Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
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La redazione
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 28/05/2011 @ 09:33:55, in lavoro, visitato 1271 volte)

Segnalazione di Maria Gabriella De Luca

 da Repubblica

Si trova in via della Seta, tra Roma e Ciampino, e a lavorarci sono solo donne rom: e' la lavanderia gestita dalla cooperativa Baxtalo Drom, un'iniziativa nata quattro anni fa che rischia, oggi, di dover chiudere i battenti. Perché sopravvivere in tempi di crisi economica è difficile. E lo e' ancor di più per le cooperative che danno lavoro ai rom

di Livia Parisi

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Di Fabrizio (del 27/05/2011 @ 09:47:07, in media, visitato 1236 volte)

GIOVANNA ZINCONE

Per buonismo si intende quell'insieme di lassismo e di eccessive generosità a favore di minoranze svantaggiate. Chi usa il termine - ovviamente per biasimarne la pratica - mai lo utilizzerebbe a proposito di lassismo o eccessive generosità a favore di appartenenti alla maggioranza, specie alla componente benestante, come i condoni fiscali o edilizi.

Il buonismo, considerato appannaggio del centrosinistra, di fatto lo attraversa come un'incrinatura, perché non pochi dei suoi esponenti lo ritengono responsabile delle proprie sconfitte elettorali. Al contrario, quando provvedimenti simili, come le regolarizzazioni di massa di immigrati, sono varati da governi di centrodestra non si parla mai di buonismo, né se ne paventano i costi elettorali. Ma un'incrinatura di segno opposto attraversa pure il centrodestra.

Infatti lì c'è chi punta sul «cattivismo», cioè sul fare ricorso ai cattivi sentimenti e alla faccia feroce, pensando anche che, rispetto alla banalità del bene, le attitudini da spiriti robusti esprimano una superiore intelligenza.

Può darsi che questa tattica continui a spostare un po' di voti nell'immediato, ma produce pesanti contraddizioni interne e costringe a vistose retromarce. La campagna elettorale milanese esemplifica bene i problemi del cattivismo. Il candidato Pisapia è accusato di voler consentire la costruzione di una moschea. Intanto il nostro Paese ha ottenuto un seggio alla Commissione straordinaria per la tutela e la protezione dei diritti umani dell'Onu e il ministro Frattini, non arruolato tra i cattivisti, ha dichiarato che «l'Italia intende farsi portatrice di una visione dei diritti umani improntata ad alcuni temi prioritari» e ha citato come primo obiettivo «la promozione della libertà di religione e di culto». È lecito chiedersi se questa priorità debba valere anche nel nostro Paese, nella città di Milano.

Poter usufruire di luoghi di culto adeguati è un elemento essenziale della libertà religiosa. Lo hanno ribadito, proprio a proposito del progetto di moschea milanese, il cardinale Tettamanzi e, a nome della Conferenza episcopale, il segretario generale monsignor Cruciata. Si tratta di una reazione prevedibile, perché sarebbe contraddittorio per chi rivendica questo diritto per le minoranze cristiane nel mondo, come fa giustamente la Chiesa cattolica, negarlo ai musulmani che stanno da noi. A tale banale argomentazione, il «lucido» cattivismo ribatte che le moschee sono sedi di terrorismo, mentre le chiese non lo sono e non lo sono mai state. Bisogna però ricordare che in un passato non remoto i papisti venivano considerati nel mondo protestante come pericolosi sovversivi; quanto ai rischi di trame islamiste si deve osservare che, se e quando le moschee fossero pure focolai del terrore, avrebbero il vantaggio, già sperimentato, di essere facili da monitorare e infiltrare. Di norma, però, oltre a essere luoghi di culto, erogano e facilitano l'accesso ai servizi, quindi sono potenziali strumenti di integrazione. Talora fungono persino da ponti tra culture, in particolare lo sono proprio le grandi moschee come quella di Parigi, che ha favorito l'emergere di un Islam francese non prigioniero del fondamentalismo.

