Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

siamo amici da quasi 50 anni, una vita! Per gli amici, questo e altro! Se passate di li', fategli un saluto da parte mia...

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\\ Mahalla : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Sucar Drom (del 06/10/2005 @ 21:28:59, in Italia, visitato 1676 volte)

SUCAR DROM
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fax (0039)0376 318839

In ricordo di Beppe Collu

Lunedi 3 Ottobre 2005 ore 11:48:39

A un anno dalla scomparsa ricordiamo l'amico Beppe Collu.
Beppe è stato il referente dell'Opera Nomadi in Sardegna e in occasione della Settimana della Cultura Romanì, Yuri Del Bar, ha ricordato il suo contributo di umanità alle popolazioni Rom presenti sull'isola e a tutti noi.
L'Istituto di Cultura Sinta ha voluto dedicargli, nel novembre dell'anno scorso, il libro la mediazione culturale: una scelta, un diritto.

Nella foto scattata a Roma il 9 maggio 1997 vediamo da sinistra: Bernardino Torsi (Presidente dell'Associazione Sucar Drom), Maria Grazia Dicati (Presidente dell'Ente Morale Opera Nomadi Sezione di Piove di Sacco, Padova), l'amico Beppe, Mario Salomoni (allora Presidente Nazionale dell'Ente Morale Opera Nomadi) e Davide Gabrieli (Vice Presidente dell'Ente Morale Opera Nomadi Sezione di Mantova).

Beppe Collu

MENGUR VELTO (LA NOSTRA CULTURA)

Giovedi 6 Ottobre 2005 ore 18:56:45

Premessa

La comunità sinta mantovana e le diverse famiglie rom, presenti nel Comune di Mantova, vivono ancora oggi situazioni di discriminazione ed emarginazione culturale.
L’Ente Morale Opera Nomadi Sezione di Mantova e il Comune di Mantova attraverso la realizzazione del progetto:

RICONOSCONO i diritti civili e politici delle minoranze etniche linguistiche dei Sinti e dei Rom e considera la...

(continua)

Mengur Velto

Mediazione Culturale nella Provincia di Mantova

Giovedi 6 Ottobre 2005 ore 19:17:31

Premesso che:

la Provincia di Mantova, nell’aderire alle Dichiarazioni Internazionali riguardanti il riconoscimento dei Diritti dell’Uomo, riconosce i diritti civili e politici delle minoranze etniche linguistiche dei Sinti e dei Rom e considera la promozione e la protezione dei loro diritti fondamento a stabilire le politiche sociali dell’Amministrazione Provinciale;

la Provincia di Mantova tutela il patrimonio sociale e culturale delle minoranze etniche linguistiche dei Sinti e dei Rom e favorisce la fruizione dei servizi per la tutela della loro salute, per la promozione del loro benessere sociale nonché per agevolare il perseguimento della loro autonomia economica e politica;

la Provincia di Mantova fa...

(continua)

Mediazione Culturale

Micro Area Residenziale a Guastalla

Giovedi 6 Ottobre 2005 ore 20:13:14

Da alcune settimane sono iniziati i lavori per la realizzazione della prima micro area residenziale per Sinti Italiani.
La progettualità, sostenuta dal Comune di Guastalla e dalla Regione Emilia Romagna, è iniziata tre anni fa con la stesura del progetto tecnico insieme alle famiglie sinte guastallesi.
Il progetto prevede sei terreni privati, uno per ogni nucleo familiare, con sei casette prefabbricate.
Il progetto si è reso possibile grazie al lavoro dell'Ufficio Tecnico del Comune di Guastalla, dell'Associazione Sucar Drom e del facilitatore culturale sinto guastallese, Fabio Suffré.
Questa progettualità è uno dei primi esempi in Italia di habitat per le Minoranze Etniche Linguistiche dei Sinti Italiani, costruita attraverso le metodologie della mediazione culturale.
L'apporto dell'Associazione Sucar Drom si deve al sostegno finanziario dell'Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Mantova.
Si prevede l'inaugurazione in primavera, dopo qualche mese dalla consegna alle famiglie sinte.

Guastalla

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Di Fabrizio (del 07/10/2005 @ 17:55:22, in Italia, visitato 2230 volte)

Ne avevo accennato il 26 settembre, e ripeto paro paro il giudizio di allora:

Sono letteralmente sconvolto (non è una parola che uso spesso) e non riesco a scrivere altre cose che abbiano un senso. In Yugoslavia 15 anni fa e in Germania negli anni '30, questo fu l'inizio.

