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\\ Mahalla : VAI : Europa (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 17/12/2008 @ 09:54:32, in Europa, visitato 2145 volte)

Da Bitish_Roma

Ustiben report
La polizia del terrore picchia ad un matrimonio a Dale Farm
By Grattan Puxon

Per i giovani Danny e Nora doveva essere il più giorno della vita. Il servizio presso la Chiesa di Nostra Signora, a Wickford, è stato un evento vissuto pienamente da tutta la comunità di Dale Farm. Una limousine li aveva appena portati al ricevimento nuziale presso il Canary Wharf di Londra.

Era stata prenotata una sala a venticinque miglia da Basildon nella speranza di evitare problemi con i razzisti. Ma è stata la Polizia Metropolitana ad intervenire. Come fotografa freelance di matrimoni la giornalista Jess Hurd si era posta all'esterno  quando le sono piombati addosso i ragazzi in blu.

Non si sa chi abbia chiamato al Ramada Hotel. Ma appena Hurd iniziò a filmare, le si disse di bloccarsi sotto la minaccia della Sezione 44 della Legge sul Terrorismo.

La sua videocamera è stata requisita per dei controlli. Poi è stata interrogata sul fatto che potesse avere dei contatti con terroristi, dato che si trovava in un'area delicata vicino all'aeroporto della città. Tuttavia, anche un cieco poteva giudicare che faceva parte della celebrazione di una cerimonia nuziale, alla presenza di ospiti gioiosi.

E' obbligatorio dire, che la Hurd furibonda per la condotta della polizia, metterà in campo i suoi avvocati. Inoltre sta segnalando quanto accaduto, come componente dell'Unione Nazionale dei Giornalisti presso una conferenza domani a Parigi.

Il suo argomento in agenda è il trattamento dei Rom in Europa. Intende evidenziare il lungo assedio di Dale Farm e laminaccia di radere al suolo questo villaggio stabile dei Viaggianti. Richard Sheridan, presidente del Gypsy Council, il cui nipote Danny Sheridan stava per sposare la residente Nora Quilligan, ha celebrato anche il suo 40° compleanno il 10 dicembre.

"Questo incidente non avrebbe potuto essere gestito in maniera più inetta ed offensiva," dice Sheridan. "Durante la festa di matrimonio di una giovane coppia e nel Giorno dei Diritti Umani."

E' stato il terzo di quattro matrimoni tenutisi in rapida successione dalle famiglie di Dale Farm, ansiose di celebrare il matrimonio prima del Nuovo Anno, quando il tribunale d'appello giudicherà se il consiglio di Basildon può mettere in opera lo sgombero totale sinora rimandato. Quarantadue anni fa, il 10 dicembre 1966, venne fondato il Gypsy Council in un pub del Kent, sulla cui porta era posto il segnale "No Zingari".

Jess Hurd
Photographer


www.jesshurd. com
www.reportdigital. co.uk
www.thebppa. com/Jess- Hurd

 
Di Fabrizio (del 18/12/2008 @ 08:56:23, in Europa, visitato 1878 volte)

Da Roma_Benelux

by DAVID MARK 09/12/2008 - EUOBSERVER / COMMENT

Con i mercati mondiali fratturati ed i gruppi dell'estrema destra che guadagnano forza in tutto il continente, l'anti-ziganismo è drammaticamente cresciuto negli ultimi anni. Vivendo spesso ai margini della società, i Rom sono diventati il bersaglio di violenza razzista attraverso l'Europa, con attacchi questo autunno in Italia, Repubblica Ceca e Ungheria.

[...] Come avvocato Rom a Bruxelles, mi chiedo cosa significherà la recessione economica per la mia gente?

Le economie sviluppate si stanno indebolendo e nell'Europa dell'est la crisi sta iniziando a rallentare la crescita in maniera drammatica. La recessione economica ci riguarderà tutti, ma colpirà per primi e più forte i Rom. Se non ci saranno al più presto azioni dalla UE, andiamo incontro al disastro.

I leader dei 27 stati membri UE si sono riuniti l'11 dicembre per il summit europeo. I leader UE dovrebbero usare questa opportunità per potenziare la Commissione Europea a sviluppare una Strategia Quadro per l'Inclusione dei Rom, incluse quindi le politiche di sviluppo, coordinamento, controllo e valutazione.

