Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

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Conoscere non significa limitarsi ad accennare ai Rom e ai Sinti quando c'è di mezzo una disgrazia, ma accompagnarvi passo-passo alla scoperta della nostra cultura secolare. Senza nessuna indulgenza.

La redazione
-

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 29/03/2009 @ 09:03:15, in Europa, visitato 1598 volte)

Da Romanian_Roma

Mercoledì 18 marzo, nel parco di viale Livezilor, è stato lanciato il Centro per l'Assistenza Medico-Sociale "SASTIPEN". Il progetto è sviluppato dal Centro Rom per le Politiche Sanitarie - Sastipen, in collaborazione col Municipio settore 5, beneficiando supporto tecnico e finanziario di UNODC e UNICEF, come da comunicato stampa.

Il progetto vuole contribuire a migliorare l'accesso ai servizi medici e sociali per la popolazione a rischio. L'idea è partita dalla realtà quotidiana di quanti vivono nel distretto "Livezilor-Valtoarei" di Ferentari (Bucarest). Sastipen intende incontrare le esigenze dei gruppi vulnerabili con rischio di infezioni HIV sviluppando un centro per l'assistenza medico-sociale.

Il centro è situato in un container modulare in Aleea Livezilor Park e offrirà servizi gratuiti agli abitanti del settore 5. Nel settore opereranno: un dottore, un'infermiera, un assistente sociale, tre educatori sanitari ed uno psicologo. Il loro ruolo sarà di fornire, quotidianamente, servizi gratuiti di assistenza medica (controllo della TBC), informazioni e consigli per prevenire infezioni da HIV, epatite B e C ed altri rischi associati al consumo di droghe.

Sastipen - Centro Rom per le Politiche Sanitarie è un'organizzazione civica, non-profit che intende contribuire allo sviluppo di politiche di sanità pubblica a beneficio della popolazione meno favorita. (DIVERS – www.divers.ro)

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Di Fabrizio (del 29/03/2009 @ 09:29:24, in casa, visitato 1520 volte)

Da Roma_Benelux

PresseOcean.fr Nantes, martedì 24 marzo2009, Società Il dispositivo dei terreni convenzionati comincia a dare i suoi frutti

Una casa per i Rom

Dumitru e Maria approfittano al massimo della loro piccola casa e dell'orto che hanno sistemato

Una trentina di persone sono state rialloggiate. Esempio con una di queste famiglie installata a Bellevue, Nantes.

Sorride e ringrazia il cielo. "Questa casa, è un sogno che si realizza", ripete Dumitru, come per convincere se stesso. Da due mesi, questo padre di famiglia rom è stato rialloggiato dai servizi della metropoli di Nantes. Con sua moglie e gli otto figli, occupa il piano di un edificio nel quartiere Bellevue a Nantes.

Sala da pranzo, soggiorno, cucina, bagno e tre camere. Non un gran lusso, "ma è bella davvero" si rallegrano Dumitru e la sua sposa Maria. "Abbiamo la nostra camera, i ragazzi ne condividono una, le ragazze un'altra", descrive il padre. "Ci hanno donato dei mobili, abbiamo tutto il necessario". Un reale sollievo per una famiglia che ha vissuto oltre cinque anni in roulotte.

Cinque anni nei campi

Dopo un passaggio in Italia, Dumitru era venuto in Francia per curare suo figlio maggiore.  "Gli avevano diagnosticato una grave malattia, in Romania non aveva alcuna possibilità", racconta. Finalmente, l'adolescente si rimetterà. "Ma ho deciso di restare. Mi son detto che qui c'erano più opportunità". Dumitru prende rapidamente un tono più basso. Con la sua famiglia, ha assaggiato la feccia dei campi selvaggi dell'agglomerato. "Siamo stati a lato di Beghin Say, sul lungofiume Wilson, in una casa a Cheviré poi sul terreno della Meuse", espone nei dettagli Dumitru che si rammarica di "questa logica di espulsione" contro i Rom. Il padre di famiglia concatena piccoli lavori giornalieri, spesso stagionali. "E' dura vivere così. Ci si preoccupa per i figli", prosegue. Poi, arriva il 2007 e la messa in atto dei terreni sistemati dalla metropoli di Nantes e dal Consiglio Generale. Dumitru e Maria sono integrati in questo dispositivo che prevede un accompagnamento verso il lavoro e l'alloggio. Un percorso che non è senza chiedere sacrifici.

