, Sara Michelon di Padova, che tra l'altro vive nello stesso campo degli zingari. La donna, titolare del terreno agricolo dove sono alloggiati i camper delle famiglie nomadi, si faceva corrispondere una cifra pari a circa 100 euro per ogni «nucleo abitativo» e, in questo modo, avrebbe incassato in meno di due anni oltre 30 mila euro.

I finanzieri, che hanno individuato l'inganno circa un mese fa, durante i lavori di costruzione della nuova rete di recinzione del campo fatta mettere dal Comune, avrebbero scoperto inoltre nelle roulotte degli zingari un consistente numero di «pizzini», su cui erano segnati gli estremi degli accordi tra i capi famiglia e la 37enne padrona del terreno. Tutta carta straccia per il fisco e per lo Stato, ovviamente. Che però ora potrebbe costare cara sia alla proprietaria, sia al suo suocero 55enne, Amedeo Mazzarella di Loreggia, che secondo i finanzieri era il vero burattinaio dell'intera vicenda. Mazzarella, infatti, avrebbe intestato tutto alla parente, in modo da nascondere le proprietà al fisco. I due sono stati segnalati all'Agenzia delle Entrate e dovranno corrispondere tutte le somme non dovute, oltre che le tasse sulle pigioni e le imposte sui contratti. Una somma sicuramente più alta di quella incassata con gli affitti in nero.

Giovanni Viafora - 03 giugno 2010

 
Di Fabrizio (del 04/06/2010 @ 09:05:52, in casa, visitato 1513 volte)

Gli zingari rappresentano un pericolo per i cittadini rhodensi?

A prestare attenzione a quanto accade nella vicina Milano e in molti Comuni dell'hinterland confinanti, tutti interessati dalle medesime opere: Expò, Fiera, speculazione edilizia… sarebbe forse più saggio preoccuparsi, in modo grave e legittimo, degli appetiti e dei grandi profitti della 'ndrangheta che prosperano nella produttiva Lombardia, spesso tra la disattenzione generale e le zone d'ombra in cui s'indebolisce l'operato della Pubblica Amministrazione, piuttosto degli orticelli in cui "pascolano" le famiglie rom…

Tuttavia, per tornare ad argomenti più "tranquillizzanti" e che paiono riempire di colore l'operato di facciata di questa Amministrazione, ci chiediamo che cosa avrebbe pensato il Signor Sindaco se fosse transitato dal campo rom di via Sesia, Sabato scorso, imbattendosi in una quindicina di bambini intenti a giocare liberi e gioiosi, tornando con la memoria a ritroso alle strade sterrate battute in campagna elettorale, in visita ad alcune di quelle famiglie zingare che, una volta diventato primo cittadino, avrebbe fatto poi sgomberare (ma allora, che cosa era andato a dir loro in quelle settimane??).

Ma forse si trattava di una spensieratezza solo momentanea, tipica dei bambini, che presto verrà interrotta e riportata alla realtà dal prossimo allontanamento di un'anziana signora non da una casa occupata illegalmente e magari attraverso il pagamento di una mazzetta a chi controlla il racket degli "affitti" (come a Baggio, in via Lorenteggio, a Q.to Oggiaro o v.le Sarca… e a Rho, come stanno le cose?), ma a una persona ammalata, con difficoltà di deambulazione, nemmeno un euro in tasca, insomma, un'anziana come tante che si vedono anche qui rivolgersi ai centri di carità perché i servizi pubblici sono assenti o distratti, forse un po' più malconcia della nostra più nota "vicina di casa".

Nulla di nuovo sembrerebbe suggerirci l'esperienza, considerato anche il sospetto che grava per i ricorrenti "abusi d'ufficio", ai danni dei più deboli s'intende (come l'allontanamento di un dializzato dalla propria casetta, la contestazione impropria di utilizzo delle strutture comunali a due nuclei, il rifiuto della residenza a chi avrebbe tutti i diritti di chiederla e ottenerla, l'abbandono di persone in stato di grave sofferenza psicofisica, le violenze morali a cui vengono sottoposti i minori, non dai propri genitori (!!), ma da chi occupa i Servizi, cioè rappresenta le Istituzioni).

E' Il paradosso imbarazzante di un'Amministrazione che per affrontare la ricollocazione di 7 famiglie rom, l'anno scorso prima presenta un Piano d'Integrazione (per oltre 1 milione di euro) che gli viene assegnato dal Ministro Maroni, come per molti altri Comuni, indirizzando poi (ma forse sarebbe più logico dire "distraendo"?) i finanziamenti statali assegnati verso azioni non finalizzate allo scopo dichiarato (ma non erano i Rom i furbacchioni?!).

