Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

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Conoscere non significa limitarsi ad accennare ai Rom e ai Sinti quando c'è di mezzo una disgrazia, ma accompagnarvi passo-passo alla scoperta della nostra cultura secolare. Senza nessuna indulgenza.

La redazione
-

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 29/11/2005 @ 09:03:33, in Italia, visitato 3701 volte)
Potete immaginare niente di peggio di una giornata di convegno in provincia, la neve che rende ancora + difficile arrivare sul posto, la sveglia alle 7.30 (di sabato!!) quando la notte prima sono andato a dormire alle 5.00??

Sì, purtroppo c'è di peggio. Perché la stessa neve sta cadendo su quelle roulottes e baracche su cui pendono ordinanze di sgombero (ripeto: fare gli sgomberi in un'altra stagione, no??) e l'argomento di UN'IDEA ALTRA DI CITTA', molto azzeccato, sono proprio la casa e i diritti. Diritti fa il paio con dignità: lo stesso giorno alcuni giornali riportavano il campo di via Idro Milano ... una storia che potete conoscere dai diretti interessati
Insomma, un momento azzeccato per fare il punto della situazione.

Durante una pausa del convegno, parlavo con Carlo e Denis (nuovi colleghi di redazione della Sucar Drom) e secondo loro le stesse cose si dicevano 10 anni fa. Ci si interrogava, al solito, di chi fosse la colpa e inevitabilmente, questo discorso rischiava di scivolare sul ritardo accumulatosi negli ultimi anni, quando in Italia il dibattito sulla condizione di Rom e Sinti, piuttosto che proseguire, ha iniziato a regredire. Per trovarci oggi a rincorrere pensieri già fatti molte volte.
A parte il piacere di rivedere facce note, i dibattiti spesso sono noiosi e fumosi (non questo, per fortuna) e, aspettando gli atti della discussione, ne riscrivo per una sola ragione: dare un punto di partenza; evitare che la prossima volta si debba ripartire sempre dagli stessi punti, evitare che qualcuno "si scordi" delle affermazione fatte.

Preciso: non sarà un resoconto stenografico, piuttosto la somma di ragionamenti e dubbi che sono emersi. Se ho sbagliato nel riassumere o ne ho dato un'interpretazione ECCESSIVAMENTE politica, torneremo sull'argomento.

Ecco che il saluto del sindaco di Trezzo sull'Adda, Roberto Milano, mette subito i piedi nel piatto della cronaca - il suo è un comune relativamente piccolo (11.500 abitanti), ma che non è estraneo alle vicende nazionali. Ecco allora l'appello del sindaco: LEGALITA' e PALETTI, ma anche la necessità di capire quali le regole e le priorità perché legalità sia un valore condiviso. I contributi di sindaci e consiglieri di altri comuni (Concorrezzo; Buccinasco, un altro paese in provincia di Cremona che purtroppo non ricordo) si ispirano a quello del sindaco di Trezzo.

La sua indicazione viene ripresa subito da Maurizio Cabras (Istituto di Ricerca Ecopolis) che presenta il confronto come un momento che riunisce tecnici ed esperti di settore, con le loro analisi e testimonianze, ma anche come occasione di costruire reti di lavoro dal basso, dove il tavolo istituzionale si allarga ai centri di studio, alle università, al privato sociale.

Laura Di Martino (ARCI), a parte la necessaria autoreferenzialità, introduce alcuni argomenti che ricorrereanno spesso, senza trovare una risposta precisa:
  • occorre creare continuità per iniziative simili, se lo scopo è avere regole condivise,
  • regole condivise sono il presupposto perché i Rom siano riconosciuti come cittadini con pari diritti e doveri,
  • la necessità di superare le divisioni, palesi e meno, perché "le contrapposizioni creano marginalità",
  • e, qui la difficoltà maggiore per gli amministratori, quale può essere adesso il "sistema quadro" dei diritti e dei doveri per i Rom stranieri, di fronte all'attuale legislazione immigratoria.
(come ha ricordato l'intervento di una Romni nata in Italia ma con i genitori provenienti dalla ex Yugoslavia, la sua situazione è una sorta di limbo giuridico, e i Rom sono la popolazione europea con la più bassa età media)

Zoran Lapov (Università di Firenze) aveva il compito di fornire un quadro teorico della questione. Compito svolto egregiamente, perché dalla teoria si è agganciato subito alla pratica: i campi sosta sono una soluzione applicata esclusivamente in Italia, che sono una forma di ghetto contro un "supposto" nomadismo, che in realtà è quasi ovunque una condizione di "sfollati permanenti". Ha poi rincarato la dose, giudicando l'Italia come un paese di forte pluralità sociale e linguistica, a cui non ha mai fatto riscontro un adeguato progetto statuale (e quando questo si è concretizzato nella legge sulle minoranze linguistiche, è stato comunque a danno dei diretti interessati)

Se da una parte si richiedono regole e progettualità, mancano politiche specifiche (eppure, a leggere i giornali sembra l'opposto) e si è obbligati a rincorrere sempre le varie emergenze.

