Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

siamo amici da quasi 50 anni, una vita! Per gli amici, questo e altro! Se passate di li', fategli un saluto da parte mia...

ASSETTO VARIABILE

E' sospeso sino a data da destinarsi.

Le puntate precedenti sono disponibili QUI


Volete collaborare ad ASSETTO VARIABILE?
Inviate una
mail
Sostieni il progetto MAHALLA
 
  
L'associazione
Home WikiMAHALLA Gli autori Il network Gli inizi Pirori La newsletter Calendario
La Tienda Il gruppo di discussione Rassegna internazionale La libreria Mediateca Documenti Mahalla EU Assetto Variabile
Inoltre: Scuola Fumetti Racconti Ristorante Ricette   Cont@tti
Siamo su:  
L'essere straniero per me non è altro che una via diretta al concetto di identità. In altre parole, l'identità non è qualcosa che già possiedi, devi invece passare attraverso le cose per ottenerla. Le cose devono farsi dubbie prima di potersi consolidare in maniera diversa.

Wim Wenders
-

\\ Mahalla : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 24/04/2009 @ 09:08:02, in lavoro, visitato 2015 volte)

Da Roma_Italia

Laura Clarke, 15/04/2009

L'Antica Sartoria Rom produce vestiti su misura ispirati al design romanì del XIX secolo

Entrare nel laboratorio tessile di Via Nomentana  952 è come entrare in un altro mondo. Qui l'uniformità unisex delle confezioni odierne lascia il passo ad indumenti di straordinaria femminilità e stile. Manichini vestiti di velluto o cashmere, corsetti e lunghe file di gonne a fiori punteggiano il locale. L'uniformità del locale fa da forte contrasto ai colori degli abiti in mostra: verde mela, blu cielo, rosso fuoco, rosa albicocca. Questa è l'Antica Sartoria Rom, una cooperativa di Romnià che producono abiti su misura ispirati al disegno tradizionale romanì del XIX secolo.

L'iniziativa prese vita nel campo di Via della Martora - Via Collatina a Roma est, dove un gruppo di donne rom voleva guadagnarsi da vivere ma senza imparare un nuovo lavoro. "La formazione professionale è complicata per gli adulti," dice la coordinatrice del progetto Alessandra Carmen Rocco, un'Italiana diplomata artistica con un diploma di conservatorio, che si è avvicinata ai Rom per la sua passione per la loro musica. "Prima di tutto, di solito non è pagata, poi c'è l'opposizione dei mariti, e per finire, chi guarderà tutti i bambini?"

Inizialmente, le donne consideravano due opzioni: babysitting ("le donne rom sono eccellenti babysitter, dato che le ragazze curano i fratelli e le sorelle più giovani sin dalla tenera età," dice Rocco) ed aprire un ristorante ("I Rom cucinano molto bene e la loro cucina è il risultato del contatto con le diverse comunità ospitanti), ma tutti e due gli schemi sono stati rapidamente abbandonati per ragioni pratiche. Poi un giorno le donne hanno prodotto a mano un vestito e così è nata l'idea della sartoria.

"Il progetto si adattava perfettamente perché le ragazze rom imparano a cucire a mano da molto giovani," spiega Rocco. "Inoltre, i Rom hanno mantenuto la distinzione tra il proprio modo di vestire e quello della comunità ospitante. Le tradizioni - gonne lunghe, cinturini stretti, corsetti attillati - sono rimasti." Le donne hanno continuato a fare una serie di indumenti, che vendono per i campi. Inizialmente i vestiti hanno sollevato entusiasmo, ma visto che erano fatti a mano, sono presto stati messi da parte, dando una cattiva nomea all'iniziativa.

Nel frattempo il gruppo ha deciso di focalizzarsi nel cucire vestiti ispirati agli stili tradizionali del XIX secolo. "Le donne vivono in condizioni che ricordano [quei tempi], senza elettricità o acqua corrente,e vogliono che i loro vestiti riflettano questo," spiega Rocco. I membri hanno contattato le anziane Romnià che vivono nei campi attorno a Roma, per sapere come la gente si vestiva in quel periodo e sono tornate con una serie di modelli. Poi i fondi sono stati assicurati dalla provincia di Roma per acquistare macchine da cucire, impiantare un laboratorio e fornire una formazione più approfondita.

All'inizio le donne hanno presentato i propri lavori alla Centrale Montemartini in Via Ostiense nel dicembre 2003. Da allora sono apparse all'evento AltaRoma haute couture il presso il Parco Auditorium della Musica, a MACRO, parte di una collezione preparata dal designer milanese Romeo Gigli (vedi QUI ndr), al Club La Palma nell'area Portonaccio per il lancio della cooperativa nel 2006 e, più recentemente, alla Città dell’Altra Economia al Testaccio. Dopo anni di lavoro in locali inadeguati, nel 2005 finalmente è stato garantito loro dal consiglio municipale locale l'uso indefinito dello spazio in via Nomentana, come riconoscimento del contributo dato dal rogetto all'integrazione degli stranieri nell'area.

La sartoria produce principalmente vestiti da donne - gonne, top, cappotti, scialli - ma anche vestiti e gilet maschili, gli indumenti sono fatti soltanto con fibre naturali e tipicamente includono intricati ricami disegnati usando pezzi di vetro, perline, lustrini e cristalli Swarovsk. Molti dei tessuti sono originari direttamente della Romania e sono portati in Italia dalla capo cucitrice Gabi Raducan che, a differenza di molti Rom di oggi, continua a seguire uno stile di vita nomade, viaggiando su e giù tra i due paesi. I prezzi variano dai 90 ai 1.000 €uro o più, a seconda del vestito, tipo e quantità del materiale usato e del ricamo adoperato. Attualmente il laboratorio impiega sette donne, che guadagnano 500 €uro al mese. Molti clienti sono dei privati che si avvicinano alla sartoria per varie ragioni compresa la ricerca di un abito da matrimonio.

Il 2009 è iniziato male con l'allagamento del laboratorio dovuto alle pesanti precipitazioni della fine dell'anno scorso. Inoltre la comunità rom di Roma sta fronteggiando un sovvertimento dovuto ai piani delle autorità cittadine di smantellare i numerosi campi non autorizzati e trasferire i loro abitanti fuori dal Grande Raccordo Anulare (GRA). Però, Rocco dice che la mossa non ha riguardato le lavoratrici tessili, che vivono nel campo autorizzato di Via della Cesarina, non lontano dal laboratorio.

 A dispetto di queste difficoltà ha grandi speranze per quest'anno. In primo luogo le donne stanno organizzando un'altra esposizione di moda dove introdurranno anche una linea di vestiti per bambini. In aggiunto hanno appena lanciato un sito web per presentare e promuovere il loro lavoro, che offre ai potenziali clienti un'idea migliore della bellezza ed unicità degli indumenti che offrono.