E che, invece di affermare con fatti verificabili e tangibili i principi di trasparenza pubblica che contraddistinguono il carattere di ogni buona amministrazione (e che come sappiamo prevengono sul nascere comportamenti e interessi illegittimi di chicchessia), si abbandonano a litigi interni alla maggioranza o a politiche demagogiche e creative, anziché gestire le risorse a disposizione della collettività per dare un sostegno all'abitazione, senza magari ricadere nelle solite pratiche del clientelismo... clericale.

O ancora, forse solo per acquietare una scuola, quella di Via Tevere, che esplode di tensioni e contraddizioni (perché anche la scuola fa parte della società…e ci sono dentro tutti, autoctoni, immigrati, rom, gente perbene, disonesti semplici e disonesti "organizzati" ecc.), si chiude gli occhi per il lavoro di educatori che si occupano dei bambini zingari (ma non, si badi bene, per quelli che frequentano le medie, come se un adolescente non avesse bisogno di un aiuto a quell'età... e infatti ogni due per tre i bravi ragazzi rhodensi, come gli altri, ricadono nel bullismo...), salvo poi togliere a quegli stessi bambini la speranza in un futuro migliore o anche "solo" il container dove abitano... tanto non sono forse "nomadi"?

Sarà per ricambiare la fiducia risposta da un'Amministrazione generosa nei Suoi confronti, prima attraverso un incarico a termine poi con un concorso "fatto a misura", certo è che molti degli atti sottoscritti dal Dirigente ai Servizi Sociali verso i concittadini di via Sesia, che ci mette la faccia oltre che la responsabilità (ma chi gliene chiede conto?), non sembrano rispondere alle finalità di sostegno e aiuto alle persone in difficoltà, ma vengono comunque attuate in modo autoritario quanto avventato, trascurando il proprio ruolo istituzionale, anche solo con il buonsenso... infierendo, in ultimo, contro una persona anziana, non diversa dai tanti anziani che a parole si dovrebbero tutelare.

Pagani Maurizio - Presidente Opera Nomadi Milano

 
Di cicciosax (del 31/05/2010 @ 09:48:33, in casa, visitato 2132 volte)

venerdì 28 maggio 2010

Per la seconda volta nel giro di un mese, a Palermo una coppia di rom, con sei figli, prima nella graduatoria per l'emergenza abitativa, non è riuscita a prendere possesso di un appartamento assegnato dal Comune sembra per l'opposizione di alcuni inquilini, contrari all'ingresso nel condominio della famiglia che al momento abita in un camper nel campo nomadi della Favorita. La coppia di kosovari, che ha ottenuto asilo politico e vive in città da 18 anni, ieri si è presentata agli uffici del comune per ricevere le chiavi dell'appartamento, situato in un palazzo in corso Calatafimi. Ma il settore patrimonio del Comune ha rinviato la consegna dell'abitazione senza fornire al momento una data né una spiegazione. Secondo indiscrezioni, però, anche in questo condominio alcune persone si sarebbero lamentate per l'arrivo della nuova famiglia. Il primo episodio si era verificato a fine aprile. La famiglia aveva ottenuto un appartamento di 180 metri quadrati confiscato alla mafia in via Bonanno, nella zona di via Libertà, in pieno centro città, ma la protesta di alcuni condomini scesi in strada con lo striscione ‘Palermo ai palermitani', aveva indotto il comune a trovare un'altra sistemazione. "E' grave – dicono il consigliere comunale del Pd, Davide Faraone e la capogruppo dei democratici alla IV Circoscrizione, Serena Potenza – il tentennamento del Comune su questa vicenda". I due esponenti Pd sottolineano che si tratta di una "famiglia integrata: l'uomo fa lo stagionale in agricoltura, la donna lavora come badante mentre i figli frequentano la scuola". "Chiediamo l'immediata assegnazione dell'appartamento – aggiungono – e le scuse del sindaco Diego Cammarata per il ritardo della consegna".

