Rom e Sinti da tutto il mondo

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Richiediamo chiarezza. Di Rom si parla poco e male, anche quando il tema delle notizie non è "apertamente" razzista o pietista, le notizie sono piene di errori sui nomi e sulle località

La redazione
-

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 21/02/2007 @ 10:04:14, in scuola, visitato 1558 volte)

Da British_Roma

www.cambridge- news.co.uk

Un TEENAGER della comunità zingara di Huntingdon ha giocato un ruolo chiave nell'aiutare a disegnare una nuova politica per i servizi infantili nello Cambridgeshire.

Billy Smith, studente tredicenne della Hinchingbrooke School, ha dato suggerimenti per il piano progettato dal Cambridgeshire Children and Young People's Strategic Partnership, e i suoi appunti figurano anche nel documento finale.

Il piano è formulato per migliorare la vita dei giovani e delle loro famiglie.

Include misure per ridurre il numero di bambini feriti negli incidenti stradali, migliorare la stima di loro stessi, affrontare il bullismo, aumentare la partecipazione nello sport, presso le comunità viaggianti, del Bangladesh e del Pakistan [...]

Billy, che è orgoglioso della sua origine Romani, dice di essersi divertito nel prendere parte al progetto, specialmente nel fornire il punto di vista della sua gente.

Dice "Ho intervistato alcuni consiglieri comunali e fornito schizzi e disegni e lavorato al manuale - The Big Plan."

Billy, che è nato nell'Essex e ha girato tutta la regione, da circa 10 anni abita in un appartamento.

"In realtà, preferisco viaggiare, ma non puoi fermarti da nessuna parte, e quando lo fai [...] litighi con la gente, così devi spostarti," dice. "C'è del bene e del male in ognuno. I Viaggianti non sono tutti cattivi."

Dice Coun Shona Johnstone membro dell'assessorato per l'infanzia e per i giovani del Cambridgeshire:

"I bambini, i giovani e le loro famiglie sono nel cuore del piano che hanno prodotto. Quanto ci hanno detto è stato vitale nel pianificare le nostre priorità. Il contributo di Billy e della comunità viaggiante è stato di particolare valore"

Coun Johnstone dice che il progetto consiste nell'assicurare ai bambini e alle loro famiglie di ricevere servizi più veloci e più effettivi, dove vivono e a scuola e col supporto del Governo.

Il piano, indirizzato ai comuni, alla polizia, ai servizi primari, [...] alle scuole e alle organizzazioni di volontariato, è stato realizzato [...] grazie alla collaborazione attiva di 1850 giovani.

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Di Fabrizio (del 21/02/2007 @ 09:40:35, in Italia, visitato 1555 volte)

Dove abita la convivenza? Diritti e cittadinanza per le popolazioni Rom e Sinti nel comune di Milano e nella Provincia

Milano ha vissuto, negli ultimi mesi, l’ennesima drammatica storia di esclusione; vittime principali ancora una volta alcuni cittadini stranieri (con regolare permesso di soggiorno), ci riferiamo alla trentina di famiglie rumene, circa 70 persone, di cui la metà bambini, sgomberati dal campo di via Ripamonti. Anche in questo caso, come avvenne un anno fa per la vicenda dei rifugiati di via Lecco, si è dimostrata l’incapacità della città di Milano ad affrontare con intelligenza la questione dell’accoglienza e a governare l’emergenza con previdenza e con politiche di largo respiro, trasferendo semplicemente “il problema” sul vicino comune di Opera.

Molti errori sono stati commessi nella gestione di questa situazione: manca prima di tutto un orizzonte culturale e politico di riferimento che consenta di impostare delle politiche pubbliche di inclusione credibili ed efficaci.

Non si può rimandare oltre la questione della mancanza di strutture atte ad affrontare l’emergenza, ma soprattutto ad evitarla; teniamo a sottolineare che per fronteggiare queste situazioni non servono più risorse di quelle già a disposizione, ma serve investirle meglio, evitando la dispersione e lo spreco di denaro pubblico. In particolare le politiche dei “campi nomadi” e delle soluzioni abitative separate hanno dimostrato negli anni non solo la loro inefficacia, ma anche la sistematica violazione dei diritti umani dei loro ospiti, con il conseguente doloroso avvilimento della loro dignità.