Qualcuno che mantenesse più lucidità di me, speravo prima o poi di trovarlo, per fortuna c'è SUCAR DROM, che ricopio spudoratamente:

Pubblichiamo il testo integrale dell'ultimo numero del Romano Lil (circolare interna dell'Ente Morale Opera Nomadi Nazionale) sulla situazione creatasi a Villanova Marchesana (Polesine del Nord-Est). Nella scuola elementare locale i bambini appartenenti alla società maggioritaria (in senso numerico) sono stati ritirati dai propri genitori e reiscritti in altre scuole, creando di fatto una scuola elementare di soli bambini rom (non sappiamo a quali minoranze appartengano i Rom che risiedono a Villanova, nel testo che segue è specificata solo l'area europea di provenienza, la ex Yugoslavia). Questa situazione, che nei giorni scorsi ha avuto spazio sulle cronache nazionali, ha di fatto portato l'Opera Nomadi locale a chiedere l'intervento delle Istituzioni e degli Enti Locali per non creare una scuola speciale. Infatti, è ancora vivo il ricordo delle scuole Lacio Drom (convenzione del 1969 tra Opera Nomadi e MIUR), riservate ai bambini sinti e rom. 
Scrivete a romanolil@libero.it per ricevere la circolare direttamente al vostro indirizzo di posta elettronica.

CRONACA
Lunedì 19 settembre con l’inizio delle lezioni, a Villanova Marchesana, un paesino di 1200 persone a 20 km. da Rovigo, è stata aperta la prima “scuola speciale” per Rom d’Italia. 
I Rom, un centinaio di persone, sono residenti nel paese dall’estate del 2002 e sono formati soprattutto da due gruppi provenienti dall’ex Jugoslavia. Vivono in case di proprietà, acquistate anche col mutuo, e gli adulti lavorano in fabbrica o in cooperative. Ora, dopo due anni di scuola interculturale i genitori italiani hanno deciso, col pretesto che gli alunni stranieri impedirebbero una regolare attività didattica, di iscrivere i loro figli nelle scuole dei paesi vicini (soprattutto a Crespino). E così, col trasferimento di dodici alunni italiani e di un cinese, la scuola di Villanova diventa “speciale” con 18 Rom divisi in due pluriclassi.

CONFERENZA STAMPA
A seguito della vicenda rimbalzata sui media a livello nazionale Rovigo Opera Nomadi indice una conferenza-stampa, sabato 17 settembre. “Dopo tutto il clamore di questi giorni i Rom, intimoriti, hanno deciso di fare silenzio: parla tu che sei Italiano mi ha detto uno di loro” spiega il presidente di sezione Roberto Costa. “Le classi speciali, per handicappati e zingari (Lacio drom) sono state abolite nel 1980, ora vengono riproposte a Villanova ed il caso diventa nazionale ma la creazione di una “scuola speciale” per Rom era già stata segnalata, e pubblicata sui giornali locali, dalla nostra associazione il 30 giugno scorso quando abbiamo informato sul protocollo d’intesa fra MIUR e Opera Nomadi per prevenire la dispersione scolastica dei Rom/Sinti. In quell’occasione si era anche notificato che nella prima media del vicino comune di Crespino su 20 alunni sono stati bocciati sette ragazzi, tutti Rom e Sinti”.

FRANCESCO VERZA “Alcuni giorni fa ci siamo recati dalla dirigente del CSA (ex provveditorato) di Rovigo” prosegue Francesco Verza, referente scuola di Rovigo Opera Nomadi, “per illustrare il “protocollo” che privilegia proprio l’Opera Nomadi ed i mediatori culturali di lingua Rom per favorire l’inserimento scolastico dei Rom/Sinti e proporre un gruppo di studio con gli insegnanti su queste tematiche. Con il IV circolo di Rovigo stiamo programmando un convegno proprio sulla scolarizzazione dei Rom/Sinti in Polesine. Due anni fa abbiamo organizzato un ciclo di lezioni sulla cultura Rom per insegnanti dell’istituto comprensivo di Polesella di cui fanno parte Villanova e Crespino. Alcuni mesi fa siamo stati ricevuti anche dalla commissione Servizi Sociali della Provincia a segnalare anche questi casi ed a proporre un “tavolo provinciale per i Rom/Sinti” che metta assieme Provincia, Comuni, Prefettura, Asl, CSA. Ma continuiamo ad essere ignorati dall’assessore ai Servizi Sociali, Tiziana Virgili, che ha attivato un “focus point” a Villanova con la Don Calabria di Verona. Col risultato che un’operatrice italiana si reca in un paesino polesano a 60 km. di distanza a fare mediazione con le famiglie escludendo Severdjan Dobreva, unico mediatore culturale di lingua Rom con patentino europeo su tutto il territorio veneto, che abita proprio a Villanova ed è anche vice-presidente di Rovigo Opera Nomadi. Ed i risultati si vedono”.

