Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

siamo amici da quasi 50 anni, una vita! Per gli amici, questo e altro! Se passate di li', fategli un saluto da parte mia...

ASSETTO VARIABILE

E' sospeso sino a data da destinarsi.

Le puntate precedenti sono disponibili QUI


Volete collaborare ad ASSETTO VARIABILE?
Inviate una
mail
Sostieni il progetto MAHALLA
 
  
L'associazione
Home WikiMAHALLA Gli autori Il network Gli inizi Pirori La newsletter Calendario
La Tienda Il gruppo di discussione Rassegna internazionale La libreria Mediateca Documenti Mahalla EU Assetto Variabile
Inoltre: Scuola Fumetti Racconti Ristorante Ricette   Cont@tti
Siamo su:  
Pagine di dialogo e (forse) per iniziare a conoscersi

-

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 28/11/2009 @ 09:44:42, in Italia, visitato 1780 volte)

Segnalazione di Eugenio Viceconte

OstiaNews.com

Si avvia a conclusione la storia quarantennale del campo rom Casilino 900, che dovrebbe essere sgomberato nel prossimo mese di gennaio, per «celebrarla» gli abitanti dell’insediamento propongono una tre giorni di festa, dal 15 al 17 dicembre. La proposta è stata avanzata all’interno del tavolo che il sindaco di Roma Gianni Alemanno sta tenendo in questo momento in Campidoglio con i rappresentanti delle comunità Rom della capitale. La riunione sancisce anche la nascita del ‘Coordinamento Rom di Romà, su proposta dell’associazione Nova Vita di Najo Adzovic, portavoce proprio del Casilino 900. Fanno parte del coordinamento i campi di via dei Gordiani, via di Salone, Ciampino, Casilino 900, Arco di Travertino, Pontina, Cesarina, Tenuta Piccirilli, via della Martora e via Tor de Cenci.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 27/11/2009 @ 09:49:19, in Europa, visitato 1757 volte)

Da Hungarian_Roma (con un link per chi conosce un po' d'inglese)

TheBudapestTime.hu by Alice Müller

Sabato, 21 novembre 2009 - Un villaggio vicino al confine ungherese con una popolazione di 200 abitanti e affetto da disoccupazione e povertà, si sta preparando a diventare un'attrazione turistica. No, non si tratta di turismo del disastro. Il villaggio spera di attrarre turisti con i suoi murales. Ispirati alla rabbia.

"Due anni fa vidi in televisione la Guardia Ungherese marciare davanti al palazzo di Sólyom. La totale ignoranza ed intolleranza di quella gente mi rese così furioso che la rabbia mi portò a questo," dice Eszter Pásztor, iniziatrice del progetto "Freszkófalu". Pásztor è arrivata all'idea di un villaggio di affreschi per quello che aveva visto in villaggi egiziani che vivevano di turismo. La possibilità che i turisti vengano a Bodvalenke non è per niente irragionevole.

La rete di caverne Aggtelek è a meno di 20 km., e non lontano dal villaggio c'è una strada gotica con un diverse chiese attrattive. Proprio ai margini del villaggio inizia una palude con rari animali e specie di piante. Attualmente si stanno completando i programmi per i percorsi turistici attraverso la Grande Pianura.

Povertà zingara

"Quando arrivammo in questa -Ungheria da terzo mondo-  e preparavamo da mangiare nella cucina dell'ufficio, i bambini del villaggio si allineavano di fronte alla nostra finestra per vederci mangiare. Comprendemmo che un gran numero di bambini avevano fame, mentre gli altri erano gonfi, ma completamente malnutriti," ricorda Pásztor. "Se vuoi davvero combattere la povertà, allora devi attaccarla da tutti i fronti," aggiunge. Dei 200 residenti del villaggio, il 58% sono Zingari, ma la percentuale schizza se si guarda la popolazione con meno di 60 anni: i non-Rom sono solo l'8% della popolazione del villaggio sotto i 60 anni.

Su tutta la popolazione del villaggio, ci sono due persone con lavori regolari: uno nell'ufficio del governo locale e l'altro in una succursale di una clinica. Due donne del villaggio impiegate in una fabbrica di vestiti, hanno perso il loro lavoro quando la ditta si è spostata in Ucraina perché là ci sono oneri salariali più bassi. E' davvero sorprendente che il reddito medio è di soli 16.000 fiorini (59 €u.). Come risultato a malapena ci si può permettere l'autobus verso il villaggio vicino.

Ottenere vantaggi

L'unico negozio del villaggio sfrutta la situazione vendendo al doppio del prezzo normale.

Il fenomeno degli usurai è fin troppo facile da comprendere in un simile retroscena. Non stupisce che non tutti non sono contenti del progetto, che minaccia di portar via loro dei clienti.

Resistenze da superare

Ma ci sono anche altri ostacoli da superare. "All'inizio, nel marzo 2009, non è stato facile. Non volevo e non potevo iniziare a cercare i finanziamenti prima del beneplacito del villaggio. La reazione iniziale di molti residenti è stata: "Non puoi dipingere la mia parete." "Poi, alcuni dell'assemblea del villaggio hanno ricordato che c'era un tale János che aveva un cavallo ed un carro che si potevano usare per trasportare i turisti, mentre una donna di nome Zsusza avrebbe potuto cuocere il vakaró (focaccia tradizionale) per gli ospiti, ed il resto è seguito a valanga."

