Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

siamo amici da quasi 50 anni, una vita! Per gli amici, questo e altro! Se passate di li', fategli un saluto da parte mia...

ASSETTO VARIABILE

E' sospeso sino a data da destinarsi.

Le puntate precedenti sono disponibili QUI


Volete collaborare ad ASSETTO VARIABILE?
Inviate una
mail
Sostieni il progetto MAHALLA
 
  
L'associazione
Home WikiMAHALLA Gli autori Il network Gli inizi Pirori La newsletter Calendario
La Tienda Il gruppo di discussione Rassegna internazionale La libreria Mediateca Documenti Mahalla EU Assetto Variabile
Inoltre: Scuola Fumetti Racconti Ristorante Ricette   Cont@tti
Siamo su:  
Notizie in italiano dai Rom, Sinti, Kalé, Pavees di tutto il mondo

La redazione
-

\\ Mahalla : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 22/11/2009 @ 09:32:31, in scuola, visitato 1335 volte)

AgenFax.IT

Entro il dieci Dicembre in Provincia di Novara sarà completata la schedatura di tutti gli scolari “ non interamente italiani”. Si comincia con romeni e nomadi

(se. bag. 20/11) - Con una lettera circolare, recapitata a tutte le Dirigenze didattiche di ogni scuola di qualsiasi ordine e grado della provincia di Novara, il Dirigente scolastico provinciale Giuseppe Bordonaro, coadiuvato dalla funzionaria del Provveditorato Maria Grazia Albertini, ha ordinato la schedatura di tutti gli alunni di nazionalità straniera, di quelli che hanno almeno un genitore straniero e quindi la doppia nazionalità, nonché di tutti i figli di nomadi ivi compresi quelli italiani.

Nell’opera di schedatura, oltre alle notizie ed ai dati anagrafici concernenti l’alunno, dovranno essere indicate le condizioni dei rispettivi genitori, incluso l’eventuale stato di clandestinità degli stessi, e dell’alloggio in cui la famiglia vive. Dovrà essere fatta anche menzione dell’eventuale condizione di “trovatello” dell’alunno. Tutte notizie la cui raccolta è in parte vietata dalle norme nazionali sulla Privacy e da quelle Onu, condivise a suo tempo dall’Italia, sulla protezione dei diritti dell’infanzia. Il lavoro demandato alle singole dirigenze scolastiche che si avvarranno dei vari docenti per completarlo, ricorda da vicino quello che si voleva compiere nella rovente estate del 2008 in tutti i campi nomadi d’Italia quando alla Polizia ed ai Carabinieri era stato chiesto di rilevare le impronte digitali anche ai minori di anni dieci. Il progetto poi in parte non venne attuato a causa del deciso intervento dell’Unione europea. Già da oggi si comincia con le rilevazioni concernenti bambini romeni, italiani con un genitore di nazionalità romena e nomadi di ogni nazionalità, anche autoctona. A ruota seguirà la schedatura degli altri. Con la probabilmente ipocrita motivazione di voler agevolare l’inserimento di questo genere di bambini ed adolescenti nel sistema scolastico italiano, il Dirigente scolastico novarese dunque ha inaugurato una campagna che presto si diffonderà su tutto il territorio nazionale. “Che le motivazioni addotte dal Provveditorato nel richiedere la schedatura siano ipocrite lo si evince dal fatto che anche cittadini pienamente italiani, come sono quelli con la doppia nazionalità o i nomadi autoctoni, devono essere registrati. Probabilmente si intende solamente appesantire il clima di odio e sospetto nei confronti degli stranieri al fine di emarginarli dal contesto scolastico e sociale ed indurli a lasciare l’Italia. Pulizia etnica si chiama. A voce in Provveditorato poi ci hanno detto di iniziare da romeni e nomadi” afferma un insegnante che chiede l’anonimato, ribadisce che vorrebbe fare obiezione di coscienza contro tale odioso compito discriminatorio ma che ha troppa paura di perdere il posto di lavoro. I partiti d’opposizione in una città in mano al centro-destra, il Sindaco è leghista, ora promettono un’opposizione durissima in ogni sede istituzionale ed invitano gli insegnanti che figurano pure tra i loro iscritti all’obiezione di coscienza. Da oggi però in Italia non esistono più solamente gli invisibili senza diritti, come sono gli stranieri siano essi comunitari che extracomunitari od i nomadi, ma in questa categoria da criminalizzare ad ogni costo entrano a far parte pure i sangue misti la cui unica colpa è quella di avere un padre od una madre che ad un certo punto della loro vita hanno deciso di donare il proprio amore ad un partner non italiano.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 22/11/2009 @ 09:27:09, in Italia, visitato 2316 volte)

del Sen. Roberto Della Seta (PD)

Premesso che:

