Rom e Sinti da tutto il mondo

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Richiediamo chiarezza. Di Rom si parla poco e male, anche quando il tema delle notizie non è "apertamente" razzista o pietista, le notizie sono piene di errori sui nomi e sulle località

La redazione
-

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 30/09/2012 @ 09:19:22, in Europa, visitato 1305 volte)

Accordeon.org [...]

Il Musée de la Musique (Paris 19e) sta preparando un'importante mostra dedicata al chitarrista Django Reinhardt (1910-1953) e alla sua epoca. La mostra intitolata "Django Reinhardt, Swing de Paris" si terrà dal 6 ottobre 2012 al 20 gennaio 2013.

Il progetto Django Reinhardt fa parte di un ciclo di esposizioni presentate e prodotte al Musée de la Musique, dedicate ai grandi musicisti popolari del XX secolo, come Jimi Hendrix, John Lennon, e più recentemente Miles Davis, Georges Brassens, e Bob Dylan.

Un'opera giudicata essenziale per questa esposizione, è conservata nelle collezioni del Polo Fisarmoniche a Tulle. Si tratta di una fisarmonica cromatica modello Chroma 348, marca Maugein Frères, fabbricata nel 1928, di colore verde marmorizzato. Queste le sue caratteristiche tecniche:

  • destra: 3 file, 34 bottoni, 3 voci
  • sinistra: 4 file, 48 bassi, 4 voci.

Dunque, questa fisarmonica da Tulle andrà in esilio per alcuni mesi nella capitale, per arricchire ed illustrare la mostra del Musée de la Musique.

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Di Sucar Drom (del 01/10/2012 @ 09:12:20, in casa, visitato 853 volte)
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Di Fabrizio (del 01/10/2012 @ 09:18:32, in conflitti, visitato 1614 volte)

Realizzato con la collaborazione di Davide Zaccheo

L'ENNESIMO ATTO BARBARICO DI ALEMANNO E BELVISO NEI CONFRONTI DEI ROM DI TOR DE CENCI di Davide Zaccheo

foto di Serena Masci durante le operazioni di sgombero (cliccare sull'immagine per scaricarla a grandezza personale)

La mattina del 28 settembre 2012 un dispiegamento di forze della polizia municipale di Roma Capitale affiancati da tre cellulari della polizia di stato, due pullman da 50 posti cadauno adibiti al trasporto di persone, due camion con sopra due ruspe per la demolizione, irrompevano senza preavviso nel campo nomadi di Tor de Cenci a Roma e procedevano sotto gli occhi dei bambini che erano già saliti sul pullman del comune di Roma che li avrebbe portati a scuola, alla demolizione dei container rimasti e al trasferimento delle restanti 170 persone del campo. Di fronte ad una azione cosi minacciosa tutti i bambini sono scesi dal pullman per rimanere con le loro famiglie.

Tutto ciò all'indomani della sentenza di primo grado del Tar che annullava il ricorso fatto da alcune famiglie rimaste al campo alla fine di luglio in seguito alla consegna dell'ordinanza di sgombero da parte del sindaco Alemanno e dopo il trasferimento nel nuovo campo nomadi della Barbuta della maggioranza dei rom residenti.

La notte tra domenica 23 e lunedì 24 un'intera comunità di bosniaci che erano stati trasferiti alla Barbuta un mese e mezzo prima, aveva fatto ritorno a Tor de Cenci dopo aver denunciato pubblicamente le minacce dal gruppo storico residente nel nuovo campo situato tra il Comune di Roma e quello di Ciampino. Questo gruppo ha dormito per circa 5 giorni all'aperto sulle stesse piazzole dove erano situati i container che il comune gli aveva demolito. I loro figli non sono andati a scuola per circa una settimana a causa della mancanza di acqua per lavarsi.