 

Segnalazione di Tommaso Vitale

Inchiesta di Terre di mezzo. Per le operazioni effettuate dal primo gennaio 2007 al 30 aprile 2010 speso più del doppio di quanto l'Assessorato ai servizi sociali ha destinato all'integrazione abitativa e lavorativa (2 milioni e 535 mila euro)

MILANO - Sono costati 5 milioni e 400 mila euro i 250 sgomberi di campi rom abusivi effettuati dal comune di Milano, dal primo gennaio 2007 al 30 aprile 2010. Più del doppio di quanto speso dall'Assessorato ai servizi sociali per l'integrazione abitativa e lavorativa dei rom e sinti, pari a 2 milioni e 535 mila euro. È quanto rivela l'inchiesta "Il derby degli zingari" di Terre di mezzo di giugno. Solo nei primi quattro mesi di quest'anno il comune ha ordinato 75 sgomberi, quanti ne aveva fatti l'anno scorso. Un crescendo che si spiega solo con l'avvicinarsi delle elezioni amministrative, che si terranno nel 2011. Il derby, cui fa riferimento il titolo, è fra Pdl e Lega: "Vincerà chi si dimostrerà più duro con i rom -scrive Terre di mezzo-. Ad ogni intervento delle ruspe, fa seguito un comunicato stampa di De Corato (il vicesindaco, ndr) in cui si annuncia il trionfo della legalità. Una campagna elettorale continua".

Nella stima di Terre di mezzo sul costo degli sgomberi, vengono considerate le spese per la rimozione dei rifiuti e per l'impiego di vigili urbani, poliziotti e carabinieri. "In un comunicato del 14 giugno 2009, De Corato scrive che per le operazioni di bonifica e pulizia dei rifiuti effettuate da Amsa in 27 insediamenti sono stati spesi ben 452.788 euro. Poco meno di 17mila euro per sgombero. Moltiplicati per i 250 effettuati finora, si arriva a 4 milioni e 250mila euro -calcola Terre di mezzo-. Bisogna poi considerare il costo delle forze dell’ordine: un vigile urbano, ad esempio, costa 95 euro lorde al giorno. Se per ogni operazione ipotizziamo l’impiego di 25 vigili, al nostro conto dobbiamo aggiungere 593.750 euro. Lo stesso per l’intervento di carabinieri e poliziotti. Si tratta di stime al ribasso, ma il risultato finale fa pensare: 5 milioni e 437mila euro. Spendiamo più soldi per abbattere le baracche che per aiutare i rom a trovare casa".

Due consiglieri comunali, Patrizia Quartieri (Rifondazione comunista) e Giuseppe Landonio (Gruppo Misto) hanno presentato in febbraio un'interrogazione in cui chiedono al Sindaco Letizia Moratti il "conto" degli sgomberi. La risposta è arrivata il 13 maggio, a firma del vicesindaco Riccardo De Corato: 1 milione e 756mila euro per l'intervento dell'Amsa, 270mila euro per l'impiego del Nu.I.R (Nucleo di intervento rapido per la manutenzione) e 102.300 euro per i "costi relativi al personale per servizi straordinari". Totale: 2 milioni e 128mila euro. Meno di quanto stimato da Terre di mezzo: nel calcolo effettuato dagli uffici comunali però non viene specificato su quanti sgomberi e dell'impiego dei vigili urbani non viene considerata la retribuzione ordinaria. Non viene contemplato il costo di poliziotti e carabinieri: certo non a carico del Comune, ma comunque un costo per la collettività.

Terre di mezzo è andato anche a vedere che fine hanno fatto i 36 bambini che vivevano nell'ex palazzina Enel di via Rubattino e sgomberati il 19 novembre 2009. Frequentavano le scuole del quartiere Feltre: a fine aprile fra i banchi ne sono rimasti 15. Gli altri, sgomberati più volte dai campi abusivi in cui cercano di sistemarsi, hanno abbandonato gli studi. Un brutto anno scolastico. (dp)

 
Di Fabrizio (del 24/05/2010 @ 09:35:49, in casa, visitato 1374 volte)

Da Hungarian_Roma

immagine tratta da fn.hu

Cari amici,

  • Tenendo conto che è passato oltre un anno dall'ondata di omicidi contro i Rom in Ungheria e niente è stato fatto per i parenti delle vittime,
  • Testimoniando il loro dolore quotidiano e le difficoltà,
  • Sapendo che mai hanno ricevuto un aiuto psicologico professionale,

Abbiamo dato inizio ad un'azione di solidarietà civile!

Le famiglie delle vittime devono vivere in case semi-distrutte che hanno visto l'assassinio a sangue freddo dei loro cari ...

