Rom e Sinti da tutto il mondo

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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 13/07/2009 @ 09:23:24, in conflitti, visitato 538 volte)

Da British_Roma (QUI la puntata precedente)

28 giugno 2009 La sfida! Incontro con le famiglie rumene che rifiutano di essere rimpatriate By Peter Popham and David McKittrick

Alla faccia dell'odio, una manciata di rumeni ha deciso di rimanere sopra in Irlanda del Nord. "Dicono che non vogliono che lavoriamo o rimaniamo qui, ma non c'è nessun posto dove vivere e nessun lavoro per noi in Romania, così non abbiamo intenzione di tornare," ha detto un uomo, padre di cinque figli.

Oltre un centinaio di questi cittadini rumeni sono fuggiti da Belfast settimana scorsa, le autorità locali hanno organizzato dei voli dopo gli attacchi che sono stati pubblicizzati in tutto il mondo e condannati come vergognosi.

Ma quest'uomo ha detto di voler rimanere, uno di un piccolo gruppo preparato ad affrontare le proprie opportunità contro quello che è definito "un piccolo gruppo di criminali razzisti" che hanno terrorizzato le famiglie rumene che vivono in due strade a Belfast sud.

Solo in pochi hanno optato di rimanere in Irlanda del Nord nella sfida degli attaccanti, che hanno intrapreso una campagna di intimidazione, lanciando mattoni contro le finestre ed in un caso minacciando di tagliare la gola ad un bambino.

Quasi tutti gli immigrati hanno deciso di tornare in Romania, nonostante i tentativi delle autorità di persuaderli a rimanere. Ma quell'uomo che ha parlato a The Independent on Sunday ha detto che non partirà, nonostante le "pressioni" di alcune persone locali che gli rendono impossibile di lavorare. Non è la sua prima esperienza con le intimidazioni: la sua casa, che è ad una certa distanza da quelle dove vivono gli altri rumeni, ha avuto le finestre rotte. La famiglia si era spostata lì tre mesi fa, perché anche nella casa precedente gli erano state spaccate le finestre.

Lui e sua moglie - che vendono giornali in un mercato - vi vivono con i loro figli, di undici, otto, tre, due anni e tre mesi, assieme al fratello e al padre della moglie. Compresi gli altri parenti, nella casa vivono 13 persone.

Come la maggior parte dei Rumeni a Belfast, parla poco l'inglese. Neanche conosce l'indirizzo della casa dove vive. La nostra intervista è stata condotta in italiano, una lingua che ha imparato quando viveva in Italia - un altro paese, dice, dove la sua famiglia ha provato le intimidazioni.

La violenza per le strade di Belfast sud ha allontanato la maggior parte dei Rumeni -la maggioranza è partita venerdì. Ma affrontano un futuro incerto dovunque vadano, hanno detto ai volontari prima di partire.

Denise Wright, membro del comitato di Embrace, un gruppo cristiano che promuove un'attitudine positiva verso le minoranze etniche, ha lavorato a stretto contatto con i Rumeni, che hanno passato la maggior parte della settimana in ricoveri d'emergenza.

Ha detto: "Sono preoccupati sul trovare lavoro e per il tipo di condizioni di dove stanno tornando. Qui sono stati traumatizzati, anche se non penso che siano stati sorpresi in ogni modo da questo trattamento. Per i Rom questa è la normalità, così non penso che siano stati particolarmente scioccati.  Provano soltanto che questo è ciò che sperimentano in patria e altrove nel mondo. Hanno detto che dovranno spostarsi ancora per trovare di che vivere."

Ha aggiunto che, d'altra parte, i migranti sono stati incoraggiati dall'aiuto e dalla simpatia ricevute a conseguenza degli attacchi. "La benevolenza della gente di Belfast nell'appoggiarli è stata molto incoraggiante," ha aggiunto.

Le autorità locali e la Commissione Alloggi in particolare hanno visto settimana scorsa premiati i loro sforzi, come la diocesi cittadina, un gruppo informale che riunisce oltre un centinaio di persone. Il pastore Malcolm Morgan ha detto:

"Alcuni volontari stavano pulendo fuori dalla chiesa, quando è arrivata la telefonata. Ho detto loro solamente: Ragazzi, abbiamo un nuovo lavoro da svolgere - ed hanno risposto magnificamente. Ho fatto un paio di telefonate ad un'agenzia cristiana che aiuta la gente in difficoltà, ed entro un'ora sono tornati col cibo. Sono arrivati il consiglio cittadino, il sindaco, la Croce Rossa. Un proprietario locale è venuto, ha dato uno sguardo e dopo un'ora è tornato con 15 materassi. E' stato magnifico vedere gli atti di generosità - si è mostrato il meglio di Belfast."

Un altro incidente dai toni fortemente razzisti è avvenuto nel nord della città, con bengala lanciati contro un centro comunitario dove da tempo si è stabilità una comunità indiana. Un membro dello staff locale ha detto: "Ci riteniamo parte integrale della società nord irlandese. Non crediamo che questa sorta di incidente possa danneggiare le nostre buone relazioni con la comunità che ci ospita."

Parlando dell'esodo rumeno, il Ministro degli Interni, Margaret Ritchie, ha detto: "Lodo il lavoro che si è focalizzato, rapido e di assistenza fatto per sostenere le famiglie. Ha mostrato il cuore caldo della vasta maggioranza della gente."

Florin Fekete, che settimana scorsa è ritornato in Romania con sua moglie e due figli, ha detto: "Qui non c'è lavoro. La vita a Belfast era buona, [...] ma non potevo rischiare la vita della mia famiglia. Ho chiesto a qualcuno che ci attaccava: Cosa avete contro di noi? La risposta è stata: Vi odiamo perché siete zingari".

Un uomo di 21 anni ed un ragazzo di 15 sono stati accusati per gli attacchi, iniziati oltre tre settimana fa.

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Di Fabrizio (del 13/07/2009 @ 09:13:32, in blog, visitato 781 volte)

Chiarimento non richiesto: continuo ad avere poco tempo a disposizione per il blog. In attesa di periodi migliori, è doveroso segnalare questo dibattito promosso da Eugenio Viceconte su NO(b)LOGO

La RAI, nelle pieghe di una emittenza sempre più asservita al potere, che quando non incensa o disinforma tace, continua ad assicurare dei buoni prodotti di giornalismo d'inchiesta.

Due documentari usciti in tempi diversi danno lo spunto per alcune riflessioni sulla situazione Rom in particolare a Roma; sull'efficacia degli interventi delle passate amministrazioni, su quello che sta facendo l'amministrazione Alemanno, e su quali programmi ci sono nell'agenda della ora opposizione.