La Caritas stessa, tramite don Colmegna, ha testimoniato come l'agire sempre sulle emergenze, da un lato ha permesso di liberare fondi e capacità tramite il privato sociale, ma quando il risultato potrebbe trasformarsi in concretezza, l'assenza della politica crea nuovi confini e paure. Il progetto Caritas di Villaggio Solidale, che nasce sulle esigenze dei Rom sfrattati da via Capo Rizzuto, vede il contributo di sindacati e ricercatori, di sicuro affronta in maniera dignitosa il problema della marginalità e dimostra che nella pratica, se si vuole, si può iniziare a risolvere i problemi.
Ma (secondo me) crea ancora più contrapposizione. Intendiamoci, fa bene la Caritas ad investire i propri soldi senza riguardo alle polemiche, AGIRE INVECE DI DISCUTERE, ma questo può risolvere, momentaneamente e quando va bene, il problema di 70 persone su 2/3000.

Tocca a Maurizio Pagani (Opera Nomadi Milano) ricordare che un'organizzazione storica come la sua, che non possiede le capacità finanziarie di una Caritas, paga maggiormante l'involuzione politica e progettuale degli ultimi anni. Anche il recente e discusso rapporto sul razzismo, al di là dello specifico, rimprovera all'Italia di non aver mai fornito le cifre su quanti siano i Rom e i Sinti in Italia.
Da questa lontananza dello stato nasce l'equivoco del "problema rom": oggi si parla di emergenza coi Rom rumeni, come in passato gli stessi toni erano riservati ai Rom bulgari o bosniaci. Ma non si può ogni volta affrontare l'emergenza delle varie diaspore, se rimangono sul tappeto i problemi pregressi delle comunità storiche dei Rom italiani.

Francesca Corso e Irma Dioli (rispettivamente Assessora ai diritti dei cittadini e Assessora alla partecipazione e cooperazione internazionale della provincia di Milano) hanno dovuto comnvincere la platea che il rapporto con la Provincia si può ricreare, nonostante i recenti anni di reciproca diffidenza; come, ancora non è del tutto chiaro. Potrà assumere un ruolo "super partes", che dia voce alle singole esperienze locali, o piuttosto un ruolo più attivo e di stimolo, come quello che ha assunto nei pochi mesi dal suo insediamento, stretta tra le chiusure del capoluogo milanese e la necessità di coordinare piani che coinvolgano tutta l'area metropolitana. Lo stesso concetto di LEGALITA', ricorrente più volte, diviene una scelta politica, nel momento che il Parlamento sta cambiando le carte in tavola con Devolution e riforma costituzionale, scompaginando i ruoli delle istituzioni e delle autonomie.

Tommaso Vitale (Università di Milano Bicocca) esorta la Provincia a promuovere un dibattito pubblico sulla condizione dei Rom, al più alto livello e ad invitare Lívia Járóka e Viktória Mohácsi, le due romnià elette al Parlamento Europeo. Sempre a Vitale spetta introdurre le sessioni tematiche pomeridiane, illustrando il legame che partendo dal concetto di cittadinanza, arriva all'essere legittimati a governare e partecipare.

Antonio Tosi (Politecnico di Milano) esordisce osservando come i Rom non sono considerati di "diritto abitativo". Le stesse organizzazioni rom, solo recentemente hanno preso atto del fallimento della politica dei campi sosta.
Di sicuro, la condivisione di spazi e servizi non più segregati, mette in discussione tutti i rapporti esistenti.

E' quello che poi dimostreranno gli interventi seguenti, con la Toscana nel ruolo di regione "virtuosa", e l'intervento finale di Paola Dispoto (consulente Ufficio pianificazione sociale, Comune di Bolzano), purtroppo sacrificato per la mancanza di tempo.

