Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 08/10/2008 @ 23:23:21, in blog, visitato 1782 volte)

Un osservatorio sul razzismo
Gad Lerner mette in fila con preoccupazione quelli che chiama "scricchiolii della pacifica convivenza" e invita i Presidenti delle Camere a promuovere un osservatorio parlamentare sul razzismo...

L’incubatrice del razzismo
Colonia, 20 settembre: divieto di una manifestazione razzista. Venezia, 15 settembre, esempi di oratoria all’annuale raduno della Lega: "Macché moschee, gli immigrati vadano a pregare e pisciare nel deserto" (Giancarlo Gentilini, che rivendica la primogenitura come "sindaco-sceriffo" d’Italia);...

Il razzismo nelle "sfumature" di chi guida l'Italia
Il razzismo è un tema grave e delicato che va affrontato senza divisioni o contrapposizioni politiche. Lo ha sostenuto il presidente del Senato, Renato Schifani, intervistato nel salotto politico di "Domenica in", condotto da Monica Setta su Raiuno...

Roma, grande successo per il volume «Romanó Drom»
Grande successo per la presentazione in prima assoluta della raccolta di partiture musicali per orchestra sinfonica del musicista compositore Alexian Santino Spinelli dal titolo «Romanó Drom» (Carovana Romaní), svoltasi a Roma presso la...

L'Italia è razzista
Da alcuni giorni tutti i media nazionali discutono sul tema del razzismo. Gli eventi delle ultime settimane hanno scalfito quell’invisibile muro che permea la società italiana. In molti stanno cercando di chiudere questa scalfittura con le solite considerazioni: sono fatti isolati, sono...

Slovacchia, la xenofobia è un problema irrisolto nell'Unione europea
"Nell’Unione Europea le frontiere nazionali diventeranno virtuali: vedrete che questo risolverà anche i problemi delle minoranze etniche come quella ungherese vivente in Slovacchia." – queste erano le profezie ricorrenti di politici, esperti e intellettuali alla vigilia dell’ampliamento dell’UE del 2004...

Ferrara, ma i Rom non fanno paura
Una questione spinosa quella dei rom di cui «si è troppo scritto e parlato male», come ha detto introducendo gli ospiti il direttore di Internazionale Giovanni De Mauro. Ospiti guidati, più che moderati, da Gad Lerner che con interesse e consapevolezza ha affrontato un tema difficile...

Reggio Calabria, l'Opera Nomadi interviene sulla proposta di legge sulla casa
Oggi la questione della casa, a causa dell’aumento degli affitti e della crisi dei salari, rappresenta uno dei problemi sociali più importanti che interessa una larga fascia della popolazione non abbiente...

Roma, nuova udienza del processo Reggiani
«Il volto insanguinato, le mani piene di graffi». Così nell'udienza di lunedì 6 ottobre del processo per l'omicidio di Giovanna Reggiani, aggredita e uccisa il 30 ottobre scorso nei pressi della stagione ferroviaria Tor di Quinto a Ro...

Genova, una compagnia teatrale di Sinti e di Rom
Il suo nome è Sejad, ma tutti lo chiamano Sergio. Molto teso su una sedia, racconta una favola capovolta sull’ultima “zingara” di Auschwitz, dove i cattivi hanno gli occhi azzurri e le mani pulite, mentre i buoni hanno gli oc...

Cattolici, dalla delega in bianco ai "peccati di omissione"
Scrive padre Sorge: «La destra ha avuto buon gioco nel presentarsi come garante dell'ordine pubblico, promettendo "pugno di ferro" e "tolleranza zero". Se è stato...

Previsioni del tempo
Le borse non la smettono di crollare, il che fa tanto previsioni del tempo [pessime]. A Vicenza la gente va a votare, più di quanto ha fatto in molte occasioni passate, per un referendum non ufficiale [proibito dallo Stato italiano], e anche questo fa...

Roma, siamo arrivati ai punti (permesso di soggiorno) e ai referendum ("nomadi")
Come per la patente, la Lega propone il permesso di soggiorno a punti per gli immigrati, con revoca in caso di violazioni della legge. E inoltre gli emendamenti del Carroccio al ddl sicurezza, assegnato alle commissioni Affari costituziona...