I due documentari sono:

  • lo splendido "Caccia agli zingari" di Riccardo Iacona per PRESADIRETTA RAI 3. Nel sito della RAI non è più online, per fortuna ci soccorre youtube, dove è ancora visionabile in questa playlist (suddiviso in 9 spezzoni ma visionabili in sequenza) (se ne parlò a suo tempo su U Velto)
  • più recente da "RAI Educational un mondo a colori" "Campi rom: chi ci guadagna?" trasmesso anche questo su RAI 3.
    Ho approfittato di questo secondo documentario per organizzare su Facebook una sorta di "tavola rotonda virtuale" tra addetti ai lavori, alcuni dei quali anche intervistati da "un mondo a colori".

Vi riporto qui, grazie alla disponibilità degli amici, alcuni passi interessanti della discussione.


Sulle mie perplessità su:
- una versione un po' di parte dei fatti da parte del documentario, che a mio avviso, giustamente mette in evidenza gli errori delle precedenti giunte di sinistra ma non analizza quello che sta facendo la giunta Alemanno
- e su alcuni passaggi della conduttrice con delle scivolate antigitane:

Giorgio De Acutis, della casa dei diritti sociali, intervistato nel servizio:
purtroppo la sostanza del servizio è innegabilmente la verità, anche se inevitabilmente semplifica (ma non troppo)

Fabrizio Casavola, di Mahalla:
Secondo me, non si tratta di antigitanismo o meno, qui si tratta di cifre, soldi, aree pubbliche, grandi e piccole speculazioni.
Insomma, non si possono chiudere gli occhi in nome di chissà quale antirazzismo.
Darei un giudizio differente, se questi risultati garbassero ai Rom stessi, ma non è così, visto che neanche a loro piacciono i moderni ghetti dei campi-sosta.
Megastrutture come i campi, isolate dal resto del mondo, hanno secondo me due scopi:
1) concentrare fasce marginali di popolazione, impedendo loro di evolvere e mantenendoli quindi sotto costante ricatto;
2) costruire un business dell'emergenza, a favore di comuni, associazioni, volontariato (insomma, tutti tranne i Rom) e di quanti a parole "aborrono" i campi, ma che senza di questi perderebbero una notevole fonte di entrate.
Se è civile battersi per il loro superamento, dobbiamo noi prima di tutto denunciare le poche trasparenze che la loro gestione comporta. Gestione, ovviamente, bipartisan.
[vedi su Mahalla : la mangiatoia I; la mangiatoia II articoli riguardanti la situazione di Milano]
Quanto ai punti di vista, di destra o sinistra, vorrei aggiungere qualcosa.
Il PD romano, ammesso e non concesso che il PD sia di sinistra, ci sta provando a fare le pulci alle promesse non mantenute da Alemanno. Giusto: spetta a loro farlo, più che ad una trasmissione televisiva. E io dalla TV non mi aspetto certi balletti, dove se intervisti uno della destra, devi per forza citare anche la sinistra.
Ma torniamo alle critiche, appunto. Come è possibile criticare Alemanno se, a parte le belle parole, il progetto "fattuale" di destra e sinistra è simile? Il tutto si trasforma nel solito gioco sulla pelle degli altri.
Sul perché il progetto sia simile, dovrei ripetermi: è un business a cui nessuno vuole rinunciare.

la discussione si è poi focalizzata sul tema scottante della scolarizzazione

Monica Rossi, antropologa, intervistata nel servizio:
Francamente sono d'accordo con Fabrizio.
Penso che sia ora di riflettere su progetti che non hanno portato affatto i risultati attesi, e questo forse si sarebbe potuto fare prima.
L'antigitanismo non c'entra proprio niente, c'entra piuttosto il fatto che il welfare delegato sempre di più al settore privato non funziona.
Il volontariato, anzi meglio, il privato sociale dovrebbe trarre un bilancio spassionato e sincero di questi anni di scolarizzazione.
La situazione attuale è certo determinata dalle istituzioni, ma chi ha accettato il controllo dei campi, le sbarre, i tesserini e quant'altro non credo si possa chiamare fuori dal fare un bilancio spassionato di quanto fatto finora. E soprattutto dal fare una severissima autocritica.
Le condizioni attuali dei campi, le regole per poterci rimanere non risalgono certo a questa amministrazione, ma sono (erano) ben chiare già nella famigerata ordinanza comunale n.80 di Rutelli; le amministrazioni che si sono succedute in questi anni hanno agito in maniera pressochè identica, visto che la proposta (comune ahimè) è quella di costruire mega campi al di fuori del raccordo anulare.
Leggere bandi come quello della scolarizzazione 2005 - 2008 fa venire i brividi.
Si tratta di un progetto malfatto, mal scritto e mal concepito, nel quale viene richiesto il raggiungimento di obiettivi mal formulati prima di tutto nella lingua italiana, e poi proprio concettualmente.
Come si fa a misurare, a valutare, a verificare che sia "facilitata: la responsabilizzazione degli adulti rispetto alla scolarizzazione dei figli", o "favorire la strutturazione di un atteggiamento positivo nei confronti della scuola nelle comunità dei nomadi" (citato dal bando stesso, punti C e D).
E poi chi dovrebbe fare questo? Operatori con quali qualifiche? MISTERO!
Obiettivi espressi in questo modo sono irrilevabili, dunque restano le frequenze, le quali però essendo entità numeriche ci rendono conto solo della quantità di questo fenomeno, e non ci dicono nulla sulla qualità. E non mi pare che qualcuno abbia rilevato questo assurdo.
Ci ho giusto scritto un articolo recentissimamente su questo tema, se vi interessa ve lo passo volentieri
Secondo me è ora di riflettere senza tabù e senza misteri fra di noi; qualche errore è stato fatto, e la colpa non è certo di chi lo rileva, ma di chi lo ripropone.

alla mia sollecitazione sulla sentenza del TAR, che ha bloccato i meccanismi d'appalto per la guardiania ai campi e sul ruolo della sinistra di proporre proporre progetti nuovi alternativi a quelli delle giunte Rutelli, Veltroni, e poi Alemanno risponde ancora:

