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\\ Mahalla : VAI : Europa (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 01/06/2005 @ 20:36:55, in Europa, visitato 1568 volte)

E' uscito l'aggiornamento di maggio 2005 di PICUM.org con le notizie e l'evoluzione politica riguardanti i diritti sociali fondamentali degli immigranti non documentati in Europa. Disponibile nel formato Word nelle seguenti lingue: inglese, tedesco, olandese, spagnolo, francese, italiano e portoghese.

 

 
Di Fabrizio (del 01/06/2005 @ 19:22:35, in Europa, visitato 3810 volte)

Institut War Peace Reporter

http://www.iwpr.net

Nazionalismi e gioventù bulgara Le generazioni più giovani sembrano più suscettibili al nazionalismo di quelle cresciute sotto il socialismo, 

reports ALBENA SHKODROVA. I bulgari più giovani stanno cadendo preda di un nuovo tipo di nazionalismo, molto più viscerale e intollerante di quello a cui furono esposti quanti crebbero al tempo del comunismo. Influenzati dai media e dai testi scolastici che pretendono di essere liberali ma spesso lo sono soltanto a parole, nuovi sentimenti nazionalisti si fanno strada nella gioventù.

Il regime di Todor Zhikhov a suo tempo aveva coniugato il socialismo internazionalista con il sentimento nazionalista. Così aveva espulso 300.000 Turchi e Slavi musulmani (conosciuti come Pomaks) segregato i Rom e soffocato tutte le espressioni di diversità etnica. Ma sotto la superficie, altri processi formavano l'atteggiamento bulgaro (cfr. 14/09/04 NdR). Rifiutando il totalitarismo di regime, molti si opponevano alla propaganda nazionalista. Vivere sotto il comunismo [...] aveva attutito le tensioni finanziarie, sociali e anche tra le minoranze.

Soltanto con la caduta del regime negli anni '90, la gente comune ha cominciato a vedere le minoranze come un peso. Le divisioni tra i gruppi sono cresciute, mentre la gente non aveva più timore di esibire credo religiosi e origini etniche che il vecchio regime [credeva] fossero dimenticate. I mezzi di informazione hanno iniziato ad attaccare le minoranze, alla stesso modo per cui dietro la libertà di parola ritorna l'antisemitismo.

I valori liberali si stanno avvantaggiando molto lentamente della libertà e degli sviluppi sociali. Sono occorsi dieci anni perché i libri di testo fossero "ripuliti" dagli slogan del nazionalismo più radicale e prima che i media iniziassero a moderare i toni.

Nel contempo, è cresciuta una nuova generazione che [...] più dei predecessori mostra atteggiamenti negativi ed aggressivi verso le minoranze etniche. 

Una recente ricerca del ricercatore politico Petar-Emil Mitev rivela sentimenti negativi, in particolare contro i Rom:

  • circa l'86% li definisce come pigri e irresponsabili, mentre il 92% afferma che è una minoranza di tendenza criminale;
  • circa il 62% del campione intervistato, ritiene anche che i concittadini di origine turca siano fanatici religiosi.

Convinzioni simili sono palesi nei siti internet e nelle chat, dove i forum rigurgitano di odio verso le minoranze, in particolare i Rom. Dietro l'anonimato, molti giovani usano questi spazi per mostrare il loro disgusto, in stile tipicamente neonazista. Nel web si trovano slogan sugli zingari da trasformare in saponette o da rinchiudere in miniera. Un esempio viene da un forum internet sui Rom. Durante una recente discussione, s'è verificato un "bombardamento" di commenti negativi:

  • Faresti meglio a sparire e portare con te tutta la tua tribù...
  • Tornatevene nel vostro ghetto...
  • Lo sanno tutti che non avete stato o cultura, e che voi zingari siete sporchi, pigri, bugiardi...

Mentre in rete fioriscono appelli e commenti simili, i giovani nazionalisti tendono a nascondere le loro convinzioni, quando devono confrontarsi direttamente. "Molti giovani di mia conoscenza esprimono atteggiamenti negativi" ha detto Boryana Yordanova, studentessa all'università di Sofia, "ma la maggior parte di loro non lo ammetterebbe mai pubblicamente".

