Rom e Sinti da tutto il mondo

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\\ Mahalla : VAI : Europa (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di cicciosax (del 25/03/2007 @ 10:09:20, in Europa, visitato 3245 volte)

A Skopje c’è un quartiere famosissimo di cui fino ad adesso è stato impossibile trovare delle foto su Internet da mostrarvi, si chiama Šutka (Šouto Orizari) ed è il più grande insediamento Rom d’Europa.

Io ci sono stato ed è un brulicare di gente e di colori. Al mercato, come potete immaginare, si vende di tutto, e si possono trovare dei tessuti davvero bellissimi. Sul quartiere esiste un documentario davvero molto divertente, Knjiga rekorda Šutka, il libro dei record di Šutka, diretto da Aleksandar Manic.

Il film racconta la vita quotidiana del quartiere indagando sui recordman del quartiere, perché ognuno a Šutka è campione, ha un proprio record da raccontare.
Noi lo abbiamo visto in lingua originale a casa mia ma credo ci sia una versione con sottotitoli in inglese. Se riuscite a trovarla fatecelo sapere, nel frattempo date però un’occhiata alle foto appena pubblicate da Transitions on line.

P.s. se volete immergervi completamente nel mood del quartiere, ascoltate la colonna sonora di Ciganska magija del grande Vlatko Stefanovski, volendo acquistabile su yuforyou!

(il post originale)

 
Di Fabrizio (del 27/03/2007 @ 09:48:06, in Europa, visitato 2293 volte)

I Problemi dei Diritti Umani Affrontati dalla Donne Rom in Serbia Portati all'Attenzione del Comitato ONU sui Diritti delle Donne

Budapest, Belgrado, 22 marzo 2007: European Roma Rights Centre (ERRC), agendo in partnership con Bibija, Eureka e Spazio delle Donne, OnG con base in Serbia, hanno sottoposto il loro rapporto al Comitato ONU sull'Eliminazione della Discriminazione Contro le Donne (CEDAW).  [...]

Il rapporto è basato su una ricerca intrapresa nel 2006 e 2007, coinvolgente sei ricercatrici Romnià [...]. Deprivazioni dei diritti nelle aree della scolarizzazione, sanità ed impiego, incidenza della violenza domestica e abusi razzialmente motivati, sono tra i problemi principali. Sono particolarmente esposte a circostanze precarie quante vivono attualmente in Serbia come Rifugiati Interni (IDPs) dal Kosovo o rimpatriati recentemente dai paesi occidentali, in particolare dalla Germania.

I temi di maggior preoccupazione includono:

Violenza contro le donne: Violenza domestica è riportata dalla maggioranza delle donne che hanno risposto alla ricerca. Metà delle intervistate hanno rifiutato di parlare di violenza domestica, delle rimanenti 81, 63 hanno risposto indicando abusi fisici e verbali da parte di membri della famiglia. Se il problema della violenza domestica riguarda anche donne della comunità maggioritaria, le Romnià sono particolarmente vulnerabili a causa dei diffusi pregiudizi e negligenza di quanti incaricati del rispetto della legge. Le donne testimoniano che la polizia è riluttante nell'agire in loro protezione, quando addirittura non sottopongono loro stessi le vittime ad abusi.

Le donne ed i bambini Rom sono anche i bersagli preferiti degli attacchi fisici e verbali dei gruppi neonazisti.

Scolarizzazione: Le donne affrontano serie barriere nell'acceso scolare come si riflette negli alti tassi di analfabetizzazione femminile comparato a quello maschile e a quello di donne e uomini non-rom. Le barriere spaziano dall'alto tasso di povertà alle tradizioni patriarcali di alcune comunità, che si concretizzano in basse aspettative che le ragazze completino il ciclo educativo. L'ineguaglianza nell'accesso alla scolarizzazione è esarcebata da pratiche discriminatorie [...] come il porle in scuole differenziali per bambini ritardati mentalmente, o la segregazione in classi di soli Rom, trattamenti umilianti da parte di insegnanti e compagni di classe. La mancanza di documenti e della residenza pure impediscono l'accesso all'educazione.

Impiego: Molte Romnià non hanno accesso all'impiego formale come risultato della bassa scolarità, come della discriminazione diretta ed indiretta. Le donne che lavorano nell'economia sommersa sono escluse dai benefici e dall'assicurazione sociale. Un numero di richieste su discriminazione contro le Romnià nel campo dell'accesso al lavoro sono state documentate.

Salute: La situazione sanitaria femminile è significativamente peggiore di quella generale, come risultato delle inadeguate condizioni di vita - come il substandard alloggiativo, l'estrema povertà e la posizione svantaggiata di alcune Romnià all'interno della famiglia. La mancanza di documenti, di assicurazione sanitaria impediscono l'accesso ai servizi sanitari. Problemi strutturali nell'accesso ai servizi sono communati con le evidenti ratiche discriminatorie del personale medico rispetto alle donne Rom. La discriminazione è particolarmente evidente nell'area riproduttiva e della sanità materna, come pure nell'emergenza sanitaria, che sono i servizi sanitari più adoperati.

