Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 30/03/2012 @ 09:06:20, in sport, visitato 1154 volte)

Il Fatto Quotidiano di Pino Petruzzelli | 29 marzo 2012

Solo la cultura permette di gettare un ponte tra mondi distanti.

A Genova il regista Marco Di Gerlando ha iniziato le riprese del cortometraggio "SEO" su un soggetto di Sergio Cizmic.

Sergio Cizmic è l'unico mediatore culturale rom presente in Liguria. Si è formato presso il corso di formazione che abbiamo tenuto a Genova tre anni fa con la collaborazione della Comunità di Sant'Egidio e della Regione Liguria. Sergio oltre al lavoro di mediatore, svolge anche quello di istruttore di nuoto presso una delle principali società sportive di Genova.

Incontro Sergio e Marco in una pausa del loro lavoro.

- Sergio, di cosa parla il cortometraggio?

- E' la mia storia. La storia di un bambino rom il cui unico sogno era quello di nuotare. Da piccolo volevo andare in piscina, ma il cassiere non mi faceva mai entrare. Andavo con il mio soldo per fare il biglietto e lui mi diceva sempre che la piscina era occupata. Sentiva il mio accento, mi riconosceva rom e mi mandava via. Un giorno, poi, grazie a un istruttore di nuoto riuscii ad entrare e la mia vita cambiò.

- In piscina, ora che sei istruttore, sanno che sei rom?

- Si, insegno nuoto ai bambini e alcuni genitori lo sanno. Mai avuto problemi con loro e, anzi, spesso mi chiedono di raccontargli del mio popolo. Anche con il personale della piscina non ho problemi. Lavoriamo insieme senza pregiudizi.

- Qual è l'obbiettivo del cortometraggio?

- Far conoscere ciò che la piazza non sa. Quanti rom onesti subiscono discriminazioni per essere assimilati a uno stereotipo. Quanti sogni di bambini si infrangono sui pregiudizi. Io non nego l'esistenza di rom che rubano, dico solo che esistono anche rom onesti. Purtroppo noi rom non scendiamo mai in piazza per difendere il diritto ad essere rispettati. Per fortuna ci sta pensando la Comunità Europea a bacchettare l'Italia per le discriminazioni nei confronti delle minoranze rom e sinte. E' notizia di questi giorni la pubblicazione delle Osservazioni Conclusive sull'Italia del Comitato per l'Eliminazione della Discriminazione Razziale, in cui si dice che permangono serie preoccupazioni per quanto accade nel nostro Paese a proposito delle discriminazioni istituzionali subite da rom e sinti. Purtroppo queste notizie non vanno mai sui giornali. Come sui giornali non è mai andata la notizia che anche noi rom di Genova siamo andati a spalare il fango per ripulire la città dopo l'alluvione. Speriamo che Marco Doria, se diverrà nuovo sindaco, si ricordi anche di noi rom e sinti.

Mi rivolgo a Marco Di Gerlando.

- Eri mai entrato in un campo nomadi?

- Mai. Avevo letto la sceneggiatura di Sergio e mi aveva emozionato subito. Quando sono entrato per la prima volta nel campo, non mi aspettavo di vedere nulla di simile. Ho provato un'emozione fortissima. In quella situazione soffocante, ho trovato però uno straordinario spirito di gruppo tra i rom. Non è facile conservarlo in situazioni estreme come quelle di un campo nomadi.

E' stata un'esperienza indimenticabile. Non avevo mai conosciuto rom prima di allora. Avevo come tutti dei pregiudizi, ma è bastato entrare lì dentro per capire tante cose. Il pregiudizio frena il nostro arricchimento culturale e limita il pensiero.

Il nostro cortometraggio, ad ogni modo, non fa la morale a nessuno, vuole solo raccontare una storia che vale la pena di essere raccontata.

