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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 23/05/2008 @ 09:08:13, in Italia, visitato 1238 volte)

LUNEDI’ 26 MAGGIO - ore 21.00
c/o Arci Bellezza, via Bellezza 16a – Milano

ASSEMBLEA PUBBLICA
Sicura discriminazione
Le politiche nazionali e locali contro Rom e migranti

L’approvazione del “decreto sicurezza” con le nuove misure contro i migranti “clandestini” e le politiche locali di espulsione (da DeCorato a Penati) si sposano alle ronde, ai roghi, alle campagne discriminatorie che trovano sempre più spazio.
La sinistra deve ritrovare la sua voce e mobilitarsi contro le discriminazioni e per una politica che affronti finalmente i temi del lavoro, dell’abitare e della convivenza nell’area metropolitana dal punto di vista dei bisogni sociali e non dei “padroni dell’Expo”

Ne discutiamo con:
Tommaso Vitale – docente di sociologia Università Milano Bicocca
Laura Di Martino – Direttivo Arci Milano
Dijana Pavlovic – Comitato Rom e Sinti Insieme
Maurizio Pagani – Vice presidente Opera Nomadi
Pietro Massarotto – Presidente Naga

Introduce e coordina Piero Maestri – Consigliere Provinciale Sinistra Critica

Sinistra Critica - Milano - info 02.39480650; sinistracriticami@libero.it

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Di Fabrizio (del 22/05/2008 @ 21:34:56, in Kumpanija, visitato 1212 volte)

Il Consejo Estatal del Pueblo Gitano intende manifestare di fronte all'ambasciata italiana in Spagna entro la prima settimana di giugno, per i gravi successi accaduti contro le comunità Rom. Vogliamo avere informazione concreta in quanto ai fatti accaduti, luogo, numero di persone vittime di questa situazione, ecc. Per questo motivo, vogliamo contattare delle organizzazioni Rom e Sinti, per comunicare loro la solidarietà dei Gitani spagnoli, e per proporre loro un appoggio alla manifestazione. Ci servono numeri di telefono ed e-mail dei rappresentanti Rom e Sinti in Italia.
Grazie e saluti,

Mariano González

per contatto in italiano: Alessandro
tel. +34 649089190

MARIANO GONZALEZ
PORTAVOZ DEL
MOVIMIENTO GENUINO
GITANO DE MADRID

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Da OperaINcerta

Il Consiglio d’Europa li ha definiti l’unica vera minoranza etnica europea, l’Unione Europea ha formulato tutta una serie di raccomandazioni e linee guida per il miglioramento delle loro condizioni, il Parlamento Europeo ha votato a larga maggioranza una risoluzione che condanna ogni forma di razzismo e discriminazione nei loro confronti e sollecita la Commissione Europea a sviluppare una strategia per il loro inserimento, il nostro Ministero degli Interni li annovera tra le cosiddette minoranze senza territorio (ma di fatto non li ha ancora riconosciuti ufficialmente con lo status di minoranza)...

leggi tutto l'articolo e l'intervista

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Di Fabrizio (del 22/05/2008 @ 09:02:19, in Italia, visitato 1460 volte)

20 Maggio, 2008 Mi hanno raccontato di un giovane padre il cui bambino ha paura dell'uomo nero. Il padre gli ha detto che non risulta a sua memoria un solo caso di uomo nero, gli ha fatto vedere le statistiche: niente, il bambino ha ancora paura. Chi non s'intenerirebbe a un bambino spaventato dall'uomo nero?