RENATA PAOLUCCI “La scuola si deve attivare con progetti ad hoc ed operatori che facciano mediazione anche con le famiglie” spiega Renata Paolucci, referente nazionale scuola dell’Opera Nomadi. “Con mediatori culturali Rom/Sinti che siano riconosciuti dalle famiglie. Ma l’integrazione scolastica deve essere supportata da progetti di integrazione sociale. Dove questo avviene l’altissima dispersione scolastica dei Rom/Sinti (12 laureati sui 150.000 presenze in Italia) viene completamente ridotta. Ma l’integrazione va fatta coi bambini italiani, e si chiama intercultura, sennò si fa della monocultura e dell’”apartheid”. Se non si risolvono questi problemi, cosa succederà a gennaio 2007 quando, con l’allargamento dell’Unione Europea, l’Italia sarà meta di un’immigrazione in massa di Rom rumeni che oggi vivono in condizioni di assoluta povertà? Prevediamo l’arrivo in Polesine di oltre un migliaio di persone”.

LA SITUAZIONE E’ POLITICA
“La situazione è politica” riprende la parola Roberto Costa. “C’è tensione e discriminazione sociale verso i Rom/Sinti di tutta Italia, “trattamento differenziale” lo chiama l’antropologo Leonardo Piasere, e servono degli ammortizzatori sociali per favorire l’integrazione di questo popolo. A Villanova, la notte del primo agosto 2004, furono lanciate tre bottiglie incendiarie contro l’abitazione di due famiglie di Rom. In quell’occasione istituzioni, associazioni solidaristiche e paesani rimasero in silenzio ed anche la notizia fu riportata sui giornali dopo una settimana solo dopo la conferenza stampa organizzata dalla nostra associazione. Il 25 settembre 2004 il sindaco Pizzi, di Alleanza Nazionale, organizzò una giornata di informazione sull’integrazione coi consiglieri comunali invitando diversi esperti tra cui un docente di intercultura di Padova (Edgar Serrano). In quell’occasione il sindaco fu lesto e veloce ad uscire dal municipio di Villanova ad esortare il presidente di Rovigo Opera Nomadi (mediatore culturale da decenni), la referente scuola per il Polesine ed il mediatore culturale Rom Severdjan Dobreva ad allontanarsi perché non invitati. La discriminazione verso i Rom diventa esclusione politica verso l’Opera Nomadi che li difende perché questi ed altri casi sono stati segnalati, da anni, alla Prefettura (che continua ad escludere l’Opera Nomadi dal “consiglio per l’immigrazione”), alla Provincia, al tutore dei minori della regione Veneto…” 

CHIUDERE QUELLA SCUOLA SPECIALE
L’invito-esortazione che nasce dalla conferenza-stampa dell’Opera Nomadi è di chiudere subito quella “scuola differenziale” perché produce ghettizzazione sociale. Il comune, coi soldi che risparmia di riscaldamento e gestione, può attivare un pulmino che porti gli alunni a Crespino dove si possono fare classi miste, interculturali, di alunni stranieri e italiani. E lì avviare progetti di educazione alle differenze ed alla pace. Ma nello stesso tempo occorre attivare percorsi di integrazione sociale con gli adulti, italiani e stranieri di tutto il territorio, anche con la squadra di calcio Rom che finora ha giocato poche partite e solo fuori-casa, a Rovigo e Gavello. Promuovere l’educazione alla intercultura, alle differenze, alla giustizia ed alla gestione creativa dei conflitti per uscire dalla logica della società dei consumi che “consuma” solo la sensibilità, la coscienza, e l’umanità.”

SCHEDA: I ROM/SINTI DEL POLESINE
“Siamo in attesa di conoscere i dati del monitoraggio sui Rom/Sinti polesani affidato dall’Amministrazione Provinciale all’Opera don Calabria di Verona, che non si è mai vista nel nostro territorio e che è partito il 17 gennaio 2005” afferma Roberto Costa. “Noi di Rovigo Opera Nomadi registriamo circa 300 presenze con 120 ragazzi che frequentano la scuola su una popolazione di 250.000 abitanti, compresi 8.000 immigrati regolari. I nostri dati tengono conto di famiglie, e di nuclei che vi ruotano attorno, che conosciamo ed assistiamo da anni ma anche di irregolari che non trovano riscontro nei dati ufficiali. I Rom/Sinti sono stanziati soprattutto nell’alto Polesine, verso Badia e Verona, e nel basso, verso Adria ed il mare, dove le vecchie case costano meno. Da segnalare diversi nuclei di Ahmetovic che hanno ricevuto un contributo per allontanarsi dal comune di Rimini, alcuni anni fa. Alcune famiglie di Sinti provengono dai “campi nomadi” di città più grandi ed investono i pochi soldi messi da parte per trovare una sistemazione definitiva in zone più abitabili. Comunque la maggioranza è formata da Rom slavi con una grossa concentrazione a Villanova Marchesana. I Berisha sono sbarcati a Lecce nell’agosto 2000 e sono arrivati a Rovigo alcuni mesi dopo trovando ospitalità presso il Centro Sociale Samir. “Ci hanno cacciato dalle nostre case perché vogliono solo Albanesi in Kosovo” dichiarò all’epoca Taf Berisha spiegando la motivazione della richiesta di asilo politico in Italia. Dopo varie sistemazioni sono arrivati a Villanova Marchesana nel 2003. I Dobreva sono scappati da Pristina, sempre Kosovo, a varie ondate a partire dal 1992 e si sono ricongiunti a Napoli. Da lì si sono trasferiti in Polesine nell’estate del 2002.