Così abbiamo deciso di costruire nuove case per loro, per rendere le loro vite sopportabili.

Adesso stiamo ricostruendo la casa della famiglia del piccolo Robert Csorba a Tatárszentgyörgy.

L'azione di ricostruzione [...] è partita dal 16 marzo a Tatárszentgyörgy.

L'organizzazione tedesca Verband Deutscher Sinti und Roma, i volontari internazionali di International Bau Orden (IBO) e l'associazione Rom Indipendente Phralipe di Budapest stanno progredendo rapidamente nella ricostruzione della casa della famiglia Csorba. Sono state rimpiazzate porte e finestre, è stato dato il cemento ai muri per l'isolamento.

Ma c'è ancora molto da fare ed abbiamo bisogno del vostro aiuto.

Abbiamo aperto un conto bancario apposito per ricevere le vostre donazioni:

Phralipe Független Cigány Szervezet (1084 Budapest, Tavaszmező 6.)
OTP Bank
IBAN – HU56-11706016- 20825070-00000000
SWIFT: OTPVHUHB

Vi saremmo anche grati per donazioni di materiale edile o per la partecipazione volontaria diretta!

La prossima tranche di lavori partirà a luglio.

Agite, donate, unitevi a noi! Facciamolo assieme! Ricostruiamo un senso di speranza in Ungheria!

SOLO LA SOLIDARIETA' PUO' ALLEVIARE IL DISPIACERE!

Ágnes Daróczi
Phralipe
daroczia@mmikl.hu
+36 30 21 27 521

 
Di Fabrizio (del 23/05/2010 @ 09:15:59, in casa, visitato 2194 volte)

Segnalazione di Stojanovic Vojislav

Serana Potenza, al centro, e i ragazzi con i quali ha realizzato lo striscione di benvenuto alla famiglia rom - Repubblica Palermo

Iniziativa del Partito democratico a favore dei rom che andranno ad abitare in un alloggio confiscato alla mafia. È la stessa famiglia che il mese scorso non aveva potuto prendere possesso di un altro appartamento perché sgradita ai residenti

"Benvenuti! La Quarta circoscrizione è contro il razzismo". Sarà questa la scritta dello striscione che il Partito democratico, su iniziativa della capogruppo Serena Potenza, appenderà sulla facciata del palazzo di corso Catalafimi dove nei prossimi giorni andrà ad abitare una famiglia rom. È la stessa famiglia alla quale il mese scorso era stato assegnato un appartamento confiscato alla mafia in via Bonanno. Ma gli inquilini del palazzo si ribellarono e la consegna dell'alloggio saltò.

Ora la nuova assegnazioni, sempre di un appartamento confiscato a Cosa nostra. Lo striscione vuole essere una risposta ai cartelli "Palermo ai palermitani", esposti nei giorni scorsi dai condomini di via Bonanno, nella zona "bene" di Palermo.

(20 maggio 2010)

 
Di Fabrizio (del 23/05/2010 @ 09:03:32, in casa, visitato 1509 volte)
Varese News - Martedì 18 Maggio 2010 14:51 Valeria Deste

Il comune: il tempo è scaduto GALLARATE - Il campo sinti in via Lazzaretto sta per essere smantellato. Pare proprio che per fine giugno gli occupanti saranno sfrattati dal suolo comunale. La zona, visibile dall'alto percorrendo il tratto autostradale Gallarate-Varese, conta 16 nuclei familiari, circa 50 tra bambini e ragazzini, dai 3 mesi ai 16 anni, e 5 o 6 anziani.

Ogni famiglia è più o meno composta da circa 6 persone; in totale si contano 15 case mobili e 1 roulotte. Per circa 20 anni i sinti italiani di Gallarate erano dislocati a Madonna di Campagna, poi sono stati trasferiti in via De Magri, e da 3 anni si trovano al numero 50 di via Lazaretto.

 UN CAMPO AD HOC

L'area a loro adibita, oggi appariva ordinata e pulita. Diversi bambini giocavano con la sabbia o si dondolavano sopra altalene in plastica. Le donne stavano cucinando e gli uomini chiacchieravano sul percorso asfaltato che mette in comunicazione le varie abitazioni. Alcuni di loro si sono costruiti verande, altri piccoli cortiletti in erba. I presenti sono educati e cordiali e dicono no allo sfratto.