Antica Sartoria Rom
Via Nomentana 952
tel. 339/2357366 (Carmen)
anticasartoriarom@libero.it
www.anticasartoriarom.it

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 23/04/2009 @ 09:51:52, in scuola, visitato 1782 volte)

Da Nordic_Roma

HELSINGIN SANOMAT By Kristiina Markkanen

"Laalo, blaato, dzjelto (rosso, blu, giallo), i bambini rom leggono ad alta voce in una stanzetta del centro diurno Viherlaakso di Lahti.

Stanno avendo una lezione in kàlo-finnico-romanes, il nome ufficiale della lingua della minoranza finnica rom. Le sorelle Teresa e Maritsa Borg stanno colorando dei palloni mentre imparano il nome dei colori in romanes.

Le ragazze sono state fortunate: l'insegnante Marianne Florin lavora nello stesso centro diurno come sovvenzionata, in altre parole come assistente, il cui salario arriva parzialmente dal budget del Ministero dell'Impiego e dell'Economia.

Marianne Florin ha esperienza in questi circoli linguistici, anche se il suo livello di competenza del romanes non è molto alto.

D'altra parte, una lezione a settimana non è sufficiente per consentire a Maritsa e Teresa di parlare fluentemente il romanes. Sfortunatamente, non avranno l'opportunità di continuare i loro studi in romanes alla scuola.

La situazione a Lahti è tipica.

Soltanto pochissimi bambini rom di Finlandia hanno imparato la propria lingua madre - dipende dall'anno, circa 150 bambini apprendono il romanes al centro diurno o a scuola.

Si tratta del 5-10% dei bambini rom di Finlandia. Oggigiorno, non molti imparano la lingua a casa.

Il Tavolo Nazionale Finnico dell'Istruzione (FNBE) ha provato ad incoraggiare l'insegnamento del kàlo-finnico-romanes nelle scuole e nel 2009, i crediti dedicati sono stati raddoppiati.

Nei fatti, sono stati lanciati in Finlandia alcuni progetti per appoggiare i bambini rom ed i loro genitori riguardo la lingua romanes.

"Il prossimo autunno introdurremo i gruppi d'immersione nella lingua, i cosiddetti nidi linguistici, tanto per adulti che bambini che imparano il romanes. Abbiamo anche intenzione di organizzare due campi estivi linguistici", dice Leena Nissilä, Consigliera Anziana del FNBE.

Ci sono numerose ragioni sulla scarsità di insegnamenti in romanes.

I comuni non sono obbligati a fornire questa lingua, né sono interessati nell'organizzare questo insegnamento, c'è scarsità di insegnanti qualificati, oppure i Rom stessi mancano di comprensione o coraggio per chiedere l'insegnamento in romanes ai loro figli.

Elämä ja Valo è un'associazione a Lahti dei Rom di Finlandia.

Qualche anno fa l'associazione segnalò il fatto che la lingua romanes sarebbe stata a rischio di estinzione in Finlandia entro un decennio.

Cos'hanno da dire i ricercatori? La lingua romanes cesserà di esistere in Finlandia?

"Il numero di quanti attualmente usano la lingua nella comunicazione di tutti i giorni non può essere molto alto", dice il professore Matti Leiwo dell'Università di Jyväskylä con un profondo sospiro.

Secondo lui la lingua dei Rom finnici è in pericolo, su questo non c'è dubbio.

Il ricercatore Kimmo Grönfors dell'Università di Helsinki dice che il kàlo-finnico-romanes è come minimo in serio pericolo.

Non esistono statistiche sull'abilità nella lingua romanes, ma secondo le ultime stime, ci sono almeno 10.000 Rom in Finlandia, di cui forse la metà conosce la lingua bene o in modo soddisfacente.

"Siamo circa il 50% a parlare bene il romanes, ma non i nostri figli", dice l'insegnante di romanes Tuula Åkerlund di Romano Missio, un'organizzazione di servizio sociale del popolo rom che si prende cura dei bambini.

"Semplicemente quando i bambini sono piccoli non capiamo che potremmo insegnare loro due lingue", dice Åkerlund con rammarico.

Tuula Åkerlund puntualizza anche che la generazione più anziana non vuole che la lingua sia insegnata agli estranei. Il linguaggio è stato l'unica ricchezza del povero popolo viaggiante.

"La generazione che ha provato l'oppressione ed il disprezzo è ancora viva. Dal linguaggio ha ottenuto comfort, è per questo che lo vogliono mantenere solo nel circolo famigliare", spiega Åkerlund.

[...]

Buongiorno! - Tsihko diives!
La Finlandia appoggia l'allargamento EU - Fintiko themmesko dzinta EU: sko bohliboske.
Ti amo! - Me kamlavaa tuut!
Un Finnico che appartiene alla popolazione maggioritaria - Fintiko komunis
Un Caucasico, una persona di origine europea - gaajo
Helsinki (la capitale) - Baro fooros
Finlandia - Finitiko them o Fintiko them
Università - Apruno skoola
Night caffè - rassako kaljakiero
Pace - Freediba
Numeri: 1 = iek, 2 = dui, 3 = triin, 4 = staar, 5 = pangh, 6 = hou, 7 = efta, 8 = ohta, 9 = enja, 10 = deh

Nota: L'8 aprile era il Giorno Internazionale dei Rom, per celebrare la cultura rom e far crescere la consapevolezza sulle questioni affrontate dal popolo rom. L'11 febbraio il Museo Cittadino di Helsinki ha inaugurato una mostra internazionale intitolata Attenzione, Zingari! La Storia di un Fraintendimento, sul passato e il presente dei Rom d'Europa. La mostra sarà aperta sino al 30 agosto da mercoledì a domenica dalle 11 alle 17 - giovedì sino alle 19. Entrata libera. Indirizzo: Hakasalmi Villa, Mannerheimintie 13 D (accanto al Finlandia Hall).

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 23/04/2009 @ 09:07:36, in Europa, visitato 2152 volte)

Da Czech_Roma

19 aprile 2009, 12:49 GMT

Praga - Dice la polizia che una bambina rom ed i suoi genitori sono stati seriamente feriti, sembra da una bomba molotov lanciata nella loro casa durante la notte nel nord est della Repubblica Ceca. Le vittime dicono che qualcuno ha lanciato una molotov nella loro casa nella città di Vitkov, dandole fuoco poco prima di mezzanotte, ha detto la portavoce della polizia, Sona Stetinska, all'agenzia stampa tedesca DPA.

Ha aggiunto che la polizia non sarà in grado di confermare la causa dell'incendio se non potrà esaminare il luogo, cosa che è complicata dal pericolo di crollo dell'edificio.

Il Primo Ministro uscente, Mirek Topolanek, ha detto di essere "seriamente preoccupato dal sorgente estremismo", chiedendo alle autorità di determinare se l'incidente possa essere motivato razzialmente.

