Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

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L'essere straniero per me non è altro che una via diretta al concetto di identità. In altre parole, l'identità non è qualcosa che già possiedi, devi invece passare attraverso le cose per ottenerla. Le cose devono farsi dubbie prima di potersi consolidare in maniera diversa.

Wim Wenders
-

\\ Mahalla : VAI : Regole (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 06/01/2006 @ 11:13:14, in Regole, visitato 1532 volte)
But baxt thai sastipén Romale!

Mi dispiace che non c'é ancora la versione in italiano, ma per coloro che possono leggere in inglese o spagnolo, c'é un quadro sinottico nel quale si presentano le leggi culturali e sociali del popolo Rom, per conoscerle e confrontarle:


Saluti,
Sándor
Gruppo: Roma_Italia
 
Di Fabrizio (del 09/01/2006 @ 09:08:14, in Regole, visitato 1940 volte)

Conclusione di una vicenda giudiziaria che si trascinava da quasi 8 anni:

Globe & Mail, Nov 8, 2004 - Un sabato pomeriggio del 1997, 25 skinheads bloccarono il traffico in un'affollata strada di Scarborough (Ontario), per protesta contro l'immigrazione dall'Est Europa. Inalberavano cartelli come: "Il Canada non è una pattumiera" o "Su..

continua su Pirori

Le proteste portarono ad una revisione del processo:

La Corte Suprema del Canada ha richiesto un nuovo processo contro gli skineheads che avevano manifestato contro un gruppo di immigrati. Un sabato pomeriggio del 1997, 25 skinheads bloccarono il traffico in un'affollata strada di Scarborough (Ontario), per protesta contro l'immigrazio...

continua su Pirori

Leggo ora Roma_in_Americas:

Jan 06, 2006 - CJCONT, La comunità Rom soddisfatta per la risoluzione del caso


FOR IMMEDIATE RELEASE

TORONTO – Il Congresso Ebraico Canadese dell'Ontario (CJCONT) e il Roma Community Centre sono soddisfatti per la soluzione di ieri che ha riconosciuto colpevoli due dei sei accusati.

Nel 1997, i membri di un gruppo neonazista di suprematisti bianchi, tennero una manifestazione davanti al Motel Lido di Toronto, dove le autorità avevano alloggiato alcuni Rom rifugiati, di recente arrivo dalla Repubblica Ceca. I promotori della manifestazione vennero accusati di promuovere odio razziale verso i Rom. Sei accusati vennero processati nel marzo 2000 e prosciolti per un cavillo tecnico: la corte accettò la tesi della difesa che i manifestanti avevano lanciato slogan contro gli Zingari e non contro i Rom. Il caso finì alla Corte Suprema, che si aggiornò a febbraio 2005 con un nuovo processo.

Settimana scorsa, il Tribunale dell'Ontario ha riconosciuto colpevoli due dei sei accusati, quelli che sono stati maggiormente coinvolti negli incidenti. Uno ha ottenuto la condizionale, e un altro la sospensione della pena. A tutti, come parte della sentenza, è stato richiesto di scrivere una lettera di scuse alla comunità rom. Gli altri imputati sono andati assolti.

La giudice ha voluto anche chiarire che, seppure questo non ha influito sulla sentenza, nessuno dei condannati è stato più coinvolto in disordini o attività del movimento dei suprematisti bianchi.

“Siamo soddisfatti del risultato” ha detto Joel Richler, presidente del CJCONT, “La conclusione di questo caso chiarisce senza dubbi a tutti i Canadesi che questo tipo di azioni non possono essere tollerate in una società civile”. “Dopo otto anni, giustizia è fatta” aggiunge Bernie M. Farber del CJC. “Non abbiamo mai smesso di credere di aver fatto la cosa giusta”.

“E' come svegliarsi da un brutto sogno” dice Paul St. Clair, direttore esecutivo del Roma Community Centre. “ Questa decisione soddisfa la comunità Rom, grazie agli sforzi costanti del CJC e della polizia di Toronto”.

“L'incitamento all'odio è un crimine altamente dannoso per una comunità recente come la nostra, specialmente per chi fugge dalle persecuzioni” ha aggiunto Constantin Anghel, presidente del Roma Community Centre. I Canadesi hanno mostrato di non tollerare azioni crudeli ed odiose dai gruppi estremisti. L'incitamento all'odio razziale dev'essere affrontato seriamente dai media e dagli educatori, perché non si sviluppi in futuro”

CJC e la comunità Rom hanno poi lodato i consulenti legali coinvolti nel caso come pure la polizia. “Hanno rifiutato di far cadere questo caso, vedendolo per quel che era – un attacco ai valori canadesi” ha detto poi Richler.