Le ruspe hanno abbattuto i container delle famiglie rimaste davanti agli occhi inermi dei bambini del campo. Gli agenti della polizia municipale di Roma Capitale non hanno usato nessun tipo di precauzione, il tutto è avvenuto dall'inizio alla fine davanti ai bambini e alle donne che piangevano.

Monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas Diocesana di Roma, intervenuto durante le demolizioni ha gridato "Barbari" a chi in quel momento dirigeva le operazioni al fine di radere al suolo il campo. Un volontario della comunità di Sant'Egidio e due operatori dell'Arci Solidarietà venivano fermati e identificati dalla polizia municipale semplicemente perché stavano scattando delle fotografie durante l'abbattimento dei container.

Oltre al danno anche la beffa. Ai rom rimasti senza container è stato comunicato il trasferimento temporaneo in un centro di accoglienza del Comune di Roma dove dovranno restare per circa 10 giorni in attesa che finiscano i lavori dell'area di Castel Romano dove dovrebbero essere trasferiti definitivamente e dove già vivono 900 rom.

Nel centro di accoglienza i rom sono stati sistemati in due stanzoni con brande e materassi. Le condizioni di vita del centro sono ai limiti della decenza, con bagni chimici e docce poste all'esterno dell'edifici. Tra loro ci sono donne incinte, una anziana di 80 anni malata di cuore e una donna sempre anziana da poco uscita dall'ospedale a causa di un ictus.

I Rom di Tor de Cenci trasferiti nel centro di accoglienza del comune di Roma hanno deciso per Lunedì 1 ottobre 2012 uno sciopero della fame per protestare contro le condizioni disumane i cui sono stati collocati, condizioni che calpestano qualsiasi tipo di diritto umano fondamentale.

    Pensavamo che fosse la solita giornata: ..... arrivi al campo e li trovi l'autobus o comunque arriverà, sai che a breve all'orizzonte vedrai i primi bambini che sorridendo gioiosi entusiasti ti corrono incontro, questa mattina il rituale non è stato completato.
    Il primo fotogramma: tre cellulari della polizia, e un silenzio spezzato dalle sirene prima in lontananza e poi sempre più assordanti, all'improvviso sul volto dei bambini espressioni attonite e di smarrimento, per loro quella doveva essere una mattina uguale a tante altre, si sale sull'autobus e si va a scuola; ma cosi non è stato. Lo spettacolo ignobile che è stato allestito davanti ai loro occhi si è aperto con l'arrivo di un mezzo pesante che dotato di braccio meccanico si è accanito sulle loro "case" e le ha ridotte in macerie senza dare il tempo sufficiente per portare fuori tutta la loro vita e ad ogni "casa" che veniva giù, le espressioni sui visi dei bambini sempre più marcate attonite spaurite, e spaventate e il pianto che via via aumentava.
    Nessuno si è soffermato a spiegare loro cosa stava succedendo e perché con tanto accanimento stavano abbattendo le loro case, tutto è avvenuto nella più totale indifferenza. Nessuno si è fermato a prestare la doverosa e appropriata attenzione a quei bambini, la stessa attenzione che si presta a qualsiasi altro bambino che vive però al di la del cancello che delimita il confine tra degno di tutela e indegno di esserlo. Nessun gesto di rassicurazione di sostegno di supporto per attenuare il pesante carico di un avvenimento che loro non riescono a comprendere a pieno perché si percepiscono dei bambini come tanti altri; e chi e con quale coraggio riuscirebbe a guardargli negli occhi e dirgli visto che sei uno zingarello/a non puoi abitare troppo vicino a noi, mai dalle labbra di nessuno uscirebbero tali parole, ma quello che è avvenuto davanti ai loro occhi anche se non è stato detto e stato fatto, sempre nella più totale imperturbabilità.
    Quello che chi non era li non vedrà mai e a cui nessun blog darà mai rilievo saranno gli occhio colmi di lacrime di quei bambini, la giovane madre costretta a cambiare il pannolino di suo figlio sul parabrezza di una macchina, le lacrime che scendono sul volto delle giovani donne che sotto gli occhi impauriti dei loro figli preparano velocemente un enorme fagotto, l'espressione attonita della giovane madre che stinge tra le braccia la sua secondogenita nata solamente una settima addietro, che con lo sguardo inquieto cerca il marito per trovare rassicurazioni dopo che gli viene detto che deve abbandonare la sua casa, l'anziana donna che non parla una parola di italiano che con il viso affranto si porta le mani alle tempie e ripete da prima a voce alta quattro o cinque parole fino a quando il fiato non gli si strozza in gola; e quando tutto è concluso enormi fagotti sparsi in diversi punti, e intere famiglie sedute accanto che si guardano intorno e attendono di essere deportate al centro di accoglienza. Queste sono immagini che pesano, e pesano ancor di più visto che l'istituzione che doveva garantire e tutelare questi bambini con assoluta impassibilità ha predisposto una azione fredda e rapida e senza preavviso, incuranti delle ripercussioni sui bambini dovuti alla privazione di punti di riferimento e dei luoghi in cui sono nati e cresciuti e di cui si sentono ormai parte.
    Sotto il cumulo di lamiere non ci sono solo utensili vestiti giochi ma anche i diritti fondamentali e inviolabili dei bambini e adulti a cui per l'ennesima volta non viene data voce, e che per l'ennesima volta vengono calpestati sempre nella più completa indifferenza.