La polizia ha detto che il motivo del presunto attacco non è immediatamente condiviso. "Non possiamo confermare che si trattasse di motivo razziale, ma neanche possiamo negarlo," ha detto la portavoce.

La bambina di 22 mesi, salvata dalla casa in fiamme dai genitori, trasportata in aereo in un ospedale nella capitale regionale Ostrava, è in condizioni critiche, hanno detto dal servizio di soccorso.

Ha diverse gravi bruciature nell'80% del corpo ed ha inalato i fumi, ha detto in una dichiarazione il portavoce Lukas Humpl.

Nella dichiarazione si dice che la madre, 27 anni, ha bruciature alle gambe ed un braccio, mentre i padre, 33 anni, ha serie bruciature alla schiena e agli arti.

L'incidente ha avuto luogo in mezzo ad una crescente attività politica dell'estrema destra e dei gruppi neonazisti.

La stessa sera, estremisti di destra avevano percorso in una marcia largamente pubblicizzata la città nord-occidentale di Usti nad Labem, che ospita un simil-ghetto della comunità rom, 430 km. ad est di Vitkov.

Le città ceche hanno combattuto per proibire le marce estremiste, mentre i loro organizzatori sfruttano le leggi che salvaguardano la libertà di assemblea.

"E' chiaro che esiste un collegamento tra l'attività politica degli estremisti e la violenza diretta verso gli abitanti," ha detto il premier. Ha auspicato che la prossima riunione di governo discuta la questione lunedì.

Nonostante questa retorica, i gruppi di estrema destra hanno continuato senza problemi le loro attività. Recentemente il governo ha fallito nel suo sforzo di sciogliere una di queste organizzazioni, il Partito dei Lavoratori.

Attacchi a sfondo razziale con bombe molotov, alcuni dei quali mortali, hanno recentemente scosso l'Ungheria.

Articolo Permalink Commenti Oppure (1)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 23/04/2009 @ 01:28:24, in Italia, visitato 2678 volte)

Da RomSinti@Politica

La "Federazione rom e sinti insieme" promuove oggi, ad un anno dalla sua giuridica costituzione, il suo 1° congresso nazionale con il titolo "Rom e Sinti, protagonisti del nostro futuro. Sentire, percepire, pensare."

E’ doveroso ringraziare la presidente del Centro Servizi per il Volontariato del Lazio, Francesca Danese, per la comunicazione tra le reti, la preziosa collaborazione e la disponibilità per la promozione di questa iniziativa, l’UNICEF Italia per l’ospitalità, il presidente l’associazione Romà onlus, Graziano Halilovic e Paola Marotti per la gestione dell’accoglienza e segreteria organizzativa di questo congresso, gli amici di Radio radicale, le associazioni aderenti alla federazione, i graditi ospiti e tutti i partecipanti che saranno presenti oggi e domani.

Quello appena trascorso è stato un anno terribile per la popolazione Rom e Sinta, ma non è questa la sede per denunciare nei dettagli le diverse forme di illegalità, di violenze e di discriminazioni contro la nostra gente.

Questa relazione vuole formulare delle proposte politiche per Rom e Sinti e per meglio presentarle non posso evitare di mettere in evidenza scelte e comportamenti sbagliati del passato e che ancora oggi determinano un clima di odio e di rifiuto contro la popolazione rom e sinta.

Cosa sta accadendo alla politica ed alla società Italiana?

Motivare le reazioni della politica italiana agli atti di violenza degli ultimi tempi è il segnale di un profondo vuoto morale di una società che sta perdendo le coordinate culturali per convivere con "l’altro".

Il fenomeno dell’immigrazione ha trasformato l’Italia in un paese multiculturale, in una democrazia multiculturale, rideterminando il volto culturale dell’Italia e la politica è sollecitata a potenziare la sua responsabilità di garantire i diritti di tutti, dei cittadini "piccoli e grandi", "vecchi e nuovi", diritti essenziali per convivere in una società multietnica.

Va riconosciuto alla politica Italiana grandi meriti quando ha operato in osmosi con il contesto sociale e culturale, oggi deve seguire lo stesso metodo ed uscire dalla condizione di autorefenzialità in cui da anni si è rifugiata.

La politica deve prendere coscienza della necessità di un rapporto vivo con la società e non di plasmare i cittadini all’interno di contenitori, deve produrre cultura per far emergere un orientamento verso l'auto realizzazione, la partecipazione attiva, la consapevole applicazione dei diritti.

Penso che la crisi, di cui tanto si parla negli ultimi mesi, non sia solo una crisi economica, ma una crisi culturale che trova le sue radici nella perdita di valori fondamentali.

La crisi in atto troverà soluzione se la politica Italiana sarà capace di gestire il cambiamento culturale in atto trasformando una "statica" democrazia multiculturale in una "dinamica" democrazia interculturale, e per realizzare questo passaggio necessario un lavoro culturale che non deve interessare solo la ricerca di soluzioni, ma innescare percorsi di reazione positivi, che non siano la chiusura e il conflitto.

All’interno di questo contesto politico, sociale e culturale c’è la questione Rom e Sinta, con la sua specificità.

La realizzazione di questo evento è l’ennesima dimostrazione che la "Federazione Rom e Sinti insieme" non è una nuova associazione che si occupa di Rom e Sinti, ma un organismo politico che si propone con chiarezza, onestà e trasparenza di definire per Rom e Sinti un ruolo attivo e propositivo, per un dialogo diretto con il Governo, le Istituzioni e la società civile, collaborando alla programmazione di politiche di interazione con Rom e Sinti, per l’affermazione della cultura della legalità, il contrasto agli abusi di potere ed a ogni forma di discriminazione, la promozione di una società aperta e multiculturale.

Questo 1° congresso nazionale la federazione è stato promosso per coinvolgere Rom e Sinti e tutti coloro che direttamente o indirettamente in Italia sono impegnati nella questione Rom/Sinta per una riflessione, analisi e confronto sul processo di riconoscimento dei diritti di cittadinanza e di minoranza linguistica, per superare le divisioni e le frustrazioni del passato, per stimolare processi di formazione alla partecipazione (capacity building).

Questo non significa che la Federazione rom e sinti insieme non abbia la necessità di un ampio confronto interno per arricchire la proposta, la condivisione e la realizzazione del programma politico e della strategia organizzativa, discussione che realizzeremo dopo questo congresso, ma credo sia prioritario costruire un radicale cambiamento rispetto al passato, e se vogliamo migliorare le condizioni di vita della popolazione Rom e Sinta è necessario avviare un confronto ampio ed aperto con la politica, le istituzioni e la società civile.

Quello appena trascorso è stato un anno molto difficile per la popolazione rom e sinta per scelte e comportamenti sbagliati contraddistinte dalla fierezza dell’ignoranza e dall’arroganza.