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Di Fabrizio (del 29/03/2012 @ 09:42:21, in Europa, visitato 1456 volte)

Segnalazione e traduzione di Silvia Gobbo

25 marzo - 8 aprile

Apertura 25 marzo ore 18.00 L'Ambasciata Rom Norvegese con mostra "Dall'album di famiglia della gente rom", è uno spazio culturale temporaneo messo in scena a Tullinløkka ad Oslo. L'ambasciata funzionerà come allestimento culturale aperto nel periodo dal 25 marzo fino alla giornata internazionale dei rom dell'8 aprile. L'ambasciata rom norvegese punta i riflettori sul fatto che la gente rom non ha un luogo d'incontro ufficiale ad Oslo e in Norvegia. Il progetto è stato sviluppato dal gruppo di architetti del Progetto di Comunità Rendere Compatta la Città in collaborazione con Cultura Romanì, Associazione Norvegese dei Rom, Popolazione Rom Novegese, Sjuvlliano Kerr, rappresentante dell'unione internazionale dei rom in Norvegia, Misure per i rom, Anne-Stine Johnsbråten, Lowri Rees e radiOrakel. Il progetto è supportato da: Fondazione Parola Libera, Consiglio per gli Affari Culturali Norvegese e Museo di Storia della Cultura.

Domenica 25.03 h.18.00
Apertura dell'Ambasciata dei Rom Norvegese con la mostra "Dall'album di famiglia della gente rom". (Anne-Stine Johnsbråten). Semplice rinfresco tradizionale, interventi, appelli e intrattenimento culturale.

Lunedì 25.03 h.13.00
Prima trasmissione della radioRomano (trasmissioni quotidiane tutti i giorni feriali) - prodotto da radiOrakel (FM: 99,3)

Mercoledì 28.03 h.20.00
Serata cinematografica: "Korkoro" di Tony Gatlif, con introduzione di Raya Bielenberg.

Venerdì 30.03 h.17.00
Incontro aperto da Sjuvlliano Kerr - Donne rom unite

Sabato 31.03 h.14.00
Storia dei rom norvegesi - Seminario aperto. Proiezione del video di Natalia Lund, intervento di Chalak Kaveh. Conduce: Maria Rosvoll (HL-senteret)

Domenica 01.04 h.16.00
Uno spazio per i rom - seminario aperto. Interventi di: Jan Jansen (Cultura Romanì), Andreas Müller (Associazione Rom Norvegesi), Lars Demetri (Centro di Cultura Rom Stoccolma), Erland Kaldaras (Centro di Cultura Rom Malmø). Conduce: Harald Nissen (Consigliere Comunale).

Lunedì 02.04 h.19.00
Romanes - simposio della lingua. Linda Gabrielsen e Hanne Ramsdal ( Dizionario fraseologico Norvegese - Romanes), Stefan Palison (dizionario Svedese - Romanes), Jamanda Zedra Jansen.
Corso di scrittura in romanes 4-5-6-7 aprile 14.00-15.30.

Martedì 03.04 h.18.00
Foto di Rom - serata di presentazione
Progetti fotografici: Harald Medbøe e Anne-Stine Johnsbråten
Proiezione dei film: "Samson på reise" (Sansone in viaggio) di Lowri Rees, "Arven" (L'eredità) di Svein Ove Hansli.

Giovedì 05.04 h.18.00
Serata grigliata rom. Grigliata di maiale intero e agnello, assaggi di diversi cibi tradizionali rom.

Domenica 08.04 h. 14.00
Celebrazione della giornata internazionale dei rom PARTE PRIMA
Festeggiamenti con discorsi, rinfreschi e dolci al Museo di Storia.

h.15.00
Celebrazione della giornata internazionale dei rom PARTE SECONDA
Musica, canzoni e ballo nell'Ambasciata Rom Norvegese a Tullinløkka.

h.16.30
Celebrazione della giornata internazionale dei rom PARTE TERZA + Pasqua rom.
Festa al Nordi Black Theatre con servizio e musica dal vivo.
Indirizzo: Hollendergata 8 (Grønland, di fronte alla caserma della polizia).