Representing the Jewish communities of Ontario

For more information contact:

Wendy Lampert - National Director of Communications - Canadian Jewish Congress

416-631-5844

wlampert@on.cjc.ca

www.cjc.ca

 
Di Fabrizio (del 17/01/2006 @ 01:57:43, in Regole, visitato 1888 volte)
La Svezia garantisce asilo ai cittadini dalla Romania, paese candidato nella EU -
12.01.2006 - 18:23  La Svezia ha garantito asilo politico ad un insegnante di yoga proveniente dalla Romania, paese candidato nella EU, con il capo di stato rumeno che si è riferito al caso come esempio delle imperfezioni nel sistema legislativo del paese, ad un anno dall'accesso previsto nella EU.

Segnalazione completa (in inglese):
 
Di Fabrizio (del 19/01/2006 @ 00:30:52, in Regole, visitato 2846 volte)

Modelli per i Rom Ungheresi


The BBC's Nick Thorpe

By Nick Thorpe
BBC, Hungary

In Ungheria una rivoluzione pacifica nelle relazioni tra la popolazione maggioritaria e la comunità rom

George Makula ha un sogno.

Ha fermato un gruppo di giovani in strada, per controllare i loro documenti.

I ragazzi sono Zingari ungheresi dalla pelle scura.

“Te la prendi con noi,” protestano, “perché siamo Rom”.

“Anch'io lo sono,” risponde emergendo alla luce dall'ombra della sua divisa.

Prima di incontrare George Makula, penso di non aver mai visto un poliziotto Rom in Ungheria. Sono in 700.000 nel paese, il 7% della popolazione.

Roma families at an Easter celebration in Hungary

I Rom sono la più vasta minoranza ungherese



Cittadini europei

Quando l'Ungheria, assieme ad altri nove paesi – principalmente dell'Est Europa, si è congiunta all'Unione Europa, la popolazione dei Rom nell'Unione è cresciuta di oltre un milione e mezzo.

L'alba di una nuova epoca si presenta loro, mentre scendono metaforicamente dai loro vagoni, probabilmente la più luminosa da quando in India nell'undicesimo secolo iniziarono il loro lungo viaggio verso occidente, grazie all'ordine del giorno sui diritti umani dell'agenda dell'unione.

Ma nei loro vagoni nazionali, rimangono problemi significativi.

Vivono nei ghetti ai limiti delle città, o in villaggi dell'est dove sono la maggioranza degli abitanti [...].

Sono orgogliosi delle loro rimanenti tradizioni musicali e artigiane, e conservano gelosamente parte della loro lingua, ma vivono per la maggior parte nella più abbietta povertà.

Si dice che più della metà della popolazione carceraria in Ungheria sia Rom, ma non ci sono statistiche in proposito.

Dal 1993, con l'adozione del Protection Act, la lettera “c” che appariva sui documenti pubblici e stava per (cigany – zingari) è stata abolita.

Una delle mie prime interviste in Ungheria, verso la metà degli anni'80, fu con lo scrittore rom Menyhert Lakatos.

“Ci sono stati tempi in cui venivamo uccisi o cacciati a vista, ” mi raccontava.

E uno dei suoi libri comincia con una patetica fila di zingari lungo una strada, con le orecchie tagliate.

“C'è forse da stupirsi” continuava “se a volte consideriamo i polli o i portafogli degli Ungheresi come un gioco d'abilità?”

A Roma child in Slovakia

In Europa vivono dai 10 ai 12 milioni di Rom, la maggior parte nei Balcani



Baldacchino di stelle

Una volta portai un gruppo di giovani Rom in un bar coperto. Era sabato di prima sera, in un villaggio nell'Ungheria del nord-est.

Ci avevano appena portato degli analcolici, che si presentò il padrone a dirci che il bar stava chiudendo.

Lasciammo il locale senza dire una parola, e ci incamminammo per un rettilineo, sotto un tappeto di stelle.

I ragazzi improvvisarono allora un ritmo, battendo le mani sulle ginocchia e inventando canzoni, accompagnandosi con una fascia d'ottone, mentre le ragazze facevano rotolare una ruota sul selciato.

L'Associazione dei Poliziotti Rom d'Ungheria, fondata da George e qualche altro collega, ha un mese di vita.

“Il nostro primo scopo” spiega George Makula, “è mostrare ai nostri colleghi che non tutti i Rom sono ladri e mentitori.

