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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 12/03/2006 @ 10:31:34, in media, visitato 1537 volte)

da Roma Press Agency

Košice, 5 marzo (RPA) – Con l'inizio di marzo, STV 2 ha cambiato gli orari e la programmazione delle trasmissioni dedicate ai Rom. Quella che era una programmazione bimensile, diventa bisettimanale. La prima puntata del nuovo formato “So vakeres?” (Cosa stai dicendo?) è andata in onda il 6 marzo alle 16.25, e poi ripresa il giorno seguente alle 1.20 e alle 9.40.

E' cambiata anche la troupe che realizza il programma. Il compito è passato a Roma Press Agency (RPA), il cui direttore Ivan Hriczko afferma: “E' per noi una grande sfida, ma nel contempo una possibilità unica di presentare i problemi dei Rom attraverso i loro occhi”. Puntualizza poi che per quanto ci sia una informazione sufficiente sui Rom, la percezione dei problemi rimane critica. “I Rom sono descritti dai media come una curiosità, come gente che crea problemi, gente senza nome incapace di cambiare la propria vita. Anche i casi positivi, vengono presentati come eccezioni o come odissea. E' una situazione avvilente che nuoce a tutta la comunità.”

Questa è la principale ragione per cui RPA per lungo tempo ha tentato di fornire un'immagine diversa dei Rom. “Buona parte della comunità si colloca in basso nella scala sociale. E' gente che necessita di tipi differenti di informazione, spesso nella loro lingua madre, perché ciò abbia un effetto positivo sulle loro vite. Questo tipo di programmazione sinora non è stata possibile. Naturalmente esistono difficoltà oggettive, per questo è necessario rispettare certe caratteristiche e tradizioni proprie della comunità: se non se ne tiene conto le informazioni non arrivano. E' gente che già possiede quella sensibilità che non viene riconosciuta loro dalla società. Nello stesso tempo occorre affrontare l'equivoco del dialogo interetnico.” sottolinea la direttrice responsabile di RPA, Kristína Magdolenová. Queste indicazioni sono state a lungo dibattute con l'amministrazione di STV 2 e con i finanziatori della rete.

Si è giunti ad un accordo per una programmazione bisettimanale durante tutto il 2006, ed entro la fine di settembre verrà nuovamente discusso il futuro del format.

Nelle sue prime uscite la trasmissione sarà bilingue – slovacca e romanes. “Visto sono Rom gli intervistatori, le interviste saranno in lingua e sottotitolate in slovacco, o viceversa se i casi lo richiedessero. Tutti gli intervistati avranno la possibilità di esprimersi nel dialetto romanes che loro adoperano come madre-lingua. Siamo coscienti che ci saranno linguisti che inizieranno a disquisire sulla codifica e sui problemi del linguaggio, ma è l'esperienza sul campo che ci insegna che se non si affronta da subito una discussione pubblica su questo tema [...], non si va avanti. E' la vita che definisce le forme del linguaggio. Se questo deve essere invece definito da una discussione aperta a pochi introdotti, ogni codifica svanisce rapidamente,” ritiene Hriczko. Secondo lui, il fatto stesso che nel romanes non si siano ancora unificati, ad esempio, i termini riguardanti i luoghi istituzionali della vita quotidiana, testimonia lo stato critico del linguaggio. “Parlando, si imparano un gran numero di parole che si riferiscono ai centri comunitari e sanitari,m agli uffici del lavoro... e ogni villaggio, ogni singolo insediamento, usa termini differenti. Come sarà possibile progredire, se non si è in grado di unificarli?” Infine, ritiene strategico coinvolgere su questo tema la rivista Romano Nevo Lil.

Nella prima puntata sono stati presentati: un servizio sulla creazione di un distaccamento dell'Agenzia per il Supporto al Lavoro nel villaggio di Leles; le attività del Centro Comunitario ed Igienico di Drahňove; la vita dei Rom a Varhaňovce; un progetto di assistenza medica a Kecerovce; la rubrica sulla cucina romanì.

Moderatore del programma è Ivan Hriczko, mentre le puntate sono preparate e montate da Etela Matová, Jarmila Vaňová e Klaudia Vaňová.

Nelle puntate successive ci si concentrerà sui problemi del lavoro e delle infrastrutture e dall'inizio di aprile seguiranno quattro puntate monografiche sul Decennio dell'Inclusione Rom. Per la rima volta, ad un anno dall'inaugurazione del decennio, verrà scolta un'inchiesta in lingua originale e rivolta ai diretti interessati, sugli obiettivi a medio e lungo termine di questa iniziativa, cofinanziata anche dalla Slovacchia tramite il Piano di Azione Nazionale.