I Rom immigrati dall'est Europa hanno contribuito al boom edilizio, fornendo mano d'opera a buon mercato in Spagna, Italia e altrove. Quando questo boom improvvisamente finirà e le industrie lasceranno migliaia di lavoratori a casa, i Rom saranno i primi a perdere il lavoro, a causa specialmente delle preesistenti discriminazioni e stereotipi negativi.

Per i Rom disoccupati, il quadro è ancora più scuro.

I governi stanno spendendo milioni di euro per stimolare gli affari ed il settore finanziario attraverso incentivi fiscali o prestiti governativi, mentre si restringono i bilanci per le aree come quelle dell'istruzione. Per colmare la lacuna di quanti hanno perso recentemente il lavoro, gli stati intendono approntare programmi che aiutino le famiglie numerose ed i disoccupati a lungo termine.

Una volta che i programmi di assistenza vengono tagliati, non vengono più restaurati. Questi programmi erano già stati criticati intensamente prima della crisi; molti politici li intendevano eccessivamente pesanti anche per un periodo economico migliore. Alcuni critici ritengono che senza questa rete di salvataggio,  i disoccupati a lungo termine saranno più motivati nel cercare lavoro. Ma quando questo è stato tentato, è fallito.

Per risolvere problemi come la disoccupazione a lungo termine e la povertà, dobbiamo rivolgerci alle loro cause sistematiche. Per i Rom questo significa sfidare le discriminazioni e ampliare le opportunità per lo sviluppo dell'istruzione e delle capacità.

Anti-ziganismo

La crisi finanziaria obbligherà l'inclusione Rom ad abbassare i propri obiettivi? Con un'estrema destra in crescita e l'economia sotto sforzo, se non sarà sotto controllo l'anti-ziganismo diventerà sempre più rampante. Cresceranno le tensioni tra i Rom e la popolazione maggioritaria.

Il mese scorso, atti di violenza squadrista sono stati rivolti contro la comunità Rom di Litvinov, nella Repubblica Ceca, mentre in Ungheria estremisti di destra hanno ucciso quattro Rom durante alcuni incendi dolosi. Abbiamo paura che altri governi europei seguiranno la voce dell'Italia, patrocinando il profilo razziale e misure anti-Rom per rispondere ad una popolazione arrabbiata. I programmi di integrazione si arresteranno col taglio dei servizi sociali, ed i Rom saranno più marginalizzati di prima.

In un'Unione Europea, le economie sono interdipendenti, e temi come quelli delle migrazioni incrociano con le opportunità istruttive e le condizioni sociali nel continente. Nel 2008, abbiamo visto che l'esclusione sociale in Romania può essere un problema italiano, spagnolo o francese. Sono sfide condivise e dobbiamo progettare assieme le nostre strategie. Mentre i finanziamenti possono essere limitati in questi tempi difficili, azioni coordinate e standard chiari assicureranno il massimo da ogni sforzo.

L'Europa non può permettersi di avere circa 10 milioni di cittadini incapaci di affrontare un'economia moderna perché sono stati obbligati nelle scuole speciali. Non può permettersi crisi sanitarie che nascono in quelle comunità dove sono stati tagliati i servizi sociali. Nemmeno può permettersi la violenza e l'insicurezza incoraggiate da attitudini razziste.

Se i Rom vogliono rompere il circolo vizioso della povertà, i programmi di istruzione effettiva, salute e anti-discriminatori sono critici. La crisi finanziaria rende le tematiche Rom più urgenti che mai, e soltanto un'azione UE concertata ed a lungo termine creerà il cambio di cui abbiamo bisogno.

David Mark is co-ordinator of the European Roma Policy Coalition and a Soros Fellow

© 2008 EUobserver.com. All rights reserved. Printed on 09.12.2008.

 

 
Di Fabrizio (del 07/02/2009 @ 09:40:52, in Europa, visitato 1733 volte)

Da Bulgarian_Roma

Il Gruppo Socialista del Parlamento Europeo ha espresso oggi le sue profonde preoccupazioni sul linguaggio usato dal leader del principale partito di opposizione in Bulgaria, il GERB, membro del Partito Popolare Europeo (EPP).