“La polizia non vede mai i buoni esempi di Rom” dice, “Studenti, lavoratori, pompieri, inservienti civili...”

Intanto la conversazione si allarga, quasi come un incendio, e le priorità si aggiungono e prendono spessore. Come persuadere quei pochi Rom in polizia a svelare la loro identità e uscire dall'anonimato.

Come reclutare i più giovani, e come combattere i reciproci pregiudizi tra Rom e polizia.

George Makula, Roma Police Officers' Association

La polizia non vede mai i buoni esempi di Rom... Studenti, lavoratori, pompieri, inservienti civili...

George Makula, Associazione dei Poliziotti Rom d'Ungheria

Diversità culturale

Incontrai George alcuni anni fa

Mi disse che aveva saputo che in Gran Bretagna c'erano poliziotti neri. Gli diedi il nome e il numero di un referente all'ambasciata britannica.



Da allora è stato parecchie volte in Gran Bretagna, prendendo anche parte a discussioni tra i Rom e i Viaggianti ed invitando poliziotti britannici che insegnano ai loro colleghi la diversità etnica e culturale.

L'estate scorsa è stato a Washington DC.

L'associazione dei Poliziotti Neri degli Stati Uniti fu fondata negli anni '70. Ora il 56% dei poliziotti di Washington sono neri.

Dopo decenni di tentativi di assimilazione, alcuni Rom in Ungheria sono giunti ad una conclusione radicale

Mostra le statistiche sul tavolo di un caffè a Budapest, con gioia, come se fossero un regalo di Natale.

Le reazioni dei suoi colleghi sono state varie. Perché non creare anche un'associazione dei poliziotti ebrei, ha chiesto qualcuno. O una di quelli con gli occhi azzurri?

Altre sono state più positive. Una delle più strenue sostenitrici della neonata associazione è una funzionaria del Ministero degli Interni, Klara Csanyi, che ha fondato l'Associazione Poliziotte Ungheresi.

Adesso a Budapest c'è una famosa stazione radio rom. E un rinomato liceo rom a Pecs, nel sud del paese.

Ci sono due Romnià elette al Parlamento Europeo, e consigli municipali rom in quasi tutto il paese.

Adesso anche l'Associazione dei Poliziotti – aperta anche ai vigili e del fuoco e ai doganieri di origine Rom.

Dopo decenni di tentativi di assimilazione, alcuni Rom in Ungheria sono giunti ad una conclusione radicale. Ci dev'essere qualcosa di utile nel dichiarare la propria identità, invece di negarla.

Se la stato non è ancora in grado di contare quanti sono i propri Rom, stanno iniziando a contarsi da loro stessi.

 
Di Fabrizio (del 26/01/2006 @ 09:56:52, in Regole, visitato 1528 volte)
da RomanoLIl

Giovedì 26 Gennaio, ore 12,30, si terrà presso l’ex-Sala Gialla del Senato una conferenza stampa, presieduta dal Senatore Livio Togni, relativa alla proposta di integrazione dell’art.2 della legge 211/2000 inerente il “Giorno della Memoria” per riconoscere lo sterminio nazi-fascista perpetuato ai danni delle minoranze riguardanti i Rom e i Sinti, gli Omosessuali, i Disabili ed i Testimoni di Geova. Organizza: Opera Nomadi sezione del Lazio.

DISEGNO DI LEGGE

Di iniziativa dei senatori: Togni
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Modifica alla legge 20 luglio 2000, n. 211, che istituisce il “Giorno della Memoria”
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Onorevoli colleghi! La Giornata della Memoria, istituita con legge n.211/2000 si propone di ricordare gli orrendi crimini attuati dai nazisti, complice il governo fascista italiano. La deportazione di milioni di persone verso i campi di sterminio, la loro atroce soffe-renza e l’orrenda morte a cui sono stati sottoposti non possono essere dimenticati. La Giornata della Memoria prevede infatti iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici.
Con questo disegno di legge intendiamo ricordare anche altre persone che hanno subito le stesse deportazioni e lo sterminio, le vittime di discriminazioni etniche, sessuali, sociali e religiose: parliamo dei Rom e Sinti, degli Omosessuali, dei Disabili, dei Testimoni di Geova.
Per non dimenticare anche queste vittime del nazi-fascismo, riteniamo sia doveroso integrare la legge che istituisce la Giornata della Memoria nominando le altre forme di discriminazione che non sono state esplicitamente inserite nel testo della legge.
Nominarli nel disegno di legge vuol dire riconoscerli, farli vivere nella memoria e contribuire, anche in questo modo, al supera-mento delle forme di razzismo che ancora oggi vedono questi gruppi sociali vittime di discriminazioni di matrice razzista.