Amnesty International ha espresso preoccupazione e contrarietà per lo sgombero forzato del campo "Casilino 700" di Roma (leggi QUI ndr), nel quale vivevano circa 400 persone di etnia rom, avvenuto lo scorso 11 novembre 2009. Nell'appello, l'organizzazione per i diritti umani sollecita il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro e il sindaco Gianni Alemanno ad assicurare che a tutte le famiglie sgomberate sia fornita una sistemazione alternativa come soluzione di emergenza e sia accordato un risarcimento per tutti i beni che sono stati distrutti durante lo sgombero forzato; Inoltre, Amnesty International ricorda che "gli sgomberi forzati, eseguiti senza protezioni legali o di altro tipo, sono proibiti dal diritto internazionale in quanto grave violazione dei diritti umani, in particolare del diritto a un alloggio adeguato". Secondo quanto riferito dalle Organizzazioni non governative (Ong) e dai mezzi d'informazione, all'alba dell'11 novembre 2009 circa 150 agenti di polizia hanno sgomberato le famiglie dal campo di via di Centocelle, nella parte est della Capitale. Tutti gli accampamenti della comunità sono stati distrutti e circa 20 rom sono stati arrestati, nonostante non si sappia di cosa siano accusati; le Ong locali, tra cui Legambiente Lazio, affermano che la comunità nomade non ha ricevuto alcuna notifica dello sgombero forzato né è stata consultata, e che il Comune di Roma ha offerto rifugi per brevi periodi solo ad alcune donne e ai bambini piccoli, nei dormitori dei senza tetto di Roma. In base alla legge italiana, le autorità dovrebbero notificare lo sgombero a tutte le persone oppure pubblicare un'ordinanza o un preavviso. In ogni caso, non essendo stata l'ordinanza formalizzata in questo modo, la comunità non ha potuto rivolgersi alla magistratura per tentare di fermare o posticipare lo sgombero; è importante evidenziare che nella comunità nomade ci sono circa 140 bambini, di cui 40 frequentano una scuola nelle vicinanze. Lo sgombero minaccia di interrompere la loro scolarizzazione e sconvolgere seriamente la loro educazione. La maggior parte di coloro che vivono nel campo di Centocelle - secondo Amnesty International - ha già subito in precedenza sgomberi forzati, con distruzione di accampamenti, vestiti, materassi, e qualche volta, di medicine e documenti; a giudizio degli interroganti, dopo questo ennesimo sgombero forzato, effettuato in assenza di un qualsiasi piano nomadi, il Comune di Roma ancora una volta ha confermato la sua visione proprietaria della cosa pubblica e di essere cieco e sordo rispetto ai più basilari diritti delle persone. È gravissimo che si impedisca, come è avvenuto il 17 novembre 2009, a dei pubblici ufficiali, quali sono gli eletti dal popolo, l'accesso a strutture nello stabile di via Salaria n. 971, dove da qualche giorno risiedono i nomadi sgomberati dal Casilino 700. La struttura risulta essere presidiata da guardie giurate e vigili urbani che impediscono a chiunque di accedere alla struttura e controllare le condizioni in cui vivono il centinaia di persone, appena accolte. A questo punto, è sempre più evidente che il "piano nomadi" del Comune di Roma non e' altro che un triste e inquietante progetto di "lagerizzazione"; ad opinione degli interroganti, se da una parte è doveroso evidenziare che nello sgombero le Forze dell'ordine hanno tenuto un comportamento responsabile, dall'altra è innegabile che tutta l'operazione è stata un perfetto fallimento politico e sociale. Con il suo "piano nomadi", di fatto il Comune di Roma sta estendendo il problema su tutto il territorio del VI, del VII e del X municipio. Ci vorranno giorni per ricostruire la mappatura di dove ora queste persone si sono spostate. Le 85 persone sgomberate al Casilino 700 che si erano rifugiate nell'ex stabilimento della Heineken, e che ieri erano state nuovamente sgomberate, sono andate adesso a Tor Sapienza dove ci sono già due campi nomadi, al confine tra il V e il VII municipio. La Polizia municipale ha segnalato un esodo sulla Collatina e sulla Prenestina, di persone che presumibilmente sono andate a rifugiarsi in due piccoli campi abusivi già esistenti in via Longoni e via Collatina. In pratica l'intervento del Comune non ha fatto altro che disperdere il problema sul territorio,

si chiede di conoscere:

se il Ministro in indirizzo non intenda riferire sui gravissimi motivi che hanno impedito a dei pubblici ufficiali, quali sono i consiglieri comunali e circoscrizionali, l'accesso a strutture dove da qualche giorno risiedono i nomadi sgomberati dal Casilino 700; se non intenda appurare se tale sgombero sia riconducibile di fatto ad uno "sgombero forzato", cioè eseguito senza protezioni legali o di altro tipo stabilite dal diritto internazionale, e dunque configurabile come grave violazione dei diritti umani, in particolare del diritto a un alloggio adeguato, e di accertarsi inoltre se sia stato assicurato a tutte le famiglie sgomberate una sistemazione alternativa come soluzione di emergenza; se non intenda intervenire con atti di propria competenza presso il Comune di Roma, la cui gestione, a giudizio degli interroganti, sconsiderata del problema dei campi nomadi sta recando grave disagio a centinaia di persone e ed esponendo tutta la popolazione ad una presenza ancora più incontrollata di campi abusivi e spontanei.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 21/11/2009 @ 23:40:53, in Italia, visitato 1855 volte)

Segnalazione di Tommaso Vitale

di Zita Dazzi

Stefania Faggi insegna da quasi quarant'anni a Milano ed è ancora piena di entusiasmo nel suo lavoro. È stata lei la prima nel quartiere dell’Ortica ad aprire le porte di casa a una dei rom sgomberati dall’ex fabbrica di via Rubattino

«Non avrei mai potuto tornare a casa, a dormire nel mio letto, se Cristina fosse rimasta in strada. Non avrei chiuso occhio pensando a lei e alla sua famiglia sotto il ponte, al freddo. Perché l’ho fatto? Che senso ha questa domanda? Non sarei una persona normale, sarei un essere disumano se non mi fossi portata quella bambina a casa e se non avessi cercato un posto anche per la sua famiglia». Stefania Faggi fa la maestra da quasi 40 anni ed è ancora piena di entusiasmo nel suo lavoro. È stata lei la prima nel quartiere dell’Ortica ad aprire le porte di casa a una dei rom sgomberati giovedì mattina dall’ex fabbrica di via Rubattino.

«E non chiamatemi eroina — si raccomanda — perché io ho fatto ciò che avrebbe fatto qualunque persona con una coscienza, di fronte a quella famiglia rimasta senza niente». Di quei rom romeni lei sa il poco o nulla che si può conoscere in due mesi di scuola, tanti sono i giorni che Cristina ha fatto nella quarta B della scuola elementare Elsa Morante in via Pini. «So che è Cristina una bambina come le altre, con tanta voglia di imparare e di stare tranquilla. So che sua madre la mandava a scuola pulita e profumata tutti i giorni, anche se viveva in quel campo senza acqua e senza servizi. So che sono persone per bene e che la prima volta che Cristina è stata invitata alla festa di un compagno di classe sua madre, con i pochi soldi che hanno a disposizione, ha comperato un mazzo di fiori da regalare ai padroni di casa».

