Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

siamo amici da quasi 50 anni, una vita! Per gli amici, questo e altro! Se passate di li', fategli un saluto da parte mia...

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La redazione
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Usa
Di Fabrizio (del 12/07/2005 @ 23:41:00, in Regole, visitato 2087 volte)

Qualcuno ha già conosciuto Mengro e Lele, animatori della lista Allgypsies. Due Rom, lui capo-cantiere e lei infermiera, perfettamente integrati nella società, anche se qualche problema sussiste

OK, scampato l'uragano Dennis (chi invece cercasse informazioni da Cuba, QUI) ritrovo Lele più battagliera che mai:

Questa la comunicazione incriminata:

"Zingari in America e i loro crimini:

CONTENUTO DEL CORSO:

Questo corso è stato progettato perché le leggi anticrimine vadano incontro alle esigenze delle squadre anti Zingare che operano nell'area metropolitana di Chicago.

Verranno trattati i seguenti argomenti:

  • Frodi e rimedi;
  • Truffe domestiche;
  • Indovini
  • truffe sentimentali

Metodi operativi

Sospetti

Veicoli

Vittime

Sistemi di spostamento

Misure prosecutorie

Misure preventive

I partecipanti riceveranno un album fotografico corredato dagli identikit dei sospetti nell'area metropolitana di Chicago.

Istruttori:

  • Inspector Bill Hendrickson of the Illinois State Police
  • Special Agent Richard Packert of the Illinois State Police.

Registratevi subito."


Sono venuta a conoscenza della vostra iniziativa navigando in rete.

Sono letteralmente sgomenta! Forse non siete a conoscenza che noi, il popolo Rom (conosciuti anche come Zingari), siamo un gruppo razziale e culturale ben definito?

Vorrei sapere se avete mai considerato di tenere corsi su "gli Afro Americani e i loro crimini", oppure "i Latino Americani e i loro crimini"? O meglio: Il popolo Bianco e i loro crimini? Spete, se penso all'affare Exon, mi viene in mente un tipico crimine perpetrato dai Bianchi, come ripulire profitti illegali: più lucroso e più interessante della spazzatura che volete insegnare su quanto possiamo aver nmai rubato negli ultimi secoli!

Ci sono DEI Rom coinvolti in attività criminose? Naturalmente, proprio come per Bianchi, Neri Latini... Ma la maggior parte di noi, come loro, rispettiamo la legge.

Mi ritengo insultata ersonalmente e come appartenente alla mia etnia, etichettati come criminali. Un corso serio sulle truffe avrebbe potuto svolgersi lo stesso senza epiteti razziali.

Spero che non fosse vostra intenzione promuovere stereotipi razziali, anche se questo è stato il risultato.

A proposito, visto che un altro stereotipo è che siamo tutti analfabeti, spero di non darvi questa impressione.

Per terminare: non è un problema di Internet o meno, nella vostra vita privata potete pensarla come volete e non mi interessa cosa ne pensate del mio popolo, ma siete ufficiali pubblici, io e la mia razza siamo parte di quanti voi servite. Ecco la ragione profonda della mia critica.

A questo punto spero vogliate rinominare il corso che terrete

Sincerely,

Ileigha Reyes-Mason - All Gypsies Group USA


NdR: vorrei poter dire che adoro Lele (anzi: Ileigha Reyes-Mason) quando si arrabbia, e già che ci sono, riporto anche una risposta in tono diverso (very english style) : - )

Spettabili signori

Mi è stata sottoposta all'attenzione il corso che intendete tenere.

In tutta onestà trovo stupefacente che al giorno d'oggi si mostri una tale insensività razziale nella formazione dei quadri di polizia.

Sono sicuro che quanti hanno ideato questo corso, non intitolerebbero mai qualcosa come "Gli abitanti francesi negli U.S.A. e i loro crimini", perciò vi chiedo la ragione di una scelta siffatta.

Nel caso non ne siate a conoscenza laparola "Zingaro" con la "Z" maiuscola si riferisce specificatamente a quanti siano di origine etnica Rom, quindi una etnia con la sua Cultura e Costumi precisi.

Quindi credo che il corso sia da riferirsi più in generale a quanti siano Vaganti o Artisti itineranti in generale; non intendo in questo momento confutare la vostra sociologia del crimine, quanto il presupposto che questi atti siano connaturati conl'essere "Zingari" o Rom. Per quanto mi risulta, tali crimini sono perpetrati tanto da Bianchi, Neri o Ispanici, questo dovunque nel mondo.