Art.1

1. all’articolo 2, comma 1, della legge 20 luglio 2000, n. 211, dopo le parole “al popolo ebraico” sono aggiunte le seguenti: “al popolo dei Rom/Sinti, agli omosessuali, ai disabili, ai Testimoni di Geova”.

2393820
 
Di Fabrizio (del 01/02/2006 @ 15:45:22, in Regole, visitato 1722 volte)

Non ci saranno ulteriori indagini su un detective di Fuerth

Le sue dichiarazioni su Sinti e Rom non costituiscono incitamento all'odio o offesa razziale

Fuerth (lby) – Il pubblico ministero di Neuruppin nel Brandenburgo, ha interrotto le indagini contro un detective della polizia di Fuerth. In un articolo sulla rivista della polizia, aveva definito Rom e Sinti “parassiti sociali”. Per questo, il Consiglio Centrale dei Sinti e dei Rom l'aveva accusato di discriminazione e querelato per discriminazione razziale.

Il Ministro degli Interni Bavarese l'aveva temporaneamente rimosso dall'incarico, come misura disciplinare.

Dato che la rivista della polizia ha sede nel Brandenburgo, del caso se n'era occupato il tribunale di Neuruppin. Il pubblico ministero, Gerd Schnittcher, ha però giudicato le accuse del detective come offensive ed umilianti, ma che questo non fosse sufficiente a motivare la querela per incitamento all'odio e offese razziste.

Source: Merkur Online 28.01.06

 
Di Fabrizio (del 02/02/2006 @ 19:58:30, in Regole, visitato 2658 volte)
In risposta a: Rifondazione Comunista non intende ricandidare Livio Togni al Senato, ricevo quanto segue.

Come è noto, Rifondazione Comunista ha approvato nel corso dell'ultima riunione del Comitato Politico Nazionale le teste di lista per le prossime elezioni politiche nelle varie circoscrizioni della Camera e del Senato.
Sostanzialmente, quelle indicazioni coincidono con la previsione degli eletti per la prossima legislatura.
Come è stato evidenziato, non solo nel Comitato Politico Nazionale ma nel corso di varie iniziative pubbliche e nei documenti approvati, la novità più importante che caratterizza le liste è il fatto che una quota del 20% dei possibili eletti è riservata a personalità della sinistra che non sono iscritte ma
rappresentano realtà politiche, sindacali, del movimento per la pace, dell'associazionismo, del conflitto sociale, delle realtà della disobbedienza, del mondo ambientalista, ecc., le quali, assieme a Rifondazione Comunista, hanno deciso di aprire la fase costituente della Sezione Italiana del Partito della Sinistra Europea. Questo percorso porterà, dopo le scadenze elettorali della prossima primavera, alla costruzione di una nuova soggettività politica plurale che sarà l'espressione della sinistra di alternativa nel nostro Paese.
Con questa decisione si sono innovate completamente le modalità con le quali sono state individuate le candidature dei non iscritti. Non si tratta più di indipendenti ospitati dentro le liste elettorali, bensì delle espressioni autonome delle soggettività che hanno condiviso il progetto della Sinistra Europea e che, con Rifondazione, hanno assunto l'impegnativa decisione di dare avvio a questo processo.
Le proposte, quindi, sono scaturite da un lungo confronto, che ha attraversato impegnativi momenti, e da una consultazione vasta che ha coinvolti un insieme largo di soggettività politiche, sociali, sindacali, di movimento.
Le candidature che ne sono risultate, per autorevolezza, capacità di parlare ai tanti mondi della sinistra e dei movimenti, crediamo che rappresentino al meglio il percorso che abbiamo scelto.
Il nome del senatore Togni, che tra l'altro non ha aderito (cosa del tutto legittima) alla sinistra europea, non è tra quelli scaturiti in questa consultazione. Egli, come è noto, è stato eletto nel 2001 come indipendente nelle liste del PRC.
Ma, come è stato precedentemente spiegato, questa fase è completamente superata e quindi, non esisteranno più candidati indipendenti del PRC ma personalità espressione della sinistra plurale emersi in una consultazione larga e il cui esito è stato sancito dagli organismi dirigenti del Partito deputati ad approvare le liste.
Con il senatore Togni abbiamo avuto in questi anni un rapporto di leale collaborazione, sempre rispettoso della sua autonomia personale.
Del contributo dato lo ringraziamo e, almeno da parte nostra, riteniamo che tale rapporto possa continuare in forme differenti.