La maestra Stefania si è affezionata in fretta a quella bambina di dieci anni, alla sua famiglia composta dai genitori e da altri tre bambini. Le sono bastati pochi gesti, poche parole. «Io so che la mamma di Cristina, come tutti i genitori della scuola, veniva a fare i colloqui con noi maestre, e voleva sapere se la bambina studiava e si comportava bene. Ovvio che Cristina si comporta bene, è una ragazzina intelligente e piena di dignità. La terrò con me, nel mio monolocale che condivido con un gatto e con un cane, fino a quando non si troverà una soluzione migliore. Nel fine settimana è stata invitata a dormire a casa di un compagno di classe, perché io devo andare ad assistere una parente anziana ammalata, ma da lunedì tornerà da me».

Durante lo sgombero Cristina ha perso tutto. Anche lo zaino della scuola, i quaderni, l’astuccio. Ma la maestra Stefania ieri mattina, prima di riportarla in classe, le ha ricomprato tutto. E i genitori degli altri alunni, le hanno ricomprato un zaino nuovo, all’ultima moda, che Cristina ha molto apprezzato. Stefania non ha dubbi sulla sua scelta. «Io non ho paura dei rom, non l’ho mai avuta. Ho paura, come tutti, dei ladri e degli assassini, ma quelli possono essere anche italiani. So che molte delle famiglie di via Rubattino sono famiglie oneste. Certo, molto povere, abituate a vivere in condizioni di grande disagio e degrado. Ma nessuna di loro lo fa per scelta. È una questione di necessità: hanno vissuto molti sgomberi e nonostante questo non si arrendono. Continuano a cercare di integrarsi».

Non è isolata la maestra Stefania. Almeno altre tre sue colleghe hanno fatto la stessa scelta e anche alcune famiglie della scuola si sono portate a casa parte degli zingari sgomberati da via Rubattino. «Non ci siamo nemmeno messi d’accordo. È stata una decisione spontanea, presa a tarda sera, quando ci siamo accorti che dalle istituzioni non sarebbe venuto alcun aiuto».

Articolo Permalink Commenti Oppure (3)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 21/11/2009 @ 09:33:43, in musica e parole, visitato 1647 volte)

Segnalazione di Marcel Costache

Martedì 24 novembre, ore 21, Teatro Dal Verme, Via San Giovanni sul Muro, 2 - 20121 Milano (Lombardia) 02 87 905 -  ingresso 8 euro

Torna La Notte di San Lorenzo che, dopo un periodo di pausa per l'abbandono "forzato" di Cascina Monluè, presenta una produzione Arci, in collaborazione con il Consolato Ungherese e con il contributo del Comune di Milano - Assessorato alla Cultura. Un progetto-kermesse che vede tre dei maggiori gruppi gipsy ungheresi unirsi sulla scena con OLAH GIPSY ALLSTARS PROJECT, una straordinaria serata-evento il 24 novembre al Teatro Dal Verme alle ore 21, ingresso 8 euro.

La serata sarà al contempo un grande omaggio alla musica popolare e anche, ricorrendo il XX anniversario dalla caduta del muro di Berlino, una serata dedicata alla nuova Europa, inizio di un percorso musicale tematico per i futuri anni, con un omaggio alla musica gitana d'Ungheria.
La Notte di San Lorenzo nella sua lunga storia è stata sempre sensibile al tema delle musiche sviluppatesi nei luoghi di confine, centri di incontri e di scambi culturali e mercantili, presentando ad esempio le musiche Tuareg, quelle dei popoli della Via della Seta, del Rajasthan e di numerose altre culture e società in movimento.

OLAH GIPSY ALLSTARS PROJECT
E' un progetto che vede in scena contemporaneamente tre dei più noti gruppi musicali gipsy Olah d'Ungheria: i Romano Drom, La Szilvasi Gipsy Folk Band e i Ternipe. Si tratta di uno spettacolo unico interpretato da 15 elementi tra cantanti, musicisti e danzatori testimoni viventi delle millenarie tradizioni culturali e musicali gitane.
In un'unica e trascinante serata, si mescoleranno la tradizione Olah più rigorosa dei Romano Drom, noti per il virtuosismo nell'utilizzo della voce come trascinante strumento ritmico, intercalato dagli strumenti a percussione, ottenuti con oggetti di uso quotidiano (le lattine del latte, i cucchiai di legno); i bassi della nota Szilvasi Gipsy folk band (quest'ultima raccoglie più tradizioni musicali) ottenuti per onomatopea vocale, tecnicamente szajbojozes, con le sezioni a pizzico; gli orchestrati dei violini dei Ternipe con l'uso pizzicato delle chitarre e il percuotere dei loro danzatori sul proscenio.

La musica Olah
Gli Olah sono uno dei gruppi etnici gitani meno noti. Per lo più si trovano in Ungheria e la loro musica si distingue dagli altri stili gitani. Il loro nome etnografico è gitani Valch e corrisponde alla loro origine geografica, la Valachia regione della Romania. In Ungheria sono conosciuti come Olah: antica parola rumena . Il gruppo più numeroso è rappresentato dai Lovar che molto tempo fa erano commercianti di cavalli; alcuni, venditori ambulanti altri, mercanti di ferraglie e cestinai. Al contrario della maggior parte dei gitani essi non intrattenevano relazioni con altre popolazioni e questo ha permesso alla musica di mantenere una sua antica originalità. La loro musica basata su voci e percussioni, rimase confinata nella loro comunità etnica fino agli anni 50'. Solo negli anni '70 la musica gitana Olah si affaccia sul panorama internazionale.

