>Cont@tti<

>Gli autori<

>Il sondaggio<


\\ Mahalla : Articolo
Slovacchia
Di Fabrizio (del 27/12/2005 @ 09:33:09, in media, visitato 572 volte)

di: Kristína Magdolenová

Intervista a Ivan Hriczko, Direttore di Roma Press Agency

Articolo originale

Ivan_Hriczko
Nella foto: Ivan Hriczko (a destra) con una collega.

Circa 400.000 Rom vivono in Slovacchia. Nonostante il loro numero, non hanno accesso alla vita sociale e politica. Non hanno rappresentanti nel Consiglio Nazionale della Repubblica Slovacca e neanche nei parlamenti regionali. D'altra parte, sino a qualche mese fa c'erano 22 partiti rom a base etnica. Com'è possibile che dopo 15 anni dall'origine della Repubblica Slovacca, la situazione sia ancora immutata?

Quindici anni sono un lungo periodo, ma forse non è così per la comunità rom. Non sono sufficienti a formare relazioni con l'ambiente in cui siamo immersi, così da farci conoscere e capire noi quale sia il nostro ruolo. Una situazione a cui nessuno è preparato.

Ora sono pronti? Cosa manca?

Il problema ha origini antiche. Sin da quando venne posta la questione su cosa fare con i Rom, emerse il problema sociale della nostra scolarizzazione e di come fossimo emarginati dal mercato del lavoro. Il processo di soluzione ha causato sofferenze alla comunità, che continuano tutt'oggi: una varietà di istruttori laureati provenienti dal terzo settore hanno letteralmente invaso le comunità, e senza conoscere niente della nostra vita ed organizzazione hanno deciso chi sarebbe diventato un leader, chi doveva studiare... e chi no. Sfortunatamente, questa fu soltanto l'applicazione di criteri validi nell'organizzazione sociale maggioritaria. Così, venne creata un'intera generazione di cosiddetti leaders, che in altri contesti non sarebbero mai emersi, e nel contempo venne gravemente danneggiata la precedente struttura comunitaria.

Subito dopo il 1989, i Rom avevano i propri rappresentanti in Parlamento. Ma vennero "tagliati fuori" dagli sviluppi politici dopo l'indipendenza della Slovacchia...

Sì, ma questa gente, scolarizzazione a parte, per la maggior parte fu "spinta" in politica. Mancava loro una formazione più profonda. Insomma, erano soli e furono spinti nel mare quando avrebbero dovuto imparare a nuotare. Non ne ebbero vantaggi personali, ma non hanno imparato a mobilitare la comunità.

Come hanno influenzato la cosiddetta disunità della comunità?

La comunità rom non è un gruppo omogeneo e non ci si può aspettare che presentino loro stessi coesivamente. Quello che ci univa, l'etnia, si è mostrato un collegamento debole. Quando la gente vive nella paura e nell'ignoranza, è difficile aspettarsi che si impegni politicamente.

Ci dev'essere un sistema per collegare i Rom alla politica a tutti i livelli...

Ritengo che nasca dalla cooperazione con i non-Rom. E visto che stiamo parlando di politica, dalla cooperazione con i partiti non-Rom. La sola appartenenza etnica non garantisce la capacità di percepire le cose a vantaggio della comunità e non ci da gli strumenti politici per affrontare e risolvere i problemi. Abbiamo molto da imparare. E possiamo farlo solo lavorando assieme ai non-Rom.

Così c'è bisogno di una discriminazione positiva?

No, non credo. Esattamente l'opposto. Oggi parlare di discriminazione positiva è come agitare un drappo rosso davanti a un toro. Piuttosto abbiamo bisogno di pari opportunità; che è l'unico modo per non aumentare l'odio e l'amarezza dei Rom verso i non-Rom e viceversa. Se tuo figlio non può andare all'università perché ci sono le quote, per tutta la sua vita disprezzerà chi gli ha rovinato gli studi e la carriera. Dopo diviene difficile spiegargli che ci sono priorità politiche per tutti i cittadini di un paese se la loro esperienza è stata diversa. Quello di cui c'è bisogno è creare dall'inizio condizioni per i bambini delle comunità marginalizzate, che permettano loro di essere uguali agli altri ed essere valutati su basi paritarie.