Ha detto Jan Marinus Wiersma, vice-presidente del Gruppo: "Le ultime dichiarazioni di Boyko Borisov si riferiscono a Turchi, Rom e pensionati come "cattivo materiale umano". Queste arrivano dopo una serie di dichiarazioni discriminatorie e minacce contro i Turchi e gli omosessuali. Ciò descrive una piattaforma politica che assomiglia alla piattaforma nazista sulla purezza della nazione.

"Fin quando ogni dichiarazione di sorta non sarà seguita da scuse e da dichiarazione riparatorie, chiediamo all'EPP di prendere le misure appropriate o di distanziarsi da un partito che ha già attraversato la linea invisibile tra il populismo di estrema destra e l'estremismo."

6 February 2009: Contact Tony Robinson +32-475-257410 or David Poyser on +32-476-540886 www.socialistgroup.eu

 
Di Fabrizio (del 10/02/2009 @ 09:29:35, in Europa, visitato 1361 volte)

Da Czech_Roma

Czech-netz Society News

05/02/2009 - Michael Kocáb, ministro per i diritti umani, sta tentando di mantenere una delle promesse fatte in pubblico prima di accedere alla sua attuale posizione. Recentemente ha condotto le trattative per l'acquisto dell'infrastruttura ricreativa situata in una proprietà vicino a Hodonín u Kunštátu dove c'era un campo concentramento per Rom usato durante la II guerra mondiale.

La soluzione della situazione attuale è prioritaria per l'ufficio governativo per i Diritti Umani e le Minoranze Nazionali, perché il sito dove molti soffrirono e perirono non è un posto per attività ricreative. Secondo le informazioni fornite da Aktuálně.cz, Alena Vojtová, proprietaria del complesso ricreativo, concorda con questa proposta. "Ho detto io stessa al governo che avevo intenzione di vendere una vasta sezione del complesso. Sono pronta a vendere," ha detto al giornalista.

Quando il ministro raggiungerà l'accordo, il governo dovrebbe discutere la questione nella sua prossima sessione. Quindi il gabinetto di Mirek Topolánek dovrebbe firmare il progetto per risolvere il futuro di questa proprietà. Petr Koubek, segretario di Michael Kocáb, ha detto "Dovrebbe sorgere un centro educativo, focalizzato sulla cultura Rom. Dovrebbe costare circa dieci milioni di corone. Ma non siamo ancora certi di poter ottenere quella somma."

Il campo aveva una funzione correttiva nel 1939 per il governo cecoslovacco prima dell'occupazione nazista. Nel 1942 fu modificato in campo di concentramento per Rom come anticamera alle camere a gas di Auschwitz. Nel periodo della sua esistenza (sino al 1944), 1.396 persone passarono per il campo di Hodonín u Kunštátu.

 
Di Fabrizio (del 14/02/2009 @ 09:10:36, in Europa, visitato 1140 volte)

Da Roma_Francais

Un accampamento di rom senza acqua, né elettricità

10.02.09 - Delle condizioni di vita molto difficili. Una trentina di persone, tra cui una quindicina di bambini, vivono nel disagio più totale a Neuhof.

Originari la maggior parte dalla Romania, da ieri mattina sono installati con le loro carovane su un parcheggio appartenente a CUS Habitat. Una sistemazione situata a qualche metro da quella dove vivevano sino a domenica, nelle stesse condizioni di precarietà e che avevano lasciata in seguito ad un reclamo. La città aveva accettato di mettere a disposizione il parcheggio di CUS Habitat, e nuove espulsioni sembrano escluse nell'immediato. Ma questo non elimina il problema di fondo.

"Non c'è acqua, servizi ed elettricità" si lamenta Jovica, padre di quattro bambini. Afferma di lavorare senza regolarità e di aver fatto diciotto mesi fa una domanda d'alloggio "che non ha mai avuto seguito". Il suo vicino Octavian è in una situazione altrettanto precaria. "Non mangiamo tutti i giorni e non ci sentiamo sicuri nel quartiere", afferma l'uomo precisando che ha una famiglia di sei persone obbligata a vivere in una macchina. "C'è stata un'urgenza a cui abbiamo risposto, quando il tribunale ha detto alle famiglie che dovevano lasciare il terreno dove erano installate", sottolinea Marie-Dominique Dreyssé (Verdi), aggiunto al sindaco per gli affari sociali e la solidarietà. Siamo attenti alla situazione ed avanziamo su elementi di risposta con partner istituzionali. Queste famiglie sono conosciute e seguite dalle strutture sociali. Tra queste, l'associazione Médecins du monde. Si reca regolarmente all'accampamento per permettere l'accesso ai suoi medici. Ma al di là di questo benvenuto accompagnamento, "quello che semplicemente chiediamo, è di poter infine disporre un giorno di condizioni di vita decenti", dice Jovica.