Purché una popolazione di milioni di adulti non pretenda di fare tenerezza anche lei. La xenofobia, si dice, è la paura del diverso, dunque è qualcosa di naturale. Chi non prova un'apprensione, una diffidenza, un' angoscia nei confronti dello sconosciuto? Mah: non ci si crogioli troppo con le etimologie. La xenofobia è anche l'invenzione del diverso, e il disprezzo, l'avversione e la persecuzione del diverso. È a un passo dal razzismo, e spesso quel passo l'ha fatto. Gli italiani non sono xenofobi, non sono razzisti? Ah, Padre, non metterci alla prova, non indurci in tentazione. Nel dizionario dei nostri luoghi correnti gli zingari sono associati da sempre al fuoco, al lanciafiamme, ai forni. Figurarsi quando incenerire rifiuti urbani non si può, rifiuti umani magari sì. Tutto in ordine: un commissario speciale ai rifiuti urbani, uno agli umani. Speriamo che qualcuno segua la vicenda della ragazza accusata di voler rubare una bambina a Ponticelli, fino a venirne a capo. Come spiega il padre sull'uomo nero, abbiamo statistiche inesorabili che non contemplano bambini rapiti da zingari: da altri italiani sì.

I sondaggi freschi danno i "musulmani" retrocessi al quarto posto, dopo zingari, albanesi e romeni (è già tanto che distinguano fra rom e romeni). Ah, popolo fanciullescamente volubile: abbiamo già declassato, per il momento, lo scontro di civiltà. Davvero, dobbiamo preoccuparci di evocare a vanvera l'antisemitismo dell'infanticidio rituale, la memoria dei pogrom? Mah: direi che sono altre le parole che andrebbero risciacquate: sicurezza, per esempio, sinistra, per esempio. O intere locuzioni, che non si ascoltano più senza ridere: radicarsi nel territorio, per esempio. La Lega ha messo tutti in soggezione grazie alla sua prova di Radicamento nel Territorio. Ma in una classifica neutrale della materia c'erano, sia detto senza offesa, modelli più rigogliosi, non so, Hamas, radicata nella striscia di Gaza, la camorra, la mafia, la `ndrangheta. Perfino la democrazia, obbligata a ratificare gli esiti elettorali del radicamento nel territorio, conosce le sue eccezioni, come negli scioglimenti prefettizi di amministrazioni comunali dove si esagera col radicamento. Ci sono posti nei quali viene da augurarsi un certo sradicamento dal territorio: guardate Roberto Saviano, che ha scavato così a fondo alla ricerca delle radici da dover vivere altrove, invidiato, minacciato e braccato. La Lega, quando si proclamò padana, dichiarò stranieri tutti gli altri.

Non è piacevole dirlo, ma il succo delle elezioni sta in un'espulsione, un rigetto della classe politica di centrosinistra dalla pancia del paese. Un caso di rocambolesca xenofobia. Del resto la posta ultima della lotta politica fu dall'antico questa: l'esilio degli altri. Bisogna pensarci, quando si pronuncia la frase celebre: «Io me ne vado all'estero». Non lo prendete troppo per un paradosso. Un segnale lo dava il linguaggio, che trattava all'ingrosso da clandestini migranti stranieri e politica di centrosinistra: «Rimandiamoli a casa» e vaffanculo. Nel caso di Veltroni, più precisamente: «Rimandiamolo in Africa». Così disse Berlusconi, e questo fa somigliare la sbandierata cordialità del suo dialogo attuale a una pratica di diplomazia estera. Lo ridico: non prendetelo per uno scherzo. Il centrodestra non ha fatto granché, nel biennio fra le due elezioni, per meritare il suo trionfo. Ha fatto tutto la coalizione di governo, compresa la sua componente che fa le veci della destra, che si trattasse, all'interno della maggioranza, di guidare una crociata sull'indulto (sicché il centrodestra beneficiò doppiamente dell'indulto, per le modalità convenienti che aveva dettato, e per il ripudio popolare del governo) o che si tratti, all'interno dell'opposizione, di rivendicare la trasformazione dell'immigrazione "clandestina"in reato penale, come vuole Di Pietro, forte di quaranta parlamentari graziosamente regalati da un Pd sulla cui groppa piantare banderillas quotidiane. Quel che resta del centrosinistra deve chiedersi come mai sia stato solo lui il bersaglio colpito dal giustizialismo allevato in seno, dalla cosiddetta antipolitica, dalla stessa travolgente denuncia della Casta. Il rigetto pressoché viscerale, esistenziale, della classe dirigente di sinistra si è manifestato con la stessa insofferenza animalesca che prorompe contro gli "stranieri". Quella classe politica, alla maggioranza degli italiani, ha finito per apparire come un corpo estraneo, da espellere, sul quale sfogarsi e trarre vendetta. Come è potuto succedere? Rispondere, farebbe fare un passo avanti. Ci sono due ordini di questioni. Uno fornisce una piccola consolazione alla disfatta della sinistra, ed è l'argomento della moneta cattiva che scacciala buona. L'altro condanna la sinistra (tutte le sinistre, dal centro all'estrema) a riconoscersi in un'immagine sfigurata. La questione, realissima e poi metaforica, della xenofobia è per ambedue quella dirimente.