Quindi il punto di partenza è lavorare sistematicamente con i più giovani. Non è una strada troppo lunga per risolvere il problema rom?

Una cosa di cui serve avere coscienza è che se parliamo di Rom, non possiamo riferirci unicamente ai sotto standard di chi vive negli accampamenti. Prendiamo in mano le statistiche e troveremo che lì vivono in Slovacchia circa 150.000 persone. Che percentuale è sulla comunità totale? Si chiarisce che è solo una parte della comunità, valutata da chi è esterno alla comunità come Rom, ma che con i Rom, le loro tradizioni e culture, ha ben poco in comune. C'è chi ci riconosce da distante, per il colore della pelle, per  la lingua. Ma questo non basta. Noi viviamo in maniera completamente differente. I problema principale è che i media presentano quel gruppo (minoritario) come "tipicamente" Rom. Creando così lo spazio per discriminare ed odiare anche tutti gli altri.

Siamo arrivati al punto che non possiamo usare lo stesso metro per tutti i Rom.

Proprio così. Per quelli che vivono negli accampamenti c'è bisogno di programmi speciali a lungo termine che inizino dalla tenera età e di lavoro giornaliero, sistematico. [...] col coinvolgimento della comunità e degli insegnanti, bambini ed adulti possono imparare moltissimo. Ma non aspettiamoci miracoli. E' un lavoro per generazioni. Nel contempo, ci sono qui migliaia di gruppi di Rom integrati, che non hanno gli stessi problemi. Sono poveri, perché non c'è lavoro. E non trovano lavoro perché non sono andati a scuola, o l'hanno fatto in maniera insufficiente. Ma, d'altra parte, questa gente non ha bisogno di imparare l'igiene di base. Vivono con gli stessi standard degli altri cittadini, solo più poveri. Mancano programmi per questi gruppi, e invece sono loro la chiave per risolvere i problemi di tutta la comunità.

Torniamo alla partecipazione alla vita politica. Abbiamo detto che nel 1989 i Rom hanno perso la loro possibilità e non hanno imparato a mobilitarsi. Più tardi, i problemi economici hanno frammentato la comunità e sono intervenuti vari problemi a diversi livelli. Nel contempo, però, i Rom hanno avuto la possibilità di istruirsi e di formare una nuova generazione. Oggi i Rom sono pronti a prendere parte alla vita politica?

E' vero che oggi abbiamo dozzine, se non centinaia di studenti Rom freschi di università. Molti hanno ambizioni politiche. Ma non hanno nessuna esperienza pratica nel lavoro politico e mancano di capacità comunicative.

Com'è possibile che un laureato non sappia comunicare? Come lo spieghi?

Gran parte di loro, sono studenti di facoltà rom. Ci sono due problemi principali che non permettono un'adeguata preparazione alla vita politica:

  1. il livello di insegnamento - e questo mi è confermato dagli stessi alunni che entrano nel mercato del lavoro - è inferiore a quello delle università non-Rom. E' un modo per far finta che oggi ci siano Rom istruiti. C'è un forte gap tra il loro apprendimento e le reali necessità della vita e cosa ci si aspetta da loro come studenti. Quegli studenti da un lato sono deprivati della loro cultura e contemporaneamente vivono un complesso di inferiorità rispetto ai loro coetanei non-Rom.

  2. In queste scuole si vive in un mondo etnicamente chiuso e, inoltre, viene loro ripetuto di essere qualcosa di differente. C'è da meravigliarsi se non ce la fanno? D'altra parte, sono persone reali nel mondo d'oggigiorno. La loro prospettiva è di ottenere posizioni a livello regionale, acquisire esperienza e preparazione per entrare nella politica che conta.

Qual'è il legame che manca maggiormente tra Rom e non-Rom perché possono incontrarsi politicamente?

Personalmente, ritengo che sia la capacità di percepire l'altro come partner a pieno livello. E' un blocco che non permette la piena valorizzazione delle mutue relazioni.