 
Di Fabrizio (del 11/03/2006 @ 10:17:00, in media, visitato 2250 volte)

Pubblicato su Roma_Media

Da: Rokker Radio

 

BBC Local Radio in Inghilterra ha appena commissionato un programma di due ore settimanali per i 300.000 Romanichals e Viaggianti della Gran Bretagna. Il programma si chiamerà Rokker (Parlare) e andrà in onda domenica dalle 17.00 alle 19.00. Sarà trasmesso in FM nell'Inghilterra orientale e in AM nel resto del paese e tramite world wide web.

Il programma è la prima trasmissione mai prodotta dalla BBC per, da e su Romanichals e Viaggianti e sarà condotto dal giornalista Jake Bowers di Luton nel Bedforshire. Servirà le comunità Romanichal, Irish Traveller, Fairground e Rom in Inghilterra.

Stiamo cercando “corrispondenti dall'estero” nelle comunità sparse per il mondo di Rom e Travellers, che possano intervenire live in onda circa 10', raccontando cosa succede nel loro paese. Si richiede una minima conoscenza della lingua inglese.

Chi volesse contribuire, contatti questa MAIL

Devlesa,

Jake Bowers


Da internet:

Jake Bowers (Haslemere, Surrey, 28/5/1972)

Jake Bowers è un giornalista autodidatta nato in una famiglia Romanichel di 17 tra fratelli e sorelle.

Impegnato nei diritti sociali del suo popolo, ha fondato la Gypsy Media Company.

Ha collaborato con la BBC in radio e per la televisione,con i giornali the Guardian e the Independent, e molte altre pubblicazioni. Attualmente sta per partire il suo progetto su internet di una trasmissione Romani nel Regno Unito.

 
Di Fabrizio (del 10/03/2006 @ 10:19:31, in media, visitato 1467 volte)

Press Gazette - Journalism matters. Every week.

“La discriminazione diventa più sottile”

Pubblicato: Giovedì, 2 marzo, 2006

LE PROTESTE globali seguite alla pubblicazione delle vignette sul profeta Maometto, hanno riportato il dibattito sulla libertà d'espressione e su come convivere rispettandosi l'un l'altro.

E' servito inoltre come forte sottolineatura sul potere dei mezzi d'informazione nel determinare i movimenti d'opinione – con le immagini che riflettono l'amaro conflitto delle vite che si perdono nei differenti angoli del globo.

I disordini accaduti a Birmingham l'anno scorso, mostrano anche quanto possano essere potenti i media, quando alcune stazioni radio furono rimproverate per aver infiammato l'odio tra due comunità – anche il quel caso ci furono perdite di vite, ma stavolta sulle nostre strade.

Al tempo della Campagna per l'Eguaglianza Razziale (CRE), abbiamo ricevuto infinite lamentele dalle comunità di Nomadi e Viaggianti, vittime di un assedio mediatico di una campagna stampa incentrata sugli insediamenti nella greenbelt e sugli accampamenti illegali in tutto il paese. I reclami variavano dall'afflizione dei genitori, al bullismo verso i bambini a scuola, sino alle vere e proprie violenze contro persone e cose. Ma sono apparse anche storie positive di come i media hanno contribuito a creare integrazione tra comunità vicinali, ad esempio: prima delle elezioni locali, controbattendo i messaggi dell'estrema destra, o indicando una faccia umana su quanti cercano asilo nelle nostre città per sfuggire alle guerre nei loro paesi.

Questo sarà un anno chiave per la CRE, concomitante col 30° anniversario dell'Atto sulle Relazioni Razziali, una legge che ha contribuito ad affrontare in profondità l'evidente razzismo che incrostava la Gran Bretagna.

Ma la discriminazione è diventata più sottile. Se diamo un'occhiata alla situazione della Gran Bretagna di oggi, la popolazione sta diventando più -e non meno -segregata per etnia.

Una ricerca della CRE mostra che il 95% dei britannici “bianchi”, ha amicizie solo tra persone dello stesso colore. Tra le minoranze britanniche questa percentuale è del 37%.

Le minoranze etniche tuttora affrontano discriminazione in tutte le sfere, comprese quelle della scolarità, dell'impiego e della politica. Non si tratta soltanto di cambiare leggi e norme; si tratta di mentalità e attitudini. Ed il ruolo dei mezzi d'informazione in questo difficile compito diventa sempre più importante.