La moneta buona. Tanti anni fa, facendo tesoro di una complicazione come quella sudtirolese-alto atesina (luogo di frontiera, crogiolo di nazionalità e minoranze e lingue, deposito storico di contese acerrime) Alex Langer e i suoi perseguirono per primi un programma federalista, europeista, nonviolento, premuroso verso le piccole patrie e l'orizzonte planetario. Le tappe di quell'impegno furono scandite dal primo "ecopacifismo", dal rifiuto coraggioso del censimento etnico, dall'apertura internazionale ai diritti umani. La paziente e delicata anticipazione federalista, locale e globale - i nomi non c'erano ancora - di Langer si volse nel giro di pochi anni (gli anni della Jugoslavia, e di un arrivo così rapido e ingente di migranti in Italia da mutarne la fisionomia demografica e storcerne lo stato d'animo, come una sinistra imbambolata non volle vedere) nella versione leghista degli stessi temi, con la differenza che separa, e anzi oppone, una porta che si apre da una che si chiude. Federalismo, secessione, macroregione, xenofobia e, non di rado, razzismo furono la nuova moneta- anche il colore verde ne fu confiscato. La sinistra tradizionale in tutte le sue componenti, travolta da vicende internazionali e interne sempre subite e mai anticipate, dall'89 a Mani Pulite, non fece altro, lungo tutto questo tumultuoso volgere di tempi, che provare a galleggiare, spesso ai danni del vicino di naufragio, e rincorrere di volta in volta le occasioni con un cambio di ragione sociale. La nascita del Pd è ancora in bilico: fra l'ennesimo mutamento di ragione sociale, e una svolta vera, comunque di lunga lena. Ora, la domanda è se in tempi di precipitosa mutazione degli equilibri mondiali, di crisi di modi di produzione e di pensieri, di terremoti di vecchie identità, la moneta cattiva sia inevitabilmente destinata a scacciare la buona.

La storia del Novecento sembra indurre alla risposta pessimista. Naturalmente, ci si guarderà dal concluderne che le responsabilità delle persone e dei gruppi siano irrilevanti. Perché in ogni caso perdere si può, e può perfino essere la sorte più onorevole: ma finire invisi a una larga maggioranza di propri concittadini come stranieri in patria - come gli incolpevoli zingari italiani di cittadinanza, cui la brava gente, anche quella che si contenta di non dar loro fuoco, intima di tornarsene a casa loro... -questo ha bisogno di una speciale spiegazione. Agli eredi di centrosinistra della Prima Repubblica era rimasta, passato l'inganno della diversità antropologica, un'aura residuale di miglior professionalità, e anche di un più retto cinismo, per così dire. Le avventure della coalizione hanno distrutto anche questo resto. In cambio, hanno instillato nella maggioranza degli italiani la sensazione da bava alla bocca di un modo di essere di vivere e di esibirsi che ne faceva desiderare la cacciata ben più che la vittoria degli altri. Ne vedremo, ne vediamo già delle belle. Berlusconi promette tante libertà, e tante se ne prende, e intanto un suo avvocato difensore vuole intestarsi il reato di immigrazione clandestina e l'espulsione di qualche centinaio di migliaia di badanti. Troppa grazia. Ma tutto questo non ha impedito che la famosa Casta designasse pressoché solo la consorteria umana del centrosinistra e della sinistra, che la testa di Pecoraro Scanio venisse portata -metaforicamente, grazie a Dio - sulle picche dai sanculotti, e che l'estromissione di un ceto politico apparisse come una pulizia etnica. Quando il mercato premia la moneta cattiva, si può fare a gara con i cattivi coniatori, battendo monete appena un po' meno fasulle; oppure fare altro, se si è capaci. Se non se ne sia capaci, almeno dissociare la propria responsabilità dal fuoco alle baracche, così, perché un giorno i propri nipoti...