Francesco Ferrara (resp. Gruppi dirigenti)

Quello che segue, è un abbozzo di risposta. Sicuramente parziale ed incompleta. Mi piacerebbe che la discussione coinvolgesse i frequentatori della Mahalla e quanti hanno firmato la lettera a Rifondazione. Quindi in calce raccoglierò vostri commenti ed "emendamenti" per aggiungerli o sostituirli a quanto vorrei rispondere. Diamoci un tempo ragionevole (va bene una settimana?) e aiutatemi. Da parte mia vi terrò al corrente di ogni sviluppo. Grazie.

Spett. Francesco Ferrara (resp. Gruppi dirigenti)
La ringrazio per la sollecita e approfondita risposta. Di questi tempi per un cittadino che non è iscritto ad alcun partito, ma è sensibile alle tematiche politiche, sindacali, del movimento per la pace, dell'associazionismo, del conflitto sociale, delle realtà della disobbedienza, del mondo ambientalista, ecc. è sempre più difficile instaurare un dialogo con i partiti, e soprattutto affrontare il modo di come queste istanze possano concorrere alla rappresentanza ai diversi livelli, locali e nazionali.
Vista l'attività svolta dal senatore Livio Togni durante l'ultima legislatura, è interesse comune che la collaborazione col vostro partito possa continuare anche "in forme differenti".
Il punto nodale, che riguarda tanto il vostro partito che la futura coalizione governativa, è che le "forme differenti" non saranno sufficienti affrontare le tematiche poste dai Rom e dai Sinti non solo in Italia, ma in tutta Europa.
Sarete sicuramente a conoscenza che dal maggio 2004 questi sono diventati la più numerosa minoranza etnica del continente e dappertutto, seppur in forme diverse, affrontano una situazione simile di discriminazione e disagio sociale nel campo dei diritti, della casa, della sanità, dell'istruzione, della loro stessa sicurezza personale.
Se lo stessa Comunità Europa oggi sembra essere l'organismo che fa da sprone per una possibile emancipazione di Rom e Sinti dalla loro situazione attuale, ciò è dovuto all'attività di sprone di Lívia Jaroka e Viktória Mohacsi, rom ed elette al Parlamento Europeo.
Com'è possibile affrontare problemi ormaii storici, senza il contributo (anche ai massimi livelli elettivi) dei rappresentanti dei diretti interessati?
Nel contempo, proprio dalla Comunità Europea arriva un severo monito all'Italia, paese dove ancora non è possibile quantificare il numero di Rom e Sinti presente, e paese dove devono vivere tuttora in riserve chiamate campi sosta.
In Italia la presenza di Rom e Sinti data da oltre mezzo millennio, eppure per la maggior parte di loro, anche per i cittadini italiani a tutti gli effetti, la situazione rimane quella di un immutato dopoguerra. E' assurdo e paternalistico pensare che le prossime coalizioni possano affrontare e vincere le sfide della globalizzazione, dell'arrivo continuo di nuovi soggetti, dell'economia e di un nuvo welfare, quando i suoi stessi cittadini vivono tuttoa ai margini della società. E questa sfida, ripeto, potrà essere risolta quando i diretti interessati avranno la possibilità di argomentare ed essere rappresentati a pari livello.
La candidatura del senatore Livio Togni non dev'essere quindi un fiore all'occhiello, che prontamente appassirebbe, ma il volano perché la sua esperienza possa essere condivisa e replicata.
Ringraziando per l'attenzione.
 
Di Fabrizio (del 06/02/2006 @ 08:54:14, in Regole, visitato 2006 volte)

Ustiben report

E' sorta una nuova disputa tra i residenti che hanno occupato l'area di Dale Farm da cui dovrebbero essere sgomberati (il più grande villaggio autogestito di Nomadi e Viaggianti) e il consiglio comunale di Basildon.

Quest'ultimo ha reso pubblici dati medici e sociali confidenziali delle diverse centinaia di Viaggianti che vorrebbe espellere. L'incidente è successo lo scorso 24 gennaio, quando il consiglio comunale ha confermato l'intenzione di sgomberare 120 famiglie, e i loro dati personali pubblicati su un sito web.

[...] Alle proteste ha risposto Sylvia Buckley, portavoce del comitato comunale e moglie del leader tory Malcom Buckley, che ha negato possa esserci stata una forzatura del Data Protection Act. La sua tesi è stata confermata dalle autorità.

Oltre 60 residenti di Dale Farm hanno aperto una nuova causa su questo episodio. Le loro proteste ufficiali sono state inoltrate al leader laburista Alan Davies, perché ne segua l'epilogo.