Il progetto Olah Gipsy AllStars vuole essere voce della musica gitana Olah da quella più tradizionale fino al nuovo stile sviluppatosi recentemente. Il progetto parte dall'iniziativa di due musicisti che crearono l'"Athe Sam" gipsy festival a Budapest nel 2007: Antal Kovacs dei Romano Drom e Istvan Szilvasi della Szilvasi Gipsy Folk Band chiesero ad amici e leader di altri gruppi di Budapest per suonare insieme. Hanno ripetuto l'esperienza giungendo fino allo Sziget Festival e al Castle festival di Budapest.

La formazione
Antal Kovacs: voce, chitarra
Mate Kovacs: percussioni
Rafael Zsigmond: danza, scats, kanna
Jozsef Balogh: voce, chitarra
Matild Dobi: voce, danza
Szerena Baxtai: voce, danza
Robert Farkas: violino, fisarmonica
Bela Lakatos: voce, kanna
Istvan Farkas: voce, mandolino
Istvan Szilvasi: voce
Peter Csordas: basso
Attila Csavas: sassofono, tarogato
David Csizmadia: tromba
Balazs Vajna: VJ

L'evento su Facebook

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 21/11/2009 @ 09:33:27, in Europa, visitato 1329 volte)

Da Roma_Daily_News

Bratislava, 16.11.2009, 07:07, (ROMEA/RPA)

Le elezioni regionali di domenica hanno visto la vittoria della coalizione governativa di sinistra, guidata dal partito Směr-SD di Robert Fico. I candidati romanì con più successo hanno partecipato nella regione di Prešov per il Partito Coalizione Rom (Strana romské koalice - SRK). Riporta Roma Press Agency (Romská tisková agentura RPA - www.rpa.sk) che soltanto Miroslav Daňo è stato eletto nel parlamento regionale, con 2.491 voti nel distretto di Vranov nad Topl'ou.

 Ladislav Čonka (SRK) ha perso per pochi voti, con 2.273 in due collegi dietro altri candidati eletti a Vranov. Štefan Kali (SRK) ha ricevuto 2.022 voti e Alfonz Kali (SRK) 1.988 voti. Il seggio di Daňo è quindi l'unico ottenuto dall'SRK, anche se ha schierato un totale di 57 candidati nelle regioni di Banskobystrický, Košice e Prešov.

Iniziativa Rom di Slovacchia (Romská iniciativa Slovenska - RIS) aveva candidati al parlamento regionale e tre candidati per le amministrative regionali, tutti senza successo. A Košice, Jozef Červeňák concorreva per il RIS come amministratore ed ha ricevuto 5.363 voti (4,1%). Il candidato vincente, Zdenko Trebul'a, ha ricevuto il 60,25%. Soltanto il 22,93% dei votanti registrati si sono presentati al voto.

A Prešov, si è presentato alle urne il 26,31% dei votanti registrati, dove il candidato del RIS Radoslav Ščuka ha ottenuto 3.223 voti (2,13%). Il RIS presentava un candidato anche nella regione di Banskobystrický, ottenendo 2.499 voti (1,84%). RPA riporta che l'affluenza al voto è stata del 27,06%.

ROMEA, RPA, ČTK, translated by Gwendolyn Albert

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 20/11/2009 @ 15:32:31, in Italia, visitato 2368 volte)

Un breve resoconto che ho scritto con rapidità, indignato dalle dichiarazioni della Moioli:
Tommaso Vitale, Dipartimento di Sociologia e della Ricerca Sociale - Università di Milano Bicocca

19/nov/09: Non è certo il primo sgombero a cui assisto. Questa mattina alle 5.45 in via Rubattino c’erano già alcuni uomini che uscivano per andare a lavorare nei cantieri. Non credevano sarebbe arrivato lo sgombero, proprio oggi. C’era già Stefano, della Comunità di S. Egidio, presente, ben più sveglio di me. Capace di parlare con tutte le persone della baraccopoli, conoscendole una a una. C’era già anche un cittadino del quartiere, in pensione, che abitualmente accompagna i bambini a scuola, organizzando una sorta di piedibus in cui bambini rom e gagi si tengono per mano. Alle 6.00 sono iniziate a uscire le prime famiglie che hanno preso sul serio la notizia dello sgombero. Solo coppie senza figli, più rapide e capaci di “prendere su” le proprie cose e cercarsi un’altra sistemazione. Per chi ha figli, spostarsi è ben più difficile. Pian piano tutti hanno iniziato a svegliarsi e uscire. Forse 250 persone, probabilmente di più. Almeno 80 bambini. Pian piano sono arrivati anche altri gagi: Elisabetta e tante persone della Comunità di S. Egidio, Greta, Valerio e tanti da Segnavia - l’associazione animata dai padri Somaschi -, Fabio, Lavinia e tanti altri del Naga, e poi le maestre delle scuole elementari del quartiere, alcuni genitori, Vincenzo e le persone del circolo Acli di Lambrate, Patrizia Quadrelli - consigliera comunale di Rifondazione - e David Gentili - consigliere comunale del PD. E poi i giornalisti, Repubblica, Corriere, Radio Popolare. Un sacco di persone, e non solo delle associazioni coinvolte abitualmente nel Tavolo Rom. Tanti cittadini ordinari, a testimonianza dei legami forti creati nel quartiere. Le persone sono arrivate così presto alla mattina, forse anche senza credere veramente allo sgombero. Quasi per rassicurare e rassicurarsi. In una delle prime mattine un po’ fredde, con una pioggerellina intermittente.