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Di Fabrizio (del 29/03/2012 @ 09:27:53, in Europa, visitato 1146 volte)

Da Roma_und_Sinti

fk, Czech Press Agency, translated by Gwendolyn Albert - Berlin, 23.3.2012 20:53, (ROMEA)

Nel suo discorso inaugurale [...], il presidente entrante della Repubblica Federale, Joachim Gauck, ha condannato in toto il neonazismo e le altre manifestazioni di estremismo e fanatismo in Germania. L'11° presidente è stato eletto [...] dalla stragrande maggioranza dei membri delcollegio elettorale composto da parlamentari e rappresentanti dei vari stati federali.

Rivolgendosi al Parlamento, Gauck ha invitato i tedeschi ad avere confidenza tanto in loro stessi che in quanti li stanno governando. Ha anche sottolineato l'importanza della libertà e della giustizia sociale.

"Il vostro odio è la nostra motivazione. Non lasceremo il nostro paese allo sbando. Appartenete al passato, la nostra democrazia vivrà," ha detto Gauck agli aderenti al neonazismo. In Germania è ripreso il dibattito, dopo che l'anno scorso si scoprì che membri dell'ultra destra avevano commesso una serie di delitti contro gli immigrati.

Gauck ha respinto altre manifestazioni di estremismo e fanatismo nella società democratica. "Potrete rallentare questo treno, ma non lo fermerete," ha detto Gauck dell'estremismo in generale.

Ha anche accennato al suo argomento tradizionale, la libertà, e sottolineato che la Germania dovrebbe essere uno stato socialmente giusto. "Uguaglianza e libertà sono le basi dell'autorealizzazione," ha detto. Ha anche ripreso l'idea di Europa e ricordato agli astanti l'eredità della storia tedesca, chiamando la Germania il "paese del miracolo democratico."

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Di Fabrizio (del 28/03/2012 @ 09:25:36, in musica e parole, visitato 1681 volte)

settembre 2011 - LE MEMORIE SI ABBRACCIANO: Paul Polansky con Cveto - via Idro 62

Continuano le tappe lombarde, organizzate dalla rivista FAREPOESIA, l'associazione LA CONTA e MAHALLA

Tocca a Milano, lunedì 2 aprile alle ore 21.00
CAM Ponte delle Gabelle, via san Marco 45

I lettori della Mahalla lo conoscono bene e qualcuno ha già potuto incontrarlo negli anni scorsi. Per i nuovi lettori, ecco un rapido ripasso.

Inoltre, Paul Polansky visiterà gli insediamenti rom di via Sacile (domenica 1 aprile) e di via Idro 62 (lunedì 2 aprile). Si ringrazia il Gruppo Sostegno Forlanini per la collaborazione. Ulteriori informazioni info@sivola.net

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Di Fabrizio (del 28/03/2012 @ 09:16:07, in Regole, visitato 1202 volte)

StranieriinItalia SABATO 24 MARZO 2012

Decisione opposta a quella presa a Modena

Milano, 24 marzo 2012 - Dejan Lazic è un rom nato in Italia ma per il giudice di pace di Milano deve restare nel Cie di via Corelli.

Si tratta di una decisione opposta a quella presa ieri a Modena dove erano stati liberati due fratelli bosniaci perchè nati nel nostro paese.

Lazic è nato a Moncallieri 24 anni fa. Ha sempre vissuto in Italia, ha frequentato la scuola elementare (anche se non l'ha mai terminata). Non ha chiesto la cittadinanza al compimento del 18 anno perché non sapeva di doverlo fare. È uno zingaro che vive alla giornata, di espedienti. Ha anche dei precedenti penali per piccoli furti. Nella stessa situazione sono anche i suoi familiari. È stato portato a Corelli perché gli hanno notificato un provvedimento di espulsione all'uscita del carcere (dove è stato detenuto 5 mesi per scontare un vecchio procedimento definitivo).

Nel provvedimento prefettizio è stato scritto, su una sua presunta dichiarazione, che si sarebbe sottratto ai controlli di frontiera facendo ingresso in Italia nel 2005, senza poi richiedere il permesso di soggiorno. Dejan Lazic è del tutto analfabeta. Davanti al giudice ha negato di aver fatto tale dichiarazione.

