Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

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Desideri, disperazioni e voglia di normalità dalla periferia più periferica.

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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 18/07/2006 @ 10:48:47, in Kumpanija, visitato 4829 volte)

Dopo il racconto di domenica (spero non siate superstiziosi, altrimenti voltate pagina), qualcosa ancora sul funerale tra i Rom. La testimonianza (di 10 anni fa) è di Stefano (Stevi) Braidic, quando era redattore del bollettino "Il Vento e il Cuore". Volendo, si può rileggere anche il racconto di Marco Nieli del novembre scorso.

Il funerale è una cerimonia molto sentita, vissuta da tutta la comunità. Non esiste un rito comune a tutti i Rom, ogni gruppo ha le sue usanze. In alcuni casi, come l'anno scorso (1995 ndr) quando bruciarono dei bambini Khorakhané in via Corelli, il funerale coinvolge tutti i gruppi, al di là delle loro differenze.

Quando muore qualcuno tra i Rom Bulgari, il giorno o la sera stessi si raggruppano gli amici e i conoscenti. C'è l'usanza di "DARE NELLA MANO AI BAMBINI": ai bambini presenti alla veglia vengono offerte frutta e te, questo serve per far contenta l'anima del morto. Per la stessa ragione, si offrono alcolici agli adulti. La nottata passa in piedi per gli adulti, le donne preparano il caffé. La veglia del corpo, lasciato all'aperto tra le tende, dura tre giorni. Alcuni Rom Bulgari sono di religione cattolica, altri ortodossa e altri ancora evangelici. Dopo i tre giorni di veglia si svolge il rito religioso secondo la credenza del defunto.

Tra alcuni Rom Harvati sopravvive la tradizione di bruciare la roulotte e i vestiti del morto. I suoi oggetti invece erano messi accanto a lui. Durante il corteo funebre, la strada viene cosparsa di fiori. In testa vengono portate le corone di fiori, segue la bara ed infine il corteo. Gli amici del morto contribuiscono alle spese del funerale ed il morto viene accompagnato anche dalla banda funebre. Quando poi si va a visitare la tomba, gli si porta qualcosa che gli piaceva in vita da lasciargli. Si va a trovare il morto solo la mattina: il pomeriggio non va bene.

Tra i Rom Khorakhané è molto importante il rito della vestizione del morto, che dev'essere posto nella bara pulito, profumato e con un vestito nuovo. Il rito religioso è musulmano. Il corpo del defunto di solito veniva rimpatriato per la sepoltura (i Khorakhané sono di origine bosniaca), ultimamente questo è diventato quasi impossibile (nel 1996 si era nel pieno della crisi bosniaca ndr). Tra loro sopravvive l'usanza della "POMANA": la veglia funebre, che è convocata subito dopo la sepoltura e a cui partecipano amici, parenti, conoscenti. Si mangia, si beve, si consolano i vivi. La POMANA viene ripetuta dopo tre giorni e poi dopo altri quaranta giorni. Questa veglia avviene ancora dopo sei mesi e dopo un anno, seguendo gli spostamenti del gruppo. Per tre anni viene sacrificata una volta all'anno una pecora.

Per tutti i Rom ci sono poi norme che indicano come e per quanto va tenuto il lutto per il defunto: durante questo periodo non ci si deve fare la barba, o lavarsi col sapone, non si ascolta musica...

Questa è solo una ricostruzione parziale dei molti riti che sopravvivono tra i Rom. Invitiamo i lettori a segnalarcene ancora.

nella foto tratta da Flickr, la tomba di una "regina dei Rom" morta in Alabama nel 1915 e tuttora venerata


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Di Fabrizio (del 17/07/2006 @ 22:50:55, in Regole, visitato 1273 volte)

Un'ulteriore puntata dei cittadini cancellati dalla Slovenia

Qualche mese fa a Velimir Dabeti, 37 anni, è stato scoperto col permesso di soggiorno scaduto. Come prevede la legge, gli è stato impartito l'ordine di lasciare il paese. Non ha obbedito ed è stato arrestato. Routine giudiziaria dell'Italia della Bossi-Fini. Solo che Velimir non ha avuto difficoltà ad ottenere l'assoluzione. Per un motivo banalissimo: ha dimostrato che, se uscisse dall'Italia, non saprebbe dove andare. E' un fantasma anagrafico. Precisamente, in lingua slovena, un "izbrisano". Un "cancellato"....