Per il cattivismo un bersaglio ancora più facile dei musulmani è rappresentato dai rom e sinti, minoranza piuttosto impopolare, per la verità non senza qualche fondato motivo. Ed ecco che la campagna elettorale milanese propone puntualmente l'incubo della metropoli lombarda trasformata in zingaropoli. Lo sprovveduto candidato buonista vorrebbe niente meno che trovare una sistemazione abitativa per i rom, magari coinvolgendoli nella costruzione dei loro alloggi. La strategia dell'autocostruzione, dove è stata provata come nel caso Dado in Piemonte, ha avuto un buon successo. Alla base di questa come di altre misure di integrazione dei rom c'è l'idea che aiutarli ad avere una vita decorosa serva anche all'intera comunità: a liberare forza lavoro (oggi il tasso di disoccupazione tra i rom supera il 70 per cento), a drenare un fertile terreno di devianza. L'istruzione è comunemente considerata lo strumento principe dell'integrazione, e quella rom è una minoranza fatta di moltissimi ragazzi e bambini in età scolare. Da una recente rilevazione campionaria della Croce Rossa emergeva che quasi il 43 per cento dei rom aveva meno di sedici anni e che oltre il 29 per cento era sotto gli 11. Per minori che vivono in campi igienicamente disastrati, non collegati con mezzi di trasporto, l'istruzione è un'impresa. Infatti sono particolarmente alti tra i rom gli abbandoni scolastici e i ritardi. Sui bambini, anche i cattivisti sono costretti al cordoglio quando qualcuno brucia o soffoca in catapecchie o camper riscaldati con la carbonella. Tutti concordano sulla necessità di trovare alternative ai campi fatiscenti. E, al di là della retorica feroce esibita sotto elezioni, chiunque assuma posizioni di governo, al centro o in periferia, di fatto deve affrontare il problema e, a prescindere dal partito o dalla coalizione di appartenenza, lo fa. Magari non subito, perché appena arrivato al potere deve pagare la cambiale emessa ai suoi elettori, e per farlo smantella campi senza troppo giudizio. Ma poi deve pensare a dove destinare decentemente i loro abitanti, quindi investe risorse. Ci sono anche fondi europei disponibili per integrare i rom. Il commissario Ue Andor, responsabile per l'occupazione, gli affari sociali e l'inclusione, ha espressamente invitato gli Stati membri a utilizzare i fondi strutturali per migliorare le condizioni di vita di queste minoranze. L'Italia ne utilizza ancora pochi, ma più per difficoltà burocratiche che per avversione ideologica. Comunque, amministrazioni e governi non solo di centrosinistra, ma anche di centrodestra, stanziano, assegnano e spendono fondi per rom e sinti. La commissione straordinaria per la tutela dei Diritti umani del Senato ha prodotto un importante documento conoscitivo sulla condizione dei rom e sinti approvato all'unanimità. Se ne consiglia la lettura.

Nella fase preparatoria la commissione ha compiuto varie audizioni. In una di queste il prefetto di Roma Pecoraro ha dichiarato: «Ad oggi abbiamo potuto disporre complessivamente di circa 32 milioni di euro (…). Nello specifico i fondi erogati dal ministero ammontano complessivamente a 19 milioni e 447.000 euro, quelli della Regione Lazio a 5 milioni e i fondi messi a disposizione dal Comune di Roma sono pari a circa 7 milioni e 900.000 euro».

Insomma, anche coloro che in campagna elettorale demonizzano stanziamenti in bilancio per rom e sinti, quando devono amministrare sul serio destinano denaro pubblico per farlo. Viene il dubbio perciò che il cattivismo sia, alla fin fine, anche più impraticabile e irrealistico del buonismo. Certamente è più antipatico.

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Milano 25/5/2011 -I giudici sono stati i primi obiettivi della campagna elettorale delle destre a Milano, i cittadini stranieri, come prevedibile, sono invece l'obiettivo del secondo turno.

In particolare i cittadini Rom sembrano avere un posto d'onore nella campagna elettorale del Sindaco uscente: la città è stata tappezzata di manifesti dove si paventa il rischio che Milano diventi una "zingaropoli".

Anche i cittadini italiani e stranieri di fede musulmana non sono comunque stati dimenticati e il Presidente del Consiglio ha dichiarato che Milano potrebbe diventare una "zingaropoli islamica" con la più grande moschea d'Europa.