Fonte repubblica.it

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Di Fabrizio (del 22/05/2008 @ 08:54:52, in Kumpanija, visitato 1345 volte)

Da Info-Palestine

lundi 19 mai 2008
Marie Medina - BabelMed

I Gitani di Gerusalemme sono così poco numerosi che se ne conosce a malapena l'esistenza. Di fronte all'analfabetismo ed alla discriminazione, questa comunità ultra-minoritaria rischia a breve di perdere la propria cultura.

"Da qui a qualche anno, la cultura dom può sparire se non si fa niente per proteggerla" si inquieta Amoun Sleem, che dirige l'associazione Domaris: società dei gitani di Gerusalemme.

Photo Zohar Mor

Settimana scorsa ha organizzato uno spettacolo di danze gitane: Ayameni Goldeni (Quei belli occhi), a Gerusalemme e Tel Aviv. Qualche bambino zigano vi ha fatto una breve apparizione ma nessuno degli artisti adulti in scena erano dom: tre erano di origine americana, la quarta israeliana. "Non ci sono più artisti professionisti nella comunità dom di Gerusalemme", ricorda Michaela Harari, una delle quattro danzatrici.

Come la maggior parte della comunità, gli artisti sono emigrati in Giordania al tempo della guerra dei Sei Giorni (1967). Restano oggi qualche musicista e danzatore che vivono nella Striscia di Gaza e che, prima del blocco israeliano, si produceva nei matrimoni in Egitto.

Secondo Amoun Sleem, si contano oggi 7.000 Dom in Israele e nei Territori palestinesi , contro oltre 42.000 sull'altra riva del Giordano. Questa immigrazione massiva s'è rivelata "dannosa per la cultura" di Gerusalemme, rimarca.

"La danza ed il canto sono la nostra ricchezza" osserva Abdelhakim Salim, mouktar (capo) della comunità dom di Gerusalemme, ricordando come il divertimento è una delle maniere dei gitani per guadagnarsi il pane.

È del resto questo talento che sarebbe all'origine dell'emigrazione dei gitani, secondo un resoconto che è fra le diverse - e contradittorie - spiegazioni, teorie e leggende. Nel Libro dei Re (verso l'anno 1000), il poeta Firdousi narra che un sovrano persiano aveva invitato migliaia di artisti di una tribù indiana a prodursi alla sua corte.

Abdelhakim Salim

Abdelhakim Salim racconta un'altra storia, quella di un ragazzo molto povero che era cresciuto vicino ad un fiume ed aveva adottato un coccodrillo come animale di compagnia. Un giorno, per mostrare ad un amico che aveva domato il sauro, il giovane aveva messo la sua mano nella bocca dell'animale, che lo divise. Morale: "la gente della nostra Comunità farebbe non importa cosa per divertire la platea e guadagnarsi la vita", conclude il mouktar.

Dopo la Persia e la penisola arabica, dove sarebbero arrivati come anfitrioni pubblici o valorosi guerrieri, secondo le diverse versioni, gli zigani hanno proseguito la loro strada. Alla fine, alcuni hanno guadagnato la Palestina e l'Africa del Nord (i Dom),  altri hanno superato il Caucaso ed il Bosforo per raggiungere l'Europa (i Rom). I primi sono diventati musulmani, i secondi cristiani.