 
Di Fabrizio (del 17/02/2009 @ 09:41:00, in Europa, visitato 1926 volte)

Da Hungarian_Roma

BUDAPEST, Feb 12 (Reuters) By Krisztina Than - L'approfondirsi delle recensione rifornisce il risentimento verso i Rom d'Ungheria, alimentando le tensioni con la più grande minoranza del paese ed aumentando i problemi del governo socialista.

Il partito Jobbik di estrema destra spera di ottenere consensi seguendo l'aumento di dimostrazioni pubbliche di antagonismo contro i Rom, o zingari, ed ha chiamato ad un corteo contro quelli che chiama gli omicidi ed altri crimini commessi dal popolo Rom.

Il più grande partito d'opposizione, Fidezs, ha pure lui aumentato la pressione sul governo di Ferenc Gyurcsany, invitandolo martedì a reprimere i crimini.

"La radicalizzazione dell'estrema destra e... del dialogo sociale sta rompendo soglie e controlli che sinora hanno lavorato (nella società)," ha detto a Reuters Antal Orkeny, professore di studi sulle minoranze dell'Università ELTE.

Un capo di polizia nella città nord orientale di Miskolc, in una delle regioni più povere, il mese scorso ha rimproverato i Rom dei furti per strada. E' stato rimosso, ma poi rimesso al suo posto e migliaia di persone hanno manifestato in suo appoggio.

Durante un incontro domenica, a seguito dell'uccisione del giocatore rumeno di pallamano Marian Cozma (di cui i Rom sono stati incolpati ndr) a Veszprem nell'Ungheria occidentale, alcuni tra la folla hanno gridato "Morte agli zingari!", già prima che la polizia rendesse noto che i sospettati erano Rom.

L'Ungheria ha una delle più vaste comunità Rom nell'Europa orientale, tra il 5 e il 7% su una popolazione di 10 milioni. Sono rimasti ai margini, mancando da decenni di lavoro e istruzione adeguata.

Con la disoccupazione attorno al 7,8% a settembre-novembre ed in aumento su un'economia sostenuta da $25.1 milioni del pacchetto di salvataggio del FMI (fondo monetario internazionale), la rivalità si è intensificata in settori come quello delle costruzioni, dove i Rom nel passato potevano trovare lavoro.

La manifestazione di venerdì è organizzata da Jobbik, che si autodefinisce "partito nazionale Cristiano" e combatte contro il "crimine rom". A gennaio, in un sondaggio della Szonda Ipsos, ha ottenuto il 4% dei voti.

Ha chiamato la gente all'Arena sportiva di Budapest per protestare contro ciò che definisce "i furti brutali e gli assassinii commessi dai Rom criminali".

POVERTA' E PREGIUDIZI

Jobbik appoggia la Guardia Ungherese, un gruppo nazionalista radicale di quasi 2.000 membri, Jobbik, che potrebbe eleggere un candidato nelle elezioni del Parlamento Europeo a giugno, sta agendo per capitalizzare il risentimento versoi Rom.

Ma mentre il governo socialista di minoranza combatte per contrastare l'impatto della recessione ed il montare della frustrazione popolare, il più grande partito d'opposizione, Fidesz, [...] che i sondaggi danno al 61%, chiede al governo di agire contro il crimine.

"E' tempo di un onesto, discorso diretto. Dobbiamo dire che il numero dei crimini seri commessi dai Rom sta crescendo ad un tasso allarmante," ha detto Fidesz in una dichiarazione.

Il governo, che nel 2006 si è trovato a fronteggiare i disordini dei gruppi di estrema destra e la cui popolarità è crollata, ha affermato che c'è bisogno di più programmi di lavori pubblici e di rafforzare la polizia.