Zornitsa Lateva, anche lei studentessa, dice di mostrarsi tollerante nei confronti delle minoranze, ma insiste che gli zingari hanno una bassa qualità di vita, per loro colpa. "E' radicato nel loro differente sistema di vita" aggiunge "non vogliono studiare, si sposano a 13 o 14 anni e non lavorano".

Altri studenti sono d'accordo. "Non ci importerebbe di loro se accettassero la nostra cultura e non fossero ladri e bugiardi".

Maria Neykova, professoressa della facoltà di giornalismo, conferma che molti dei suoi studenti disprezzino i Rom, spesso anche i Turchi. Dice che è colpa del ritardo della società nel sviluppare valori liberali.

I mezzi di informazione e i libri scolastici sono lontani del descrivere correttamente le istanze delle minoranze. Quest'anno, i media hanno siglato un codice di comportamento, che impone di non divulgare particolari sull'appartenza razziale, etnica o sull'orientamento sessuale delle persone. In pratica,la polemica si va spostando dalle persone alle idee.

Molti canali via cavo trasmettono programmi nazionalisti. Tra questi è noto Ataka, su SKAT TV, dove Volen Siderov, una presenza fissa, denuncia quotidianamente i programmi in lingua turca ospitati dai canali nazionali.

Una ricerca effettuata da Marker Test sul periodo 2001-2002, mostra la regressione nei mezzi d'informazione dagli anni '90, quando gli argomenti razzisti non erano così comune. Inoltre, mostra che il 60% delle cronache sui Rom riguardano problemi sociali e crimini, sull'onda degli stereotipi negativi del pubblico.

Secondo Maria Neykova, nonostante il codice di comportamento, i media continuano a citare l'origine etnica,anche quando questa non ha rilevanza con la notizia. Anche i libri scolastici, aggiunge, sono pieni di riferimenti a miti storici per incontrare il favore del pubblico, già sotto Zhivkov l'attività principale degli intellettuali era riscrivere la storia patria, oltre che in funzione del comunismo, anche per negare l'arretratezza della società e propugnare la sua superiorità sugli altri popoli balcanici e sui rivali dell'occidente.

Per giustificare la mancata crescita tra il XV e IL XX secolo, sotto il dominio ottomano, oggi i libri sono carichi di propaganda anti-turca. [...] Mentre a scuola sono adottati testi del XIX secolo, che demonizzavano o ridicolizzavano i musulmani. Gli studenti imparano la cosiddetta storia, piena di ideologia apertamente nazionalista e dove il pathos patriottico mette in ombra le riflessioni obiettive sul ruolo e i benefici del periodo ottomano, come ha scritto recentemente lo studioso Evgeniy Daynov [...]

In realtà, si potrà discutere del "problema nazionalismo", quando i politici ne ammetteranno l'esistenza. Una soluzione sarebbe lavorare sull'idea di nazione, che si basi su radici civiche piuttosto che etniche. Ma al momento è ancora un'aspettativa irrealistica, finché i politici avranno il loro interesse a coltivare la crescita dei nazionalismi.


Albena Shkodrova  è direttrice di Balkans Investigative Reporting Network, un progetto locale IWPR. Questo articolo è apparso in originale su  Balkan Crisis Report, prodotto da Institute for War and Peace Reporting)



fonte: http://groups.yahoo.com/group/Bulgarian_Roma/

 
Di Fabrizio (del 31/05/2005 @ 17:43:33, in Europa, visitato 2613 volte)

Da: The Slovak Spectator - http://www.slovakspectator.sk/

AMNESTY International ha criticato il comportamento della polizia tenuto contro i Rom, durante i disordini dell'anno scorso nella Slovacchia Orientale.

Secondo l'organizzazione umanitaria, la polizia avrebbe nascosto la notizia degli arresti ai parenti dei fermati e degli incarcerati. Inoltre avrebbe malmenato i Rom in stato di fermo o arresto e si sarebbe introdotta senza mandato nelle loro case.

Afferma il portavoce Martin Korch, che la polizia slovacca avrebbe agito secondo la legge.

L'incaricata plenipotenziaria per la comunità Rom, Klára Orgovánová, ha chiesto a Vladimír Palko, Ministro degli Interni, di assurmersi la responsabilità dell'affermazione del portavoce. "Ha confermato che i poliziotti hanno agito secondo la legge" comunica Orgovánová.

