Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

siamo amici da quasi 50 anni, una vita! Per gli amici, questo e altro! Se passate di li', fategli un saluto da parte mia...

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La redazione
-

\\ Mahalla : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 19/07/2005 @ 15:30:31, in Italia, visitato 2575 volte)

Leggo su:

IlPassaporto.it

Mai più neonati nei cassonetti, in ospedale anche le mamme clandestine

di Antonia Ilinova

poster ROMA - La fotografia di un neonato che dorme come una lumachina e l’esortazione “Non abbandonarlo, puoi partorire senza dare il tuo nome. Il suo futuro sarà protetto”: è questo lo slogan della campagna informativa contro l’abbandono dei neonati, avviata oggi dal ministero per le Pari opportunità. Secondo le stime gli abbandoni annui sono circa 300, molti compiuti da immigrate clandestine, che nella propria drammatica situazione vedono nel cassonetto l’unica via di uscita da una gravidanza destinata a non avere un lieto fine.

continua

un post dall'archivio di Pirori (dicembre 2004)

Ti te se no...
ma ches chi l'è un parlà de stupid...

Promemoria per gli amministratori che verranno

Quadro 1
L'assessore Tiziana Maiolo, poche settimane fa, commentò così il caso di una ragazza rumena, trovata morta in un cassonetto della Caritas "In fondo era una ladra e stava rubando vestiti ai bisognosi".
Maiolo, che è passata dal Manifesto a Forza Italia (non ci vedo niente di scandaloso), sceriffo di una città che aveva i suoi poeti in Jannacci, Ivan Della Mea, o anche Giovanni Testori.
E visto che i salti della quaglia non sono scandalosi, chissà che non la ritrovi tra qualche anno, accolta a braccia aperte dal centrosinistra e candidata nella mia zona.

Quadro 2
Sarà per questo, da qualche giorno ascolto Apecar dei
Mercanti di Liquore. Un gruppo "nostro" (Monza e Sesto San Giovanni) che mischia De André, Marco Paolini e Lombardia.
Una canzone che narra di un robivecchi:

Se guardi con attenzione nella spazzatura
ci sono molte cose di ottima fattura
Radioline, sedie, tavolini e biancheria
cose che stranamente la gente butta via

Buttano le cose che bastava riparare
chissà perchè..... chissà perchè!?
Buttano le cose per poterle ricomprare
chissà perchè? chissà perchè ?


un cassonetto dove trova un bambino abbandonato:

Poi una sera in via Leopardi cercavo merce nei quartieri signorili
vidi qualcosa di strano tra i bidoni, qualcosa si muoveva tra i cartoni
Io mi avvicino di soppiatto e resto lì esterrefatto
non era un gatto, non era un ratto, era un bambino appena fatto!!

Ma cosa cazzo avranno nella testa, mi domando,
vabbè buttare tutto, ma stiamo esagerando
Poi non me la sento di chiamar la polizia
di certo va a finire che è tutta colpa mia....

O forse è un altro dono dell'amica mia "munnezza"
tutto per me, tutto per me !!
Io prendo in braccio il bimbo e poi gli faccio una carezza
che bel bebè, il mio bebè!!


e di un lieto fine:

L'ho portato a casa ed è cresciuto a meraviglia
voi non ci crederete ma un poco m'assomiglia
Ora è grandicello e sta con me in attività
e adesso siamo in due.....sull'Apecar


Ma gli assessori non credono ai lieto fini:
http://www.meltingpot.org/articolo4475.html

Su e giù con l'apecar, la vita è tutta qua
su e giù con l'apecar, la vita è tutta qua


Quadro 3
Sono in visita ad amici Rom che da 5/6 anni vivono in case popolari. Non vogliono tornare nei campi. Il quartiere, naturalmente, è a rischio. Come è già successo a Quarto Oggiaro, c'è il rischio che i più giovani si integrino, "evolvendosi" da ladri di motorini a spacciatori o piccoli papponi.
Le ragazze di 14/16 anni, quando erano al campo scappavano con i fidanzati, e quando tornavano la famiglia le considerava sposate. Hanno visto un'opportunità di migliorare, quando sono andate a vivere in casa e stavolta sono scappate con un ragazzo non-Rom. Adesso hanno 20 anni, 2 o 3 figli, il ragazzo s'è divertito con loro e poi le ha mollate. A questo non erano preparate, perché per la loro Moralità, magari l'uomo è un ladro, ma non ripudia la sposa bambina.
I genitori delle ragazze le hanno riprese con loro, assieme ai bambini.
Cosa avreste detto, se le avessero mandate a spasso, e un giorno aveste letto sul giornale che una di loro era morta in un cassonetto, o di un neonato abbandonato? Le avreste chiamate ladre o bestie?