"Dobbiamo agire finché possiamo, senza aspettare che emergano inimmaginabili sviluppi sociali dai pregiudizi e dalle azioni dei vigilanti," ha scritto sul proprio blog il Primo Ministro Ferenc Gyurcsany dopo il delitto di Veszprem.

"Se la questione rimane in agenda e Jobbik offre la risposta più semplice, aumentano le sue possibilità di entrare nel Parlamento Europeo," ha detto l'analista politico Zoltan Kiszelly.

Ottenere un seggio in Europa potrebbe aprire la strada per ottenerne uno in Ungheria alle elezioni di primavera prossima.

"Abbiamo due tornate elettorali consecutive, e nessun partito pensa di poter ottenere voti denunciando con forza l'estremismo ed ergendosi a difesa dei Rom," ha detto alla Reuters Rob Kushen, direttore dell'European Roma Rights Centre.

Reporting by Krisztina Than, Additional reporting by Marton Dunai; Editing by Sara Ledwith and Timothy Heritage

 
Di Fabrizio (del 19/02/2009 @ 09:17:30, in Europa, visitato 1849 volte)

Da Roma_ex_Yugoslavia

PRISHTINË/PRISTINA, 14 febbraio 2009 - Il Capo della Missione OCSE in Kosovo, Ambasciatore Werner Almhofer, ha chiesto oggi la piena integrazione della comunità Askali nella società kosovara, in una dichiarazione rilasciata in vista del 15 febbraio, designato come la Giornata Askali nel Kosovo.

Dice Almhofer: "La comunità Askali è tra le più marginalizzate nel Kosovo. Non sono pienamente integrati nel sistema educativo né nel mercato del lavoro, e mancano di accesso ai servizi basici. Occorre che il governo del Kosovo agisca per migliorare la registrazione civile dei membri degli Askali, come pure delle comunità Egizia e Rom, per assicurare il loro accesso ai servizi."

"D'altra parte, l'integrazione di tutte le comunità non è solo responsabilità delle autorità. Chiunque viva in Kosovo dovrebbe trattare gli Askali e le altre minoranze come pari cittadini e superare il pregiudizio contro persone che sono differenti."

La Missione OCSE ha appoggiato lo sviluppo della Strategia d'Integrazione in Kosovo per le comunità Rom, Askali ed Egizia. Il Governo del Kosovo ha firmato la strategia il 24 dicembre 2008.

Si stima siano circa 35.000 i residenti in Kosovo che appartengono alle comunità Rom, Askali ed Egizia - il numero esatto è sconosciuto dato che molti di loro non sono registrati e mancano di documenti d'identità. Gli Askali hanno un seggio riservato nell'Assemblea del Kosovo.

Decine di migliaia di Askali, Egizi e Rom sono dispersi nella regione e nell'Europa occidentale. Molti furono obbligati a lasciare le loro case dopo il 1999 e l'ondata di violenze nel marzo 2004. La mancanza di registrazione civile e dispute non risolte sulle proprietà ostacolano il loro diritto a tornare al loro posto di origine.

La Missione OCSE in Kosovo ha organizzato diverse attività, incluso un torneo di calcio con la partecipazione di squadre del Kosovo, Askali, Rom, Serbe ed Albanesi, per segnare la Giornata Askali.

 
Di Fabrizio (del 21/02/2009 @ 09:06:04, in Europa, visitato 1733 volte)

Da Czech_Roma

Praga – 17.2.2009 – All'inizio di febbraio l'OnG Zvule Prava ha aperto il suo numero d'aiuto telefonico per i Rom nella Repubblica Ceca. La linea d'aiuto fornisce assistenza in caso di discriminazione illegale e altri crimini. E' parte del progetto "Ma den pes!" (Non arrendersi!)

La linea d'aiuto [...] dice come procedere per difendere i propri diritti. Ci si focalizza particolarmente sulle vittime Rom (non soltanto quanti vivono in località socialmente escluse). Inoltre appoggia metodicamente le OnG che aiutano i Rom socialmente svantaggiati.

[...] Nei casi estremi che coinvolgono problemi sistematici con un più ampio impatto sociale, Zvule Prava fornisce ed organizza aiuto legale per le vittime (anche per compilare documenti legali ed agendo come rappresentante legale per il cliente nei casi selezionati).