Per leggere tutto l'articolo

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Di Fabrizio (del 17/07/2006 @ 10:29:50, in musica e parole, visitato 1327 volte)

Cittadinanze Imperfette. Rapporto sulla discriminazione razziale di rom e sinti in Italia, a cura di Nando Sigona e Lorenzo Monasta, Edizioni Spartaco, 2006

Rom e sinti, quelli che comunemente chiamiamo "zingari" o "nomadi", sono la minoranza etnico-culturale più discriminata d’Europa. Come documentano i numerosi casi riportati in questo volume – il primo rapporto sulla discriminazione razziale di rom e sinti presentato da osservAzione e redatto da Nando Sigona e Lorenzo Monasta – anche in Italia questo popolo è oggetto di discriminazione in molti ambiti, in molti modi e da parte di diversi soggetti, talvolta anche istituzionali. Una discriminazione che si manifesta nella vita di tutti i giorni, nella scuola, sul lavoro e nella negazione del diritto ad un alloggio adeguato, come ha denunciato recentemente il Comitato Europeo per i Diritti Sociali. Una discriminazione che arriva fino al rifiuto di riconoscere ai rom e ai sinti lo status di minoranza nazionale.

Per l'acquisto del libro online:
> Spartaco
>IBS Italia
>Unilibro

I “campi nomadi”, tanto quelli legali quanto quelli illegali, di cui si parla solo quando qualche bambino muore nell’incendio accidentale di una baracca o di una roulotte, sono il risultato di politiche pubbliche razziste che segregano chi è ritenuto irriducibilmente diverso. Essi sono il luogo dove i diritti dei residenti sfumano, dove la discrezionalità di chi ha il potere diventa la regola, dove la normalità dell’abuso e dell’ingiustizia è tanto palese, estesa e radicata da diventare, dicono gli autori, paradossalmente quasi invisibile.

Nelle politiche pubbliche i rom e i sinti sono assenti, senza voce. Quello che si vede, con poche importanti eccezioni, nella migliore delle ipotesi, sono simulacri di partecipazione, laddove le decisioni vengono prese da altri referenti in altre sedi. Nella peggiore, invece, rom e sinti sono meri oggetti, nuda vita, da utilizzare come spauracchi per mobilitare elettorati benpensanti e spesso razzisti.

osservAzione - centro di ricerca azione contro la discriminazione di rom e sinti è un'associazione di promozione sociale (ONLUS) impegnata nella lotta contro l'anti-ziganismo e le violazioni dei diritti umani e per la promozione dei diritti di rom e sinti in Italia. Nando Sigona lavora come ricercatore presso il gruppo di ricerca su Sviluppo e Migrazioni Forzate (DFM) della Oxford Brookes University (Gran Bretagna). Lorenzo Monasta è ricercatore presso il CIET International, Universidad Autonoma de Guerrero (Messico). Entrambi sono soci fondatori di osservAzione.

osservAzione - Centre for Action Research Against Roma and Sinti Discrimination is a non governmental organisation engaging in a range of activities aimed at combating anti-Romani racism and human rights abuse of Roma and Sinti in Italy.

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Di Fabrizio (del 17/07/2006 @ 10:07:48, in Kumpanija, visitato 2342 volte)
Un ricordo da Pirori, introduzione ad un altro post di domani:

Immaginate che al campo è morto un anziano. Dentro una baracca, grande ma abusiva, siamo seduti accanto alla stufa con ospiti venuti da lontano.
All'angolo apposto, un grande televisore, che è spento. Ci sono norme molto complicate e rigide dopo i funerali e la televisione dovrà rimanere spenta per un pezzo.
Anche i bambini sono tristi, ma nello stesso tempo i più piccoli sono curiosi di sentire quei vecchi che non hanno mai visto, arrivati per il funerale.
La madre tenta di calmarli, dicendo loro che i "nonni" sono stanchi e si fermeranno per la notte. Ci sarà tempo per fare domande. Ma questi sono bambini cresciuti con la TV accesa tutte le sere, e anche i vecchi han voglia di ricordare quando il tempo libero trascorreva ascoltando i racconti.
Parlano del lavoro di una volta:

Mate
...Quando veniva la primavera, verso la metà di marzo si prendevano le tende e si andava in montagna e sopra le balle di fieno ci facevamo come un letto.
Si caricava la roba sopra i cavalli o gli asini. Per terra si mettevano le pelli di pecora e si portava tanto rame per lavorare un bel po' di tempo. Facevamo caldaie grandi di rame, alluminio o ferro.
Chi teneva due cavalli o due asini era ricco.