Attualmente non ci sono infrastrutture per i turisti; ristoranti, ostelli e campeggi esistono solo nell'immaginazione, perché non c'è mai stata l'esigenza di migliorare le infrastrutture per i residenti. Diverse famiglie del villaggio sono già state in grado di trasferirsi dalle case a rischio di crollo o senza riscaldamento, in case ristrutturate nel centro del villaggio.

Già questa è stata una piccola rivoluzione sociale, dato che nel centro villaggio vive la popolazione di etnia ungherese, che non voleva dei Rom in questa parte "pulita". I ragazzi vengono a giocare e fare i compiti nell'ufficio. Nel retro c'è persino un'azienda agricola per i bambini, dove prendersi cura di conigli, lepri e due capre. La squadra di quattro operatori sociali assieme a Pásztor assiste i residenti del villaggio nella nutrizione e nelle visite ai pubblici uffici.

L'arte

Pareti dipinte dai 10 ai 25 metri decorano il villaggio.

La Fondazione Laboratorio Culturale Europeo ha finanziato i creatori di questi lavori, tutti Rom, tramite una competizione nazionale. Perché non è stato approcciato nessun artista ungherese? "Hanno avuto le possibilità di esibirsi. Non si tratta di questo," dice asciutta Pásztor. Il progetto infatti significa molto di più: è sulla cultura rom, spesso disprezzata in Ungheria e messa in primo piano. Alcuni affreschi presentano leggende zingare, ma rimarranno un mistero per molti visitatori se nessuno le spiegherà.

Così un tour dei dipinti apre un mondo unico di immaginazione, per esempio, la credenza che originariamente i Rom volassero per aria come uccelli. Come risultato di una ricca festa, le ali ali diventano braccia, e da allora in poi hanno viaggiato a piedi. O che la luna ed il sole siano stati rubati da un mostro e liberati da due suonatori di tromba:uno trasportò la luna diventando sempre più pallido fino a divenire l'uomo nella luna, mentre l'altro che trasportò il sole ne fu bruciato - diventando con la sua pelle scura l'antenato degli zingari. Ma vengono rappresentati anche argomenti attuali: la striscia di uccisioni di Rom l'anno scorso è il motivo di un affresco nel centro del villaggio.

Ancora da fare

Camminare con Pásztor per Bodvalenke fornisce un'idea di che cosa si prospetta avanti. La fontana della piazza del villaggio sarà adornata con un drago che verrà dipinto una volta l'anno da residenti ed ospiti, in occasione del festival di primavera. Pásztor spiega come un cortile semi abbandonato diventerà un giardino con uno spazio per i falò. Un edificio in abbandono diventerà un negozio di oggetti costruiti dagli abitanti, come cesti intessuti e gioielli.

Tuttavia, ci sono ancora da sviluppare accordi di cooperazione con i villaggi attorno, e con gli operatori turistici sulle possibili offerte. La speranza che il villaggio possa reggersi sulle sue gambe è visibile sulle facce di molti dei suoi abitanti.

Donazioni

European Workshop Cultural Society, 1121 Budapest,Konkoly- Thege M. út 50.
Registry number: 9511
Account number:
Unicredit Bank
10918001-00000046- 61280007

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 27/11/2009 @ 09:39:02, in media, visitato 1558 volte)

Corriere.it Dal Sudafrica all’Italia di oggi, la paura del diverso genera intolleranza di Gian Antonio Stella - 25 novembre 2009

«A l centro del mondo», dicono certi vecchi di Rialto, «ghe semo noialtri: i venessiani de Venessia. Al de là del ponte de la Libertà, che porta in terraferma, ghe xè i campagnoli, che i dise de esser venessiani e de parlar venessian, ma no i xè venessiani: i xè campagnoli».

«Al de là dei campagnoli ghe xè i foresti: comaschi, bergamaschi, canadesi, parigini, polacchi, inglesi, valdostani... Tuti foresti. Al de là dell’Adriatico, sotto Trieste, ghe xè i sciavi: gli slavi. E i xingani: gli zingari. Sotto el Po ghe xè i napo’etani. Più sotto ancora dei napo’etani ghe xè i mori: neri, arabi, meticci... Tutti mori». Finché a Venezia, restituendo la visita compiuta secoli prima da Marco Polo, hanno cominciato ad arrivare i turisti orientali. Prima i giapponesi, poi i coreani e infine i cinesi. A quel punto, i vecchi veneziani non sapevano più come chiamare questa nuova gente. Finché hanno avuto l’illuminazione. E li hanno chiamati: «i sfogi». Le sogliole. Per la faccia gialla e schiacciata.

Questa idea di essere al centro del mondo, in realtà, l’abbiamo dentro tutti. Da sempre. Ed è in qualche modo alla base, quando viene stravolta e forzata, di ogni teoria xenofoba. Tutti hanno teorizzato la loro centralità.