Gli avvocati Eugenio Losco e Mauro Straini affermano di avere i documenti relativi alla sua storia e di voler preparare al più presto ricorso avverso l'espulsione avanti al giudice di pace di Milano.

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Di Fabrizio (del 27/03/2012 @ 09:18:09, in Italia, visitato 1210 volte)

Salia (a sinistra) e Vesna, due generazioni, entrambe madri di bambini che frequentano la scuola a Mirafiori - LA STAMPA di MARIA TERESA MARTINENGO

Un pezzo di quartiere si mobilita per aiutarli

TORINO: Alla domanda «Cosa vorresti fare da grande?» una bimba risponde «la poliziotta», un bambino «l'avvocato». In condizioni di normalità, i sogni sono uguali. I bambini della «comunità» rom di Mirafiori Sud, una cinquantina di persone in tutto, di cui 30 minori, una metà dei quali - i più piccoli - da settembre frequentano la scuola. La normalità che li fa sognare.

Intorno a loro e alle loro famiglie, «parcheggiate» nei dintorni del Parco Colonnetti, si è mobilitato un bel pezzo di quartiere. Ai figli dei rom bosniaci più poveri della città, «invisibili» per i censimenti - due generazioni nate qui ma prive di documenti -, Pia, alla Locanda nel Parco, offre colazione e merenda. Beppe Melchionna, del vicino Circolo Arci, ospita il camper di una famiglia in cortile; la Casa del Parco - che lavora per la coesione nel quartiere - fornisce quaderni, acqua calda e ascolto; le suore di Madre Teresa e i volontari di San Remigio offrono docce e aiuto nei compiti.

«Qui c'è il più alto tasso di frequenza scolastica della città e forse d'Italia», spiega Vesna Vuletic, presidente di Idea Rom, associazione impegnata per favorire l'inserimento sociale e l'autonomia dei rom. «I dati della Prefettura parlano di meno del 50% di frequenza scolastica negli insediamenti torinesi. A Mirafiori si sfiora il 100%, nei momenti più difficili si è arrivati all'85%». Aggiunge Giulio Taurisano, volontario ed esperto: «È successo quando le famiglie, nel gelo di questo inverno, sono state allontanate e si sono stabilite vicino al Cimitero Parco. Per accompagnare i bambini a scuola, dovevano prendere due pullman. La maggioranza lo ha fatto».

Per capire, occorre fare un passo indietro. «Due anni fa, quando abbiamo aperto la “Casa nel Parco” - ricorda Isabella De Vecchi della Fondazione della Comunità di Mirafiori -, alcuni bambini di queste famiglie, che da vent'anni girano qui, sono venuti e ci hanno chiesto di imparare a scrivere. A partire da quella esigenza, con Idea Rom è nato un progetto».

Il progetto «Aerodrom» (aeroporto in bosniaco) vuole far «prendere il volo» alle famiglie che vivono stipate in vecchi camper. «L'obiettivo è supportare l'inserimento scolastico - dice Vesna Vuletic -, favorire l'emancipazione, facendo comprendere ai genitori l'importanza dell'istruzione perché i figli possano sperare in una vita migliore». Giulio Taurisano: «Sono state le madri ad andare a iscrivere i bambini, sono state le madri a portarli a vaccinare, nessuno si è sostituito a loro».

Idea Rom ha coinvolto i servizi sociali, la prefettura. «Queste famiglie sono cittadine di Mirafiori - dice il presidente della Circoscrizione 10, Marco Novelli -, presenti da anni sul territorio. Come amministrazione dobbiamo prendere atto della loro presenza e aiutarle. Però chiediamo collaborazione reciproca, chiediamo che si vada verso un'evoluzione. Ci sono nuclei che rispondono bene, altri meno. Sull'istruzione le cose procedono, su altri fronti si può fare meglio. La componente femminile è quella su cui puntare di più». Con i documenti, sarebbe possibile assegnare borse lavoro e iniziare a pensare alla casa. All'incontro con l'assessore Elide Tisi, Idea Rom ha chiesto che le famiglie possano collocarsi in postazioni singole (non in un campo) per non essere più oggetto di sgomberi.