Esperienza positiva quella toscana, illustrata a più riprese da Antonio Sconosciuto (Società della salute, zona pisana), Milena Scioscia e Michele Vonci (progetto Rom Arci Toscana) e Nicola Solimano (Fondazione Michelucci, Firenze).
Positiva per i risultati: il graduale superamento dei campi sosta, per soluzioni più rispettose della dignità umana, meno costose per la comunità contribuente e il recupero di aree degradate.
Ma positiva, soprattutto per il percorso politico adottato: i risultati sono stati ottenuti perché c'è stata la costanza e la volontà di impegnarsi 10 anni e di coinvolgere diverse autorità: un lavoro in rete locale, appunto.
E in questo tempo, a volte le soluzioni sono sfuggite di mano, non solo per le difficoltà tecniche: nel momento che i vari soggetti non riuscivano a coinvolgere la popolazione locale, anche le scelte più "corrette" segnavano il passo.
Il valore di una politica condivisa, è che non solo i problemi, ma anche le soluzioni si toccano, e partendo dalle politiche abitative e del riconoscimento reciproco, si sono individuate soluzioni e percorsi anche nel campo del lavoro, della scuola, della sanità.
E soprattutto, si è delineato un modo operativo che può dare i suoi frutti, anche se applicato ad istanze che non riguardano la marginalità sociale ed economica.

Sono replicabili queste soluzioni? Modestamente, penso che non basti sostituire la parola d'ordine CAMPO SOSTA con CASA. Manca ancora una riflessione critica sulle dinamiche che sinora non hanno funzionato.
Il rischio, accettando acriticamente una nuova parola d'ordine, è ricreare le soluzioni abitative di alcuni gruppi rom a Milano e Napoli: avuta la casa in quartieri già degradati di loro, si sono spostati dalla piccola criminalità allo spaccio (e consumo) di droghe e alla prostituzione: la strada per scomparire definitivamente come popolo.
Ancora, un problema politico: non è l'etnia a rischio devianza, ma la situazione in cui avviene l'urbanizzazione.
Se questa avviene in:
  1. periferie estreme già problematiche di per sé
  2. in situazione di alta concentrazione etnica o numerica
  3. in mancanza di servizi pubblici
la realtà non cambia. E, come giustamente insistono i coredattori di Sucar Drom, condizione essenziale è prevedere piani di mediazione culturale e di coinvolgimento e responsabilizzazione dei diretti interessati. O, per dirla dal punto di vista opposto, "aggredendo" la spinosa questione delle condizioni delle periferie, coscienti che è nell'interesse generale e non dei soli Rom.

Per terminare, perché un così lungo riassunto? Sono state dette tante cose, è necessario averne memoria, per non sentirle ripetere uguali il prossimo convegno. E' necessario scriverle, perché con la scusa della cultura orale, alla lunga si rimane fregati dalle promesse.
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Di Fabrizio (del 28/11/2005 @ 10:12:03, in Kumpanija, visitato 1747 volte)
Si è tenuta lo scorso mercoledì 23 novembre un'udienza pubblica sulla condizione delle donne Rom in Europa. [...]

L'iniziativa è stata organizzata in vista del rapporto che la deputata Lívia Járóka (EPP-ED, HU) presenterà a maggio 2006. Il rapporto affronterà temi scottanti come la segregazione scolastica, l'accesso ai servizi sanitari, la posizione marginale delle donne Rom nel mercato del lavoro, l'esclusione sociale, l'antiziganismo basato sul pregiudizio la sterilizzazione forzata e le diverse forme di discriminazione, con l'intento che "Tutte le istituzioni diano priorità alle donne Rom nelle loro agende".

  • Anna Záborská (EPP-ED, SK), presidente della Commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere, afferma: "Dopo l'allargamento a dieci nuovi Stati Membri, i Rom sono diventati la minoranza più numerosa nell'Unione Europea".
  • Zita Gurmai (PSE, HU): "Dobbiamo contrastare senza indugi il gap esistente".
  • Karin Resetarits (ALDE, AT): "Occorre una grande campagna specifica".

Luisella Pavan-Woolfe, della Commissione Europea, ha sottolineato l'importante ruolo dell'EU nel completare gli sforzi compiuti ai vari livelli locali, regionali e nazionali.

Miranda Vuolasranta (Consiglio d'Europa) ha chiesto una discussione urgente da parte del Comitato. Ha citato come esempio un caso accaduto in Romania: una bambina Rom di 10 anni è morta durante un incendio. L'opinione pubblica si è limitata ad accusare la madre (che è di etnia non Rom) di scarsa attenzione. "Se la situazione fosse stata invertita, avremmo avuto un pogrom anti Rom".