Il rapporto [Amnesty International] menziona anche altri casi riguardanti i Rom, come il ritrovamento del cadavere di Radoslav Puký, trovato nel fiume Ondava. L'ultima volta che fu visto da vivo, stava scappando inseguito da alcuni poliziotti.

Amnesty International nel rapporto ricorda anche che i letti di contenzione ancorausati nelle clincihe psichiatriche.

Compiled by Martina Jurianová from press reports

The Slovak Spectator cannot vouch for the accuracy of the information presented in its Flash News postings.

[5/26/2005 9:37:12 AM]


fonte: http://groups.yahoo.com/group/Slovak_Roma_News/

 
Di Fabrizio (del 31/05/2005 @ 11:11:51, in Europa, visitato 2415 volte)

Da Luludja

Vorrei attirare la vostra attenzione su quanto sta succedendo attualmente a Perpignan, dopo che un giovane maghrébino è stato linciato da membri della nostra comunità.
Il comportamento di questi assassini ci indigna tutti, e ogni violenza contro la comunità maghrébina dev'essere condannata senza nessuna reticenza... inoltre ieri sono venuto a conoscenza della morte di un marocchino di 43 anni, cosa che ha generato una nuova serie di violenze a Perpignan.

Quanto durerà ancora tutto ciò? Se fosse vero che l'autore di questo crimine è un rom, dobbiamo aspettarci nuovi disordini. Questi assassini stanno mettendo tutta la nostra comunità in serio pericolo e sarebbe veramente stupido che degli innocenti ne paghino il prezzo!!!

Vogliolanciare un appello al dialogo, anche se ciò può causare iniziale nuova confusione, ma è necessario ristabilire la calma in città.

le mie più sincere condoglianze alle famiglie delle vittime.
Pace alle loro anime.


fonte: http://it.groups.yahoo.com/group/Roma_Francais

 
Di Fabrizio (del 28/05/2005 @ 01:30:47, in Europa, visitato 1803 volte)

La volta scorsa suggerivo un diario e due album fotografici.

Ma, metti caso che qualcuno di voi ci sia stato e ne senta nostalgia, ecco una webzine (in francese) dedicata totalmente alla festa. Nel caso ci sia stato, mi scriva le sue impressioni...

 
Di Fabrizio (del 21/05/2005 @ 15:33:49, in Europa, visitato 1508 volte)
da: Deutsche Welle

(nota dalla mailing-list: ciò che non è accennato nel rapporto è che il partito di Claudia Roth e del suo fondatore, il Ministro degli Esteri Joschka Fischer, fu tra i più solerti a lanciare la guerra contro la Jugoslavia, che causò grandi sofferenze ai 35.000 Rom kossovari e a centinaia di migliaia di altri residenti della provincia)

19 maggio 2005
- Sono circa 38.000 appartenenti alle minoranze etniche del Kossovo e 16.000 di etnia albanese, scappati in Germania. Ma la notizia che molti tra i richiedenti rifugio che verranno forzatamente rimpatriati sono Rom, sta provocando forti emozioni in Germania, dove molti Rom furono ammazzati dai nazisti. I Rom che saranno rimpatriati dovranno affrontare la discriminazione e povertà come molte delle minoranze etniche nella provincia kossovara...

I rimpatri sono iniziati con quanti lasciarono il loro paese dopo i bombardamenti del 1999. Le organizzazioni dei diritti umani e il partto dei Verdi stanno protestando, dicendo che è troppo presto.

Giovedì prossimo decollerà il primo aereo da Dusseldorf per Pristina. A bordo ci saranno i primi 200 rimpatriati [...]

I rifugiati, della minoranza Rom, saranno i primi di diverse ondate che la Germania rimpatrierà, dopo aver assicurato loro asilo per gli scorsi sei mesi. Nei prossimi mesi saranno in totale 51.500, di cui 34.500 Rom.

Le Nazioni Unite, che amministrano il Kossovo, hanno concordato di permettere alla Germania il rimpatrio di 10.500 rifugiati e ha promesso di garantire loro l'incolumità.

Tuttora ci sono tensioni
le rassicurazioni non hanno calmato chi vi si oppone, come la leader del partito Verde, Claudia Roth. In un'intervista al Berliner Zeitung, ha detto che il rimpatrio arriva troppo presto. "Ci sono ancora tensioni in Kossovo. In una situazione così fragile, il rimpatrio forzato non ha spiegazioni".