Immagine: http://www.fuelcat.it/icone/apecarR.jpeg

apecar

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Di Fabrizio (del 19/07/2005 @ 15:01:02, in Europa, visitato 2553 volte)

Roma Resource Centre UK - Lunedì 18 luglio 2005

COMUNICATO STAMPA

L'INGRESSO DELLA ROMANIA NELL'UNIONE EUROPEA DEV'ESSERE RIMANDATO?

In riferimento al caso sollevato dalla Corte Europea dei Diritti Umani contro il governo della Romania (rif. http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?id=145 ndr) e all'accusa di corruzione sollevate contro la polizia che partecipò al pogrom nella città di Hadareni nel 1993, sollevata dalla superstite Floarea-Maria Zoltan, è intervenuto Olli Rehn, Commissario Europeo per l'Allargamento della Comunità:

Berlino, 12 luglio - "Spero che la Bulgaria e la Romania intervengano in tempo con riforme effettive, altrimenti si dovrà posticipare il loro ingresso nella Comunità."

Commenta Floarea-Maria Zoltan: "Il ricorso di Strasburgo mostra che il governo rumeno i diritti umani sono un pretesto di facciata, e ancora non intende affrontare le proprie responsabilità sulle violente uccisioni e le distruzioni delle proprietà dei Rom.

L'offerta di un compenso riparatore non può soddisfare il bisogno di giustizia di quanti hanno perso i loro familiari, sono dovuti scappare dal paese, mentre quanti sono rimasti continuano a vivere nella povertà e senza assistenza sanitaria. [Questa] è la colpa del governo, che continua a non riconoscere le proprie responsabilità, arrivando invece a dipingere le vittime come criminali e non perseguendo quanti furono colpevoli. A nostro avviso, c'è bisogno di un controllo severo e continuo, che dimostri che quelle autorità siano conformi alle legge e norme sui diritti umani, rumene, europee ed internazionali.

Non c'è dubbio che in 12 anni,la Romania non abbia mostrato umanità o considerazione alcuna per le vittime di Hadareni, incluso donne e bambini, in particolare: il diritto alla giustizia, il diritto ad essere protetti contro simili atti, il diritto allacasa e all'assistenza sociale, il diritto di esistere, quello all'educazione e all'assistenza sanitaria. Mancano solo due anni all'ingresso nella Comunità Europea, e sembra difficile che in soli due anni la Romania possa fare quanto non ha fatto in 12.

C'è urgente bisogno che sia riaperto il caso di Hadareni, e che i colpevoli a tutti i livelli siano assicurati alla giustizia. Sarebbe questo un segnale forte verso il crescente sentimento razzista che spira in Romania e in Europa. Altrimenti, chiediamo che l'ingresso della Romania nella Comunità Europea sia rimandato sino a quando i cittadini Rom non siano effettivamente uguali agli altri di fronte alla legge e vedano rispettati i loro diritti come tutti gli altri".

[...]

Mrs Floarea-Maria Zoltan, M.A., Co-ordinator, Roma Resource Centre, Commissioner for women and family, International Romani Union

Prof. T. A. Acton, M.A., D.Phil., (Oxon.), F.R.S.A., Vice-Chairman, Roma Resource Centre

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Di Fabrizio (del 17/07/2005 @ 04:21:01, in Europa, visitato 1599 volte)
ilPassaporto.it Immigrati. Vivono in mezzo a noi, da anni ormai. Organizzai la prima mostra sull'immigrazione straniera a Milano, più di 20 anni fa.

Vent'anni significa che questo fenomeno è cambiato varie volte, non solo per i paesi d'origine, ma anche sulle motivazioni che spingono in Italia questa gente.

Si pensa, per un riflesso automatico, al disperato che scappa dalla miseria e dalla guerra, che arriva su gommoni stracarichi o nascosto dentro un TIR.

Ci sono casi simili, e sono anche tanti. Sono i casi più visibili ed etichettabili. Ma emigra anche chi aveva un buon lavoro, una casa, un titolo di studio. Gente che parte perché, esattamente come noi, vuole migliorare e affrontare nuove sfide. Diviene sempre più assurdo un mondo dove le merci e le informazioni girano da un angolo all'altro del pianeta, ma questo diritto è negato alle persone.