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Di Fabrizio (del 08/10/2005 @ 17:02:14, in conflitti, visitato 1570 volte)

StranieriinItalia

Il dramma globale
Asilo: diminuiscono i rifugiati, ma aumento gli sfollati interni

António Guterres (Onu): "la questione degli sfollati interni dimostra chiaramente come razzismo, xenofobia, e conflitto etnico siano vivi e forti nel nostro mondo”
 

Il numero globale dei rifugiati che hanno dovuto abbandonare il proprio paese a causa di violenza e persecuzioni ha toccato nel 2005 la cifra più bassa da quasi 25 anni a questa parte. 

Tuttavia è cresciuto il numero di sfollati fuggiti dalle proprie case per gli stessi motivi, ma che sono rimasti dentro i confini dei propri paesi e non rientrano per questo nella Convenzione del 1951 sui rifugiati: sono oggi più di 25 milioni. 

Come ha evidenziato l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres "la drammatica questione degli sfollati interni dimostra fin troppo chiaramente come razzismo, xenofobia, conflitto etnico, nazionalismo violento e fondamentalismo religioso siano vivi e forti nel nostro mondo di oggi. Noi possiamo batterli solo attraverso la tolleranza, un valore che non appartiene ad una particolare civiltà, ma un valore di civiltà". 

Attualmente, oltre seimila operatori dell'UNHCR si prendono cura in tutto il mondo di circa 19 milioni di rifugiati ed altre categorie di migranti forzati che rientrano nella competenza dell'Agenzia. “Ma da questo momento - ha dichiarato Guterres, l'UNHCR intende essere un partner ‘pienamente coinvolto’ nell'approccio collaborativo delle Nazioni Unite per far fronte alla questione degli sfollati interni. 

La lotta contro ‘l'impatto perverso’ dell'intolleranza costituisce forse la sfida più difficile che oggi l'UNHCR e i suoi partner devono affrontare – ha proseguito il Commissario -. L'ascesa del populismo ha portato a creare sistematicamente e intenzionalmente confusione nell'opinione pubblica, mischiando problemi di sicurezza, terrorismo, flussi migratori e questioni relative a rifugiati ed asilo”. 

"Per preservare l'istituto dell'asilo è necessario per noi poter individuare le persone bisognose di protezione internazionale all'interno di flussi migratori complessi, come quali che hanno luogo nel Mediterraneo e nel Golfo di Aden - ha continuato Guterres, riferendosi alle migliaia di persone che dall'Africa si spostano verso l'Europa ed il Medio Oriente. 

"Tutti gli stati sono tenuti a gestire in modo responsabile le proprie frontiere e ad adottare politiche migratorie appropriate. Essi devono anche agire con forza per eliminare il traffico di esseri umani e punire severamente chi trae vantaggio da tali traffici. Tuttavia la necessità di sorvegliare le frontiere non deve impedire l'accesso alle procedure d'asilo o un'equa procedura di determinazione dello status di rifugiato per coloro che ne hanno diritto in base al diritto internazionale. Un'azione repressiva dura e senza compromessi contro questi abominevoli criminali deve procedere di pari passo con la preoccupazione umanitaria di proteggere le loro vittime bisognose – ha concluso il commissario. 

(6 ottobre 2005)

r.m.

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Di Fabrizio (del 09/10/2005 @ 03:55:27, in media, visitato 13868 volte)

Il futuro comincia adesso

(pubblicità sui vagoni della metropolitana)

Atm
In Mahalla amiamo le storie come questa:
  • All'inizio, era una telecamera. 2/3 anni fa, un regista filmò sui vagoni della metropolitana alcuni musicisti ambulanti. E fecero conoscenza.
Banda Tolfa

Il film, alle prese coi soliti problemi di distribuzione, cominciò a vivere di vita propria. Alcuni dei protagonisti vivevano in quei giorni l'ennesimo ingiusto sgombero e riprendevano gli strumenti. Stavolta non suonavano più in metropolitana o alle feste, ma nelle manifestazioni.