Nasif
...Noi prima con i cavalli andavamo nei paesi, arrivavamo, mettevamo le tende, poi venivano i gagé, i turchi "ecco, il maestro è venuto". Noi tutti con i violini suonavamo, joj, che vita era quella. Ma ora vedi, in questo fango, batto su queste pentole, con il martello picchio questi vasi,per mangiare un panino. Che devo fare, fratello, devo vivere. Non posso tornare in Jugoslavia.

Bekrija
...Io quando sono venuto in Italia sono andato a Roma e lì sono rimasto un po' ditempo, ho preso il permesso di soggiorno, i documenti e tutto. Sono rimasto qualche anno, vendevo le pentole nelle campagne. I gagé compravano i paioli per fare la polenta. Sono stato a Torino 7 anni, ero lì al campo,ho lavorato due anni e mezzo al carcere minorile come maestro, ho i documenti che ho lavorato lì. E poi mi pagavano poco allora ho smesso di lavorare.

Ganzavuri
Per il lavoro, si deve tagliare il rame da una lasta. Poi lo si scalda su un fuoco a legna, per modellarlo. Poi, a seconda di cosa si vuole ottenere, lo si appoggia per lavorarlo o sul palanchino, sulla piastra in ferro o sull'incudine. Lo batti col martello, il punteruolo e lo scalpellino. Alla fine, lo si lucida con sale e aceto.
Se è un oggetto che servirà per mangiare, bisogna stagnarlo. Lo si scalda nuovamente e con uno straccio cosparso di stagno si passa la parte interna, due volte, ogni volta lasciando che si raffreddi. Alla fine, si pulisce con detersivo ed erba (per non raschiare la stagnatura) e lo si asciuga con la segatura.
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Di Sucar Drom (del 16/07/2006 @ 11:30:12, in blog, visitato 1292 volte)

Rovereto, cospargono di benzina un giovane sinto e gli danno fuoco
La notte del 3 luglio un drammatico episodio a Rovereto, in provincia di Trento, ha visto coinvolto un giovane sinto. Cristian Cari, giovane Sinto Teich Cranaria residente nel "campo nomadi" dei Lavini, dopo una serata alla locale festa popolare si e' sdraiato per smaltire la sbornia in un boschetto nei pressi della zona industriale. Qualcuno, approfittando del sonno profon...

Fata e Zingara
Alla fine non abbiamo resistito e a costo di farci maledire (...) vi segnaliamo un bellissimo blog apparso dal marzo dell'anno scorso su libero. Così si presenta nel mondo dei blogger questa romnì abruzzese:
Un pò fata e un pò zingara. Sono nata in una famiglia di rom, ormai diventati borghesi, ma che non hanno mai dimenticato le proprie origini non lontante. Nonna rom, padre rom, mamma...

Eugene Hütz e i Gogol Bordello
Chi ha avuto modo di vedere Ogni cosa è illuminata, l'ottimo film di Liev Schreiber (tratto dall'omonimo libro di Jonathan Safran Foer) se lo ricorda bene, Eugene Hütz. Interpretava il personaggio di Alex. Il ragazzo spilungone che nella pellicola rivelazione di Venezia 2005 guidava l'occhialuto Elijah Wood-Safran Foer alla ricerca della donna che aveva salvato suo nonno dai nazisti in Ucraina.