La ricerca è stata portata avanti col supporto di Open Society Institute Public Health Program.

Per ulteriori informazioni, contattare:

Ostalinda Maya Ovalle (ERRC): ostalinda.maya@ errc.org
Ilona Kovacs, Piroska Kovacs (Eureka): ilonasu2000@ yahoo.com
Svetlana Ilic (Bibija): bibija@eunet. yu
Vera Kurtic (Women's Space): catz@bankerinter. net

The full report is available in English at the website of the European Roma Rights Centre: http://www.errc. org/db/02/ 1A/m0000021A. zip.
 
Di Fabrizio (del 29/03/2007 @ 09:37:28, in Europa, visitato 2274 volte)

Da Czech_Roma

Il 17 gennaio 2007, l'Alta Corte di Olomouc ha pubblicato un approfondito verdetto sul caso della sterilizzazione illegale di Helena Ferenčíková nel 2001, dopo la nascita del suo secondo figlio, [il verdetto] richiede che l'ospedale che ha operato la sterilizzazione si scusi. Il verdetto dell'Alta Corte sostiene quello del 2005 del Tribunale Regionale di Ostrava, ma la corte non ha riconosciuto ad Helena Ferenčíková il compenso di 1 milione di corone per danni fisici e psicologici.

In una lettera del 27 febbraio 2007, l'ospedale Vítkovice si è scusato con la signora Ferenčíková per "l'usurpazione del [...] vostro diritto di protezione della personalità [...]".

 
Di Fabrizio (del 05/04/2007 @ 10:52:18, in Europa, visitato 1487 volte)

E' uscito l'aggiornamento di marzo 2007 di PICUM.org con le notizie e l'evoluzione politica riguardanti i diritti sociali fondamentali degli immigranti non documentati in Europa. Disponibile nel formato Word nelle seguenti lingue: inglese, tedesco, olandese, spagnolo, francese, italiano e portoghese.

 
Di Fabrizio (del 09/04/2007 @ 10:07:39, in Europa, visitato 1948 volte)

Ricevo da Tommaso Vitale

Carissimi,
il 18 aprile ci sarà a Milano János Ladányi della Corvinus University (Budapest) che è uno dei più grandi esperti della condizione dei rom in Europa dell'Est. Ha scritto fra l'altro Patterns of Exclusion. Constructing Gypsy Ethnicity and
the Making of an Underclass in Transitional Societies of Europe per Columbia University Press. Ho pensato di organizzargli un piccolo seminario, in modo che potesse confrontarsi con un po' di persone interessate. Sarebbe il 18 aprile dalle 10.00 alle 12.00 in Bicocca presso il dipartimento di Sociologia. Mi farebbe veramente moltissimo piacere se poteste venire. Sarà un seminario molto informale, di confronto rispetto a quanto sta succedendo ai rom nei paesi dell'est.
Il seminario sarà in inglese.
Se potete venire, vi prego di farmelo sapere con una mail per ragioni logistiche.
Un caro saluto
tommaso


Ente Morale DPR n. 347 del 26.3.1970
www.operanomadimilano.org

L’Università Milano Bicocca – Dipartimento di Sociologia, in collaborazione con l’Opera Nomadi di Milano vi invitano Mercoledì 18 Aprile dalle ore 10,00 alle ore 12,00 presso l’Aula Pagani ad un incontro seminariale con il Prof. János Ladányi della Corvinus University (Budapest), uno dei maggiori esperti della condizione dei rom in Europa dell'Est.
János Ladányi ha scritto fra l'altro Patterns of Exclusion - Constructing Gypsy Ethnicity and the Making of an Underclass in Transitional Societies of Europe per Columbia University Press.
Parteciperanno all’incontro il Prof. Tommaso Vitale (sociologo), Giorgio Bezzecchi, Segretario Nazionale Opera Nomadi e Maurizio Pagani, Vicepresidente Opera Nomadi Milano.
Patterns of Exclusion. Constructing Gypsy Ethnicity and the Making of an Underclass in Transitional Societies of Europe

 
Di Fabrizio (del 11/04/2007 @ 10:11:44, in Europa, visitato 1790 volte)

E' stato lanciato oggi il concorso fotografico 2007 sul tema "Breaking Stereotypes" ("Un taglio agli stereotipi") a cui gli studenti di fotografia provenienti da tutta l’Europa potranno partecipare e vedere il proprio lavoro pubblicato dall’ UE semplicemente creando un immagine raffigurante le diversità. Il concorso avrà inizio il 1° marzo e terminerà il 30 giugno 2007, come parte integrante della campagna "Sì alle diversità No alle discriminazioni" e sotto l’ombrello dell’Anno europeo delle pari opportunità per tutti.

altre informazioni

 
Di Fabrizio (del 21/04/2007 @ 10:00:06, in Europa, visitato 2466 volte)

La vita è feroce per i Rom di Spagna

By Victoria Burnett
Published: April 17, 2007

MADRID: I Rom in Spagna possono essere stati strumentalizzati nel creare il flamenco, ma i membri di questa comunità - la più antica minoranza nel paese - continua ad essere socialmente marginalizzata e soffrire discriminazioni [...].