Comunità

"La vita in comunità è molto importante nella nostra cultura. Alcuni hanno preso male l'installarsi in casa, molti sono gelosi", spiega Dumitru che, senza tagliare i contatti con i suoi, ha messo da parte certe tradizioni. "Occorre per integrarsi. Per esempio, non mi rivolgo più al tribunale della comunità, ma credo nella giustizia francese".

Evoluzione che gli ha aperto le porte di questo alloggio. Anche se resta temporanea, si tratta di una casa precedentemente svuotata dalla metropoli di Nantes, in attesa della sua distruzione. Oggi il padre moltiplica gli sforzi per trovare un contratto a tempo indeterminato. Ed ha ritrovato il gusto di accogliere: "Soprattutto, ritornate a prendere un caffè o a mangiare un barbecue. Quando il nostro orto sarà pronto, sarò pieno di frutta e legumi da assaggiare":

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Di Fabrizio (del 30/03/2009 @ 09:01:49, in Italia, visitato 1585 volte)

Da Roma_Italia (in calce una piccola bibliografia in inglese e romanes - in formato PDF)

Il 2008-09 sarà ricordato dagli attivisti per i diritti umani e dei Rom per la situazione estremamente difficile delle comunità Romanì in Italia. Il montare del razzismo e dei sentimenti anti-Romanì è eruttato a Napoli e Milano nel maggio 2008. Non solo, diverse politiche e misure legali adottate dalle pubbliche autorità, come il "censimento" in corso della popolazione Romanì e il trasferimento dei Rom in campi speciali sempre più ontani dai centri cittadini per "sanificare" i centri urbani sono apertamente abusi dei diritti e delle libertà individuali. La paura crescente e l'odio verso i Rom tra la popolazione generale da un lato e l'approccio ostile del governo nazionale e di alcune amministrazioni locali dall'altro, hanno creato un'atmosfera da caccia alle streghe diretta contro Rom e Sinti italiani da lungo tempo lì stabilitisi come pure contro i migranti Romanì di nuovo arrivo.

E' vero che i problemi dei Rom non si limitano alla sola Italia. I Rom stanno lottando per tenere testa alle violenze fisiche, segregazione e altre forme di discriminazione in tutta Europa. L'unicità del caso italiano è che il governo ai suoi livelli più alti ha fatto propria una politica che promuove l'animosità razziale e la xenofobia.

Questa rassegna di Roma Rights cerca di analizzare le dinamiche delle politiche, pratiche e sentimenti anti-Romanì in Italia. Henry Scicluna presenta un panorama sulle politiche e pratiche anti-Romanì del governo italiano a partire dal 2001, e contempla il riflesso di questi approcci xenofobici e spaventosi nel pubblico generale e nei media. Nota anche che l'ostilità verso i Rom ha radici che affondano nel passato sino ai recenti eventi.

Secondariamente, Lorenzo Trucco fornisce una descrizione delle disposizioni legali in Italia riguardanti i migranti in generale e quelli romanì in particolare, come pure i cittadini italiani di origine romanì. L'articolo nota che, per la maggior parte, l'approccio italiano per controllare la migrazione ed indirizzare le tematiche rom è stato punitivo. Nell'articolo seguente, Piero Colacicchi racconta le origini delle politiche del governo italiano per incoraggiare la creazione di campi speciali per Rom e le sue conseguenze negative. Quarto, Erika Szyszczak, già nel Comitato di Presidenza di ERRC, scrive su una delle questioni più polemiche all'interno del problema rom in Italia ed altrove, la cittadinanza e il suo significato nell'Unione Europea.

Editorial
Exclusion as State Policy (Rob Kushen) View it (Acrobat pdf format)!

Notebook
To Be a Citizen? (Erika Szyszczak) View it (Acrobat pdf format)!
The Life and Death of Roma and Sinti in Italy : A Modern Tragedy (Henry Scicluna) View it (Acrobat pdf format)!
Legal and Policy Developments in the Condition of Migrants and Roma in Italy (Lorenzo Trucco) View it (Acrobat pdf format)!
Ethnic Profiling and Discrimination against Roma in Italy : New Developments in a Deep-Rooted Tradition (Piero Colacicchi) View it (Acrobat pdf format)!