I dati resi pubblici, ripresi dalla stampa locale, hanno rinvigorito la campagna di opposizione e di ostilità dei media, alimentata dal deputato tory John Baron. Copia delle proteste sono state inviate anche alla Commissione per l'Informazione [...] e al presidente della Commissione per l'Uguaglianza Razziale (CRE), Trevor Phillips, perché prendano provvedimenti. La CRE interverrà anche nel processo collettivo intentato da alcuni residenti contro il comune di Basildon, accusato di seguire una politica di pulizia etnica.

Nel contempo, il leader del gruppo laburista di Basildon, Nigel Smith, ha affermato che l'intenzione di sgomberare circa 1.000 Nomadi e Viaggianti dal territorio comunale può essere “alterata di razzismo”. Aggiunge che la questione di Dale Farm non può essere risolta con un'azione diretta.

Il suo collega di partito, Swatantra Nandanwar, è stata l'unica esponente del comitato civico ad aver votato contro lo sgombero. Prima di quella riunione, Nandanwar aveva subito pressione perché non intervenisse nel dibattito. Gli è stato pure contestato un presunto conflitto d'interesse, essendosi recato in precedenza a visitare Dale Farm e parlare con i residenti.

By Grattan Puxon – 3 febbraio 2006

Aggiornamento del 4 febbraio: Gli appartenenti alla Cherokee Nation, i cui guerrieri una volta combatterono gli Stati Uniti per il diritto alla loro terra, si sono uniti alla protesta contro la decisione del comune di Basildon di abbattere Dale Farm.

I pregiudizi affrontati da Nomadi e Viaggianti a Crays Hill sono simili a quelli sofferti dai popoli Nativi Americani, dicono.

Chi vi assegna il diritto di togliere la loro casa alle persone?” chiede la Cherokee Cara Newbury, Colorado, al leader conservatore Malcom Buckley, in una mail inviata domenica.

Infine dice che lei e altri 300.000 componenti della Cherokee Nation, che hanno ricevuto 1,5 milioni di $ come compenso per le terre perdute, sono pronti a mobilitarsi contro le ingiustizie e il furto dei diritti umani fondamentali, minacciati a Crays Hill.

Conclude Cara Newbury che gli Cherokee hanno incontrato molte tragedie nel passato, ma che la potenziale violenza dello sgombero di Dale Farm li ha sconvolti.

Nota: la foto non ritrae uno Cherokee, ma Armando, Lacota del Nord America che ha sposato una Romni e scrive su allgypsies. La notizia è dedicata a lui. (ovviamente, si veste così solo in caso di ricorrenze tradizionali)


 
Di Fabrizio (del 10/02/2006 @ 11:38:43, in Regole, visitato 1999 volte)

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Donna Gitana parteciperà alle elezioni al Congresso

Redacción Actualidad Étnica

Bogotá. Febrero 3 de 2006.

Por Claudia Grajales

Il potere, la forza e la magia della parola accompagneranno Dalila Gómez Baos nel suo itinerario verso il Senato. Ereditaria della conoscenza del suo clan, i mijháis-bolochock, e con la disinvoltura propria delle donne del secolo XXI, Dalila è protagonista di uno dei fatti più importanti nella recente storia della partecipazione delle minoranze all'esercizio democratico. Per la prima volta in Colombia e nel continente, una rappresentante del Popolo Rom (Kalé) si candida ad elezioni popolari. “Una ribelle tra i ribelli”, come la definiscono i suoi compagni di cordata, si presenta nel Polo Democrático Alternativo. Nell'intervista esclusiva ad Actualidad Étnica, Dalila ci parla delle sue proposte ed idee:

Come nasce l'idea di partecipare alle elezioni per il Senato?

Questo è il risultato di otto anni di continuo lavoro per le rivendicazioni del mio popolo, dopo aver indagato sulle nostre necessità ed interessi, ora siamo politicamente maturi per prendere la decisione di concorrere al senato. E' il frutto di un processo, un cammino tracciato passo per passo.

Qual'è stata la partecipazione del popolo gitano alla politica?

Il popolo gitano, contrariamente a quel che si può pensare, è politicizzato, ad esempio, per secoli abbiamo svolto una resistenza etnica. Oggi, con le dinamiche della globalizzazione dell'economia e della società, ci spingiamo a una partecipazione più diretta e attiva nel processo politico. Siamo parte di un movimento sociale emergente. Con la nostra esperienza e attraverso la prospettiva gitana, vogliamo arrivare a un ollettivo per rendere possibile un nuovo paese.

