Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

siamo amici da quasi 50 anni, una vita! Per gli amici, questo e altro! Se passate di li', fategli un saluto da parte mia...

ASSETTO VARIABILE

E' sospeso sino a data da destinarsi.

Le puntate precedenti sono disponibili QUI


Volete collaborare ad ASSETTO VARIABILE?
Inviate una
mail
Sostieni il progetto MAHALLA
 
  
L'associazione
Home WikiMAHALLA Gli autori Il network Gli inizi Pirori La newsletter Calendario
La Tienda Il gruppo di discussione Rassegna internazionale La libreria Mediateca Documenti Mahalla EU Assetto Variabile
Inoltre: Scuola Fumetti Racconti Ristorante Ricette   Cont@tti
Siamo su:  
Non voglio dimostrare niente, voglio mostrare

Federico Fellini
-

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 18/04/2012 @ 09:08:20, in conflitti, visitato 1121 volte)

Da Roma_und_Sinti

by Lyssandra Sears

Gli atteggiamenti ostili verso i Rom in Svizzera stanno rendendo difficile la vita agli Jenische, un gruppo etnico nomade completamente separato, con una lunga storia nel paese [...].

13/04/2012 - I leader jenische dicono che la reputazione dei Rom riguardo all'accattonaggio, furto e prostituzione, sta peggiorando l'immagine degli Jenische, e sta comportando un cambiamento di atteggiamento verso gli Jenische.

"Veniamo spesso abusati," dice Daniel Huber, presidente di "Radgenossenschaft der Landstrasse", l'associazione che protegge i diritti degli Jenische, nomadi che per secoli hanno vissuto in Europa.

"Spesso, ad esempio, in Svizzera per strada veniamo appellati -sporchi zingari-".

L'associazione conta circa 35.000 membri Jenisch, di cui 3.500 ancora conducono uno stile di vita nomade, mentre il resto è stanzializzato in case permanenti. Anche se sono completamente separati dai Rom, molti Svizzeri non sanno riconoscere le differenze.

Anche se in Svizzera è sempre esistita una popolazione rom, il loro numero di recente è significativamente aumentato, a causa dell'adozione della direttiva UE sulla libera circolazione delle persone.

"In realtà alcuni Rom di altri paesi si comportano come elefanti in un negozio di porcellane," ha detto a Tages Anzeiger il presidente della Naschet Jenische Foundation, Uschi Waser.

"Purtroppo, è difficile far loro rispettare le nostre regole."

"Molte persone accettano che non tutti i Rom sono mele marce". Tanto Waser che Huber riconoscono che il cattivo comportamento di pochi sta infangando la reputazione di entrambe i gruppi etnici.

Inoltre, i Rom sono anche usati come capro espiatorio dell'aumento di attività criminali.

"Molti delinquenti operano tra i confini, ma soltanto alcuni di loro sono Rom," ha detto al giornale  Venanz Nobel, vice-presidente della Transnational Jenische Assocation.

"Ma le notizie sono dominate dai Rom, che perpetuano i vecchi pregiudizi per cui sono zingari ladri."

Nobel è anche preoccupato delle azioni intraprese, con la scusa di proteggere i bambini che i Rom userebbero per attività criminali. Intravede paralleli con le azioni intraprese tra il 1926 ed il 1972, quando circa 600 bambini jenische vennero sottratti ai loro genitori.

"Ancora oggi," dice Nobel, "i bambini sono una scusa, mentre il vero obiettivo è di ripulire e liberare le strade dagli zingari."

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 17/04/2012 @ 09:17:57, in Italia, visitato 1508 volte)

Domenica sera è tornato il fuoco, a distanza di 10 giorni, a riprendersi ciò che era rimasto dell'insediamento di via Sacile, che ora non esiste più. Il racconto di chi c'era:

Milanoinmovimento Di nuovo a fuoco il campo rom di Via Bonfadini! Aggiornamenti in diretta e foto. a cura di Karma Mara

23.30 Una cinquantina di persone accetta una sistemazione provvisoria di una notte presso la Caritas.
23.00 Una parte degli abitanti del campo si rifiuta di accettare la soluzione che li vedrebbe per una notte presso la Caritas (che offrirebbe loro un tetto ma non posti letto): la loro preoccupazione è quella di trovare una nuova area e non una sistemazione temporanea per la notte. Chiedono alle autorità la possibilità di accamparsi presso il Parco Lambro o di restare nell'area bruciata.
L'amministrazione rimane ferma sulle sue proposte invitando le famiglie ad accettarle, pena lo sgombero.
La protezione civile porta tea e biscotti, ma nessuna tenda. Gli assessori Granelli e Majorino contatteranno domani mattina le associazioni per cercare di gestire l'emergenza.
22.30 L'amministrazione propone di suddividere gli abitanti del campo in tre grandi gruppi, senza separare le famiglie da sistemare rispettivamente pquesta notte alla Caritas, alla Ceas e dai Francescani di via Saponara. Ancora da capire quale sarà la soluzione per i giorni a venire soprattutto dal momento che l'area non è più considerata agibile ed è stata sigillata.
22.09 Si susseguono le testimonianze, sembra proprio che il tempo intercorso tra le chiamate d'emergenza e l'arrivo dei soccorsi sia stato particolarmente lungo e soprattutto che all'inizio i vigili del fuoco erano in numero e con mezzi palesemente al di sotto delle necessità…come dire: hanno voluto che il campo finisse di bruciare del tutto? Questa la domanda pesantissima che ci si sta ponendo.
21.45 Gli Assessori Comunali, in accordo con gli abitanti del campo, stanno procedendo ad un censimento delle persone per capire quante siano. Si parla di trovare una soluzione per stanotte anche se ancora nessuno dice quale potrebbe essere. Nel frattempo alcune donne del campo contiguo hanno detto agli Assessori che le prime fiamme sono state viste alle 20.00 e la prima telefonata ai vigili del fuoco è stata fatta alle 20.05. Chiedono quindi come mai i primi soccorsi siano arrivati solo alle 20.30 visto e considerato che dovevano giungere da piazzale Cuoco che è a poche centinaia di metri dal campo.
21.33 Sono arrivati gli Assessori comunali Granelli e Majorino. Si attende di capire se e cosa proporranno per affrontare la situazione d'emergenza in atto. Alcuni volontari intanto si sono recati alla vicina parrocchia, sembra per chiedere delle coperte per le persone che hanno perso tutto. Sembra inoltre che poco fa la Polizia abbia portato via un abitante del campo che affemava di aver visto la dinamica che ha portato all'incendio.
21.20 E' di nuovo in fiamme il campo rom di Via Sacile Bonfadini.
Dopo l'incendio di alcuni giorni or sono in questo momento si stanno di nuovo propagando le fiamme.
Le prime voci parlano di un incendio causato da una persona del campo, sembra in stato di ubriachezza, si dice si tratti di un gesto di disperazione e fronte di una situazione ormai ancor più drammatica del solito.
Gli abitanti del campo sono ora in mezzo alla strada, nei pressi di una rotonda dove hanno ripreso a circolare i tir e senza alcun posto dove andare.
C'è un'autopompa dei vigile del fuoco, diverse macchine dei carabinieri, si dice stia arrivando l'assessore Granelli del Comune di Milano.