Zvule Prava inoltre usa la propria esperienza con i clienti per fornire consigli e sviluppare linee guida sistematiche per le istituzioni statali nell'area della non-discriminazione.

Zvule Prava lavora per difendere e promuovere l'accessibilità universale ai principi basici della democrazia e sulle norme di legge. Il progetto è finanziato dal Ministero degli Interni.

Contatti:
Ma den pes
Linea di aiuto telefonica per le vittime di discriminazione
Tel: 222 589 589
Opera giornalmente dalle 9.00 alle 17.00
www.madenpes.cz
E-mail: madenpes@zvuleprava.cz


For more information, please contact Veronika Kristková or Jan Stejskal at: 420 777 220 503.

 
Di Fabrizio (del 22/02/2009 @ 09:47:21, in Europa, visitato 2203 volte)

Mutui e accampamenti : la maledizione delle case inglesi
di Giulia Alliani - 17 febbraio 2009

L'anno scorso uno dei nomadi l'aveva predetto: le autorità locali avrebbero impiegato almeno otto anni per riuscire a buttarli fuori. Pochi giorni fa, la tradizionale capacità divinatoria, che viene unanimemente riconosciuta agli zingari, é stata ancora una volta confermata.

Il loro rappresentante, nella sua predizione, non é andato troppo lontano dalla realtà: forse gli anni non saranno otto, ma cinque certamente sì, e forse anche di più. I 64 nomadi che, grazie ai quattro giorni di vacanza dei funzionari addetti al piano regolatore, erano riusciti a costruire a tempo di record, su un appezzamento di terreno in Inghilterra, nei Cotswold, un accampamento illegale, provvisto d i elettricità e condutture per l'acqua, hanno ottenuto da un ispettore governati vo il permesso di rimanere nel sito prescelto per altri quattro anni.

Il Consiglio del distretto di Stratford-on-Avon aveva rifiutato di concedere un permesso retroattivo e aveva ingiunto agli zingari di andarsene, ma i nomadi avevano proposto appello. Era quindi seguita un'inchiesta pubblica in dicembre, terminata la quale, l'ispettore del Governo, Phillip Crookes, ha garantito a 16 famiglie un permesso provvisorio che scadrà nel 2013.

Secondo l'ispettore, nella zona c'é una carenza di campi nomadi e la misura adottata dovrebbe dare alla comunità, che conta un centinaio di persone, il tempo necessario per cercare "dei siti alternativi e garantire ai bambini un passaggio senza strappi ad altre scuole se ciò si rendesse necessario". La notizia é stata accolta con irritazione dagli abitanti del posto, che hanno visto crollare il valore delle loro case, e dai loro rappresentanti, che giudicano semplicemente patetico il fatto che la decisione permetta a dei gruppi di individui di violare il piano regolatore al cui rispetto tutti sono tenuti.

Nella zona, prevalentemente rurale, conosciuta e apprezzata per i suoi luoghi idilliaci, a poche centinaia di metri dall'accampamento, sorge anche la casa di campagna di proprietà dell'ex-marito del ministro laburista Tessa Jowell, l'avvocato David Mills, attualmente sotto processo a Milano, unico imputato di corruzione in atti giudiziari dopo lo stralcio della posizione del presidente del Consiglio Berlusconi, in conseguenza del Lodo Alfano.

La sentenza di primo grado dovrebbe essere pronunciata nei prossimi giorni.

 
Di Fabrizio (del 23/02/2009 @ 09:38:44, in Europa, visitato 2590 volte)