Advocacy
D.H. and Others Tabled for Discussion One Year on View it (Acrobat pdf format)!

Legal Defense
Discrimination of Roma in Russia : An Update (Natasha Kravchuk) View it (Acrobat pdf format)!
Stanislav Markelov: The death of a Roma rights defender View it (Acrobat pdf format)!

Meet the ERRC
“Discovering” Roma (Sinan Gokcen) View it (Acrobat pdf format)!

Romanì Language Publication
Internacionalno Konvencija vash e Hakjanegiri/ Chachipenengi/ Protekcija Sa e Bucharne Migrantongi thaj olengere Familijengere Manushengi/Membrong i/ View it (Acrobat pdf format)!

Chronicle
View it (Acrobat pdf format)!

The European Roma Rights Centre is an international public interest law organisation which monitors the human rights situation of Roma and provides legal defence in cases of human rights abuse. For more information about the European Roma Rights Centre, visit the ERRC on the web at http://www.errc. org

To support the ERRC, please visit this link: http://www.errc. org/cikk. php?cikk= 2735
European Roma Rights Centre
1386 Budapest 62
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Fax: +36.1.413.2201

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Di Fabrizio (del 30/03/2009 @ 09:36:52, in Italia, visitato 2583 volte)

Dal blog del Circolo Pasolini Pavia

(la foto è presa da VolontariatOggi.info Grazie a Tom Welschen per la segnalazione)

Un futuro per otto famiglie rom: da un'emergenza a un'esperienza pilota.