Tor de' Cenci, i rom alla Fiera di Roma "Da lunedì sciopero della fame"


Infanzie che non tornano:

E' stato tanti anni fa, ero ancora bambino (un bravo bambino, allora). Sotto casa mia il cantiere della metropolitana in costruzione, poco più in là una fabbrica che stava per essere demolita. Io, tre anni, passavo i pomeriggi incantato a guardare i camion e le ruspe al lavoro.
Oggi, 50 anni dopo, la ruspa è tornata a trovare un bambino di 3 anni, a Tor de Cenci. Poi se n'è andata, forse a cercare qualche altro bambino.
A Tor de Cenci, i piccoli vagano tra le macerie, cercando qualcosa da salvare. Tra cocci di vetro e pezzi di plastica, una scarpa, un quaderno strappato, un orsacchiotto di peluche con un occhio solo, il cuscino del nonno, quello straccio con attaccate due perle forse era il vestito da sposa della sorella più grande. Accendini, l'altoparlante della radio, una busta con dentro i documenti... la lunga fatica per essere normali che anche stavolta si muta in fumo.

Fabrizio Casavola

Nel frattempo in Francia, a Marsiglia, i soliti BRAVI CITTADINI davano alle fiamme un insediamento rom. La foto è tratta da TeleFrance1, e tutto sembra legarsi, qualcosa di già visto, già sentito, già odorato, dimenticato troppo in fretta.

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Di Fabrizio (del 02/10/2012 @ 09:06:23, in Italia, visitato 1134 volte)

Segnalazione di Ernesto Rossi

Da SI/NO 26 settembre 2012 foto di Marco Lostuto

Non aveva esitato un attimo a buttarsi nel Naviglio per salvare un anziano che si era gettato nell’acqua tentando il suicidio. Era lo scorso maggio, Loris Vinotti, giovane sinto residente a Buccinasco nel quartiere Terradeo, si trovava a Trezzano per lavoro quando dal suo furgoncino aveva notato quell’uomo lasciarsi andare nell’acqua all'altezza del Ponte Gobbo: Loris si è immediatamente fermato, tuffandosi per salvarlo...

A distanza di mesi, il Comune di Trezzano non dimentica il gesto di quel ragazzo del campo sinti, un eroe della vita quotidiana che non ha fatto altro che comportarsi secondo coscienza. Con un senso civico che troppo spesso si tende a non attribuire a chi appartiene ad una minoranza etnica come la sinta.