Alle sette di mattina eravamo già tutti lì. Convocati da sms rapidi, e-mail veloci poche ore prima, fra le 18.00 e le 21.00 del giorno precedente - “pare che sia veramente domani lo sgombero... appuntamento in via Rubattino”. Poi è sorto il sole, alle 7.20. E alle 7.30 sono arrivate le ruspe. Alle 7.40 l’esercito (polizia di stato e carabinieri) e la polizia locale. La normativa internazionale prevede che non possa essere fatto uno sgombero in assenza di alternative abitative. Prevede anche che debba essere data una notifica individuale ai maggiorenni. Né l’uno, né l’altro vincolo è stato rispettato . Prevede anche molte altre cose, come si può leggere nel dettaglio nei tanti documenti del Tavolo Rom di Milano (vedi: Documento Tavolo Rom - Politiche e interventi possibili per i rom e i sinti a Milano2.rtf ).

Più di trecento persone si sono viste distruggere ogni effetto personale che non sono riusciti a portare subito via con sé. Materassi, letti... tutto è stato distrutto.

Il Comune non ha predisposto alcuna alternativa abitativa per le persone. De Corato ha fatto girare dei comunicati stampa con una frase non rispondente alla realtà: “i servizi sociali hanno offerto a donne e bambini l'accoglienza nelle strutture comunali”. Solo a cinque donne con figli è stato data l’opportunità di andare in Comunità mamma con bambino, 3 a Monza, 2 a Milano. Ma altre 40 donne hanno fatto richiesta, per iscritto, al Comune. Gli è stato detto, noi presenti, che potevano essere accolti solo bimbi fino ai 7 anni, dagli 8 in sù sarebbero stati allontanati e messi in Comunità senza i genitori. 67 adulti maschi hanno fatto richiesta per usufruire delle strutture dell’accoglienza freddo, ma è stato detto loro di andare in stazione centrale, fare richiesta e mettersi in lista di attesa (che consta già di 160 persone). Moltissime coppie di genitori, poi, non hanno accettato di separarsi e hanno chiesto aiuto per trovare una dimora, hanno chiesto di preservare la loro unità familiare. Nessuna mamma, anche di quelle che avrebbe accettato di separarsi dal marito ha accettato però di separarsi dai bimbi con più di sette anni.

Le associazioni del Tavolo Rom, per voce del segretario generale della Camera del Lavoro metropolitana di Milano, Rosati, hanno sentito il Prefetto. Hanno parlato con voce unica, hanno chiesto spiegazioni per questo comportamento sconsiderato. Il Prefetto ha risposto di aver ricevuto dal Comune di Milano un’assicurazione preventiva allo sgombero che tutti i bambini avrebbero trovato accoglienza con i loro genitori. Non è avvenuto. Il dirigente del Comune di Milano presente non aveva alcun piano di accoglienza se non per 5 mamme. Le pressioni sul Sindaco e sul Prefetto hanno portato lo stesso dirigente, che si era già allontanato, a tornare e prendere ulteriori richieste, senza però nulla garantire. Non vi è la disponibilità politica di mettere a disposizione le strutture di emergenza della protezione civile ubicate in via Barzaghi. Non vi è disponibilità ad ampliare i posti dell’emergenza freddo. Nel dormitorio di viale Ortles non possono entrare mamme con bambini, forse potrebbe trovarvi posto una (!) donna senza figli.

Il Cardinale, pastore della chiesa ambrosiana, è stato avvisato, e più persone gli hanno dato un racconto dettagliato: non ha caso le sue parole sono state forti e precise nel pomeriggio: “Chi ha alte responsabilità deve ascoltare l’invocazione che viene da tante forme di miseria, ingiustizia e solitudine. A vincere deve essere sempre la dignità dell’essere umano. La miseria non sia zittita, ma piuttosto ascoltata per essere superata”.

Le principali organizzazioni per i diritti umani sono state informate, e stanno scrivendo e facendo pressione sull’amministrazione. Tutti si chiedono che urgenza ci fosse nell’effettuare uno sgombero così radicale proprio ora, alle porte dell’inverno. Tutti si chiedono perché lo sgombero è stato effettuato proprio oggi. Perché oggi non è un giorno ordinario per la Giunta milanese. Questa mattina nell’aula consiliare di Palazzo Marina veniva celebrata una giornata ben precisa.

Mentre si distruggeva una baraccopoli senza proporre alcuna alternativa a 300 persone, l’assessore alla Famiglia (!) Mariolina Moioli festeggiava nell’Aula Consiliare di Palazzo Marino la XX Giornata internazionale dei Diritti dell’Infanzia.

Visto che queste grandi operazioni con centinaia di poliziotti non sono organizzate da un giorno per l’altro, questa mattina eravamo come attoniti nel pensare che l’Assessore alla Famiglia abbia potuto pianificare per la stessa giornata, negli stessi orari, di festeggiare i diritti dell’infanzia e di lasciare 80 bambini su un marciapiedi. Attoniti, non perché ingenui, attoniti non perché di primo pelo. Stupefatti dalla arroganza dell’amministrazione nell’esercizio del potere, che forse non teme nemmeno la critica.

Questa mattina, nelle tre scuole elementari del quartiere era previsto per i bambini di festeggiare la XX Giornata internazionale dei Diritti dell’Infanzia. I bambini si sono preparati, hanno studiato la Carta dei diritti dell’infanzia. E oggi hanno scritto delle lettere al sindaco di Milano. Hanno chiesto spiegazioni per l’assenza dei loro compagni di scuola. Hanno chiesto spiegazioni del mancato rispetto dei fondamentali della Carta. Hanno chiesto come mai questo possa avvenire proprio oggi.

Ancora una volta, mi sembra che non sia tempo sprecato ribadire con grande forza che i rom appartengono alla comune umanità. Che l’infanzia rom è l’infanzia umana. Che un trattamento differenziale lede la nostra Costituzione.

Ancora una volta, mi sembra che ribadire l’appartenenza dei rom alla comune umanità sia troppo poco, un orizzonte imprescindibile ma solo morale. Occorre abbinare a questo anche una progettualità politica, che riconosca parola e dignità a queste persone, che con loro pensi percorsi incrementali di inserimento e autonomia possibile. Nonostante il dolore, non resteremo senza parole e capacità di proposta politica.