Le prime prove scritte della presenza dom a Gerusalemme risalgono al XIX secolo. La Comunità si è resa sedentaria inizialmente fuori dalla Città Vecchia. Ma oggi, vive principalmente dentro le mura, nella zona svantaggiata di Bab Hutta. Secondo il centro sociale di Burj Al Luq Luq, 170 famiglie vi abitano, composte da sette persone in media, con 700 dollari (450 euro) mensili per focolare.

Molti adulti sono illetterati e numerosi allievi abbandonano la loro scolarità in corso. "Molti nostri bambini sono per strada", deplora il mouktar Abdelhakim Salim. Tre mattine alla settimana, Burj Al Luq Luq accoglie i bambini da 7 a 15 anni che non vanno più a scuola; il 90% di loro è costituito da Dom, indica Imad Jaouny, direttore esecutivo del centro sociale.

Quest'accoglienza, come pure le attività sportive (calcio, basket), tenta di sottrarre i giovani "dalla cultura di strada", che li espone numerosi rischi, fra cui la droga. La dipendenza è un problema che riguarda particolarmente la Comunità dom, afferma Imad Jaouny.

Quando cercano lavoro, i membri della Comunità pagano il prezzo dei loro studi accorciati, ma anche dei pregiudizi di cui sono oggetto. La parola araba che designa un gitano, "nawar", è di solito utilizzata come un insulto.

La loro dignità ne non esce indenne. Rari sono coloro che rivendicano la loro identità dom.

Tutti parlano l'arabo, pochi maneggiano il domari. La "nostra lingua non è in buono stato ora", sottolinea Amoun Sleem. Gli oratori dom scivolano fino a tre o quattro parole arabe per frase. La "nostra lingua può scomparire da qui ad alcuni anni", si preoccupa il direttore della Società dei gitani di Gerusalemme, che ha organizzato corsi di domari.

Anche le espressioni artistiche sono deprezzate. La musica, ad esempio. "La gente la vede come musica al ribasso", rileva Amoun Sleem. "I dom hanno vergogna a promuoverla".

"Stanno perdendo la loro cultura", nota la danzatrice Michaela Harari. Per incoraggiare i bambini a riappropriarsi della loro cultura, la Società dei gitani ha approntato dei corsi di danza. Sono frequentati da una mezza dozzina di ragazze, dai 5 ai 12 anni. È questa piccola troupe che ha fatto una breve comparsa in Ayameni Goldeni. Ha interpretato una danza chiamata El-Gazawi.

Come la maggior parte delle arti zigane, questa coreografia adotta un elemento del folclore locale - in questo caso palestinese - e lo adatta interamente instillandovi là uno stile proprio. Michaela Harari distingue due particolarità della danza domari: schemi ritmici sofisticati, che sono forse un'eredità indiana, e movimenti segnati delle anche, che si trova in tutte le danze orientali.

Amoun Sleem auspica che i Dom trovino il loro orgoglio in questa cultura della fusione, che sia con le arti o con l'artigianato. Poiché appaiono in generale fra le comunità più povere, - infine, soprattutto le donne - hanno sviluppato un certo talento per il riciclaggio. "Le donne hanno il regalo per fabbricare qualcosa a partire da nulla", spiega senza scherzare il direttore della Società dei gitani.

Le generazioni precedenti utilizzavano questo "savoir-faire" per decorare il loro interno e fabbricare gioielli. Il centro domari situato a Shuafat, nel sobborgo di Gerusalemme, incoraggia la nuova generazione a ricollegarsi a questa tradizione. Le donne possono vendere le loro produzioni per migliorare i redditi del loro focolare. Con pezzi di vecchi abiti, preparano ad esempio delle borse o dei plaids in patchwork.

Un modo, ben modesto, di riparare una cultura che si sta perdendo.