Tutti. A partire da quelli che per i veneziani vivono all’estrema periferia del pianeta: i cinesi. I quali, al contrario, come dicono le parole stesse «Impero di mezzo», sono assolutamente convinti, spiega l’etnografo russo Mikhail Kryukov, da anni residente a Pechino e autore del saggio Le origini delle idee razziste nell’antichità e nel Medioevo, non ancora tradotto in Italia, che il loro mondo sia «al centro del Cielo e della Terra, dove le forze cosmiche sono in piena armonia».

Č una fissazione, la pretesa di essere il cuore dell’«ecumene», cioè della terra abitata. Gli ebrei si considerano «il popolo eletto», gli egiziani sostengono che l’Egitto è «Um ad-Dunia» cioè «la madre del mondo», gli indiani sono convinti che il cuore del pianeta sia il Gange, i musulmani che sia la Ka’ba alla Mecca, gli africani occidentali che sia il Kilimangiaro. Ed è così da sempre. I romani vedevano la loro grande capitale come caput mundi e gli antichi greci immaginavano il mondo abitato come un cerchio al centro del quale, «a metà strada tra il sorgere e il tramontare del sole», si trovava l’Ellade e al centro dell’Ellade Delfi e al centro di Delfi la pietra dell’ omphalos , l’ombelico del mondo.

Il guaio è quando questa prospettiva in qualche modo naturale si traduce in una pretesa di egemonia. Di superiorità. Di eccellenza razziale. Quando pretende di scegliersi i vicini. O di distribuire patenti di «purezza» etnica. Mario Borghezio, ad esempio, ha detto al Parlamento europeo, dove è da anni la punta di diamante della Lega Nord, di avere una spina nel cuore: «L’utopia di Orania, il piccolo fazzoletto di terra prescelto da un pugno di afrikaner come nuova patria indipendente dal Sudafrica multirazziale, ormai reso invivibile dal razzismo e dalla criminalità dei neri, è un esempio straordinario di amore per la libertà di preservazione dell’identità etnoculturale».

Anche in Europa, ha suggerito, «si potrebbe seguire l’esempio di questi straordinari figli degli antichi coloni boeri e 'ricolonizzare' i nostri territori ormai invasi da gente di tutte le provenienze, creando isole di libertà e di civiltà con il ritorno integrale ai nostri usi e costumi e alle nostre tradizioni, calpestati e cancellati dall’omologazione mondialista. Ho già preso contatti con questi 'costruttori di libertà' perché il loro sogno di libertà è certo nel cuore di molti, anche in Padania, che come me non si rassegneranno a vivere nel clima alienante e degradato della società multirazziale». La «società multirazziale»? Ma chi l’ha creata, in Sudafrica, la «società multirazziale»? I neri che sono sopravvissuti alla decimazione dei coloniali­sti bianchi e sono tornati da un paio di decenni a governare (parzialmente) quelle che erano da migliaia di anni le loro terre? O i bianchi arrivati nel 1652, cioè poco meno di due millenni più tardi rispetto allo sfondamento nella Pianura Padana dei romani che quelli come Borghezio ritengono ancora oggi degli intrusi colonizzatori, al punto che Umberto Bossi vorrebbe che il «mondo celtico ricordasse con un cippo, a Capo Talamone » la battaglia che «rese i padani schiavi dei romani»? Niente sintetizza meglio un punto: il razzismo è una questione di prospettiva. (...) Non si capiscono i cori negli stadi contro i giocatori neri, il dilagare di ostilità e disprezzo su Internet, il risveglio del demone antisemita, le spedizioni squadristiche contro gli omosessuali, i rimpianti di troppi politici per «i metodi di Hitler», le avanzate in tutta Europa dei partiti xenofobi, le milizie in divisa paranazista, i pestaggi di disabili, le rivolte veneziane contro gli «zingari» anche se sono veneti da secoli e fanno di cognome Pavan, gli omicidi di clochard bruciati per «ripulire» le città e gli inni immondi alla purezza del sangue, se non si parte dall’idea che sta manifestandosi una cosa insieme nuovissima e vecchissima. Dove l’urlo «Andate tutti a ’fanculo: negri, froci, zingari, giudei co!», come capita di leggere sui muri delle città italiane e non solo, è lo spurgo di una società in crisi. Che ha paura di tutto e nel calderone delle sue insicurezze mette insieme tutto: la crisi economica, i marocchini, i licenziamenti, gli scippi, i banchieri ebrei, i campi rom, gli stupri, le nuove povertà, i negri, i pidocchi e la tubercolosi che «era sparita prima che arrivassero tutti quegli extracomunitari ». Una società dove i più fragili, i più angosciati, e quelli che spudoratamente cavalcano le paure dei più fragili e dei più angosciati, sospirano sognando ognuno la propria Orania. Una meravigliosa Orania ungherese fatta solo di ungheresi, una meravigliosa Orania slovacca fatta solo di slovacchi, una meravigliosa Orania fiamminga fatta solo di fiamminghi, una meravigliosa Orania padana fatta solo di padani.