Il Premia ai Media di CRE (RIMA) – giunto al 14° anno – ha dato il suo contributo in questo senso. Per fortuna, sono finiti i tempi in cui andava assegnato perché in una soap opera era presente anche una famiglia di colore (Fleet Street). Abbiamo anche molti commentatori di colore nei media, una donna musulmana scrive sulle colonne di The Sun.

Quanto alla semplice cronaca, si è passati da una situazione in cui i crimini a sfondo razziale erano semplicemente ignorati, oppure riportati solo da chi si interessava già a questioni etniche, a una copertura mediatica più bilanciata ed obiettiva.

Tenendo a mente quanto sopra, una condanna generalizzata dei media non sarebbe utile e neanche appropriata. Nel linguaggio adoperato si è passati dall'uso di termini offensivi o scorretti, all'uso di espressioni più accurate.

Anche i tabloid dell'estrema destra mantengono un linguaggio più equilibrato e meno prevedibile di quanto si potrebbe pensare. E' stato il Daily Mail che ha titolato “Assassini” riguardo agli accusati dell'omicidio di Stephen Lawrence (cfr BBC News ndr.) - che ha segnato un cambio radicale nella campagna che ne è seguita. Il Mail on Sunday ha parecchio attenuato il suo linguaggio nei confronti di Nomadi e Vaggianti.

Rimane ancora molto da fare per l'industria dei media, tanto nella copertura delle notizie che nella formazione/aggiornamento di chi si incarica della copertura.

Temi come l'Islamofobia, la lotta al terrorismo, i conflitti interreligiosi, l'immigrazione e la crescita dell'estrema destra presentano sfide sempre nuove. C'è chi sceglie il silenzio piuttosto che affrontare argomenti che rischiano di offendere qualcuno. Sono tutti temi che necessitano discussione e il ruolo dei media è cruciale nell'impostare il tono del dibattito.

Rimane da affrontare la questione della sotto-rappresentazione delle minoranze etniche nell'industria dei media.

La ricerca NUJ (National Union of Journalists ndr.) del 2004 ha provato che i gruppi delle minoranze etniche compongono una percentuale troppo piccola nelle statistiche per permettere analisi oneste. Sul numero totale di indagini il 95% provenivano da giornalisti “bianchi” e il rimanente da giornalisti appartenenti a gruppi etnici minoritari.

Così, un'indagine sulle minoranze etniche nel sistema dell'informazione radiofonica, mostra che il loro ruolo sarebbe quello di pulire i pavimenti dei cinema dai popcorn.

I mezzi di stampa sono ancora più indietro di quelli radiofonici. Un editore di Fleet Street mi ha confessato un paio di anni fa, che praticamente le uniche facce abbronzate che entravano nel suo ufficio, appartenevano al personale di pulizia. In quel periodo stava prendendo misure per rimediare alla situazione. Parte del problema, è che l'accesso all'impiego nel sistema dell'informazione stampata, tuttora dipende più dalla rete di conoscenze che dall'effettiva capacità. Le nuove reclute sono quanti sono già nell'intorno di chi dirige il sistema, quindi persone che si assomigliano o si replicano.

Nel tentativo di superare le transenne della segregazione e le barriere razziali, CRE ha istituito una sorta di “agenda dell'integrazione”. Società integrata è quella dove ognuno condivide dei valori comuni in cui identificarsi. La frammentazione sociale per razza ed etnia è un tema che riguarda tutti.

Raccontando la nostra storia nazionale, la stampa britannica può incoraggiare la partecipazione e l'interazione, appoggiando contemporaneamente la spinta all'eguaglianza. I media sono nella posizione di contribuire a rendere reale l'integrazione nella nostra società. Qualsiasi cambiamento, non avviene per caso. Succede, perché molta gente s'è impegnata perché le cose potessero cambiare. RIMA esiste per celebrare queste persone e queste organizzazioni. Ci sono molti che si impegnano e questo mi rende ottimista, nell'intravedere i cambiamenti che ci saranno nei prossimi 30 anni.

RIMA website

 
Di Fabrizio (del 09/03/2006 @ 22:54:26, in media, visitato 1609 volte)

Di Dalila Gómez Baos, la candidata kalì al senato colombiano, ne ho scritto abbondantemente qui.
Le elezioni saranno il prossimo 12 marzo, e non farò a tempo a tradurre l'articolo che è apparso su NEW AMERICA MEDIA, chi vuole può leggerlo in inglese o in spagnolo (tranquilli, si capisce agevolmente, e se lo dico io...)

¡Henorabuena!