Una ricerca, commissionata dal Ministero del Lavoro ed Affari Sociali e che ha coinvolto 1.600 famiglie Rom, dipinge una foto feroce di una comunità di 700.000 persone, dove sono alte povertà e analfabetismo ed il senso di ingiustizia è pervasivo.

La situazione dei Rom contrasta vivamente con quella dei quattro milioni di immigrati in Spagna, che trovano confortevole la società che li ha adottati. La Spagna ha ottenuto in anni recenti il plauso per come è riuscita ad assorbire la crescente massa di immigrati con relativamente poche frizioni.

"E' preoccupante," dice in un'intervista telefonica Amparo Valcarce, vice ministro per gli Affari Sociali. Definisce il gap sociale tra i Rom e la popolazione spagnola come interamente "abissale".

"Queste persone hanno vissuto assieme a noi per 500 anni" dice Valcarce. "Sono spagnoli, ma non si sono ancora ben integrati."

La popolazione Rom di Spagna - la più vasta dell'Europa Occidentale - forma il più grande gruppo di minoranza nel paese. Come la più ampia popolazione Rom, hanno una storia di persecuzioni.

Conosciuti in Spagna come Gitani [...], si ritiene che siano migrati in Europa dalla regione del Punjab, oggi divisa tra Pakistan ed India, all'inizio del millennio scorso. Si stabilirono in Spagna circa 500 anni fa, ma vennero perseguitati per secoli dato che i governanti cattolici tentarono di assimilare od espellere le minoranze [vedi ndr].

I Rom sono tradizionalmente concentrati nella regione meridionale dell'Andalusia, dove hanno giocato un ruolo chiave nello sviluppo del flamenco, il ritmo pieno di soul che è un'icona dell'arte spagnola. Le melodie e i ritmi del Punjab portati dai Rom sono considerati una delle influenze che diedero origine al flamenco, assieme alle influenze arabe, ebree ed andaluse. Ma i Rom ne incubarono la forma artistica, che ottenne un ampio riconoscimento negli ultimi 200 anni.

Il nuovo studio sui Rom, reso pubblico la settimana scorsa, è stato commissionato dal governo socialista di José Luis Rodríguez Zapatero per guidare i programmi ufficiali tesi ad aiutare la comunità.

Valcarce afferma che un piano lavoro discusso in Parlamento fornirà un nuovo meccanismo per l'auto-impiego per chi - come la gran parte dei Rom commercianti ambulanti - per pagare ed ottenere i benefici della sicurezza sociale. Il governo sta progettando una nuova legge che aiuti e offra tagli alle tasse per le compagnie che impiegano gente marginalizzata o disabile.

Tre quarti degli intervistati nella ricerca, che è stata condotta dall'Istituto Nazionale di Statistica, avevano contratti di lavoro a tempo o lavoravano in proprio. Il 17% hanno ricevuto qualche forma di beneficio sociale, tre volte la media nazionale.

La ricerca ha mostrato bassi livelli di alfabetizzazione e frequenza scolastica tra i Rom: il 15% degli intervistati era illetterata e la stessa percentuale aveva frequentato la scuola per cinque anni o meno.Appena un terzo ha frequentato la scuola sino all'età minima di 16 anni, e solo lo 0,2% ha ricevuto educazione universitaria, comparate alla media nazionale del 20%.

Juan de Dios Ramírez-Heredia, a capo della Unión Romaní, una OnG spagnola, dice che i livelli di analfabetizzazione nella comunità sono vicini al 40%, ma era dell'80% tre decadi fa, e questo è il risultato dei programmi governativi che hanno aiutato le generazioni più giovani.

Nella ricerca, in due casi su cinque gli intervistati dicono che il loro padre era analfabeta e tre su cinque che lo era la loro madre.

"Prima la situazione era spaventosa," dice Ramírez, che si aspetta che i livelli di analfabetizzazione diminuiscano della metà nei prossimi 6/7 anni. "Non si vedono cose simili in Ruanda o Burundi."

Secondo la ricerca, il 47% dei Rom considerano il razzismo e la discriminazione il loro maggior problema. Oltre la metà degli intervistati afferma di essere stati discriminati quando hanno cercato un lavoro o un appartamento in affitto.