Il governo all'inizio prevedeva di iniziare i voli di rimpatrio già a marzo dell'anno scorso, ma le violenze che esplosero allora tra albanesi del Kossovo e le altre minoranze, si conclusero con una trentina di morti. L'agenzia per i rifugiati (UNHCR) ha ammonito che le minoranze etniche in Kossovo sono ancora in pericolo. Nella provincia ci sono 17.000 soldati per il mantenimento della pace, che rimane una prospettiva fragile, dopo che il Primo Ministro Ramush Haradinaj è stato obbligato a ritirarsi per presentarsi il 4 marzo 2005 al tribunale dell'Aia, incriminato per crimini di guerra.

I Rom di fronte alla discriminazione
[...] I commissri per i diritti umani hanno promesso che ogni caso sarà valutato singolarmente.
"Non c'è nessun dubbio che occorre trovare le soluzioni più sicure, perché non vogliamo nuove vittime," ha detto Tom Koenigs ai giornalisti.

Roth e gli altri pensano che questo non basti [...] e che occorra garantire il permesso di soggiorno e di lavoro per i rifugiati in Germania.
Hanno bisogno di un futuro qui, non in una tendopoli,"

Segnalazione precedente
 
Di Fabrizio (del 21/05/2005 @ 07:27:19, in Europa, visitato 1381 volte)
riassunto da una segnalazione di Eric Støttrup Thomsen su Nordic_Roma

Il Comitato Danese per il Pari Trattamento Etnico ha dato torto all'organizzazione "Romano" che si era detta discriminata dal governo danese.
L'organizzazione "Romano" aveva sollevato una quarantina di casi, esemplari di questa discriminazione, tra questi:
- nell'anniversario del 60° della caduta del nazismo, come in altre occasioni, non è mai stato citato il ruolo di questa organizzazione, nata nel 1942 come parte del gruppo liberale della Resistenza "Holger Danske" e i componenti non hanno mai ricevuto riconoscimenti pubblici.
- negazione di fondi e patrocini per presentare la storia e il ruolo dei Rom in Danimarca (Min. f.Edu. ref.no. 2004-3845-133). I pochi libri sulla storia dei Rom in Danimarca sono tutti fuori catalogo; questo proprio nella ricorrenza del cinquecentenario dell'arrivo dei Rom in Danimarca.

Il governo sembra considerare Rom e Sinti come un popolo necessitante di assistenza e protezione, ma senza una storia e una cultura propria, negandogli nel contempo il ruolo avuto in mezzo millennio di storia danese.

Questo disconoscimento, è il preludio naturale del razzismo. Ecco che alla radio nazionale, si usa il termine "fodbold sigøjnere" (Giocatori Zingari) per indicare calciatori perdenti di seconda classe.
Nel secondo canale televisivo il termine "sigøjner typer" si usa per classificare il crimine su base etnica.

"Romano"
Kongevejen 150
DK3000 Helsingør
Denmark
+45-49 22 28 11

Romano.dk
 
Di Fabrizio (del 19/05/2005 @ 00:45:12, in Europa, visitato 1501 volte)
di Kristina Magdolenova
Roma Press Agency


Roma Press Agency in Slovacchia e l'associazione civica Dzeno, con sede a Praga, hanno pubblicato congiuntamente una lettera aperta ai vertici della IOM (International Organization for Migration NDR.) con la richiesta di rendere pubblico l'ammontare della copertura finanziaria stabilita a compensazione degli eredi delle vittime Rom dell'Olocausto e per altri programmi umanitari.
Queste informazioni, almeno in Slovacchia, non sono mai state rese pubbliche e sono praticamente inaccessibili. In questa maniera l'impiego di questi fondi non è verificabili dai diretti interessati e dagli organi di informazioni ed è suscettibile di ogni discrezionalità e arbitrio.

L'articolo completo
 
Di Fabrizio (del 18/05/2005 @ 04:43:05, in Europa, visitato 1365 volte)
Da: Simó Endre
Domenica prossima si terrà una manifestazione di solidarietà e contro il razzismo a Budapest...

Alla manifestazione [...] hanno partecipato circa 500/600 persone, tra cui il Segretario per gli Affari Etnici e il capogruppo parlamentare del Partito Socialista Ungherese. Invece erano assenti tanto i rappresentanti del governo che quelli dell'opposizione, che sinora non hanno ancora espresso solidarietà alla famiglia del ragazzo ferito.