Monica Rossi:
Per quanto posso vedere qui a Roma mi pare che gli Assessori della giunta Alemanno si stiano muovendo con una certa cautela, anche se l'impressione è che si voglia in qualche modo spezzare il meccanismo degli appalti per la scolarizzazione, gestiti qui a Roma da cooperative a associazioni forti e con una presenza storica nel settore migranti e più recentemente anche rom.
A me pare chiaro che si stiano preparando per sostituire con altre lobby (le loro) quelle già esistenti.
Il punto a cui mi riferivo non è l'appalto per la guardiania (che peraltro credo sia stato bloccato dal TAR infatti), ma quello della sorveglianza h24.
Quello non bisognava accettarlo, bisognava sabotare questi bandi fatti da incompetenti non partecipandoci.
E anzi! questo lavoro di critica doveva essere fatto mooolto prima! Fin dal 2005 cioè, data dell'ultimo bando triennale. Anzi dal 2003!!! E per far questo sarebbe bastato analizzare il bando leggendolo con cura e chiedendosi per ogni punto, come raggiungeremo questo obiettivo? Chiedendoselo col cervello e col cuore, non con l'ansia di vincerlo riempiendo pagine e pagine di quella terribile langue du bois nella quale sono scritti questi progetti, perché si ha una struttura da mantenere etc. etc. e quindi andando avanti con inerzia, senza ragionare, ma spinti solo da urgenze.
I compagni che come me sono molto critici verso l'associazionismo non lo sono per motivi personali, ma squisitamente politici e diciamo pure epistemologici.
E' mai possibile che in anni di gestione della scolarizzazione non si produca un rapporto, non si fornisca accesso ai dati (e anzi, ARCI sotto questo punto di vista almeno è ordinatissima, ma prima con l'Opera nomadi santa miseria c'era da diventare pazzi) o sia difficilissimo accederci.
Che non vi sia un criterio unico per le rilevazioni, che la valutazione avvenga esclusivamente per mezzo di indicatori formali e quantitativi perché quelli qualitativi sono espressi in maniera così vaga da renderli incommensurabili.. e tante tante altre cose.
Da sola ho verificato i livelli di alfabetizzazione raggiunta dai ragazzi del Casilino 700 con carta e penna e un pezzo di giornale: Mi leggi questo? Puoi scrivere quello che ti detto?
Beh di 204 che risultavano essere iscritti solo 4 erano in grado di farlo correttamente (considerata età e classe). Possibile che io abbia fatto questo da sola in un campo enorme e le associazioni non possano fare questa semplice verifica? O il comune? O chiunque?

FaceBook, se usato bene è uno strumento impagabile... infatti chiamato in causa interviene:

Sergio Giovagnoli, ARCI responsabile welfare e diritti sociali
Carissime/i,
intanto grazie per avere avviato un dibattito estremamente necessario in una fase tanto delicata.
lo dico sinceramente anche non condividendo alcune cose lette, ma nella consapevolezza che è sempre preferibile chi ti critica in faccia di chi ti offende con il pettegolezzo e le menzogne.
Abbiamo tanto bisogno di confronto serio, profondo, sereno, sincero. un confronto a più voci perché nessuno basta a se stesso, nessuno, neppure gli stessi rom, è in grado di rappresentare tutta la complessità della questione che potremmo definire con il titolo " relazione e intregrazione tra Rom e Italiani". vi prego non fatemi la lezioncina sulla parola integrazione, almeno tra noi diamo per scontato il limite e il rischio di abuso del concetto.
Provo ad argomentare alcune cose che mi hanno colpito dei vostri ragionamenti.
Partiamo dall'attualità. c'è un bando fermato dal Tar di 14 milioni per la vigilanza armata nei campi.
Dopo tante polemiche sullo spreco dei soldi per gestioni e perfino per la scolarizzazione è allucinante che non si levi un grido di allarme da parte di tutte le forze democratiche e le organizzazioni sociali per denunciare questo si come uno spreco di soldi pubblici che non migliorerà la vita dei rom e non darà più sicurezza a romani.
La mancanza di questa reazione è il segno di una sconfitta di tutta l'area della solidarietà che si divide tra chi è più puro e radicale e chi si "compromette" con la gestione del sociale.
Perché non ripartire da qui, dalla ricerca di una condivisa gerarchia di obbiettivi comuni?
A Fabrizio che parla di business, vorrei dire che anche su questo potrebbe essere più efficace, utile e concreto entrare nel merito dei singoli interventi, sviscerare contenuti e costi, risultati e prospettive, anziché parlare di un generico calderone di speculazione.
Vorrei ricordare che 20 anni fa ci battevamo tutti per farli stanziare i fondi, per migliorare la vita dei rom. Se ora ci accorgiamo che in qualche caso i soldi sono stati spesi male dobbiamo capire dove e come, entrare nel merito e non rigettare a priori la spesa sociale finendo per far passare per ladri operatori e associazioni che hanno scelto la solidarietà sociale come area di intervento lavorativo.
In un mondo dove è lecito fare i soldi facili lucrando su tutto, senza vincoli morali, mi sembra allucinante che debbano sentirsi in colpa esperienze che ogni giorno si misurano con i drammi umani di centinaia di famiglie rom, con il diritto al futuro dei bambini, con le speranze di una vita più dignitosa per gli adulti. Discutendo insieme, nel rispetto reciproco potremmo anche convenire che alcuni interventi non hanno funzionato, che vanno corretti o cancellati, ma il presupposto primo per arrivare a queste verifiche è superare quel grumo di diffidenza che spesso ci divide solo perché facciamo mestieri diversi.
Visto che vi sto proponendo di approfondire in un prossimo incontro pubblico non vorrei farla troppo lunga, ma vorrei dire a Monica che ha ragione quando critica alcune parti dei bandi scuola. Io potrei farle notare alcune parti molto più assurde di quelle da lei segnalate.
Su questo servirebbe veramente una azione corale. Io però ritengo che la lotta alla dispersione scolastica dei bambini rom (questa dovrebbe essere la dizione esatta) va sostenuta fino ad esaurimento, nel senso che dovrà estinguersi il giorno stesso in cui la stragrande maggioranza delle famiglie rom sarà in grado di provvedere autonomamente alla scolarizzazione dei figli.
Questo mi convince ancora di più della necessità di superare veramente i campi come luogo di esclusione sociale e culturale.
Quando ci incontreremo avrei il piacere di raccontarvi la vicenda del nucleo rimasto a Savini dopo il trasferimento della comunità a Castel Romano.
Sono d'accordo con Monica che la scolarizzazione non va intesa come forma di "sequestro sociale" per togliere i bimbi rom dalla strada.
Ti dico solo che su questo noi abbiamo rotto nel 94 con Opera Nomadi.
Sui limiti di quanto realizzato fino ad oggi parliamone.
Ma nella trasmissione in oggetto sono state dette cose inesatte: l'evasione dell'obbligo scolastico per esempio comporta semplicemente, quando viene sanzionato, una multa di 14 euro;
i ragazzi che vanno alle superiori non sono una ventina come dice Converso ma più del doppio e qualcuno comincia a fequentare i licei.
Nella prosecuzione degli studi pesa il fattore status giuridico. [nota mia (Viceconte ndr): se i ragazzi non hanno cittadinanza italiana, o peggio sono apolidi, il diploma conseguito non da loro accesso al lavoro].
Infine vorrei ricordare a proposito del successo scolastico quanto contano alcuni fattori "tecnici" uno fra tutti la disseminazione dei bambini rom in un numero incredibile di plessi scolastici (Castel Romano 220 bambini in 48 plessi).
Questo comporta ritardi, fatica, spese superiori di trasporto e non ultima amarezza di fronte a tanta ottusità.
Vi potremmo raccontare come funzionano le riammissioni scolastiche dopo le assenze e molto altro, sempre per entrare nel merito ragionare e criticare nel rispetto reciproco. ci proviamo?
un saluto a tutte e tutti e un arrivederci a presto.
Sergio Giovagnoli
p.s. do per scontato il giudizio durissimo sulla tragedia e sulla vergogna di Castel romano situazione in cui siamo stati coinvolti per facilitare il trasferimento attraverso un percorso partecipato con i Rom e L'Università per essere poi brutalmente estromessi nell'attuazione gestita dal Signor Odevaine.