Da Urloweb.com

Venerdì 20 Febbraio 2009 13:08 - Più di una volta mi sono chiesto se il nomadismo dei rom e dei sinti sia una scelta dettata dalla voglia di viaggiare o da un vitale istinto di sopravvivenza.
Gli zingari rubano i bambini. Una ricerca dell’Università di Verona ha preso in esame l’ultimo ventennio fino al 2007. Ha scartabellato in tutte le procure italiane e non ha trovato un solo caso di rom o di sinto condannato per aver rubato un bambino.
Ora invece facciamo un salto indietro nel tempo. Questa storia, riportata nel mio libro “Non chiamarmi zingaro” edito da Chiarelettere, me l’ha raccontata Mariella Mher la scrittrice jenische (gli zingari svizzeri) che all’età di due anni fu “rubata”, per legge, alla propria famiglia. Siamo nel 1912 e in Svizzera, per contrastare la mortalità infantile, viene creata una fondazione: la Pro Juventute.
E’ subito riconosciuta di pubblica utilità e beneficia di contributi da parte della Confederazione Elvetica.
Nel 1926 le viene affidato l’alto compito di proteggere i bambini dall’abbandono e dal vagabondaggio e così idea il progetto Bambini di strada.
Il fondatore e direttore, dottor Alfred Siegfried, si fa personalmente carico di “sradicare il male del nomadismo” dalla società svizzera. Cardine della sua filosofia è la conversione di tutti gli jenisch, gli zingari svizzeri, da nomadi a sedentari. Purtroppo gli adulti sono già dati per spacciati mentre sui bambini si può ancora agire. Così, attraverso “misure educative sistematiche e coerenti”, Siegfried sottrae con la forza, alle rispettive famiglie jenisch, i figli. Queste operazioni vengono condotte in collaborazione con le autorità cantonali e comunali.
Il dottore, che definisce gli zingari geneticamente “inferiori, deficienti e mentalmente ritardati”, colloca i bambini, anche quelli in fasce, presso orfanotrofi, collegi, ospedali psichiatrici o all’interno di famiglie affidatarie.

L’operazione ha come obiettivo il riplasmare questo materiale umano introducendolo all’interno di una società sedentaria, ordinata e normale. Ogni contatto con la precedente famiglia è categoricamente vietato, pena la non riuscita del piano rieducativo. “Ogni qualvolta” sottolinea il dottor Siegfried “vuoi per nostra bonarietà, vuoi per uno sfortunato e casuale incontro, uno di questi bambini, ancora disadattati e instabili, entra in contatto con i propri genitori, tutto il nostro lavoro viene vanificato.”
Anche i cognomi vengono cancellati per impedire possibili e futuri ricongiungimenti che potrebbero riportare il fanciullo verso una vita nomade e di conseguenza verso il crimine.
Che il nomadismo jenisch anche in Svizzera sia dovuto alla ricerca della sopravvivenza attraverso il piccolo commercio, non viene preso in considerazione dal dottor Siegfried che, al contrario, lo considera una devianza genetica.
Il suo obbiettivo è recuperare questo popolo di asociali e così molte bambine, come fu in seguito provato, sono sterilizzate. Per alcuni bambini con ritardo di linguaggio si crea un metodo speciale: vengono infilati in una vasca da bagno e quindi bloccati dentro con delle assi di legno che gli cingono il collo affinché non possano uscire. Questa teoria medica asserisce che i problemi di linguaggio del bambino, precedentemente sottratto con la forza alla legittima madre, si risolvono immergendo il suo corpo, anche per venti ore, in acqua fredda.
L’ideologia nazista non è né sconosciuta né avversata dalla Fondazione Pro Juventute che, anzi, attraverso il suo direttore, intrattiene strette collaborazioni con psichiatri tedeschi e, in modo particolare, col dottor Robert Ritter che tanta parte ebbe nella soppressione di 500.000 rom e sinti durante il terzo reich.

In poco meno di quarantacinque anni e cioè dal 1926 al 1972, sono rubati alle rispettive famiglie circa duemila bambini di cui più di seicento dall’Associazione umanitaria Pro Juventute.

Nel 1972 un giornalista svizzero, Hans Caprez, raccoglie alcune testimonianze di jenisch vittime del programma della Pro Juventute. E’ una bomba e lo scandalo che ne scaturisce va su tutti i giornali. Non passa neanche un anno e la Pro Juventute interrompe il progetto Bambini di strada.
Vengono condotte delle indagini sui responsabili.
Tuttavia devono passare quindici anni prima che la Pro Juventute chieda pubblicamente scusa al popolo jenisch ammettendo le proprie colpe.
I risultati delle indagini sulle responsabilità della Confederazione arrivarono, invece, nel 1998 quando è condannata a risarcire le vittime.
Quel che resta, oggi, a questi bambini rubati sono: traumi, lesioni, vergogne e un risarcimento, riconosciuto dalla Confederazione Elvetica, di circa 10.000 euro.

Pino Petruzzelli

 

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