Come appartenente alla etnia Rom e componente della mia associazione pubblica, aspetto con attenzione la vostra risposta ed eventuali commenti 

Yours Sincerely

Wayne Danewood.

MA, BA( Hons), M.CIM, M.RKG.

N.U.S Racial & Religious Discriminations Officer

De Montfort University

England

Un caso simile

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Di Fabrizio (del 13/07/2005 @ 16:56:41, in media, visitato 1574 volte)

Non c'entra proprio niente, ma visto la minaccia delle ultime righe:  Se qualcuno dei protagonisti si sentisse in qualche modo offeso o calunniato, me lo comunichi e sarà mia premura rimuovere tutto ‘sto popò di roba, con la velocità di un razzo nel culo.  preferisco metterlo in dispensa, si sa mai che venga utile...

Da: broonotipresentosally

Praticamente ci sono questi due che improvvisamente si sono innamorati e si sono sposati.
Che poi “improvvisamente” è una parola che caratterizza più di una tappa della loro vita.
 
A lei, per esempio, improvvisamente un giorno sono cresciute le tette.
Lui, per esempio, improvvisamente un giorno è arrivato al 20% della RCS.
Analogia?
Diciamo che la RCS, in Italia, può essere rappresentata come le gigantesche tette di una gran gnocca chiamata politica finanziaria.
Un passaggio obbligato, insomma, per ogni uomo che vuole arrivare a triangoli di potere ben più allettanti.
Triangoli di potere, cosa avete capito, si intende potere economico-potere dell’informazione-potere politico.
 
Praticamente lei fino a ieri era Poppea nella nota fiction, oggi fa la produttrice di film.
Ma lei parcheggiamola un attimo qui accanto, che tanto dove la metti sta.
 
L’ultima volta che le notizie diedero il nome di qualcuno interessato a scalare la RCS, fecero il nome del cavaliere.
Un paio di anni fa.
Ma alla RCS, che non sono cretini, vennero sollevati immediatamente gli impenetrabili scudi del patto sindacale, rimandandolo a casa con tanti saluti.
 
Il cavaliere, che esattamente come quelli della RCS certo non è cretino, capì che lui quel patto non solo non l’avrebbe mai potuto superare, ma soprattutto, se avesse insistito, l’avrebbe visto trasformarsi nella sua condanna al tracollo.
 
Il patto sindacale, per capirci, è un meccanismo che mette al riparo gli azionisti già proprietari di quote, dagli eventuali attacchi di quelli che improvvisamente decidono di tentare di acquistare la maggioranza della proprietà di un’azienda quotata.
Chi sottoscrive quel patto, detiene (sommando le reciproche quote) la maggioranza, e se vuole può lasciare che chiunque arrivi a comprarsi fino al 49% delle quote senza dire nulla, impedendogli però di comprarsi il restante 2%, facendo in modo che chi si è comprato quel 49% si ritrovi con una quantità allucinante di soldi da sborsare, una quantità esorbitante di azioni, ma potere zero nello stesso momento.
Niente di più di un serbatoio di soldi senza potere decisionale, insomma.
 
Il cavaliere questo lo sapeva benissimo, e dato che a lui la RCS interessava non certo per mettere da parte qualche soldino, ci ha provato, ha capito che mezza finanza italiana ne avrebbe approfittato per fargli pagare qualche vecchia incazzatura da lui procurata, e ha detto “Grazie e arrivederci”.
Se il suo interesse verso la RCS può essere considerato, a memoria d’uomo, l’unica impresa che ha mollato alla prima difficoltà, senza nemmeno provare a cambiare qualche legge, un motivo ci sarà.
Anche lui che tutto può, del resto, sapeva benissimo che sul muro Consob ci avrebbe sbattuto rovinosamente il plastico naso.
 
Dal nulla, qualche mese fa, spunta tale Ri*ucci.
Uno che nessuno aveva mai sentito nominare, si ritrova improvvisamente con il 20% della RCS in tasca.
Il 20% della RCS, per capirci, equivale a qualche centinaio di milioni di euro.
Ma vogliamo fermarci qui?
Ma noooo.
Lui annuncia che vuole arrivare ben più in alto, ad una percentuale per ottenere la quale, si stima, dovrà movimentare tra i 5 e i 6 miliardi di euro.
Cioè, non lui.
Le banche che gli forniscono il credito.
Ri*ucci.
Che se il nome non ricordasse incredibilmente il RItorno di Cuccia, …vabbè…niente.
Qualcuno l’aveva mai sentito nominare?
Ora le banche gli garantiscono migliaia di miliardi di prestiti.
Assolutamente solo sulla fiducia, visto che se la Consob lo dovesse veramente costringere a lanciare l’opa, tutti insieme gli azionisti potrebbero metterlo nella merda.
Ma le banche lo sanno che gli italiani si cagano sotto e vogliono capitalizzare al volo ad ogni occasione propizia, e quindi gli dicono “vai caro e fai il prezzo che vuoi, noi copriamo, tanto quelli mollano”
Del resto, perché pensare di non dar crediti per migliaia di miliardi ad uno che fino a ieri costruiva case e oggi vuole la RCS?
Ma no, non sto parlando del Cavaliere.
Sempre di Ri*ucci.
Come “Ri*ucci chi?”
Quello che si è sposato ieri con Anna Palchi, non avete visto i telegiornali?
 