Il ragazzo è tuttora in gravi condizioni, ma è fuori pericolo. Accanto a lui era seduto un amico di 13 anni, che è riuscito a comprimere con le mani la ferita della spada, salvandolo dal dissanguamento. Nessun altro dei passeggeri ha reagito, neanche l'autista dell'autobus.

Alla manifestazione gli oratori hanno definito quest'atto come "fascista", che discende dal clima di odio che caratterizza il dibattito socio-politico in Ungheria, e dall'indifferenza delle autorità verso la violenza dei gruppi di destra estrema, che godono anche dell'omertà e della passività della popolazione, come dimostra l'atteggiamento dei passeggeri dell'autobus. Gli autori del ferimento sono ancora latitanti, nonostante le accurate testimonianze fornite alla polizia.

La manifestazione ha ricevuto notevole eco sulla stampa. Potete contattare il Coordinamento del Gruppo di Lavoro del Social Forum Ungherese al mio indirizzo email [in inglese NDR] per informazioni, aggiornamenti e prese di posizione, a livello locale o internazionale.

Gruppo Hungarian_Roma
 
Di Fabrizio (del 17/05/2005 @ 02:38:02, in Europa, visitato 3174 volte)
su Osservatorio sui Balcani
di
Risto Karajkov



"Nei prossimi 10 anni i rom riusciranno a migliorare le loro condizioni di vita? Il governo è ottimista e si dice certo che la Macedonia sarà modello per altri Paesi dell'Europa centro-orientale. Altri lo sono meno"


Il 73% dei ragazzini rom che si iscrivono alla scuola primaria non la portano a termine. Questo è quanto emerge dalle statistiche. Nel 1993 erano solo 3 i rom iscritti in Macedonia all'università. Ora, anche grazie all'istituzione di una quota a favore di questa comunità nelle università per favorire la loro educazione di alto livello e grazie all'istituzione di numerose università private, gli studenti universitari rom sono saliti a 150. Ciononostante molti di loro non si laureeranno mai.

Queste nude cifre non danno però una buona descrizione della realtà. Le statistiche sono spesso cieche, e quella in merito agli studenti universitari rom lo sono in particolar modo. Spesso infatti studenti si dichiarano appartenenti alla comunità rom per godere dei vantaggi garantiti a quest'ultima.

"Ci sentiamo discriminati dall'abuso che si fa del sistema delle quote e delle false dichiarazioni di studenti che si dichiarano rom pur non essendolo" afferma Redzep Ali Cupi, studente rom. Redzep suggerisce che al momento di iscrizione all'università l'appartenenza alla comunità rom dev'essere documentata in base ai dati in possesso delle scuole superiori piuttosto che basarsi su un'auto dichiarazione.

"Ho fatto 4 anni di scuola e poi non avevo la possibilità di procurarmi i libri di testo" racconta invece Rafiz, bambino che vive nelle strade nel centro di Skopje. Suo fratello Sali, che lavora con lui, la scuola non l'ha mai neppure iniziata. Il loro lavoro quotidiano è mendicare. In due guadagnano 5 euro al giorno.

"Il problema maggiore è che spesso i ragazzini rom vengono iscritti a scuola con molto ritardo ed alcuni genitori non li iscrivono affatto. A questo si aggiunge un tasso altissimo di abbandono", afferma Dragan Nedeljkovic, membro di un'istituzione statale che si occupa dell'istruzione delle minoranze.

"Può capitare che vi siano 3 o 4 bambini in ciascuna famiglia in età scolare. I libri ed il materiale scolastico sono molto costosi. E' impossibile per i genitori sostenere queste spese", ricorda Saip Iseni, preside di una scuola elementare situata a Suto Orizari, municipalità del distretto di Skopje, dove risiede la più ampia comunità rom della Macedonia.

Vi sono numerosi progetti e organizzazioni che lavorano sul tema dell'educazione dei bambini rom. Ciononostante rompere il circolo vizioso è arduo. Ciascuno studente universitario rom ha a disposizione 60 dollari al mese ed un tutor. Sono risorse messe a disposizione da USAID, struttura paragovernativa di aiuti allo sviluppo USA, per combattere l'abbandono universitario.