La sera stessa su Facebook, appare un messaggio di Pierfrancesco Majorino, assessore alle politiche sociali del comune di Milano:
il campo rom di via sacile è andato a fuoco. siamo qui con l'assessore granelli e alcuni volontari che ringraziamo. Stiamo cercando soluzioni per la notte. Aspettiamo già la solita accozzaglia di razzisti che da domani ci dirà di lasciarli,anche i bambini, al loro destino.

La distruzione pressoché totale dell'insediamento, mette anche a tacere i sospetti e le indagini che sarebbero nate dal primo incendio del 4 aprile scorso. Nel frattempo si era anche aperto un dialogo tra occupanti del campo, associazioni ed amministrazione comunale. Sulla situazione attuale:

Milanoinmovimento Aggiornamenti dal campo rom di via Sacile Anna Pellizzone e Karma Mara

Terra bruciata. Quello che rimane del campo di via Sacile sono una distesa di macerie e qualche baracca sopravvissuta. Centinaia di uomini, donne e bambini sono rimasti senza tetto e alla situazione di emergenza immediatamente successiva all'incendio dovrà far seguito necessariamente una soluzione più definitiva. Proprio in queste ore le autorità stanno discutendo come affrontare la situazione.
Le associazioni, che questa mattina erano al campo, hanno chiarito che le persone che ieri sera non volevano in prima battuta passare la notte presso la Casa della Carità di Don Colmegna - anche in seguito ad esperienze passate che hanno visto l'affidamento dei minori ai servizi sociali con separazione dalle famiglie - hanno infine accettato di recarsi al Ceas del Parco Lambro (Centro Ambrosiano di Solidarietà).
Le difficoltà nei rapporti tra la comunità Rom e la Casa della Carità hanno origine durante la precedente amministrazione, quando la fondazione di Don Colmegna, in particolare in occasione dell'incendio al campo Rom di via Triboniano del 2007, aveva avviato una stretta collaborazione con la Giunta Moratti applicando il Patto di Legalità, in linea con il criticato Decreto emergenza - noto come Piano Maroni - dichiarato poi illegittimo dal Consiglio di Stato nel novembre 2010.
Il Decreto Emergenza e tutti i decreti attuativi ad esso successivi prevedevano la nomina di commissari speciali, autorizzazioni di allontanamenti, sgomberi e schedature. Non stupisce quindi che il ricordo di quegli anni abbia spinto molte famiglie a rifiutare di dormire sotto il tetto della Casa della Carità.


Il presunto responsabile dell'incendio sembra sia stato identificato e forse catturato ieri sera in zona Rogoredo in seguito a una collaborazione tra gli abitanti stessi del campo e le forze dell'ordine.
Sempre secondo quanto appreso ieri sera, le famiglie rom questa mattina saranno scortate al campo per recuperare i pochi averi non compromessi dalle fiamme, mentre l'area sarà a breve interessata da una bonifica integrale che aprirà la strada alla ripresa dai lavori di fognatura.
Quello che rimane da chiarire è la ragione del ritardo dei Vigili del Fuoco denunciato da alcuni presenti. Secondo alcune testimonianze raccolte da Milano in Movimento questa mattina tra la chiamata ai pompieri e l'arrivo della prima autopompa è infatti trascorsa circa mezz'ora, nonostante la stazione dei vigili del fuoco si trovi in piazzale Cuoco a poche centinaia di metri dal campo bruciato.

«Siamo andati a chiamarli anche di persona recandoci alla stazione», hanno dichiarato alcuni testimoni, «ma la risposta è stata che per l'intervento era necessario aspettare una chiamata». Chiamata che, come testimoniato dalla foto [...], è stata effettuata alle 20.05.
A breve aggiornamenti su questo sito.


Finalino sconsolato:

Contemporaneamente, sempre a Milano, lunedì mattina si svolgeva una conferenza stampa per illustrare un piano elaborato da Rom, cittadini e associazioni, sul destino di un altro insediamento, comunale stavolta. Un progetto frutto di anni di lavoro.

Scarsa a nessuna attenzione, escludendo una manciata di secondi (vedi dopo 8'45") sul TG regionale. Sembra che i Rom vadano bene quando fanno scandalo, che brucino come in via Sacile o che diano voce all'insoddisfazione del cittadino medio (vedi appena uscito). Cercare assieme soluzioni (e non da ieri) pare destinato a restare una non-notizia.