Quattro su 10 dicono di aver incontrato discriminazioni nella vita di ogni giorno, come andare a fare la spesa o al bar, in piscina o in discoteca.

 
Di Fabrizio (del 22/04/2007 @ 09:33:10, in Europa, visitato 2144 volte)

Da Les Rroms acteurs

I Rrom francesi voteranno per una gadji o per un gadjo ?
In I Rom e le autorità


Par Courthiade, professeur de langue et civilisation rromani à l'INALCO (Paris)

La popolazione dei Rroms in Francia è vicina ad un mezzo milione di persone, per lo più cittadini francesi (essendo gli altri percepiti come Jugoslavi, Greci o Turchi venuti a portare la loro forza di lavoro dopo la guerra). Circa il 20% soltanto di questa popolazione ha un modo di vita mobile, che riguarda soltanto cittadini francesi. Questo tasso è cinque volte più elevato che a livello europeo (4% il modo di vita mobile sui 10 a 12 milioni dei Rroms dell'Europa). Tale elettorato non è dunque trascurabile. Tuttavia, tanto in occasione della presente campagna elettorale che delle precedenti, nessun candidato ha girato gli occhi verso questo giacimento di voce. Dimenticanza? Certamente no, poiché il collettivo Romeurope ha indirizzato a tutti gli attuali candidati una posta che riguarda questa popolazione e solo due QG (UDF e PS) hanno risposto con delle banalità.

Come un Rrom francese può allora sentirsi implicato nel dibattito che scuote il loro paese? E per contro, perché dire due parole sensate al questo riguardo è considerato dai candidati come un rischio di perdere migliaia di elettori? Poiché è proprio là ciò che temono i candidati: l'alleanza che uccide...

E questo timore viene per il fatto che i Rroms non sono percepiti per ciò che sono, cioè semplicemente un popolo che è stato deportato dall'India del nord (Media Valle del Gange, oggi Uttar Pradesh) in Afghanistan nell'XI secolo, quindi venduti come schiavi in Iran orientale (Khorassan) prima di seguire i loro padroni ed i conquistatori seldjoukides (i primi "turchi") per andare verso Baghdad e l'Asia Minore dove stabilirono il sultanato di Konya. Di là proseguono la loro progressione un po'ovunque in Europa (che arriva a Parigi nel 1427) e fanno da parte del popolo europeo, con la loro lingua, la loro cultura, i loro valori e la loro visione del mondo. Da secoli questo popolo contribuisce come gli altri popoli ai progressi del nostro continente. E tuttavia, non è come un popolo che i Rroms sono visti. Sono considerati sia come un clan che una classe sociale problematici, sia come migranti eterni, figli del vento o nomadi impenitenti, "Gens du Voyage" in termine politicamente corretto, indesiderabile per discorso franco. Ma che ciò non tenga, i problemi che sono presunti portare ripartiranno con loro molto così rapidamente - da cui questa predilezione delle autorità per considerare Rroms come viaggiatori di cui ci si può facilmente sbarazzare, tanto più facilmente che la maggior parte ignorano i loro diritti.

È questo malinteso che è la forma più recente di discriminazione, condannandoli a "soluzioni dette sociali" che non soltanto non risolvono detti i problemi sociali, ma hanno piuttosto tendenza a crearli ed iscriverli in un circolo vizioso.

Rroms, Mânouches, Gitans: quale parola scegliere?

Le tre parole sono giuste e ciascuna designa uno dei grandi rami del popolo rrom: i "Rroms" per circa 85% che vivono in Europa dell'Est e nei Balcani, "Gitans" (o "Kalés") un milione che vive in Spagna ed in parte in Francia e "Mânouches" (o "Sintés") per circa 5% restante hanno vissuto molto a lungo nelle regioni di lingua tedesca ed in Italia del nord. La sola complicazione è che "Rrom" è usato per designare tutti i tre rami dei Rroms dell'Est e che Kalés (o Gitans) designa anche tutto l'insieme in quella dei Gitani.

Per contro la parola "tsigane" designava inizialmente una setta bizantina che era già scomparsa al momento dell'arrivo dello Rroms, tanto che la gente del popolo ha riutilizzato questo vecchio nome per designare sia i Rroms, sia gli altri gruppi più o meno a caso. La parola "zingaro", che è un insulto in numerose lingue, è dunque da evitare al di fuori del settore della musica.

Secoli di persecuzione

È il ritornello un po' riduttivo che si trova con di tutti coloro che per una ragione o un'altra fanno professione di intenerire il lettore utilizzando la compassione, che è praticamente diventata una merce nella società attuale. Ed è vero che le persecuzioni riguardo ai Rroms in Europa hanno raggiunto dimensioni inaudite: esecuzioni barbare, mutilazioni, espulsione o altre punizioni effettuate per la sola mancanza di essere nato Rrom - tutto ciò non è nulla accanto al genocidio di 600.000 Rroms, Sintés e Kalés, perpetrato dai nazisti e dai governi che li ammiravano. Su queste persecuzioni, si trovano pubblicazioni molto abbondanti, ma che ahimè si limitano in generale ai casi più visibili e tacciono sulle persecuzioni "umane", mascherate da pseudo-beneficenza, il paternalismo, la corruzione ecc....