“Di quanti Loris ha bisogno il popolo sinto perché cambino idee e comportamenti nei suoi confronti?”, si era chiesto a maggio Ernesto Rossi, presidente di Aperta-mente (di cui fa parte anche Vinotti). Una domanda provocatoria che non nascondeva la preoccupazione per i pregiudizi che ancora oggi pervadono la nostra società.

Trezzano ha saputo guardare oltre e domenica 9 settembre ha conferito a Vinotti un riconoscimento in occasione della premiazione delle persone che si sono distinte per importanti atti verso la collettività, organizzato dalla Pro Loco. Tra gli altri premiati, anche il carabiniere che ha sventato una rapina rimanendo ferito e l’imprenditore Merlini che ha reso un servizio alla collettività valorizzando, dal punto di vista ambientale, le cave dismesse di sua proprietà.

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Di Fabrizio (del 03/10/2012 @ 09:19:44, in Italia, visitato 1024 volte)

di Alessandra Faiella | 25 settembre 2012

L'avevano detto i sostenitori della Moratti: "Con Pisapia vi troverete nei guai, gli zingari occuperanno le vostre case e le coppie gay distruggeranno i vostri matrimoni!" Mai nessuna previsione si è rivelata tanto azzeccata. L'altro giorno ho aperto la porta di casa e ho trovato uno zingaro sdraiato sul mio divano che guardava alla tele "I menu di Benedetta". Gli ho detto "Hai intenzione anche di cucinarti due fettuccine?". Roba da matti. Sempre per onorare le previsioni su Pisapia, una mia amica si è lasciata col marito: "Mi dispiace cara – ha detto lui – ora che a Milano ci sono le coppie di fatto il nostro matrimonio non ha più senso". E se n'è andato, così su due piedi, portando via anche il televisore al plasma appena comprato. Cose dell'altro mondo.

Adesso 'sto benedetto sindaco, non solo celebra dei "quasi matrimoni" in comune ma si dichiara anche favorevole alle adozioni per le coppie gay. Sul tema sono andata a rivedermi un video con l'esilarante Alessandra Mussolini che gridava: "Per un bambino vedere due uomini che si rotolano nel letto è scandaloso!"

In effetti i padri gay hanno queste disdicevoli abitudini, non fanno che rotolarsi come involtini primavera nei letti sempre sotto gli occhi dei bambini, sono proprio fissati con questa storia del rotolamento, danno dei veri e propri spettacoli per ragazzi rotolandosi sul letto, e fanno anche pagare il biglietto! Dove andremo a finire!

Senza scomodare la Mussolini, che con quel cognome si ha voglia di darle sempre ragione, tutti sanno che un bambino non ha tanto bisogno di amore e di affetto ma solo di un padre e di una madre. Lo sa bene una mia amica neuropsichiatra infantile che di famiglie "normali" con madri e padri idonei ne vede miriadi. Mai che nel centro di psicologia infantile arrivino bimbi disturbati con genitori eterosessuali psicopatici, alcolisti, violenti, o anche solo nevrotici, mai, mai e poi mai. La famiglia tradizionale è sempre stata garanzia di dinamiche relazionali perfettamente sane, lo sappiamo tutti, possibile che Pisapia non lo sappia?

Da milanese chiedo che il nostro sindaco su questi temi faccia un passo indietro o che almeno inviti a cena a casa sua il mio zingaro con famiglia (eterosessuale lo garantisco).

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Di Fabrizio (del 04/10/2012 @ 09:18:07, in conflitti, visitato 1072 volte)

Da Hellenic_Roma

France24 Incontro tra un villaggio ed i Rom sfocia in violenza

Un incontro per discutere i problemi legati alla popolazione rom nel piccolo villaggio di Anthili, mercoledì (12 settembre, ndr.) si è trasformato in una vera e propria rissa, da noi documentata.