Chiudersi in se stessi vivendo nella paura dell'altro rende impossibile l'incontro e la condivisione. E' multisfaccettata, ben sintetizzando la sua storia, la casa di Settimo torinese, periferia nord di Torino, ristrutturata da otto famiglie Rom grazie al progetto "Dado" (vedi QUI ndr), ideato dall'associazione Terra del Fuoco, sostenuta dalla Compagnia di San Paolo e resa possibile grazie alla collaborazione della Provincia di Torino, del Comune di Settimo e di una rete di soggetti pubblici e privati, tra cui il Gruppo Abele e l'Ufficio pastorale migranti, che hanno creduto in una modalità differente di affrontare un'emergenza per molti versi scomoda: «Troppo spesso si fanno strada politiche che, con l'ansia di fare ordine, producono esse stesse disordine - ha affermato Luigi Ciotti, presidente del Gruppo Abele, intervenuto alle due giornate inaugurali del ristrutturato "Dado" - vengono calpestati i diritti delle persone, a causa delle generalizzazioni, delle semplificazioni e dei pregiudizi». Era il novembre del 2006 quando il campo rom di frazione Mappano (Borgaro) veniva distrutto da un incendio. Per un centinaio di persone Rom, in maggioranza donne e bambini, iniziava un'odissea alla ricerca di una sistemazione dignitosa, per ricominciare a vivere. Il Comune di Borgaro ebbe molte resistenze a fronteggiare l'emergenza e le associazioni Acmos e Terra del Fuoco, grazie al sostegno tenace del comitato Provinciale della Croce Rossa Italiana, accolsero nelle loro strutture le famiglie sfollate, in attesa di una soluzione definitiva, giunta solo nel mese di giugno del 2008, dopo quasi un anno di spostamenti, prima in un campo allestito in Strada del Francese, a Torino, poi a Borgaro, in frazione Villaretto. Per circa 40 tra gli abitanti del campo di Borgaro, si profilò allora la possibilità di alloggiare presso l'edificio per l'emergenza abitativa che il Comune di Settimo ha concesso e che viene consegnato a settembre di quell'anno. Da quel momento, viene attivata la collaborazione con la cooperativa sociale "Architettura delle convivenze", che propone un piano di lavori per la realizzare la ristrutturazione dell'edificio, a cura degli stessi abitanti della casa: «Una delle facce del Dado - ha affermato Michele Curto, presidente dell'associazione Terra del Fuoco durante la giornata di convegno internazionale che ha seguito la grande festa inaugurale di domenica 22 marzo - è quella della fatica e delle difficoltà con cui ci siamo scontrati per affermare i diritti delle persone accolte. Quella fatica che ci portiamo addosso anche in questo momento di gioia, in cui le persone che hanno scelto di condividere per noi un percorso di costruzione attiva del proprio futuro, ristrutturando per sé e per i prossimi abitanti una casa, si sentono dire ancora molti no,in particolare nella ricerca di un posto di lavoro dove essere Rom non una fonte di discriminazione».Sul tema Rom e lavoro è intervenuto l'europarlamentare Vittorio Agnoletto, il quale ha presentato il lavoro portato avanti a Strasburgo per l'ottenimento di una maggiore attenzione sulla situazione sociale dei Rom e per un loro più agevole accesso al mercato del lavoro nell'Unione europea: «con la risoluzione approvata dal Parlamento europeo lo scorso 11 marzo - ha spiegato Agnoletto - si apre per il Dado e per esperienze che replicheranno questo modello la possibilità di accedere a fondi europei che consentiranno di proseguire sulla strada che oggi è stata tracciata da Terra del Fuoco e da quanti hanno sostenuto il loro difficile lavoro». La paura nasce anche attraverso la comunicazione mediatica, come ha spiegato Matteo Manzonetto, rappresentante Erio (European Roma Information Office): «in Italia è necessaria un'assunzione di responsabilità da parte del mondo della comunicazione. L'utilizzo di termini come "clandestino", già bandita da alcune agenzie giornalistiche, la modalità con cui al pubblico viene proposta la cronaca di episodi di violenza, di degrado, incidono profondamente sull'opinione pubblica». Una posizione rafforzata dalle dichiarazioni di Laura Boldrini, portavoce dell'Unhcr in Italia: «Nel nostro Paese ci scontriamo con una "procurata emergenza Rom" - ha affermato Boldrini -. È forse oggettivamente possibile che una comunità che non arriva a 150.000 componenti, composta in larga parte da donne e bambini, stia "assediando" un Paese di circa 60 milioni di Italiani?». Ma il Dado è anche un'opportunità, come ha ricordato Rosy Falsetta, Terra del Fuoco, e come hanno sottolineato molti dei relatori intervenuti all'inaugurazione di domenica 22 marzo e al convegno del giorno seguente: «Il Dado è giallo - ha affemato Ostalinda Maya Orvalle, rappresentante dell'ERRC (European Roma Rights Centre di Budapest) - come un raggio di sole che dà speranza nella realizzazione di un modello di politiche sociali differente, di accoglienza anziché emarginazione, di inclusione contro l'esclusione». Dalla Romania è arrivato l'interessante confronto con casi di social housing sperimentati con successo in Romania: «Dall'auto-costruzione o ristrutturazione di case da parte dei gruppi Rom in Romania, abbiamo constatato come i progetti di auto-recupero debbano essere affiancati da interventi di inclusione sociale e dalla creazione di un sistema-comunità. Abbiamo compreso in questo modo l'importanza di spezzare il circolo della povertà e del disagio sociale che emargina i Rom che vivono in Romania. È bello vedere che anche in Italia si sta lavorando in questa direzione e auspichiamo una più stretta collaborazione tra i due Paesi su questi fronti».La necessità di "aprirsi agli altri, aprendo ai diritti" è stata sottolineata da Andrea Olivero, presidente delle Acli e portavoce del Forum del terzo settore. Da Roma, il 18 marzo appena trascorso, è partita una campagna nazionale contro il razzismo, che ha un cuore torinese: proprio nel Dado, infatti, è nato il simbolo di questa campagna: lo "spauracchio", un piccolo fantasmino giallo riprodotto su spillette, adesivi, poster e cartoncini, col significato di tramutare in sorriso e disponibilità all'incontro le paure che impediscono la comunicazione e la comprensione. Il sorriso è anche la chiave dello spot sociale firmato da Mimmo Calopresti, interpretato da Francesca Reggiani, Lello Arena, Salvatore Marino, Cumbo Sall e dal piccolo Viorel Samuel Cirpaciu, uno dei bimbi che abitano al Dado. L'invito per tutti è quello di uscire dalla rete di pregiudizi, accettando il confronto come strumento per sconfiggere la paura.«Speriamo che ci siano molti "Dadi" in futuro - ha affermato Romina, mediatrice culturale del Dado - e che questo modello di social housing sia una modalità progettuale replicabile non solo per le persone Rom, ma per chiunque voglia sperimentare una forte esperienza di convivenza e partecipazione». Per Fredo Olivero, direttore generale dell'Ufficio pastorale migranti: «È il modello dell'inclusione sociale quello vincente. I campi Rom non solo creano emarginazione, ma hanno costi di gestione più elevati per la collettività».Il Dado è dedicato alla memoria di Adriana e Adina Tanase, madre di 33 anni e figlia di solo 20 mesi, che nella notte del 4 marzo 2005, alla periferia di Torino, rimasero uccise nel crollo della palazzina uffici di quelle che una volta erano le fonderie Ferrero. Arrivate in Italia da pochi giorni in cerca di un futuro migliore, si sono trovate sole e sarebbero rimaste senza nome, giustizia, lontane da casa. Le salme di Adriana e Adina sono state riaccompagnate da Terra del Fuoco a Bacau, nel loro paese di origine. Ora la loro storia vive tra le mura del Dado.