Interazione economica dei Rroms nella storia

Tuttavia ci sono stati molti casi di intelligenza tra Rroms e popolazioni locali nelle regioni dove questi erano stabiliti. In generale in Asia minore e nei Balcani i Rroms sono considerati per avere portato tecniche nuove nel lavoro dei metalli, tecniche che hanno fatto avanzare in particolare l'agricoltura locale.

In alcuni casi, il loro contributo è stato decisivo nonostante loro, poiché il professore Ian Hancock (Univ. di Austin in Texas) ritiene che è la riduzione in schiavitù - dunque in forza di lavoro massiva ed economica, di tutti i Rroms penetrati in Moldavia e Munténie (è nel sud della Romania d'oggi) che ha permesso a questi principati di esistere come tali nonostante il disastro economico nel quale le orme ottomane e la corruzione asfissiante questi due paesi ed i loro popoli. I Rroms vi esercitavano come schiavi le professioni più diverse: manovali, boscaioli, muratori, musicisti, minatori, ma anche segretari e ragionieri! L'abolizione della schiavitù dei Rroms nel 1855-56 e la riunione di questi due principati segneranno la creazione della Romania d'oggi.

In numerosi altri paesi i Rroms ha costituito una mano d'opera stagionale stimata: Grecia, Francia (Poitou - in particolare nelle culture "maraîchères", Alsazia), Spagna ma anche nei paesi comunisti. I loro regimi facilitavano spesso l'esodo rurale verso i bacini industriali tanto che le braccia dei Rroms si rivelavano utili per garantire i lavori dei campi. Infatti, il Rroms è capace di dispiegare su alcune settimane un'energia considerevole al lavoro quando la stagione, la clientela o diversi imperativi lo esigono - questo prima di usufruire del guadagno acquisito. Questo tipo di flessibilità, motivata da un risultato da compiere, sorprende coloro che nel lavoro vedono soprattutto l'obbligo di fare atto di presenza e traggono vantaggio da tutte le opportunità (fine settimana, vacanze, congedi, ponti, assenze, RTT, mercoledì delle madri di famiglie, riposo, mangiare, troppo tardi, troppo presto, assente "precisamente" oggi) per giustificare assenze. Una e l'altro degli approcci dipende da una certa visione della "qualità della vita" ma nessuna dovrebbe essere presentata come più virtuosa dell'altra.

Aggiungiamo a ciò che i Rroms sono stati a lungo implicati nella coltivazione delle piante medicinali per l'industria bulgara della medicina.

In misura maggiore, i  Rroms sono a lungo stati un legame tra il commercio delle borgate e le case isolate, per i loro prodotti (attrezzi agricoli pagati in natura e smaltiti in città) ma per altro ancora. Certamente queste reti sono obsolete al giorno d'oggi ma hanno a lungo contribuito alla vita normale delle campagne. Un'altra funzione dei Rroms era lo spettacolo, ma anche alcune forme di "psicoterapia" e di consiglio sotto forma di divinazione. La concorrenza che rappresentavano per le chiese non ha spesso valso loro l'amenità di quest'ultimi - l'inquisizione si è mossa in modo particolarmente inumano riguardo ai Gitani.

In una società che valorizzava il recupero (che forse ritornerà) i Rroms avevano acquisito competenze ambientali di alto livello. Al giorno d'oggi, molte imprese hanno una dimensione internazionale, come Santiago in Francia e Vamosi in Ungheria. Negli Stati Uniti una delle specialità dei Rroms è il lavoro delle grandi strutture in alluminio e la riparazione lampo delle carrozzerie di automobili - e che montano in freccia, la divinazione organizzata come veri centri medici.

Più modestamente, i Rroms che lavorano nelle fiere (ma anche i "Forains" non Rroms che sono in numero quasi uguale) danno lavoro, certamente precario ma ben esistente, a quantità di genti nei comuni in cui passano.