Chiari (BS), i cinque bambini fantasma
Ci sono cinque bambini che hanno una colpa. Quella di essere nomadi sinti nati in Italia. E c'è un'amministrazione municipale senza cuore che li ha messi nel mirino fino a rendere loro impossibile un vita normale...

Razzismo, FaceBook smentisce Maroni
«Basta poltrire davanti al computer tutto il santo giorno! Basta con la scuse, non ci sono più né “se” né “ma”, il bene della comunità non può più aspettare!!! BRUCIAMO TUTTI QUEI MERDOSI UNTERMENSCHEN ZINGARI!!!», «ovunque c’è uno zingaro ci deve essere una molotov!!!...

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Di Fabrizio (del 09/10/2008 @ 09:20:30, in Europa, visitato 5641 volte)

Da Bulgarian_Roma

Da QUEST Bulgaria Property Magazine venerdì 3 ottobre 2008 (nota: mentre sto traducendo il testo, il sito è down, può darsi che non si visualizzino le immagini)

Molti che cercano casa in Bulgaria sono spesso consigliati dalle agenzie bulgare di evitare i villaggi con un'alta popolazione zingara. Tuttavia quando si trovano in aree con molti residenti Rom, trovano che il crimine ed i problemi sociali non sono differenti da qualsiasi altra area rurale in Bulgaria. Difatti molti sono diventati amici costanti dei loro vicini zingari e mentre non sarebbe saggio se non possibile trasferirsi in un vero ghetto zingaro, vivere in un'area con un'alta presenza etnica non è nocivo come dicono i bulgari.

Storia
I Rom, questo il nome corretto per la popolazione zigana non solo in Bulgaria ma in tutta Europa, hanno una storia lunga ed interessante. Nel Medio Evo, migranti dall'India arrivarono in Bulgaria e nel resto dell'Europa Orientale. Si ritiene che fossero discendenti di una sotto-casta indiana. Nel XVI secolo molti di loro adottarono il turco come lingua madre ed alcuni si convertirono all'Islam. Praticavano uno stile di vita nomadico basato sulla vendita dei loro manufatti e capacità, ma questo stile di vita itinerante fu proibito nell'era comunista. Durante questo periodo, molti diventarono parte della forza lavoro industriale, o furono impiegati come braccianti nel settore agricolo. La caduta del comunismo portò difficoltà economiche estreme a questa minoranza etnica. Il boom delle proprietà ha coinvolto questa comunità, che fornisce manodopera a basso costo all'industria delle costruzioni.

I differenti gruppi
I Rom sono la più grande minoranza etnica europea, in Bulgaria sono il secondo gruppo etnico dopo i Turchi e comprendono il 4,7% della popolazione. Ufficiosamente, questa cifra è considerata molto più bassa della realtà, e la popolazione Rom èstimata attorno al 7%. La ragione della discrepanza è il fatto che molti Rom si dichiarano come Bulgari o Turchi nei censimenti e nei documenti ufficiali per evitare la discriminazione razziale.

I Rom si compongono di gruppi differenti, ognuno dei quali si riferisce di solito all'attività commerciale dei componenti. Come gruppo globale, sono una comunità divisa in termini di potere politico, cultura e stile di vita, anche il matrimonio tra componenti di gruppi diversi è raro. Il più grande gruppo tra i Rom bulgari è quello degli Yerlii, composto da daskane roma, che sono Ortodossi ed i horahane roma, che sposano la religione Musulmana. Altri gruppi Rom includono i Kardarashi, che una volta erano rinomati ramai, ma oggi sono spesso definiti Zingari serbi, poi i Rudari conosciuti come Rumeni o Zingari Vlach perché la loro lingua nativa è un dialetto rumeno, gli Ursari o Mechkari, che nei paesi e nei villaggi addestravano gli orsi a ballare per guadagnare soldi dagli spettatori, i Lingurari o Kupanari, che erano e spesso sono ancora carpentieri ed i Lautari, che erano musicisti compiuti.