LE MOTIVAZIONI

"Siamo sinti italiani, a Gallarate da sempre". Questo è ciò che ribadiscono, presentando la signora più anziana del campo che ha 72 anni e un volto particolarmente segnato dal proprio vissuto. "C'è gente che ha realmente bisogno di una casa – rispondono all'alternativa, proposta dall'amministrazione comunale, relativa all'assegnazione di case popolari -. Noi le nostre case mobili le abbiamo, sono dei mini appartamenti. Paghiamo l'affitto di un euro al mese per metro quadro e vogliamo poter conservare le nostre tradizioni e la nostra cultura". Pare che la proposta di una soluzione abitativa fissa e in cemento non sia condivisa dalla comunità. "Siamo stati a casa di amici, non cambieremmo mai la nostra dimora". E di fronte all`ipotesi di spostarsi in un altro comune, loro rispondono: "Non e` questa la soluzione. I sinti sono in tutta Italia, solo qui a Gallarate ci sono problemi. Mandarci in un`altro comune significa scaricare la problematica a carico di un`altro sindaco". I disagi che sottolineano, relativi al trasloco sono soprattutto legati ai più piccoli: "Spostandoci di nuovo, i bambini non potrebbero più frequentare le loro scuole. Se al comune serve l'area che ce ne dia, però, un'altra sempre pagando l'affitto". L'appello che fanno è rivolto al sindaco:"Che si metta una mano sul cuore. I sinti ci sono in tutta Italia, solo a Gallarate ci contestano. Paghiamo anche l'acqua e il gas, non diamo fastidio a nessuno. Lavoriamo in nero, raccogliendo il ferro, e ci automanteniamo".

UNA CAUSA APERTA

La comunità racconta di avere un avvocato di fiducia che ha aperto una causa contro la decisione di sfratto dell'amministrazione Mucci. "Lo sfratto di un campo nomadi non si è mai visto. Non sappiamo come andrà a finire. Non sappiamo ancora nulla da parte del nostro avvocato, al momento tutto è in mano al giudice. Abbiamo l'appoggio anche di qualche associazione locale: speriamo in bene".

 
Di Fabrizio (del 22/05/2010 @ 09:01:21, in casa, visitato 1538 volte)

Negli ultimi anni, le autorità italiane hanno adottato una serie di misure discriminatorie, che hanno contribuito alla stigmatizzazione dei rom residenti nel paese. Gli sgomberi forzati sono diventati più frequenti dopo la conclusione di accordi in materia di sicurezza tra il governo centrale e le municipalità, a seguito dei quali alcuni poteri sono stati trasferiti dal ministero dell'Interno alle autorità locali.
Nell'ambito della sua campagna "Io pretendo dignità", Amnesty International www.amnesty.it chiede ai governi di prendere tutte le misure necessarie, compresa l'adozione di leggi e procedure in linea col diritto internazionale dei diritti umani, per proibire e prevenire gli sgomberi forzati.

Per chiarire l'argomento sabato 29 maggio alle ore 21.00 all'Auditorium 'Aldo Moro' (Viale Santuario 13) di Saronno si terrà un incontro di approfondimento sul 'Piano Nomadi' varato dal Governo nella capitale. Verranno analizzati anche gli sgomberi in corso nella città di Milano e sarà presentata la situazione dei rom e sinti nel resto d'Europa. Verrà trattata la questione importante della comunicazione nei mezzi di informazione e si discuterà di quali risposte potrebbero essere fornite dalle politiche pubbliche in merito all'accesso al lavoro e alle questioni abitative.

Introduce e modera l’incontro:

  • Davide Franchi, responsabile gruppo 135 Saronno Amnesty International.

Intervengono:

  • Alessandra Meloni – Coordinatrice per il diritto all’abitare Amnesty International Sezione Italiana;
  • Dijana Pavlovic – Federazione Rom e Sinti insieme;
  • Fabrizio Casavola – Redazione Mahalla;
  • Saranno presenti testimoni rom che hanno subito l’esperienza degli sgomberi forzati.

Nel corso della serata verranno proiettati dei filmati.

Ingresso libero

Per informazioni:
gr135@amnesty.it
Cell: 3479282282

L'appuntamento su Facebook

 
Di Fabrizio (del 20/05/2010 @ 09:17:08, in casa, visitato 1450 volte)

Il Tavolo Rom di Milano vi invita al convegno sul tema
ROM E SINTI: POLITICHE POSSIBILI NELL’AREA METROPOLITANA DI MILANO. MODELLI E PROPOSTE

Il convegno si terrà
Giovedì 27 maggio 2010
presso il Salone Luigi Clerici - ACLI provinciali di Milano, Monza e Brianza - Via della Signora 3, Milano

I lavori verranno aperti alle ore 9 con una
Introduzione a cura del Tavolo Rom.