    Chiudo, con la terza segnalazione dall'insediamento bruciato. Non ho avuto tempo per recarmi lì o sentire i superstiti all'incendio, quindi la parola torna a:

Milanoinmovimento Profughi rom di via Sacile: le soluzioni Pubblicato da Anna_MiM

Dopo gli incontri di oggi, il Comune, insieme alle associazioni di volontariato e alla Protezione civile, ha messo a disposizione le proprie strutture per dare alloggio alle 120 persone evacuate dopo l'incendio che stanotte ha bruciato le baracche del campo rom di via Sacile.
Le strutture messe a disposizione dal Comune hanno carattere temporaneo (dai 6 ai 15 giorni) e sono adatte solo per fronteggiare l'emergenza, ma consentono di non dividere i nuclei familiari e, quindi, di non separare i minori dai loro genitori.
Tra i profughi del campo cento persone si sono rifiutate di accettare le soluzioni proposte dal Comune e hanno trovato rifugio sotto una tettoia nei pressi di viale Forlanini. La polizia, già pronta per lo sgombero, ha poi sospeso l'operazione. Il gruppo di sostegno Forlanini sta provvedendo in queste ore a fornire coperte e vestiario.
In merito alla vicenda, il sindaco Pisapia ha dichiarato: "Occorre innanzitutto trovare i responsabili di questo incendio, perche' pare sia di natura dolosa, e su questo ovviamente ho la massima fiducia nell'attivita' della Procura". Secondo il sindaco, pero', e' necessario "dall'altra parte trovare soluzioni importanti per coloro che abitavano in quel luogo e ai quali adesso dobbiamo offrire ospitalita', ma in un percorso di inserimento".
Nel frattempo, il campo di via Sacile, dove oggi gli abitanti del campo, scortati dalle forze dell'ordine, si sono recati per recuperare i loro averi e dove erano pronti a reinsediarsi, è stato definitivamente chiuso e presto, sull'area interessata dal cantiere della MM per l'allargamento della Paullese, partiranno i lavori.
Attualmente tutta la zona è presidiata dalla Polizia locale e dalle Forze dell'Ordine per impedire l'accesso e garantire la sicurezza e la legalità.
Anche le poche baracche superstiti all'incendio sono state già abbattute nel pomeriggio. [...]

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 16/04/2012 @ 09:53:19, in sport, visitato 920 volte)

Da Roma_Daily_News

Today's Zaman Non ci sono diritti umani per i Rom - by ORHAN KEMAL CENGİZ

Sono molto bravo a calcio balilla. L'ultima partita è stata negli USA durante un viaggio. I miei concorrenti furono davvero sorpresi per il mio talento. Che ci crediate o no, da giovane ero ancora meglio.

Quando andavo alle superiore, nella nostra scuola c'era uno studente rom. All'inizio del corso, capii che nessuno voleva sedersi vicino ad Hasan. Ero l'unico a condividere con lui una panca o un tavolo. Con gli anni diventammo buoni amici. Suo padre aveva un negozio di biliardini e dopo un po' di tempo iniziammo ad andare in negozio tutti i giorni. In quanto amico di Hasan, per me giocare era gratis. Fu così che diventai un campione. In quell'anno, non solo imparai a giocare a calcio balilla, ma divenni anche cosciente di ogni tipo di vergognoso pregiudizio verso i Rom. Gli altri alunni mi sussurravano alle orecchie ogni tipo di pregiudizio sui Rom, per disturbare la mia amicizia con Hasan.

Mi sono ricordato di tutto ciò mentre leggevo l'eccellente rapporto di Thomas Hammarberg, commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa (CoE), "Diritti umani di Rom e Viaggianti in Europa", appena pubblicato. Quando l'ho letto, ho capito che non è cambiato quasi niente dalla mia infanzia, riguardo ai pregiudizi sui Rom. Come sottolinea Hammarberg nel suo rapporto, non ci sono miglioramenti nella situazione complessiva in Europa, in cui "le discriminazioni e gli altri abusi nei diritti umani contro i Rom... si sono aggravati e nessun governo europeo può vantare risultati di successo..."

Vorrei anche condividere con voi alcune parti che sottolineerei nel rapporto di Hammarberg: "I Rom sono stati collettivamente stigmatizzati come criminali, in dichiarazioni sorprendentemente ampie, anche nei tempi recenti. Un esempio è la Francia, dove il governo ha deciso di deportare i migranti rom..."

Richiama l'attenzione sui collegamenti tra dichiarazioni xenofobe ed attacchi contro i Rom in Europa: "La disgraziata retorica di alcuni candidati nel corso delle elezioni 2008 in Italia, è stata seguita da brutti incidenti di violenza..." E naturalmente anche i media: "Anche gli stereotipi antizigani continuano ad essere diffusi e perpetuati dai media di tutta Europa. Numerosi giornali e media radiotelevisivi riportano dei Rom... soltanto in contesto di problemi sociali e crimini."

Le discriminazioni nell'istruzione, nell'alloggio, nell'impiego e nella vita quotidiana sollevano tutte grande preoccupazione: "Diverse migliaia di Rom in tutta Europa non sono stati scolarizzati, in toto o in parte... politiche che separano a scuola i bambini rom dagli altri in diversi stati membri del Consiglio d'Europa (...) Discriminazioni nell'accesso all'alloggio riportate in diversi stati membri, spesso prendendo forme come il diniego dell'accesso all'affitto pubblico e privato su piani di parità, o persino il rifugio di vendere case ai Rom (...) La discriminazione endemica combinata con l'istruzione di bassa qualità, sembra vanificare gli effetti delle emergenti politiche d'impiego rivolte ai Rom (...) Vengono segnalate discriminazioni nell'accesso ad alberghi, discoteche, ristoranti, bar, piscine pubbliche ed altre strutture ricreative..."

In questo rapporto, non solo Hammarberg ci illustra i problemi dei Rom, ma sviluppa anche alcuni consigli utili se non provocatori. Come questo: "Dovrebbero stabilirsi delle commissioni inquirenti in diversi paesi europei, per stabilire la verità sulle atrocità di massa contro i Rom. Idealmente, questo dovrebbe essere un impegno pan-europeo. Un resoconto completo ed il riconoscimento di questi reati, potrebbero in qualche modo ripristinare la fiducia dei Rom verso la società maggioritaria."