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Di Sucar Drom (del 21/05/2008 @ 11:02:19, in blog, visitato 1569 volte)

Milano, Penati fa dichiarazioni razziste
Botta-e-risposta tra Gian Valerio Lombardi e Filippo Penati (in foto) sul fronte sempre più incandescente della cosiddetta emergenza rom. Perché il presidente della Provincia salisse sulla stessa barricata eretta dalla Lega, che, attraverso il neodeputato Matteo Salvini ha, nel pomeriggio, consegnato nel pomer...

Venezia, no a isterismi xenofobi
“Attacchi biecamente strumentali, che dimostrano un isterismo xenofobo”. Così il sindaco di Venezia Massimo Cacciari definisce le reazioni suscitate dalla decisione della Giunta comunale di confermare la volontà di realizzare il nuovo insediamento p...

Napoli, l'altro Stato
La notizia è che a Ponticelli si aspetta un finanziamento pubblico di sette milioni, euro più euro meno; le attese dei cittadini sono enormi, il Palaponticelli, un ipermercato, edilizia popolare, giardini. Il "p...

Firenze, non esiste un'emergenza rom
"Non esiste una emergenza legata ai campi nomadi abusivi, così come accade invece in altre città come Roma, Milano o Napoli; questo anche grazie alle politiche di progressivo smantellamento e riqua...

L'Italia è razzista (ma non si può dire)...
“I cittadini hanno il coraggio di fare quello che i politici non fanno”. Parola di Umberto Bossi. Anche questa è una bufala. I cittadini fanno quello cui per anni li ha istigati il partito razzista di Bossi, Moroni e ...

Ue gela l'Italia
Ci voleva la festa della polizia perché il ministro dell’interno Roberto Maroni si rendesse conto che la retorica anti-rom avrebbe svegliato mostri. Nel discorso tenuto a Piazza del popolo, davanti agli agenti, Maroni ha detto che «bisogna evitare c...

La Russa lancia i minicampi
Maggiore severità contro i recidivi che commettono reati e l'eliminazione dei campi rom, consentendo solo mini-campi, di dieci persone massimo. Queste le proposte che il ministro della Difesa Ignazio La Ru...

Gli italiani sono razzisti e xenofobi nei confronti dei rom?
Gli italiani — e il loro governo — sono, almeno in qualche misura, razzisti e xenofobi nei confronti dei rom? Se si pone la domanda in questi termini, la risposta non può che essere negativa, in quanto è sempre sb...

Viktoria Mohacsi: attenta Italia, c'è un brutto clima e la situazione è orribile
"Attenzione, c'è un bruttissimo clima. Ricordiamoci cosa è successo negli anni trenta in Europa. La mia relazione al Parlamento europeo su quello che ho visto in Italia racconterà di questo clima. E sarà molto dura". Trentatré anni, minuta, faccia da "gitana" è proprio il caso di dire, sguardo intenso, anche un po' triste. S...

Provate ad immaginare...
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare. Bertolt Brecht Provate ad immaginare. Una person...

ASGI, bisogna reagire al clima di intolleranza
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Memoria e censure su Rom e Sinti in Italia
Un'Italia in evidente crisi economica tira fuori dal cassetto i rom, un capro espiatorio semplice da costruire, non ci saranno ambasciate che interverranno né stati che minacceranno la chiusura di rapporti internazionali. Ricordiamoli questi giorni di metà maggio, sono i Giorni della Memoria , quelli c...

Ue, il Parlamento discuterà sulla situazione dei Rom e dei Sinti in Italia
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Palermo, organizziamo la difesa dei Rom, qui e subito
Sabato 17 maggio si è svolto a Palermo, presso la Facoltà di Giurisprudenza, il convegno “Verso una nuova pulizia etnica? Sicurezza e diritti del popolo...

Mohacsi, la realtà dei Rom in Italia è tra le peggiori in Europa
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Roma, Alemanno non è l'uomo nero
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ieri ha dichiarato: «vengo dal Casilino 900, dove questa mattina ho dato una prima occhiata alla situazione: venendo qui al Circolo Canottieri Aniene mi sembra di passare da una città all'altra. Non ci sono paro...