Fabrizio Casavola:
Forse devo un chiarimento a Giovagnoli quando mi richiama a più concretezza.
In questo thread si è parlato soprattutto di politiche scolastiche, io me ne sono occupato sino a 15 anni fa, è passato troppo tempo per parlarne con conoscenza di causa.
I miei metri di giudizio sul "business" nei campi nomadi partono dall'esperienza milanese, e si misurano sul costo di un rubinetto, di una colonnina elettrica, di un container.
Vengo dal mondo dell'edilizia, ed i Rom che conosco sono carpentieri, manovali, idraulici... non insegnanti.
Solo su questi dati CONCRETI si basavano i due articoli che ho citato.
Su queste basi parlo di costi gonfiati, e posso solo OSSERVARE che certi meccanismi sono facilmente replicabili anche in altri settori. Senza stupirmene, perché ormai mi son fatto una mia idea su come girino i "business" in Italia. In maniera bipartisan, lo ripeto.
Da qui arrivo ad un altro punto solo accennato da Giovagnoli: l'INTEGRAZIONE.
Integrazione significa anche accettazione di un modello migliore in cui identificarsi.
Se questo è il modello di società che sappiamo proporre (e lo è in effetti), chi ha meno problema ad integrarsi sono i miei tanti amici rom che campano di piccoli furti e che già da tempo condividono il LAVORO con gli italiani (senza grossi problemi di INTEGRAZIONE, mi risulta).
Per tutti gli altri, i manovali che hanno studiato per imparare qualche lavoro e anche dentro il loro campo si vedono sopravanzati da estranei nell'appalto dei lavori più semplici, la vedo molto più dura.

Nazzareno Guarnieri, presidente della Federazione Romanì, RomSinti@Politica
carissimi
non ho visto la trasmissione, ma ho letto molto in merito ed in particolare la vs. interessante discussione.
Non voglio entrare nel merito della questione Roma perché i risultati sono evidenti a tutti e i benefici per i rom quasi nulla, ma voglio andare oltre nella discussione, perché quello che accade a Roma, accade anche in quasi tutto il territorio italiano.
Come sempre anche in questa discussione manca un prerequisito essenziale: l'intervento dei rom.
E questo non rende facile la discussione.
Certamente è colpa nostra, di rom e sinti. Ma dovremmo tutti riflettere perché manca la nostra partecipazione attiva e propositiva.
E' evidente che finora tutta la questione rom è stata gestita nell'ottica del business.
Questo è accaduto perché manca una partecipazione qualificata e competente dei Rom.
Si ha forse paura della presenza di Rom e Sinti preparati per fare meglio una determinata attività per la popolazione romanì?
Se così fosse dovremmo tutti preoccuparci oltre che di un governo razzista
Come sono abituato a dire manca una partecipazione "Come un fine" di Rom e Sinti, i quali sono sempre utilizzati " come un mezzo".
Sono tanti anni che personalmente critico l'assistenzialismo culturale dei Rom realizzata dalla politica con la collaborazione di tante organizzazioni, alle quali non ho mai risparmiato critiche anche dure ma rispettose, e troppo spesso mi considerano un loro nemico.
Quando sarebbe utile attivare delle collaborazioni con i diretti interessati prepararti e competenti?
Invertire la rotta è fondamentale per il futuro dei Rom, delle organizzazioni che si occupano di rom, che dovrebbero investire nella partecipazione dei Rom, avviare ciollaborazioni concrete con professionisti Rom e Sinti.
Perché non avviene la partecipazione attiva e propositiva di Rom e Sinti?
A chi non conviene la normalità per Rom e Sinti?
In queste domande c'è tutto e le risposte a queste domande possono essere utili per un futuro nettamente migliore per la popolazione romanì.

sulla mia sollecitazione su ruolo della scuola italiana e sulla capacità di insegnati e strutture, di aprirsi ed accogliere i bambini ed i ragazzi rom:

Monica Rossi:
non per dire, ma la scuola non accoglie nemmeno i proletari italiani, non certo solamente i rom, solo che del nostro sottoproletariato non gliene frega davvero niente a nessuno.
Va certamente più di moda l'intercultura che la lotta di classe -_-
A Torbella Monaca le percentuali di evasione dall'obbligo sono altissime, ma non mi pare che si preveda per questi ragazzi un supporto di qualche genere.
Su quella che tu chiami "natura socioculturale della società maggioritaria" avrei molto da dire ma preferirei farlo a voce magari in un incontro diretto.
Queste questioni non possono venire discusse in un post, ma non credo affatto che si debba per forza essere interno al gruppo per scrivere o dire cose sensate (per esempio terapeuta è, no, DEVE essere un estraneo..), le discriminanti devono essere come per tutti le competenze, non l'appartenenza a questo o quel gruppo, perché così facendo entriamo in contraddizione: critichiamo la legge italiana basata sullo ius sanguinis e poi lo riproponiamo noi sotto altre forme?
Chi ha un po' di esperienza del comunitarismo spinto alle estreme conseguenze come ad esempio nel Regno Unito sospetta di queste forme che per me sono solo una forma molto raffinata ed elusiva di tardocolonialismo che proviene dritto dritto dal dual mandate teorizzato da Lugard negli anni '20.
Preferisco la nostra costituzione, che senza guardare se si è Bantu, Rom o Francesi prevede l'eguaglianza e eguale accesso alle risorse (di qualsiasi risorsa si tratti). Su questo la mia posizione è assolutamente giacobina, e il modello che ho in mente, è quello francese delle maisons de la jeunesse..
Per quanto riguarda il lavoro che fanno le scuole, dal 1992 non esistono più gli insegnanti di sostegno, la Gelmini ha ulteriormente ridotto gli spazi per le attività scolastiche. Poi qui in Italia si è sempre praticata un modello di vulgata interculturale basata su affermazioni generiche del tipo "diverso è bello", che sono certo condivisibili, ma che non aiutano a comprendere e a lottare contro i fenomeni di antigitanismo o antiimmigrati. Bollarli tutti indistintamente come vedo spesso fare sotto la voce "razzismo" non ci fa fare passi avanti nell'analisi di questo fenomeno. (E' chiaro che parlo sempre della situazione romana, ignoro cosa avvenga che ne so, a Treviso nella vita quotidiana).
Ci sono certamente dei razzisti, e crescono sempre di più, ma ci sono anche solo gruppi di cittadini abbandonati completamente, e anche di questo ci si dovrà prima o poi occupare, anche se è un tema scomodo.
Quando con Roberto De Angelis facemmo una lunghissima ricerca sul quartiere Centocelle (dove in quegli anni (1994) c'erano praticamente un terzo dei rom romani), intervistammo le persone del quartiere e queste, sollecitate ad esprimersi sulla presenza rom nel quartiere, non si espressero mai convinzioni razziste, mentre tutti rilevarono più che altro la difficoltà di convivenza relative a due questioni principali: le cose bruciate al campo, e l'immondizia lasciata fuori dai secchioni dopo averci rovistato dentro.
Il razzismo vero e proprio, che è qualcosa di ben preciso, parla un'altra lingua. Quando si usa un termine simile, il dialogo è già finito, perché non è un termine medio, è la "credenza nella superiorità di un gruppo rispetto ad un altro".
Quello che abbiamo potuto vedere e rilevare noi, in quella specifica occasione, era disagio sociale, quello si.
Allora va detto forse questo, che se su "pezzi" di popolazione già svantaggiati (Centocelle era un quartiere di baraccati italiani delle nostre migrazioni interne, non dimentichiamolo) ci sono stati tirati sopra anche i campi, senza che le istituzioni alzassero un dito per aiutare e sostenere questi due gruppi, rom e non rom. Tutti democraticamente lasciati nello stesso abbandono.
A mio avviso, e come hanno già fatto alcuni ricercatori come De Angelis, vanno create occasioni materiali di incontro nei quartieri in cui sorgono i campi, incontri con tutti, parrocchie, i rom, le scuole, centri anziani, associazioni, tutti (non la chiamo società civile ma intendo questo), organizzando focus group tematici, parlando insieme in un contesto "protetto e amichevole", magari con scadenza mensile, e conclusi da una bella festa. Cioè la ricerca azione. Io ho sempre praticato questa metodologia e non ne sono mai stata delusa, certo una ricercatrice da sola e per di più precaria può fare pochino, allora uso questo spazio per lanciare un appello.
Chi ha la voglia e la pazienza di intraprendere questa grande operazione di pedagogia autogestita dal basso?