Ora, succede che tutti improvvisamente si sono visti spuntare questo qui e mezza finanza italiana si sta chiedendo chi cazzo ci sia dietro di lui, visto che pure un bambino sa che nessuna banca ti da 10 euro se non sei figlio di un banchiere, figuriamoci migliaia di miliardi ad uno sconosciuto, ma soprattutto tutti si stanno chiedendo come mai uno che costruiva case oggi vuole la RCS.
 
Adesso riprendiamo un attimo la neo-mogliettina parcheggiata poco fa.
Tanto, come dicevo, è lì ferma e buona.
Perché anche a Poppea, le banche, improvvisamente hanno deciso di dare crediti impensabili per chiunque sia proprietario di imperi aziendali, figuriamoci per una che si presenta con un curriculum stampato su dodici fogli patinati divisi per mesi dell’anno.
Oggi, improvvisamente (che bella parola), la lupa de noartri fa la produttrice di film.
 
Per chi non mastica di ruoli del mondo dello spettacolo, il produttore è quello che ci mette i soldi.
Cioè, non lei.
Le banche che le forniscono il credito.
Cosa chiedono come garanzia le banche che forniscono i soldi per produrre film?
Magari qualche film prodotto precedentemente, di successo?
Non ne ha.
Magari qualche partecipazione personale in ruoli di primo piano in film che hanno sbancato al botteghino?
Non ne ha.
E allora come può garantire alla banca che il film avrà successo?
Ri-parcheggiamola un attimo, che tanto sta lì tanto quanto prima.
 
Perché un film abbia successo, servono due requisiti fondamentali.
La promozione e la distribuzione.
In Italia, si sa, il cinema “povero” è stato azzoppato se non addirittura messo in ginocchio, dopo che l’intera catena di distribuzione è finita nelle mani di una nota azienda italiana, che è proprietaria di quasi tutte le sale, nelle quali piazza per settimane intere quasi esclusivamente i film prodotti da se stessa o film di bassa qualità ma di sicuro incasso, spesso americani, per poi spostarli dopo ormai pochi mesi nell’altrettanto nota catena di videoteche.
Per un’assoluta involontaria catena di coincidenze, capita che quella stessa azienda sia la proprietaria di tutti quei canali (tv) attraverso i quali i film vengono “promozionati” attraverso martellanti trailer a tutte le ore.
Il percorso è studiato ben bene.
Si pubblicizzano solo certi film, solo quelli vengono messi nelle sale, solo quelli la gente va a vedere, solo quelli fanno soldi a palate.
 
Riprendiamo la parcheggiata e avviamoci verso la fine della storia.
 
Se tu sei Poppea e chiedi qualche milione di euro per fare una cosa che non hai mai fatto, come minimo la banca, dopo essersi fatta una risata, ti da comunque la possibilità, magari chiamando anche gli altri colleghi perché questa proprio non se la devono perdere, di spiegare in base a quale assurdo ragionamento dovrebbero pensare che il tuo film avrà successo e di conseguenza loro riavranno i loro soldi indietro con tanti interessi e grazie.
 
Semplice.
Basta che tu spieghi con una certa sicurezza che qualsiasi cagata tu deciderai di produrre, nelle sale ci arriverà, verrà distribuito senza nemmeno batter ciglio e arrivando nelle principali sale italiane probabilmente sotto natale, farà anche i soldi promessi.
 
“Eh si, ma lei come fa ad essere certa che il suo film verrà distribuito in tutte le principali sale?” chiede il direttore della banca.
“Ma signori, sono la moglie di Ri*ucci”
“E Ri*ucci chi sarebbe?”
“Quello che sta scalando la RCS”
“E la RCS cosa sarebbe?”
“Il Corriere della Sera che tanto interessava al Cavaliere”
“E il cavaliere chi sarebbe?”
“Il proprietario di quasi tutte le sale cinematografiche italiane”
“E lei cosa fa nella vita?”
“Da poco produco film di sicuro successo”
 
Fine del teorema.
Riassunto?
Se il primo film della Palchi avrà il logo Medusa Film, dietro Ri*ucci c’è il cavaliere.
 