Ci preoccupa in generale, l’apparente scomparsa di un dovere pubblico alla solidarietà, un diritto-dovere collettivo che appartiene alle Città e ai suoi cittadini. Sempre più spesso viene a mancare una cultura propria dell’accoglienza che sappia farsi carico anche delle contraddizioni esistenti, ma che trovi appunto nella solidarietà, e non nella paura, la chiave di lettura per la risoluzione di molte delle situazioni che si affrontano e si incontrano nelle città e soprattutto nelle metropoli come la nostra.

E’ necessario pensare ad un ampio intervento culturale, che possa modificare gli approcci delle amministrazioni, dei media, delle parti politiche e sociali di una città, ma che per primo possa arrivare ai cittadini come rassicurante percorso di conoscenza e approfondimento, capace di debellare luoghi comuni ed etichette sociali con efficacia e forza.

Teniamo a ricordare che quelli che comunemente chiamiamo “zingari” o “nomadi”, sono la minoranza etnico-culturale più discriminata d’Europa. Una discriminazione che si manifesta nella vita di tutti i giorni, nella scuola, sul lavoro, nella negazione del diritto ad un alloggio adeguato. Una discriminazione che arriva fino al rifiuto di riconoscere a questo popolo lo status di minoranza nazionale.

Di fronte al riconoscimento che gli uomini e le donne rom e sinti non sono più nomadi da molte generazioni, che i “nuovi arrivi” hanno alle spalle lunghe tradizioni di inserimenti abitativi tradizionali e che circa la metà della popolazione presente sul territorio nazionale ha la cittadinanza italiana, la nostra associazione invita il Comune, la Provincia di Milano, la Regione Lombardia, le Associazioni e i Partiti ad una riflessione e ad una scelta pubblica coraggiosa che vada verso il superamento della logica dei “campi nomadi” e di ogni forma di soluzione abitativa separata.

L’accettazione di un abitare inferiorizzato e di una condizione di cittadinanza separata e imperfetta per qualunque gruppo sociale, svilisce la stessa idea di cittadinanza e impedisce lo sviluppo di una nuova democrazia. A nessuna persona e a nessun gruppo può essere destinata una condizione di abitare inferiore o di ghettizzazione sulla base della sua provenienza, della sua cultura, della sua religione, della sua lingua, della sua condizione sociale.

Riteniamo che una nuova idea di cittadinanza debba legarsi strettamente ad una azione decisa contro ogni forma di segregazione e di subordinazione delle popolazioni che abitano la città e il territorio. Ciò è possibile solo attraverso la costruzione di percorsi di fuoriuscita dai campi e di inserimenti abitativi, condivisi e partecipati con le comunità (italiane e rom), attraverso un percorso che veda gli uomini e le donne rom partecipare attivamente alla costruzione di progetti di convivenza e promozione dell’autonomia, e non come soggetti passivi sottoposti ad una azione di tutela preventiva. Accanto a queste azioni riteniamo che sia urgente garantire a tutti coloro che mantengono uno stile di vita nomade, delle aree di transito provvisorie e temporanee attrezzate per garantire la dignità e l’accesso ai servizi, seppure per un tempo limitato.

Nell’attuale situazione di Milano e Provincia mancano completamente politiche di partecipazione dei cittadini (italiani e rom), che sappiano per tempo avviare percorsi, attivare risorse e risposte “dal basso”, per far emergere risposte collettive, pensate e mediate dal confronto e dallo scambio; in questo senso è stata estremamente significativa la chiusura del "Tavolo programmatico per il monitoraggio rom e ulteriori azioni" istituito dalla Provincia di Milano. Con questa scelta, anziché promuovere un coinvolgimento delle associazioni che operano con i Rom, nella speranza di allargare la rappresentanza alle stesse comunità presenti sul territorio, si va nella direzione opposta, escludendo l'associazionismo e il terzo settore dalla possibilità di partecipare alla definizione delle politiche nei confronti delle popolazioni rom e sinti.

A ciò si aggiunga che nelle politiche pubbliche i Rom e i Sinti sono quasi sempre assenti, manca qualsiasi forma di coinvolgimento reale nelle decisioni che li riguardano. Quello che accade, nella migliore delle ipotesi, sono parvenze di partecipazione, mentre le decisioni vengono prese altrove, da altri referenti. Nella peggiore, invece troviamo Rom e Sinti utilizzati come spauracchi o “capri espiatori” per mobilitare elettorati benpensanti, paurosi e razzisti.