Dal sito "Libera"  - di don Ciotti

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Di Daniele (del 30/03/2009 @ 15:49:11, in conflitti, visitato 1347 volte)

I ROM invisibili nella ex YUGOSLAVIA (1,2 milioni) - clicca sull'immagine per vederla a grandezza originale e visualizzare le altre foto

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Di Fabrizio (del 31/03/2009 @ 09:03:43, in scuola, visitato 1555 volte)

Da British_Roma

Circa 50 teenager a Dale Farm, la comunità dei Viaggianti sotto assedio del consiglio di Basildon, che attualmente non stanno frequentando la scuola, chiedono dei volontari che li possano aiutare.

Dicono che stanno abbandonando le scuole locali a causa del crescente razzismo anti-Zingari, aumento del bullismo, minacce anche con coltelli e droghe.

I ragazzi dicono che l'istruzione primaria funziona bene, grazie agli sforzi extra della Scuola Primaria Crays Hill. La frequentano oltre 80 bambini Viaggianti e generalmente hanno un buon rendimento.

Il Servizio Istruzione per i Viaggianti dell'Essex per diversi anni ha tentato di inserire i teenager nella scuola secondaria, con poco o nessun successo. In particolare, i genitori delle ragazze hanno timore di affidare le loro figlie alle scuole locali. Molti hanno firmato per l'istruzione a domicilio, che significa che in pratica non riceveranno ulteriore assistenza statale per l'istruzione.

"Siamo partiti con il Club Giovanile Chaveys l'anno scorso," ha detto Jim. "Ed abbiamo avuto alcune cose buone, come fotografia e pittura. Ma abbiamo bisogno di aiuto per l'apprendimento. Giusto per continuare a leggere e scrivere come abbiamo imparato a Crays Hill."

Questa settimana presso il centro comunitario san Cristoforo si è tenuta una riunione di giovani, genitori e simpatizzanti e si è formato un gruppo per mettere in piedi immediatamente uno schema educativo.

Un anziano residente, indicando le foto sui muri, ha parlato di mezzo secolo di lotta per i diritti civili e sull'apertura delle due precedenti scuole costruite a san Cristoforo. Ha detto che la cosa migliore che i genitori possono fare oggi è di seguire quegli esempi.

"Stiamo partendo piano e ci espanderemo tanto più i volontari si aggiungeranno," ha detto in seguito un portavoce. "Avremo bisogno di molto aiuto per incontrare le richieste dei giovani di qui. Sono più che intelligenti."

SAN CRISTOFORO HA BISOGNO DI:

  • Volontari (almeno mezza giornata)
  • Materiale scolastico per i ragazzi
  • Donazioni

Cheques to Dale Farm Housing Association, 1 John Harper St., Colchester C01 1RP, UK.

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Roma 07 Aprile 2008 -Sala della Protomoteca in Campidoglio dalle 9 alle 13

"STRATEGIE PER COMBATTERE IL RAZZISMO E LE DISCRIMINAZIONI"

Il Coordinamento si riunisce per discutere i seguenti punti all'ordine del giorno:

1) Denuncia degli episodi di razzismo e di discriminazione contro Rom e Sinti;
2) Strategie per combattere il razzismo e le discriminazioni;
3) Celebrazione della Giornata Mondiale della popolazione romanì;
4) Accoglienza nuove associazioni nel Coordinamento;
5) Denuncia dei siti internet anti-Rom e Sinti che incitano all'odio razziale;
6) Varie ed eventuali;

Si accettano proposte e consigli per l'ordine del giorno e per il luogo dove organizzare l'evento a Roma.
Saranno invitati Deputati, Senatori, Europarlamentari ed artisti amici con diritto di parola (10 min.).