Vah che razza di dono di nozze è riuscita a ottenere.
 
 
 
Tutto questo è frutto solo di un mio ragionamento personale.
Non ha basi fondate.
Non proviene da documentazioni di alcun genere.
È una pura e semplice storia inventata da me e non vuole esprimere giudizi personali su nessuno nei citati, ma solo analizzare una storia che è già pubblica, sotto l’aspetto “possibili relazioni affaristiche” e costituisce puro e semplice esercizio.
Se qualcuno dei protagonisti si sentisse in qualche modo offeso o calunniato, me lo comunichi e sarà mia premura rimuovere tutto ‘sto popò di roba, con la velocità di un razzo nel culo.
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Di Fabrizio (del 14/07/2005 @ 21:49:36, in media, visitato 1559 volte)

14. 7. 2005 - Secondo il giornale La Repubblica, 76 Rom, tra cui 40 bambini, sono finiti in mezzo alla strada e senza nessuna possibilità di riparo o ricovero futuri. Originari della Romania, erano legalmente in Italia e vivevano in un accampamento alle porte di Milano.

Nell'accampamento, d'altra parte, risiedeva uno dei Rom accusato di aver recentemente violentato un ragazza italiana di 19 anni,. Del fatto sono stati incriminati 3 Rom, e in Italia si è aperto un grande dibattito sui temi dei Rom e dell'immigrazione, facendo pressione sulle autorità perché prendessero provvedimenti. Il primo risultato è stata la decisione del comune di sgomberare l'intera comunità e di abbattere il campo.

I 76 Rom hanno ottenuto di poter dormire per 10 notti col permesso del comune elle strutture mese a disposizione dall'associazione Caritas. Scaduti i dieci giorni, la Caritas sta continuando ad ospitare ed assistere i Rom, senza più ricevere alcun contributo dal comune. La municipalità non intende permettere ai Rom di ritornare nei confini cittadini e la provincia sembra intenzionata a organizzare dei campi sosta nei dintorni della città. Ma al momento ogni soluzione sembra distante per i disaccordi che permangono tra l'amministrazione comunale e quella provinciale

(Dzeno Associaton)© - Repubblica Ceca


Dal Blog NON TROPPO - 10. 7. 2005 

Oggi forze estremiste hanno attaccato indiscriminatamente la città di Milano e i suoi abitanti. Questi mostri hanno designato determinati gruppi come bersaglio, senza alcuna giustificazione. Dirottando un'agenda di terrore, il loro pregiudizio e razzismo li ha portati a trarre il massimo vantaggio dal loro potere

Sto parlando della polizia italiana, che senza alcuna considerazione per le conseguenze, ha compiuto arresti di Zingari, tossicodipendenti, immigrati e potenziali piccoli criminali, dicendo di operare per il bene della Sicurezza Nazionale:

http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/europe/4667513.stm

La polizia compie raid in diversi campi Zingari e altre aree abbandonate.

Tra gli arrestati, 83 sono cittadini extra EU. Per 52 di loro sono già scattati gli ordini di espulsione. "I capi di accusa riguardano principalmente furti, mancato rispetto degli arresti domiciliari e delle leggi antidroga." ha commentato il col. Piccino al Corriere della Sera dopo gli arresti.

La polizia italiana è conosciuta per la presenza di elementi fascisti nei suoi quadri, e sembra privilegiare le azioni contro Zingari ed immigrati. Quando sono stato a Milano qualche anno fa, mi ricordo che nei bar girava parecchia cocaina, ma dubito che chi la spacciasse facesse parte di gruppi a rischio: erano tutti italiani che lavoravano in banca, studi legali e altre rispettabili professioni.

by Ian at July 10, 2005 06:25 PM

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Di Fabrizio (del 15/07/2005 @ 01:49:11, in Kumpanija, visitato 2355 volte)

I Gypsy King

hanno interrotto ieri la tournee negli Stati Uniti, per la morte di Clementine Reyes, madre di Mounin, Antonico, Mario e Toni: componenti storici e nuovi del gruppo.