Herta Toth (Open Society Institute, HU) ha ricordato che nel suo paese il 40% Rom il ha perso il lavoro dopo la caduta del comunismo e che l'integrazione fosse allora sicuramente migliore. Ha poi notato che la maggior parte delle ricerche non tengono conto della differenza di genere e che mancano quasi completamente i dati sulle donne Rom. "Il problema è che questo popolo è invisibile, assente dall'agenda e dai programmi dello stato".

Molti tra gli intervenuti hanno sottolineato la doppia discriminazione: etnica e di genere. E la necessità e l'urgenza di misure che affrontino questo tema.

Contatti:
Martina IOVCHEVA
Press Room
Tel. : +32 2 28 40764

Lena KRAFT
Press Room
Tel. : +32 2 28 43 411

e-mail : femm-press@europarl.eu.int

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Di Fabrizio (del 28/11/2005 @ 06:33:50, in Regole, visitato 1631 volte)

da Roma_Francais

Tassa sul nomadismo?

24 novembre 2005: Nel contesto psico-socio-politico post-violenze urbane, dove "l’altro" fa paura o è da eliminare, il deputato Jérôme Chartier (UMP) ha modificato il bilancio 2006 per istituire una tassa annuale "simbolica" sui caravan di più 4m2 (1).

Una misura che riguarda direttamente le gens du voyage poiché il suo ricavato, stimato in 50 milioni di euro, sarà incassato dai sindaci del luogo di sosta, e "permetterà di finanziare la costruzione ed il funzionamento delle di parcheggio di sosta finora evidentemente insufficienti" (2).

Poiché i deputati s’immaginano che i gitani sono tutti molto ricchi, la tassa è stato fissata a 75 euro per metro quadro. Questa tassa proibitiva ha causato ieri la rabbia delle associazioni vicine alle gens du voyage.

A Ca se passe comme ca, non si è contrari all'idea di tassare i caravan gitani. Ma ridiamo di fronte a tanta demagogia buona appena a fornire una manciata di euro. Sembra che il legislatore - sempre più staccato della Francia reale - non abbia mai messo piede in un campo per ipotizzare misure tanto inapplicabili! Infatti, creare una tassa è facile, incassarla è cosa diversa. Chi andrà sul posto (preferibilmente prima che il "contribuente" sia già partito) a realizzare recuperi che si immaginano così massicci ? Il segretario del sindaco ? Il piccolo agente del tesoro ?

Ah ma no! certamente, se ne incaricheranno i CRS (3) dove si aveva la testa?!

Articolo originale e forum commenti

(1) fonte : Les Echos, n° 19547, 24/11/2005.

(2) Si segnala un "contro-emendamento" del deputato Augustin Bonrepaux (PS) per limitare queste entrate ai soli sindaci che rispettino i loro obblighi in materia. Quindi i comuni che non hanno istituito aree di sosta o non intendono non potrebbero usufruire del gettito di questa tassa applicata solo su una parte della popolazione.

(3) Così dopo i Crs nell'Île-de-France, avremo Crs-agenti esattori, il Crs-vigile di supermercato, Crs-del DGCCRF, ecc.. ?

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Di Fabrizio (del 27/11/2005 @ 19:50:54, in casa, visitato 3459 volte)
Opera Nomadi

Via di Porta Labicana 59– 00185 ROMA

ENTE MORALE D.P.R. n.347 del 26.3.1970

 
Roma 6 e 7 Dicembre 2005
SEMINARIO NAZIONALE HABITAT 
 O CHER LACIO’
La cultura dell’abitare fra i Rom, Sinti e Camminanti

Conduttore di gruppo: Massimo Converso (Presidente Nazionale Opera Nomadi)

           Segreteria del gruppo: Elena Coluccia (Volontaria in Servizio Civile)

 

·      

 
 
Il superamento del “Campo-Nomadi” e, progressivamente, anche del “Villaggio Attrezzato”

·       L'architettura di chi ricerca l'integrazione stabile - in abitazioni mononucleari in muratura - con la storia della sua cultura

·       Il viaggio e la sosta nelle trasformazioni territoriali richiedono tipologie edilizie che definiscano un'architettura rispondente alla richiesta ed all'idea dell' "abitare" che appartiene al mondo dei Rom, Sinti e Camminanti;

·       Risposte ed iniziative attraverso lo studio e il confronto tra i progetti in atto nelle diverse realtà territoriali del nostro paese;  

·       La legalizzazione di un processo già ampiamente in atto: il ricorso all'autocostruzione come processo che, partendo dall'autoriflessione sull'architettura dell'abitazione Romanì, giunga alla sua attuazione formale attraverso procedimenti costruttivi partecipativi.