Teniamo a precisare che una politica inclusiva, rispetto a quella contrassegnata da una logica di esclusione, non favorisce solamente chi in questa città è “nuovo cittadino”, ma accresce la qualità generale dell’abitare urbano, compresa la sicurezza di tutti i suoi cittadini; ciò è possibile soprattutto se si sposta l’accento sulla partecipazione anche rispetto al tema delicato della sicurezza, affinché questa non sia solo terreno di politiche poliziesche volte al controllo e alla repressione.

Di fronte alle discriminazioni subite da Rom e Sinti è lecito parlare di “razzismo istituzionale”? Se con questo termine indichiamo sistemi sociali che non riescono a confrontarsi adeguatamente con altri gruppi nazionali e / o etnico – culturali e che non promuovono riforme per attuare, oltre all’uguaglianza giuridica, l’uguaglianza di opportunità a parità di condizioni, allora ci troviamo di fronte a pratiche diffuse e radicate di razzismo istituzionale. A questo proposito ricordiamo che il Governo italiano è stato recentemente (24/04/06) richiamato dall’Unione Europea per violazione della Carta sociale europea revisionata in merito alle condizioni abitative di Rom e Sinti sul territorio italiano.

Riteniamo pertanto urgente e necessario che le istituzioni e le forze politiche del nostro territorio comincino una riflessione nei confronti delle minoranze rom e sinti partendo dal tema dei DIRITTI, confrontandosi con le “buone pratiche” sperimentate in passato dentro e fuori la Lombardia, con uno sguardo anche alla dimensione europea del fenomeno.

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Di Fabrizio (del 20/02/2007 @ 11:57:32, in Italia, visitato 1467 volte)

E' il 800.25.36.08 ed è gestito dal nucleo operativo ecologico dei Carabinieri

In molti campi nomadi si è diffusa l'abitudine di dar fuoco, ad ogni ora del giorno e della notte, a rifiuti di vario genere tra cui anche vecchi pneumatici.

Per arginare tale fenomeno ed il conseguente inquinamento atmosferico è possibile segnalare tali incendi al NUMERO VERDE: 800.25.36.08, già operativo da oltre 5 anni, del nucleo operativo ecologico dei Carabinieri che opera in sinergia con il Ministero dell'Ambiente, e che interverrà tempestivamente.
Il servizio è operativo oltre che a Roma anche su tutto il territorio nazionale.
19/02/2007

PS: Non per fare il guastafeste, ma a leggere il titolo avevo capito che si riferisse agli incendi che purtroppo funestano gli accampamenti tutti gli inverni.

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Di Fabrizio (del 20/02/2007 @ 10:00:42, in Italia, visitato 1763 volte)

Ricevo da Mariagrazia Dicati: Invio documentazione relativa alla manifestazione per la giornata della memoria a Piove di Sacco (PD), riportato anche su: www.coopofficina.blog.tiscali.it

Riportiamo integralmente l’intervento del Rom Loris Levak che insieme alle rappresentanze Istituzionali, al Rabbino della comunità ebraico di Padova e insigni rappresentanti del Centro Studi del Triveneto sulla Shoah, ha partecipato alla cerimonia commemorativa per la giornata della memoria

“ Ho partecipato più volte a manifestazione per rievocare lo stermino dei Rom e dei Sinti, in particolare voglio ricordare il 1997 a Padova dove ho prodotto il rilievo in rame messo nel museo dell’Internato Ignoto che si conserva perfettamente nel tempo.

Oggi 8 febbraio 2007 sono orgoglioso di essere presente a Piove di Sacco insieme ai esponenti delle Comunità Ebraiche, davanti ad un pubblico di ragazzi che rappresentano il futuro.

Voi avete già conosciuto mio padre Mirko Levak che vi ha raccontato la sua prigionia nei campi di sterminio, lui ha rappresentato il passato, io sono qui per assumermi l’impegno per il futuro, per fare in modo che non vengano dimenticate le sue sofferenze e quelle di migliaia di altri Rom e Sinti

La giornata della memoria voluta e  istituita dall’ex Presidente Ciampi  vuole ricordare tutte le vittime delle sterminio, ma accanto allo sterminio degli ebrei, dobbiamo ricordare che ci sono stermini minori, ma non per questo meno importanti.

500.000, o forse molti di più, Rom e Sinti sono stati trucidati nei campi di sterminio e molti altri morirono per mano degli ustascia.