Raccomando a tutti i miei lettori di leggere e riflettere su questo rapporto.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 16/04/2012 @ 09:34:24, in Kumpanija, visitato 2174 volte)

La provincia pavese - Casteggio, sinti da tutto il Nord Italia per i funerali del leader di Piazzale Europa di Anna Ghezzi

CASTEGGIO. Sinti ce n'erano almeno ottocento a riempire la piazza della chiesa di Casteggio, ma tra loro anche i pavesi - e non solo - che con Paolo Casagrande hanno lavorato, condiviso un pezzo di strada, progettato nuove sfide per far vivere il campo di piazzale Europa e l'integrazione con la città. Le serate di conoscenza, i progetti per i più piccoli, lui era il contatto con istituzioni e le associazioni.

Settanta corone di fiori rossi, bianchi, gialli, viola, arancio da cui, nel corteo lunghissimo, verso il cimitero, sono stati tolti i fiori, e gettati per terra, secondo la tradizione. Cappelli tradizionali,secchi di petali che le ragazze gettavano in terra al passaggio del feretro di paolo Casagrande, 52 anni, diretto successore della regina Mafalda e leader del campo nomadi di piazzale Europa. È morto potando un albero pericolante sopra la roulotte della suocera, lasciando nello sconforto tutta la comunità.

La chiesa piena, i bambini del campo vestiti da chierichetti sull'altare a cantare sulle note della chitarra dell'amico Davide Gabrieli di Trento. Sull'altare c'era don Vittorio Pisotti, parroco del Sacro Cuore: «È il nostro parroco - spiega Aurora Casagrande, la decana della famiglia, sorella di Paolo - ci vuole bene. Ha celebrato tutti i nostri funerali». Da lui un saluto commosso: «Era una persona così attenta, così piena di fede. Lascia un ricordo speciale, era sempre disponibile ad aiutare prima di tutto la sua comunità, ma non solo». A fianco di fra Franco Marocchi di Canepanova anche padre Rafaelangel Radice: «Con Paolo, chiunque arrivasse al campo era accolto come un fratello», ricorda il frate, che ora è a Busto Arsizio ma spesso tornava a Pavia. C'era anche don Massimo Mostioli, una figura di riferimento: «È uno di noi, parla la nostra lingua», raccontano amici e parenti. All'uscita dalla chiesta un corteo di fiori e canti, la musica della banda di Noceto (Parma) che scandiva il ritmo con canzoni funebri alternati a canti popolari come "Rose rosse per te". Fino al cimitero: davanti alla bara la foto di Paolo con Papa Benedetto XVI, la lettera di saluto inviata al campo dopo l'incontro a Roma. E poi la corona di rose screziate con il nome con cui lo conoscevano tutti i sinti: Zito.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 15/04/2012 @ 09:00:13, in conflitti, visitato 1091 volte)

Da Roma_ex_Yugoslavia

Sarajevo il 2 aprile, visto attraverso il foro di uno shrapnel di 20 anni fa
The New York Times Sarajevo delle tensioni permanenti - by EMMA DALY*

SARAJEVO, Bosnia and Herzegovina - Visitare un insediamento rom a nord di Sarajevo settimana scorsa è stato come tornare al tempo di guerra - cinque persone in piccola stanza, la legna accatastata in un angolo, la stufa in un altro, un consunto divano che serve da letto.

Elettricità fornita da un sistema improvvisato, una "finestra" di teli di plastica col logo dell'ONU e l'acqua fredda che scorre in un bagno comune. Ovviamente, niente armi e nessuna esplosione, ma una familiare litania di lamentele: "Non abbiamo cibo, lavoro, niente di niente."

La guerra che rese popolare il termine "pulizia etnica" iniziò 20 anni fa, quando i cecchini serbi  spararono contro pacifici manifestanti a Sarajevo. In poche settimane, la città fu assediata e le immagini televisive di europei che morivano scioccarono l'occidente - anche se non abbastanza da agire prima che fossero passati quasi quattro anni e decine di migliaia fossero i morti.

Ma nel 1995, ii leader delle fazioni in guerra si riunirono nella base militare USA di Dayton, Ohio, per concordare un accordo di pace che ponesse fine ai combattimenti - e condannando la Bosnia ad un futuro basato su politiche etniche.

Gran parte della città è stata ricostruita, anche se i segni dei proiettili e degli incendi ancora marcano come cicatrici strade ed edifici, come i parchi dove furono seppelliti i morti parlano del costo umano.

Nonostante la pace, la Bosnia Erzegovina rimane un paese profondamente diviso lungo linee etniche, basate non solo su dispute preesistenti, ma anche sulla separazione per etnie nella vita pubblica e politica. Secondo la costituzione del dopoguerra, i cittadini "costituenti" sono identificati in Bosgnacchi (conosciuti come Bosniaci musulmani durante la guerra), Croati e Serbi. Non c'è spazio per le minoranze di Bosnia.

Ho passato due anni a Sarajevo per trasmettere la guerra, e sono tornata settimana scorsa per il XX anniversario e lanciare il rapporto Human Rights Watch, "Cittadini di seconda classe" che precisa la discriminazione contro le minoranze nazionali, o "altri". Si pensa rappresentino sino al 5% dei 4 milioni di abitanti di Bosnia - soprattutto Rom, ma anche Ebrei, Ucraini ed altri originari dai paesi dell'est e sud-est Europa.

Molta di questa discriminazione deriva dalla costituzione del 1995, redatta in inglese dai negoziatori di pace americani, che ha istituito un sistema di governo basato sull'appartenenza etnica e che esclude questi gruppi dalle alte cariche politiche.

I Rom, che sono di gran misura la più grande minoranza nazionale in Bosnia Erzegovina,  soffrono sproporzionalmente questa discriminazione etnica. La discriminazione diretta contro i Rom presente nella struttura politica, rafforza la discriminazione indiretta cui spesso si trovano di fronte nell'accesso a sevizi come alloggio, cure sanitarie, istruzione ed impiego.

"Durante la guerra era dura per tutti," dice Muljo Fafulic, che gestisce un'organizzazione rom. "Nessuno aveva cibo o elettricità, si viveva nella paura, eravamo tutti nello stesso fango. Oggi non è così, ma per i Rom le condizioni rimangono davvero difficili."