A proposito, sul clima elettorale, che potrebbe essere pesantuccio, un recente rapporto di Amnesty International (in italiano, stavolta).
 
Di Sucar Drom (del 08/03/2006 @ 12:22:43, in media, visitato 1399 volte)
Ancora una volta si fa sciaccallaggio su una drammatica vicenda, il rapimento del piccolo Tommaso, alimentando sentimenti di razzismo e di xenofobia verso le Minoranze Etniche Linguistiche Nazionali Sinte e Rom.

Questa volta l’infamia è caduta sulla comunità sinta guastallese e bene ha fatto il Sindaco, Mario Dallasta, rispondendo duramente alle dichiarazione della “sensitiva” di turno che ha indicato, attraverso un programma televisivo della RAI, le case dei sinti guastallesi come il luogo di prigionia del piccolo Tommaso.

È sintomatico che la RAI, servizio pubblico, continui ad propinare stereotipi che portano a presentare le Minoranze Etniche Linguistiche Sinte e Rom come nemici della società: rubano i bambini.

Infatti, da alcuni anni monitoriamo la programmazione RAI e il servizio pubblico continua ad alimentare i peggiori pregiudizi: i Rom e Sinti sono ladri, chiromanti, sporchi, sfruttatori… Non ultimo lo sceneggiato “Orgoglio”, dove una “banda di zingari” rapisce un bambino.

In questo continuo attacco alle Minoranze Etniche Linguistiche Sinte e Rom, ringraziamo il Sindaco di Guastalla che con parole chiare ha troncato le dichiarazioni della “sensitiva” intervenuta nel programma “la vita in diretta”.

Proprio a Guastalla le scorse settimane è stato inaugurato il residence Sucar Plaza (bella piazza, in lingua sinta), primo esempio in Italia di un habitat dignitoso per le Minoranze Etniche Linguistiche Nazionali Sinte.

 
Di Fabrizio (del 08/03/2006 @ 11:42:15, in media, visitato 1883 volte)

Leggo oggi un articolo sul sito La Gazzetta della Martesana.

Alcuni punti che mi interessano:

  1. la costruzione di una campo sosta per nomadi, per 120 persone, proposto senza nessuna programmazione territoriale e senza il coinvolgimento dei cittadini (Rom e italiani) che dovrebbero forzatamente convivere;

  2. la disamina di una situazione ambientale già degradata di suo (ripetuta anche nell'altro articolo Zona industriale dimenticata da Dio e dal Comune sempre sulla Gazzetta);

  3. il campo di via Idro (indicata nell'articolo come via Padova) come “famoso per fatti di cronaca nera”.

Mi sono quindi permesso di scrivere una lettera al giornale, che riporto di seguito. Vi terrò aggiornato sugli sviluppi.

Spettabile redazione

Leggo il vostro articolo "Rom, un campo a Cologno?"

Mi permetto di segnalare, in merito al campo di via Padova (tristemente famoso per fatti di cronaca nera), che le famiglie del campo lo scorso dicembre hanno indetto una conferenza stampa in merito alle false notizie che erano apparse sui mezzi d'informazione. Qui il testo.

Riguardo al ventilato campo che si dovrebbe costruire a Cologno, erano arrivate notizie simili anche al campo, ma nessuno si è mai preso la briga di chiedere un parere a chi in un campo sosta ci vive da altre 16 anni. Vi segnalo che in occasione delle prossime elezioni comunali, abbiamo proposte alternative, che presenteremo agli elettori: un riassunto si può leggere QUI. Due gli indubbi vantaggi: sono proposte pensate per l'interesse comune di tutta la cittadinanza, non si propone niente che già non sia stato realizzato in Italia.

Grato dell'attenzione

Fabrizio Casavola

 
Di Fabrizio (del 27/02/2006 @ 18:24:47, in media, visitato 2114 volte)
S. del blog Ruota segnala questa notizia di ieri su Repubblica:

VATICANO: DOMANI DOCUMENTO SU CHIESA E ZINGARI

"Orientamenti per una pastorale degli zingari". Si intitola cosi' un documento a cura del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, che sara' presentato domani presso la Sala Stampa della Santa Sede dal card. Stephen Fumio Hamao, presidente del dicastero vaticano e dall'arcivescovo Agostino Marchetto, segretario del medesimo Pontificio Consiglio. Il 4 maggio 1997 Giovanni Paolo II ha proclamato il primo zingaro beato nella storia della Chiesa, Zefferino Gimenez Malla detto 'El Pele'', nato a Benavent de Lerida nel 1861 e fucilato presso il cimitero di Barbastro nell'estate del 1936. Nei primi mesi della guerra civile che insanguino' la Spagna fu arrestato per aver difeso un sacerdote; al momento dell'esecuzione stringeva tra le mani la corona del rosario.