Però, molti dei cosiddetti rappresentanti delle giovani generazioni non sono cresciuti nei campi. Molti vengono da famiglie pienamente integrate o assimilate nella società maggioritaria. E' gente che sicuramente non ha problemi nel comprendere i principi di cooperazione, coabitazione, partnership.

Questi giovani Rom assimilati, in quanto rappresentativi dei Rom, secondo me sono un problema speciale della comunità, che ritengono un freno. Molti di loro, proprio come i loro genitori, non hanno assolutamente l'idea delle tradizioni comunitarie. Sono registrati come Rom, perché la loro pelle è più scura o perché tra i loro antenati c'era un Rom, di cui loro stessi si stupiscono. Ma cosa sanno dei Rom? Dei loro problemi? Della loro cultura? Li percepiscono, esattamente con gli stessi criteri della maggioranza. Ne hanno imparato dai libri. A volta mostrano lo stesso disdegno. Non recepiscono la struttura interna della comunità e non conoscono la lingua. Nemmeno sono in grado di creare una strategia che possa risolvere qualcosa dal punto di vista comunitario. La società maggioritaria li sceglie come partners, perché li percepisce come differenti, ma non è cosciente di cosa sia questa differenza. Nello spirito, non sono più Rom, e così se trovano ascolto si dichiarano tali, altrimenti tacciono la loro identità. Ma se a loro si chiede, ai massimi livelli, di risolvere i problemi dei Rom, non c'è da stupirsi se non sanno come prospettare soluzioni effettive.

Ritengo che abbiano un ruolo importante nel fornire un quadro attuale dei Rom. C'è qualcuno che mantiene contatti comunitari o che ne sia rimasto fedele?

Sì, naturalmente. E sono contento che ce ne siano. Persone che mantengono la tradizione comunitaria e nel contempo sanno guardare avanti. Non sono dei semplici carrieristi ed è per questo che hanno meno visibilità. Non è una generazione "sputata fuori" dalla rivoluzione, ma oggi studiano all'università e l'accesso alla scolarizzazione e alla vita in generale è differente dal passato.

C'è una possibilità reale in Slovacchia che i partiti non-Rom accettino candidati Rom in seggi eleggibili? 

L'esperienza mi dice di sì. Ho incontrato diversi rappresentanti politici slovacchi e in linea di principio non ci osteggiano. C'è bisogno di noi: indotto dall'entrata nella EU e dallo sviluppo della società. Credo che i partiti stiano cercando candidati presentabili. E' importante che non diano spazio agli opportunisti e agli avventurieri, perché questo rallenterebbe nuovamente il processo di coscienza etnica della comunità.

Quali sarebbero le caratteristiche di un futuro leader politico Rom, perché sia accettato e benvisto dalla maggioranza dei votanti e dei partiti?

Prima di tutto, un programma politico differente. Non di segregazione ma di integrazione e cooperazione. La società maggioritaria deve sentirlo come un programma comune. Se invece ci limitiamo ad un programma profilato solo sulle nostre esigenze, per un gruppo di votanti che non ne ha coscienza, non saremo accettati. Il nuovo programma politico deve avere il contributo di quei segmenti della comunità che sono integrati e che hanno interesse a coabitare senza problemi. Se la società maggioritaria può accettare questo gruppo, sarà un primo passo verso la soluzione effettiva dei problemi di tutti i Rom.

Ma per alcuni anni la cosiddetta Nuova Generazione dei Rom, e i loro leaders, ha funzionato...

Nuovi e leaders e vecchi programmi. L'unica differenza tra loro e la vecchia generazione è l'età e forse l'istruzione. Ma è stata un'istruzione segregata, come dicevo prima e non avevano la capacità di sentire i non-Rom come partners. Si sono sentiti discriminati e volevano risolvere presto ogni cosa. Di più, da quando sono entrati nelle OnG, hanno iniziato a parlare di ambizioni politiche. Ci sono state commistioni poco chiare all'unico scopo di ottenere una buona posizione.

E dove sono gli altri?