Ad ogni associazione del coordinamento, attraverso il suo legale rappresentante, saranno dati 15 minuti per esporre la propria relazione. Gli interventi devono essere prenotati prima del convegno.

Ciascuna associazione metterà a disposizione un volontario per l'organizzazione pratica del Convegno.

BISOGNA ESSERE IN TANTI PER FAR ASCOLTARE MEGLIO LA NOSTRA VOCE!

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Di cicciosax (del 31/03/2009 @ 10:45:30, in Europa, visitato 4917 volte)

Corriere.it

Shuto Orizari, vicino a skopje, citta' di 40mila abitanti
I Rom? Hanno un Comune e un sindaco
In Macedonia l'unico insediamento al mondo diventato un municipio. E con quartieri divisi per etnie

SKOPJE (Macedonia) - Tra la prigione e il cimitero, Shuto Orizari: l’unico insediamento rom al mondo diventato Comune, con tanto di regolari elezioni per il sindaco, scuole, ospedale, centri religiosi, collegamenti via bus per il centro della vicina Skopje. E infatti "Shutka", come viene chiamato da tutti, non è un ghetto o un campo nomadi. Ma "un Comune dove la gente sceglie di vivere, e vi si stabilisce perché è libera di seguire la way of life rom in libertà", come spiega Sheny, giovane rom di 26 anni che lavora come taxista nel centro e frequenta una delle università della capitale della Macedonia.

ZONE ETNICHE - L’insediamento di Shutka (uno dei più grandi a livello europeo) nasce nel 1963, quando il terremoto che colpì Skopje distrusse, fra l’altro, il vecchio quartiere rom. Oggi il Comune, fondato nel 1996, conta circa 40.000 abitanti e si divide in diversi quartieri che rispecchiano, in miniatura, le divisioni della società macedone: c’è la zona dei rom macedoni, quella dei rom albanesi (con rispettive scuole, dove si tengono lezioni in albanese ed in macedone). Ma camminando per le vie del centro si sentono lingue di tutta Europa, e anche lo stile delle case rispecchia quello dei vari Paesi di provenienza degli abitanti di Shutka. Pluralità che si declina anche sul versante religioso: il 60% delle persone che vivono a Shutka segue i dettami dell’Islam (e infatti, sta per essere completata la costruzione di una grande moschea, che si dice finanziata con donazioni di Amdi Bajram, rom eletto al Parlamento macedone, e fondi provenienti dalla Turchia), il restante un mix di religioni "ereditate" dai Paesi di provenienza.

DIFFERENZE SOCIALI - Molti dei rom di Shutka lavorano nel mercato del centro, il "bazaar", particolarmente frequentato anche dagli abitanti della vicina Skopje per i bassi prezzi degli articoli. Anche se quello della disoccupazione, come anche quello della bassa scolarità, è uno fra i problemi principali degli abitanti del Comune. Si sussurra che sia il sindaco Erduan Iscini a pagare, di tasca propria, l’elettricità; mentre in estate acqua e luce sono razionate. In certe strade, case modeste e povere fronteggiano eleganti villette con giardino: il livello medio dei rom che abitano a Shutka è basso, ma quelli che hanno fatto fortuna non mancano, e lo testimonia anche l’alto numero di automobili di buona qualità parcheggiate sui marciapiedi del centro. Attaccamento alle radici? Certo. Ma anche consapevolezza che vivere a Shutka, conviene: i costi in genere sono piuttosto contenuti, ci si può permettere qualche lusso in più rispetto ad altre zone intorno a Skopje.

VOTO PER IL SINDACO - Il prossimo weekend, a Shutka, sarà "election day": si va al ballottaggio per le presidenziali macedoni, e i cittadini saranno chiamati anche a votare il nuovo sindaco. La carriera politica, in Macedonia, non è preclusa ai rom: oltre ad un parlamentare rom, Amdi Bajram, è stato nominato anche un ministro rom, senza portafoglio, Nezdet Mustafa. E c’è chi guarda con interesse alla vicina Bulgaria, dove il leader del partito di centrodestra GERB e sindaco di Sofia Boyko Borissov ha recentemente dichiarato, in attesa delle elezioni politiche che si terranno entro la fine dell’estate, di stare riflettendo sulla possibilità di creare un Ministero che rappresenti la popolazione rom presente nel Paese.