"Un gruppo di nomadi risolleva le sorti economiche dell'Atm, suonando gratis nei metrò. Il sindaco Gabriele Albertini li premia e destina parte dei profitti per la costruzione di case popolari destinate ai rom. Questa la surreale trama [...]

  • La strana favola continuava. Il regista riprese in mano la telecamera, tornando in quel che restava del campo.
  • E poi seguendo la piccola protagonista che, come sarebbe piaciuto a Zavattini, aveva finalmente l'opportunità di studiare ballo nel teatro che è nel cuore di tutti i milanesi

Loredana su Corriere Milano

Di flamenco non si parla ancora, per ora si sta applicando sulla sevillana. Passi che i nonni dei nonni dei suoi nonni portarono in Spagna. E suo padre, per adeguarsi, dopo i ritmi balcanici, ha ripreso a studiare musica. Flamenco, stavolta.

La storia, insomma, s'è allungata a dismisura. E al posto del titolo furbetto, ora si chiama Miracolo alla Scala. Claudio Bernieri. il regista, ci ha lavorato tutta l'estate. Una pellicola di 80 minuti, dai 40 iniziali.

Persiste il problema iniziale: come distribuirla. 80 minuti spaventerebbero qualsiasi spettatore.

Un misto tra dolcezza e rabbia: quando ad esempio il racconto della rinascita attraverso la musica, si interrompe con la cronaca del novembre di 3/4 anni fa: centinaia di persone tornarono al campo e trovarono solo macerie e bulldozer, resistettero poi settimane sotto la pioggia e le tende, minacciando di darsi fuoco pur di non essere rimpatriate.
Come può capirlo chi non era lì, se non rivedendo quelle scene? E come recuperare il tono spensierato del resto del film, per poterlo chiudere con un minimo di speranza?
Ai più coraggiosi, direi che la storia iniziale è diventata un'antologia degli ultimi 10 anni di questa città.

Una chiave di lettura che era già presente agli inizi, ma i successivi sviluppi hanno man mano accentuato il carattere collettivo della storia, con i vari personaggi (molto milanesi) che spaziano dai passeggeri dell'ATM, ai DJ, ai presentatori televisivi...

Quei personaggi a cui oggi non siamo più abituati, perché sono diventati distanti, e che riscoprono la ruvida generosità di questa città

Il neorealismo del film non piacerà a chi vorrebbe un film elettorale: scontenterà tanto il Comune che le opposizioni (AN e Rifondazione erano assieme a farsi riprendere nel campo, ma chissà cosa diranno a posteriori di questa commistione e delle promesse elargite).
Non piacerà neanche a chi si aspetta un film sui Rom che non esistono più, o non esistono qui. Per intenderci, non ha niente dei film di Gatlif o Kusturica, perché l'equivoco sarebbe non capire che invece parla di noi, della nostra società, delle commistioni che ne nascono... e della città che sarà.

Cosa ne sarà di questa antologia?

Ripeto ancora: Cercasi con una certa urgenza volontari che mi diano una mano con associazioni, parrocchie, sale di proiezione, scuole, centri sociali, perché questa storia non vada perduta.

Si parla tanto di crisi del cinema italiano. Secondo me, non è un problema di scarsità di mezzi o di professionalità. La crisi è l'attuale incapacità di scrivere (o di promuovere) storie simili, che possono benissimo fare a meno dei soliti volti noti, per tenere lo spettatore attaccato allo schermo e portando le telecamere tra i veri cittadini di oggi, senza facili "piacionerie". Una Milano come potrebbe raccontarla il cantastorie Franco Trincale (milanesissimo anche lui...vero?) o forse i Godard e i Nanni Moretti ai loro esordi, quando armati di superotto riprendevano le piazze.
Forse la durata di 80 minuti, andrà bene per un festival.

Ma Miracolo alla Scala è disponibile anche in una versione più breve per le scuole. Oppure, per chi volesse approfondire in più serate i vari temi, è disponibile un montaggio in 10 puntate. Un'ulteriore possibilità, è di visionarlo a singoli temi:

  • La musica
  • La scuola di ballo
  • Il campo
  • Il lavoro
  • La scuola
  • ...
E gli Unza che fine hanno fatto?

Vi ricordate come ho iniziato? E' una storia e gli Unza si sono divisi, suonano ancora e forse torneranno assieme. Non si sa. Il film termina con questo interrogativo, andando a ricercare i protagonisti.

Questo è forse l'aspetto Rom di tutta la vicenda. La loro "Compagnia dell'Anello" si è dissolta, senza sapere cosa sarebbe nato nel tempo da quei musici.