"Di fronte al contenuto altamente discriminatorio dei manifesti e delle dichiarazioni di questi giorni nei confronti dei Rom, una minoranza protetta ex lege e dei cittadini italiani e stranieri di fede musulmana, abbiamo presentato stamani, ai sensi del D.Lgs. 215/2003 e del D.Lgs. 286/1998, un ricorso al Tribunale Civile di Milano contro la Lega Nord e il Popolo della Libertà" dichiara l'avv. Pietro Massarotto presidente del Naga, "Abbiamo denunciato il linguaggio e i contenuti altamente discriminatori delle affissioni e delle dichiarazioni, ma anche il fatto di aver utilizzato l'esistenza stessa di cittadini stranieri e Rom come fattore di paura sociale." Prosegue il presidente del Naga, "Proviamo a sostituire alcuni termini utilizzati nella cartellonistica della Lega Nord con altri relativi ad altri gruppi sociali e/o minoranze: "Milano giudeopoli con Pisapia" "Milano finocchiopoli con Pisapia" oppure "La più grande chiesa cattolica/sinagoga d'Europa", cosa sarebbe successo? Abbiamo pensato che fosse urgente intervenire e cercare di porre argini ad un processo di normalizzazione della discriminazione chiedendo al giudice, con provvedimento di urgenza, la rimozione dei manifesti e la cancellazione dai siti di queste inaccettabili dichiarazioni", conclude Massarotto.

Augurandoci di vedere una città dove tutte le minoranze saranno accolte, tutelate e valorizzate, come Naga continueremo a dare assistenza a chiunque e a denunciare ogni forma di discriminazione.

Info: naga@naga.it - 349 16 03 305 – 02 58 10 25 99

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Di Fabrizio (del 26/05/2011 @ 09:33:12, in Italia, visitato 1443 volte)

foto di padre Agostino Rota Martir

5^ FESTA DEI SINTI
QUARTIERE TERRADEO, VIA DEI LAVORATORI 2

*Sabato 28 maggio 2011

Ore 10.30 Messa al campo, con accompagnamento musicale di Antonio Gravina
Ore 11.30 Incontro con le Autorita' e i Visitatori, presentazione e visita del Quartiere Terradeo e della Mostra dei fotografi Mirko Bozzato e Giuseppe Cafagna
Ore 12.00 Rinfresco
Ore 14.30 Giochi per i bambini e merenda

*Domenica 29 maggio 2011

Apertamente alla Festa delle Associazioni in Cascina Fagnana.


Care amiche e amici,

per la 5^ volta ci proviamo, da quando è nata la nostra associazione di volontariato, “ApertaMente di Buccinasco”, a dare vita alla Festa dei Sinti del QuartiereTerradeo. Questa volta nelle condizioni più avventurose e ristrette che le cronache recenti ci hanno dato: senza Sindaco, senza un’amministrazione in carica, ma con una Gentile Signora per Commissario.

Questo significa che il 2011 è per noi l’anno dell’autogestione: niente patrocinio, niente volantini e locandine sponsorizzati, niente sala del Consiglio per l’incontro di presentazione. Niente presenza dell’Autorità comunale.

Siamo un’associazione di volontariato, quello più estremo, per il quale le risorse dell’associazione stanno nelle tasche dei volontari di Apertamente, se si eccettuano alcuni piccoli ma preziosi contributi, ottenuti finora saltuariamente dal Comune di Buccinasco.

Dunque facciamo da noi, ma siamo ricchi di amicizie e volontà generose di collaborazione e di sostegno, che ci permettono di guardare con serenità a tutti i problemi che abbiamo di fronte.

Ringraziamo dunque tutti e tutte, persone, parrocchie, associazioni per la costante amicizia e per l’appoggio morale e materiale e ci auguriamo di vedervi al Terradeo, quartiere sinto della città di Buccinasco.

Buccinasco, 23 maggio 2011 il Presidente Ernesto Rossi


Sede legale e operativa: Quartiere Terradeo, via dei Lavoratori, 2 – 20094 Buccinasco MI
Domicilio fiscale: Ernesto Rossi, via Manzoni 15 B – 20090 Trezzano sul Naviglio MI (Italia) tel.+39.(02).48409114
Costituita il 13 novembre 2006, registrata a Milano l’8 marzo 2007, n.1753, serie 3. Codice fiscale 97459790156

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Di Sucar Drom (del 25/05/2011 @ 09:39:23, in blog, visitato 1223 volte)

Corte costituzionale: incostituzionale la norma che attribuisce ai Sindaci il potere di emanare ordinanze in materia di incolumità pubblica e sicurezza urbana
Dopo le dichiarazioni del Ministro Roberto Maroni che ha annunciato di voler reintrodurre la norma che attribuisce ai Sindaci il potere di emanare ordinanze in materia di incolumità pubblica e sicurezza urbana, ritorniamo sul tema pubblicando il resoconto della sentenza a cura dell'ASGI...