Greta Sclaunich - 30 marzo 2009

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Di Sucar Drom (del 31/03/2009 @ 11:44:32, in blog, visitato 1781 volte)

Napoli, nessun rischio di infezioni e di malattia tubercolare
Nessun rischio di infezioni e di malattia tubercolare nella succursale di Mergellina a Napoli dell'istituto comprensivo Fiorelli dopo il caso della bambina rom di otto anni alla quale era stato diagnosticato nelle settima...

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Milano, continuano a litigare...
L'uno, ossia il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati (in foto), punta il dito perchè, secondo lui, "il Prefetto di Milano viene sistemticamente scavalcato"; l'altro, il vicesindaco Riccardo De Cora...

Rimini, i Sinti manifestano
Oggi l’associazione Sucar Mero ha indetto una manifestazione davanti alla sede dell’amministrazione comunale, in Piazza Cavour, dalle ore 13.00 alle ore 16.00. Alla manifestazione participeranno Davide Gabrieli, Presidente di Sucar Drom e Bernardino Torsi, Vice Presidente di...

Angelica ed il coraggio del dubbio
“Non ci siamo mai innamorati di quella leggenda popolare che guarda ai rom come ai ladri dei bambini, se questo è il sospetto. Anzi, eravamo così coscienti del rischio di avallare un tale pregiudizio, che abbiamo mess...

Grande Fratello 9, Ferdi è "spinto" dagli autori?
Rilanciamo la cronaca dell’ultima puntata del Grande Fratello 9, andata in onda ieri sera, che sta entrando nel vivo, dopo undici settimane. Sembra che Ferdi (in foto) sia la persona su cui il Grande Fratello stia punta...

Roma, questa mattina scatta il secondo censimento a Castel Romano
“Piano nomadi”, si va avanti a piccoli passi. Il regolamento varato dal Prefetto 40 giorni fa per ora resta inattuato. Il Casilino 900 resta lì dov’è da 10 anni. Questa mattina è previsto il censimento dei rom nel campo di Castel Romano, sulla Pontina, dopo quel...

Rimini, il Sindaco risponde ai Sinti
Sono tornati in piazza per chiedere un incontro con le Istituzioni i Sinti riminesi che da anni vivono una situazione di disagio al “campo nomadi” di via Islanda. Sempre le stesse le proteste degli ultimi mesi: la mancata chiusura del campo dove mancano servizi igienici ...

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Di Fabrizio (del 01/04/2009 @ 08:51:32, in media, visitato 1535 volte)

Da Roma_Francais (Ne avevo scritto sul mio vecchio blog Pirori quattro anni fa - i link del test sottostante sono in francese)

mercoledì 25 marzo per Gregory Salomonovitch

Yves Calvi è comparso ultimamente davanti al TGI (Tribunal de grande instance ndr) per "incitamento all'odio razziale" riguardo la trasmissione "C dans l'air" sulla delinquenza ed i rom diffusa l'11 febbraio 2005

Con due dei suoi invitati presenti quel giorno in studio, Xavier Raufer e Yves-Marie Laulan, l'animatore-produttore di France 5 è accusato di aver proferito propositi "a carattere apertamente razzista". Era stata depositata una querela da alcune associazioni rom - tra cui La Voix des Roms che ha dedicato un sito a questa vicenda - la LICRA, la LDH e il MRAP.

I querelanti accusano una "confusione costante" tra rom, Rumeni, zigani e gens du voyage durante la trasmissione. I "ladri di polli" come lo riassume Yves Calvi. Ma anche un "amalgama" tra i Rom e gli atti di delinquenza: furto, mendicità, prossenitismo e prostituzione. Sollevano anche la mancanza di un contraddittorio: in studio non era presente nessun rappresentante dei rom. Fatto ugualmente denunciato da CSA e dal Consiglio d'Europa.