Dietro ognuno di loro, una storia.Come quella pubblicata qualche giorno fa da Gabriela Pentelescu:

"Noi all'estero a lavorare, i nostri figli a casa soli e infelici"

ilPassaporto.it

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Di Fabrizio (del 16/07/2005 @ 19:00:12, in Italia, visitato 1858 volte)
Ricevo da Marta Rabbiosi (martarab @ libero.it)
domenica 17 luglio alle 20.30 presso la Casa della Carità - via Brambilla, 10 Milano - "Contaminiamoci senza frontiere", serata di musiche e danze organizzata dai rom rumeni ospiti della Casa in emergenza, in attesa della risposta istituzionale; i referenti istituzionali sono infatti invitati, ma chissà.... ben vengano tutti gli altri!
Yahoo mappe

su www.redattoresociale.it del 14/7/05:
NOMADI/1 - "Noi Rom i campi non li vogliamo"

"Sono stati un'invenzione delle organizzazioni pro-zingari; e oggi sono solo ghetti dove la criminalità impera". Parla Nazareno Guarnieri, rom, insegnante e mediatore culturale, ex-vicepresidente di Opera Nomadi.
"Per una vera integrazione, l’alternativa è dar loro una casa". Come è avvenuto, con successo, in Abruzzo e a Lamezia Terme.
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Di Fabrizio (del 16/07/2005 @ 16:29:46, in Italia, visitato 2327 volte)

C'era una volta un accampamento, anche se tutte le nostre parole che richiamano il concetto di insediamento sono eccessive e inadeguate per descrivere la topaia proliferata in via Capo Rizzuto.

Su quel pezzo di terra all'estrema periferia, la città si è divisa da anni tra buoni e cattivi. Con i "buoni" che giocano ognuno per proprio conto, e i "cattivi" che, in mancanza di idee valide, ogni tanto alzano la testa, ringhiano e tornano a dormire.

D'estate, anche i buoni tirano il fiato, anche quelli che NESSUNO E' STRANIERO. E mentre tiravano il fiato, i cattivi in un mattinata han lavorato di ruspa. 150 poliziotti per 150 occupanti, tanto per non correre rischi: nell'accampamento avrebbero potuto essere nascosti pericolosi criminali... che difatti erano già spariti da settimane.

Spianato il campo, espulso chi è stato trovato senza documenti, il cattivo è tornato a dormire, nella speranza che i buoni rimettano assieme i cocci. So già come continuerà questa storia: altri arriveranno, i buoni li "useranno" per far pressione su cattivi, e i cattivi... Che piaccia o meno, questa è la storia logica e lineare, con i suoi sviluppi.

Magari, quello che segue non cambierà la storia: sono solo ragionamenti dal basso che prima o poi dovranno avere l'onore di qualche riga.

Per iniziare: come mai non sono stati espulsi tutti? Non pensate che così il problema sarebbe stato risolto definitivamente?

La domanda sarebbe: come si fa ad espellere 76 persone, che sono in regola con i documenti per rimanere in Italia, se non hanno nessun'altra colpa che quella di vivere in una bidonville?

E la risposta a questo punto diventa: gli si rende impossibile rimanere, anche se i documenti attestano il contrario. Tante volte ho sentito la parola "Zingaro" accostata a "Libertà", eppure non c'è niente di più degradante che vivere sballottato tra discariche e carità. Comune e Provincia  non si mettono d'accordo, il problema di ospitare 76 persone è demandato al buono di turno: la Caritas. E quando neanche la Caritas ce la farà più?

Intanto. giovedì scorso, questi Rifugiati Interni facevano spettacolo e casino in piazza Cordusio, sotto gli sguardi di una città indifferente. Guardavo la scena indeciso tra due pensieri:

  • che questa città troppo seria, che ha la filodiffusione in metropolitana e i prezzi dei rari concerti alle stelle, se ne frega della musica e di cosa vuole comunicare;
  • quei bambini che ballavano, ridevano e correvano, i milanesi li avranno riconosciuti come quei bambini differenti dai piccoli adulti che stanno diventando i milanesi, o li avranno visti come piccole scimmie da rinchiudere al più presto in uno zoo?
RAĆ SAVÍ NI BISTARAV

Sovav ande mi kampina

ašunav avri, vareko galami,

uštilen so čiden pe te laden,

den ma muj po anav

e pačardé .

Dikhav me čhavřén

sar guglé soven

e naj tsiknoré vazdav

ačhilá lesko than čhingó,

mora te ladá?

so te kerá?

inaj prvo drom, ni merá.

Ali gejá tsiknoró

ni asvin ni muklá

iziló ande mi angali

e vah phutardá

tala peste daratar

o than mutardá.