Roma, la tragedia degli sgomberi è ricominciata
A Roma, dopo la tragedia di febbraio e l'intervento del Presidente Giorgio Napolitano, il Sindaco Gianni Alemanno ha iniziato a verificare la fattibilità per assicurare un alloggio alle diverse centinaia di persone che vivono ancora in baracche di fortuna. Si è pensato, ad esempio, di fare una tend...

La Giornata Internazionale della Famiglia
Il 15 maggio, mentre in tutto il Mondo si celebrava la Giornata Internazionale della Famiglia, il Comune di Roma e il Comune di Milano continuavano gli sgomberi contro le famiglie rom immigrate dalla Romania. L'unica soluzione offerta è quella di dividere le famiglie, offrendo un ricovero s...

Amnesty International 2011: i rom e sinti hanno continuato a subire discriminazioni
Pubblicato il Rapporto annuale di Amnesty International 2011, dedicato al coraggio delle persone che in ogni parte del Mondo si battono contro gli oppressori. Italia. Duro j'accuse nei confronti del nostro Paese: i rom e i sinti continuano a essere discriminati nel loro diritto...

Milano, il matto è Giuliano Pisapia o è Umberto Bossi?
Siamo quasi al termine di questa tornata elettorale e i rom diventano di nuovo protagonisti. Un destino da prima pagina, sempre in negativo e in particolare quando i nodi arrivano al pettine. Alle elezioni politiche 2008 era...

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Di Fabrizio (del 24/05/2011 @ 09:41:11, in Italia, visitato 1374 volte)

Famiglia Cristiana 21/05/2011 Altro che Zingaropoli, nel capoluogo lombardo si cacciano sempre gli stessi rom da un campo all'altro, senza mai alternative. E a rimetterci sono i bambini

Il disegno di una bambina rom cacciata da scuola in conseguenza di uno sgombero.

"A gennaio si è aggiunto alla mia classe Romeo. È un bambino rom di sei anni, arrivato nella nostra scuola dopo essere stato allontanato dal campo di via Rubattino e aver già dovuto abbandonare la sua classe alle elementari di via Feltre. Per due settimane ha frequentato la scuola, arrivando sempre puntuale e motivato. In pochi giorni ha conquistato tutti noi con la sua allegria e il suo affetto, anche la famiglia è sempre stata disponibile e rispettosa. Un giovedì mattina, appena entrata in aula, sono stata letteralmente trascinata in corridoio da Romeo che, parecchio preoccupato, continuava a ripetermi "polizia, sgombero". Il lunedì successivo la sua famiglia è stata sgomberata dal capannone in cui vivevano, Romeo non è più potuto venire a scuola."

Silvia Borsani, maestra all'elementare di via Guicciardi, racconta così l'emergenza rom a Milano. Storie simili a quella di Nicu, 11 anni, costretto a cambiare sei scuole in due anni, o di Raluca, 8 anni, che ha subito 18 sgomberi in dieci mesi. I rom in Italia sono un popolo di bambini: il 45-50 per cento è in età scolare. L'integrazione passa soprattutto dalla scuola. Ma i continui sgomberi rendono ardua quest'opera. Il Comune di Milano ha da tempo annunciato di aver superato i 500 sgomberi di baraccopoli rom dal 2007. Un "successo" che il vicesindaco De Corato rivendica con orgoglio: la città, anche per il ballottaggio, è tappezzata di manifesti elettorali con il numero degli sgomberi effettuati. Si tratta, in realtà, degli stessi rom continuamente sgomberati, sempre dagli stessi posti. Emblematico è il cavalcavia Bacula: un'area sgomberata 32 volte in tre anni. Milioni di euro spesi per spostare un problema senza risolverlo.