Watson, in Italia una cultura dell'impunità per i razzisti
Il capogruppo dell'Alleanza dei Democratici e Liberali per l'Europa, Graham Watson, ritiene che in Italia si sia raggiunto verso le comunità di immigrati «un livello di violenza inusuale», dovuto anche alla natura della recente campagna elettorale che «ha portato avanti una cultura dell'impunità» per coloro che attac...

Guarnieri: vogliamo incontrare il ministro Maroni
In Italia è nata la prima federazione di associazioni rom e sinte. Raggruppa oltre 15mila persone. Sono 19 invece le associazioni di otto regioni italiane (fra queste Lombardia, Toscana, Abruzzo, Lazio, Emilia Romagna) che ne fanno parte. Il neo presidente della "Federazione Rom e Sinti Insieme", Nazza...

Italia, la mamma del cretino è sempre incinta
Tra un'ora il Parlamento europeo discuterà la questione sinta e rom, dopo i gravi fatti italiani. Un parlamentare europeo, Luca Romagnoli (segretario del Movimento Sociale Fiamma Tricolore) ha proposto la creazione di uno stato rom, all’in...

Ue, nessuno vuole mettere sotto accusa il Governo Berlusconi
Nel Gruppo socialista, non c'è nessun intento “di fare del dibattito odierno a Strasburgo sulla questione dei Rom un'occasione per mettere sotto accusa il Governo Berlusconi”. Ad assicurarlo è il Presidente Martin Schulz...

Lettera aperta al Presidente Napolitano
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Ue, discussione parlamentare dopo i fatti di Napoli
Intervento durissimo di Viktoria Mohacsi sulla campagna elettorale condotta da Silvio Berlusconi. La Mohacsi ha anche sottolineato l’inattività della Polizia di Stato sui gravi fatti di Napoli. Richiamo duro al Minis...

Il Tg1 alimenta la xenofobia per oscurare il Parlamento europeo
L'ultima notizia di cronaca viene da Catania e il Tg1 di questa sera da ampio spazio a un presunto tentativo di rapimento di una bambina da parte di due rom ma la stessa Polizia è poco convinta dell’accusa. E’ grave il tentativo del Tg 1 di minimizzare le ...

L'Italia è persa... e l'Europa?
Oggi è chiaro, in Italia nei prossimi anni si attuerà una caccia al rom, al sinto, al “nomade”, allo “zingaro”. Non vi possono essere più dubbi dopo che il Parlamento europeo ha dibattuto sulla grave situazione italiana (pogrom, violenze…) e i maggiori organi di informazione televisiva continuano imperterriti a v...

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Di Fabrizio (del 21/05/2008 @ 08:50:45, in Italia, visitato 2238 volte)

CON PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE SUL TUO BLOG

 Carissimo,

 ti mando il documento che abbiamo preparato per poter organizzare il corteo di protesta a Roma in data 1 giugno 2008.
 L'idea è realizzare un corteo pacifico con striscioni e musica perché finalmente anche la voce della popolazione Romanì venga ascoltata.
 Sono bene accetti tutti coloro i quali sono solidali con il popolo Rom.

 Per ora posso solo dire che ci raduneremo la mattina del 01 giugno a Roma alla Stazione Termini e da li partirà il corteo che dovrebbe arrivare fino al Quirinale e passare di fronte a tutti i più importanti "Luoghi del Potere".
 Il percorso esatto verrà comunicato a breve, così come i dettagli. Noi stiamo organizzando un pullman da Lanciano, voi potete organizzarlo dalla vostra
 città.
 Aderite numerosi.

 Sastipé ta baxt!!

 Daniela


FERMIAMO IL GENOCIDIO CULTURALE

Dopo l’ultimo delitto crudele della mistificazione e della calcolata disinformazione non si può più restare in silenzio, occorre agire, questo silenzio è assordante e colpevole.

C’è un’oscura connivenza tra una parte del giornalismo italiano, una parte delle forze dell’ordine, una parte della politica italiana per giustificare un’incivile repressione.