Il preside della Cairoli, Ugo Mander, conferma il successo di quanto fatto fin qui: «Avremo un passaggio dalla quinta alla prima media, ci sono bambini iscritti alla materna per l'anno prossimo. Le mamme, nonostante la povertà estrema in cui vivono, si comportano come tutte le mamme». Enrico Perotti, presidente del consiglio d'istituto: «Dare normalità ai bambini serve anche ai genitori, lo vediamo alle feste della scuola». La maestra Domitilla: «Questi bambini ci ricordano che la scuola è un diritto di tutti e prima si comincia ad andarci, meglio è: la stabilità abitativa è un requisito per renderlo possibile».

La realtà dei rom di Mirafiori e le loro esigenze sono state riassunte, a partire da «Aerodrom», in una lettera destinata al prefetto Di Pace, al sindaco Fassino e all'arcivescovo, monsignor Nosiglia. «Nel 2001 - hanno scritto operatori e residenti - la nonna di una decina di bambini rom, gravemente malata, ha trascorso gli ultimi due mesi della sua vita ospite di un ortolano nella baracca di un orto abusivo sulle sponde del Sangone. Dieci anni dopo i suoi figli vivono in una condizione non dissimile». Poi le richieste: collocazione provvisoria delle famiglie distribuita in postazioni singole, perché non siano oggetto di continui sgomberi, sostenere l'ottenimento di documenti; concedere spazi per l'accoglienza abitativa in attesa dei requisiti per il successivo ingresso in casa. «Non crediamo - hanno spiegato - che la realizzazione di un nuovo campo possa sostenere l'integrazione di queste famiglie».

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Di Fabrizio (del 27/03/2012 @ 09:14:48, in musica e parole, visitato 1817 volte)

Da Aussie_Kiwi_Roma

I Rom greci: gli emarginati sociali e le star By Stella Tsolakidou, 19 marzo 2012, (storia originale di Iriri Papafilippaki)

Secondo informazioni del vicedirettore del dipartimento della polizia e dell'ufficio cause penali di Kalamata, si sono registrate recentemente 34 rapine o tentate rapine in appartamenti della più estesa regione di Messinia, effettuate da persone di etnia rom.

Le agenzie di stampa newsbomb.gr e eleftheriaonline.gr segnalano anche casi di furti nelle regioni di Corfu e Kalamata sin dal gennaio 2012.

La questione greca dei Rom, chiamati anche Tsigkanoi, rimane tuttora controversa ed il governo deve prestare loro ulteriore attenzione, a causa della difficile situazione economica che il paese sta attraversando. Ciò che manca ai Rom sono gli incentivi. L'ultima iniziativa statale per migliorare la loro qualità di vita è del 2010, con l'emissione bancaria di capitale che avrebbe dovuto aiutare i Rom a combattere l'alienazione sociale. Tuttavia, gli ultimi due anni sono stati un ostacolo allo sforzo generale.

Oggi vivono in Grecia circa 250.000 Rom, la metà dei quali sono membri attivi della società greca. Difatti, alcuni di loro hanno posizioni di lavoro permanente, ma la maggioranza non frequentano la scuola primaria. I Rom in Grecia vivono sparsi su tutto il territorio in circa 70 insediamenti, soprattutto nelle operazioni. Centri di rilievo in Grecia sono Agia Varvara, Atene, con una importante comunità rom, e Ano Liosia, dove le condizioni non sono buone.

I Rom sono comunemente conosciuti come "zingari" in molti altri paesi. Questo termine abbastanza dispregiativo venne dato loro inizialmente dai Greci, che li ritenevano originari dell'Egitto. Il termine "Rom" è universalmente da loro adoperato, e nella loro lingua significa "uomo" o "uomo sposato". La storia dei Rom in Grecia data dal XV secolo.