Proseguiranno con l’illustrazione e la messa a confronto di
Esperienze di inserimento abitativo e lavorativo realizzate in Comuni del Nord Italia

Seguirà il
Dibattito con interventi di esponenti delle amministrazioni comunali di Milano e provincia

I lavori del convegno si chiuderanno alle ore 13.

Il Tavolo rom:
ACLI provinciali di Milano Monza e Brianza, ARCI Milano, Associazione Nocetum onlus, Aven Amentza, Caritas ambrosiana, Casa della Carità, CGIL Milano, Comunità di Sant’Egidio, Federazione Rom e Sinti insieme, Gruppo Abele di Milano, Padri Somaschi di Milano, Upre Roma

Nei prossimi giorni vi sarà inviato un invito con il programma dettagliato e gli interventi previsti e il documento elaborato dal Tavolo rom [scaricabile QUI, file .pdf , 654 KB] in preparazione del convegno.

Vi ringraziamo per l’attenzione.

 
Di Fabrizio (del 14/05/2010 @ 09:30:59, in casa, visitato 2115 volte)

Segnalazione di Paolo Teruzzi

Sos fornace

La vicenda del campo regolare di via Sesia sta arrivando a una conclusione che con ogni probabilità si consumerà con una serie di sgomberi prima della fine dell’estate. Attualmente nell’area sono rimasti sette nuclei familiari e nei giorni scorsi i conflitti interni alla maggioranza tra la Lega Nord e il sindaco hanno fatto emergere con chiarezza il destino di queste persone.

Il 15 aprile scorso il Comune ha inviato una lettera a due famiglie con la quale le accusa di aver consumato indebitamente la corrente allacciandosi abusivamente alla centralina comunale – quella che serve a fornire energia elettrica all’impianto di illuminazione dell’area – chiede il rimborso di somme spropositate per il consumo effettuato e dichiara la violazione del regolamento del campo [che prevede come sanzione l'allontanamento]. Le famiglie in questione sono quella di Jovica Jovic, il famoso musicista che ha ricevuto un permesso di soggiorno straordinario da Maroni il marzo scorso e quella di suo figlio Petar.
Quanto contestato è totalmente pretestuoso perché fin dal loro ingresso al campo le persone in questione hanno fatto domanda per avere un contatore autonomo [senza ricevere alcun riscontro]. Il fatto che utilizzassero la corrente pagata dal Comune è dovuto a un errore dell’amministrazione, infatti, l’estensione del campo era stata ridimensionata rispetto al progetto originario perché i cantieri della TAV – che passa li vicino – avevano occupato abusivamente una parte del terreno destinato alla costruzione del campo. Questo ha comportato una riduzione del numero di moduli abitativi con la conseguenza che a Jovica e Petar sono stati assegnati due prefabbricati che all’inizio avrebbero dovuto ospitare le associazioni che avevano firmato la convenzione per la gestione del campo [Caritas e Opera Nomadi] e che avrebbero utilizzato, quindi, delle utenze intestate al comune. Ovviamente, l’amministrazione si è accorta dell’errore solo adesso che ha intenzione di sgomberare queste famiglie.

Recentemente Zucchetti ha ribadito che "la presenza dei rom a Rho è una presenza ostile", ma che ci sono "nuclei che vogliono uscire da certe modalità" e per questo ha firmato un accordo con la prefettura per dare la casa a 4 famiglie residenti in via Sesia. Noi pensiamo che anche l’attuale Sindaco sia una presenza ostile per Rho visto che pensa più agli interessi suoi e dei suoi amici – come ampiamente dimostrato dalle vicende del Rebora, del Piano Alfa e del PGT – invece che a quelli della città, ma ciò non toglie che debba garantire un’abitazione a tutte le famiglie di via Sesia e, soprattutto, alla famiglia di Johnny Milenkovic – un cittadino italiano di etnia rom sgomberato ingiustamente dalle case di via Magenta l’inverno scorso – evitando, però, di elargire l’ennesima prebenda ai suoi amici della Compagni delle Opere, ma garantendo la trasparenza e l’imparzialità nell’erogazione del contributo attraverso una regolare gara d’appalto.

 

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