PS:
Senza ritegno, l’assessore Moioli ha dichiarato “Gli operatori dei Servizi Sociali - prosegue l’assessore Moioli - , d’intesa con la Prefettura e le realtà del privato sociale, si stanno già occupando di mamme e bambini attraverso un progetto condiviso, elaborato negli scorsi giorni: a tutti è stata offerta la possibilità di essere ospitati presso strutture d’accoglienza, ma solo sei famiglie hanno accettato il ricovero il comunità”. E ha precisato: “Tengo a ribadire che a tutti i 61 nuclei familiari che vivevano in quel campo è stata offerta un'opportunità di accoglienza e che l'attenzione dei nostri operatori è stata massima, in particolar modo per i bambini e per le loro mamme”. Con che coraggio si può dichiarare una cosa del genere dopo aver messo a disposizione solo cinque posti in Comunità?

Arrivata la notte, e il freddo. 6 uomini adulti hanno trovato accoglienza alla Casa della Carità, una dozzina di famiglie in tre parrocchie del quartiere e in un’altra struttura di accoglienza. Ovviamente per pochi giorni. Più di duecento persone sono restate senza un tetto sopra la testa. Somaschi e comunità di S. Egidio questa sera hanno distribuito almeno 170 coperte. Prima a bambini, donne incinte e persone anziane. Nemmeno le coperte sono state messe a disposizione dalla protezione civile.

Articolo Permalink Commenti Oppure (5)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 20/11/2009 @ 09:42:44, in Regole, visitato 1154 volte)

NEWS (Osservatorio razzismo) - 19-11-2009
Razzismo, divieto di comizi per il sindaco Tosi
Verona, la pena accessoria della Cassazione alla condanna per l’offesa ai sinti: niente interventi pubblici per tre anni
la Repubblica (edizione cartacea), giovedì 19 novembre 2009 PAOLO BERIZZI

VERONA - Tosi come Gentilini. Dopo la condanna (istigazione al razzismo) inflitta al fumantino vicesindaco di Treviso, tocca ora al primo cittadino leghista di Verona subire l’onta e le conseguenze di un provvedimento definitivo (propaganda razzista) per i suoi eccessi contro gli immigrati. In questo caso i cittadini sinti che nel 2001, con una campagna muscolare fatta di slogan martellanti, Tosi voleva cacciare dalla città che oggi amministra. Anche per lui, oltre a due mesi di reclusione (pena sospesa), i giudici hanno stabilito, in via definitiva, il divieto di partecipare a comizi politici per tre anni. Una pena accessoria di fatto congelata, ma che - sul piano politico - fissa dei paletti.

È tutto contenuto nelle motivazioni, depositate il 30 ottobre, della sentenza della Corte di Cassazione. Dieci pagine nelle quali si fa riferimento al reato per il quale Flavio Tosi è stato punito: «Propaganda di idee fondate sulla discriminazione e l’odio razziale». L’inciampo del sindaco veronese, pupillo del ministro degli Interni Maroni, risale al 2001. Assieme alla sorella Barbara e ad altri quattro dirigenti della Lega (tutti condannati, tra loro il deputato Matteo Bragantini e l’assessore comunale Enrico Corsi) Tosi diffuse dei volantini con scritte tipo «Firma anche tu per cacciare i sinti», «Sgombero immediato! Via gli zingari da casa nostra», e dichiarazioni stampa come «dove arrivano loro ci sono i furti». Che quei sinti accampati nel quartiere di Borgo Venezia fossero iscritti all’anagrafe e veronesi da generazioni, al gruppo capeggiato da Tosi importava niente. Sollevate barricate contro i campi nomadi, lanciate petizioni per farli sloggiare, promesso che la Lega ne avrebbe impedito l’insediamento «in qualsiasi altra area del territorio», Tosi, dopo gli esposti di un gruppo di associazioni antirazziste, si trovò a dover rispondere di tutto questo in tribunale: non smentì nulla. Si giustificò dicendo che la sua era una battaglia per il ripristino della legalità. Il processo istruito dal procuratore di Verona, Guido Papalia, culminò con una condanna in secondo grado a due mesi di reclusione. La Cassazione, inizialmente, annullò con rinvio la condanna, sentenziando, in sostanza, che se sono ladri è legittimo discriminare i nomadi («La discriminazione per l’altrui diversità è cosa diversa da quella per l’altrui criminosità»). Poi però è arrivato il giudizio definitivo. Che inchioda Tosi ad un comportamento «non rivolto al ripristino della legalità quanto alla discriminazione». Federica Panizzo e Lorenzo Picotti sono i legali dei sinti costituitisi parte civile. «Dopo otto anni - dicono - si mette la parola fine su un processo nel quale è emersa tristemente l’attualità e la pericolosità di un "razzismo contemporaneo" che, anche per il solo fatto di essere propagandato pubblicamente, è in grado di scalfire la pacifica convivenza dei cittadini. Tutti, senza distinzioni».


La risposta su Libero-News

Verona, 19 nov. (Adnkronos) - ''Ho dato incarico ai miei legali di querelare il giornalista Paolo Berizzi del quotidiano la Repubblica per l'articolo pubblicato oggi con il titolo ''Razzismo, divieto di comizi per il sindaco Tosi, corredato da un occhiello che dice ''niente interventi pubblici per tre anni''. Tutti sanno, tranne Berizzi che volutamente ignora la realta' dei fatti, che non esiste nei miei confronti alcun divieto di comizi o alcuna limitazione di interventi pubblici, tant'e' che ne faro' uno anche domattina in un'emittente televisiva nazionale (Mattino 5, La Telefonata con Maurizio Belpietro)''. Lo annuncia, in una nota, il sindaco di Verona, Flavio Tosi'.

''D'altra parte, a Verona, si e' gia' avuto modo di notare quanto poco accurato e scrupoloso sia il signor Berizzi nelle sue cronache, specie riguardanti la nostra citta': in un suo libro ha persino sbagliato, tra le tante cose, la data dell'uccisione del giovane veronese Nicola Tommasoli'', conclude Tosi.