·       La quarantennale generalizzata esperienza nel Centro-Sud dell’edilizia popolare per le Comunità ROM “autoctone

·       Il Socialismo Reale e la politica per la casa per i 5 milioni di Rom dell’est europeo

Lunedì 5 Dicembre ore 17e30

presso la Sala TEATRO Municipio 3 in Via dei Sabelli 119 (San Lorenzo)

La casa nelle Comunità Rom in SerbiaMostra fotografica di Monika Bulaj

Presentazione del libro"Le ha ma la ja

da un viaggio di parole e immagini tra i Rom della Serbia, il tratto di un popolo " (Editrice Monti) con l’autrice Marzia Ravazzini, Volontaria nei Villaggi Rom in Serbia

Martedì 6 dicembre 2005

pressoAssessorato Politiche Sociali Comune di Roma

in Viale Manzoni 16 (Quartiere San Giovanni – Fermata Manzoni Metropolitana Linea A)

 

ore 15:30 Registrazione partecipanti presso la Segreteria del Seminario

ore 16:00 Introduzione generale del Dott. Massimo Converso (Presidente Nazionale Opera Nomadi)

ore 16:15 Proiezioni immagini e filmati

·      Microarea attrezzata Comunità Sinti GackaneVia delle Sette Chiese (Roma)

·      Microarea residenziale (Comunità Sinti Guastalla di Mantova)

·      Microaree attrezzate, istituzionali, in Alto Adige

·      Villaggio Rom di case popolari (Quartiere urbano San Vito - Cosenza)

·      Casilino 900 : il Campo-Rom più antico d’Italia

 

ore 20:15 Cena in loco

 

ore 21:30  1° CONCORSO ROMANO dei MUSICISTI di STRADA Rom/Sinti

presso la Sala TEATRO Municipio 3 in Via dei Sabelli 119 (San Lorenzo)

 

Mercoledì 7 dicembre 2005

al mattino

pressoAssessorato Politiche Sociali Comune di Roma

ore 9:00 Dibattito sulle proiezioni
ore 13:00 Conclusioni

ore 13:30 Pranzo in loco

 
nel pomeriggio

presso la Sala TEATRO Municipio 3 in Via dei Sabelli 119 (San Lorenzo)

 

ore 15:30 Relazioni finali dei 5 GRUPPI SEMINARIALI (Habitat, Lavoro,   Scuola, Sanità, Diritti e Mediatori Rom/Sinti)

ore 17:30 Risposta dei Rappresentanti del Governo Italiano (Ministeri Affari Regionali, Istruzione, Pari opportunità) ; presiede il Senatore Sinto Livio Togni

ore 19:00 Partenza dei partecipanti per le sedi di provenienza

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Di Fabrizio (del 27/11/2005 @ 11:39:01, in musica e parole, visitato 1565 volte)

da Roma_Italia

COMUNICATO STAMPA
Trionfo per il Gruppo Interetnico Lancianese di musica Romaní:
Sabato 19 novembre nel prestigioso Teatro Ariston di San Remo si è svolta l'edizione 2005 di Jubilmusic International Festival of Christian Music

L'EVENTO SARÀ TRASMESSO DA RAI UNO IL 24 DICEMBRE PROSSIMO
ALLE 09,30 DEL MATTINO

Scaricate l'album fotografico del festival sul sito http://www.jubilmusic.org

L'Alexian Group è stato tra i protagonisti a San Remo nell'ambito del Jubilmusic International Festival of Christian Music.

Alexian, subito dopo l'esibizione, è stato intervistato da Paola Saluzzi, la nota conduttrice Rai che ha presentato il Festival.

Sul palco più prestigioso d'Italia Alexian e il suo gruppo hanno riscosso un eccezionale successo.