Questo stermino che noi abbiamo chiamato “PORRAJMOS” perché nella nostra lingua significa divoramento, distruzione, non ha ancora avuto un riconoscimento dalla storia.

Per questo, a nome  della comunità Rom e Sinta, di mio padre  MIRKO EMILIO LEVAK  ex deportato sopravissuto ad Auschwitz, chiedo al Sindaco di Piove di Sacco, Mario Crosta, rappresentante delle Istituzioni, al Rabbino della comunità ebraica di Padova Adolfo Locci, ad Antonio Sorrenti, del Centro Studi Triveneto sulla Shoah,di sostenere la nostra richiesta, chiedendo al Presidente della Repubblica NAPOLITANO, che lo stermino dei Rom e dei Sinti, a carattere razziale come quello degli Ebrei, abbia un riconoscimento anche nella legge per la giornata della memoria”

Alla fine dell’intervento di Loris Levak, Antonio Sorrenti, lo ha ringraziato per avergli dato l’opportunità di ricordare ai ragazzi delle scuole alcune testimonianze proprio sulle sofferenze dei Rom e dei Sinti, inoltre ha voluto sottolineare che nelle loro ricerche hanno trovato documentazioni che si riferiscono proprio ai Rom e, alla fine, lo stesso Antonio Sorrenti si è impegnato a portare avanti quanto era stato richiesto da Levak.

La cerimonia, molto sentita e commovente si è conclusa con un gesto simbolico : allo scoccare dei 12 tocchi delle campane, ora in cui vennero aperti i cancelli di Auschwitz, il Sindaco, i rappresentanti delle Comunità Ebraiche e Rom, hanno liberato i grappoli dei palloncini, mentre gli alunni e i ragazzi erano invitati a fare una riflessione cercando di mettersi nei panni dei prigionieri in quel lontano momento.

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO

Oggi 8 febbraio 2007, in occasione della celebrazione della giornata della memoria per lo sterminio del popolo ebraico e del popolo Rom e Sinto, nella città veneta di Piove di Sacco in provincia di Padova, mi rivolgo al Sindaco  Mario Crosta, quale rappresentante delle Istituzioni, al Rabbino della Comunità Ebraica di Padova Adolfo Locci, ad Antonio Sorrenti, del Centro Studi Triveneto sulla Shoah affinché facciano pervenire al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la seguente

RICHIESTA

sull’estensione dell'intitolazione del "Giorno della Memoria" anche al popolo dei Rom/Sinti, e a tutte le vittime del nazifascismo, sottoponendo alla Sua attenzione quanto segue :

-          In considerazione anche del Decreto legislativo Mastella, che prevede pene più severe per  chiunque commetta o inciti a commettere atti discriminatori per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o compiuti a causa del personale orientamento sessuale o dell'identità di genere

-          In considerazione della Legge n. 211 del 20 luglio 2000 che ha istituito il "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, l'art. 1 della Legge riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi si sono opposti al progetto di sterminio, ed al rischio della propria vita hanno salvato altre vite  e protetto i perseguitati". Sia il popolo ebreo che le popolazioni Rom e Sinti erano considerati rappresentanti di razze geneticamente inferiori tanto da esservi per i nazisti anche una  Zigeunerfrage (questione zingari) da risolvere con un'apposita legislazione discriminatoria che venne emanata nei confronti di quelle popolazioni e che alcune norme della stessa permasero in vigore in Germania fino alla fine degli anni settanta. Nei campi di sterminio furono uccisi tra 5,6 e 6,1 milioni di ebrei e tra 500.000 e 800.000 Rom e Sinti, corrispondenti al 50/80% di quelle popolazioni presenti nei territori occupati dai nazisti. La vicenda del Porrajmos (sterminio del popolo dei Rom/Sinti) non ha avuto un riconoscimento fino al 1994.

Con il supporto di tutti questi elementi chiediamo si possa pervenire ad una estensione dell'intitolazione del "giorno della Memoria" anche "al popolo dei Rom/Sinti e a tutte le vittime del nazifascismo".