Ma che cos’è, Orania? Č una specie di repubblichina privata fondata nel 1990, mentre Nelson Mandela usciva dalla galera in cui era stato cacciato oltre un quarto di secolo prima, da un po’ di famiglie boere che non volevano saperne di vivere nella società che si sarebbe affermata dopo la caduta dell’apartheid. Niente più panchine nei parchi vietate ai neri, niente più cinema vietati ai neri, niente più autobus vietati ai neri, niente più ascensori vietati ai neri e così via. (...) «Il genocidio dei boeri»: titolano oggi molti siti olandesi de­nunciando le aggressioni ai bianchi da parte di bande criminali di colore gonfie di odio razziale che da Durban a Johannesburg sono responsabili dal 1994 al 2009, secondo il quotidiano «Reformatorisch Dag­blad », di oltre tremila omicidi. Il grande paradosso sudafricano, quello che mostra come la bestia razzista possa presentarsi sotto mille forme, è qui. I boeri, protagonisti di tante brutalità contro le popolazioni indigene e oggi vittime di troppe vendette, sono gli stessi boeri che furono vittime del primo vero genocidio del XX secolo. Perpetrato dagli inglesi che volevano liberarsi di quei bianchi africani nati da un miscuglio di olandesi, francesi, tedeschi... (...) Č tutto, la memoria: tutto. Č impossibile parlare del razzismo di oggi se non si ricorda il razzismo di ieri. Sull’uno e sull’altro fronte. Non puoi raccontare gli assalti ai campi rom se non ricordi secoli di pogrom, massacri ed editti da Genova allo Jutland, dove l’11 novembre 1835 organizzarono addirittura, come si trattasse di fagiani, una grande caccia al gitano. Caccia che, come scrivono Donald Kenrick e Grattan Puxon ne Il destino degli zingari, «fruttò complessivamente un 'carniere' di oltre duecentosessanta uomini, donne e bambini». Non puoi raccontare della ripresa di un crescente odio antiebraico, spesso mascherato da critica al governo israeliano (critica, questa sì, legittima) senza ricordare quanto disse Primo Levi in una lontana intervista al «Manifesto»: «L’antisemitismo è un Proteo». Può assumere come Proteo una forma o un’altra, ma alla fine si ripresenta. E va riconosciuto sotto le sue nuove spoglie. Così com’è impossibile capire il razzismo se non si ricorda che ci sono tanti razzismi. Anche tra bianchi e bianchi, tra neri e neri, tra gialli e gialli...

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Sucar Drom (del 26/11/2009 @ 09:19:26, in blog, visitato 1747 volte)

Venezia, la Lega Nord mostra il suo vero volto razzista
La Lega Nord svela la sua posizione, dopo la decisione del Comune di Venezia, supportato dai giudizi di merito della Magistratura, di andare avanti sulla questione del villaggio a favore delle famiglie sinte veneziane. Mandare via i Sinti e fare di quelle casette residenze per anziani e...

Bolzano, il confronto dopo lo spostamento della famiglia Gabrielli
E' proseguito oggi in municipio a Bolzano il confronto sullo spostamento della famiglia sinta Gabrielli dal quartiere Firmian nell'area di proprietà comunale in via Lungo Isarco sinistro...

Verona, le motivazione della condanna definitiva inflitta a Flavio Tosi e agli altri imputati
In questi giorni sono state depositate le motivazioni della sentenza di condanna definitiva per il sindaco di Verona, Flavio Tosi e per: il deputato Matteo Bragantini, il vice presidente della Provincia Luca Coletto, la sorella del sindaco Barbara Tos...

Italia: continua la pulizia etnica contro i Rom
Dopo Cosenza, Roma, le violenze di Alba Adriatica ieri è stata la volta di Milano, dove circa 200 persone di etnia romanì, tra le quali almeno 70 bambini, e con passaporti principalmente rumeni sono stati sgomberati dal campo di via Rubattino, nell’area ex-Enel alla periferia est...

Milano, i temi dei compagni di classe: "Dovrebbero aiutarli a restare"
«Roberta abitava in una baracca in un campo insieme ad altri rom e alla sua famiglia. Era sempre presente in classe e io ero felicissima. Ma oggi non è venuta e io ho pensato: "Sarà malata?"». Finito il tema, le maestre dell´elementare di via Pini ...

Milano, sgombero senza umanità
Giovedì mattina i bambini della scuola elementare Elsa Morante di via Pini a Milano non hanno trovato sui banchi i loro compagni rom. Senza alcun preavviso e senza ascoltare le richieste di genitori, insegnanti, associazioni, il Comune ha sgomberato il campo rom che sorgeva nell'ex area Enel di via Rubattino e che ospita...

Stiamo ripiombando nell’incubo
Lo sgombero, in spregio alle leggi vigenti, delle famiglie rom che vivevano nell'ex area Enel di via Rubattino, ha inaugurato una nuova stagione a Milano: quella del numero chiuso per Rom e Sinti. Dopo la politica degli “alleggerimenti” si passa alla politica della “pulizia etni...

Musica e romanipé
L'attività musicale è un fenomeno complesso che è mediato dagli atteggiamenti e dai costumi culturali appresi. I Rom scelgono la musica, anzichè altri mezzi d'espressione, perché offre loro un'intensità emozionale e una libertà di azione che non ri...