E' esattamente un lungo cammino per la Colombia che ha permesso a Dalila, giovane gitana, ingegnere industriale, specialista in gestione e pianificazione urbana e regionale, di conoscere più da vicino la realtà del paese. Sin da giovane, si è sempre integrata nelle comunità che visitava, senza perdere i propri costunmi, costruendosi una visione più larga e ricca integrando la propria cultura con gli apporti di altri gruppi sociali. Il suo sguardo sul paese le ha permesso di sviluppare un importante lavoro a favore delle etnie nel Departamento Nacional de Planeación, DNP.

Madre di Nikola, un bambino di otto anni, Dalida si è sempre caratterizzata per rompere i paradigmi, inclusi quelli sella sua stessa comunità, e questo ha generato più soddisfazioni che difficoltà.Un carattere fermo e la creatività propria dei gitani le sono serviti a superare gli ostacoli. Per questo, è convinta che l'importante sono le idee che generano benessere nella società, non importa se le idee arrivano da uomini o donne.

Per finire, cerchiamo di arrivare al congresso per dare visibilità al popolo gitano, imparare da questa esperienza accademica e pedagogica che per la prima volta ha luogo in Colombia e nelle Americhe. Partire dalla nostra esperienza per costruire una propoosta sociale che parta dai gitani verso gli altri gruppi etnici e gli esclusi del nostro paese.

Per esempio, se non difenderemo la Costiituzione, tra cinque o dieci anni saranno smontate una serie di garanzie volte al rispetto dei diritti fondamentali e quindi, gitani, indigeni, afrodiscendenti, colombiani, ne pagheranno tutti le conseguenze. Per questo, una delle nostre bandiere è la promozione della diversità nella prospettiva gitana. Noi abbiamo molto in comune con altri gruppi etnici, come il rispetto del valore della parola, il collettivo e il significato di territorio e di nazione, tutti assieme possiamo collaborare. In Colombia, dovrebbero imparare dagli indigeni, dagli afrodiscendenti, dai gitani.

Le nostre proposte sono la difesa e lo sviluppo della Costituzione Politica del 1991; la protezione e la promozione della diversità in tutte le sue espressioni: etnica, culturale, regionale, biologica, genetica, artistica; la costruzione della democrazia a partire dalle dinamiche dei movimenti sociali, il consolidamento di un'agenda che si opponga alla voracità dellemultinazionali e delle istituzioni finanziarie Così potremo raccogliere la voce dei senza voce, raccontare la storia di chi non ha storia, rivendicare per gli esclusi, dare spazio ai perseguitati e visibilità a chi è sempre stato invisibile.

Questo il lavoro che Dalila porta avanti da anni, a partire dall'esperienza organizzativa in seno al Proceso Organizativo del Pueblo Rom (Gitano) de Colombia (PROROM), non soltanto per rendere visibile il suo popolo, ma per sottolineare la necessità di generare prtiche comune per uno “Stato che riconosca e protegga la diversità etnica e culturale della Nazione colombiana”.

Come crede che da questi usi e costumi si possa creare questa società inclusiva?

Come gitani, abbiamo diverse forme per risolvere i conflitti, che potrebbero apportare al paese elementi utili nelle situazioni più difficili. Il valore della parola; il rispetto degli anziani; la visione collettiva e solidaristica nell'ambito della comunità; l'identità; il rispetto per la differenza; la creatività dell'adattarsi alla culture più diverse senza perdere la propria, sono tutti valori che ci hanno permesso di girare il mondo da oltre mille anni, quando partimmo dal nord dell'India e continuando tuttora. In Colombia ci sono circa 5.000 gitani, però il loro apporto all'arte, alla musica e alla letteratura è immenso.

Anche se siamo figli del vento, siamo anche figli della terra della Pacha Mama”. E' un pensiero che incide sul concetto di territorio, che non si riferisce ad uno spazio geografico, ma a qualcosa che portiamo con noi, nella lingua, negli usi e costumi, che è parte di noi stessi. Non fosse così, come saremmo sopravvissuti?

Questa forma di intendere e vivere il territorio può essere di soluzione alle problematiche sociali, ad esempio la proprietà e l'uso dei terreni. In questa prospettiva si rende necessaria la creazione di meccanismi per società nomadi e sedentarie, una legislazione flessibile che contenga questi concetti.

Dalila insiste sul suo impegno a lavorare in Senato per la rivendicazione dei diritti di tutti i gruppi etnici, delle minoranze e degli esclusi, non solo del suo popolo. Però tra i piùi nvisibili ci sono proprio i gitani.