Clementine Reyes
Chi ha apprezzato la loro musica, può unirsi al dolore della famiglia, dei suoi cari e degli amici su
http://www.gypsymusique.com/

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Di Fabrizio (del 15/07/2005 @ 02:23:35, in Europa, visitato 1495 volte)

   Da Dzeno Association©

14. 7. 2005 - Domenica scorsa, appena prima di mezzanotte, ignoti hanno cosparso di benzina porte e persiane di una casa dove dormivano due famiglie di Rom. Poi hanno dato fuoco al liquido.

Per fortuna non ci sono stati feriti e la casa, per quanto danneggiata, è intatta. I colpevoli di quella che può sembrare una ragazzata, rischiano almeno 8 anni di carcere, ma la pena può aumentare se l'incendio ha motivazioni razziali. Il commissario Strupek, della polizia di Rozmital Pod Tremsinem dove è avvenuto l'incidente, non si è sbilanciato sulle motivazioni dell'incidente. Ha però ammesso che la polizia cittadina sta indagando su precedenti incendi dolosi che avevano implicazioni razziali.

Le vittime sono sicure che si sia trattato di un atto razzista. Hanno stilato una lista dei possibili attentatori, che comprende anche un ex membro della polizia locale, da cui sarebbero stati minacciati più volte. Le famiglie avevano montato le persiane alla finestre, proprio a causa di incidenti passati, quando venivano lanciate pietre contro i vetri. [...]

In passato nella repubblica Ceca si sono verificati diversi incendi dolosi a danno di famiglie Rom. Il più noto avvenne nel 1998 nella città di Kremov, quando una bottiglia incendiaria fu lanciata in un appartamento dove dormivano 6 persone.. Una donna di 48 anni venne ustionata gravemente. Anche se i responsabili dell'atto confessarono la loro colpa, contro di loro non venne prese alcun provvedimento.

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Di Fabrizio (del 15/07/2005 @ 12:17:33, in media, visitato 1888 volte)

Tikla oggi doveva tenere la II lezione del corso di giornalismo. Ma, come al solito, quando c'è bisogno lui sparisce...
Scusandomi per il contrattempo, mando in onda una replica (d'altronde è luglio, cosa pretendete?)

Avete notato? Ci sono telenovelas che puntualmente riappaiono nelle cronache. L'emergenza nomadi, per fare un esempio. Un altro è quella di Marcello: leggo i giornali, ma se qualcuno si fosse perso qualcosa, sono cose risapute. E allora, dall'archivio di Pirori, piazzo una storia del dicembre scorso:

PROLOGO:

 ...dunque, sì, è stato assolto, però il reato c'era. Dice che si chiama prescrizione. E poi c'è quell'altro, come si chiama? Allora, quell'altro è colpevole ma è fuori (o resta dentro?).

"Un paese che sulla giustizia è capace di tanta arte, mette paura ogni giorno di più!"

(Ripetendomi: Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!)

Chiuso nel mio studio, il bicchiere di slivoviz era ormai vuoto, e del caso che mi avevano affidato ancora non avevo capito una mazza. Troppi nomi coinvolti e tutta gente che non ci pensava due volte a farti un paio di scarpe di cemento.
Scorrevo sullo schermo i blog del giorno prima, e non mi erano di nessun aiuto.
Pensai tra me e me caricando la pipa: se smettessi di pensare a quei nomi e mi concentrassi sui fatti, cosa ne verrebbe fuori? La solita vecchia storia di un paese capace di far le peggio schifezze e trovare sempre il modo di non rimetterci il culo e salvarsi la coscienza.
Sapevo che la mattina dopo sarebbe passato quel fulminato a discutere di Bush, sciopero generale e autunno freddo. Sull'autunno, non aveva tutti i torti. Misi l'impermeabile ed eliminai le tracce dell'indagine dal computer.
Albeggiava, e sapevo che in questi casi il questore cercava qualche innocente, meglio se straniero, con cui prendersela per una scatola di tonno rubata al centro commerciale. Diceva che così teneva buona la stampa. E nell'impermeabile avevo proprio una scatola di tonno, ma nessuno scontrino...
Città di merda!"

Lo sgombero e lo strano caso della giustizia italiana

Quel giorno provai + volte a chiamare Ljubisa sul cellulare e avvisarlo del pericolo che correva la sua gente, ma non mi rispose che dopo le undici.
Purtroppo, avevo visto giusto: il questore voleva distrarre la stampa dal caso di cui tutti si stavano occupando, e aveva appena detto a Ljubisa e ai suoi di alzare le chiappe con le loro roulottes.
Ormai che potevo fare? Divorai la mia scatoletta di tonno e brindai a Ljubisa e alla sua sfortuna con uno Chablis per coinvolgere spiritualmente anche Pepe Carvalho.