La discussione su Facebook si è chiusa qui.
Il blog è aperto a tutti per ulteriori commenti.

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Di Fabrizio (del 12/07/2009 @ 09:44:43, in Italia, visitato 534 volte)

MET News dalle Pubbliche Amministrazioni della Provincia di Firenze

Per l’anno in corso è possibile fare il servizio Civile presso la Fondazione Michelucci. Domande entro il 27 luglio
Entro il 27 luglio 2009 è possibile presentare domanda per partecipare alla selezione di volontari per il servizio civile per i progetti di Arci Servizio Civile Firenze, scegliendo come ambito di azione la Fondazione Giovanni Michelucci di Fiesole. Il bando è uscito il 26 giugno. In particolare gli ambiti di impegno presso la Fondazione Michelucci, riguarderanno:

la collaborazione ai lavori di: catalogazione, conservazione, integrazione e valorizzazione dell’archivio progetti e degli altri fondi presenti nella sede di Fiesole; riqualificazione funzionale per la consultazione anche via web; riordino e catalogazione dei fondi librari presenti: il fondo librario “Giovanni Michelucci”, il fondo librario della Fondazione, altri fondi donati.
integrazione alle ricerche in corso sui temi della cittadinanza attiva, con la partecipazione ai cantieri di ricerca gestiti dalla Fondazione sui temi emergenti della questione urbana: partecipazione dei cittadini, superamento delle esclusioni, interazioni culturali e sociali, qualità dell’abitare urbano, autopromozione abitativa (autocostruzione e autorecupero), l’abitare dei Rom e dei Sinti.
La sede di svolgimento del progetto sarà la stessa della Fondazione Michelucci, Villa “Il Roseto” sulle colline di Fiesole; oltre che a invitarvi a visitare il nostro sito www.michelucci.it.

Ulteriori informazioni le potrete richiedere telefonando allo 055 597149 chiedendo di Massimo Colombo o tramite mail all’indirizzo colombo@michelucci.it

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Di Fabrizio (del 12/07/2009 @ 09:35:44, in musica e parole, visitato 833 volte)

Il video (col racconto) della domenica è offerto da Ernesto Rossi

L’episodio è parte del bellissimo film musicale di Tony Gatlif (regista francese di origine rom algerina) “Lacio drom” (buona strada, buon viaggio-1993), l’unico episodio del film-documentario sul viaggio musicale dei rom dall’India all’Europa, in cui compare una vera (famosa) attrice ungherese di cinema, la madre del bambino (chiedo scusa, ma al momento non ne ricordo il nome), che gratuitamente si è prestata all’interpretazione (guardate come cambia la sua espressione nello sviluppo dell’episodio).

Un gruppo di rom arriva alla stazione di un paesello della grande pianura ungherese (“puszta”, leggi: pusta), accendono un fuoco, fa un freddo boia (notare le nuvolette del fiato); sull’altro lato della massicciata, una madre aspetta il treno con il suo bambino, sonnecchiano nell’attesa e si stringono per il freddo. Il bambino attraversa i binari e, come diciamo noi, ma probabilmente anche loro, tira la giacchetta ad un rom, offrendogli alcune monetine. Tutti ridono della modesta offerta infantile, ma i rom suonano lo stesso, per lui e per se stessi, come sempre, finché non giunge il treno atteso.

Pochi minuti di poesia intensa e naturale: così sono e devono essere i rapporti tra gli esseri umani. Come vorremmo che fossero con gli esseri umani rom, uguali a tutti gli altri. I bambini sono messaggeri di pace.

E se lo inviassimo allo sceriffo de corato (iniziali volutamente minuscole)?

Ciao, Ernesto

P.S. Notare lo strumento musicale costituito da una brocca d’alluminio per il latte, percosso all’imboccatura col palmo della mano: funziona come un basso (lo utilizzano anche famosi complessi musicali rom); e i due cucchiai battuti, uno sull’altro dalla parte convessa: funzionano come una batteria;

 per chi mi legge su Facebook e non visualizza il video, QUI

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Di Fabrizio (del 12/07/2009 @ 09:28:36, in media, visitato 526 volte)

C'è maretta sul prossimo Meeting Antirazzista. Riprendo comunque una segnalazione di Nico Che dal sito Romadecade.org (se lo linkate vedete il trailer). Di Laura Halilovic se ne era parlato QUI

Domenica 12 luglio, la diciannovenne regista romanì Laura Halilovic riceverà il premio "Cinema Contro il Razzismo" durante il XV Meeting Internazionale Antirazzista di Livorno, sostenuto dalla Regione Toscana assieme a diverse amministrazioni locali ed associazioni. Halilovic ha ricevuto il riconoscimento per il suo documentario "Io la Mia Famiglia Zingara e Woody Allen", che ha giugno ha vinto il Premio UCCA 2009 al Film Festival di Bellaria. Il film ha anche ricevuto una menzione speciale dalla giuria "per l'abilità di descrivere in maniera leggera, a volte ironica, ma sempre in maniera diretta, la propria storia, quella della sua famiglia e tramite ciò le difficili condizioni degli Zingari in Italia". Il Premio UCCA viene riconosciuto ai primi due documentari del Film Festival di Bellaria, ed i film premiati ricevono l'opportunità di essere proiettati in almeno 20 città italiane.