L'incontro era stato convocato dal sindaco la Lamia, la vicina città sotto la cui amministrazione ricade Anthili. Due settimane prima, il sindaco aveva chiuso un grande campo rom a nord di Lamia, cosa che aveva causato un afflusso di famiglie ad Anthili.

In Grecia ci sono circa 250.000 Rom. Sparsi in tutto il paese, vivono soprattutto ai margini delle città. Alcuni di loro mantengono vive le loro tradizioni ed abitudini nomadi. Molti però hanno adottato uno stile di vita urbano e sedentario. I Rom nomadi che vivono nei campi tendono a vivere ai margini della società e frequentemente sono vittime di discriminazioni..

L'alloggio è un problema ricorrente per questa comunità. Molti Rom vivono in tende piantate su terreni che non appartengono loro, da cui vengono a volte sgomberati a forza.

Foto e video del nostro Observer.



CONTRIBUTO di Nick Parmenopoulos
"La crisi economica ha alimentato l'odio dei greci contro i Rom"

Nick Parmenopoulos vive a Lamia e scrive per il sito di news alternative Altpress Fthiotida. Ha girato diversi video sugli scontri di Anthili.

    I Rom del villaggio non sono stati invitati all'incontro, ma hanno deciso lo stesso di partecipare. Hanno ritenuto che fosse perfettamente normale perché si parlava di loro. Ma quando sono arrivati al municipio, degli abitanti esasperati hanno sbarrato loro la strada, e da qui è nata una rissa. Una dozzina di componenti di Alba Dorata [partito della destra radicale sempre più popolare a seguito della crisi economica, nota dell'autore] li attendeva per arrivare allo scontro. Tuttavia il loro leader ha detto loro di non farsi coinvolgere. Alba Dorata era presente all'incontro perché un consigliere comunale aveva chiesto loro di fornire il servizio d'ordine, ma di limitarsi ad osservare. Alla fine, è intervenuta la polizia a porre fine alla rissa. Fortunatamente, non ci sono stati feriti gravi.

    Un discreto numero di abitanti è arrabbiato non solo con i Rom, ma anche contro il sindaco George Kotronias, per avere ordinato la chiusura del campo a nord di Lamia, localmente noto come Xireas. In questo campo abbandonato vivevano circa 200 famiglie rom, alcune da oltre tre decenni. Una volte cacciate, molte di queste famiglie sono andate in cerca di parenti o amici che avevano acquistato casa alla periferia di Anthili. Circa venti famiglie erano state in grado di acquistare casa, vent'anni fa, per i sussidi allora forniti dall'Unione Europea.
    Tra quanti hanno preso parte alla riunione, molti si sono lamentati del numero crescente di bambiuni rom nelle classi, e di come questi tendessero ad essere sporchi, malati, ecc. Il preside ha provato a spiegare che, legalmente, questi bambini rom avevano lo stesso diritto di frequentare la scuola di qualsiasi altro bambino, cosa che ha sollevato grida indignate.
    Il sindaco ha segnalato durante l'incontro di aver chiamato un avvocato per organizzare la rilocazione in un nuovo campo dei Rom arrivati di recente. Ma ho visto questo campo e potrebbe accogliere soltanto dalla dieci alle quindici famiglie...

    La crisi economica ha alimentato l'odio dei Greci verso la comunità rom. Molti Greci sono convinti che non solo i Rom siano ladri - cosa che personalmente penso riguardi solo una minoranza di loro - ma che traggano anche vantaggio dai programmi assistenziali del governo. Ma le misure di austerità adottate dal governo greco nei mesi scorsi hanno notevolmente ridotto questi sussidi.
    Ed ora ad Anthili stanno prendendo piede le voci più folli. I Rom stanno dicendo che centinaia di membri di Alba Dorata vorrebbero attaccarli e bruciarli vivi. Ma ci sono anche voci che i Rom attaccheranno il villaggio. In sintesi, tutti hanno paura di tutti.