Di certo non sono solo le minoranze a vivere ancora come rifugiati - circa 5.600 degli oltre 100.000 rimanenti sfollati rimangono in centri collettivi squallidi ed angusti, assistiti dall'ONU. In un quartiere periferico di Sarajevo, tenuto dai Serbi durante la guerra ed ora parte dell'entità "Repubblica Serba" all'interno della Bosnia, incontriamo dei Serbi di Sarajevo che ancora non sono tornati nelle loro case d'anteguerra, ad un paio di chilometri di distanza.

Una donna che vive in una stanza con i suoi genitori e i due bambini, sarebbe felice di andare nel settore bosniaco-croato, se trovasse un appartamento e un lavoro, cosa non facile quando il tasso nazionale di disoccupazione viaggia sul 40%.

"Non avrei problemi a vivere in un quartiere misto - sono nata a Sarajevo e prima della guerra non sapevamo chi fosse cosa," dice. "Questa è la Bosnia Erzegovina, un unico paese."

Secondo la costituzione, non ci sono "Bosniaci". Ma provate a dirlo a chi proviene da matrimoni misti o non vuole essere etichettato come Bosgnacco, Croato o Serbo, perché non crede nelle politiche etniche.

Jakob Finci, Ebreo, e Dervo Sejdic, Rom, (vedi QUI ndr) hanno provato a candidarsi alle alte cariche, ma sono stati rigettati su base etnica ed hanno portato il caso alla Corte Europea dei Diritti Umani. Il tribunale ha riconosciuto che l'esclusione politica delle minoranze nazionali costituisce un'illegittima discriminazione etnica. Nonostante questa sentenza del 2009, la costituzione non è stata cambiata.

Sarajevo appare certamente come una moderna città europea, nuove torri di vetro, ingorghi e luccicanti centri commerciali si mischiano con le strade acciottolate dei vecchi quartieri ottomani e lo splendore austro-ungarico. C'e persino un evento del tipo Occupy Sarajevo, una manciata di tende piantate di fronte all'edificio del parlamento, dove furono sparati i primo colpi della guerra 20 anni fa.

E' un raduno dei veterani di tutte e tre le fazioni combattenti, alcuni ancora in uniforme, uniti in una protesta comune per chiedere le pensioni che furono loro promesse per il loro servizio in tempo di guerra. Un segno di speranza, è uno dei pochi luoghi in Bosnia dove tutte le parti lavorano assieme. Ma finché la Bosnia non riscriverà la sua costituzione per togliersi le etichette etniche, sarà dura vedere come si riunirà il resto del paese.

Emma Daly is communications director at Human Rights Watch. She covered the war in Sarajevo for the Independent.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 14/04/2012 @ 09:15:49, in Italia, visitato 946 volte)

CivitaNews - di dr. Nazzareno Guarnieri

Nell'anno 2003 con altri amici abbiamo avviato il "progetto federazione" al quale abbiamo dedicato tempo e risorse personali per promuovere il suo sviluppo.

Con le iniziative del progetto federazione sono emerse con chiarezza le motivazioni che impediscono il perseguimento di obiettivi utili alla causa romanì italiana, e le difficoltà per una "riforma morale, intellettuale e politica" essenziale allo sviluppo della cultura romanì e alla partecipazione attiva e qualificata di rom e sinti.

Motivazioni e difficoltà anche per la partecipazione attiva di rom e sinti, in questi anni pessimamente interpretata e realizzata, ponendola al rischio di delegittimazione.

Motivazioni e difficoltà che mi hanno convinto alle dimissioni da presidente della Federazione romanì e ad abbandonare la stessa associazione per progettare, con alcuni amici, una radicale evoluzione del progetto federazione con la costituzione di una fondazione, denominata Fondazione romanì Italia con sede legale a Roma in Via Z. Fontana n. 220, per sostenere e/o realizzare azioni di sistema visibili ed utili alla causa romanì.

Una fondazione aperta, con le modalità previste dallo statuto, a tutti coloro che condividono le finalità e lo scopo.

Il materiale di comunicazione della fondazione è stato progettato da un'agenzia di comunicazione gestita da un giovane rom, ed è in corso di realizzazione.

Il 03 Maggio 2012 è stata programmata, a Roma, la presentazione pubblica della fondazione.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 13/04/2012 @ 09:38:58, in conflitti, visitato 1053 volte)

La Stampa Quattro mesi fa l'assalto alle baracche della Continassa. Le prime foto la ritraevano in lacrime. Ora lavora con i bimbi
09/04/2012 - MARIA TERESA MARTINENGO - TORINO

Andriana, al centro Vides Main delle Vallette, i bambini ormai la chiamano «maestra». Ogni pomeriggio pulisce, mette in ordine, fa giocare i piccoli mentre i fratelli grandi fanno i compiti e le madri chiacchierano nel salone. È una «maestra» con le trecce lunghe, la gonna colorata fino ai piedi. E la pazienza di chi di bimbi ne ha cresciuti parecchi e sa che cosa li fa divertire o annoiare. Andriana Tudor è la giovane mamma rom che la sera del rogo della Continassa, e nella desolazione dei giorni seguenti, è stata fotografata con la sua bellissima Maria tra le braccia davanti alle rovine dell'accampamento abitato da una cinquantina di persone.

Quando l'odio razzista è esploso come a Torino non era mai successo, Andriana si è nascosta dietro ad un cespuglio di rovi ed è rimasta lì per un tempo incalcolabile, con la mano premuta sulla bocca di Maria perché non piangesse. Perché gli esaltati che stavano appiccando il fuoco ad ogni baracca apparentemente abitata, non sentissero la loro presenza. In quel momento, la paura di Andriana era doppia: delle fiamme e di soffocare la sua bambina.