Dopo aver ottenuto il Premio UCCA, l'ufficio regionale dell'Istruzione in Piemonte ha fatto in modo di promuovere la proiezione di "Io la Mia Famiglia Zingara e Woody Allen" in oltre 200 scuole superiori. Il film verrà presentato agli insegnanti in ottobre, e dal 2010 il documentario sarà disponibile nel catalogo di risorse per gli insegnanti. Le scuole avranno anche la possibilità di organizzare proiezioni seguite da dibattiti tra Halilovic e gli studenti.

"Io la Mia Famiglia Zingara e Woody Allen" è stato prodotto da Zenit Arti Audiovisive col supporto tra gli altri, del Fondo OSI di Corrispondenza del Decennio Rom, di RAI 3, del Ministero per le Pari Opportunità e del Fondo Film Documentari del Piemonte.

Per ulteriori informazioni su film, Documentary by Young Roma Filmmaker Wins Award.

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Di Fabrizio (del 11/07/2009 @ 13:06:10, in Regole, visitato 963 volte)

Dopo l'assoluzione di del sindaco Fusco di Opera, per il rogo delle tende dei Rom, una sentenza di segno diverso

L'Arena.it 11/07/2009 Verona.

A più di otto anni dai fatti, è arrivata per il sindaco Flavio Tosi la condanna definitiva a due mesi di carcere per propaganda di idee razziste contro gli zingari. Non c'è più alcun appiglio giuridico neanche per gli altri cinque leghisti finiti sotto processo nel 2004: l'onorevole Matteo Bragantini, il vice presidente della Provincia Luca Coletto, il consigliere comunale e sorella del sindaco Barbara Tosi, l'assessore comunale Enrico Corsi e l'iscritto Maurizio Filippi da ieri hanno sul groppone una condanna definitiva per lo stesso reato del primo cittadino. In realtà, gli imputati non dovranno scontare neanche un giorno di carcere perché la pena è stata sospesa così come la pena accessoria che prevedeva l'interdizione a partecipare a campagne elettorali per tre anni.

Sono soddisfatte le parti civili, i sette sinti e l'Opera nazionali dei nomadi, assistiti dal professore Lorenzo Picotti e gli avvocati Federica Panizzo, Paola Malavolta ed Enrico Varali. Già nell'agosto di 2 anni fa, le parti offese avevano incassato un risarcimento danni di 50mila euro, pagati dagli esponenti del Carroccio. Alla luce di questa sentenza, non dovranno restituire neanche un euro a Tosi e agli altri imputati.
Di più: tutti gli esponenti del Carroccio dovranno pagare le spese legali dei difensori di parte civile. Ora bisognerà attendere alcune settimane per conoscere le motivazioni della sentenza della corte di Cassazione che ha confermato la condanna già inflitta da tre diversi organi giudicanti: prima il tribunale di Verona nel dicembre 2004 per incitamento e propaganda di idee razziste, poi la corte d'appello di Venezia in due diverse sentenze. La prima fu decisa il 30 gennaio 2007 ma fu poi annullata con rinvio dalla Cassazione il 13 dicembre di quello stesso anno.

Il 20 ottobre del 2008, però, sempre i giudici di secondo grado confermarono la condanna a due mesi solo per propaganda di idee razziste. Contro questa decisione i difensori di Tosi e degli altri 5 imputati, gli avvocati Paolo Tebaldi e Giovanni Maccagnani e il professore Piero Longo di Padova, presentarono ricorso in Cassazione. E la Corte di ultima istanza, ha deciso ieri sera con una sentenza di condanna che mette una pietra tombale su questo processo, durato quasi cinque anni.

L'INCHIESTA. Il sindaco e gli altri cinque leghisti finirono sotto inchiesta nel 2001 per aver avviato una campagna politica contro gli accampamenti abusivi di zingari sul territorio del nostro Comune. A parere dei giudici nei vari gradi di appello, però, quella campagna aveva tutte le caratteristiche per essere fondata su ideali razzisti. I leghisti, in pratica, non si sono limitati a chiedere la chiusura dei campi abusivi dei sinti tra la città e dintorni ma hanno chiesto l'allontanamento indiscriminato di tutti gli zingari. E lo avevano fatto con una massiccia campagna politica, disseminando non solo la città ma anche la provincia di manifesti e volantini oltre a numerose dichiarazioni dello stesso sindaco rilasciate ai giornali e mai smentite.

Tra gli slogan di quei poster, c'era quello di «mandare via gli zingari», «sgombero immediato dei campi dei nomadi». Tosi poi aveva dichiarato il 16 settembre che gli zingari «...mandano i figli a rubare... qui non ci devono stare perché non si integrano...». I difensori, però, non hanno mai avuto dubbi sulle liceità delle dichiarazioni di Tosi: «Manifesti e dichiarazioni andavano valutate insieme alla petizione che era stata dichiarata legittima dai giudici d'appello. Non capisco perché i giudici della Cassazione non hanno valutato congiuntamente questi due elementi» ha dichiarato ieri sera l'avvocato Paolo Tebaldi.

IL NODO DEL PROCESSO. I giudici di appello il 30 gennaio 2007 avevano confermato solo in parte la condanna a sei mesi inflitta in primo grado, riducendo la pena a due mesi. L'accusa d'incitamento all'odio razziale era sparita dalla sentenza d'appello ed era rimasta solo la propaganda d'idee discriminatorie.

La petizione con la richiesta di chiudere i campi abusivi dei Sinti da inviare all'amministrazione comunale, quindi, era leggittima mentre non lo era stata la propaganda politica. E la corte di Cassazione aveva notato nella sua sentenza di rinvio un'incongruenza da sanare. Una questione subito risolta dalla corte d'appello il 20 ottobre scorso. «La petizione era uno strumento legittimo» ha spiegato il professore Lorenzo Picotti che tutela i sinti, «mentre nel mirino dei giudici è finita la campagna politica che aveva un chiaro stampo razzista».