Milano, i Rom si rifugiano in chiesa dopo lo sgombero di via Rubattino
Due sgomberi in tre giorni. Prima dal campo abusivo di via Rubattino, poi - all'alba - dal sottopasso dove avevano passato la notte. Ecco come un centinaio di nomadi romeni - tra loro almeno quaranta bambini - sono arrivati, ieri mattina, ad occupare una chiesa, la parrocchia di Sant´Ign...

Nola (NA), sgomberate nel cuore della notte cinquanta persone
Ieri alle prime luci dell’alba un’operazione congiunta dei Carabinieri della compagnia di Nola, dei vigili urbani di Cicciano e il Comando di Polizia di Cicciano ha sgomberato di circa 50 immigrati, Rom rumeni, in un fabbric...

Roma, il "piano nomadi" tra sgomberi e nuovi ghetti
Casilino 900, La Martora e Tor de’ Cenci. Attorno alla chiusura di questi tre campi rom alle periferie est e ovest della capitale si gioca la partita del “Piano nomadi” del commissario straordinario, il pre...

Milano, i Rom di via Rubattino abbandonati al loro destino
“Sono esseri umani e come tali devono essere trattati. Come si può abbandonare delle mamme con dei bambini per strada?” A porre questa spinosa domanda è don Piero Cecchi, responsabile della parrocchia di San Giovanni Crisostomo di via Cambini a Milano, che ha preso in carico una delle famiglie rom sgomberate giove...

Mantova, RintracciArti: Blog In-Forma
Siete tutti invitati all’evento Blog In-Forma, che si terrà presso la Libreria Feltrinelli (corso Umberto I), lunedì 30 novembre 2009, alle ore 18.00. All’evento i curatori di tre importanti spazi web...

Pesaro, EveryOne deposita atto di denuncia in Procura della Repubblica contro politiche dell'Amministrazione comunale
Questa mattina l’organizzazione per i diritti umani Gruppo EveryOne ha depositato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pesaro un atto di denuncia riguardo alla tragica situazione socio...

Roma, no alla manifestazione di Forza Nuova
La Federazione Rom e Sinti Insieme chiede alla Prefettura di Roma di non autorizzare la manifestazione indetta dalla formazione politica Forza Nuova per venerdì 27 novembre 2009, contro la politica del Comune di Roma nei confronti delle famigl...

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 26/11/2009 @ 09:02:17, in Italia, visitato 1836 volte)

DUE GIORNI di proiezioni, incontri ed eventi sulla condizione dei giovani rom e sinti in Italia

Un'occasione per incontrare e conoscere, fuori da pregiudizi ideologici e stereotipi mediatici, l'universo Rom, ricco di contraddizioni, apparentemente chiuso e anacronistico, ma spesso protagonista di un'integrazione possibile e praticabile, portata avanti con passione proprio dalle generazioni più giovani.

ROM CITTA' APERTA E' UN EVENTO ORGANIZZATO DA SOTTODICIOTTO FILMFESTIVAL E DAL CENTRO NAZIONALE DI DOCUMENTAZIONE E ANALISI PER L'INFANZIA E L'ADOLESCENZA

gli appuntamenti:

MERCOLEDĚ 2 DICEMBRE
Cinema Massimo 3


ore 16.00
Carmen Meets Borat di Mercedes Stalenhoef - Olanda, 2009, Betacam SP, 85'
Quando la troupe che sta girando Borat giunge a Glod, in Romania, il Paese collabora entusiasta alle riprese pur senza conoscere il contenuto del film interpretato da Sacha Baron Cohen. Una volta scoperto che nella fiction Glod è diventato un villaggio kazako pieno di criminali e prostitute, gli abitanti insorgono e fanno causa alla produzione. Sarà un modo per coronare i loro sogni di ricchezza?
v.o. / sottotitoli italiani

ore 17.40
O Topanki - About the Shoes di Rozálie Kohoutová - Repubblica Ceca, 2007, Betacam SP, 14'
Una piccola scuola materna in un villaggio Rom della Slovacchia: le maestre tentano di sopperire in qualche modo allo stato di indigenza della popolazione, che spesso non manda i figli a scuola per i problemi più banali, compresa l'assenza di scarpe. Il film con pochi ma precisi cenni pone scottanti domande sul senso delle parole "aiuto" e "educazione".
v.o. / sottotitoli italiani

La bougie n'est pas faite de cire mais de Flammes di Marion Gervais -Francia, 2008, Betacam SP, 22'
La piccola Cassandra, di origini rom, si barcamena come può: spensierata in classe, non può esserlo quando torna tra le "quattro mura di casa", ovvero quelle dell'abitacolo di un'auto dove dorme con la famiglia. Per uscire da questa situazione media tra i servizi sociali che cercano di trovare una soluzione abitativa e i genitori che non conoscono il francese e temono di essere espulsi.
v.o. / sottotitoli italiani

ore 18.15 ROM città aperta
Tavola rotonda. L'INTEGRAZIONE POSSIBILE?