Razzismo
I Bulgari sono apertamente razzisti nel loro denigrare i Rom ed è raro sentirli chiamare Rom, molto più spesso usano Tsigeni che significa zingaro, o Mangali un insulto simile a Nigger. In verità, ci sono molte parole e frasi usate dai Bulgari per etichettare questo gruppo etnico o per insultarne i componenti, queste frasi includono "nero come uno zingaro" per denotarne il colore della pelle, "lavoro da zingaro" per indicare un'esecuzione scadente, "menti come un vecchio zingaro" implica che si è un bugiardo compulsivo e "russi come un cavallo zingaro". I nomi derogatori arrivano a chiamare "zingari" i noccioli di cereale bruciati o marroni.

Il razzismo contro la popolazione Rom è esistito per secoli ed è stato alimentato durante il dominio Ottomano quando molti, probabilmente per il cattivo trattamento riservato loro dai nativi Bulgari, si misero a fianco dei Turchi adottando la loro lingua e religione. Il pregiudizio razziale continua oggi nei media e politicamente, il partito estremista Ataka, che si è affidato a forti politiche nazionaliste, ha ottenuto 21 seggi parlamentari su 240 ed il 9% dei voti alle elezioni del 2005.

Mentre molti deridono il colore della pelle ed i costumi dei Rom, il razzismo tende a crescere perché i Rom sono i membri più poveri della società e sono perciò associati ai furti, all'elemosinare e alla mancanza di istruzione. Il loro problema non è dissimile da quello dei disoccupati in Gran Bretagna, che hanno bassi tassi scolari, i più alti tassi di associazione al crimine e spesso vivono in proprietà comunali, dove il Britannico medio non metterebbe mai piede. I compratori britannici sono anche rinomati per chiedere quanti zingari vivono in un villaggio prima di acquistare una proprietà e molti sono colpevoli dello stesso pregiudizio della popolazione locale. Molti di questi scelgono anche di mandare i loro bambini in scuole private per paura che l'istruzione dei loro figli possa essere svantaggiata dall'inclusione di bambini Rom nel sistema educativo bulgaro.

Cultura Rom
Sofia, Sliven e Lom hanno la più alta concentrazione zingara in Bulgaria. Ogni gruppo Rom nel paese vive in una propria area distinta, spesso un ghetto ai margini della città o del villaggio. Questi ghetti conosciuti come Quartal in bulgaro hanno poche infrastrutture e sono spesso disseminati di immondizie, ma abbondano di antenne satellitari e cavalli, asini e cani vaganti. I bambini sono fuori, incustoditi tutto il giorno e le gravidanze precoci sono comuni.

I gruppi Rom hanno la loro propria lingua, per molti è un dialetto rumeno o turco. Nel sistema scolastico i bambini sono scoraggiati dal parlare la loro lingua madre. La loro pelle è più scura di quella della popolazione locale e questo li rende riconoscibili e spesso bersaglio di razzismo.

Future Integrazione Futura
La "Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea" evidenzia che è illegale la discriminazione basata su razza, colore, origine etnica o sociale, lingua, religione o credo. La Bulgaria è stata ammessa nell'Unione Europea con diverse clausole riguardo la sua appartenenza; una di queste era che il paese avrebbe lavorato per l'integrazione della popolazione Rom. Un'iniziativa adottata dalla Bulgaria è la sua partecipazione al "Decennio dell'Inclusione Rom", un progetto dedicato al miglioramento dello status socio-economico della popolazione Rom e la sua integrazione nella società locale. Assieme ad altre otto nazioni, la Bulgaria è ora impegnata a "lavorare per eliminare la discriminazione e chiudere l'inaccettabile gap tra i Rom ed il resto della società". Un altro segno positivo nella lotta per abolire il razzismo è il fatto che sempre più gruppi che rappresentano i diritti dei Rom stanno emergendo, in particolare l'unione civile "Roma" ed il gruppo di pressione "Sega". Realisticamente, occorreranno diverse generazioni per debellare il razzismo innato, che viene trasmesso dalle famiglie bulgare ai loro figli in tenera età, tuttavia se la comunità Rom dovesse migliorare tramite opportunità di lavoro e benefici governativi, alcuni dei stigma dovrebbero sparire.