Si potrebbe aggiungere con un'ironia amara che centinaia di "esperti dei progetti rroms" sono remunerati - senza grande risultato in realtà - da numerose istituzioni e ministeri in Europa, cosa che protegge quest'esperti della disoccupazione. Inoltre, il timore del Romanichel (parola che in rromani significa semplicemente "popolo rrom"), mantenuto sulle onde da diversi "esperti in sicurezza" che si trovano anche tra i produttori di sistemi d'allarme e di protezione, permette a quest'industria di aumentare i suoi vantaggi (è ad una scala inferiore alla tattica della NRA negli Stati Uniti). Questo ricorda una relazione del prefetto dei Pirenei Atlantici nel 1802 che scriveva: "Quella gente-là (Romanichels), anche se sono onesti per la maggior parte, è responsabile di numerosi allarmi nel paese poiché il loro semplice arrivo incoraggia i malfattori a perpetrare i loro misfatti, tenuto conto che sarà loro facile farli loro firmare;" occorre dunque espellerli ". Naturalmente ci sono Rroms, Sintés e Kalés malfattori, come presso i marinai pescatori bretoni, i Lionesi, i diabetici, le bionde o i giornalisti, ma lo stereotipo che associa Rroms e delinquenza è tanto assurdo quanto distruttivo (il tasso di criminalità è comparabile a quello del non rroms di classe sociale simile ed il numero di morti è molto più debole).

Meccanismi di successo sociale

Nonostante il fatto che più del 60% della popolazione rromani dell'Europa vive attualmente in condizioni tragiche di sopravvivenza, esiste un buono numero di famiglie, di individui o di Comunità la cui buona integrazione economica non ha condotto alla perdita del patrimonio culturale. Ad esempio esiste in Romania un tipo d'elite, chiamata "Gabors", che ha sempre saputo attraverso i diversi regimi politici ed economici restare relativamente prosperosa ed allo stesso tempo da coltivare il suo modo di vita tradizionale - tra cui, con l'ausilio di alcuni adattamenti, le sue professioni. Nessuno di loro in ogni caso sigla in margine alle attuali disoccupazioni!

Al contrario, i Macharis di Dány in Ungheria si sono interamente riconvertiti da un punto di vista professionale poiché lavorano tutti alle catene d'assemblaggio di prodotti elettronici, questo mantenendo anche la loro lingua e la loro cultura. Il fallimento non è dunque affatto iscritto nel destino dei Rroms.

Il fallimento

Le cause del fallimento sono spesso la congiunzione, o piuttosto il concatenamento, di molti fattori. Così, in occasione dell'abolizione della schiavitù in Romania, nulla è stato fatto per accompagnare i nuovi liberati che si trovavano alla via in un sistema feudale senza pietà (mentre i loro vecchi proprietari erano stati compensati dallo Stato). Si sono dunque trovati nella marginalità mentre nulla era fatto per combattere la mentalità schiavista, non soltanto in Romania, ma anche le ripercussioni della schiavitù (mancanza di progetto e del senso della responsabilità, sottovalutazione di sé, assenza della sensazione di proprietà ecc.). Con l'arrivo del comunismo e l'esodo rurale, la mano d'opera agricola è fornita dai Rroms, con lavoro garantito e miglioramento delle loro condizioni di vita - in modo che sono considerati in quegli ultimi anni come i "privilegiati di Ceausescu" e di là a dire che il dittatore era "di razza zingara", egli vi aveva soltanto un passo - segnalato più una volta dalla stampa!!!!

La caduta del comunismo condusse alla restituzione delle terre ai vecchi proprietari ed all'espulsione dei Rroms, respinti nella disoccupazione, la marginalità, la miseria. Situazione simile che ha naturalmente fatto moltiplicarsi le OnG vampire che, non contente di deviare o sprecare i fondi destinati ai Rroms, trattano gli interessati e garantiscono remissivamente tutto ciò che desiderano le autorità locali. La corruzione pecuniaria, politica e morale riguarda tanto i membri rroms che non rroms di queste OnG e l'origine etnica non è affatto pertinente in questo settore. Questa situazione a livello locale è tanto più spiacevole in quanto Bucarest può inorgoglirsi di risultati notevoli come la sua legislazione antirazzista o anche il riconoscimento della lingua e della cultura rromani nell'insegnamento scolastico (16.000 allievi all'anno seguono questo insegnamento in tutto il paese).

Si comprende meglio perché alcune famiglie, vittime della precarietà di ogni acquisizione sociale per i Rroms in Romania, vengono a tentare di dare una scolarità normale ai loro bambini in Francia o in Spagna. In realtà, sono soprattutto contadini, e le loro competenze, benché eccellenti, sono inutilizzabili nelle città in Francia.