L'incubo che ritorna
«Uscite che vi bruciamo», sono le parole che le rimbombano nella testa. Quattro mesi dopo, questa donna di 29 anni sta entrando - assistita da uno psicologo - in un nuovo capitolo della sua vita. Attraverso la rete di solidarietà che si è creata intorno agli abitanti del campo, l'associazione Idea Rom e la Comunità di Sant'Egidio sono riusciti a darle la speranza di una svolta con un lavoro e una casa. «Ho sempre desiderato lavorare, uscire dal campo, dare una prospettiva di vita diversa ai miei figli. Ma non sapevo come fare, a chi rivolgermi», spiega Andriana nel salone delle Figlie di Maria Ausiliatrice, frequentato ogni pomeriggio da oltre cento bambini e ragazzi italiani e si origine straniera assistiti nello studio da educatori e volontari.

La solidarietà
«Paradossalmente, da un grande male è nato per qualcuno un po' di bene», dice Vesna Vuletic, presidente di Idea Rom, la mediatrice culturale che ha conosciuto Andriana subito dopo il rogo e non l'ha più abbandonata. La sera del 10 dicembre e nei giorni seguenti le famiglie della Continassa avevano ricevuto molta solidarietà espressa con numerose visite: il ministro Riccardi, l'arcivescovo, don Ciotti e don Fredo Olivero, padre Lucian Rosu, il rabbino capo, volontari di tante associazioni. La Comunità di Sant'Egidio è rimasta, insieme ad altre e ad alcuni singoli. «La Compagnia di San Paolo aveva dato immediatamente un contributo di cinquemila euro - ricorda Vesna Vuletic -: con la sottoscrizione pubblica curata e vigilata dal Centro Sereno Regis sono arrivati alla fine poco meno di novemila euro. Con questo denaro sono state assistite sette persone con contributi mensili, sono stati rifatti all'estero documenti andati distrutti, si è avviato l'inserimento lavorativo di Andriana». Ancora: «È stata la Comunità di Sant'Egidio a trovare, sul mercato, il monolocale dove Andriana spera di accogliere anche il più piccolo degli altri quattro figli che vivono in Romania. Nei prossimi giorni, poi, un'altra donna della Continassa dovrebbe entrare in una casa».

Diversi ma uguali
«Al lavoro - dice Andriana tutti mi trattano bene, nessuno fa caso ai miei vestiti. Sento che qui le persone mi accettano per quello che sono, per quello che posso dare». Nel salone dove i bambini mangiano le fette di pane e marmellata preparate da nonna Lucia, aggiunge: «Purtroppo tanta gente non si fida dei rom. Eppure, chi ci dà lavoro sa tutto di noi, ha i nostri documenti. Perché dovremmo tradire la sua fiducia, mettendoci nei guai da soli? Tanti giovani, vogliono fare una vita diversa da quella dei nostri genitori, sperano davvero di lavorare. A me piacciono i bambini, credo che sarei una brava baby sitter».

Ogni pomeriggio suor Carmela apre il centro che si popola via via di bambini che escono da scuola. Prima del loro arrivo, Andriana riordina. «I bambini la chiamano "maestra" - dice suor Carmela - ed è normale... Nessuno sottolinea le differenze: le Vallette sono cambiate da quando, vent'anni fa, noi suore siamo arrivate. Ora sono il mondo».

Il monolocale azzurro
Finito il lavoro, Andriana fa salire Maria sul passeggino e dopo un lungo viaggio in autobus, mamma e figlia ritornano nel minuscolo appartamento azzurro che la Comunità di Sant'Egidio ha trovato. «Per me è un po' strano vivere sola, ma col tempo, se potrò avere qui anche un altro dei miei figli, mi abituerò». «Noi di Sant'Egidio - racconta Daniela Sironi - siamo andati alla Continassa dopo aver appreso la notizia dell'incendio. Andriana era l'unica con una bambina così piccola. Occuparci di lei ci sembra una restituzione, saldare un debito che la città ha. Cerchiamo di farla uscire dalla marginalità: ce la può fare, ha volontà e intelligenza. La accompagneremo per il tempo necessario, il salto che deve fare è grande».

Trovare soluzioni
Giulio Taurisano di Idea Rom: «Anche altri possono sperare in una vita meno misera, sono tantissime le persone che chiedono di uscire dai campi. Eliminare i campi vorrebbe anche dire attenuare l'esasperazione dei residenti, perché è innegabile che un campo porti dei problemi. Oggi alla Continassa sono rimaste 19 persone, 19 che hanno rischiato di morire. Per loro non solo la società civile, ma anche il governo del territorio dovrebbe trovare soluzioni».

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 12/04/2012 @ 09:50:50, in Regole, visitato 1135 volte)

Da Roma_Daily_News

L'articolo completo è su Migrationonline.cz

Ai Rom cittadini comunitari è vietato chiedere asilo in un altro stato membro, ma questo potrebbe cambiare in futuro. Per dimostrare che i Rom dovrebbero essere trattati in modo più equo, l'articolo sottolinea il fatto che, secondo una recente decisione della Corte irlandese, negare l'istruzione ad un bambino rom, per la Convenzione di Ginevra è una forma di persecuzione (vedi QUI ndr)), cosa che potrebbe portare ad un interessante precedente.

I Rom in quanti cittadini provenienti da stati membri UE sono esclusi dalla possibilità di richiedere asilo in un altro stato membro. Il sistema di asilo UE su procedure, condizioni di accoglienza e direttiva sulle qualifiche che si applicano esclusivamente a paesi terzi. La logica alla base di ciò sarebbe che tutti gli stati membri seguono gli standard internazionali sui diritti umani e la non-discriminazione. Presunzione, però, che è andata distrutta in diversi contesti dal caso MSS (e confermato dal caso NS e ME, presentato alla Corte Europea di Giustizia), secondo cui i paesi membri UE non possono automaticamente presumere che gli standard dei diritti umani siano rispettati negli altri stati membri, quando si tratta di rimpatri, secondo il Regolamento di Dublino. Argomenti simili potranno ora essere usati dai Rom richiedenti asilo nella UE.

Inoltre, un recente caso irlandese avrebbe confermato che la negazione dell'istruzione primaria, secondo la Convenzione di Ginevra comporterebbe persecuzione. Situazioni simili possono ritrovarsi nella Repubblica Ceca, Slovacchia ed Ungheria.