Nei giorni seguenti, ripresi le mie indagini, sempre + stomacato, perché mi sembrava di annaspare in un pantano. Come tutti. Per meglio dire: tutti quelli che non erano caduti nell'errore di giudicare quello che leggevano con gli occhi della propria simpatia politica.

Torno a ripeterlo: gli imputati non erano gente a cui importasse delle chiacchiere da bar sulla loro moralità. A loro interessava continuare a operare come sempre, per il rotto della cuffia ma liberi. Disposti magari a sbranarsi tra di loro, ma liberi.

Basta, non ne potevo +. E una sera al bar alzai un bicchiere di troppo persino per me. Sbronzo tradito, nella mia nebbia personale vidi sedersi accanto a me il fulminato. Probabilmente ghignando per avermi trovato in quella situazione. "Varda chi" mi disse aprendo sul tavolo la copia di Libero (diretto da "nientepopodimenoché" Vittorio Feltri) del 30 novembre. In prima pagina "SCIOPERO DEI BAMBA CONTRO BERLUSCONI E IL TAGLIO DELLE TASSE".

Non so dirvi perché quella copia di Libero finì a casa mia. Quando bevo, probabilmente ho dei colpi di genio che ai sobri non sono concessi. Probabilmente mi passò per la testa che se volevo capire qualcosa, dovevo cercare su quel foglio, e non su giornali bolscevichi come Il Corriere o il Sole 24 Ore, che come me si ingegnavano a mettere insieme briciole di verità (oltre alle preoccupazioni di non perdere i lettori e di urlare + forte di loro). "Libero" invece no, lì i capicosca parlavano senza paura, d'altronde erano a casa loro. Passata la sbornia, non ci misi molto a trovare quel che cercavo, era a pagina 10:
- Dell'Utri "Sarò assolto" "Tornerò a fare politica con il mio amico Silvio".

Ora, Dell'Utri non è mafioso, NO, non lo è mai stato ma, se anche voi siete pratici delle tante sfumature della dialettica di mafia, e dei brividi che vengono nel trovare la parola "AMICO" sulle pagine dello zerbino di casa, FORSE intendereste la cosa come un segnale, neanche troppo nascosto. "...disposti magari a sbranarsi tra di loro".

Non avevo niente in mano, ma feci lo stesso una telefonata (a chi? non mi ricordo, ah!) dicendo di sapere e di aver messo il dossier in un caveau sicuro.

Nei mesi seguenti successero cose strane assai:
- Prima Dell'Utri fu condannato;
- Poi, il capo del governo, amico carissimo, nonché fondatore del partito televisivo, misteriosamente fu avvelenato durante un trapianto di capelli, lasciando un vuoto incolmabile tra amici e nemici;
- Dell'Utri, tornato a furor di popolo alla politica attiva, in due mesi prese il controllo di quel che restava del suo partito, e vinse le elezioni politiche;
- incidentalmente, io ebbi qualche incontro non troppo amichevole con la questura. Ma non ottennero niente, perché niente sapevo;
- eletto capo del governo, Dell'Utri, che non è mai stato mafioso, NO, si rivelò però uomo d'onore. Il nuovo ministro degli Interni, Jack Mac Previti, firmò il condono per tutti gli immigrati e ripagarmi del mio silenzio.
- il vecchio questore fu rimosso, Ljubisa e i suoi ottennero una casa regolare. La festa d'inaugurazione fu memorabile: a Milano si registrò una nuova scossa di terremoto;
- Il famoso fulminato, in realtà un infiltrato nella Lega e agente della "politica" di nome Carmelo Zappalà da Termini Imerese, ebbe una botta di culo e da questurino fu promosso questore.
- il centrosinistra ha cambiato nome un'altra volta e spera nelle prossime elezioni politiche.

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Di Fabrizio (del 16/07/2005 @ 16:29:46, in Italia, visitato 2093 volte)

C'era una volta un accampamento, anche se tutte le nostre parole che richiamano il concetto di insediamento sono eccessive e inadeguate per descrivere la topaia proliferata in via Capo Rizzuto.

Su quel pezzo di terra all'estrema periferia, la città si è divisa da anni tra buoni e cattivi. Con i "buoni" che giocano ognuno per proprio conto, e i "cattivi" che, in mancanza di idee valide, ogni tanto alzano la testa, ringhiano e tornano a dormire.