Su http://www.cestim.it/ potete leggere il testo integrale della Motivazione della Sentenza, e il commento degli Avvocati di parte civile.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Sucar Drom (del 20/11/2009 @ 08:46:04, in Italia, visitato 1100 volte)

Nelle ultime settimane sembra tornata di attualità la cosiddetta “questione rom”. Come è accaduto in altri casi anche recenti, attorno alle minoranze rom e sinte si coagulano gli allarmi caratteristici delle politiche emergenziali e securitarie: ma stavolta, ci sembra, si sta facendo un preoccupante “salto di qualità”. Quasi che dalle parole minacciose si stesse passando ai fatti concreti.

A Cosenza, il Prefetto emana un ordine di espulsione per un gruppo di rom rumeni: un gruppo che, ad avviso del rappresentante del Governo, costituisce una “una minaccia concreta, effettiva e grave all’incolumità pubblica”. Cosa hanno fatto di tanto grave queste persone? Vivono in campi e in baracche, non hanno un lavoro né una dimora stabile. Tutto qui: il provvedimento del Prefetto non aggiunge altro. I rumeni, quindi, rappresentano una minaccia perché sono poveri, privi di mezzi di sostentamento. Mai in Italia l’equiparazione tra poveri e “categorie pericolose” era stata formulata in modo così netto, senza pudori né giri di parole.

A Roma, all'alba dell'11 novembre, le forze dell’ordine sgomberano le famiglie rumene dal campo Casilino 700. Nell’operazione sono coinvolte la Polizia di Stato, l’esercito, i vigili urbani e la Protezione Civile: un dispiegamento di forze evidentemente sproporzionato rispetto alla situazione. Baracche, tende ed effetti personali dei rom vengono distrutti dalle ruspe, mentre una ventina di capifamiglia sono tratti in arresto, nonostante non si sappia di cosa siano accusati.

Colpisce la tempistica di questi due episodi: nel giro di pochi giorni, un rappresentante del Governo e un Sindaco schierato con la maggioranza berlusconiana lanciano una campagna di aggressione contro una minoranza fragile e discriminata. Il copione non è molto diverso da quello cui abbiamo assistito altre volte in questi anni: una coalizione politica in crisi di consenso cerca di rilegittimarsi indicando un facile “capro espiatorio”, un “bersaglio” su cui scaricare le ire dei cittadini.

Così l’Italia del Governo Berlusconi dichiara guerra ai rom. Indica il “pericolo pubblico” in una minoranza di 170 mila persone, per metà donne, per metà bambini, per metà cittadini italiani. La guerra ai più deboli sta diventando la cifra della nuova Italia guidata dal centro-destra.

Intanto, altri eventi contribuiscono a creare un clima favorevole a queste scelte del governo.

Ad Alba Adriatica, vicino Teramo, un episodio tragico, un brutto fatto di sangue diventa il pretesto per criminalizzare un’intera comunità. Il colpevole è un rom, dunque tutti i rom sono colpevoli: questa è l’operazione condotta in modo spregiudicato da una parte della stampa e dei mass-media del nostro paese.

A Pisa l’amministrazione comunale – guidata dal centro-sinistra - decide di chiudere il programma “Città Sottili”: interrompe cioè uno dei tentativi più avanzati in Italia di superare i “campi nomadi”, e di garantire ai rom il diritto alla casa (perché, contrariamente a un diffuso pregiudizio, i rom non vogliono abitare nei campi-ghetto in cui sono stati confinati).

Il Comune di Pisa lancia così un segnale in sintonia con le scelte del Governo Berlusconi: un brutto segnale di “trasversalità” politica, proprio quando invece sarebbe importante affermare e praticare scelte politiche e culturali differenti.

Questi episodi disegnano, nel loro insieme, un mosaico inquietante, che deve preoccupare tutti. Si sta consolidando in Italia una vera e propria “guerra ai rom”. Finora teorizzata ed evocata, parzialmente praticata (come nel caso del censimento dei bambini rom nell’Estate 2008), ma mai attuata con espulsioni e allontanamenti sistematici. Il rischio è che gli episodi di questi ultimi giorni rappresentino un drammatico “salto di qualità” in questo senso.

Per aderire: sergiobontempelli@interfree.it

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 19/11/2009 @ 11:50:02, in Italia, visitato 2534 volte)

Corriere.it (c'è anche un servizio fotografico sullo sgombero)

19 novembre 2009 - Gli agenti hanno fatto uscire le famiglie dalle loro baracche. Inutile la fiaccolata di mercoledì sera - il consigliere Gentili: «Provo vergogna come amministratore e cittadino»

MILANO - E' scattato all'alba lo sgombero del campo rom nell'area ex Enel di via Rubattino a Milano. Le famiglie sono state buttate giù dal letto dagli agenti di polizia, carabinieri e polizia locale in tenuta antisommossa e hanno dovuto lasciare le loro baracche. Inutile la fiaccolata organizzata mercoledì sera da alcune associazioni del quartiere e dalle maestre dei bambini per scongiurare il blitz. Nel campo, le presenze di nomadi erano passate negli ultimi mesi da circa 50 a oltre 150, anche in seguito agli arrivi dovuti agli sgomberi di altri campi irregolari. «La proprietà ha già iniziato i lavori di smantellamento e messa in sicurezza della struttura», mentre «i servizi sociali hanno offerto a donne e bambini l'accoglienza nelle strutture comunali», spiega il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato, che ricorda come con questo sgombero «il 166esimo, restituiamo alla città un'altra fetta abbandonata al degrado».