An ği pharipé pelá mange

e řomeski bax, akušlem prvo drom

jkaj sem bijandó bibaxtaló

the kaj sem bijandó sar Řom.
UNA TRAGICA NOTTE

Dormivo nel mio carrozzone

quando udii qualcuno gridare,

mi alzai pronto a fuggire

ma mi chiamarono per nome,

erano i gendarmi.

Vedevo i miei bambini

dormire dolcemente

presi in braccio il più piccolo

lasciando il suo posto bagnato,

bisognava scappare?

che fare?

non è la prima volta, non moriamo.

Ma quel piccolino non pianse

si stirò tra le mie braccia

aprì le mani

ma dalla paura

fece pipì per terra.

Nel cuore allora sentii forte il peso

del destino degli Zingari,

per la prima volta imprecai

di essere nato sfortunato

e di essere nato Zingaro.

 

Da POESIE di Šemso Advić (traduzione a cura di Sergio Franzese) PRIMALPEedizioni - giugno 1985

 

 

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Di Fabrizio (del 15/07/2005 @ 12:17:33, in media, visitato 2056 volte)

Tikla oggi doveva tenere la II lezione del corso di giornalismo. Ma, come al solito, quando c'è bisogno lui sparisce...
Scusandomi per il contrattempo, mando in onda una replica (d'altronde è luglio, cosa pretendete?)

Avete notato? Ci sono telenovelas che puntualmente riappaiono nelle cronache. L'emergenza nomadi, per fare un esempio. Un altro è quella di Marcello: leggo i giornali, ma se qualcuno si fosse perso qualcosa, sono cose risapute. E allora, dall'archivio di Pirori, piazzo una storia del dicembre scorso:

PROLOGO:

 ...dunque, sì, è stato assolto, però il reato c'era. Dice che si chiama prescrizione. E poi c'è quell'altro, come si chiama? Allora, quell'altro è colpevole ma è fuori (o resta dentro?).

"Un paese che sulla giustizia è capace di tanta arte, mette paura ogni giorno di più!"

(Ripetendomi: Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!)

Chiuso nel mio studio, il bicchiere di slivoviz era ormai vuoto, e del caso che mi avevano affidato ancora non avevo capito una mazza. Troppi nomi coinvolti e tutta gente che non ci pensava due volte a farti un paio di scarpe di cemento.
Scorrevo sullo schermo i blog del giorno prima, e non mi erano di nessun aiuto.
Pensai tra me e me caricando la pipa: se smettessi di pensare a quei nomi e mi concentrassi sui fatti, cosa ne verrebbe fuori? La solita vecchia storia di un paese capace di far le peggio schifezze e trovare sempre il modo di non rimetterci il culo e salvarsi la coscienza.
Sapevo che la mattina dopo sarebbe passato quel fulminato a discutere di Bush, sciopero generale e autunno freddo. Sull'autunno, non aveva tutti i torti. Misi l'impermeabile ed eliminai le tracce dell'indagine dal computer.
Albeggiava, e sapevo che in questi casi il questore cercava qualche innocente, meglio se straniero, con cui prendersela per una scatola di tonno rubata al centro commerciale. Diceva che così teneva buona la stampa. E nell'impermeabile avevo proprio una scatola di tonno, ma nessuno scontrino...
Città di merda!"

Lo sgombero e lo strano caso della giustizia italiana

Quel giorno provai + volte a chiamare Ljubisa sul cellulare e avvisarlo del pericolo che correva la sua gente, ma non mi rispose che dopo le undici.
Purtroppo, avevo visto giusto: il questore voleva distrarre la stampa dal caso di cui tutti si stavano occupando, e aveva appena detto a Ljubisa e ai suoi di alzare le chiappe con le loro roulottes.
Ormai che potevo fare? Divorai la mia scatoletta di tonno e brindai a Ljubisa e alla sua sfortuna con uno Chablis per coinvolgere spiritualmente anche Pepe Carvalho.

Nei giorni seguenti, ripresi le mie indagini, sempre + stomacato, perché mi sembrava di annaspare in un pantano. Come tutti. Per meglio dire: tutti quelli che non erano caduti nell'errore di giudicare quello che leggevano con gli occhi della propria simpatia politica.

Torno a ripeterlo: gli imputati non erano gente a cui importasse delle chiacchiere da bar sulla loro moralità. A loro interessava continuare a operare come sempre, per il rotto della cuffia ma liberi. Disposti magari a sbranarsi tra di loro, ma liberi.