Un'occasione di incontro per interrogarsi, al di là delle contingenze della cronaca e della tenacia degli stereotipi, sulla condizione dei giovani Rom in Italia e sulle esperienze di possibile convivenza e integrazione che – nel silenzio generale – vengono realizzate nel nostro Paese. Un modo per "rappresentare" con le parole oltre che con le immagini una comunità sorprendentemente multiforme, lontana dall'immagine approssimativa solitamente restituita dai media. Ad aiutarci nella riflessione, professionisti che operano nel campo dell'associazionismo, rappresentanti di enti pubblici promotori di politiche per l'integrazione, membri attivi della comunità Rom, magistrati minorili. Durante la tavola rotonda verranno proiettate alcune sequenze-video, tra cui brani tratti dalla puntata di Presadiretta Caccia agli zingari di Riccardo Iacona, gentilmente concessi dalla redazione del programma Rai.
Ospiti:
Piercarlo Pazè - magistrato, direttore della rivista «Minori giustizia»
Giorgio Bezzecchi - esperto in processi di mediazione culturale, Associazione Romano Drom Onlus
Ilda Curti - Assessore alle Politiche per l'integrazione - Città di Torino
Massimo Conte - ricercatore, Agenzia di ricerca sociale Codici
Anna Maria Colella - direttrice dell'Agenzia regionale per le adozioni internazionali - Regione Piemonte
Carla Bonino - dirigente del settore Integrazione Educativa della Città di Torino
Maurizio Pagani - Opera Nomadi Milano
Conduce l'incontro: Gabriela Jacomella - giornalista de Il Corriere della Sera

ore 20.30
EVENTI:

IO, LA MIA FAMIGLIA ROM E WOODY ALLEN
Un dialogo inedito tra passato e futuro, "vecchio" e "nuovo", muto e sonoro, stereotipo e autobiografia, nella serata dedicata alla giovane cineasta Rom, Laura Halilovic. Dai due cortometraggi di David W. Griffith ispirati a secolari luoghi comuni sui Rom, uno musicato dal vivo da Bruskoi Triu, gruppo di musica gitana, l'altro da Stefano Maccagno, pianista e compositore, agli ultimi lavori di Laura Halilovic dedicati ai sogni, alle speranze e agli interrogativi della sua generazione, dall'intervento in video di Moni Ovadia fino al dialogo a due voci tra la stessa Halilovic e Costanza Quatriglio, regista da sempre attenta al mondo giovanile, si cercherà di fare incontrare universi ed esperienze spesso troppo lontani per conoscersi davvero.

The Adventures of Dollie di D.W. Griffith -USA 1908, 16mm, 12'
In una soleggiata giornata estiva, i genitori portano la piccola Dollie a fare una passeggiata nei pressi di un fiume. La loro quiete è interrotta dall'arrivo di uno zingaro che vende ceste. Il rom, approfittando di una distrazione dei genitori, rapisce la bimba, portandola al suo accampamento. Dalla ricerca della piccola e dalla fuga del rapitore ne nasce un'incredibile avventura. A lieto fine?

Il mio sogno di Laura Halilovic -Italia 2009, DVD, 7'
Un gruppo di ragazzi rom, tra i 15 e i 18 anni, impegnati in diversi percorsi di studio, raccontano che cosa vorrebbero fare "da grandi". Il sogno delle carriere più ambite – stilisti, modelli, architetti, attori – si confronta con la consapevolezza dei pregiudizi diffusi e con la contrarietà dei genitori verso scelte che li possano allontanare dalla comunità d'origine. Il corto, appositamente realizzato per il Festival, è in prima visione assoluta.

The Lonely Villa di David W. Griffith con David Miles, Marion Leonard, Mary Pickford, Gladys Egan, Adele DeGarde - USA 1909, 16mm, 8'
Un gruppo di malviventi fa irruzione nella casa di un gentiluomo e minaccia l'incolumità di moglie e delle tre figlie barricate in una delle stanze della casa. Quando il gentiluomo telefona alla famiglia e scopre il pericolo ingaggia una disperata corsa contro il tempo per salvare i suoi familiari, aiutato da un gruppo di zingari.

Io, la mia famiglia rom e Woody Allen di Laura Halilovic -Italia 2009, Betacam SP, 50'
La storia di una ragazza rom che abita con i suoi in un quartiere popolare alla periferia di Torino. Il racconto in prima persona esplora i cambiamenti e le difficoltà della nuova vita stanziale affrontando i contrasti e le incomprensioni che fin da bambina la accompagnano nelle relazioni con i Gagè, tutti quelli che non sono rom. Attraverso i ricordi dei suoi familiari, tra cui l'anziana nonna che ancora vive in un campo, le fotografie e i filmati del padre che documenta la vita quotidiana della piccola comunità, Halilovic ci conduce dentro una realtà che va oltre qualsiasi stereotipo o semplificazione.