Ha recentemente detto la Comunità di Sant'Egidio, che a Milano e in molte città difende il diritto allo studio dei bambini rom: "Malgrado la disponibilità di risorse messe in campo dalla UE per l'integrazione, proseguono in Europa politiche basate sulla sola emergenza che alimentano paura e pregiudizi. Anche in Italia raramente si realizzano politiche di inclusione e ci si limita spesso a inutili operazioni di "sgombero senza alternative", che non risolvono i problemi, aggravando la condizioni di vita dei rom e aumentando l'allarme sociale." Al termine dello scorso anno scolastico, le mamme e le maestre delle scuole frequentate dai rom della baraccopoli di via Rubattino hanno raccontato di alcuni bambini bocciati a causa delle troppe assenze, conseguenza della catena di sgomberi che hanno subito. In una lettera aperta hanno scritto: "Ora ci troviamo davanti a un paradosso: le istituzioni con gli sgomberi rendono impossibile la frequenza, e sono sempre le istituzioni a bocciare perché le assenze sono troppe."

Flaviana Robbiati, una delle maestre di Rubattino, dice: "L'interruzione del percorso scolastico significa analfabetismo; non saper leggere nè scrivere impedisce di conoscere diritti e doveri, rende impossibile difendersi, blocca l'accesso al lavoro. Da analfabeti diventano impossibili anche azioni semplicissime quali orientarsi in un ospedale, compilare un modulo, sapere in che via si è, capire quale medicina si ha in mano. A quel punto, la miseria è inevitabile, l'emarginazione anche. Qui è il punto: dobbiamo scegliere se lottare contro la povertà o contro i poveri." Lo sgombero è un insieme di violenze psicologiche. I bambini si ritrovano in poche ore, spesso senza preavviso, a perdere un mondo di affetti e di persone importanti: i compagni, le maestre, le famiglie degli amici italiani che spesso non rivedranno più. Cosa rimane della loro "vita precedente" dopo che una ruspa ha raso al suolo la baracchina con tutto il mondo di oggetti e di affetti che contiene? Cosa succede nella testa di un bambino che vede ridotti a immondizia i giocattoli e la cartella che è stata sua compagna di impegno e di di sogni sul futuro?

Restano alcuni sacchetti di plastica con pochissime cose indispensabili: una coperta, un paio di golfini, dei pantaloni, il pane avanzato il giorno prima, un telo di cellophane che da quel momento diventa l'unico riparo per la notte. E negli occhi di questi bambini cosa rimane? L'immagine dei lampeggianti blu che quando è ancora notte ti svegliano e ti fanno uscire dalla baracchina. Resta l'immagine di una ruspa enorme che disprezza e distrugge tutto quello che hai. Aggiunge Flaviana: "Restano i denti dei cani della polizia. Meg, la mia alunna, raccontava che erano "denti grossi", alla stessa altezza della sua faccina." Politica degli sgomberi e tolleranza zero hanno spesso il volto di questi bambini. Come Adrian, rom del campo di via Cave di Pietralata di Roma, minacciato di sgombero. Nel periodo di Pasqua, la Via Crucis del venerdì santo, organizzata dalla Parrocchia della zona e dalla Comunità di Sant'Egidio, aveva fatto una sosta nei pressi dell'insediamento. Adrian ha fatto la sua preghiera: "Preghiamo Dio e tutti l'italiani affinché la nostra casa resti almeno 3 o 4 settimane fino alla fine della scuola e ringraziamo Dio e tutti l'italiani, scusateci il disturbo e buona Pasqua."

Stefano Pasta

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Di Fabrizio (del 24/05/2011 @ 09:34:22, in Italia, visitato 1318 volte)