D'estate, anche i buoni tirano il fiato, anche quelli che NESSUNO E' STRANIERO. E mentre tiravano il fiato, i cattivi in un mattinata han lavorato di ruspa. 150 poliziotti per 150 occupanti, tanto per non correre rischi: nell'accampamento avrebbero potuto essere nascosti pericolosi criminali... che difatti erano già spariti da settimane.

Spianato il campo, espulso chi è stato trovato senza documenti, il cattivo è tornato a dormire, nella speranza che i buoni rimettano assieme i cocci. So già come continuerà questa storia: altri arriveranno, i buoni li "useranno" per far pressione su cattivi, e i cattivi... Che piaccia o meno, questa è la storia logica e lineare, con i suoi sviluppi.

Magari, quello che segue non cambierà la storia: sono solo ragionamenti dal basso che prima o poi dovranno avere l'onore di qualche riga.

Per iniziare: come mai non sono stati espulsi tutti? Non pensate che così il problema sarebbe stato risolto definitivamente?

La domanda sarebbe: come si fa ad espellere 76 persone, che sono in regola con i documenti per rimanere in Italia, se non hanno nessun'altra colpa che quella di vivere in una bidonville?

E la risposta a questo punto diventa: gli si rende impossibile rimanere, anche se i documenti attestano il contrario. Tante volte ho sentito la parola "Zingaro" accostata a "Libertà", eppure non c'è niente di più degradante che vivere sballottato tra discariche e carità. Comune e Provincia  non si mettono d'accordo, il problema di ospitare 76 persone è demandato al buono di turno: la Caritas. E quando neanche la Caritas ce la farà più?

Intanto. giovedì scorso, questi Rifugiati Interni facevano spettacolo e casino in piazza Cordusio, sotto gli sguardi di una città indifferente. Guardavo la scena indeciso tra due pensieri:

  • che questa città troppo seria, che ha la filodiffusione in metropolitana e i prezzi dei rari concerti alle stelle, se ne frega della musica e di cosa vuole comunicare;
  • quei bambini che ballavano, ridevano e correvano, i milanesi li avranno riconosciuti come quei bambini differenti dai piccoli adulti che stanno diventando i milanesi, o li avranno visti come piccole scimmie da rinchiudere al più presto in uno zoo?
RAĆ SAVÍ NI BISTARAV

Sovav ande mi kampina

ašunav avri, vareko galami,

uštilen so čiden pe te laden,

den ma muj po anav

e pačardé .

Dikhav me čhavřén

sar guglé soven

e naj tsiknoré vazdav

ačhilá lesko than čhingó,

mora te ladá?

so te kerá?

inaj prvo drom, ni merá.

Ali gejá tsiknoró

ni asvin ni muklá

iziló ande mi angali

e vah phutardá

tala peste daratar

o than mutardá.

An ği pharipé pelá mange

e řomeski bax, akušlem prvo drom

jkaj sem bijandó bibaxtaló

the kaj sem bijandó sar Řom.
UNA TRAGICA NOTTE

Dormivo nel mio carrozzone

quando udii qualcuno gridare,

mi alzai pronto a fuggire

ma mi chiamarono per nome,

erano i gendarmi.

Vedevo i miei bambini

dormire dolcemente

presi in braccio il più piccolo

lasciando il suo posto bagnato,

bisognava scappare?

che fare?

non è la prima volta, non moriamo.

Ma quel piccolino non pianse

si stirò tra le mie braccia

aprì le mani

ma dalla paura

fece pipì per terra.

Nel cuore allora sentii forte il peso

del destino degli Zingari,

per la prima volta imprecai

di essere nato sfortunato

e di essere nato Zingaro.

 

Da POESIE di Šemso Advić (traduzione a cura di Sergio Franzese) PRIMALPEedizioni - giugno 1985

 

 

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Di Fabrizio (del 16/07/2005 @ 19:00:12, in Italia, visitato 1704 volte)
Ricevo da Marta Rabbiosi (martarab @ libero.it)
domenica 17 luglio alle 20.30 presso la Casa della Carità - via Brambilla, 10 Milano - "Contaminiamoci senza frontiere", serata di musiche e danze organizzata dai rom rumeni ospiti della Casa in emergenza, in attesa della risposta istituzionale; i referenti istituzionali sono infatti invitati, ma chissà.... ben vengano tutti gli altri!
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su www.redattoresociale.it del 14/7/05:
NOMADI/1 - "Noi Rom i campi non li vogliamo"

"Sono stati un'invenzione delle organizzazioni pro-zingari; e oggi sono solo ghetti dove la criminalità impera". Parla Nazareno Guarnieri, rom, insegnante e mediatore culturale, ex-vicepresidente di Opera Nomadi.
"Per una vera integrazione, l’alternativa è dar loro una casa". Come è avvenuto, con successo, in Abruzzo e a Lamezia Terme.
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Di Fabrizio (del 17/07/2005 @ 04:21:01, in Europa, visitato 1416 volte)
ilPassaporto.it Immigrati. Vivono in mezzo a noi, da anni ormai. Organizzai la prima mostra sull'immigrazione straniera a Milano, più di 20 anni fa.