Numerose le proposte artistiche in Italia e all'estero giunte al gruppo interetnico lancianese di musica romaní: dalla realizzazione di un Cd religioso da parte di un'importante casa discografica americana, alla realizzazione di un video clip a diffusione internazionale, a numerose proposte di concerti.
Una vera e propria rivelazione per gli addetti ai lavori rimasti ammaliati dalla qualità tecnica e musicale del gruppo lancianese composto da Alexian Santino Spinelli (fisarmonica), Andrea Castelfranato (chitarra), Angelo di Menno Di Bucchianico (percussioni), Luciano Pannese (contrabasso).
Nell'ambito di questo festival di musica religiosa, considerato il più importante evento di christian music d'Italia e fra i più importanti d'Europa, si sono esibiti artisti provenienti da tutto il mondo a testimoniare le diverse religioni

Alexian ha presentato la nuova versione del Murdevele, il Padre Nosto in lingua romaní e ha rappresentato l'Italia insieme ad Ivana Spagna che si è esibita dopo di lui.
Gli artisti di fama internazionale che hanno preso parte al Festival SUZAN LOPEZ (Brasile), GEORGES ELLYOTT (Guadalupa), NATHAN PRIME & ANNODOMINI (Gran Bretagna), LEADER VOCAL (Capo Verde - Francia), ABOU FALL (Senegal), TALAM (India), ValLimar JANSEN (Stati Uniti), STEVE ANGRISANO (Stati Uniti)

Per maggiori informazioni visitate il sito di Alexian Santino Spinelli
http://www.alexian.it

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Di Fabrizio (del 27/11/2005 @ 08:05:37, in Regole, visitato 1888 volte)
StramieriInItalia
La sentenza
È romeno? Non può essere espulso
Giudice di pace di Torino annulla decreto d'espulsione. "La Romania entrerà nell'Ue, non si applica il Testo Unico"

Non ha il permesso di soggiorno, ma dal momento che è un cittadino romeno e il suo Paese entrerà a far parte dell'Unione Europea, non può essere espulso.

Ai più il ragionamento suonerà nuovo, probabilmente forzato. Eppure è quello seguito qualche giorno fa dal giudice di pace di Torino Francesco Sibilla per annullare un decreto d'espulsione a carico di Costantin Nechifor.

Nechifor era entrato in Italia per motivi turistici e quindi, in base agli accordi tra Ue e Romania, non aveva dovuto chiedere alcun visto alle nostre autorità consolari. Giunto nel capoluogo piemontese, non si era presentato in Questura per farsi rilasciare un permesso di soggiorno per turismo e aveva trovato un impiego in nero come operaio specializzato.

La sua avventura da sans papier è durata poco: all'inizio di ottobre è stato fermato dalle forze dell'ordine, che gli hanno rifilato un decreto d'espulsione. Prima di prendere la via del ritorno, Nechifor si è però rivolto ad un avvocato e ha presentato ricorso. Una mossa che si è rivelata vincente.

"Citando alcuni precedenti, - spiega l'avv. Davide De Bartolo - ho sostenuto che la disciplina sull'immigrazione, e quindi anche l' espulsione, non può applicarsi ai cittadini degli Stati candidati ad entrare nell'Ue. Non dimentichiamo che per la Romania è stata fissata una data certa e che il Paese ha già sottoscritto una regolamentazione sulla libera circolazione"

Una tesi condivisa dal giudice di pace Francesco Sibilla. "La Romania - si legge nella sentenza - farà parte dell'Unione europea al giorno 1.1.2007 ed ha già stipulato con gli altri partner europei un regolamento che contiene anche le norme sulla libera circolazione delle persone, senza menzionare poi i dettami della nuova carta costituzionale europea firmata dai 25 paesi membri dell'Ue ed anche dai paesi candidati fra i quali la Romania"

Secondo il giudice Sibilla "la normativa del d.lgv. 286/98 [il testo unico sull'immigrazione, n.d.r.] non si dovrebbe applicare ai cittadini candidati dell'unione Europa così come non si applica ai cittadini già membri dell'Ue". Di qui l'annullamento del decreto di espulsione.

Per l'avv. De Bartolo, ovviamente, la sentenza "è ottima", ma è meglio non fomentare false illusioni: "Questa è l'interpretazione di un giudice di pace di Torino. Per chi ha la sfortuna di finire dinanzi ad altri che la pensano diversamente non andrà così…". Forse però vale la pena provarci: la fortuna aiuta gli audaci.