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Di Fabrizio (del 09/10/2008 @ 10:18:31, in Regole, visitato 1252 volte)

Cara amica, caro amico,

come avrai sentito, la Procura della Repubblica di Treviso, su richiesta dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) da noi chiamato in causa, ha aperto un fascicolo su Gentilini e le sue spaventose dichiarazioni. Tutto ciò è stato fatto per ottenere un’immediata risposta: cosa di enorme importanza sia da un punto di vista politico che mediatico.

Questo, però, è soltanto il primo, indispensabile, passo. Perché quest’azione abbia un effetto non solo sicuro ma duraturo, cioè influisca e faccia diritto, bisogna andare avanti.

Con l’aiuto, indispensabile, dell’Avv. Maiorca dell’ASGI abbiamo preparato una bozza di denuncia che chiunque si senta offeso dalle parole di Gentilini può presentare, attraverso il suo avvocato di fiducia alla Procura della Repubblica della sua città. E penso che almeno le associazioni di Rom, di Sinti e di immigrati, oltre a quelle antirazziste e di solidarietà, dovrebbero tutte farlo.

La denuncia, così come l'abbiamo approntata (e ci sarebbero margini di miglioramento da discutere con gli avvocati) mette in luce _TRE __distinte fattispecie penalmente rilevanti_: propaganda razzista, istigazione alla commissione di atti di discriminazione (entrambi ex art. 3, lett. a) l.654/75) e istigazione alla violenza per motivi razzisti (art. 3, ma lettera b, della legge). Tre aspetti importantissimi che non sappiamo se rientrino tra quelli per i quali Gentilini viene già indagato visto che i giornali non ne danno notizia precisa. Una ragione in più per promuovere le azioni che suggeriamo.

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi a:
info@osservazione.org

Le probabilità che Gentilini, dati i venti che tirano, oggi, in Italia, venga condannato non sono molte, ma noi intendiamo arrivare in fondo a questa questione. È, prima di tutto, indispensabile che venga formalmente incriminato, cosa tanto più probabile quante più saranno le persone e le associazioni che lo denunceranno. Se poi, una volta processato in Italia, non otterremo la condanna definitiva, ci rivolgeremo alle Corti di Giustizia Internazionali.

Le cronache di questi giorni registrano un aumento continuo di violenze contro Rom, Sinti ed immigrati, chiaramente istigate e poi assolte dalle parole di personaggi terribili. Ciò che ha detto dal palco Gentilini a Venezia, però, supera ogni limite di decenza e di legalità.

Star zitti in questi casi non solo si avvicina troppo a complicità, ma rischia di rappresentare un incoraggiamento ad alzare ancor più i toni.

Dobbiamo assolutamente fermare questo nuovo squadrismo prima che sia troppo tardi.

Piero Colacicchi - Presidente di OsservAzione

P.S. per un miglior coordinamento di quest’azione chiediamo a tutte le persone e associazioni che presenteranno denuncia di segnalarcelo nei dettagli scrivendo a : info@osservazione.org 

OsservAzione centro di ricerca azione contro la discriminazione di rom e sinti.
web: www.osservazione.org
OsservAzione è un`Associazione di promozione sociale impegnata nella lotta contro l`anti-ziganismo e le violazioni dei diritti umani e per la promozione dei diritti di rom e sinti in Italia.

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Di Fabrizio (del 09/10/2008 @ 10:30:54, in Kumpanija, visitato 2039 volte)

Ricevo da Ernesto Rossi

Nella serata di martedì 7 ottobre è morta Mariella.

Mariella Fracasso: raramente un cognome è stato così antagonista d’un carattere: Mariella era una persona ad alta resistenza e di grande positiva caparbietà, quell’ostinazione che nasce dalla convinzione più intima, quanto era estranea allo stile di coloro che parlano sempre a voce alta, che siedono sempre in prima fila.