Basta, non ne potevo +. E una sera al bar alzai un bicchiere di troppo persino per me. Sbronzo tradito, nella mia nebbia personale vidi sedersi accanto a me il fulminato. Probabilmente ghignando per avermi trovato in quella situazione. "Varda chi" mi disse aprendo sul tavolo la copia di Libero (diretto da "nientepopodimenoché" Vittorio Feltri) del 30 novembre. In prima pagina "SCIOPERO DEI BAMBA CONTRO BERLUSCONI E IL TAGLIO DELLE TASSE".

Non so dirvi perché quella copia di Libero finì a casa mia. Quando bevo, probabilmente ho dei colpi di genio che ai sobri non sono concessi. Probabilmente mi passò per la testa che se volevo capire qualcosa, dovevo cercare su quel foglio, e non su giornali bolscevichi come Il Corriere o il Sole 24 Ore, che come me si ingegnavano a mettere insieme briciole di verità (oltre alle preoccupazioni di non perdere i lettori e di urlare + forte di loro). "Libero" invece no, lì i capicosca parlavano senza paura, d'altronde erano a casa loro. Passata la sbornia, non ci misi molto a trovare quel che cercavo, era a pagina 10:
- Dell'Utri "Sarò assolto" "Tornerò a fare politica con il mio amico Silvio".

Ora, Dell'Utri non è mafioso, NO, non lo è mai stato ma, se anche voi siete pratici delle tante sfumature della dialettica di mafia, e dei brividi che vengono nel trovare la parola "AMICO" sulle pagine dello zerbino di casa, FORSE intendereste la cosa come un segnale, neanche troppo nascosto. "...disposti magari a sbranarsi tra di loro".

Non avevo niente in mano, ma feci lo stesso una telefonata (a chi? non mi ricordo, ah!) dicendo di sapere e di aver messo il dossier in un caveau sicuro.

Nei mesi seguenti successero cose strane assai:
- Prima Dell'Utri fu condannato;
- Poi, il capo del governo, amico carissimo, nonché fondatore del partito televisivo, misteriosamente fu avvelenato durante un trapianto di capelli, lasciando un vuoto incolmabile tra amici e nemici;
- Dell'Utri, tornato a furor di popolo alla politica attiva, in due mesi prese il controllo di quel che restava del suo partito, e vinse le elezioni politiche;
- incidentalmente, io ebbi qualche incontro non troppo amichevole con la questura. Ma non ottennero niente, perché niente sapevo;
- eletto capo del governo, Dell'Utri, che non è mai stato mafioso, NO, si rivelò però uomo d'onore. Il nuovo ministro degli Interni, Jack Mac Previti, firmò il condono per tutti gli immigrati e ripagarmi del mio silenzio.
- il vecchio questore fu rimosso, Ljubisa e i suoi ottennero una casa regolare. La festa d'inaugurazione fu memorabile: a Milano si registrò una nuova scossa di terremoto;
- Il famoso fulminato, in realtà un infiltrato nella Lega e agente della "politica" di nome Carmelo Zappalà da Termini Imerese, ebbe una botta di culo e da questurino fu promosso questore.
- il centrosinistra ha cambiato nome un'altra volta e spera nelle prossime elezioni politiche.

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Di Fabrizio (del 15/07/2005 @ 02:23:35, in Europa, visitato 1631 volte)

   Da Dzeno Association©

14. 7. 2005 - Domenica scorsa, appena prima di mezzanotte, ignoti hanno cosparso di benzina porte e persiane di una casa dove dormivano due famiglie di Rom. Poi hanno dato fuoco al liquido.

Per fortuna non ci sono stati feriti e la casa, per quanto danneggiata, è intatta. I colpevoli di quella che può sembrare una ragazzata, rischiano almeno 8 anni di carcere, ma la pena può aumentare se l'incendio ha motivazioni razziali. Il commissario Strupek, della polizia di Rozmital Pod Tremsinem dove è avvenuto l'incidente, non si è sbilanciato sulle motivazioni dell'incidente. Ha però ammesso che la polizia cittadina sta indagando su precedenti incendi dolosi che avevano implicazioni razziali.

Le vittime sono sicure che si sia trattato di un atto razzista. Hanno stilato una lista dei possibili attentatori, che comprende anche un ex membro della polizia locale, da cui sarebbero stati minacciati più volte. Le famiglie avevano montato le persiane alla finestre, proprio a causa di incidenti passati, quando venivano lanciate pietre contro i vetri. [...]