Come dicevo, nelle OnG regionali. sul territorio. Molti di loro non parlano, agiscono e perciò sono meno visibili.

Che tipo di leader hanno bisogno i Rom? Cosa lo renderebbe rispettabile?

Oggi è molto difficile. Quindici anni fa, avrebbero potuto facilmente diventare leaders comunitari. Ma poi sono stati rimpiazzati dai carrieristi del terzo settore. Da un lato, molti lo spiegano col processo di democratizzazione e di presa di coscienza della comunità, ma nella realtà è la distruzione di un sistema che era già abbastanza corrotto. Dipende da che angolo lo si guarda. Per me rappresenta una grande tragedia.

La comunità è ancora capace di identificarsi e rispettare qualcuno?

Nuovamente, dobbiamo riferirci ai differenti livelli della comunità. Ce n'è uno infimo, che sopravvive in condizioni sotto ogni standard. Sfortunatamente, è qui che regnano i carrieristi. Quelli che necessitano di tali livelli di miseria per giustificare il loro ruolo. In questa situazione di dipendenza assoluta, anche se apparisse qualcuno capace di formulare un programma, di prefigurare cooperazioni future, non sarebbe creduto. Hanno bisogno di risultati rapidi, se non immediati. Ma questo, logicamente, non è possibile. Quindi, tendono a dare fiducia a chi li paga, a chi promette l'impossibile, agli avventurieri; oppure la loro disillusione coinvolge tutti: Rom e no. Una giostra da cui è difficile scendere.

Così, quanti realmente lavorano, chi li aiuta veramente, non può aspettarsi niente..

Disgraziatamente, è così. La prova si è avuta con le elezioni dei parlamenti regionali. I candidati che sono stati con loro quotidianamente, che hanno ascoltato le loro richieste e i loro interessi, non sono stati eletti.

Cos'è successo? Davvero non sono capaci di capire chi li sta aiutando?

Lo sanno, ma nella loro situazione è facile manipolarli. Cos si può pretendere quando la politica verso i Rom consiste in droga, aiuti alimentari e regali finanziari? Votano per chi li paga. Poi, il giorno seguente si scuseranno e torneranno da chi li segue quotidianamente. Non capiscono che col loro voto possono decidere i loro prossimi anni.

E invece, i cosiddetti Rom invisibili? Quella middle class parzialmente o totalmente integrata?

Anche loro al giorno d'oggi vivono problemi economici e lottano quotidianamente per sopravvivere. Ma nella Slovacchia orientale, dove vive la maggioranza di loro, questa non è una novità neanche per i non-Rom. Le difficoltà di vita sono comuni. La gente lì ha le sue opinioni, più o meno influenzabili, ma la maggioranza non vota certo per i Rom o per i loro partiti. Proprio per questo i loro rappresentanti spesso sono percepiti come incapaci di progredire o al limite come persone che hanno più interesse a loro stessi che ai problemi della comunità. C'è la sensazione che a nessuno importi di questi invisibili e nessuno possa aiutarli.

Cosa pensi delle posizione delle donne rom in politica? Hanno la possibilità di cambiare qualcosa?

Personalmente accetto le donne Rom come politiche e lotto e collaboro assieme a molte di loro a livello regionale, ma nel loro complesso i Rom non le appoggiano. La vecchia generazione di politici le rifiuta assolutamente o le ignora.

Perché?

Forse hanno paura di loro.

Te lo chiedo nuovamente: perché?

Perché le donne hanno più cognizione nel formulare i bisogni della comunità o perché non giocano a fare le leaders o le cape, non hanno bisogno di simili riconoscimenti. Se potessero parlare, potrebbero dimostrare che esistono soluzioni e che sono molto semplici. Ma i leaders politici non hanno bisogno di questo, hanno solo bisogno di comandare il loro intorno. 

Ma non hanno nessuno da comandare.

Però figurano rappresentanti di 400.000 persone. Brandiscono quella cifra e non hanno timore di aumentarla.