Sabato mattina, tre giorni prima, era intervenuta all’incontro promosso a Palazzo Marino per ricordare Carlo Cuomo nel decennale della sua morte. Con Carlo Mariella aveva lavorato negli anni in cui fu assessore a quella che allora si chiamava Assistenza, e che lui trasformò, con l’impegno appassionato di persone come Mariella, in un vero servizio a difesa dei diritti della persona. E al quale sottrasse la gestione dei nidi per l’infanzia, ritenendo che dovessero appartenere ad un percorso dell’educazione.

Il carattere e l’intelligenza di Mariella erano fatti per queste battaglie.

E anche per altre, perché quando sabato ha voluto presentarsi per parlare di Carlo, lo ha fatto certo per un moto di affetto, per ricordare quei percorsi; ma lo ha anche fatto con uno sforzo umano straordinario.

Perché da tempo era stata assalita da un male che, come si dice, non perdona: ma lei glielo ha impedito più a lungo che ha potuto.

C’è un altro motivo per cui, nel dolore di questi giorni, penso a Mariella, ed è il sostegno che da subito ha dato, con la tanta generosità di cui era capace, alla nascita dell’Associazione Aven Amentza – Unione di Rom e Sinti. Di questa avrebbe voluto essere socia fondatrice, insieme al marito Antonio (ricordo le riunioni nel giardino della loro bella casa). Ma l’imminenza delle elezioni per la Provincia e la prospettiva dell’incarico direttivo che poi ebbe, la fecero rinunciare.

Ecco la persona che abbiamo perduto, i Rom e i Sinti, i tanti altri sfortunati della società, cui si dedicava, l’associazione, gli amici. E una Milano civile, accogliente e appassionata, che continua a resistere, ma vivendo tempi difficili.

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Di Fabrizio (del 09/10/2008 @ 12:59:44, in media, visitato 1336 volte)

Segnalazione di Tommaso Vitale

Da MetroNews

Dal campo nomadi di vicolo Savini ad attrice di successo. Una giovane rom sarà protagonista di un film e cooprotagonista di una fiction televisiva che andrà in onda su Rai Uno a marzo (dal titolo "Butta la luna 2") e prima attrice, nel film "Il prossimo tuo", che verrà presentato al festival del cinema di Roma.

È la coronazione di un sogno che aveva sin da bambina di una ragazza rom di etnia bosniaca, sedicenne, di nome Romana Hadzovic Merlin Romina, quarta di otto figli di una delle famiglie rom più numerose, in città da oltre trent'anni. «Tutti dovrebbero conoscere in disagio e il degrado in cui si vive in un campo nomadi, a volte lì dentro si fanno scelte sbagliate imposte dalla situazione che si vive. Non sarei mai arrivata - racconta commossa Romina - a raggiungere questo traguardo, se i miei genitori non mi avessero mandato a scuola con i miei fratelli e se non avessero rifiutato, dopo lo sgombero di vicolo Savini, di farci vivere dentro un altro campo nomadi».

Soddisfazione anche dal regista della fiction, Vittorio Sindoni, che ha visto recitare Romina con l’ex saltatrice di colore Fiona May e con Nino Frassica in una serie televisiva dove si mescolano problemi legati a difficili convivenze legati a diverse culture con una capacità di integrarsi anche in situazioni non semplici come quelle che nascono con l’amore. (Emilio Orlando)