Vi sono 54.000 rom in Macedonia, anche se anche questo dato può essere discutibile anche perché la dichiarazione etnica che ne è alla base è quantomeno ambigua. Di questi 17.000 sono senza lavoro e 14.000 non riescono a soddisfare le proprie necessità primarie. Un altro dato statistico dice che l'85% dei rom usufruisce di sussidi sociali.

La famiglia di Raim Haim è costituita da dieci persone, che vivono in una stanza di dieci metri quadrati nel sobborgo rom più povero di Skopje, Topana. Raim li mantiene tutti suonando per strada l'armonica. Nessun altro percepisce un reddito. Raim può guadagnare sino a 5 euro nei giorni migliori. Nessuno di loro gode dell'assistenza sociale.

"Non sappiamo dove chiedere per ottenere l'assistenza sociale. Servono molti documenti. Non li abbiamo e non sappiamo dove richiederli. E' una vera miseria non avere alcuna educazione", dice Raim.

Le occupazioni più comuni tra i rom sono il piccolo commercio, il riciclaggio di rifiuti, mendicare. Le donne lavorano tradizionalmente nelle pulizie domestiche.

Recentemente il governo, nell'occasione della giornata internazionale per i rom, l'8 aprile scorso, ha reso nota una Strategia nazionale per i rom. Quest'ultima è stata sviluppata in seguito agli impegni presi dalla Macedonia, assieme ad altri 9 Paesi dell'Europa centro-orientale, nel programma "Decennio per l'inclusione dei Rom" promosso dalla Banca Mondiale , dalla Fondazione Soros e dai governi di Ungheria e Bulgaria. La strategia macedone ha quattro priorità: il problema della casa, l'istruzione, l'occupazione e la salute.

"I rom della Macedonia si trovano ad affrontare numerosi problemi, tutti connessi alla povertà, alla mancanza di istruzione e ad una vita passata in condizioni pessime" ha affermato il primo ministro Vlado Buckovski al lancio della strategia nazionale. "Dovremmo collaborare tutti assieme per favorire la loro integrazione nella società".

Inoltre, secondo Bickovski, "la Macedonia sarà senza dubbio da esempio nella regione per i suoi successi nell'integrazione dei rom".

Buckovskli ha poi ribadito gli sviluppi positivi che a suo avviso si sono verificati in questi anni, sviluppi che non si stanca mai di ripetere: sono riconosciuti come popolo costituente nella costituzione, in Macedonia vi è l'unico sindaco rom d'Europa, vi è un parlamentare rom ed un vice-primo ministro rom. Vi sono inoltre molti canali televisivi privati gestiti da rom e molte ONG rom che collaborano regolarmente con il governo.

Ciononostante, secondo Ramandan Pilji, appartenente ad una delle principali ONG rom, "Mesecina", "il governo sino ad ora non ha fatto molto per i rom". "Non siamo certamente soddisfatti" aggiunge "ma siamo ottimisti e vogliamo essere fiduciosi. Dovremo lavorare molto duramente nei prossimi dieci anni".

Vi sono molte critiche rivolte alle stesse ONG rom accusate spesso di non essere responsabili nei confronti della propria comunità, di essere corrotte e gestite da una manciata di individui che favoriscono i propri interessi privati piuttosto che i bisogni di una popolazione che affermano di aiutare, sfruttando l'interesse che la comunità internazionale ha dimostrato, seppur con colpevole ritardo, nei confronti di questa minoranza.

Recentemente la rappresentante della Banca Mondiale in Macedonia, Sandra Blumencamp, ha designato il Paese come leader regionale nell'inclusione dei rom. Anche da un recente rapporto di parlamentari europei sulla situazione dei rom nel Paese sono emerse note positive.

Ma molto scorre sotto la superficie. Spesso viene posta una domanda retorica: i rom vengono discriminati perché poveri o sono state le discriminazioni a causare la loro indigenza?

I macedoni risponderanno che i rom non vengono discriminate nella società macedone. Come potrebbero esserlo se godono di tutti i diritti? Ciononostante non vedi frequentare i rom gli stessi bar dei macedoni.

Ma l'eguaglianza è una questione di teoria o legata ai fatti? I rom devono percorrere ancora una strada molto lunga per avvicinarsi a quest'ultima. Su questo tutti concordano.

 

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