Scelte sbagliate che hanno riversato i conflitti sulla quotidianità dei cittadini e legittimato la sospensione dei diritti di cittadinanza a rom e sinti e folclorizzato la cultura Rom/Sinta con pregiudizi e stereotipi.

In questo anno difficile, numerose sono state le manifestazioni di denuncia per la violazione di diritti fondamentali a Rom e Sinti, iniziative importanti, ma sono state più uno specchio che una finestra.

Malgrado l’impiego di energie e di risorse la condizione di Rom e Sinti diventa sempre più grave, questo è un dato indiscutibile e attribuire la responsabilità alla politica per il modo strutturale e recidivo con cui da troppo tempo realizza scelte tassativamente sbagliate per Rom e Sinti, oggi è diventato LIMITATO E NON RISOLUTIVO.

La denuncia, sacrosanta, non ha prodotto cambiamenti migliorativi alla popolazione rom e sinta.

Non possiamo continuare a piangerci addosso e rifugiarci nel "fatalismo persecutorio", oppure continuare ad ignorare, quasi sempre per un interesse personale, chi da troppo tempo soffia sul fuoco della nostra divisione per evitare a Rom e Sinti di essere protagonisti del nostro futuro, oppure ancora accettare passivamente le disastrose politiche "differenziate", assistenziali e segreganti, quasi che la normalità fosse estranea per Rom e Sinti, ed attribuire responsabilità ad "altri", perché la responsabilità è anche nostra, di Rom e Sinti.

Occorre analizzare ed elaborare i diversi livelli di responsabilità e adottare strategie in grado di migliorare le nostre condizioni culturali, sociali ed economiche, nella consapevolezza che oggi più ieri noi Rom e Sinti SIAMO "OSTAGGI" di alcuni OPPORTUNISTI e MASCALZONI senza scrupoli, presenti anche nella nostra popolazione.

Un radicale cambiamento di metodo rispetto al passato non è più rinviabile, iniziando dalla caduta delle falsificazioni sulla realtà Rom e Sinta che hanno avuto la finalità di far emergere SOLO l’aspetto sociale, l’emergenza e la negatività, limitando o folclorizzando gli aspetti culturali, ignorando la cultura Rom/Sinta ancora totalmente sconosciuta.

Infatti l’opinione pubblica, la politica, la società civile e i media leggono la realtà rom e sinta come limitata al campo nomadi, al disagio, alla devianza, alla illegalità, allo sfruttamento ed alla violenza, ecc. aspetti marginali e minoritari della popolazione rom e sinti, oltretutto estranei ai codici morali e culturali di questa minoranza, ma che attraverso un meccanismo politico/mediatico vergognoso schiaccia la positività e l’aspetto culturale della nostra popolazione.

Aspetti culturali e positività che non trovano spazi per emergere, per essere visibili a causa della negazione di prerequisiti essenziali: il riconoscimento alla popolazione rom e sinta quale entità culturale del territorio, la definizione di un ruolo attivo, propositivo e qualificato a Rom e Sinti.

Quanti sono cittadini Italiani appartenenti alla minoranza Rom e Sinta in Italia?

Perché la politica italiana nega il riconoscimento di minoranza linguistica a decina migliaia di Rom e Sinti Italiani, mentre riconosce minoranza linguistica poche centinaia di persone appartenenti ad altra minoranza?

Quanti Rom e Sinti, Italiani ed immigrati, vivono nelle case?
Quanti Rom e Sinti, Italiani e immigrati, svolgono un regolare lavoro dipendente o autonomo?
Tanti … tantissimi.
Perché queste persone Rom e Sinte sono ignorate?
Perché non rivendicano la loro identità Rom o Sinta?
Il problema è la discriminazione razziale generalizzata contro Rom e Sinti.

Queste persone rom e sinte per svolgere il loro lavoro generalmente sono obbligate a rinnegare la propria storia personale e familiare, la propria identità culturale, per evitare di essere pregiudizialmente discriminati per l’appartenenza etnica ed espulsi dal lavoro.

Per fortuna non è sempre così, ma nella grande maggioranza dei casi è proprio così.

Negli ultimi anni le richieste del cambio del cognome di persone Rom inoltrate alle Prefetture sono in aumento.

Che dire! …

Questo 1° congresso della Federazione è un’opportunità per elaborare un radicale cambiamento di metodo a tutti i livelli con il contributo di tutti per dare risposte adeguate alla realtà ed i bisogni sociali e culturali dei Rom e Sinti. Spero che da questo congresso emerga un contributo ampio sulla questione Rom e Sinta e che vada oltre le seguenti proposte:

- E’ urgente il riconoscimento di minoranza linguistica a Rom Sinti
- Diffondere e valorizzare la cultura Rom e Sinta
- Intervenire sulla normativa esistente in materia di discriminazione: ratificare integralmente la direttiva Europea 2000/43, rivedere, migliorare e rendere applicabile e celere la normativa vigente, indipendenza dal governo e poteri sanzionatori.
- Abbandonare la fallimentare politica dei campi nomadi SUBITO, rifiutando ogni forma di gestione, proponendo il superamento con l’autogestione di Rom e Sinti, utilizzare le risorse già disponibili per campi nomadi, ed altre nazionali e comunitarie, per avviare una politica abitativa pubblica per TUTTI I CITTADINI, Rom e Sinti compresi.
- Abbandonare ogni forma di politica differenziata per Rom e Sinti per abbandonare le politiche dell’assistenzialismo culturale.
- Definizione di un ruolo attivo e propositivo a Rom e Sinti.

In sintesi posso dire che si tratta di passare dalla mediazione alla partecipazione attiva per abbandonare le politiche dell’assistenzialismo e dell’esclusione e passare all’auto rappresentatività per il riconoscimento dei diritti di cittadinanza e di minoranza linguistica, per fare questo è necessario

Questo passaggio è possibile farlo subito perché molto dipende dalla nostra volontà, consapevole che si tratta di un passaggio delicato per il rischio di strumentalizzare la partecipazione attiva di Rom e Sinti e per evitare questo pericolo è necessario definire la partecipazione attiva di Rom e Sinti.

Una partecipazione attiva di Rom e Sinti "come un fine" che investe processi di trasformazione culturale e sociale di portata collettiva, "un processo sociale di azioni attraverso le quali gli individui, le comunità e le organizzazioni guadagnano padronanza sulle loro vite nel contesto di cambiare il loro ambiente sociale e politico per migliorare l’equità e la qualità di vita."

Si tratta di definirne le strategie per realizzare la partecipazione attiva di Rom e Sinti.