Giampaolo Chavan

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Di Fabrizio (del 11/07/2009 @ 10:09:40, in musica e parole, visitato 580 volte)

Da Nordic_Roma (vedi anche QUI)

Dalla Russia la banda Romani Kolpakov Trio col Tour Estivo Europeo di Madonna

 la qualità del video è piuttosto scarsa, se non si vede bene, QUI l'originale

Cari amici! Te yaven bahtale!

Mio zio e io, il Trio Kolpakov, abbiamo avuto il grande onore di un'opportunità unica di visitare molte città nel mondo, come parte del Tour di Madonna (in calce le date e la lista delle città)

Vorremmo usare questa opportunità per visitare le organizzazioni romanì durante il tour e incontrare quanti di voi vivono in queste città, nella speranza di lavorare assieme a progetti congiunti - quindi non solo gli spettacoli nelle vostre città, ma anche qualche progetto con le vostre comunità.

Vorremmo scoprire come vivono i Rom nella vostra comunità e cosa si può fare.

Potete contattarci a: VKolpakov81@mail.ru

Grazie. Vi aspettiamo

In fede,
Vadim Kolpakov.

JULY:
8-9 Paris,
10-11 Brussels,
12-14 Milan,
15-16 Udine,
17-19 Marseille,
20-21 Barcelona,
22-23 Madrid,
24-25 Zaragoza,
26-30 Oslo

AUGUST:
3- 4 Tallin,
5-6 Helsinki,
7-9 Gothenburg,
10-11 Copenhagen,
12-13 Prague,
14-15 Warsaw,
16-18 Munich,
19-20 Ljubljana,
21-22 Budapest,
23-24 Belgrade,
25-26 Bucharest,
27-29 Sofia,
30-31 Tel Aviv

SEPTEMBER:
1 and 2 Tel Aviv

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Di Sucar Drom (del 11/07/2009 @ 09:27:07, in blog, visitato 417 volte)

Nel deserto dei valori non c'è pietà - parte 3
Allora chiedo: perché la sinistra, quando stava al governo e aveva possibilità di influire sulla tv e la scuola, non ha mai spiegato queste cose? Perché da anni l’immigrato diventa immagine mediatici solo quando delinque o arriva c...

Arci, attendiamo le risposte
Sono profondamente contrariato per le modalità con cui la federazione Rom Sinti Insieme è stata esclusa dal Meeting Antirazzista di Cecina. E che sia chiaro, quanto uscirà da questo meeting dovrà rendere conto a più di 50.000 Sinti italiani, perché certe idee che ...

L'Italia che vuole morire
Aveva dichiarato il Ministro Maroni: «Per contrastare l'immigrazione clandestina non bisogna essere buonisti ma cattivi, determinati, per affermare il rigore della legge». E ciò si ...

Presidente non firmi
Amnesty International invita il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a non controfirmare il ddl sicurezza appena approvato, che secondo l'organizzazione ''minaccia i diritti umani''...

Ancora accuse per la civile Italia
L'ilo, organizzazione internazionale per il lavoro, chiama il governo italiano per una audizione nella quale dovrà rispondere sulle condizioni dei lavoratori stranieri. E così siamo a due, non bastavano le critiche del commissario europeo per i diritti umani, ades...

Acquasantissima, Piero Pelù porta in tour le musiche sinte e rom
Piero Pelù presenta “Acquasantissima” un progetto assolutamente originale e unico nel panorama musicale italiano che lo vedrà protagonista sul palco, a partire dall’11 giugno, insieme al quintetto Acquaragia Drom, gruppo che suona musica sinta e rom...

Benevento, sgomberateli perchè stendono il bucato
Da circa un mese, come ogni anno, sono innumerevoli le notizie che arrivano su sgomberi di famiglie italiane che svolgono attività lavorative itineranti, come quella di giostrai, arrotini o calderai. Naturalmente queste famiglie appartengono alle minoranze sinte e rom...

Bernie Ecclestone è un ammiratore di Hitler
Tecnicamente è l’ultima, pericolosissima frontiera del revisionismo storico. Tecnicamente è apologia di reato, e mediaticamente è puro suicidio. Ultimo grande e inviolabile tabù ereditato dal Novecento, il giudizio sul nazismo è lo spartiacque sociale e intellettuale tra b...

Il leghista Matteo Salvini si è dimesso
Il leghista Matteo Salvini si è dimesso da deputato. Lo si apprende in ambienti parlamentari. L'esponente del Carroccio, che è eletto anche al Parlamento europeo, è stato oggi al centro di un'aspra polemica dopo la diffusione di un video nel quale, duran...

Ischia, Step1 sfiora la vittoria con una storia sui Rom
Secondo posto per Step1 nella sezione “blog” del “XXX premio internazionale Ischia di giornalismo”. La giuria dei lettori, attraverso un sondaggio online, ha scelto tra dieci esperienze italiane di informazione online collocando il nostro magazine immediatamente dopo il blog “Voglio ...

Romania, arrestati i presunti stupratori di una ragazza a Sesto San Giovanni
Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Milano hanno arrestato lunedì in Romania quattro cittadini romeni di etnia rom, due dei quali fratelli, tra i 17 e i 26 anni, accusati di essere i respons...

Achille Serra, il Tar dimostra l’iniquità delle norme per i Rom e i Sinti
''Sottoporre i nomadi a un regime di ispezione continua e indiscriminata è cosa ben diversa dal combattere la criminalita' - che indubbiamente si annida in alcuni dei loro campi - con strategie lecite e democratiche. E il Tar non ha potuto ignorare questa differenza, la...

Venezia, arriva il secondo no alla sospensiva
Il Consiglio di Stato non ha accolto la sospensiva per la costruzione del Villaggio Sinti a Favaro Veneto, come deciso dal Comune di Venezia. Lo ha reso noto il presidente del consiglio comunale veneziano Renato Boraso (Fi-Pdl), per il quale della...

Reggio Emila, un'insegnante dei Sinti è stata nominata Vice Sindaco
Nel corso della prima seduta del Consiglio comunale, ieri in Sala del Tricolore, il sindaco Graziano Delrio, dopo avere prestato giuramento sulla Costituzione – “Giuro di osservare lealmente la Costituzio...

Roma, ergastolo a Mailat per l'omicidio di Giovanna Reggiani
Ergastolo e sei mesi di isolamento diurno. È questa la condanna emessa dalla prima corte d'0assise d'appello di Roma nei confronti di Romulus Nicolae Mailat, il romeno accusato per l'omicidio di Giovanna Reggiani...

Roma, tre bambini sottratti con violenza dalle loro famiglie
Sono stati sottratti tre minori a famiglie Rom che abitano nel “campo nomadi” di Castel Romano (in foto le “baracche” costruite dal Comune di Roma). L’ordine sarebbe stato dato dal Tribuna...

Abruzzo, nei campi i terremotati vivono anche il dramma del patto di legalità e socialità sperimentato sui Rom
In questi giorni di grande evidenza mediatica sull’Abruzzo, colpito dal terremoto, volevamo aprire un piccolo squarcio sulla situazione dei terremotati e su quanto si sta decidendo sul futuro del Mondo...