Cliccare sull'immagine:
I trailers di Zingari in carrozza
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Di Fabrizio (del 10/10/2005 @ 03:15:25, in Italia, visitato 1630 volte)

Cosa è la notizia? Ogni tanto ricasco nella domanda del primo post. 

Guardate lo spazio che è stato dato a quel giornalista dell'Espresso che si è finto un immigrato nel centro di Lampedusa. Le sue cronache sono pagine di un giornalismo esemplare, fazioso quanto si vuole, ma attento a raccontare le notizie da dentro, e non cucendo pezzi di agenzie stampa e comunicati di partito.

Per una volta. le sue notizie hanno "bucato lo schermo" e risvegliato il mondo delle indignazioni UN TANTO AL CHILO.

Eppure, Fabrizio Gatti, non ha inventato niente. Ha rischiato le botte e le infezioni, ha rischiato il silenzio mediatico, ma ha fatto la stessa identica esperienza di un giornalista tedesco 20 anni fa, che camuffandosi da Gastarbeiter, raccontò tutto nel libro "Faccia da Turco". 

Questo aprile un'amica blogger così chiudeva alcune brevi considerazioni sui CPT:

BASTAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!

e io tentavo di spiegarle l'impotenza di chi a Milano si batteva da lì dentro con gli scioperi della fame, salendo sui tetti a sventolare lenzuola insanguinate, senza che uno straccio di giornale se ne accorgesse. Finché, non scoppiava qualche scandalo e poi la cosa tornava dimenticata. Il dubbio: si dimentica perché è più comodo, o per paura che i dittatori, i capi del terrore, non sono in qualche sperduto paese, MA SIAMO NOI? Ad esempio, leggete qualche commento.

Eppure, scrivere è la cosa più inutile del mondo, se ci dimentichiamo di agire di conseguenza.

Vi chiedo di essere in tanti, non i soliti noti.

GIOVEDÌ 13 OTTOBRE

GIORNATA DEI DIRITTI E DELL’INCLUSIONE

 

Via Corelli, via Capo Rizzuto, via Quaranta….

dalla geografia delle esclusioni

alla città dei diritti

 

Il centro di detenzione per migranti di Via Corelli, il campo rom di via Capo Rizzuto raso al suolo, la scuola araba di via Quaranta additata come allevamento di kamikaze. Tre episodi diversi di un’unica storia, fatta di clandestinità, esclusioni e campagne xenofobe.

 

Milano è cambiata, è già una città multietnica, multiculturale e multireligiosa. I cittadini e le cittadine immigrati/e rappresentano oltre il 10% della popolazione cittadina e l’11,6% degli alunni delle scuole milanesi è di origine straniera.

 

Non vogliamo più che cittadine/i della nostra città – migranti da molti paesi – siano esclusi, costretti alla clandestinità, sfruttati in lavori neri o sottopagati, rinchiusi in ghetti urbani dal rifiuto dell’incontro nei nostri quartieri e dalla paura che qualcuno vorrebbe fosse l’unica forma di relazione sociale.

 

La Milano che vogliamo è una città dei diritti per tutte e tutti:

  • una città in cui non esista più il Cpt di via Corelli, ma una politica di accoglienza;
  • una città che sappia includere e riconosca il diritto di voto ai nuovi cittadini;
  • una città in cui la casa sia un diritto per italiani e migranti;
  • una città in cui le culture si incontrino e si arricchiscano;
  • una città in cui le relazioni tra persone non siano ordinate dall’ideologia dello “scontro di civiltà” e da leggi speciali;
  • una città senza il lavoro precario, ma dove a lavoratrici e lavoratori vengano riconosciuti dignità e diritti senza distinzione di colore della pelle o del passaporto;
  • una città che rifiuti la logica della Bossi-Fini, fabbrica di clandestinità e lavoro sottopagato.

 

Per questo chiamiamo le forze politiche e sociali ad un confronto fuori dalla clandestinità, perché vogliamo discutere quale sarà il programma politico per la città dei prossimi anni, quale sarà la Milano di domani.

 

ORE 17.30 – Piazza Cadorna

PRESIDIO e PERFORMANCE il gioco dell’oca sulla pelle dei migranti

 

ORE 21.00 - C.S. Leoncavallo (Via Watteau)

INCONTRO PUBBLICO

Video

Dibattito tra le associazioni e le forze politiche milanesi dell’opposizione

 

Milano Migrante: ARCI, CS Leoncavallo, Naga, SinCobas, Ass. Dimensioni Diverse – Arci-Metromondo – Ass. Alfabeti Onlus – Ass. Aurora - Ass. La Camera Chiara – Ass. Cultura Progressiva - Attac Milano – Bastaguerra Milano – Berretti Bianchi - Centro delle Culture - Coordinamento Lombardo Nord-Sud del mondo – Coro di Micene - Fgci Milano - Filef Lombardia - Fiom Milano – Gruppo di Azione Nonviolenta – Miracolo a Milano – newsletter Ecumenici – Opera Nomadi Milano - Partito della Rifondazione Comunista Milano – Partito dei Comunisti Italiani Milano - Partito Umanista - UnAltraLombardia - Verdi Milano

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Di Fabrizio (del 11/10/2005 @ 23:28:20, in Kumpanija, visitato 1667 volte)

Segnala Robert Anderson il progetto Kosovar Roma Oral Histories: chi erano e chi sono i Rom del Kosovo, attraverso i loro stessi racconti (in inglese).