In passato nella repubblica Ceca si sono verificati diversi incendi dolosi a danno di famiglie Rom. Il più noto avvenne nel 1998 nella città di Kremov, quando una bottiglia incendiaria fu lanciata in un appartamento dove dormivano 6 persone.. Una donna di 48 anni venne ustionata gravemente. Anche se i responsabili dell'atto confessarono la loro colpa, contro di loro non venne prese alcun provvedimento.

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Di Fabrizio (del 15/07/2005 @ 01:49:11, in Kumpanija, visitato 2490 volte)

I Gypsy King

hanno interrotto ieri la tournee negli Stati Uniti, per la morte di Clementine Reyes, madre di Mounin, Antonico, Mario e Toni: componenti storici e nuovi del gruppo.

Clementine Reyes
Chi ha apprezzato la loro musica, può unirsi al dolore della famiglia, dei suoi cari e degli amici su
http://www.gypsymusique.com/

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Di Fabrizio (del 14/07/2005 @ 21:49:36, in media, visitato 1682 volte)

14. 7. 2005 - Secondo il giornale La Repubblica, 76 Rom, tra cui 40 bambini, sono finiti in mezzo alla strada e senza nessuna possibilità di riparo o ricovero futuri. Originari della Romania, erano legalmente in Italia e vivevano in un accampamento alle porte di Milano.

Nell'accampamento, d'altra parte, risiedeva uno dei Rom accusato di aver recentemente violentato un ragazza italiana di 19 anni,. Del fatto sono stati incriminati 3 Rom, e in Italia si è aperto un grande dibattito sui temi dei Rom e dell'immigrazione, facendo pressione sulle autorità perché prendessero provvedimenti. Il primo risultato è stata la decisione del comune di sgomberare l'intera comunità e di abbattere il campo.

I 76 Rom hanno ottenuto di poter dormire per 10 notti col permesso del comune elle strutture mese a disposizione dall'associazione Caritas. Scaduti i dieci giorni, la Caritas sta continuando ad ospitare ed assistere i Rom, senza più ricevere alcun contributo dal comune. La municipalità non intende permettere ai Rom di ritornare nei confini cittadini e la provincia sembra intenzionata a organizzare dei campi sosta nei dintorni della città. Ma al momento ogni soluzione sembra distante per i disaccordi che permangono tra l'amministrazione comunale e quella provinciale

(Dzeno Associaton)© - Repubblica Ceca


Dal Blog NON TROPPO - 10. 7. 2005 

Oggi forze estremiste hanno attaccato indiscriminatamente la città di Milano e i suoi abitanti. Questi mostri hanno designato determinati gruppi come bersaglio, senza alcuna giustificazione. Dirottando un'agenda di terrore, il loro pregiudizio e razzismo li ha portati a trarre il massimo vantaggio dal loro potere

Sto parlando della polizia italiana, che senza alcuna considerazione per le conseguenze, ha compiuto arresti di Zingari, tossicodipendenti, immigrati e potenziali piccoli criminali, dicendo di operare per il bene della Sicurezza Nazionale:

http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/europe/4667513.stm

La polizia compie raid in diversi campi Zingari e altre aree abbandonate.

Tra gli arrestati, 83 sono cittadini extra EU. Per 52 di loro sono già scattati gli ordini di espulsione. "I capi di accusa riguardano principalmente furti, mancato rispetto degli arresti domiciliari e delle leggi antidroga." ha commentato il col. Piccino al Corriere della Sera dopo gli arresti.

La polizia italiana è conosciuta per la presenza di elementi fascisti nei suoi quadri, e sembra privilegiare le azioni contro Zingari ed immigrati. Quando sono stato a Milano qualche anno fa, mi ricordo che nei bar girava parecchia cocaina, ma dubito che chi la spacciasse facesse parte di gruppi a rischio: erano tutti italiani che lavoravano in banca, studi legali e altre rispettabili professioni.

by Ian at July 10, 2005 06:25 PM

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Di Fabrizio (del 13/07/2005 @ 16:56:41, in media, visitato 1707 volte)

Non c'entra proprio niente, ma visto la minaccia delle ultime righe:  Se qualcuno dei protagonisti si sentisse in qualche modo offeso o calunniato, me lo comunichi e sarà mia premura rimuovere tutto ‘sto popò di roba, con la velocità di un razzo nel culo.  preferisco metterlo in dispensa, si sa mai che venga utile...

Da: broonotipresentosally

Praticamente ci sono questi due che improvvisamente si sono innamorati e si sono sposati.
Che poi “improvvisamente” è una parola che caratterizza più di una tappa della loro vita.
 