VIRGILIO notizie Il campo Triboniano è stato creato dalla giunta Moratti

"Il tentativo di spaventare i milanesi parlando di 'zingaropoli' dimostra ancora una volta quanto siano in difficoltà gli esponenti del centrodestra. Ma soprattutto quanto poco conoscano non solo il mio programma elettorale, ma anche i provvedimenti da loro stessi varati". Lo ha affermato il candidato sindaco del centrosinistra, Giuliano Pisapia, sottolineando che "è importante ricordare che situazioni come quelle del campo del Triboniano sono state create dall'amministrazione del centrodestra. Situazioni indecenti per chi le vive e intollerabili per tutti i cittadini milanesi". Giuliano Pisapia sostiene di voler "superare i campi Rom. Quando si parla di autocostruzione di case - ha detto - intendiamo quei progetti già avviati con successo in altre città italiane ed europee, che vanno dalla ristrutturazione di cascine diroccate alla costruzione di palazzine, ma sempre nel rispetto delle regole urbanistiche e dell'esigenze dei cittadini residenti in zona". Soluzioni che secondo il candidato del centrosinistra per la poltrona da sindaco di Milano, "favoriscono la chiusura dei campi nomadi e garantiscono maggiore sicurezza per tutti. Che siano utili - prosegue - lo dimostra il fatto che sono state cofinanziate dal governo attraverso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, come avviene in alcune città italiane tra cui Verona, guidata dal sindaco leghista Tosi". Il Piano per l'integrazione nella sicurezza approvato nel luglio del 2010 dal Consiglio dei Ministri, prevede, ricorda Pisapia, "il sostegno a progetti sperimentali per l'acquisizione di alloggi attraverso forme di 'social housing' (autorecupero e autocostruzione) di unità immobiliari da destinare ad uso abitativo".

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Di Fabrizio (del 23/05/2011 @ 09:56:08, in musica e parole, visitato 1086 volte)

Da Slovak_Roma

Roma Press Agency, cop, translated by Gwendolyn Albert

18/05/2011 - E' stata rilasciata in Francia una graphic novel intitolata "Des Nouvelles d'Alain" (Notizie di Alain), in cui i protagonisti sono i membri della banda rom Kesaj Tchave di Kežmarok, Slovacchia, guidata dalla famiglia Akimov. Il libro è il lavoro del rinomato autore e fotografo Alain Keler, del raffinato artista e sceneggiatore Emmanuel Guibert, e del graphic designer Frédérique Lemercier.

"Questi signori sono leader nei loro settori. Il loro interesse per i Rom è ammirevole ed un onore per noi," ha detto Ivan Akimov di Kesaj Tchave a Roma Press Agency (RPA).

Il libro è stato inizialmente pubblicato come una serie di quattro raccolte fotografiche sul giornale Revue XXI. Alain Keler ha fornito i testi, Emmanuel Guibert e Frédérique Lemercier hanno sviluppato la grafica. "Siamo stati nella quarta parte, le prime tre erano dedicate a rapporti dai Balcani e dalla Repubblica Ceca. Dopo la prima pubblicazione su XXI, sono state approfondite altre parti, ed all'inizio del 2011 Les Arénes l'ha rilasciato come pubblicazione indipendente dallo stesso nome, "Des Nouvelles d'Alain", dice Akimov.

La raccolta delle segnalazioni è stata allargata ad includere l'Italia e la Slovacchia, con testimonianze da Letanovce. "Personalmente ero molto attratto dal capitolo dove è descritta la situazione in Boemia, comprese le marce neonaziste a Janov. La pubblicazione ha incontrato una grande risposta dai lettori. E' disponibile in tutte le librerie e sta vendendo bene. I redattori di Revue XXI e Les Arenes hanno deciso, d'accordo con gli autori, che una certa parte delle vendite sarà donata alla nostra associazione e ad Ecodrom di Montreuil. Ci hanno anche invitato al prestigioso festival del fumetto e della graphic novel, BD Boum, a Bois novembre scorso, dove è stato ufficialmente presentato il libro. E' una benedizione e un onore per noi far parte di questo lavoro. Però, la cosa più importante è che larealtà rom sta raggiungendo un vasto pubblico in questa forma attraente e facilmente accessibile, mentre la popolarità degli autori significa che questo accade in una scala senza precedenti," ha detto Akimov.

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Di Fabrizio (del 23/05/2011 @ 09:06:32, in Italia, visitato 1114 volte)

Caro direttore,
non credo che l'uscita di Bossi su "zingaropoli" convinca ancora molti elettori a cambiare voto. Non perché gli zingari non suscitino avversione o peggio odio in una bella fetta di popolazione. Ma perché di questi "al lupo! al lupo!" se ne sono ormai sentiti troppi e da gente che ormai di credibilità ne ha ben poca.