Saluti: Teresa Angela Migliasso - Assessore al Welfare e al Lavoro - Regione Piemonte
Ospite: Laura Halilovic
Con la partecipazione di: Costanza Quatriglio
Intervento video di: Moni Ovadia
Conduce l'incontro: Gabriela Jacomella - giornalista de «Il Corriere della Sera»
Accompagnamento musicale dei corti di Griffith a cura di: Bruskoi Triu (Marco Ghezzo, Manuela Almonte, Florin Tanase) e Stefano Maccagno

GIOVEDI' 3 DICEMBRE
Cinema Massimo 3

ore 16.15 ROM città aperta
Swing di Toni Gatlif, con Oscar Copp, Lou Rech, Tchavolo Schmitt, Mandino Reinhardt Francia 2002, 35mm, 90'
Max, dieci anni, si appassiona al jazz manouche, portato alla ribalta dal musicista gitano Django Reinhardt. In vacanza in Francia presso la nonna, il ragazzino si reca in un quartiere abitato da una comunità Rom per comprare una chitarra: qui conosce Swing, una coetanea della quale si innamora, e Miraldo, un chitarrista che gli insegnerà a suonare e a comprendere appieno la cultura manouche. Un romanzo d'amore e formazione, di gioia e libertà.
Presenta il film: Laura Halilovic

ore 18.00
Citizen Manouche di Thomas Chansou, con Gary Chauquet, Sebastien Bellonie, Wesley Bellonie -Francia 2005, Betacam SP, 52'
Un road movie che porta dalla città di Meymac, in Corrèze, fino in Piemonte tre giovani cugini manouche. Lo scopo del loro viaggio è ritrovare la comunità Sinti da cui provengono e conoscerne la storia. Un viaggio iniziatico, soprattutto per l'incontro con altri viaggiatori nelle varie tappe del lungo cammino fino al confine italiano.
v.o. / sottotitoli italiani

ore 19.00
Presentazione del libro Non chiamarmi zingaro di Pino Petruzzelli -Chiarelettere, 2008
Regista teatrale e direttore del Centro Teatro Ipotesi di Genova, Petruzzelli racconta gli zingari dando loro la parola, trascorrendoci insieme diversi mesi e andandoli a trovare nelle periferie delle nostre città. Il suo libro-reportage raccoglie storie sorprendenti e inaspettate, così come racconti di vita dura e sofferta, da cui è stata tratta recentemente "un'orazione civile", dal titolo omonimo, che verrà portata in scena nei prossimi mesi in molti teatri italiani.
Ospite: Pino Petruzzelli - regista, attore e scrittore
Conduce: Marco Dalla Gassa - co-curatore del programma

Gipsy Summer di Kristina Nikolova - Bulgaria 2006, Betacam SP, 13'
Durante il periodo estivo, una famiglia di bulgari Rom vive in un campo non lontano dalla spiaggia di una località del Mar Nero, dove lavora da venticinque anni raccogliendo l'immondizia lasciata dai turisti.
Documentario su una forma alternativa di lavoro stagionale che usa un registro partecipe e leggero per raccontare uno spaccato di quotidianità poco conosciuto.
v.o. / sottotitoli italiani

VENERDI' 4 DICEMBRE
Cinema Massimo 2


ore 10.00 ROM città aperta
Io, la mia famiglia rom e Woody Allen di Laura Halilovic -Italia 2009, Betacam SP, 50'
Una riflessione sull'(auto)rappresentazione della comunità rom nel cinema rivolta ad alcune scolaresche torinesi. La giovane regista Laura Halilovic presenterà il suo documentario autobiografico, una riflessione consapevole, autoironica ma al tempo stesso commossa sulle proprie origini familiari ed etniche, sulla propria comunità e sul grado di integrazione che la nostra società offre a coloro che, a tutti gli effetti, sono suoi cittadini.
proiezione per le Scuole Secondarie di II grado
Ospite:
Laura Halilovic
Conduce l'incontro: Marco Dalla Gassa (consulente del Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza)

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Sucar Drom (del 25/11/2009 @ 14:35:52, in Kumpanija, visitato 1771 volte)

«La comunità di Casilino 900 chiede alla società civile, ai cittadini, alle associazioni, ai comitati di quartiere di essergli vicino il prossimo venerdì 27 novembre dalle ore 17, mentre si svolgerà la provocatoria manifestazione razzista di Forza Nuova che intende raggiungere il campo esasperando la spinta politica già messa in atto con Casilino 700».

Č questo l’appello di Najo Adzovic, portavoce del Casilino 900. «Stiamo lavorando con tutto il nostro impegno perché la baraccopoli di Casilino 900 venga chiusa e affinché venga offerta a quanti ci vivono una reale possibilità di riscatto sociale e di integrazione partecipando fattivamente ai tavoli con l’Amministrazione Comunale e la Prefettura».«Vogliamo che la chiusura del Casilino 900 risulti un passaggio storico verso il superamento dei campi, luoghi di rifiuto e di segregazione sociale e non l’ennesimo sgombero senza alcuna alternativa. Siamo i primi a voler andar via, nessuno ama vivere in baracche tra topi e immondizie, e siamo disposti lavorare sodo per vivere meglio, ma non ce la facciamo più ad essere scacciati e rifiutati, additati come la peste, fa male a noi come a tutta la società di cui ci sentiamo di far parte. I nostri figli sono nati qui, vanno a scuola con i bambini italiani, e si sentono italiani anche loro. Pensiamo a un futuro di integrazione per questi ragazzi attraverso la formazione, il lavoro e una vita fuori dai campi».

Articolo Permalink Commenti Oppure (1)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 25/11/2009 @ 09:51:26, in Europa, visitato 1587 volte)

Da Bulgarian_Roma

Due ragazzi sono balzati sotto un treno perché i genitori di lei non volevano che uscisse con un ragazzo zingaro.