E' soprattutto il titolo della trasmissione che sarà discusso a lungo in Tribunale: "Delinquenza: la via dei Rom". Questo titolo, esposto durante tutta la trasmissione, era un gioco di parole, s'è difeso Calvi: "Non un solo istante si è voluto fare allusione a niente". Se la parola "Rom" appariva nel titolo è "perché due terzi della trasmissione sono stati consacrati ai rom", spiega "non si voleva fare sembrare questo come una componente della trasmissione". Avrebbero anche potuto titolare: "Delinquenza: tutte le piste portano ai Rom"...

Tra razzismo ordinario e incompetenza

Il tribunale è in presenza di propositi xenofobi? Numerosi passaggi della trasmissione sono incriminati, come anche il tono con cui sono stati proferiti. Yves-Marie Laulan, assente all'udienza, è accusato di essere quello che si è spinto più oltre: "Non li si può integrare in una società come la nostra, si possono integrare i bambini [...] nel lungo termine, a condizione di donare loro un'istruzione corretta e di portarli fuori dall'ambiente familiare", aveva detto. Portare via i bambini ai loro genitori, questo vi ricorda niente?

Quando Xavier Raufer, "criminologo", già membro di movimenti di estrema destra, prende la parola a sua volta, è per denunciare il "massacro" delle sue parole nella trasmissione ed una "denigrazione", "al limite del tentativo d'intimidazione". Fa ugualmente allusione alle tecniche utilizzate da alcune reti mafiose per attaccare legalmente quanti li combattono sotto la copertura di una associazione. Un'insinuazione che ha provocato l'indignazione delle parti civili.

Rom e mezzi d'informazione

L'avvocato Braun, per le associazioni, fustiga da parte sua presentazioni dei Rom fatte nei media: "smettetela, smettetela di stigmatizzare!" grida in destinazione del banco - quasi vuoto - dei giornalisti. Denuncia ugualmente il cameratismo che ha avuto luogo in "C dans l'air" ed aggiunge in direzione degli accusati: "sono nulli ed incompetenti, è incontestabile!" Questo provocherà i fulmini dell'avvocato del criminologo, che fa il gesto di alzarsi e di uscire dalla sala dell'udienza urlando: "è insopportabile!". Al limite del ridicolo.

Viene di seguito il turno dei querelanti, e qui, il dibattito si allarga: "quello che domandiamo è il rispetto". I rom sono "sistematicamente ignorati in maniera costante e voluta dai media e dagli osservatori", "si è già sottolineato abbastanza come abbiano una cattiva immagine!", "perché non fare una trasmissione sui loro aspetti migliori?", stimano gli uni e gli altri.

Per l'avvocato della Lega dei Diritti dell'Uomo, se c'è stato uno scivolamento da una "trasmissione di carattere pedagogico verso un'ora di pregiudizi razzisti", è perché "il titolo è diventato il soggetto"."Voi siete un eccellente giornalista, signor Calvi, ma questa volta avete sbandato" aggiungerà l'avvocato della Lega Internazionale Contro il Razzismo e l'Antisemitismo. Il magistrato ha richiesto la condanna dell'animatore e dei due invitati, come quella di Marc Tessier, direttore all'epoca di France Télévisions, e di Laurent Souloumiac, responsabile del sito internet di France 5. Tuttavia non è stata specificata alcuna pena precisa.

"L'onore" di Yves Calvi

Calvi, alla barra come nel suo studio, tenta di condurre il dibattimento, con un filo di nervosismo. Giustifica le opinioni presentando il principio stesso di "C dans l'air": "noi trattiamo dei soggetti d'attualità". Il tema era: "la delinquenza è legata alle settori rumeni", un soggetto "mediatico" all'epoca. Di seguito precisa la "scelta irreprensibile" degli intervenuti e spiega che "è la questione delle vittime che è al cuore della nostra trasmissione". Il suo "onore di giornalista" sarebbe in gioco, inoltre, questo non è niente! Per tutta la durata del processo, con una grande attenzione ha in ogni caso ascoltato gli argomenti degli uni e degli altri. "Non comprendo bene cosa mi è successo" ammette, "accetto le osservazioni ma non di essere complice d'incitamento all'odio razziale".

Questa udienza è stata anche una maniera di mobilitare l'opinione pubblica sulla discriminazione subita dai rom e dalle associazioni. Bakchich è l'unico media ad aver assistito all'intero processo, quando sono stati per questo inviati 800 comunicati stampa.

Il Tribunale rimetterà il suo giudizio il prossimo 7 maggio.


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