Ecco la sentenza: Leggi   Scarica

(25 novembre 2005)

Elvio Pasca



     
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Di Fabrizio (del 26/11/2005 @ 08:34:11, in media, visitato 1761 volte)
Due raccolte della fotogiornalista Julie Denesha
  1. l'album su AOL
  2. la sua pagina web
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Di Sucar Drom (del 26/11/2005 @ 07:52:53, in blog, visitato 1301 volte)
Cliccare sul titolo o sull'immagine per leggere l'articolo completo:

Unione Europea: i Rom e i Sinti sono i più esposti al razzismo in Europa
Le popolazioni Sinte e Rom sono le più esposte al razzismo in Europa. Lo dice nel Rapporto annuale il Centro di monitoraggio europeo sul razzismo e la xenofobia – il Centro, agenzia di controllo UE, ha sede a Vienna - nel quale si sottolinea che la diversità etnica della UE è cambiata con l’allargamento del 2004: l’Europa occidentale ha grandi comunità di minoranze etniche, composte da migranti p...
2303512

Campo nomadi: smantellato a Firenze il Masini
Erano circa le sei del 23 novembre quando le ruspe hanno cominciato a lavorare al campo rom Masini per smantellarlo.

Via le vecchie baracche e trasferite le 30 famiglie che ancora vi abitavano. Si tratta di 160 persone fra adulti e bambini che adesso alloggeranno nelle nuove case in legno lamellare al Poderaccio alto. Alle operazioni di trasferimento e demolizione hanno preso parte, oltre a...
2303515

UN’IDEA ALTRA DI CITTA’
Il comune di Trezzo sull’Adda, in coordinamento con la Provincia di Milano, organizza un convegno per avviare un percorso di lavoro orientato a divulgare una migliore conoscenza della cultura e della storia del popolo Rom attraverso il coinvolgimento attivo delle comunità Rom presenti sul territorio.
Tra gli obiettivi che il convegno si pone vi è l’individuazione di aree di criticità sollevat...
2303554

Carlo Innocenti - Erranti su tutta la Terra
Ho dedicato vent’anni di attenzione fotografica, e non solo, anche come volontario e Presidente dell’Opera Nomadi di questo popolo presente nell’immediata periferia di Udine. Ho fotografato l’infanzia (ma non solo), che è la parte più debole di qualsiasi gruppo etnico. Ho descritto con l’immagine il loro mondo di esclusi: “Noi aspettiamo fuori dalla porta che ci regaliate spiccioli della vostra f...
2303559

SUCAR PLAZA, residence per Sinti Emiliani a Guastalla (RE)
Come sapete a Guastalla stiamo realizzando una micro area residenziale per Sinti Italiani.
La progettualità, sostenuta dal Comune di Guastalla e dalla Regione Emilia Romagna, è iniziata tre anni fa con la stesura del progetto tecnico insieme alle famiglie sinte guastallesi.
Il progetto prevede sei terreni privati, uno per ogni nucleo familiare, con sei casette prefabbricate.
Il progetto s...
2303579
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Di Marco Nieli (del 26/11/2005 @ 03:04:46, in Italia, visitato 1727 volte)
25 novembre 2005.

Continua l'odissea degli sgomberati rumeni di Casoria, via Lufrano (3 novembre).
Da circa un mese le famiglie rom rumene sgomberate da via Lufrano a Casoria si aggirano sul nostro territorio in cerca di un riparo e di una sistemazione per le donne incinte, i neonati e i vecchi spesso malati e invalidi. Un gruppo di circa 30 persone è stato a Catania e sgomberato anche da lì ha poi tentato a Torre del Greco, a via dei Monaci, dove ha cercato rifugio dal tempo inclemente di questi giorni in uno stabile abbandonato. La polizia è prontamente intervenuta e ha minacciato di cacciarli da lì domenica mattina.
Tra di loro vi sono neonati con bronchite e altre patologie, donne incinte e malati.
 Un altro gruppo ci telefona da Bari, dove non trova una sua collocazione e chiede di ritornare a Napoli.
Il terzo gruppo, di circa 60 persone, è a Scampia, in parte tra gli Slavi e in parte ospiti dei Gesuiti e della chiesa evangelica nel campo, ma in attesa di un'accoglienza con più prospettive.