Il sindaco George Kotronias si rivolge agli abitanti del villaggio di Anthili.


Approfondimento: da Giornalettismo del 17 settembre 2012

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Di Fabrizio (del 05/10/2012 @ 09:10:12, in casa, visitato 1845 volte)

L'area è stata suddivisa in due zone: la prima potrà ospitare 46 carovane, mentre la seconda comprende 51 posti destinati ai gestori di giostre (foto Keystone) Corriere del Ticino 27 SET 2012 18:20

A Versoix predisposto un terreno di stazionamento di 53 mila metri quadrati

GINEVRA - Una nuova area di stazionamento destinata alle popolazioni nomadi è stata inaugurata oggi a Versoix (Canton Ginevra). Il terreno di oltre 53 mila metri quadrati accoglierà le carovane di zingari, nonché le famiglie proprietarie di giostre e baracconi, insediate dal 1966 in riva al fiume Versoix.

Il terreno, di proprietà del Cantone, è stato dotato d'infrastrutture collettive, in particolare un padiglione di 120 mq comprendente due lavanderie e una sala di riunione. L'investimento, sopportato interamente dal Cantone, rappresenta oltre 12 milioni di franchi.

L'area è stata suddivisa in due zone: la prima potrà ospitare 46 carovane, mentre la seconda comprende 51 posti destinati ai gestori di giostre, che disporranno peraltro di un parcheggio per le loro infrastrutture. "La Bécassière" sarà l'unica area di stazionamento ufficiale di Ginevra per i nomadi.

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Di Sucar Drom (del 06/10/2012 @ 09:10:51, in scuola, visitato 988 volte)
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Di Fabrizio (del 06/10/2012 @ 09:17:47, in Kumpanija, visitato 1738 volte)

Ancora si tratta di Tor de' Cenci, ma non vorrei annoiarvi con testimonianze strappalacrime, recriminazioni sui diritti negati... diciamocelo, almeno tra di noi tutto ciò è scontato. Fate conto che vi scriva un croupier, uno abituato a mescolare le carte, a cercare nuovi punti di vista.

Volevo riflettere sul rapporto virtuale (molto reale, come spiegherò in seguito) tra chi sopravvive con qualche sicurezza residua, interfacciandosi al mondo tramite rete, internet e magari convegni, e gli "insicuri", i "non-garantiti", che in questo piattume uniforme ritrovano forme di lotta dimenticate da chi le aveva inventate.

Veniamo al pratico; da mercoledì scorso è apparsa su Facebook questa notizia:

    Da stamattina alle 9.00 i rom sgomberati di Tor de Cenci protestano attraverso lo sciopero della fame contro la disumana collocazione che è stata loro riservata nel centro di accoglienza del comune di Roma sito presso un padiglione dell'ex fiera di Roma in via dell'Arcadia. In questo centro dormono tutti ammucchiati in due enormi stanzoni in condizioni igieniche pessime. La protesta continuerà ad oltranza fino a quando il comune di Roma non troverà loro una sistemazione dignitosa per qualsiasi essere umano.

La scrive Davide Zaccheo, da cui sono arrivate in passato molte segnalazioni su Tor de Cenci. E lui sta facendo di tutto per tenerci informati e soprattutto attenti. Ce la sta mettendo tutta ma, spiace dirlo, è solo lui.

Ora, chi frequenta l'ambiente di Facebook, sa quanto sia facile, addirittura compulsivo per qualcuno, usare la funzione "Condividi": è facile, per niente dispendiosa e di solito ci si fa belli coi pensieri o le immagini prese da altri. COME MAI COSI' POCHE CONDIVISIONI, STAVOLTA?

No, non mi preoccupano quei Rom prima sgomberati e poi ammassati come scatolette... sarò cinico, ma ci sono abituati a vivere in condizioni inumane.