Piove di Sacco 8 febbraio 2007                                                                               

                                                          In rappresentanza della comunità Rom e Sinta

                                        MIRKO EMILIO LEVAK

                                   ex deportato sopravissuto ad Auschwitz

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Di Fabrizio (del 20/02/2007 @ 09:42:31, in Italia, visitato 1449 volte)

ANSA 2007-02-19 20:24

ZAGABRIA - Bustine di zucchero con l'immagine di Adolf Hitler e barzellette sull'Olocausto sono state trovate in alcuni bar della Croazia, provocando dure critiche da parte del Centro antinazismo Simon Wiesenthal, così come l'apertura di un'inchiesta. Lo ha annunciato l'ufficio della procura statale, precisando che è già stata aperta un'indagine sull'accaduto.

Gli impiegati della fabbrica di zucchero della compagnia Pinki, di Pozega - scrive d'altra parte il quotidiano croato Novi List - hanno confermato che le bustine di zucchero sono state effettivamente fabbricate nel loro stabilimento. L'incidente ha messo in imbarazzo il governo, che è impegnato nell'intento di minimizzare gli antichi legami del paese con il nazismo.

Durante la seconda guerra mondiale, il regime croata degli ustascia si è schierata con la Germania nazista, applicando le leggi razziali, per le quali migliaia di serbi, ebrei, gitani e antifascisti croati sono stati uccisi nei campi di concentramento del paese tra il 1941 ed il 1945. Il direttore del Centro Wisenthal, Efraim Zuroff, ha espresso la sua "repulsione e disgusto" per il fatto che tali articoli possano essere prodotti e distribuiti nei nostri giorni in un paese "in cui non solo ha avuto luogo l'Olocausto ma è stato commesso per la maggior parte da collaboratori locali del nazismo".

"Se non altro, questa è una disgustosa espressione della nostalgia per il terzo Reich e per un periodo dove gli ebrei, i serbi ed i gitani sono stati uccisi in massa in Croazia", ha aggiunto. Zuroff ha esortato la Croazia ad ordinare il sequestro immediato delle bustine di zucchero, in base alla legge contro le discriminazioni razziali, etniche o religiose.

Nel paese infatti non esiste una legge che punisce coloro che negano l'Olocausto. I simboli ustasci sono stati tollerati durante il mandato del presidente Franjo Tudjman, che ha governato il paese dall'indipendenza nel 1991 al 1999, inasprendo i rapporti con Israele. I parlamentari croati del governo successivo, che hanno avviato il paese ai negoziati per l'entrata nell'Unione Europea, hanno chiesto scusa per i crimini del regime ustascia

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Di Fabrizio (del 19/02/2007 @ 10:22:46, in scuola, visitato 1569 volte)

Da British_Roma

The Times timesonline.co.uk 13 febbraio 2007

[...] Michael Zimmermann è stato il primo storico tedesco ad accendere un riflettore feroce e da studioso sullo sterminio hitleriano dei Sinti e dei Rom nelle camere a gas e nei campi di concentramento. La sua attenzione non è mai diminuita da quando pubblicò nel 1996 il suo studio finale Rassenutopie Und Genozid: Die Nationalsozialistis che Lösung der Zigeuner Frage (Utopia Razziale e Genocidio: La Soluzione Nazionalsocialista della Questione Zingara).

Nel scriverlo, Zimmerman ha dovuto ordinare montagne di dati delle SS e altri documenti ufficiali che erano rimasti intoccati dagli storici accademici per oltre mezzo secolo. Ed è grandemente dovuto al suo lavoro il fatto che il memoriale su quel genocidio sia ora in preparazione all'interno del Cancello di Brandeburgo a Berlino.

Ha affrontato il soggetto quando, in una ricerca postdottorale da studente, divenne parte di un gruppo di studio all'Università di Heidelberg, guidato da tre professori che intendeva scavare nella storia della persecuzione dei Sinti e dei Rom, sino allora negata dagli accademici. Fu allora la partenza di una missione ventennale in cui Zimmerman ha messo la sua passione, la sua energia e il suo notevole talento di storico contemporaneo e gli diede una reputazione mondiale.

Ma questo non fu l'unico campo in cui diede un segno durevole. Fu Renano per nascita e si interessò sulla spettacolare crescita dell'area della Ruhr come uno dei principali centri europei del carbone e delle miniere e patria di un'industria del ferro e dell'acciaio. Fu membro di un gruppo pioneristico che pubblicò il lavoro sulla rapida nascita delle industrie della Ruhr, Die Erfindung des Ruhrgebiets. Arbeit und Alltag um 1900 (L'Invenzione dell'Area della Ruhr, Lavoro e Vita Quotidiana attorno al 1900). Da solo o in collaborazione con altri pubblicò lavori sulla storia orale, principalmente raccolta negli anni del declino di quelle industrie, come anche una serie di studi sulla routine quotidiana e la qualità di vita dei minatori, dei lavoratori del ferro e dell'acciaio.