La situazione è peggiore ancora in Bulgaria dove, con la benedizione dei "rappresentanti" autoproclamati dei Rroms, migliaia di bambini sono orientati verso classi per minorati che li privano di qualsiasi futuro. La perversione del sistema viene dal fatto che sulla carta delle relazioni tutto è perfetto: sono testi presunti oggettivi che presiedono all'orientamento bambini. Relazioni di "rroms esperti" confermano i buoni fondamenti delle pratiche, ingraziati i genitori con diversi "vantaggi" (farina, scarpe ecc.), pressioni senza fine sono esercitate su loro, tanto da OnG che dalle autorità in posto, ma anche con le reti di genitori non rroms, si trova sempre un Rrom o due per esprimere nei mass media o di fronte agli ispettori stranieri la propria piena soddisfazione del sistema - mentre allo stesso tempo i vantaggi materiali poco importanti attizzano contro Rroms la gelosia ed il razzismo di genitori non rroms poveri come loro. È questo contesto che permette oggi a Volen Sidérov, detto "Bolen" (il paziente), tale successo popolare (16%) quando dice che occorre "trasformare i zingari in sapone". Effettivamente i "rappresentanti rroms", usurI e speculatori, sono i principali colpevoli di questa situazione, con alcunI non rroms che concentrano nelle loro mani un potere senza divisione (distribuzione dei fondi del "decennio dello Rroms" ad esempio).

Mascherare un trattamento razzista in problema sociale non fa che precipitare la spirale della disintegrazione, della miseria ed infine della delinquenza, che giustifica con ciò anche le dichiarazioni dei razzisti.

Sino all'esilio

L'ipocrisia caratterizza il trattamento dei Rroms in Europa: siamo tutti nella stessa Unione e tuttavia il modo in cui sono trattati i Rroms nei diversi paesi non sembra interessare nessuno. Mentre la collaborazione è realizzata sempre più stretta in mille settori, la questione rrom vi sfugge un po' poiché sfugge alle preoccupazioni dei nostri candidati. Se dei Rroms vengono in Francia, la risposta è di Sicurezza (o pseudo-Sicurezza), come se si trattasse di invasori. Tuttavia, i Rroms che si partono soffrono di nostalgia; molto preferirebbero vivere vicino delle tombe dei loro antenati (siamo molto lontano dallo stereotipo trasportato da una certa stampa) nella loro terra natale, con tutta la complicità della popolazione maggioritaria: allora ritorno sì, è auspicato, ma in quali condizioni?

Finché i meccanismi reali del razzismo non sono stati identificati e combattuti in uno spirito di buona cooperazione tra i paesi considerati, lontano dalle relazioni politicamente corrette (ma menzognere) e dalle dichiarazioni delle cancellerie, quali ritorno può essere previsto seriamente? Verso quale inferno di precarietà e d'instabilità?

Il rifiuto di prendere il male alla radice

Trattare come sociale una problematica che è soltanto un tessuto di stereotipi da parte della maggioranza può soltanto fornire pretesti alle discriminazioni peggiori. Sarebbe essenziale formare (come la INALCO a Parigi lo prepara) dei Rroms specializzati nei meccanismi occulti dei diversi tipi di corruzione, affinché diagnosi realistiche possano condurre a risposte adeguate. Tuttavia, mentre i candidati a questi studi si moltiplicano, il fondo d'istruzione dei Rroms (43 milioni di euro attualmente depositati a Chur, in Svizzera) non prevede di concedere loro borse, ma finanzia "centri d'informazione" che per la maggior parte esisteranno soltanto sulla carta. È chiaro che tali centri sono molto utili per concretare il consenso tacito tra i governi, le OnG e le istituzioni europee.

Ed in Francia?

Come lo abbiamo accennato prima, la Francia ha mosso la questione dei Rroms sul settore della mobilità, come se ci fosse una relazione sistematica tra i due. Esiste dunque in Francia una legge che proibisce la mobilità? No, naturalmente, poiché non avrebbe basi giuridiche e tuttavia, de facto, il divieto esiste e si accompagna anche ad un divieto di fermarsi, tutto ciò certamente sotto pretesto di Sicurezza.

In realtà anche se il 96% dei Rroms è costituito da sedentari sul piano europeo, spetta a tutto il popolo rrom essere interdipendente, umanamente e simbolicamente, con i Rroms (ma anche con gli altri) che hanno scelto un modo di vita mobile, questo oltre a qualsiasi communitarismo poiché la questione riguarda un grande numero di non rroms mobili, in particolare i Forains.

È essenziale lottare per fare accettare la vita mobile a piena uguaglianza di diritti con la vita sedentaria, come lo prevede l'articolo 13 della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948, cioè: il diritto di circolare liberamente, fermarsi liberamente e riprendere liberamente la mobilità, questo con gli stessi diritti delle residenze fisse: inviolabilità del domicilio ma anche uguaglianza d'accesso alle assicurazioni, ai crediti ed alle assegnazioni, come tutta la popolazione del paese. Si tratta dunque anche del diritto di risiedere in un luogo senza essere cacciato, nel rispetto naturalmente dell'urbanesimo locale, ma come esigere tale rispetto quando i comuni sono nell'illegalità, poiché non applicano la legge Besson sulle superfici di parcheggio? Rare sono le superfici esistenti, molto più rare ancora coloro che sono corrette (occorre dunque congratularsi con i sindaci che non sono nell'illegalità). Successivamente occorrerà che queste superfici siano costruite con consultazione tra i protagonisti, cosa che non potrà essere realizzata che con la presa in considerazione dei Rroms, non come eterni "nomadi" o una casta a problema, ma come un popolo partner delle Comunità locali.