Resta il fatto sgradevole che ancora una volta la destra non esita a solleticare le corde del razzismo e della xenofobia per attrarre consenso che non riesce a ottenere con proposte positive.

Resta la tristezza di vedere chi si pretende interprete della "milanesità" ricorrere a messaggi che sono l'opposto della vera cultura milanese. Cultura tollerante, umanista e illuminista, da Beccaria a Manzoni, da Verdi a Strehler, a Vecchioni.

Nel 1968 il grande milanese-non-milanese Jannacci Vincenzo (detto Enzo) andava a Canzonissima portando la bellissima "Quando gli zingari arrivarono al mare".

Oggi un Ministro della Repubblica vorrebbe spaventare i milanesi con la parola 'zingari'.

A furia di cercare radici tanto lontane, fino ai celti, che non hanno proprio nulla da dirci, ci si dimentica delle nostre migliori che hanno ancora molto da dirci.

Saluti cordiali

20/05/2011
Roberto Caielli

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Di Fabrizio (del 22/05/2011 @ 09:58:16, in Kumpanija, visitato 1717 volte)

Da Roma_Daily_News

Cingeneyiz.org Essere zingari o no Mustafa Aksu: Ricercatore e autore aksumustafa@gmail.com

18/05/2011 - Sapevo che gli zingari sono stati esclusi, perché è capitato anche a me da bambino e da giovane. La situazione non mi piaceva. Anni dopo, ho visto che c'erano accuse contro di noi nei dizionari editi da fondazioni pubbliche, enciclopedie, libri di studiosi e persino in alcune leggi...

Alcuni testi che includevano discorsi discriminanti sono stati cancellati dai dizionari, dopo la mia battaglia legale di anni.

Per il nostro popolo è stato un grande successo. Tuttavia, superare i pregiudizi verso gli zingari usando la cultura è molto più importante.

Faccio lezioni, partecipo a programmi tv allo scopo di vincere i pregiudizi contro il mio popolo. Sto scrivendo libri, alcuni dei miei articoli sono pubblicati su pagine web... sono contento. Cercherò di fare del mio meglio anche se ormai sono vecchio. Ho contattato zingari istruiti per raggiungere più facilmente i miei scopi. Ho incontrato primi ministri, studiosi, burocrati, musicisti di origine zingara, come risultato delle mie ricerche in tutta la Turchia.

Quando annunciai i nomi di 27 zingari famosi, 3 di loro (uno era un ex ministro e gli altri musicisti) si arrabbiarono con me. Fecero dichiarazioni sulla stampa. Mi rimproverarono per averli "smascherati". Essere zingari per loro era un errore. Mi minacciarono di denuncia. Da allora sono passati quattro anni. Non c'è stata nessuna denuncia a mio carico.

Il mio scopo non era di insultarli. Voglio dar loro dignità, annunciando la loro origine zingara. Voglio ammonire le persone sui pregiudizi contro gli zingari e fermare la discriminazione. Zingaro non è un aggettivo. Zingaro è il nome della nostra identità etnica. Affermare che qualcuno è zingaro non è svilirlo.

Uno dei famosi musicisti ha protestato inviandomi una lettera autenticata. Un altro, durante un programma su ATV Channel, ha detto: "Non sono né zingaro né Rom. Gli zingari non hanno documenti, non sono arruolati nelle forze armate. L'origine della nostra famiglia è così chiara, non ci sono dubbi. Mio padre è un capitano in pensione. Quindi non siamo zingari e non vogliamo esserlo."

Per iniziare, chi non si registra all'ufficio nascite non ha documenti, sia uno zingaro oppure no. Gli zingari hanno le carte d'identità se sono registrati alla nascita. Non ci sono zingari che disertano. I loro giovani vengono mandati a militare con gli strumenti musicali.

Secondariamente, dove nasci, o il tuo lavoro o status, non sono un segno della tua origine etnica. Devi rispettare tutti i tipi di origine etnica.

Sono nato a Düzce. Sono stato un funzionario delle ferrovie statali. Ho vissuto ad Ankara. Sono stato sposato per 56 anni. Sono stato nell'esercito come ufficiale di riserva. E sono, senza dubbio, uno zingaro. Quindi?

La gente deve cambiare mentalità. Tutti devono poter dire che non è importante essere zingaro o non esserlo.

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