Dopo l'obbligo di registrazione dei partiti, in Slovacchia rimangono solo due partiti dei Rom. Tra quelli che hanno cessato di esistere c'è l'Iniziativa Civica Rom, che era il più vecchio. Cosa pensi di questo processo?

E' un'immagine reale di come appaia la vita politica rom. Il fatto che i vecchi partiti non si siano registrati, lo considero un errore ridicolo ed imperdonabile dei rispettivi leaders. Proprio quando si parlava di rilancio e di ritorno alla politica. Questo da solo spiega la loro abilità, o forse incapacità, di muoversi nella politica.

Però, subito dopo gli stessi leaders sono finiti in partiti non-Rom.

Per noi, trattasi di partnership, non di business. Quanto è accaduto prima delle elezioni regionali era business: la promessa di un certo numero di voti dei Rom in cambio di una buona posizione. Ne sono convinto.

La situazione si ripeterà con le elezioni nazionali l'anno prossimo?

Il rischio c'è sempre. Ma i partiti non-Rom hanno un anno a disposizione per cercare, informare, cooperare con chi già opera a livello regionale. Possono scegliere e hanno tutto il tempo necessario. Devono però indirizzarsi verso quanti abbiano ottenuto risultati e mobilitato gente, non verso chi parla di cosa vorrebbe o cosa farebbe. Devono valutare la capacità di lavorare in team, di agire nell'interesse dei Rom e nel contempo che sappiano vedere oltre la mera dimensione etnica. Dopotutto, non abbiamo niente da perdere. Se un candidato Rom ha carisma sufficiente, può attrarre anche il voto dei non-Rom. Questo è un punto di partenza per iniziare a lavorare e risolvere assieme le cose.

Ivan Hriczko (1980) è co-fondatore di Roma Press Agency (vedi anche Pirori ndr). Ha lavorato come primo giornalista Rom nella televisione (TV Naša e TV Global). Attualmente studia marketing e scienze politiche all'università.

Articolo Articolo  Storico >> Stampa Stampa
 
Nessun commento trovato.

Anti-Spam: digita i numeri CAPTCHA
Testo (max 1500 caratteri)
Nome
e-Mail / Link


Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.
Attenzione: occorre qualche secondo perché il commento sia visualizzato.

 

 

 

 

Immagine
 c'era una volta... di Fabrizio

Gli Zingari fanno ancora paura?

La redazione

Titolo
Facebook, Youtube, Myspace... queste sembrano le nuove frontiere del web. Che opinione vi siete fatti:

 Sono utili
 Sono una perdita di tempo
 Sono pieni di gruppi fascisti
 Non ho ancora capito come funzionano
 Troppo invasivi

 

Titolo
La Newsletter della Mahalla
Indica per favore nome ed email:
Nome:
Email:
Subscribe Unsubscribe
 

Evidenziatore:

Il film: Miracolo alla Scala

Teatro: PORRAJMOS - lettura spettacolo - voci da uno sterminio dimenticato

Il libro: Campioni senza Dimora

Il libro: Metropoli per principianti

Clandestini a Bordo: in piazza e sul web


Disclaimer - agg. 17/8/04
Potete riprodurre liberamente tutto quanto pubblicato, in forma integrale e aggiungendo il link: www.sivola.net/dblog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. In caso di utilizzo commerciale, contattare l'autore di questo Blog e richiedere l'autorizzazione.
Ulteriori informazioni sono disponibili QUI

Filo diretto
sivola59
per Messenger Yahoo, Hotmail e Skype


Bollettino dei Naviganti:

C'era una volta

Cos'e' una Mahalla

Dal Falo' alla Rete

Il Network informativo nei vari paesi del globo

Mappa e Libro visite: potete completare (chi vuole, s'intende) la mappa: mi rivolgo a commentatori abituali o meno, visitors e semplici lettori. Potete indicare il vostro link, trovarvi un Avatar lasciare un commento.


Outsourcing
Questo e' un blog sgarruppato e provvisorio, di chi non ha troppo tempo da dedicarci e molte cose da comunicare.
Alcune risorse sono disponibili per i lettori piu' esigenti:

Il gruppo di discussione

Area approfondimenti e documenti da scaricare.