Nazzareno Guarnieri – presidente Federazione rom e sinti insieme

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Sucar Drom (del 22/04/2009 @ 13:17:44, in blog, visitato 1553 volte)

Rom e Sinti, il congresso della federAzione
A Roma si aprirà mercoledì prossimo il primo Congresso nazionale della federazione Rom e Sinti Insieme. Il congresso si terrà mercoledì 22 aprile alle ore 15.00 e giovedì 23 aprile alle ore 9.00 in via Palestro 68, ...

Diritti umani, è scontro tra Consiglio d'Europa e Governo italiano
Un Paese che non fa abbastanza contro il razzismo, dove «gli immigrati irregolari vengono criminalizzati», e che ha adottato o sta discutendo «misure draconiane» contro i clandestini. Una nazione dove es...

Alessandria, gli Italiani, i Rom e i Sinti: storia, problemi attuali e prospettive
L'Associazione Cultura e Sviluppo Alessandria invita, giovedì 23 aprile dalle ore 19.00 alle 22.00, alla conferenza "Gli Italiani, i Rom e i Sinti. Storia, problemi attuali e prospettive"...

Europee, Gruppo EveryOne: “no alla candidatura di Cofferati e Domenici”
Gli attivisti del Gruppo EveryOne hanno inviato una lettera aperta alle dirigenze del Partito Democratico in Toscana ed Emilia Romagna, nonché a tutti i Parlamentari Europei e ai membri del Parlamento Italiano contro la candidatur...

Le pari opportunità negate
Martedì 14 aprile 2009 la Gazzetta di Mantova ha titolato in prima pagina “Blitz di due nomadi nella casa protetta” e ha sottotitolato “Curtatone, forzano l’ingresso e portano via un ragazzo di 11 anni”. Al lettore disattento il messaggio rafforzerà lo ...

Rom e Sinti nella letteratura/8 - QUELLI DEL COLERA
Le immagini proposte dal Verga in Quelli del colera (1887) sono prosaiche, i suoi personaggi non hanno più nulla dell’aura magica del Romanticismo e, di contro agli idealismi e ai grandi sogni, protagonista è ora la realt...

Grande Fratello 9, il razzismo contro Ferdi
Questa sera avrà termine l’epopea dei reclusi nella Casa. Con vincitori, vinti, tifosi e opinionisti anche l’allarmante disprezzo di molti per il giovane montenegrino. Il reality show di Canale 5, sulla scia dell’Isola dei famosi, quest’anno ha voluto aprire al ’sociale’. Tra i concorrenti sono stati scelti un cieco, una ragazza omosessuale, un giovane profugo montenegrino di etnia rom...

Ginevra, un vertice sul razzismo indebolito dalle polemiche
La conferenza sul razzismo delle Nazioni Unite che si apre oggi a Ginevra è stata preceduta da un nutrito coro di polemiche e da un appello al boicottaggio. «I discorsi di odio e gli insulti di carattere razzista saranno vietati alla conferenza delle Nazioni Unite contro il razzismo e l'intolleranza...

Ginevra, chi è presente stavolta ha torto
Si apre oggi a Ginevra, sotto i peggiori auspici, la Conferenza delle Nazioni Unite sul razzismo. Gli occidentali sono arrivati a questo appuntamento divisi. Gli Stati Uniti, Israele, il Canada, l’Australia e l'Italia hanno confermato che non parteciperanno non essendoci garanzie che la Conf...

Ginevra, l'Europa intera è pronta ad andarsene
Si è aperta tra le polemiche a Ginevra la conferenza dell'Onu sul razzismo e la xenofobia, meglio nota come "Durban 2". Tantissimi i governi che hanno deciso di disertare l'appuntamento per timore che si trasformi in un processo a Israele. Non ci sono gli Stati Uniti, l'Italia, la Germania, la Polonia,...

Ginevra, Osservatore Santa Sede: assenze non si capiscono bene
L'assenza di alcuni paesi - come Usa, Israele, Italia - dalla conferenza Durban 2 sul razzismo, a Ginevra, "non si capisce bene", secondo l'osservatore permanente della Santa Sede all'ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, monsignor Silvano...

Ginevra, l'Europa abbandona dopo l'intervento di Ahmadinejad
Mahmud Ahmadinejad ha attaccato Israele denunciando la "formazione di un governo razzista in Medio Oriente" e i delegati dell'Unione europea hanno reagito lasciano la Conferenza di Ginebvra 'Durban ...

Ginevra, l'Onu deplora Ahmadinejad: "l'opposto della conferenza"
Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon ha deplorato il contenuto dell'intervento del presidente dell'Iran oggi alla Conferenza dell'On sul razzismo. "Il segretario generale - si legge in una nota pubblicata a Ginevra - deplora l'uso ...

Il calcio razzista
Durante la partita giocata sabato sera tra Juventus e Inter abbiamo assistito a vergognosi cori razzisti all’indirizzo del giocatore dell’Inter, Mario Balotelli, preso di mira perché nero...

Pisa, la Pasqua ortodossa tra gli accampamenti rom
Giorni fa ho accompagnato p. Ciprian, giovane sacerdote Ortodosso Rumeno di Livorno, in quattro accampamenti di Pisa per la Benedizione Pasquale. E' stato un momento bello e molto apprezzato dai Rom, sorpresi e meravigliati che un lo...

Roma, nel "campo nomadi" Ferdi è un eroe
In mezzo al nulla, un bagliore quasi accecante. Una luce illumina il prato di Ciampino, ma non sono i fari dell´aeroporto dell´Urbe, bensì il televisore acceso nel campo dove vivono i trecento rom della zona di Ciampino. Proprio lì ieri sera si sono dati appuntamento i Rom dei campi di Tor Vergata, Casilino '900 e dell´Arco di ...

La storia di Ferdi e l'alibi collettivo
Il modo giusto di fare tv? Rappresentare una realtà «accettabile» Si ha un bel dire sul Grande Fratello. Anzi, un brutto dire. Che è l'esito estremo della tv volgare. Che è la tv dei guardoni. Che è un quarto d'ora di celebrità a spese di ogni pudore. Ma se poi vince Ferdi e il GF rimane l'ultima possibilità ch...

Grande Fratello 9, Ferdi commuove e vince
È Ferdi il vincitore del Grande Fratello 9. Ventidue anni, di origini rom, con una storia difficile alle spalle - arrivato clandestinamente in Italia dal Montenegro in gommone e allontanato da piccolo dal padre e abbandonato dalla madre - oltre ai 300mila euro del montepremi fina...

Adesso se trovi uno zingaro, un rom che ti fruga nei cassetti di casa gli chiedi l'autografo?
Sapevo che dopo tanto blaterare di sicurezza nei tg e nei giornali, aver dato sfogo a tutti i pregiudizi dovuti al razzismo, avere discriminato romeni, sinti, zingari, rom tentando anche di dargli fuoco, il popolino della tv opportunamente guidato avrebbe avuto un sussulto di dignita'...