Mi preoccupate voi, tipici utenti massa da Facebook: se si fosse trattato di denunciare uno sgombero, la malapolitica di una giunta, l'ennesimo morto, ci sarebbero state schiere di anime belle a diffondere la notizia, anche (soprattutto) senza avere capito di che cosa si trattasse. Perché una notizia simile avrebbe riportato allo stereotipo del povero rom, che se non è un delinquente, dev'essere per forza una vittima (e via di compatimento).

Ma se sono i Rom stessi a stancarsi delle "condizioni inumane" a cui sono da anni sottoposti, per noi utenti telematici parlarne, scriverne, condividere, significherebbe riconoscere che allora anche LORO sono davvero simili a noi.

Se LORO, gli estranei, gli esclusi... chiamateli come volete, sono arrivati ad un atto estremo come lo sciopero della fame, non è per qualche ricatto sentimentale in cui noi BUONISTI A PRESCINDERE dovremmo cadere; è invece per mostrare che sono disposti, una volta tanto dopo anni a chinare la testa, a mettersi in gioco.

Guardate, per favore, la home page di qualsiasi giornale. Guardate l'attenzione riservata a cento notizie inutili. Confrontatele con questa tragica e dolorosa presa di coscienza.

LORO stanno facendo di tutto, non solo per la casa o per le famiglie, ma per la loro dignità. NESSUNO vorrà riconoscerlo e saranno sconfitti, ancora una volta, non dalle ruspe ma da chi li osservava senza vederli (e senza vedersi). Consoliamoci: saremo sconfitti anche noi, perché questo tipo di proteste una volta le facevamo noi, ma ORA non siamo neanche più in grado di riconoscerle, quando è qualcun altro a farlo.

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Di Fabrizio (del 07/10/2012 @ 09:16:16, in scuola, visitato 949 volte)

Da Slovak_Roma

ROMAREACT. org FLASHMOB, PER SVESTIRSI DEGLI STEREOTIPI, 30 settembre 2012

Un gruppo internazionale di 40 studenti ha lanciato romareact.org, una nuova piattaforma online per mobilitare le comunità rom con flashmob mozzafiato in cui ragazze e ragazzi pubblicamente si spogliano degli stereotipi.

Questa gioventù ne ha abbastanza di essere percepita come mendicanti, ladri, cartomanti, anche quando un numero crescente tra loro si sta laureando all'università.

"Make the Change" è il messaggio di appello all'azione del flash mob, che si riferisce ad un urgente bisogno di aiutare i Rom a sollevarsi dalla povertà e misurarsi con successo con i non-Rom.

Hanno perciò occupato il centro di Edirne in Turchia alle 13 di sabato 29 settembre, e messo in atto il primo flash mob nella storia del paese.

Anche la folla è rimasta attonita, era qualcosa di mai visto prima. Romnià danzatrici del ventre, cartomanti, mendicanti ed alcolizzati che attorniano un pubblico congelato. La musica li sblocca e si trasformano in avvocati, infermieri, ingegneri attraverso le loro storie personali che necessitano il cambiamento.

I "re-attori" - come la rete ERGO che si è occupata dell'iniziativa chiama i giovani agenti del cambiamento - vogliono anche mostrare la battaglia che i Rom istruiti conducono per essere differenti tanto nel mondo rom che in quello non-rom.

RomaReact.org intende celebrare il successo dei giovani rom istruiti, dando luogo ad eventi simili nelle loro stesse comunità e fornendo visibilità internazionale a loro. State all'erta!

ERGO Network ed i suoi membri in Albania, Bulgaria e Macedonia, hanno organizzato il flash mob per la campagna Roma Women Empowerment dal titolo Il Nostro Spazio, Il Nostro Spazio, Il Nostro caso. La campagna riguarda l'accrescimento delle donne rom. Ha anche una componente online nel sito Roma React, per visualizzare posti, spazi e casi delle donne rom nelle nostre società.

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