Famosi artisti rom greci

Anche se molti Rom vengono accusati di attività illegali, come contrabbando d'armi e traffico di droga, ci sono diversi esempi di Rom che hanno eccelso o eccellono attualmente nello scenario greco. Ecco alcuni dei più importanti artisti rom:

Manolis Angelopoulos - (1939-1989) Leggendario cantante greco, che ha guadagnato l'amore ed il rispetto dei suoi colleghi. Nato a Kavala da genitori rom, Angelopoulos incise la sua prima canzone nel 1957. Sempre fiero delle sue origini, ottenne popolarità negli anni '60 cantando canzoni d'amore, ma anche su temi come i rifugiati greci ed i luoghi esotici.

Kostas Hatzis, famoso cantante e chitarrista, riconosciuto come uno dei principali artisti ed innovativo creatore della canzone "sociale". Lanciò in Grecia il modello "guitar-voice", come le ballate che portavano messaggi sociali.

Makis Christodoulopoulos, famoso cantante di laika. Nato nel 1948 ad Amaliada da una povera famiglia rom, Christodoulopoulos ha percorso la sua strada sino a diventare un cantante ed interprete di successo.

Vassilis Paiteris, musicista e cantante di Drapetsona. Nato nel 1950, Paiteris iniziò la sua carriera professionale di cantante alla giovane età di 13 anni.

Helen (Lavida) Vitali, considerata una delle voci femminili più importanti degli ultimi 20 anni. E' nata ad Atene, in una famiglia dalla vocazione musicale, ed è cresciuta girovagando con i suoi genitori.

Irene Merkouri, cantante pop, la madre è di origine rom. Nata ad Atene nel 1981, Merkouri ha perseguito una carriera professionale dal 2002.

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Di Fabrizio (del 26/03/2012 @ 09:47:21, in Regole, visitato 1263 volte)

22 marzo 2012 - L'azienda pubblica Atac e l'Unar hanno sottoscritto un accordo contro razzismo sui bus.

Autisti e personale di bordo dei mezzi pubblici romani si formeranno per prevenire e contrastare fenomeni di discriminazione etniche e razziali.

È quanto prevede l'accordo sottoscritto a Roma, in occasione della Giornata contro il razzismo, dall'azienda Atac e dall'Unar, l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali.

Il protocollo è stato firmato dal direttore dell'Unar, Massimiliano Monnanni, dall'assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Antonello Aurigemma, e dall'Ad di Atac, Carlo Tosti. L'accordo, in particolare, è destinato al personale dei mezzi e mira a formare autisti e dipendenti alla prevenzione ed al contrasto delle discriminazioni etniche e razziali che si potrebbero verificare sui mezzi dell'Atac.

"Questo protocollo – ha spiegato Monnanni – impone le parti a forme di coordinamento operativo sul tema delle discriminazioni, promuove attività formative per gli operatori di front line dell'azienda, come gli autisti di tram ed autobus o gli addetti dei capolinea, e spinge all'organizzazione di convegni e seminari comuni sull'argomento".

(Red.)

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Di Fabrizio (del 26/03/2012 @ 09:31:32, in lavoro, visitato 791 volte)

Da Roma_Daily_News

Cingeneyiz.org

Verrà inaugurato un corso professionale per i Rom di Erenler, provincia di Sakarya, grazie alla cooperazione tra il comune, il Centro Turco d'Impiego ed il Centro Istruzione Pubblica di Erenler. Il corso, aperto alle donne Rom tra i 18 ed i 30 anni, durerà 60 giorni ed i tirocinanti saranno istruiti sulle macchine tessili.

Il tirocinio verrà retribuito con 15 lire (8 $). Il progetto, studiato per superare le barriere che i Rom affrontano nel settore dell'impiego privato, è stato presentato alle Romnià nell'incontro introduttivo da Abdülvahit Uygar, direttore del Centro Istruzione Pubblica di Erenler: "Abbiamo liberato le aule per voi. E' un progetto proprio per voi. Vi prepareremo per una specializzazione. Crediamo in voi. Presto avrete successo."

Il tasso di occupazione tra i Rom nel settore tessile, cresce di giorno in giorno, soprattutto nelle grandi città. E' sottinteso che i Rom formati attraverso corsi professionali, avranno maggior opportunità in un settore in cui c'è troppa concorrenza.