Ferdi: «Sarebbe bello se la mia partecipazione al "Grande Fratello" riuscisse a far superare tanti pregiudizi nei confronti dei rom»
«Sarebbe bello se la mia partecipazione al "Grande Fratello" riuscisse a far superare tanti pregiudizi nei confronti dei rom» questa è la prima dichiarazione di Ferdi Berisa, dopo aver vinto il Grande Fratello 9...

Ferdi nel Paese degli Orrori
C’era una volta il Paese degli Orrori, un mondo fitto di insidie e orchi terrificanti, un mondo senza luci. Ferdi viveva lì, abbandonato da una madre snaturata nelle grinfie di un padre sfruttatore e violento. Fin da bambino, nonostante ...

Potevo vincere il Grande Fratello
È imbarazzante, può apparire ridicolo. Ma è la pura verità. Come, sono certa, dimostrerà la storia che sto per raccontare. Una storia complicata. Ma quel che mi imbarazza - e che può apparire ridicolo - si riassume in cinque parole: potevo vincere il Grande Fratello. Ma andiamo con ordine. Nel s...

Rom e Sinti, si apre oggi il primo congresso
Si aprirà fra qualche ora il primo congresso della federazione “Rom e Sinti Insieme”. L’associazione Sucar Drom e l’associazione Nevo Drom presenteranno domani mattina una mozione/documento dal titolo unità e partecipazione...

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 22/04/2009 @ 09:43:14, in Europa, visitato 1319 volte)

Da Roma_Francais

Lille

Martine Aubry ha confermato ieri agli eletti della comunità, che lo Stato non continuerà più col finanziamento per le case mobili. Halluin, Lille e Faches-Thumesnil dovranno dunque restare le sole tre città dell'area metropolitana ad aver accettato di accogliere famiglie di Rom sul loro territorio.

Precisa la presidente, dopo aver gentilmente rimproverato chi aveva un sorriso di sollievo troppo visibile: "Ci sono state reticenze all'inizio, ma le cose stanno andando bene. I bambini sono scolarizzati ed i genitori parlano o imparano il francese."

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 

Da milano.blogosfere.it (vedi QUI ndr). In calce, due video girati la scorsa proiezione milanese del 15 aprile.

Parlare di rom senza pregiudizi è un'impresa molto difficile, specialmente adesso e specialmente a Milano dove ogni tre per due sgomberano campi e continuano a "spostare" il problema senza affrontarlo in maniera definitiva. Qualche settimana fa era stata sgomberata la baraccopoli della Ghisolfa, e solo due giorni fa quello in viale Cassala e via Giordani.

Due registi milanesi, Toni­no Curagi e Anna Gorio, hanno provato a raccontare la vita di un campo rom, e più precisamente quello in via San Dionigi 93 in un documentario. "Via San Dionigi 93" è stato prodotto dalla Provincia di Milano ed è stato presentato allo Spa­zio Oberdan.

Noi lo abbiamo visto: si tratta di 70 minuti di film tratti da oltre 50 ore di girato. Le riprese sono durate più di due anni. E' uno squarcio di vita quotidiana del campo rom situato vicino all'abbazia di Chiaravalle, che è stato colpito più volte da incendi ed è stato distrutto dalle ruspe comunali nel 2007. E che proprio qualche giorno fa è tornato alla ribalta.

Non c'è commento, non ci sono interviste: la videocamera diventa volutamente un occhio indiscreto che curiosa senza intervenire e mostra la realtà così com'è (a tratti però ci si perde un po', ma è l'effetto realtà se così possiamo chiamarlo).

Anche se in alcuni momenti si vorrebbe approfondire di più il tema che si sta trattando (e vedere di più) il risultato è un quadro sommario che è molto utile per chi lo guarda per osservare una realtà che spesso conosciamo solo dalle pagine della cronaca. Sarebbe bello vedere anche un "sequel", con altri spezzoni di documentario.

Abbiamo avuto l'opportunità di fare una breve chiacchierata con i registi

 

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 21/04/2009 @ 12:10:18, in musica e parole, visitato 1617 volte)
Strill.it Martedì 21 Aprile 2009 11:10

Jazz alla Fioreria 2009 presenta Giovedì 23 aprile 2009 ore 22.00 presso il Fiore di Desna - Reggio Calabria Morarescu & Martini Manouche quartet. Django Reinhardt, grandissimo chitarrista e compositore francese attivo negli anni ’30-’40-’50, è stato il più importante esponente del cosiddetto jazz manouche, nato dalla fusione dello swing d’America e sonorità e virtuosismi della musica degli zingari "manouche" insediatisi in Francia, Belgio, provenienti dall’Europa dell’est.

Tra i tanti musicisti contemporanei che perpetuano questo stile, il violinista rumeno Rares Morarescu ed il chitarrista Jacopo Martini sono considerati due figure di primo piano, noti per la loro tecnica vertiginosa che da anni fa infuocare il pubblico presente ai loro concerti.

Morarescu nato a Bucarest, città multietnica ricchissima di stimoli artistici e musicali, studia violino classico dall'età di 5 anni ma da sempre è incuriosito dalla travolgente musica e dal pathos dei tzigani di cui era pieno il suo quartiere. A 15 anni è stato assunto dal famoso Taraf "Cununa Carpatzilor" di Bucarest con il quale ha girato il mondo per 10 anni. Parallelamente ha collaborato con l'orchestra popolare di Stato della Radio Televisione Rumena. Innumerevole le collaborazioni con i Manomanouche, Les Manuages, Dario Pinelli, Alma Gitane, Manouche Club Sikane, Gero Pitanza e tanti altri musicisti jazz.

Jacopo Martini nel 2000 durante un viaggio in Francia s'innamora della musica Manouche, apprendendo lo stile direttamente dai chitarristi zingari dell'aria nord francese Matcho Winterstein e Angelo Debarre. Ad oggi Jacopo Martini ha collaborato con i maggiori esponenti del jazz italiano ed estero quali: Gianluigi Trovesi, Erico Rava, Fabrizio Bosso, Lee Konitz, Tony Scott ,Tiziana ghiglioni, Antonello Salis. Ha registrazioni e dirette in programmi Radiofonici RAI il Terzo Anello, Fahrenheit.

E' stato ospite in prestigiosi festival, come, il festival internazionale Django Reinhardt di Torino, Expo 2004 di Genova, Festival Jazz Di Nancy (Francia) ecc, ecc

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 21/04/2009 @ 09:53:33, in conflitti, visitato 1307 volte)

Da Roma_Daily_News

Stuff.co.nz By EVAN HARDING - 14/04/2009

A BOTTIGLIATE: Zingari arrabbiati Helena e Andre Beissel con una delle bottiglie lanciate sui loro camion mentre era parcheggiato all'Invercargill's Gala St reserve nel fine settimana ROBYN EDIE/The Southland Times

Zingari esasperati dicono che i giovani di Invercargill continuano ad essere i peggiori del paese e lanciano delle bottiglie contro di loro.