Cecina, un Meeting Antirazzista che esclude
Niente paura è il titolo scelto per la XV edizione del Meeting Internazionale Antirazzista di Cecina. Un titolo appropriato, secondo l'assessore regionale alle politiche sociali Gianni Salvadori, «perchè non possiamo pensare, come sta facendo il governo, di affrontare il fen...

Benedetto XVI nella Caritas in veritate: “Ogni migrante è una persona umana che, in quanto tale, possiede diritti fondamentali inalienabili"
Nella sua ultima enciclica, “Caritas in veritate”, il Santo Padre Benedetto XVI, trattando dello sviluppo umano integrale, si sofferma sul fenomeno delle migrazioni (n. 62), “fenomeno che impressiona per la quantità di persone coinvolte, per le problematiche sociali, econ...

Venezia, Caritas: sull'immigrazione i cattolici ritrovino la coerenza
Il Senato ha approvato, in via definitiva, il “pacchetto sicurezza” e questo dovrebbe farci sentire più al sicuro visto che nel testo licenziato dal Parlamento abbiamo un po’ di tutto: dall’inasprimento del 41 bis (carcere più duro per i condannati per reati di mafia), al registro per i s...

Ddl sicurezza, temo che l'Italia non sarebbe più il mio Paese con questa nuova legge
Illustre Presidente, da cittadina della Repubblica italiana nata dalla Resistenza, da studiosa dei meccanismi del razzismo, da antropologa impegnata in difesa dei diritti dei migranti e delle minoranze, faccio appello rispettosamente al Suo ruolo di garante della Costituzione, per chiederLe ...

Mao Valpiana: caro Presidente non firmi il ddl sulla "sicurezza"
Caro Presidente Napolitano, sono un cittadino italiano, giornalista, segretario del Movimento Nonviolento (la storica associazione fondata nel 1961 da Aldo Capitini, filosofo “persuaso” della nonviolenza). Le scrivo a proposito del cosiddetto “pacchetto...

G8, una ingannevole luna di miele
Dopo il g8 la batteria massmediatica dell'Occidente, aiutandosi con tanti articoli di "colore" si prodiga a stendere un'atmosfera di luna di miele su un Berlusconi che esce quasi da titano da un appuntamento pericoloso e preceduto da funesti presagi, un ...

Meeting Antirazzista, io non ci sarò!
Non aver paura, non aver paura… questo mi viene in mente, quando penso al Meeting di Cecina. Non è solo il titolo del meeting, ma è anche il concetto che l’Arci dovrebbe avere in testa quando si confronta con i leader sinti...

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Di Fabrizio (del 10/07/2009 @ 22:10:39, in Italia, visitato 519 volte)

Ricevo da Marco Brazzoduro

Associazione Nuova Vita - Nevo Zivoto è lieta di invitarvi alla:

ESTATE ROMANI
dal 10 luglio 2009 al 17 luglio 2009
nel piazzale "Figli di uno stesso padre" presso il Casilino 900

fiera Rom con musica, danze, mostre fotografiche, letture di libri, proiezioni di documentari, esposizione di artigianato

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Di Fabrizio (del 10/07/2009 @ 09:19:05, in Europa, visitato 653 volte)

Segnalazione di Marko D. Knudsen

Giorno Internazionale del Ricordo delle Vittime Rom del Porraimos (Olocausto)

Quest'anno il 2 agosto diverrà il Giorno Internazionale del Ricordo delle Vittime Rom del Porraimos (Olocausto). Il 2 agosto 1944 oltre 3.000 Rom e Sinti ad Auschwitz-Birkenau furono gasati e poi cremati.

Questo giorno di azione è stato suggerito dal Congresso Nazionale Rom e dall'Unione Internazionale Rom, da un'udienza del Forum Rom e Viaggianti Europei nel Consiglio d'Europa, tenutasi a Strasburgo il 29 giugno 2009. E' stata adottata da tutti i partecipanti all'iniziativa "Assieme contro l'Antiziganismo in Europa", che suggeriscono il 2 agosto alle ore 12.00 di scendere per cinque minuti nelle strade, ovunque in Europa, e farsi vedere con una candela accesa pregando per i morti.

SIATE VISIBILI!

Quest'anno il Giorno del Ricordo sarà dedicato ai bambini Rom e Sinti che hanno subito abusi o sono stati uccisi in Europa.


Mi è stata consegnata anche la versione in romanes (qui di seguito), gli ho dato un'occhiata, in alcuni punti mi suona strana e non mi sento di garantire sulla traduzione

Internacijonalno Djes le Murdarde Romenge ando Pharraimos (Holocaust)
Kado bersh po 2.to Augusto avela o Internacijonalno Djes le Murdarde Romenge ando Pharraimos (Holocaust). O Dujto Augusto sas o djes ando 1944 bersh kaj maj but sar 3.000 Rom thaj Sintura sas murdarde ando Ausschwitz-Birkenau, kothe von sas bishade ando Gaso thaj pala kodo pabarde. Kerde ande amare manush Pharra.
Kado djes pe Akcija sas akardo kathar o Roma National Congress thaj e Intrenational Romani Union, pe jekh hearingo kaj akardas o European Roma and Travellers Forum, ando Konzilo la Europako ando Strasurgo po 29. Juni 2009. Sa e participantura pende mishto pe kadi Akcija. E paritcipantura po kidipe “Khetane kontra/mamuj o Antiziganismo ande Europa” dine suggestija

Po Dujto August kal 12:00 chasura

Te djal pe avri pe Droma pe 5 minuti, te sikadjuvas, te mangas amen anda e Mule, te aven Jerthe, te pabaras lenge jekh momeli po drom,

TE SIKAVAS AMEN, KE KATHE SAM !

Kado bersh o djes, Djes le Murdarde Romenge ando Pharraimos avela spezialno le Romane chavorenge kaj keren lenge bislashimo thaj mudaren len ando Europa.

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 Milano via Idro 62 - anno 1990... di Fabrizio

Richiediamo chiarezza. Di Rom si parla poco e male, anche quando il tema delle notizie non è "apertamente" razzista o pietista, le notizie sono piene di errori sui nomi e sulle località

La redazione

Titolo
Dopo aver cambiato qualcosina nell'aspetto grafico di MAHALLA, ripropongo un vecchio sondaggio. Come vi pare il nuovo aspetto?

 Può andare
 E' più brutto
 Non ho capito la domanda
 E cambiare il gestore?

 

Django la tua musica vive ancora
Sessant'anni fa, il 16 maggio 1953, moriva Django Reinhardt a Samois-sur-Seine nel Nord della Francia. La sua musica immortale vive ancora. Ascoltala su U Velto Radio.

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