Il 1° Giugno le Associazioni Rom Italiane e le associazioni di volontariato, gli artisti, gli intellettuali e le persone di buon senso organizzano a Roma un corteo di protesta civile.

Aderite e fate aderire prima che sia troppo tardi!!

Occorre ribadire alcuni concetti che vengono mistificati,

Tutti credono che Rom siano solo stranieri.
Non è vero!, infatti l’80% dei Rom e Sinti che vivono in Italia sono cittadini italiani

Tutti credono che i Rom sono nomadi.
Non è vero!, Infatti la maggior parte di quelli presenti sul territorio italiano sono sedentari

Il campo nomadi è la soluzione ideale.
Non è vero!, Infatti i rom arrivati in Italia nei loro paesi di origine avevano le case, il campo non è un tratto culturale della popolazione romanì, ma un’imposizione dovuta alla non conoscenza.

Tutti credono che zingaro sia il nome di questo popolo.
Non è vero!, infatti il termine corretto è Rom.

La mistificazione che serve a giustificare i pogrom, la repressione, se continua così i Rom in Italia faranno la fine dei Rom dei Balani che hanno subito la pulizia etnica e sono stati utilizzati come scudi umani, o come sotto il regime Nazifascista che ne ha sterminati oltre cinquecentomila.

Occorre ripristinare le convenzioni internazionali nei confronti dei Rom, il 70% degli italiani sono razzisti nei confronti dei Rom, la carta dei diritti dell’uomo in Italia per i Rom non vale.

Non abbiamo nulla se non il nostro coraggio!!

Protesta anche tu!

Invia la tua protesta al

Presidente della Repubblica ON. Giorgio Napolitano (https://servizi.quirinale.it/webmail/)

Capo del Governo On Silvio Berlusconi Presidenza del Consiglio dei ministri
Palazzo Chigi Piazza Colonna 370
00187 Roma - Italy tel. (+39) 0667791

Ministro degli Interni On. Maroni (DipartimentoAffariInternieTerritoriali@interno.it)

Ministro per le Pari Opportunità On. Carfagna (serep@pariopportunita.gov.it)

Giornalisti

I tuoi conoscenti,

La tua mailing list,

Il tuo blog

EVITIAMO UN SILENZIO INCIVILE, FAI SENTIRE LA TUA VOCE E PASSA PAROLA!!!

Per info e contatti:
tel: 0872 660099
cell. 340 6278489

http://www.alexian.it

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Di Fabrizio (del 20/05/2008 @ 13:26:01, in Europa, visitato 1097 volte)

Ricevo da Valery Novoselsky

OGGI il Parlamento Europeo sta discutendo la situazione Rom in Italia. E' possibile seguire la diretta del dibattito in Internet:

COLLEGAMENTO

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Di Fabrizio (del 20/05/2008 @ 09:42:34, in musica e parole, visitato 1286 volte)

Ricevo da Luciano Muhlbauer

E' stato appena pubblicato il libro "Rom, un popolo – diritto a esistere e deriva securitaria", edizioni Punto Rosso, che raccoglie numerosi interventi e documenti relativi alla “questione rom” e al securitarismo imperante. Considerata l’aria che tira, un libro da leggere e da far leggere e un'occasione per discutere e organizzare iniziative. Insomma, ve lo consiglio. Se non lo trovate nelle librerie, potere rivolgervi direttamente alle edizioni Punto Rosso, in via G. Pepe, 14 a Milano (tel. 02.874324, edizioni@puntorosso.it, www.puntorosso.it).

Sul blog www.lucianomuhlbauer.it potete intanto leggere il mio intervento "La politica della paura", che fa parte del libro.

un abbraccio
Luciano Muhlbauer

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Di Fabrizio (del 20/05/2008 @ 09:10:45, in media, visitato 1559 volte)

Su  www.RomNews.com  (solo in inglese, tedesco e romanes, purtroppo) articoli e video sulla situazione rom in Italia, mappe e informazioni dei campi di Roma (in formato PDF), contatti con i Rom nei campi in Italia

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