Intanto le istituzioni latitano come al solito, e lasciano che le situazioni si incancraniscano nel consueto rimpallo di responsabilità. Era stata promessa un'accoglienza temporanea dal Comune di Napoli, ma tutto è caduto nel nulla. Il Prefetto di Napoli che aveva incontrato padre Zanotelli la settimana scorsa aveva promesso un'area verso Caserta, ma anche di questa promessa sappiamo più niente.
Ma possibile che ogni volta dobbiamo arrivare alla tragedia per ottenere che si smuova qualcosa e che in un paese che si vuole civile e "cristiano", tutti (compresa la chiesa istituzionale) chiudano la porte in faccia a dei poveri "cristi" come i Rom, sofferenti, bisognosi e discriminati, ormai ridotti come dei fantasmi o degli stracci di esseri umani dopo 20 notti passate all'adiaccio?
Anche lo sgombero di Torre del Greco si annuncia, come quello di via Casoria, uno sgombero all'acqua di rosa: qualche vigile andrà lì a imporre la "legalità" su questi morti di fame, come ha insegnato Cofferati a Bologna, ma sicuramente non risolverà il problema: esso si sposterà in giro per la città o l'hinterland, come già tante volte visto in passato.
Eppure in un paese dove metà Sicilia ha avuto il condono per le case abusive in cambio del voto a una classe politica corrotta e ormai fuori della storia, dove il Presidente del Consiglio si fa costruire una villa faraonica in barba a tutte le leggi ambientali e fa le leggi continuamente a uso e consumo suo e della sua camerilla di potere, davvero possiamo credere che si applica la legalità quando si va a sgomberare questi ultimi tra gli ultimi da uno stabile abbandonato? Non corrisponde forse questo piuttosto a un'astuta mossa elettorale mascherata da accanimento legalitario, visto che sgomberare i rom è l'unica cosa che ormai questa classe dirigente riesce a fare per recuperare qualche voto?

INVITIAMO TUTTA LA SOCIETA' CIVILE, IL MONDO DELLA POLITICA, DEI MEDIA, DELL'ASSOCIAZIONISMO, A TENERE ALTO IL LIVELLO DI GUARDIA SULLA SITUAZIONE DEI ROM RUMENI DI CASORIA, OGGI A VIA MONACI, TORRE DEL GRECO. NON SI PUO' FARE PASSARE COME ORDINARIA AMMINISTRAZIONE QUESTO SCEMPIO CONDOTTO SULLA VITA DELLE PERSONE, IN NOME DELLA LEGALITA' E DELLA CIVILTA'.
Ai giornalisti: conferenza stampa domani mattina (stamattina ndr) a via dei Monaci, TORRE DEL GRECO, ore 11, OPPURE CHIAMARE AL 081447497 / 3382064347.
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Di Fabrizio (del 25/11/2005 @ 14:40:43, in Italia, visitato 1513 volte)

da Tommaso Vitale

IMMIGRAZIONE - Il Coordinamento Bicocca per la Pace aderisce alla manifestazione che si terrà a Roma il 3/12/2005 per la libertà e i diritti dei migranti. Il Coordinamento invita studentesse, studenti, lavoratrici e lavoratori dell’Università degli studi Milano Bicocca e la cittadinanza, all’incontro con DARIO FO e alcuni tra i promotori milanesi dell’iniziativa.

Le politiche intraprese fino ad ora in materia di immigrazione realizzano un “progetto mulitietnico” carente e contraddittorio, si avvalgono di strumenti che impediscono percorsi reali di cittadinanza, e in modo inaccettabile arrivano a negare l’attenzione necessaria ai diritti inalienabili di ciascun essere umano.

I Centri di Permanenza Temporanea rappresentano il luogo emblematico dell'insensato scontro tra identità e accoglienza, tra conservazione e interculturalità, e costringono la coscienza civile e politica di tutte e tutti a riflettere sulla necessità di un proprio contributo per il cambiamento.

L’aumento della partecipazione delle cittadine e dei cittadini – migranti e non – che vivono il territorio implica il superamento di leggi che continuano a produrre clandestinità ed esclusione.

L’estensione del diritto di voto, la libertà di circolazione delle persone e l’approvazione di un disegno di legge organico sul diritto d’asilo sono alcune delle proposte in tal senso.

Se ne discute con
Dario Fo

No_CPT

clicca sull'immagine per il comunicato ufficiale

Martedi' 29 novembre p.v. nell'aula 8 dell'edificio U6 dell'Università di Milano - Bicocca a partire dalle ore 16.30.

Intervengono
Alberto Giasanti - Università di Milano Bicocca
Luciano Muhlbauer - Consigliere regionale
Tommaso Vitale - Università di Milano Bicocca

coordinamento.pace@unimib.it
www.studentibicocca.it/pace

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