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Segnalazione di Clochard

Da ADUC

IMMIGRAZIONE: ROMENI IN ITALIA,TRA PAURA E INTEGRAZIONE/ANSA

UN MILIONE, E HANNO OPINIONE POSITIVA,NON RICAMBIATA,SU ITALIANI (ANSA) - ROMA, 4 OTT - Gli italiani hanno sviluppato un'opinione negativa nei confronti degli immigrati romeni, anche per il modo in cui alcuni fatti di cronaca sono stati trattati dai mezzi di comunicazione. Ma nella realta' dei fatti, la presenza dei romeni in Italia e' un buon esempio di integrazione. E' quanto emerge dalle ricerche svolte dal governo romeno nell'ultimo anno, che vengono ora presentate nell'ambito della campagna 'Romania, piacere di conoscerti', lanciata a settembre. Lo studio evidenzia tre punti fondamentali: la diminuzione della tolleranza degli italiani deriva soprattutto dai comportamenti illegali da parte di stranieri; la percezione negativa dei romeni da parte degli italiani e' in gran parte dovuta alle notizie riportate dai media; dove c'e' un'interazione tra gli italiani e i romeni la percezione e' molto migliore. UNA PRESENZA SUPERIORE AL MILIONE. I romeni in Italia sono 1.016.000 (su 3.690.000 stranieri totali sul nostro territorio). Il loro contributo al prodotto interno lordo e' 2,26 miliardi di euro, l'1,2% del Pil totale. Il 75% ha un lavoro fisso, e lo stipendio medio e' di 1.030 euro al mese. Il 70% degli immigrati romeni invia denaro in Romania. L'inserimento lavorativo e' per un terzo nell'industria (soprattutto edilizia), per la meta' nel terziario (alberghi e ristoranti, informatica e servizi alle imprese) e per il 6,6% in agricoltura. Piu' di una donna su 4 lavora nell'assistenza alle famiglie o come infermiera.

COSA PENSANO I ROMENI DELLA LORO SITUAZIONE. L'indagine tra i romeni che vivono in Italia delinea un quadro di integrazione soddisfacente: il 67% ha una buona opinione del proprio datore di lavoro italiano, il 92% ha un'opinione positiva dei vicini di casa italiani, e il 94% ha una buona padronanza della lingua. Ma un problema di percezione di questo popolo da parte degli italiani esiste, e i romeni ne sono ben consapevoli: quasi tutti (92%) sono informati sui fatti di cronaca presentati dai media, e molti (63%) ritengono che la stampa, i giornali, la radio e i politici presentino questi fatti in modo non sempre corretto. Il 72% pensa che la propria immagine sia peggiorata in seguito all'eccessivo rilievo dato a questi fatti.

COSA PENSANO GLI ITALIANI DEI ROMENI. Gli italiani manifestano un'opinione in gran parte negativa sugli immigrati: il 57% ha una pessima opinione di loro, il 34 % ha un'opinione buona o molto buona. La prima preoccupazione dei cittadini e' l'illegalita' generata dagli immigrati. Particolarmente duro il giudizio sui rom: per il 61% degli intervistati, non dovrebbero stare in Italia. Ma secondo quanto emerge dall'indagine, gli italiani che hanno parlato almeno una volta con un immigrato romeno hanno di questo popolo un'opinione migliore rispetto a chi basa il proprio giudizio solo su quanto riportato dai media. Solo un italiano su 10 conosce un immigrato romeno sul posto di lavoro, a scuola o all'universita', ma tra questi e' amplissima (81%) la maggioranza che dichiara di avere un buon rapporto con loro.

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Di Fabrizio (del 10/10/2008 @ 09:19:50, in blog, visitato 2095 volte)

Da Postcrazia

Non mi stupisce che la notizia di un finto rapimento fosse in prima pagina e la sentenza di assoluzione sia ignorata. Però mi inquieta. Senza complottismo, mi sembra che ci sia comunque un'opera sistematica di costruzione del mostro.

In quei giorni di maggio - e oggi non è cambiato molto - il mostro erano gli zingari. Gli zingari ladri di bambini. La stampa aveva preso al volo la notizia del tentativo di rapimento nel parcheggio di un supermercato e ne aveva fatto un bocconcino succulento da dare in pasto alle migliori intenzioni di razzismo.

Adesso che un giudice ha assolto i due giovani rom dalle accuse, ritagliamoci almeno qualche minuto per registrare la notizia. Se poi ci fa comodo far sopravvivere il mostro, non so che farvi...
(grazie a Luca)

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Di Fabrizio (del 10/10/2008 @ 09:39:01, in media, visitato 1160 volte)

Da Roma_Francais

Cari amici e fratelli,

Sono una Sinti Francese che controlla ogni giorno "Google alerts, rom/rrom/tsiganes/gypsies/gitans, etc," per conoscere cosa succede nelle nostre comunità. Vi giro un ritaglio della stampa che è un terribile esempio di razzismo e forte pregiudizio contro il nostro popolo.