Nel sito una ricca sezione fotografica, interviste, la storia dei gruppi familiari, mappe, musica, tradizioni, politica e documenti... parecchio materiale per ricostruire un pezzo di storia che è anche nostra.

Roma wedding

Link segnalati:

 

 

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Di Fabrizio (del 12/10/2005 @ 19:46:58, in Italia, visitato 1488 volte)
Segnala Luciano Muhlbauer

IMMIGRATI: CONSIGLIO TOSCANA APPROVA MOZIONE PER IL "SUPERAMENTO" DEI CPT - HANNO VOTATO A FAVORE LA MAGGIORANZA (MA CON QUATTRO ASTENSIONI) E RIFONDAZIONE
Firenze, 12 ott. - (Adnkronos) - I centri di permanenza temporanea (Cpt) non sono la soluzione al problema dell'immigrazione clandestina. La direzione anzi dev'essere quella di un "superamento" e di una "rapida chiusura" dei centri, per individuare "soluzioni alternative che non riproducano le logiche del diritto speciale dei migranti, per il quale i cittadini stranieri immigrati oggi sono detenuti in base al solo elemento della clandestinita', che per la nostra Costituzione non costituisce un reato penale".

E' quanto si legge in una mozione approvata a maggioranza dal Consiglio regionale della Toscana, che esprime condivisione per l'iniziativa contro i Cpt intrapresa pochi mesi fa da 13 Presidenti di Regione, cui aveva aderito anche il presidente della Giunta, Claudio Martini.

La mozione, discussa a piu' riprese durante diverse sedute dell'assemblea ma votata solo ieri sera, e' stata approvata col voto favorevole di Ds, Comunisti italiani, Verdi, Rifondazione e parte della Margherita. Si sono astenuti infatti i consiglieri Pieraldo Ciucchi (Sdi), Alberto Monaci, Marco Remaschi e Mauro Ricci (Margherita), mentre hanno votato contro i consiglieri di Alleanza Nazionale, Forza Italia e Udc. Nel complesso ci sono stati 27 voti a favore, 15 contrari e 4 astensioni. (segue)

(Red-Xio/Gs/Adnkronos)
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Di Fabrizio (del 12/10/2005 @ 20:51:44, in Regole, visitato 1404 volte)
Su Mundo Gitano (in spagnolo) le preoccupazioni sul censimento 2005, che rischia di cancellare i Rom dalle minoranze nazionali.
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CONSEJO DE COORDINACIÓN NACIONAL PROROM / PRORNAKO
PROCESO ORGANIZATIVO DEL PUEBLO ROM (GITANO) DE COLOMBIA / PROTSESO ORGANIZATSIAKO LE RROMANE NARODOSKO KOLOMBIAKO
[Organización miembro de Saveto Katar le Organizatsi ay Kumpeniyi Rromane anda´l Americhi (SKOKRA)]
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Di Fabrizio (del 12/10/2005 @ 21:39:19, in Italia, visitato 1615 volte)
ilPassaporto
Presto una Casa delle culture a Milano dove ospitare corsi, mostre e convegni
di Zita Dazzi

MILANO - Lavori in corso, a Milano, per la costruzione della Casa delle culture, voluta dall’assessore provinciale Daniela Benelli, per promuovere la conoscenza reciproca fra le comunità straniere che abitano nel capoluogo lombardo. La sede è già stata individuata in un’ex scuola del quartiere Gallaratese, dove sarà ricavato uno spazio di 500 metri quadrati per ospitare incontri, convegni, mostre, corsi di formazione, conferenze e seminari dedicati al tema della multiculturalità, dei modelli di integrazione e del rapporto fra italiani e stranieri cui fanno riferimento gli esperti che collaborano con la Provincia per questa iniziativa.

continua

Un concorso per gli immigrati romeni: raccontare l’Italia con parole e foto
di Ekaterina Koshkina

ROMA - “Racconta la tua Italia” è il titolo del concorso nazionale per racconti autobiografici, scritti e fotografici, rivolto ai cittadini romeni che vivono in Italia. L’iniziativa di Fieri (Forum internazionale europeo ricerche immigrazione) e Cespi (Centro studi di politica internazionale), due importanti centri italiani di ricerca sull’immigrazione, ha l’obiettivo di raccogliere storie, le più varie, dei migranti romeni: l’Italia vista con gli occhi degli stessi protagonisti, a testimonianza del cammino non sempre facile verso l’integrazione.