 
Di Fabrizio (del 26/02/2006 @ 12:49:53, in media, visitato 2725 volte)

Lo scorso 10 febbraio ho riportato un comunicato stampa di protesta contro l'esclusione di una giornalista dalla manifestazione “La Due-giorni Romanì” Incontro con la cultura Rom.

Le autrici, il cui lavoro era già stato riconosciuto nel concorso artistico internazione “Amico Rom”, avrebbero dovuto ritirare il premio assieme agli altri partecipante.

Il filmato “incriminato” è online QUI; sono poco più di 2 minuti: fatevi voi una ragione della sua esclusione ed eventualmente, se avete notizie, critiche, ragguagli, fatelo sapere nei commenti o alle autrici.

 
Di Fabrizio (del 22/02/2006 @ 08:10:45, in media, visitato 1388 volte)
Vi chiedevo settimana scorsa chi sono le persone REALI che vengono chiamate ZINGARE? Perché questa paura a conoscersi?

Racav Lavor

di Paolo Poce - Francesco Scarpelli

“Ma gli zingari, possono lavorare?” Questa la domanda che Luigi Ciarella, ventenne rom abruzzese, si è sentito rivolgere alla fine di un colloquio, in un’agenzia di collocamento interinale. ...
continua su Documè

Italia - 2001 - 42' - DV - Drop out


Download mp4 (236.314 Kb) / per gentile concessione Opera Nomadi - Milano
 
Di Fabrizio (del 18/02/2006 @ 10:58:57, in media, visitato 1461 volte)
Stamattina si è presentato zio Kalderosh tutto agitato. Sembra che il nipote ministro ne abbia combinata un'altra.
Sarà, che ormai non ci facciamo più caso, io non ne sapevo niente. Ho acceso il computer, e visto che lo zio è un patito dell'obbiettività (e del Valpolicella) ha insistito per leggere solo quello che scriveva...

Alle ore 11.00 di oggi, questa era l'home page:
  • L’inno dei sudtirolesi
  • «ROSSO COME UN PEPERONE: GUARDANDOMI, PRODI TACEVA...»
  • IL PAESE NORMALE DEL PROFESSORE
  • Pattini d’oro zecchino
  • di Malaparte ...
  • LA RIFORMA BIAGI NELLE MANI DEI COMUNISTI

Questo in primo piano:
  • Berlusconi: «Resto per vigilare sulla libertà»
  • I pm chiudono l’indagine in tempo per le elezioni
  • Resa dei conti a Ceppaloni
  • Il pedofilo torna a chiedere la “castrazione” per non violentare ancora
  • Vladimir Luxuria, il trans che piace a tutti (anche a Gasparri)
  • Kamikaze non è reato: sentenza choc
  • Dalla certezza del diritto alla filosofia del “rovescio”
  • E’ incredibile ma purtroppo è vero

Politica:
  • «Vogliono annientarci: a Crema incendiato il camper elettorale»
  • Ora l’Islam italiano tifa Ahmadinejad
  • Colle Valdelsa, occultate le vignette-shock
  • No global violenti? Colpa di Borghezio
  • Niente bavaglio a chi insulta il Papa
  • «Rosso come un peperone, guardandomi, Prodi taceva...»
  • «Han mangiato tutti, tranne Lega e Rifondazione»
  • Falsa partenza per il Forum no Tav
  • Vi spiego perché è una battaglia di libertà
  • Partite gratis, le tv chiedono aiuto al ministero degli Esteri
  • Sui cieli di Torino anche due elicotteri dell’esercito

Esteri:
  • Pace in Euskadi, si moltiplica l’ottimismo
  • «Anche in Italia è urgente il federalismo fiscale»
  • Pechino val bene un po’ di censura
  • Approvata la Bolkestein, ma senza idraulico polacco
  • La svolta di Parigi: l’Iran vuole la bomba nucleare
  • Hamas indica il premier
  • Caricature di Maometto: Pakistan e Iran non si placano
  • Guantanamo non è una vignetta L’Onu chiede a Bush di chiuderlo

(e poi non dite che non li tratto bene!)
Qualcuno, glielo dice allo zio che non si sono dimenticati del ministro?
PS: Fatemi un favore, allle prossime elezioni rimandiamolo a casa, che qui non si vive più!
(zio Kalderosh quando non è agitato)
 

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