Quali le urgenze del vostro popolo e cosa possono aspettarsi dal suo lavoro nel congresso?

La prima cosa su cui lavoreremo è la creazione di uno Statuto di Autonomia Culturale. Gli indigeni, gli afrodiscendenti, hanno una legislazione speciale contenuta nella stessa costituzione, e per noi non esiste nessuna legislazione speciale.

Uno dei temi che ci preoccupa di più è la scolarizzazione. Vogliamo la piena applicazione del decreto 804 della legge 115, che consenta ai nostri giovani un'educazione in armonia con la cultura della loro provenienza e che vi possano trovare riferimenti. L'indice di assenteismo scolastico è quasi del 90%, tra i gitani è minimo il numero dei professionisti, come possiamo constatare dagli studi condotti da PROROM. Inoltre, c'è la necessità che ai nostri giovani vengano forniti gli strumenti che permettano loro di farsi ascoltare, contrariamente il nostro popolo potrebbe estinguersi in una generazione.

Il disegno e la messa in cantiere di progetti produttivi concordi con i nostri usi e costumi, è un'altra delle priorità della nostra partecipazione al senato. Sono iniziative che debbono porsi in armonia con il neonomadismo dei gitani di oggi.

Il tintinnio dei gioielli accompagna le parole di Dalila che con entusiasmo elenca le proposte per la sua campagna: i colori accesi della sua gonna, hanno lo stesso colore dei suoi occhi.Particolari non secondari al momento di confrontarsi con scenari come quelli del congresso. I suoi slogan elettorali non potrebbero essere qualcosa di diverso da:”la magia del nostro popolo al servizio di un paese diverso; il nostro infiammato sentimento di libertà, un apporto alla democrazia, non ci basta leggere il futuro nella mano: vogliamo forgiarlo dalla nostra esperienza. E le sue mani, quasi parlano da sole, mentre riflette sulla sua condizione di donna e di gitana.

Per il nostro popolo le donne sono come fiori di un giardino: le generatrici di cultura. Nella nostra comunità esiste un profondo rispetto verso le donne. Senza dubbio ci sono da riconoscere le difficoltà date da una società patriarcale. Ma conto sull'appoggio della mia famiglia e del mio popolo in questo progetto, che è un'opportunità per le donne, per i gitani e la società. Già oggi possiamo contare sull'impegno di due donne che lottano per i diritti del nostro popolo e dei gruppi etnici: Sandra Cristo consigliera [del ministero] della Cultura e del Turismo e Nancy Nancy Gómez, [a quello] della Politica Sociale. Le donne sone quelle destinate ad essere protagoniste del cambiamento.

Esiste un fascino enigmatico attorno ai gitani, crede che questa “magia” che li circonda possa aiutare la sua campagna elettorale?

Per me, la magia è nel cuore di ognuno e ognuno le da un colore differente. La magia è amore, è nella ricerca dello spirituale e dell'equilibrio. La magia, il potere e la forza della parola mi hanno accompagnato sempre e continueranno ad essere tra i principali strumenti nel costruire nuovi progetti.

Un paese che deve la sua maggior ricchezza alla diversità etnica e culturale, deve garantire la partecipazione a tutti i gruppi sociali e mirare all'integrazione nella società in condizione di eguaglianza, ma nel rispetto delle rispettive differenze. Che una gitana eserciti il diritto di eleggere ed essere eletta, è un passo in più verso la costruzione di una società inclusiva dove ci sia spazio per ogni espressione, come pue per la magia di questo popolo che, grazie al ghiaccio, ai magneti, agli specchi e agli strumenti di navigazione, un giorno insegnò a José Arcadio Buendía che “Nel mondo stavano accadendo cose incredibili”


Ndr. per chi mastica lo spagnolo: il blog di Dalila Gomez

E per chi non lo mastica?

 
Di Fabrizio (del 14/02/2006 @ 00:41:16, in Regole, visitato 1624 volte)
Vi ricordate di Alessandra Genovesi-Bogicevic? Dovreste!
(scusate, di solito ho un approccio + soft) Comunque ha scritto:

Ciao, volevo segnalarti questa importante sentenza:

Con una sentenza del 6 febbraio 2006 il tribunale di Sabac (Serbia) ha condannato un dipendente del centro ricreativo "Krsmanovaca" di Sabac colpevole di aver impedito nel 2000 l'accesso al centro suddetto a tre giovani rom proprio a causa della loro appartenenza etnica. La sentenza è importante perchè si tratta della prima condanna comminata per atti di razzismo nel territorio di Serbia e Montenegro.

Saluti

Alessandra

 
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