Bologna, stop alle file in questura. I permessi si ritirano nei quartieri
di Chiara Vergano

BOLOGNA - Addio alle code interminabili in questura per il permesso di soggiorno grazie a una nuova iniziativa del Comune di Bologna, che Roland Jace, presidente del Forum metropolitano delle associazioni dei cittadini non comunitari di tutta la provincia, definisce "un passo davvero positivo”. Per smaltire i lunghi tempi d’attesa, a partire dalla fine di quest’anno, entreranno in funzione gli uffici di quartiere in tutte le nove amministrazioni decentrate della città.

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Di Fabrizio (del 13/10/2005 @ 09:04:30, in Europa, visitato 1955 volte)


Tra i Rom aumento l'uso di droghe
12. 10. 2005
Si ritiene che vi siano 250.000 Rom nella Repubblica Ceca. Con la caduta del comunismo. i loro problemi sono man mano aumentati e si sono svelati pienamente attorno alla metà degli anni '90: aumento dei livelli di razzismo, problemi dell'alloggio, incapacità di accedere al mercato del lavoro. E' aumentato anche il consumo di narcotici.

Le comunità di Praga, Ostrava, Usti nad Labem, Plzen, and Most sono quelle più visibilmente colpite dal fenomeno. non solo per quanto riguarda il consumo personale, ma anche il coinvolgimento nella produzione e nella distribuzione.

Ci sono intere famiglie di consumatori. Il problema maggiore è quello delle pratiche di primo intervento. Che è prima di tutto un problema sociale che coinvolge il sistema sanitario: da una parte le associazioni antidroga promosse dai Rom sono al centro di campagne discriminatorie, dall'altra non sono apparse ulteriori organizzazioni statali o private credibili agli occhi dei Rom stessi.

Storicamente, le prime avvisaglie si verificano negli ultimi anni del regime comunista, principalmente con l'inalazione di fumo; dato che era a buon mercato e largamente disponibile, per quel periodo non si può parlare di correlazione diretta tra consumo e innalzamento dei livelli criminali. A seguito della caduta del comunismo, i giovani Rom hanno iniziato ad acquistare nuove droghe dai loro coetanei cechi. Il governo tentò di dar vita a programmi preventivi e di recupero, indirizzati principalmente ai non-Rom, e non fece niente per contrastare l'aumento verticale di consumo tra i Rom.

La mancanza di una politica specifica di prevenzione, coincise con la diminuzione d3 potere economico tra i Rom, e tutte queste concause legarono parecchi di loro al crimine e al mercato nero. Si verificò, attorno alla metà degli anni '90, un salto qualitativo dalla piccola criminalità al crimine organizzato, soprattutto riguardo lo spaccio e la prostituzione. E molti da piccoli trafficanti si fecero anche consumatori abituali.

La dipendenza è aumentata col tempo, anche a causa del basso livello, o della vera e propria assenza, di politiche preventive e informative specifiche. Attualmente. i Rom costituiscono una porzione rilevante tanto tra i consumatori di droghe che tra gli spacciatori, in crescita rispetto alla restante popolazione. L'abuso è facilmente riconoscibile all'interno delle comunità. Più recentemente, i media hanno prestato attenzione al fenomeno, che coinvolge anche giovani dell'età di 14 anni.

Le droghe più popolari nelle comunità sono Pervitin e Subutex. Secondo il Dipartimento di Stato USA, il Pervitin è uno stimolante a base di Efedrina, che può essere prodotto in piccoli laboratori clandestini. Il consumo avviene principalmente all'interno della stessa comunità, ma viene esportato anche in Germania e Canada. Nel 1997, la stampa riportò dei tentativi di alcuni corrieri cechi, di trasferire la produzione del Pervitin nei paesi esteri, pe ridurre il rischio del traffico di sostanze illecite.

A Praga e Ostrava, il Subutex è diventato molto popolare negli ultimi due anni. La US Food and Drug Association, classifica il Subutex assieme allo Suboxone come droghe in grado di curare (o di sostituire) la dipendenza dall'eroina e dagli altri oppiacei. La latitanza del Governo, e la sfiducia reciproca se non l'aperto boicottaggio) che intercorre tra questi e le organizzazioni Rom, non solo stanno portando la situazione alla cancrena. L'aspetto che col tempo sarà più preoccupante, è come la droga intacchi i valori e la cultura dei Rom, e ne possa minacciare l'esistenza stessa come popolo.

(Dzeno Association, Trever Hagen & Jakub Krcik)

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