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Milano, tra "zingaropoli" e Jannacci | Lettere al direttore
Di Fabrizio (del 23/05/2011 @ 09:06:32, in Italia, visitato 1185 volte)

Caro direttore,
non credo che l'uscita di Bossi su "zingaropoli" convinca ancora molti elettori a cambiare voto. Non perché gli zingari non suscitino avversione o peggio odio in una bella fetta di popolazione. Ma perché di questi "al lupo! al lupo!" se ne sono ormai sentiti troppi e da gente che ormai di credibilità ne ha ben poca.

Resta il fatto sgradevole che ancora una volta la destra non esita a solleticare le corde del razzismo e della xenofobia per attrarre consenso che non riesce a ottenere con proposte positive.

Resta la tristezza di vedere chi si pretende interprete della "milanesità" ricorrere a messaggi che sono l'opposto della vera cultura milanese. Cultura tollerante, umanista e illuminista, da Beccaria a Manzoni, da Verdi a Strehler, a Vecchioni.

Nel 1968 il grande milanese-non-milanese Jannacci Vincenzo (detto Enzo) andava a Canzonissima portando la bellissima "Quando gli zingari arrivarono al mare".

Oggi un Ministro della Repubblica vorrebbe spaventare i milanesi con la parola 'zingari'.

A furia di cercare radici tanto lontane, fino ai celti, che non hanno proprio nulla da dirci, ci si dimentica delle nostre migliori che hanno ancora molto da dirci.

Saluti cordiali

20/05/2011
Roberto Caielli