QUARANTA BAMBINI A SCUOLA - Dure le prime reazioni: «Mentre l'assessore Moioli celebra l'anniversario della Carta dei diritti all'infanzia - affermano i consiglieri comunali David Gentili (Pd) e Patrizia Quartieri (Prc) - in via Rubattino l'esperienza di integrazione di 40 bambini nelle scuole del quartiere viene calpestata dalle ruspe. Uno sgombero che è una vergogna per Milano. Si fa propaganda politica sulla vita dei bambini». «Alle porte dell'inverno, dopo le mobilitazioni del quartiere e delle insegnanti delle scuole che ospitano i bambini, pensavo, ingenuo, che ciò non sarebbe accaduto - prosegue Gentili -. Non c'è limite all'utilizzo della vita delle persone per fare propaganda politica». Di «ennesima violazione di diritti fondamentali», parla l'associazione Naga.

ANCHE A SESTO - Intanto, è stato sgomberato dalle forze dell'ordine anche il campo rom di via Luini a Sesto San Giovanni, nell'hinterland milanese. A comunicarlo e il capogruppo del Pdl in Comune Antonio Lamiranda che accusa però l'Amministrazione di centrosinistra di «nulla aver fatto per tutelare quei cinque o sei bimbi che vivono in condizioni inumane». Lunedì scorso, durante un vertice a Palazzo Marino, Lega e Pdl hanno fatto la pace su una delle questioni che in passato ha diviso la maggioranza, fissando in mille il «tetto» dei nomadi presenti in città, tetto da raggiungere entro il 2011. I nomadi, a quanto deciso, dovranno essere inseriti in campi rom regolari e che, in prospettiva, sono destinati a diventare per lo più spazi di transito.

NOTIZIE CORRELATE
«A Milano non più di mille rom»

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 19/11/2009 @ 09:07:13, in media, visitato 1164 volte)

Ricevo e porto a conoscenza

Salve,

seguiamo con interesse il vostro blog e vorremmo segnalarvi il sito www.theforgotten.eu, che ci piacerebbe fosse segnalato come link nel vostro sito.

Il nostro progetto “I dimenticati tra I dimenticati” (a cui il sito si riferisce) è promosso dalla branca italiana del Servizio Civile Internazionale (SCI) insieme al Centro Europeo di Studi sulla Discriminazione di Bologna (CESD) e allo SCI Romania. E’ sostenuto dalla Commissione Europea nell’ambito del programma “Citizenship”.

Il progetto è incentrato sul ricordo della persecuzione nazi-fascista contro le persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) e contro il popolo Rom. L’intento di questo progetto è quello di contribuire a ricordare ciò che è accaduto a coloro che sono stati perseguitati ma che raramente vengono menzionati come vittime del nazi-fascismo. Attraverso il ricordo, il nostro obiettivo è anche quello di aiutare a riflettere sulla attuale situazione di discriminazione delle persone LGBT e Rom, contribuendo così a costruire la coesione futura.

Il progetto proseguirà nel corso del 2010, con una serie di eventi e iniziative per riscoprire i luoghi che furono campi di concentramento di persone rom durante la seconda guerra mondiale.

Un saluto,

Elena Cavassa
Servizio Civile Internazionale

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7

Titolo
Quest'anno ci saranno le elezioni europee. Ti senti coinvolto:

 Per niente
 Poco
 Normalmente
 Abbastanza
 Molto

 

Titolo
La Newsletter della Mahalla
Indica per favore nome ed email:
Nome:
Email:
Subscribe Unsubscribe

 

********************

WIKI

Le produzioni di Mahalla:

Dicono di noi:

Bollettino dei naviganti:

********************


Disclaimer - agg. 17/8/04
Potete riprodurre liberamente tutto quanto pubblicato, in forma integrale e aggiungendo il link:
www.sivola.net/dblog.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. In caso di utilizzo commerciale, contattare l'autore e richiedere l'autorizzazione.
Ulteriori informazioni sono disponibili QUI

La redazione e gli autori non sono responsabili per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ai post.
Molte foto riportate sono state prese da Internet, quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non hanno che da segnalarlo, scrivendo a info@sivola.net

Filo diretto
sivola59
per Messenger Yahoo, Hotmail e Skype


Outsourcing
Questo e' un blog sgarruppato e provvisorio, di chi non ha troppo tempo da dedicarci e molte cose da comunicare.
Alcune risorse sono disponibili per i lettori piu' esigenti:

Il gruppo di discussione

Area approfondimenti e documenti da scaricare.

Appuntamenti segnalati da voi (e anche da me)

La Tienda con i vostri annunci

Il baule con i libri Support independent publishing: Buy this e-book on Lulu.


Informazioni e agenzie:

MAHALLA international

Romea.cz

European Roma Information Office

Union Romani'

European Roma Rights Center

Naga Rom

Osservazione


Titolo
blog (2)
Europa (7)
Italia (6)
Kumpanija (2)
media (2)
musica e parole (4)

Le fotografie più cliccate


19/09/2019 @ 05:51:26
script eseguito in 56 ms

 

Immagine
 c'era una volta... di Fabrizio



Cerca per parola chiave
 

 
 

Circa 1808 persone collegate


InChat: per non essere solo un numero scrivete /n  e poi il vostro nome/nick

< settembre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
      
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
           
Titolo
blog (506)
casa (438)
conflitti (226)
Europa (986)
Italia (1410)
Kumpanija (377)
lavoro (204)
media (491)
musica e parole (445)
Regole (348)
scuola (335)
sport (97)

Catalogati per mese:
Maggio 2005
Giugno 2005
Luglio 2005
Agosto 2005
Settembre 2005
Ottobre 2005
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
BuongiornoIo sono una persona che si offre di pres...
18/08/2019 @ 16:46:26
Di Stephano
BuongiornoQuesto messaggio è per gli individui, pe...
15/08/2019 @ 09:29:56
Di FRANCO
 

Locations of visitors to this page

Contatore precedente 160.457 visite eliminato il 16/08/08 per i dialer di Specialstat

 Home page © Copyright 2003 - 2019 Tutti i diritti riservati.

powered by dBlog CMS ® Open Source