A lei, per esempio, improvvisamente un giorno sono cresciute le tette.
Lui, per esempio, improvvisamente un giorno è arrivato al 20% della RCS.
Analogia?
Diciamo che la RCS, in Italia, può essere rappresentata come le gigantesche tette di una gran gnocca chiamata politica finanziaria.
Un passaggio obbligato, insomma, per ogni uomo che vuole arrivare a triangoli di potere ben più allettanti.
Triangoli di potere, cosa avete capito, si intende potere economico-potere dell’informazione-potere politico.
 
Praticamente lei fino a ieri era Poppea nella nota fiction, oggi fa la produttrice di film.
Ma lei parcheggiamola un attimo qui accanto, che tanto dove la metti sta.
 
L’ultima volta che le notizie diedero il nome di qualcuno interessato a scalare la RCS, fecero il nome del cavaliere.
Un paio di anni fa.
Ma alla RCS, che non sono cretini, vennero sollevati immediatamente gli impenetrabili scudi del patto sindacale, rimandandolo a casa con tanti saluti.
 
Il cavaliere, che esattamente come quelli della RCS certo non è cretino, capì che lui quel patto non solo non l’avrebbe mai potuto superare, ma soprattutto, se avesse insistito, l’avrebbe visto trasformarsi nella sua condanna al tracollo.
 
Il patto sindacale, per capirci, è un meccanismo che mette al riparo gli azionisti già proprietari di quote, dagli eventuali attacchi di quelli che improvvisamente decidono di tentare di acquistare la maggioranza della proprietà di un’azienda quotata.
Chi sottoscrive quel patto, detiene (sommando le reciproche quote) la maggioranza, e se vuole può lasciare che chiunque arrivi a comprarsi fino al 49% delle quote senza dire nulla, impedendogli però di comprarsi il restante 2%, facendo in modo che chi si è comprato quel 49% si ritrovi con una quantità allucinante di soldi da sborsare, una quantità esorbitante di azioni, ma potere zero nello stesso momento.
Niente di più di un serbatoio di soldi senza potere decisionale, insomma.
 
Il cavaliere questo lo sapeva benissimo, e dato che a lui la RCS interessava non certo per mettere da parte qualche soldino, ci ha provato, ha capito che mezza finanza italiana ne avrebbe approfittato per fargli pagare qualche vecchia incazzatura da lui procurata, e ha detto “Grazie e arrivederci”.
Se il suo interesse verso la RCS può essere considerato, a memoria d’uomo, l’unica impresa che ha mollato alla prima difficoltà, senza nemmeno provare a cambiare qualche legge, un motivo ci sarà.
Anche lui che tutto può, del resto, sapeva benissimo che sul muro Consob ci avrebbe sbattuto rovinosamente il plastico naso.
 
Dal nulla, qualche mese fa, spunta tale Ri*ucci.
Uno che nessuno aveva mai sentito nominare, si ritrova improvvisamente con il 20% della RCS in tasca.
Il 20% della RCS, per capirci, equivale a qualche centinaio di milioni di euro.
Ma vogliamo fermarci qui?
Ma noooo.
Lui annuncia che vuole arrivare ben più in alto, ad una percentuale per ottenere la quale, si stima, dovrà movimentare tra i 5 e i 6 miliardi di euro.
Cioè, non lui.
Le banche che gli forniscono il credito.
Ri*ucci.
Che se il nome non ricordasse incredibilmente il RItorno di Cuccia, …vabbè…niente.
Qualcuno l’aveva mai sentito nominare?
Ora le banche gli garantiscono migliaia di miliardi di prestiti.
Assolutamente solo sulla fiducia, visto che se la Consob lo dovesse veramente costringere a lanciare l’opa, tutti insieme gli azionisti potrebbero metterlo nella merda.
Ma le banche lo sanno che gli italiani si cagano sotto e vogliono capitalizzare al volo ad ogni occasione propizia, e quindi gli dicono “vai caro e fai il prezzo che vuoi, noi copriamo, tanto quelli mollano”
Del resto, perché pensare di non dar crediti per migliaia di miliardi ad uno che fino a ieri costruiva case e oggi vuole la RCS?
Ma no, non sto parlando del Cavaliere.
Sempre di Ri*ucci.
Come “Ri*ucci chi?”
Quello che si è sposato ieri con Anna Palchi, non avete visto i telegiornali?
 
Ora, succede che tutti improvvisamente si sono visti spuntare questo qui e mezza finanza italiana si sta chiedendo chi cazzo ci sia dietro di lui, visto che pure un bambino sa che nessuna banca ti da 10 euro se non sei figlio di un banchiere, figuriamoci migliaia di miliardi ad uno sconosciuto, ma soprattutto tutti si stanno chiedendo come mai uno che costruiva case oggi vuole la RCS.
 