Circa 60 zingari e le loro famiglie in 30 case mobili erano in città nel fine settimana pasquale per l'annuale Fiera Zingara.

Viaggiano per paesi e città attraverso il paese per otto mesi all'anno, intrattenendo e vendendo i loro articoli.

Gli zingari hanno parlato ieri a The Southland Times dicendo che teppisti di Invercargill hanno guidato sino al loro campo a lato del Queens Park, gridando, lanciando uova e bottiglie verso i loro caravan e suonando i clacson per tutte le notti della loro sosta.

Sono pure entrati nel campo ed hanno picchiato contro le case mobili [...] Dicono gli zingari che è stata anche rubata una bicicletta.

Gli abusi ricorrono annualmente per gli zingari che visitano la città, solo Palmerston North è paragonabile, mentre Gore ha visto casi simili nel passato, dicono.

"Questo è il paese peggiore della Nuova Zelanda. Temiamo a venire qui, questo è male," dice la chiromante Helena Beissel.

Il manager della fiera, Gavin Mackenzie, dice di ritenere che siano circa "dai 10 ai 20 dannati idioti... ma tutti gli altri qui ci rispettano."

"Se non buttano uova, sono bottiglie di birra. Se si va a Gore, ti lanciano addosso conigli morti."

Le azioni sono state condannate da chi ieri visitava la Fiera Zingara, con Vanessa Sandford che dice che tutti hanno credenze e stili di vita differenti, ma che devono comunque essere rispettati.

Il proprietario della giostra della fiera, Cam Taylor, dice che i residenti di Invercargill sono stati meravigliosi e quando si è zingari qualche abuso c'è sempre da aspettarselo.

"La realtà è che non siamo tutti idioti drogati."

Gli zingari dicono di non aver contattato la polizia.

Il sergente maggiore Olaf Jensen, di Invercargill, ha detto che la polizia non può arrestare i colpevoli se non le si racconta cosa è successo.

Ha aggiunto che contatterà gli zingari e vedrà se la polizia può aiutarli.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 21/04/2009 @ 09:36:59, in Italia, visitato 1621 volte)

Ricevo da Roberto Malini

Momenti drammatici nella mattina del 25 febbraio.


Pesaro, 19 aprile 2009. Maria L. di Pesaro scrive al Gruppo EveryOne: "Come prima cosa, complimenti per il vostro impegno contro l'intolleranza, che è un grande problema qui nelle Marche, come in molte altre regioni d'Italia. Ho letto le notizie riguardanti le famiglie romene di etnia Rom che si erano rifugiate in città e la terribile mattina del 25 febbraio, quando le forze dell'ordine hanno compiuto un'azione che mi fa orrore. Dove serviva accoglienza, è stata usata discriminazione. Dove serviva tutelare l'unione delle famiglie, si è cercato di dividere. Dove occorreva un supporto sociale e sanitario, è stata usata intolleranza. Confesso che ho pianto, quando ho saputo che due bambini sono morti, prima ancora di vedere la luce, proprio qui a Pesaro, dove invece io, italiana, ho avuto la fortuna di mettere al mondo tre bambini. Com'è ingiusto e crudele il razzismo. Mi consola sapere che almeno la Scavolini Spar, che è la gloria sportiva della mia città, si è recata a trovare le famiglie Rom con i suoi meravigliosi atleti e i suoi sensibili dirigenti. Non credevo che, dopo la visita della squadra ai bambini, alle donne e agli uomini rifugiatisi in città, le autorità avrebbero avuto il coraggio di mandarli via. Vorrei avere notizie sulle famiglie costrette a fuggire da Pesaro: dove vivono, adesso? Stanno bene? Possibile che non si possa chiedere al comune almeno un risarcimento per le cose orribili che sono accadute?".

Risponde EveryOne. Grazie delle tue parole. Il Gruppo EveryOne ha cercato con tutte le proprie forze di evitare la tragedia che si è verificata a Pesaro. Abbiamo incontrato le principali autorità, abbiamo consegnato loro dossier riguardanti la condizione delle famiglie Rom rifugiatesi in città e i testi delle leggi internazionali che prevedono assistenza e procedure di inclusione, in casi come quello presentatosi a Pesaro. Nonostante il muro di intolleranza che il sindaco e i suoi assessori ci hanno posto davanti, siamo riusciti addirittura a metterli allo stesso tavolo con due rappresentanti della comunità Rom. Abbiamo inviato a tutte le personalità politiche di Pesaro e provincia lettere chiuse (protocollate dall'apposito ufficio) e lettere aperte. Abbiamo contattato ripetutamente prefettura, questura, comando della polizia locale e dei carabinieri, difensore civico, procura della repubblica. Ci siamo scontrati con le strutture sanitarie locali, affinché i pazienti Rom ricevessero lo stesso trattamento degli altri cittadini, intraprendendo vie giudiziali e giungendo a una condivisione di ideali umanitari con l'ospedale San Salvatore. L'odio razziale, così forte e presente presso le Istituzioni locali, ha reso impossibile, però, l'attuazione di un programma di integrazione, nonostante vi fossero malati gravi e portatori di handicap, donne incinte e minori, nella comunità Rom romena di Pesaro. Si è giunti così, dopo innumerevoli episodi di razzismo, brutalità e indifferenza, al drammatico mattino del 25 febbraio, al tentativo a parte di 20 agenti di sottrarre i bambini ai genitori, alla fuga disperata delle mamme, ai decessi dei due nascituri e alla diaspora della comunità. La foto di una giovane donna incinta caduta al suolo, senza che nessuno dei 20 agenti si premurasse di assisterla, minacciando - al contrario - gli attivisti di essere denunciati per "oltraggio", sintetizza in un'immagine terribile quelle ore di persecuzione e orrore, dolore e morte, crudeltà e ingiustizia. Noi c'eravamo e non dimenticheremo. Le famiglie che hanno vissuto quella violazione totale dei propri diritti fondamentali hanno denunciato alle Istituzioni internazionali la tragedia in cui sono passate e noi abbiamo testimoniato quanto visto e ascoltato. Ci auguriamo che sia fatta giustizia, perché gli eventi che si sono verificati a Pesaro sono un segno chiaro e incontrovertibile di una disumanità che sembra provenire dagli anni dell'Olocausto e non dalla nostra epoca, in cui l'Unione europea e le Nazioni Unite tentano di risalire la china dei Diritti Umani e di preparare per le generazioni venture una società multietnica, tollerante e accogliente. Riguardo alla Scavolini Spar, purtroppo la società sportiva, dopo aver invitato alcuni rappresentanti della comunità Rom locale sugli spalti, non ha tenuto fede successivamente alle promesse, nonostante avessimo tentato in diverse occasioni di far leva sulla sensibilità mostrata in occasione della cosiddetta "partita dell'antirazzismo" e nonostante il Parlamento europeo avesse proposto la società per un encomio ufficiale. La verità è che nessun dirigente, nessun atleta si è mai recato presso i due edifici dismessi in cui vivevano fra mille privazioni le famiglie Rom provenienti dalla Romania. E' triste e doloroso per noi scrivere queste parole, perché mantenere in vita un "mito" come quello della Scavolini amica del popolo Rom potrebbe servire da esempio per altre realtà, per altre società. Ma quando abbiamo deciso di dedicare le nostre vite ai Diritti Umani, abbiamo scelto, contemporaneamente, di servire la verità. L'impegno della società di pallacanestro si è limitato a quella partita, in cui lo speaker annunciò al pubblico la presenza della comunità Rom di Pesaro e a un pugno di biglietti per una partita successiva. E' evidente, cara amica, che se gli atleti della Scavolini fossero andati a trovare le famiglie Rom e se le foto della loro visita fossero apparse sui giornali locali e nazionali, come era nei progetti del nostro gruppo, nessuno avrebbe avuto il coraggio di vessare ancora una volta quell'umanità già straziata da intolleranza e violenza. Il fatto è che i Rom di Pesaro sono stati abbandonati da tutti, a Pesaro, salvo pochi meravigliosi esseri umani che li hanno aiutati con impegno, coraggio e compiendo immensi sacrifici personali: Mariateresa e Lia su tutti. E' a loro che va l'encomio ed è grazie a loro che un terribile dramma umanitario non ha avuto conseguenze ancora più funeste. Rispondendo alle tue ultime domande, alcune delle famiglie fuggite da Pesaro si trovano ora in Romania. Fra di loro vi sono pazienti oncologici e cardiopatici dell'ospedale San Salvatore: hanno perso tutto, anche la possibilità di curarsi. Però sono uniti ai loro cari e ai loro bambini. Altre famiglie si sono rifugiate in Grecia, dove soffrono emarginazione e povertà, ma non la persecuzione patita in Italia. Un'altra coppia con due bambini si trova nel nord Italia. Dopo la fuga da Pesaro, la madre ha trascorso alcune notti dormendo all'aperto ed essendo una donna molto malata, ha rischiato di perdere la vita. Con grande fatica e agendo in condizioni di grave pericolo, abbiamo procurato un riparo alla famiglia, che per ora è fuori pericolo. Una famiglia è ancora a Pesaro. E' la famiglia in condizioni di salute più gravi. Le autorità hanno fermato più volte i suoi componenti, dopo il 25 febbraio. La madre, che soffre di un tumore al seno in metastasi, è in cura presso il San Salvatore, ma la pressione insopportabile delle autorità ha già indotto la famiglia a lasciare la città, verso un futuro che lascia poche speranze. La gran parte delle famiglie ha rilasciato testimonianza di quanto patito a Pesaro, chiedendo giustizia alle autorità preposte in àmbito internazionale.