Milano, Don Colmegna e i profughi rom rumeni di via Capo Rizzuto
Leon, che fino a 23 anni dormiva nelle baracche dei "campi nomadi", dopo aver trovato un lavoro regolare è anche riuscito a prendere una casa in affitto in autonomia, con moglie e un bambino in arrivo. Georghe invece, che arrivava dalo stesso villaggio vicino a Craiova, in Romania, grazie al lavoro ora è riuscito a mandare la figlia di 21 anni all’università, dove studia medicina, mentre i

«Sotto la stessa luna» alla 59esima edizione del Festival di Locarno
Tra i film in concorso alla 59esima edizione del festival di Locarno, nella sezione Cineasti del presente, spunta anche Sotto la stessa luna del regista napoletano Carlo Luglio (Capo nord). Musa ispiratrice del lungometraggio è la luna, di Secondigliano, periferia a nord di Napoli, teatro della faida di camorra che registrò tra la fine del 2004 e l'iniziò dell'anno scorso più 56 mor...

Roma, il Ministero dell'Interno sui Rom, Sinti e Camminanti
Il Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione del Ministero dell'Interno ha realizzato una pubblicazione dal titiolo: le comunità sprovviste di territorio, i Rom, i Sinti e i Caminanti in Italia. Lo studio, ha dichiarato il Capo del Dipartimento delle Libertà Civili Prefetto Anna Maria D'Ascenzo, rappresenta un qualificato momento di riflessione su queste significative rea...

Treviso, l'Opera Nomadi blocca lo sgombero delle famiglie sinte residenti
L'Opera Nomadi di Treviso, coinvolgendo le forze politiche di centro-sinistra e la società civile trevigiana, ha impedito questa mattina lo sgombero delle sedici famiglie sinte, residenti a Treviso. Ieri dopo una giornata di indiscrezioni e smentite era caduto il segreto sullo sfratto del "campo nomadi" via Francesco da Milano. Le voci sull'operazione si sono susseguite nei giorni scorsi pi ...

Venezia, seminario europeo per il contrasto delle discriminazioni
The European Social Network e la Regione Veneto organizzano un seminario europeo per socializzare pratiche atte a contrastare le discriminazioni. L'evento europeo si terrà a Venezia, il 20 e 21 luglio 2006 all'Isola di San Servolo. Il seminario è principalmente rivolto alle amministrazioni pubbliche venete e prevede una parte pubblica il 20 luglio e una parte riservata il giorno dopo...

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Segnala Tommaso Vitale:

Il Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione del Ministero dell'Interno ha realizzato una pubblicazione su "Le comunità sprovviste di territorio, i Rom, i Sinti e i Caminanti in Italia", che ha il merito di affrontare una materia così complessa con grande chiarezza di impostazione, attraverso capitoli ben definiti ed un linguaggio accessibile a tutti.

Lo studio, come sottolineato dal Capo del Dipartimento delle Libertà Civili Prefetto Anna Maria D'Ascenzo, rappresenta un qualificato momento di riflessione su queste significative realtà del contesto contemporaneo e si pone nel solco della tradizionale vocazione dell´Amministrazione Civile dell´Interno a sviluppare una conoscenza globale ed approfondita dei fenomeni che interessano il tessuto sociale del Paese.

Il lavoro, come evidenziato nella prefazione all'opera, dal Direttore Centrale per i Diritti Civili, la Cittadinanza e le Minoranze, Prefetto Perla Stancari, costituisce una tappa fondamentale di quel processo di analisi dei molteplici aspetti della realtà culturale delle minoranze, e con esso è stato perseguito un obiettivo molto forte, che si raccorda alla necessità improcrastinabile di un dialogo interculturale ed interreligioso, invocato costantemente da Giovanni Paolo II nel corso del suo pontificato (…ogni cultura ha qualcosa da insegnare circa l´una dimensione o l´altra di quella complessa verità. Pertanto la “differenza”, che alcuni trovano così minacciosa, può divenire, mediante un dialogo rispettoso, la fonte di una più profonda comprensione del mistero dell´esistenza umana).