Una francese di sessant'anni è andata alla polizia per denunciare un tentativo di violenza sessuale nella strada della sua città.

Ha urlato, l'uomo è scappato, non le è stata usata violenza, ma il giornale ha scritto "non c'erano testimoni, la polizia non ha una descrizione dell'aggressore, ma dovrebbe essere uno Zingaro..."

Grazie! Quando c'è un tentato crimine, il colpevole dovrebbe essere uno Zingaro...

Dobbiamo reagire!

Jeanne GAMONET

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Di Fabrizio (del 10/10/2008 @ 17:11:24, in musica e parole, visitato 1961 volte)

Ricevo da Marta Pistocchi

 Palazzolo Milanese Musica tzigana dal vivo con

I Muzikanti
Marta Pistocchi violino
Jovica Jovic fisarmonica

sabato 11 ottobre dalle 20.30

alla Trattoria 1902 via Coti Zelati 82 Palazzolo Milanese (MI)
Festa tzigana accompagnata da cena in prima serata. Dalle 22.00 inaugurazione del privè della trattoria 1902 con musiche e balli.
Menù tzigano 30 €, bevande della casa incluse. E' gradita la prenotazione.

Per raggiungerci arrivando da via Coti Zelati, oltrepassare la rete dei lavori in corso e parcheggiare all'interno della corte; da Senago superare il passaggio a livello e parcheggiare sulla strada di destra o sinistra. ACCESSO CONSENTITO SOLO AI CLIENTI DEL 1902

Vi aspettiamo!

Infoline: 02 99764689 - info@trattoria1902.it - www.trattoria1902.it

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Di Sucar Drom (del 10/10/2008 @ 21:06:02, in Regole, visitato 1992 volte)

Questa mattina si è svolta la quarta udienza del processo per direttissima contro Sonia Campos (rilasciata il 23 settembre scorso), il marito Angelo Campos e Denis Rossetto (detenuti in attesa di giudizio). Il processo è iniziato sabato 6 settembre e si è concluso oggi, 10 ottobre, con un patteggiamento. La condanna è per resistenza a pubblico ufficiale, la seconda accusa di tentato furto di una pistola è caduta alla terza udienza.

Nessuno dei tre condannati tornerà in carcere e i famigliari di Sonia e Angelo Campos e Denis Rossetto hanno preventivamente rimesso le denuncie contro alcuni Carabinieri della caserma di Bussolengo, presentate nel pomeriggio di sabato 6 settembre. Le denunce erano state presentate da Giorgio Campos, Michele Campos, Paolo Campos, Cristian Hudorovich e Anna Gerogeowistch.

Nessun commento ad oggi delle famiglie Campos e Rossetto. Un commento lo possiamo fare noi di sucardrom innanzitutto per farvi capire il clima in Tribunale a Verona. Nelle udienze precedenti tutti erano chiusi e rabbuiati, un clima pesante aleggiava nell’aula. Oggi al contrario erano tutti felici contenti, a partire dal giudice, passando per i pubblici ministero e gli avvocati, fino ad arrivare ai Rom. Baci abbracci e il Giudice che fa la ramanzina paternalistica ad Angelo Campos e Denis Rossetto e li libera con un buffetto sulla guancia. Insomma tutto bene quello che finisce bene…

Purtroppo non è così. Le famiglie rom hanno la conferma che non serve a niente denunciare i soprusi subiti, perché tanto non potranno mai far valere i loro diritti. Immaginiamo già cosa ci diranno da domani: “avete visto… dove vivete? sulla luna? per rivendicare i “vostri” diritti siamo finiti in carcere…”.

Nelle comunità sinte e rom il messaggio sarà chiaro: lo Stato è un nostro nemico! E questo non è bene perché avremo una sempre più ermetica chiusura e conseguenti scontri sempre più duri che saranno un disastro per tutti.

L’associazione Sucar Drom non si ferma. In questi giorni stiamo contattando diversi avvocati per capire la possibilità di intentare una causa presso i tribunali internazionali, viste la difficoltà incontrate in Italia.

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