Vent'anni significa che questo fenomeno è cambiato varie volte, non solo per i paesi d'origine, ma anche sulle motivazioni che spingono in Italia questa gente.

Si pensa, per un riflesso automatico, al disperato che scappa dalla miseria e dalla guerra, che arriva su gommoni stracarichi o nascosto dentro un TIR.

Ci sono casi simili, e sono anche tanti. Sono i casi più visibili ed etichettabili. Ma emigra anche chi aveva un buon lavoro, una casa, un titolo di studio. Gente che parte perché, esattamente come noi, vuole migliorare e affrontare nuove sfide. Diviene sempre più assurdo un mondo dove le merci e le informazioni girano da un angolo all'altro del pianeta, ma questo diritto è negato alle persone.

Dietro ognuno di loro, una storia.Come quella pubblicata qualche giorno fa da Gabriela Pentelescu:

"Noi all'estero a lavorare, i nostri figli a casa soli e infelici"

ilPassaporto.it

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Di Fabrizio (del 19/07/2005 @ 15:01:02, in Europa, visitato 2383 volte)

Roma Resource Centre UK - Lunedì 18 luglio 2005

COMUNICATO STAMPA

L'INGRESSO DELLA ROMANIA NELL'UNIONE EUROPEA DEV'ESSERE RIMANDATO?

In riferimento al caso sollevato dalla Corte Europea dei Diritti Umani contro il governo della Romania (rif. http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?id=145 ndr) e all'accusa di corruzione sollevate contro la polizia che partecipò al pogrom nella città di Hadareni nel 1993, sollevata dalla superstite Floarea-Maria Zoltan, è intervenuto Olli Rehn, Commissario Europeo per l'Allargamento della Comunità:

Berlino, 12 luglio - "Spero che la Bulgaria e la Romania intervengano in tempo con riforme effettive, altrimenti si dovrà posticipare il loro ingresso nella Comunità."

Commenta Floarea-Maria Zoltan: "Il ricorso di Strasburgo mostra che il governo rumeno i diritti umani sono un pretesto di facciata, e ancora non intende affrontare le proprie responsabilità sulle violente uccisioni e le distruzioni delle proprietà dei Rom.

L'offerta di un compenso riparatore non può soddisfare il bisogno di giustizia di quanti hanno perso i loro familiari, sono dovuti scappare dal paese, mentre quanti sono rimasti continuano a vivere nella povertà e senza assistenza sanitaria. [Questa] è la colpa del governo, che continua a non riconoscere le proprie responsabilità, arrivando invece a dipingere le vittime come criminali e non perseguendo quanti furono colpevoli. A nostro avviso, c'è bisogno di un controllo severo e continuo, che dimostri che quelle autorità siano conformi alle legge e norme sui diritti umani, rumene, europee ed internazionali.

Non c'è dubbio che in 12 anni,la Romania non abbia mostrato umanità o considerazione alcuna per le vittime di Hadareni, incluso donne e bambini, in particolare: il diritto alla giustizia, il diritto ad essere protetti contro simili atti, il diritto allacasa e all'assistenza sociale, il diritto di esistere, quello all'educazione e all'assistenza sanitaria. Mancano solo due anni all'ingresso nella Comunità Europea, e sembra difficile che in soli due anni la Romania possa fare quanto non ha fatto in 12.

C'è urgente bisogno che sia riaperto il caso di Hadareni, e che i colpevoli a tutti i livelli siano assicurati alla giustizia. Sarebbe questo un segnale forte verso il crescente sentimento razzista che spira in Romania e in Europa. Altrimenti, chiediamo che l'ingresso della Romania nella Comunità Europea sia rimandato sino a quando i cittadini Rom non siano effettivamente uguali agli altri di fronte alla legge e vedano rispettati i loro diritti come tutti gli altri".

[...]

Mrs Floarea-Maria Zoltan, M.A., Co-ordinator, Roma Resource Centre, Commissioner for women and family, International Romani Union

Prof. T. A. Acton, M.A., D.Phil., (Oxon.), F.R.S.A., Vice-Chairman, Roma Resource Centre

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