info@everyonegroup.com
www.everyonegroup.com

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Titolo
Quest'anno ci saranno le elezioni europee. Ti senti coinvolto:

 Per niente
 Poco
 Normalmente
 Abbastanza
 Molto

 

Titolo
La Newsletter della Mahalla
Indica per favore nome ed email:
Nome:
Email:
Subscribe Unsubscribe

 

********************

WIKI

Le produzioni di Mahalla:

Dicono di noi:

Bollettino dei naviganti:

********************


Disclaimer - agg. 17/8/04
Potete riprodurre liberamente tutto quanto pubblicato, in forma integrale e aggiungendo il link:
www.sivola.net/dblog.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. In caso di utilizzo commerciale, contattare l'autore e richiedere l'autorizzazione.
Ulteriori informazioni sono disponibili QUI

La redazione e gli autori non sono responsabili per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ai post.
Molte foto riportate sono state prese da Internet, quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non hanno che da segnalarlo, scrivendo a info@sivola.net

Filo diretto
sivola59
per Messenger Yahoo, Hotmail e Skype


Outsourcing
Questo e' un blog sgarruppato e provvisorio, di chi non ha troppo tempo da dedicarci e molte cose da comunicare.
Alcune risorse sono disponibili per i lettori piu' esigenti:

Il gruppo di discussione

Area approfondimenti e documenti da scaricare.

Appuntamenti segnalati da voi (e anche da me)

La Tienda con i vostri annunci

Il baule con i libri Support independent publishing: Buy this e-book on Lulu.


Informazioni e agenzie:

MAHALLA international

Romea.cz

European Roma Information Office

Union Romani'

European Roma Rights Center

Naga Rom

Osservazione


Titolo
blog (2)
Europa (7)
Italia (6)
Kumpanija (2)
media (2)
musica e parole (4)

Le fotografie più cliccate


04/12/2022 @ 23:22:28
script eseguito in 116 ms

 

Immagine
 1995 - redazione del bollettino per le scuole IL VENTO E IL CUORE... di Fabrizio



Cerca per parola chiave
 

 
 

Circa 6039 persone collegate


InChat: per non essere solo un numero scrivete /n  e poi il vostro nome/nick

< dicembre 2022 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
 
             
Titolo
blog (506)
casa (438)
conflitti (226)
Europa (986)
Italia (1410)
Kumpanija (377)
lavoro (204)
media (491)
musica e parole (445)
Regole (348)
scuola (335)
sport (97)

Catalogati per mese:
Maggio 2005
Giugno 2005
Luglio 2005
Agosto 2005
Settembre 2005
Ottobre 2005
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019
Dicembre 2019
Gennaio 2020
Febbraio 2020
Marzo 2020
Aprile 2020
Maggio 2020
Giugno 2020
Luglio 2020
Agosto 2020
Settembre 2020
Ottobre 2020
Novembre 2020
Dicembre 2020
Gennaio 2021
Febbraio 2021
Marzo 2021
Aprile 2021
Maggio 2021
Giugno 2021
Luglio 2021
Agosto 2021
Settembre 2021
Ottobre 2021
Novembre 2021
Dicembre 2021
Gennaio 2022
Febbraio 2022
Marzo 2022
Aprile 2022
Maggio 2022
Giugno 2022
Luglio 2022
Agosto 2022
Settembre 2022
Ottobre 2022
Novembre 2022
Dicembre 2022

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
BuongiornoE-mail: giovannidinatale1954@gmail.comOf...
28/12/2021 @ 11:20:35
Di giovannidinatale
Hi we are all time best when it come to Binary Opt...
27/11/2021 @ 12:21:23
Di Clear Hinton
 

Locations of visitors to this page

Contatore precedente 160.457 visite eliminato il 16/08/08 per i dialer di Specialstat

 Home page © Copyright 2003 - 2022 Tutti i diritti riservati.

powered by dBlog CMS ® Open Source