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Belgio
Di Fabrizio (del 18/12/2008 @ 08:56:23, in Europa, visitato 1719 volte)

Da Roma_Benelux

by DAVID MARK 09/12/2008 - EUOBSERVER / COMMENT

Con i mercati mondiali fratturati ed i gruppi dell'estrema destra che guadagnano forza in tutto il continente, l'anti-ziganismo è drammaticamente cresciuto negli ultimi anni. Vivendo spesso ai margini della società, i Rom sono diventati il bersaglio di violenza razzista attraverso l'Europa, con attacchi questo autunno in Italia, Repubblica Ceca e Ungheria.

[...] Come avvocato Rom a Bruxelles, mi chiedo cosa significherà la recessione economica per la mia gente?

Le economie sviluppate si stanno indebolendo e nell'Europa dell'est la crisi sta iniziando a rallentare la crescita in maniera drammatica. La recessione economica ci riguarderà tutti, ma colpirà per primi e più forte i Rom. Se non ci saranno al più presto azioni dalla UE, andiamo incontro al disastro.

I leader dei 27 stati membri UE si sono riuniti l'11 dicembre per il summit europeo. I leader UE dovrebbero usare questa opportunità per potenziare la Commissione Europea a sviluppare una Strategia Quadro per l'Inclusione dei Rom, incluse quindi le politiche di sviluppo, coordinamento, controllo e valutazione.

I Rom immigrati dall'est Europa hanno contribuito al boom edilizio, fornendo mano d'opera a buon mercato in Spagna, Italia e altrove. Quando questo boom improvvisamente finirà e le industrie lasceranno migliaia di lavoratori a casa, i Rom saranno i primi a perdere il lavoro, a causa specialmente delle preesistenti discriminazioni e stereotipi negativi.

Per i Rom disoccupati, il quadro è ancora più scuro.

I governi stanno spendendo milioni di euro per stimolare gli affari ed il settore finanziario attraverso incentivi fiscali o prestiti governativi, mentre si restringono i bilanci per le aree come quelle dell'istruzione. Per colmare la lacuna di quanti hanno perso recentemente il lavoro, gli stati intendono approntare programmi che aiutino le famiglie numerose ed i disoccupati a lungo termine.

Una volta che i programmi di assistenza vengono tagliati, non vengono più restaurati. Questi programmi erano già stati criticati intensamente prima della crisi; molti politici li intendevano eccessivamente pesanti anche per un periodo economico migliore. Alcuni critici ritengono che senza questa rete di salvataggio,  i disoccupati a lungo termine saranno più motivati nel cercare lavoro. Ma quando questo è stato tentato, è fallito.

Per risolvere problemi come la disoccupazione a lungo termine e la povertà, dobbiamo rivolgerci alle loro cause sistematiche. Per i Rom questo significa sfidare le discriminazioni e ampliare le opportunità per lo sviluppo dell'istruzione e delle capacità.

Anti-ziganismo

La crisi finanziaria obbligherà l'inclusione Rom ad abbassare i propri obiettivi? Con un'estrema destra in crescita e l'economia sotto sforzo, se non sarà sotto controllo l'anti-ziganismo diventerà sempre più rampante. Cresceranno le tensioni tra i Rom e la popolazione maggioritaria.

Il mese scorso, atti di violenza squadrista sono stati rivolti contro la comunità Rom di Litvinov, nella Repubblica Ceca, mentre in Ungheria estremisti di destra hanno ucciso quattro Rom durante alcuni incendi dolosi. Abbiamo paura che altri governi europei seguiranno la voce dell'Italia, patrocinando il profilo razziale e misure anti-Rom per rispondere ad una popolazione arrabbiata. I programmi di integrazione si arresteranno col taglio dei servizi sociali, ed i Rom saranno più marginalizzati di prima.

In un'Unione Europea, le economie sono interdipendenti, e temi come quelli delle migrazioni incrociano con le opportunità istruttive e le condizioni sociali nel continente. Nel 2008, abbiamo visto che l'esclusione sociale in Romania può essere un problema italiano, spagnolo o francese. Sono sfide condivise e dobbiamo progettare assieme le nostre strategie. Mentre i finanziamenti possono essere limitati in questi tempi difficili, azioni coordinate e standard chiari assicureranno il massimo da ogni sforzo.

L'Europa non può permettersi di avere circa 10 milioni di cittadini incapaci di affrontare un'economia moderna perché sono stati obbligati nelle scuole speciali. Non può permettersi crisi sanitarie che nascono in quelle comunità dove sono stati tagliati i servizi sociali. Nemmeno può permettersi la violenza e l'insicurezza incoraggiate da attitudini razziste.

Se i Rom vogliono rompere il circolo vizioso della povertà, i programmi di istruzione effettiva, salute e anti-discriminatori sono critici. La crisi finanziaria rende le tematiche Rom più urgenti che mai, e soltanto un'azione UE concertata ed a lungo termine creerà il cambio di cui abbiamo bisogno.

David Mark is co-ordinator of the European Roma Policy Coalition and a Soros Fellow

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