Condividete la vostra opinione su Debatewise, previa registrazione.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 12/04/2012 @ 09:21:21, in Europa, visitato 1054 volte)

Ticinonline Denunce penali contro Weltowoche per presunto razzismo anti-rom
Il settimanale uscito giovedì, titola: "Arrivano i rom: razzie in Svizzera"

BERNA - La fotografia sulla copertina dell'ultima edizione della Weltwoche di un bimbo di etnia rom che punta una pistola in direzione del lettore sta suscitando aspre reazioni. A livello penale sono state inoltrate denunce in Svizzera, Austria e, stando a informazioni diffuse su Twitter, anche Germania.

Sotto la fotografia, il settimanale uscito giovedì, titola: "Arrivano i rom: razzie in Svizzera". Giovedì pomeriggio una donna domiciliata nel cantone di Basilea Campagna ha inoltrato denuncia perché a suo avviso immagine e titolo ledono la norma antirazzista (articolo 261 del Codice penale), ha spiegato oggi all'ats.

Dal canto suo il giornalista austriaco Klaus Kamolz ha sporto querela per istigazione al razzismo nel suo paese, dove la Weltwoche è pure distribuita. La denuncia va intesa come un "atto simbolico", ha detto all'ats facendo riferimento all'informazione pubblicata oggi da Bund e Tages-Anzeiger. Il settimanale diffonde "l'idea che l'intero popolo rom sia costituito di criminali".

Kamholz auspica che le autorità del suo paese prendano finalmente l'iniziativa dato che l'istigazione al razzismo ("Verhetzung" nel codice penale austriaco) per Vienna è un reato perseguito d'ufficio, ha detto. Il giornalista spera però che anche le autorità penali elvetiche si decidano a perseguire il settimanale.

Stando ad un'informazione pubblicata oggi sulla rete sociale Twitter una denuncia in relazione all'ultima edizione della Weltwoche sarebbe stata inoltrata anche in Germania.

L'immagine incriminata è stata realizzata dal fotografo italiano Livio Mancini, che sul suo sito internet spiega di averla scattata nel 2008 ai margini di una discarica non lontano dalla città di Gjakova, in Kosovo. Sul sito vivono varie famiglie rom e i bambini giocano tra i rifiuti.

L'illustrazione ha scioccato anche i giovani del Partito ecologista, che in una lettera aperta hanno manifestato la loro indignazione a Roger Köppel, redattore capo della Weltwochwe.

La fotografia indispone anche l'esperto di media Peter Studer, che sulle onde dell'emittente zurighese Radio 1 ne ha denunciato il carattere razzista. Studer precisa però che la pubblicazione è "molto ben documentata".

Philipp Gut, vice del caporedattore e coautore dell'articolo, fatica a capire il malumore sollevato dalla foto, ha indicato per iscritto all'ats. L'immagine simbolizza il fatto che "bande rom abusano dei loro bambini per scopi criminali".

Non è la prima volta che la Weltwoche è oggetto di denuncia. Nel 2009 la Gioventù socialista svizzera (GISO) aveva sporto una querela contro Köppel per violazione della norma antirazzismo. La GISO aveva giudicato illegali le affermazioni che il caporedattore aveva fatto attorno a islam e iniziativa "Contro l'edificazione di minareti". Il ministero pubblico zurighese ha archiviato il dossier poche settimane fa.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 11/04/2012 @ 09:52:12, in Italia, visitato 4674 volte)


VICINI DISTANTI cronache da via Idro
a cura di Fabrizio Casavola
LIGERA edizioni - collana Idee
128 pagine - 14 euro

Dall'Introduzione
Ho fatto un calcolo: quasi metà dei gagé che conosco ha scritto almeno un libro. In compenso l'Italia rimane da anni uno dei paesi dove si legge di meno.

Probabilmente è questo il motivo per cui fino ad ora non avevo mai nemmeno provato a scrivere qualcosa. Silenziosamente divoro libri su libri, ma ancora non ho imparato a farne uno.

E infatti, cercavo di tranquillizzarmi mentre scrivevo queste righe, ci vuole coraggio a definire libro le pagine che avete in mano. Non c'è traccia di poesia, e neanche una trama. Di certo non è un saggio o un testo di studio. Inoltre ricordi e considerazioni non hanno una scansione temporanea lineare, e rischierete di vagare avanti e indietro nel tempo, alla ricerca di una logica.

Se accettate il mio suggerimento, prendetele come una serie di istantanee messe in lettera, non sempre conseguenti, da cui potranno sortire (sempre che lo vogliate) ragionamenti, riflessioni o un semplice cazzeggio. Il tipo di scrittura è molto simile a quella che ho imparato ad adoperare in Internet: più da blog e facebook che da twitter. Amo la sintesi ma il limite dei 140 caratteri non fa per me.

Ci sono poi dei motivi per cui ho deciso di rivolgermi a voi in questo modo:

Come vedrete andando avanti, scriverò di Rom, o almeno di quel poco che conosco di loro, sapendo che posso sbagliare ed essere corretto a mia volta. Quelli di cui parlo non sono Rom immaginari o da rotocalco, ma persone reali con cui ho agito, discusso, riso, litigato per anni.

A volte mi chiedo quanto ha influito la loro cultura orale nel creare questo rapporto, così che non mi limitassi a considerarli solo carne da studiare sui libri, ma persone con una ricchezza interiore da conoscere "sul campo". Purtroppo la bellezza di una cultura orale è impotente di fronte alla protervia degli amministratori e delle "giacche blu". Per questo, circa 10 anni fa cominciai a raccogliere quanti più documenti e testimonianze scritte possibili, sapendo che questo tipo di memoria orale è destinata a soccombere nel confronto con una società esterna molto più numerosa, organizzata e strutturata.

Internet ha fatto il resto, mettendo in rete e rendendo disponibili tutta una serie di informazioni che altrimenti sarebbero rimaste patrimonio di pochi circoli ristretti.
Arrivo al secondo punto. Anche se si crede che le società nomadi (o le comunità straniere in genere: basta pensare a tutto quello che si dice dei cinesi) siano società chiuse ed impermeabili alle novità – progresso – mondo esterno ecc., ho constatato di persona che non è così. Come evolve la nostra società, evolve la loro, al doppio della velocità. Ci mischiamo e interagiamo di continuo, anche senza accorgercene.