Siccome il suo cuore apparteneva ai perseguitati, fece sua la storia della comunità ebraica di Essen, "capitale" della Ruhr, e per otto anni tenne un appuntamento unico come storico ufficiale presso la Vecchia Sinagoga della città.

Con un così solido e pioneristico lavoro, la sorpresa sulla carriera di Zimmerman è forse che non sia riuscito ad atterrare in alcun importante appuntamento accademico. Per gli ultimi 12 anni della sua vita, la sua fonte di reddito principale era un impiego nella formazione e nel reparto culturale del consiglio della città di Essen.

Vinse una qualificazione postdottorale, conosciuta come "Abilitazione" e limitata principalmente al mondo accademico di lingua tedesca, dall'antica università di Jena per il suo lavoro accademico sui Sinti e Rom. Per molti studenti, l'Abilitazione è il passaporto al professorato ma Zimmemrman era troppo individualista per un lavoro di squadra, e così si accontentò di un posto non-stipendiato di lettore nel dipartimento di storia moderna all'Università di Jena e nell'Università della Ruhr di Bochum. Dal 2003 era anche "professore ospite" all'Istituto di Storia Contemporanea di Vienna.

Gli sopravvive la sua compagna da tempo, Yvonne.

Michael Zimmermann, storico, nacque il 17 novembre 1951. A 55 anni, è morto di cancro il 20 gennaio 2007

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Di Fabrizio (del 18/02/2007 @ 09:57:49, in media, visitato 1492 volte)

Da Roma_Daily_News

Il 15 febbraio ERRC (European Roma Rights Centre) ha spedito una lettera di protesta a Boris Sorkin, direttore delll'agenzia di informazione "REGNUM", esprimendo la propria preoccupazione per il continuo collegamento dei Rom al crimine nei lanci dell'agenzia e notando che questo contribuisce ad un clima di intolleranza verso i Rom. La lettera si riferisce a numerosi articoli pubblicati dai giornali e raccolti da ERRC nel 2006 e nel 3007, che esplicitamente legano i Rom al traffico di droga e alla criminalità. Nella lettera [...] ERRC chiede urgentemente all'agenzia di informazione di prendere una ferma posizione contro i discorsi incitanti all'odio e di rinunciare al linguaggio contro i Rom. Il testo completo (in inglese) è disponibile sul sito internet di ERRC http://www.errc. org/cikk. php?cikk= 2722.

[...]

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Di Sucar Drom (del 17/02/2007 @ 09:40:27, in blog, visitato 1623 volte)

Chiari (BS), presidio contro lo smantellamento dell'area per i Sinti
Il Gruppo Donne per la Pace insieme ai Volontari Caritas di Chiari organizzano un presidio con volantinaggio contro l’azione di demolizione, voluta dall’Amministrazione Comunale, delle strutture nell’area per Sinti Italiani. Gli organizzatori invitano tutti giovedì 15 febbraio in piazza Zanardelli a Chiari, dalle ore 9.30 alle ore 12.00.
Di seguito la lettera scritta dal Gruppo di Donne pe...

Opera (MI), i Rom se ne vanno
Siamo il gruppo di persone, uomini, donne, bambini che da mesi vivono nelle tende ad Opera in una situazione d’emergenza, con un presidio di gente che non ci vuole, con la polizia che è sempre all’entrata del campo.
Non ce la facciamo più. Soprattutto i nostri bambini hanno paura. Per questo non vogliamo più stare neanche un’ora in più perché siamo stanchi. Ci sentiamo e siamo offesi conti...

Pistoia, ...che il seme germogli, intervista alla maestra Clara Dei
Un seme che germoglia e che racconta la nascita e la crescita dell’integrazione. Una storia semplice, come quella di un seme che cresce, fino a fiorire, una storia che racconta l’esperienza vissuta da un’insegnate elementare all’interno del "campo nomadi" di Pistoia e l’inserimento dei bambini rom nelle scuole pistoiesi.
Un viaggio all’interno delle storie e delle vite delle popo...