Un leitmotiv fa credere in Francia che la mobilità dei bambini li privi di una scolarità normale. Innanzitutto occorre rilevare che questa mobilità si estende spesso su meno di un dipartimento. In seguito, il centro nazionale d'insegnamento a distanza fa un lavoro notevole presso i bambini a modo di vita mobile. Infine, la mobilità non ha mai posto problemi ai loro piccoli compagni di scuola del Canada, dell'Australia o degli Stati Uniti, perché i bambini del viaggio della Francia sarebbero così seriamente interessati dalla mobilità? Lo stereotipo si sposa là con l'ignoranza.

L'altra frode: un gruppo sociale a problema

Anche se la parola Rrom, nome che un popolo si dà a sé stesso, sostituisce sempre più spesso quelli di zingaro e gypsy, nome dato da ignari ad indesiderabili, non è raro che sia il senso di "zingaro" o "gypsy" che resta dietro la parola "Rrom", trattato come politicamente corretto un po' al modo sviluppato nei paesi dell'Est sotto il comunismo. Una delle conseguenze è di sostituire l'identità culturale positiva, contributo al patrimonio europeo, con uno sguardo condiscendente su un vago gruppo di esclusi e miserabili. Conseguentemente, ogni persona che si alzerebbe socialmente di questa marginalità, cesserebbe di essere Rrom e quindi diventerebbe impropria alla rappresentazione dei Rroms ed al dialogo con le altre parti sociali, cosa che contiene allora questo popolo in un'incapacità intrinseca da prendere parte alla vita sociale e politica, eccetto sotto forma di pseudo-rappresentanti più o meno teleguidati dalle autorità locali, sempre gli stessi e mossi di posto in posto come sedie musicali. Se si aggiungono eterni i "tirocinanti", come se la popolazione rromani fosse composta soltanto da "jobards" che hanno necessità di formarsi per potere agire questo proprio quando esistono sistemi di regolazione sociale, politica ed anche giuridica molto al punto da secoli dal Rroms. Tutto sommato, queste competenze sono puramente e semplicemente scorse alla registrazione. Si allaccia così il circuito che impedisce qualsiasi vera partecipazione dei Rroms alla vita della città.

Cominciare a far passare il messaggio

Effettivamente, l'ignoranza quasi totale delle popolazioni sulla questione rromani è una delle cause di questo disagio ed occorre dunque cominciare con un'istruzione preliminare di queste popolazioni, un po' come nelle campagne pubblicitarie le mentalità sono bene cambiate in termini di violenze coniugali, di tabagismo, di incivilità nei trasporti o di molestia sessuale. Ma la tsiganophobie dipende dagli stessi instinti primitivi e potrebbe essere trattata in parte in uno stesso modo. Tuttavia, questo non interessa nessuno poiché i risultati sono troppo a lungo termine per gli eletti d'oggi... Mille giustificazioni sono trovate per evadere i progetti in questa direzione: dalle interpretazioni speciosi della Costituzione fino a "costrizioni tecniche" passando per semplici rifiuti senza spiegazione. Le possibilità di migliorare la situazione sono multipli, spesso molto economiche, ma ignorate delle autorità. Tuttavia con tali rifiuti, il paese si espone a termine a problemi sociali sempre più gravi ed irreversibili allora che le soluzioni sono a portata di mano per che vuole accettare la realtà.

Allora, chi avrà questa volontà politica: una gadji o un gadjio???

 
Di Fabrizio (del 24/04/2007 @ 09:53:33, in Europa, visitato 2155 volte)

Da Baltic_Roma

Lo scorso marzo è stato lanciato un sito web del Centro Sviluppo della Cultura Rom. Il sito www.Romi.lv, il primo nei paesi baltici, riporta notizie sulla comunità Rom, ed informazioni sulla storia, le tradizioni ed informazioni sui Rom in Lettonia, una popolazione di 8.152 all'inizio del 2006, secondo l'Istituto Centrale di Statistica. Le notizie sono disponibili in lettone, russo ed inglese. Il sito è stato finanziato dall'Ambasciata Britannica e dal Segretariato Assegnazioni Speciali del Ministero per l'Integrazione Sociale.

 
Di Fabrizio (del 29/04/2007 @ 10:53:25, in Europa, visitato 2094 volte)

E' uscito l'aggiornamento di aprile 2007 di PICUM.org con le notizie e l'evoluzione politica riguardanti i diritti sociali fondamentali degli immigranti non documentati in Europa. Disponibile nel formato Word nelle seguenti lingue: inglese, tedesco, olandese, spagnolo, francese, italiano e portoghese.
 

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