Source: News Sakarya

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Di Fabrizio (del 25/03/2012 @ 09:47:40, in media, visitato 1340 volte)

La testata online SANREMOnews tra giovedì e venerdì ha dedicato ben SEI (6) articoli al fatto che nella città c'è una donna che mendica con un bambino in braccio.

In realtà l'articolo è uno solo, le altre sono lettere al direttore ripostate come articoli (fuori stagione Sanremo dev'essere una città davvero noiosa e dove non succede mai niente, se un fatto simile suscita tutta l'attenzione della redazione...)

Purtroppo, è inutile prendersela col razzismo dei lettori, quando è il giornalista (o la redazione stessa) che hanno, non un atteggiamento razzista, ma semplicemente fuorilegge.

Dunque: dopo poche righe di descrizione del fatto, mi imbatto in questo periodo (la divisione in due punti è mia):

  1. La situazione purtroppo è grave e come è noto l'accattonaggio è un reato punibile dalla legge
  2. in questo caso è ancora più grave se si pensa che viene fatto con un minorenne. Un modo probabilmente per impietosire ma anche perchè non ci sono alternative.

Allora: Il reato di accattonaggio è stato abolito il 28 dicembre 1995 (!) eliminando l'art. 670 del CP, che puniva con 3 mesi d'arresto "chiunque mendica in luogo pubblico e aperto al pubblico". Però è rimasta valida in tutta Italia la proibizione dell'elemosina "in forma organizzata o causando molestie o disturbo..." Quindi, la legge non punisce l'accattonaggio, ma il suo sfruttamento. Se parliamo di sfruttamento, parliamo anche di sfruttatore. Cosa - chi è sfruttatore? Sicuramente un racket, piccolo o grande che sia. In assenza di altre prove, che nell'articolo non ci sono, non mi sento di considerare tale una madre che è OBBLIGATA a portare con sé il figlio, dato che non ha altro posto dove lasciarlo, se non una roulotte - una baracca, a rischio sgombero.

Ma... ad oltre 15 anni dall'abolizione dell'art. 670 del CP, non sembra che nessun legislatore abbia voluto intervenire sulla questione, ponendo così un problema (molto italiano) di interpretazione della legge secondo i comodi del più forte. Negli ultimi due anni, le norme del piano Maroni (dichiarato anticostituzionale lo scorso novembre) hanno così fatto da pretesto per i singoli sindaci e prefetti nel creare una specie di legislazione locale sui mendicanti, indipendente dalla legge e dalle norme italiane. Succede qualcosa di simile a Vipiteno, ma non è l'unico caso.

    Non è tollerabile che un bambino stia tutto il giorno in strada a chiedere l'elemosina con la madre. E' necessario un intervento contro questo fenomeno, in crescita nella città, non tanto per il decoro ma perchè la strada non è il posto per un bimbo.

Così termina l'articolo che darà il LA alle risentite reazioni dei lettori, che se la prendono contro la madre ed il povero destino di suo figlio innocente, facendo magari un po' di confusione, perché dopo poche righe la preoccupazione diventa quella PER IL DECORO DELLA CITTA'. Insomma "causando molestie o disturbo..." al buon vecchio senso comune, di chi un giorno invoca gli sgomberi, e quello seguente si lamenta se chi non ha casa vaga con la prole appresso.

Ma la questione dell'articolo FUORILEGGE non termina qui: ci sono ben due foto di una mendicante (ignoro se sia la donna in questione o un'immagine d'archivio) col volto ben visibile. Credo che un giornalista che si dichiara tale (non mi interessa la sua paga o la sua età, c'è una firma in coda all'articolo e tanto basta a considerarlo giornalista), dovrebbe sapere che gennaio scorso la Cassazione ha stabilito che non si possono mettere volti di mendicanti sui giornali e sui media. E se al giornalista la notizia fosse sfuggita, cosa ci sta a fare il direttore responsabile?

(la risposta è semplice: compito del direttore è farsi inviare delle lettere, che ripetano quanto suggerito dal giornalista, o presunto tale, e pubblicarle come articoli!)

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