Piazza Affari: Proposte concrete nel campo del lavoro, dell'arte, della comunicazione, della consulenza, della mediazione sociale. A disposizione per i vostri annunci.

Appuntamenti segnalati da voi (e anche da me)

Il mio profilo su Facebook


La Mahalla sui media:

Il Giornale

L'Unità

ANSA

Aggiornamenti Sociali

Internazionale


Informazioni e agenzie:

Romea.cz

Banca Etica

European Roma Information Office

O Vurdón

European Roma Rights Center

Roma Buzz Aggregator

Osservazione

I link ai giornali di tutto il mondo

Etnias de Colombia

Il portale dell'Unione Europea


Fai felice il tuo computer:

Firefox 2

Opera web browser - download


Titolo

dBlog.it Open Source

Il Forum dblog

Visubox


I link interessanti, suddivisi per argomenti e le segnalazioni
la Rassegna Stampa

il Blogroll: Blog, agenzie stampa, gruppi di discussione - aggiornati in tempo reale

Sottoscrivi con Bloglines


 

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

 


Technorati:

» Blogs that link here

» View my profile

 


Locations of visitors to this page


Contatore precedente 160.457 visite eliminato il 16/08/08 per i dialer di Specialstat

31/07/2010 @ 8.49.13
script eseguito in 47 ms

 

Cerca per parola chiave
 

Circa 74 persone collegate

http://www.wikio.it

InChat: per non essere solo un numero scrivete /n  e poi il vostro nome/nick

< luglio 2010 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
31
 
             

Titolo
blog (391)
casa (282)
conflitti (148)
Europa (706)
Italia (905)
Kumpanija (238)
lavoro (104)
media (316)
musica e parole (309)
Regole (237)
scuola (216)
sport (58)

Catalogati per mese:
Maggio 2005
Giugno 2005
Luglio 2005
Agosto 2005
Settembre 2005
Ottobre 2005
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
Perché Sarkozy si sta muovendo: http://www.google....
30/07/2010 @ 19:20:47
Di Fabrizio
Grazie mille del suggerimento. Ho mandato la mail ...
25/07/2010 @ 07:32:25
Di Alessia
Cara Alessia,il razzismo e le discriminazioni son...
22/07/2010 @ 16:24:09
Di Giuseppe Casucci
Siamo fortunati che i Rom, venuto da India mille a...
19/07/2010 @ 16:23:15
Di Julia Holloway
http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Provinci...
11/07/2010 @ 13:37:52
Di Fabrizio
Ormai alla parola "De Corato" associo solo conati ...
29/06/2010 @ 22:28:12
Di snowdog
Eppure la Costituzione dice che la responsabilità ...
29/06/2010 @ 22:26:28
Di snowdog
ero convinta che la punizione collettiva non fosse...
28/06/2010 @ 22:31:07
Di Alessandra
Anche gli altri cittadini Miresi vengono allontana...
28/06/2010 @ 14:58:17
Di Elisabetta
Ciao ragazzi, fate un ottimo lavoro da queste part...
23/06/2010 @ 15:07:19
Di Lorenzo
questo racconto è semplicemente meraviglioso !
20/06/2010 @ 22:24:38
Di Lina
http://www.milanotoday.it/zona/8/quarto-oggiaro/ro...
20/06/2010 @ 12:18:11
Di Fabrizio
http://www.affaritaliani.it/milano/appello_dei_rom...
20/06/2010 @ 11:10:15
Di Fabrizio
Ma basta con queste discriminazzioni,ci avette da ...
15/06/2010 @ 12:42:29
Di Bajrami Murselj
si,certto allcuni saranno pure in grado a dire la ...
15/06/2010 @ 12:31:58
Di Murselj Bajrami

Titolo
blog (2)
Europa (3)
Italia (2)
Kumpanija (2)
musica e parole (4)

Le fotografie più cliccate

 

This site is a member of WebRing.
To browse visit Here.
 Home page © Copyright 2003 - 2010 Tutti i diritti riservati.

powered by dBlog CMS ® Open Source