L'autore dell'opera, il viceprefetto Mario Scalia, profondo conoscitore delle minoranze linguistiche in Italia, ha affrontato il tema delle comunità senza territorio a tutto tondo, partendo dalla normativa in materia per poi calarsi nelle problematiche dei popoli nomadi, fornendo dati di grande interesse sulla loro consistenza numerica, sulle loro origini, sugli insediamenti e sulle aree geografiche particolarmente
interessate dal fenomeno. *Evidenziate in particolar modo le problematiche della discriminazione, della scolarizzazione, della lingua, della religione e delle tradizioni culturali di queste genti che, pur presenti e visibili nel nostro quotidiano urbano, sembrano appartenere ad un altro continente, ad un altro tempo. Non mancano nell'opera neppure riferimenti agli aspetti filosofici del loro vivere, i collegamenti con altre culture ed altri Stati, il ruolo della famiglia e l'eterna conflittualità tra nomadismo e sedentarizzazione.*

Di grande interesse la spiegazione, storica ed etimologica, dei tanti termini riconducibili al mondo dei nomadi, primo tra tutti l' etnonimo “Rom” nella loro lingua “romanes”, che significa “uomo”, termine che li differenzia dai non zingari, nel loro idioma detti “gagè”, che in origine individuava i “contadini zotici e ignoranti"

Questo e' il link al documento completo:

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Di Fabrizio (del 15/07/2006 @ 11:52:21, in musica e parole, visitato 1318 volte)

Il Vurdon suggerisce questo festival: VINCOLI SONORI, a Pinerolo (TO) dal 20 al 23 luglio.

Agitare bene e servire gypsy e klezmer music: un orecchio al cuore di Europa

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Di Fabrizio (del 14/07/2006 @ 19:21:23, in Kumpanija, visitato 1116 volte)
Stavo per dimenticarmene: Buon 14 luglio con Tchavolo Schmitt & Mandilo Reinhardt
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Di Fabrizio (del 14/07/2006 @ 13:58:11, in Regole, visitato 1393 volte)

Gli "zingari" possono prendere il treno?

Riporto un pezzo da Nove da Firenze:

... L’assessore all’ambiente, agricoltura, caccia e pesca Luigi Nigi ha risposto, a nome della Giunta, all’interpellanza dei consiglieri Targetti, Verdi e Calò (Prc) sulla scritta: “Taf Attenzione! Zingari a bordo: abbiate cura dei vostri effetti” apparsa sui display luminosi del treno regionale 6620 per Pistoia partito dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella lo scorso 20 marzo. “L’amministrazione è perfettamente d’accordo con la stigmatizzazione che il gruppo di Rifondazione Comunista ha fatto e naturalmente provvederemo ad accertare presso Trenitalia se era a conoscenza dell’accaduto e se ha adottato le iniziative conseguenti”. Targetti ha confermato che: “L’assessore Giorgetti ha già fatto una nota a Trenitalia su questa vicenda. Non c’era nessun problema a bordo: una famiglia di Rom che abita in un campo a Sesto Fiorentino ha preso il treno a Santa Maria Novella ed è scesa a Sesto. A volte, lo diciamo ai passeggeri: fate attenzione ai vostri effetti ma la cosa brutta è il riferimento all’etnia. Di furti sui treni ce ne sono tantissimi, soprattutto di notte e sul trasporto regionale ma sono compiuti da persone che provengono da ogni parte del mondo, credo sia sbagliato etnicizzare il problema”.

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Di Fabrizio (del 14/07/2006 @ 10:43:22, in casa, visitato 1671 volte)

Brutte notizie anche dalla Turchia, per quanto riguarda la politica della casa e i Rom. Il giornalista freelance Bertil Videt riporta sulla volontà di abbattere l'intero quartiere storico di Sulukule, abitato prevalentemente da Rom. Secondo quanto riportato, le autorità comunali hanno già stretto un accordo in tal senso.

In questa operazione sarebbero nel mirino 529 appartamenti e 42 negozi, per un totale di 703 persone, con diritto di residenza, 287 dei quali vivono nel quartiere e 416 altrove.

La municipalità offrirebbe questo tipo di concordato:

  1. I proprietari di edifici che saranno demoliti, possono acquistare casa nello stesso quartiere, ad un prezzo stabilito e TOKI (l'assessorato alla casa).
  2. I proprietari saranno risarciti.
  3. I proprietari possono anche trasferire i loro beni a TOKI e ottenere una casa popolare in un altro punto della città.
  4. Quanti sono coinvolti, possono comperare casa da TOKY

C'è la necessità di assistenza legale immediata, e di coordinamento tra i quartieri che attraversano la stessa situazione.

Özhan Önder and Bertil Videt, 13 July 2006.

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