La storia dei Rom che segue è scandita da numerosi e ripetuti tentativi di contatto con il mondo dei gagé. Conosco molte persone che hanno raccolto il loro richiamo, ma a livello mediatico e della cosiddetta opinione pubblica è come se si continuasse a vivere in mondi impermeabili.

Prima che risorse, i Rom rappresentano un problema, posto in quartieri problematici a loro volta. Lo sa bene chi conosce via Padova (ed il quartiere attorno a via Idro) che li accoglie da decenni. Ora che qualcosa s'è mosso, ci sono studiosi ed universitari che studiano la via, alcuni li ho accompagnati al campo di via Idro. Magari hanno poi scritto cose bellissime, ma non hanno avuto il coraggio di studiare assieme i due piani del problema, che potrà (può, per i più ottimisti) evolvere a risorsa se viene affrontato nella sua globalità.

Quindi, questa è una storia disordinata di cui sta a voi rintracciare i tanti fili. Una storia che spero possa svelarvi qualcosa su chi rimane sconosciuto e misterioso, nonostante oltre 40 anni di presenza in zona. Racconti, comunicati, frammenti di discorsi, gioie ed amarezze, che sarebbe bello condividere, e magari tramandare.
E', in poche parole, la testimonianza di un tentativo forse unico, di comunicare e crescere con la società esterna, però nel costante rispetto della propria cultura ed identità. Con tutte le contraddizioni affrontate e da affrontare.

E non mancherà qualche incursione nella cronaca nazionale, o nel dibattito eterno su cosa significhi vivere in periferia (su cosa sia la periferia, visto che i centri storici sono ormai quasi ovunque territori residuali e disabitati). Nessuno vive su un'isola.

Leggendo potreste trovarvi a scorgere voi stessi dall'oblò di una roulotte, quasi foste voi per una volta rinchiusi in un campo o in uno zoo.

Tutto questo, avevo bisogno di metterlo su carta. Il resto, le notizie quotidiane dai Rom e dai Sinti di tutto il mondo, potete sempre trovarle sul mio blog [...]

    Non sono bravo nei ringraziamenti: sicuramente vanno agli abitanti del villaggio di via Idro, con cui ne ho fatte di tutti i colori... alle persone ed alle organizzazioni citate (qualcuno/a l'avrò sicuramente dimenticato/a). Un grazie particolare a Stefania Ragusa, che non solo mi ha aiutato nella correzione delle bozze, ma ha anche tentato di spiegarmi qualcosa dello strano mondo dell'editoria.
    Infine, un grazie in anticipo a chi, per qualsiasi motivo, mi darà una mano a presentare queste storie.

Attualmente disponibile presso:

 

  • la Libreria del Mondo Offeso non l'ha voluto (evitate quindi di perdere tempo lì e di farlo perdere a loro)
Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587

Titolo
Quest'anno ci saranno le elezioni europee. Ti senti coinvolto:

 Per niente
 Poco
 Normalmente
 Abbastanza
 Molto

 

Titolo
La Newsletter della Mahalla
Indica per favore nome ed email:
Nome:
Email:
Subscribe Unsubscribe

 

********************

WIKI

Le produzioni di Mahalla:

Dicono di noi:

Bollettino dei naviganti:

********************


Disclaimer - agg. 17/8/04
Potete riprodurre liberamente tutto quanto pubblicato, in forma integrale e aggiungendo il link:
www.sivola.net/dblog.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. In caso di utilizzo commerciale, contattare l'autore e richiedere l'autorizzazione.
Ulteriori informazioni sono disponibili QUI

La redazione e gli autori non sono responsabili per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ai post.
Molte foto riportate sono state prese da Internet, quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non hanno che da segnalarlo, scrivendo a info@sivola.net

Filo diretto
sivola59
per Messenger Yahoo, Hotmail e Skype


Outsourcing
Questo e' un blog sgarruppato e provvisorio, di chi non ha troppo tempo da dedicarci e molte cose da comunicare.
Alcune risorse sono disponibili per i lettori piu' esigenti:

Il gruppo di discussione

Area approfondimenti e documenti da scaricare.

Appuntamenti segnalati da voi (e anche da me)

La Tienda con i vostri annunci

Il baule con i libri Support independent publishing: Buy this e-book on Lulu.


Informazioni e agenzie:

MAHALLA international

Romea.cz

European Roma Information Office

Union Romani'

European Roma Rights Center

Naga Rom

Osservazione


Titolo
blog (2)
Europa (7)
Italia (6)
Kumpanija (2)
media (2)
musica e parole (4)

Le fotografie più cliccate


19/11/2019 @ 07:02:13
script eseguito in 184 ms

 

Immagine
 1995 - redazione del bollettino per le scuole IL VENTO E IL CUORE... di Fabrizio



Cerca per parola chiave
 

 
 

Circa 3136 persone collegate


InChat: per non essere solo un numero scrivete /n  e poi il vostro nome/nick

< novembre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
    
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
 
             
Titolo
blog (506)
casa (438)
conflitti (226)
Europa (986)
Italia (1410)
Kumpanija (377)
lavoro (204)
media (491)
musica e parole (445)
Regole (348)
scuola (335)
sport (97)

Catalogati per mese:
Maggio 2005
Giugno 2005
Luglio 2005
Agosto 2005
Settembre 2005
Ottobre 2005
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
BuongiornoStai cercando un prestito per far rivive...
08/11/2019 @ 09:18:43
Di FRANCESCA
Assistenza finanziaria in 24 ore (assistance.finan...
05/11/2019 @ 19:07:35
Di damien
 

Locations of visitors to this page

Contatore precedente 160.457 visite eliminato il 16/08/08 per i dialer di Specialstat

 Home page © Copyright 2003 - 2019 Tutti i diritti riservati.

powered by dBlog CMS ® Open Source