Adesso riprendiamo un attimo la neo-mogliettina parcheggiata poco fa.
Tanto, come dicevo, è lì ferma e buona.
Perché anche a Poppea, le banche, improvvisamente hanno deciso di dare crediti impensabili per chiunque sia proprietario di imperi aziendali, figuriamoci per una che si presenta con un curriculum stampato su dodici fogli patinati divisi per mesi dell’anno.
Oggi, improvvisamente (che bella parola), la lupa de noartri fa la produttrice di film.
 
Per chi non mastica di ruoli del mondo dello spettacolo, il produttore è quello che ci mette i soldi.
Cioè, non lei.
Le banche che le forniscono il credito.
Cosa chiedono come garanzia le banche che forniscono i soldi per produrre film?
Magari qualche film prodotto precedentemente, di successo?
Non ne ha.
Magari qualche partecipazione personale in ruoli di primo piano in film che hanno sbancato al botteghino?
Non ne ha.
E allora come può garantire alla banca che il film avrà successo?
Ri-parcheggiamola un attimo, che tanto sta lì tanto quanto prima.
 
Perché un film abbia successo, servono due requisiti fondamentali.
La promozione e la distribuzione.
In Italia, si sa, il cinema “povero” è stato azzoppato se non addirittura messo in ginocchio, dopo che l’intera catena di distribuzione è finita nelle mani di una nota azienda italiana, che è proprietaria di quasi tutte le sale, nelle quali piazza per settimane intere quasi esclusivamente i film prodotti da se stessa o film di bassa qualità ma di sicuro incasso, spesso americani, per poi spostarli dopo ormai pochi mesi nell’altrettanto nota catena di videoteche.
Per un’assoluta involontaria catena di coincidenze, capita che quella stessa azienda sia la proprietaria di tutti quei canali (tv) attraverso i quali i film vengono “promozionati” attraverso martellanti trailer a tutte le ore.
Il percorso è studiato ben bene.
Si pubblicizzano solo certi film, solo quelli vengono messi nelle sale, solo quelli la gente va a vedere, solo quelli fanno soldi a palate.
 
Riprendiamo la parcheggiata e avviamoci verso la fine della storia.
 
Se tu sei Poppea e chiedi qualche milione di euro per fare una cosa che non hai mai fatto, come minimo la banca, dopo essersi fatta una risata, ti da comunque la possibilità, magari chiamando anche gli altri colleghi perché questa proprio non se la devono perdere, di spiegare in base a quale assurdo ragionamento dovrebbero pensare che il tuo film avrà successo e di conseguenza loro riavranno i loro soldi indietro con tanti interessi e grazie.
 
Semplice.
Basta che tu spieghi con una certa sicurezza che qualsiasi cagata tu deciderai di produrre, nelle sale ci arriverà, verrà distribuito senza nemmeno batter ciglio e arrivando nelle principali sale italiane probabilmente sotto natale, farà anche i soldi promessi.
 
“Eh si, ma lei come fa ad essere certa che il suo film verrà distribuito in tutte le principali sale?” chiede il direttore della banca.
“Ma signori, sono la moglie di Ri*ucci”
“E Ri*ucci chi sarebbe?”
“Quello che sta scalando la RCS”
“E la RCS cosa sarebbe?”
“Il Corriere della Sera che tanto interessava al Cavaliere”
“E il cavaliere chi sarebbe?”
“Il proprietario di quasi tutte le sale cinematografiche italiane”
“E lei cosa fa nella vita?”
“Da poco produco film di sicuro successo”
 
Fine del teorema.
Riassunto?
Se il primo film della Palchi avrà il logo Medusa Film, dietro Ri*ucci c’è il cavaliere.
 
Vah che razza di dono di nozze è riuscita a ottenere.
 
 
 
Tutto questo è frutto solo di un mio ragionamento personale.
Non ha basi fondate.
Non proviene da documentazioni di alcun genere.
È una pura e semplice storia inventata da me e non vuole esprimere giudizi personali su nessuno nei citati, ma solo analizzare una storia che è già pubblica, sotto l’aspetto “possibili relazioni affaristiche” e costituisce puro e semplice esercizio.
Se qualcuno dei protagonisti si sentisse in qualche modo offeso o calunniato, me lo comunichi e sarà mia premura rimuovere tutto ‘sto popò di roba, con la velocità di un razzo nel culo.
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