Opera (MI), si continua ad indagare contro gli incendiari e i fomentatori
Un Commando organizzato. Chi ha ideato, chi ha istigato la manovalanza, chi ha eseguito. Sono almeno dieci gli incendiari che il 21 dicembre, mentre era in corso un infuocato consiglio comunale, sono passati dalla parole ai fatti. E sono stati identificati: con i loro ruoli diversificati.
Con la loro provenienza, per così dire, persino politica: frange da stadio, ultrà dediti all’intollera ...

Rom e Sinti scrivono al Governo Italiano
RomSinti@Politica ha promosso un'iniziativa pubblica a cui stanno aderendo molti Sinti e Rom professionalmente impegnati in ambito sociale ed culturale nel nostro Paese. Di seguito la lettera aperta, con le prime firme di adesione, inviata al Ministro dell'Interno, al Ministro delle Politiche Sociali e al Ministro della Pubblica Istruz...

Abruzzo, diamo un segno concreto sostenendo un progetto rom
L'Ente Morale Opera Nomadi Sezione Abruzzo ha promosso una lotteria per sostenere le attività del progetto "l'eufonia della differenza", interventi a favore dei minori rom e delle loro famiglie.
La Sezione Abruzzo mette in palio una stupenda autovettura Kia Picanto Fresh, vedi la foto (benzina, cilindrata cc...

Milano, l'Opera Nomadi è per il confronto
Pubblichiamo la lettera aperta invita a Gad Lerner dalla Sezione di Milano dell'Ente Morale Opera Nomadi sulla situazione di via Triboniano e in particolare sul patto di socialità e legalità.
Caro Lerner,
condividiamo pienamente la necessità di tornare ad interrogarci a Milano sul significato di “solidarietà” e, nell ...

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Di Fabrizio (del 16/02/2007 @ 09:14:35, in Europa, visitato 1930 volte)

Da Kosovo_Roma

Strasburgo, 15 febbraio 2007: Dopo le rinnovate violenze nel Kosovo, che sono culminate in due morti, il presidente del Forum Europeo dei Rom e Viaggianti, Rudko Kawczynski, ha ammonito i Rom a non percorrere la provincia. A quanti sono rimasti ha raccomandato di prepararsi ad un'eventuale evacuazione e richiesto alla presenza internazionale di sicurezza ad adempire al suo compito e garantire la sicurezza dei Rom.

"Dopo circa otto anni dalla fine della guerra, la comunità internazionale ha fallito nel ricostruire un Kosovo multietnico" ha detto Kawczynski, aggiungendo che a seguito della proposta dell'inviato ONU Martti Ahtisaari per una condizionata indipendenza del Kosovo e degli ultimi eventi nel fine settimana, ci si aspettano ulteriori violenze.

Il presidente del Forum Europeo dei Rom e Viaggianti ha ricordato che 150.000 Rom sono stati etnicamente allontanati dai nazionalisti albanesi dalla fine della guerra e che la pulizia etnica sia avvenuta con il chiaro intento di ottenere un Kosovo indipendente e multietnico. Ha annunciato l'organizzazione di una conferenza internazionale sulla sicurezza sulla persecuzione dei Rom in Kosovo.

Il Kosovo accoglieva circa 200.000 Rom che qui avevano vissuto per quasi 600 anni. Molti sono stati vittime della pulizia etnica dell'estate 1999, quando la comunità internazionale osservò quanto avveniva senza intervenire.

Il Forum Europeo dei Rom e Viaggianti è un corpo di interesse internazionale che riunisce le principali organizzazioni Rom internazionali ed oltre 1.500 membri di organizzazioni dei paesi membri del Consiglio d'Europa. Nel dicembre 2004 ha siglato un accordo col Consiglio d'Europa che fornisce relazioni speciali tra le due organizzazioni.

European Roma and Travellers Forum
c/o Council of Europe
F – 67 075 Strasbourg

Tel.: 00 33 3 90 21 43 31
Email: ertf@coe.int

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Di Fabrizio (del 15/02/2007 @ 10:14:35, in blog, visitato 1424 volte)

Ricevo e porto a conoscenza, col permesso dell'interessata

sono una studentessa di lingua e letteratura ungherese presso l'università di Torino. Devo preparare la mia tesi di laurea che avrà come argomento l'integrazione dei rom nella società ungherese.
Non riesco a trovare materiale per sviluppare questo tema, lei avrebbe qualche informazione oppure qualche persona con cui mettermi in contatto?
GRAZIE

contattate MIRNA REALE se potete aiutarla

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