La ragazza ha scelto la morte prima di rompere con il quindicenne Tsetso.

[...] Questa storia di Romeo e Giulietta ha avuto luogo domenica mattina sulla ferrovia tra i villaggi di Dubova Mahala e Brusartsi, vicino alla città di Lom. La sedicenne Albena Mitova ed il suo innamorato Tsvetan Plamenov, di un anno più giovane, hanno deciso insieme di suicidarsi, perché i genitori della ragazza non volevano che si impegnasse con uno zingaro. I due si son presi per le braccia e sono saltati sulla sede ferroviaria. Il treno merci era in arrivo, prestava regolare servizio da Vidin e Sofia e li ha investiti. Albena è stata uccisa dall'impatto e Tsvetan sta lottando per la vita nell'Ospedale di Lom.

Sabato tutto sembrava normale nelle case dei due ragazzi. Benjy, come la chiamava Tsetso, aveva cenato con la sua famiglia nella loro casa in Kniazheva Mahala.

"Quel giorno eravamo andati a far compere. Mi aveva detto che aveva rotto col ragazzo zingaro. Eravamo molto intime e mi diceva tutto," ha detto ieri Nadia, la mamma di Albena, ai giornalisti di The Monitor. Secondo la madre, che gestisce la locale locanda, non c'erano segni che sua figlia intendesse suicidarsi. Dopo che i genitori erano andati a letto verso le 23.00, Albena aveva chiamato Tsetso.

"Era balzato sulla sua bicicletta ed era scomparso. Sembrava completamente impazzito. Non mi ha dato il tempo di chiedergli dove andasse o cosa stesse succedendo," dice Plamen, il padre del ragazzo, con le lacrime agli occhi.

Con la sua famiglia vive nel vicino villaggio di Dinkovo, che è a 3 o 4 km. da Kniazheva Mahala. Nessuno sa cosa è successo quella notte. Circa alle 5 di mattina, il 35enne ingegnere Rossen N. ha visto due persone sulla massicciata della ferrovia. Preso dalla paura ha azionato la sirena del treno, ma non si sono mossi. Il dipendente della BDZ ha fatto quanto possibile per arrestare la macchina di 223 tonnellate, ma la collisione è stata inevitabile. L'ingegnere ha visto i corpi dei due ragazzi volare per aria come bambole di stracci. Rossen ha fermato il treno e riportato l'incidente ai suoi superiori. I medici arrivati sulla scena hanno determinato che la ragazza era morta ma che Tsetso respirava ancora. I genitori dei ragazzi hanno offerto due versioni completamente differenti di ciò che era successo.

"Non può aver preso questa decisione da sola. Era una ragazza quieta e modesta. Era sempre in casa davanti al PC. Non c'era modo che potesse conoscere a che ora passava il treno," dice Nadia fissando il nome sulla corona funeraria.

"Venite a vederla. Il suo corpo non è stato mutilato. Il  medico mi ha detto che aveva rotti i due legamenti. Ha battuto la testa cadendo e quella è stata la causa della sua morte," dice il padre addolorato, Dimcho, che è anche il sindaco del villaggio. Albena era la loro unica figlia. La adottarono appena nata.

"Era la luce dei miei occhi. Le davamo tutto. Era stata accettata alla Scuola Superiore di Economia di Vratsa. Per tutti noi fu una grande notizia. Dev'essere successo qualcosa. Qualcuna deve averla convinta. Non mi fermerò finché non troverò la verità," è il voto della madre che continua a singhiozzare.

Plamen è categorico quando dice che suo figlio era innamorato perso di Benji. "I ragazzi non volevano essere separati. Spesso Dimcho veniva qui con la polizia per portare via sua figlia ed il giorno dopo erano di nuovo insieme," dice il padre del ragazzo ferito. Si lamenta che ai genitori di Albena non piaceva Tsvetan non solo perché aveva la pelle scura, ma anche perché era povero.

Non aveva soldi neanche per una fetta di pane

Tsvetan ora ha bisogno di 260 Leva per un'operazione alle braccia, entrambe fratturate. Ha un ematoma al cervello ed è in coma. Dall'incidente non ha ripreso conoscenza e non può raccontare cos'è successo alla sua amata. Tranne a sua madre, Valentina, a nessuno è permesso visitarlo. Lei dice che un lato della testa del ragazzo è gonfio in maniera preoccupante.

"Sono così poveri che non so come potranno permettersi le cure per il ragazzo, dice Yulia Georgieva, sindaco del paese di Dinkovo.

Infatti, suo padre è l'unico parente che ha Tsetso. I due vivono in una povera casa ad un piano. Suo padre va di porta di porta dai vicini ad offrire i suoi servizi, per avere un po' di denaro. La madre del ragazzo li ha lasciati circa un anno fa per vivere a Sofia, e tornava ogni tanto a trovarli. I vicini si sono sentiti offesi ieri a vederla tornare da Sofia su un taxi.

"L'altro giorno Tsetsko e suo padre non avevano soldi per comperare il pane. Gli ho dato quattro fette ed un Lev. Mi hanno detto poi che quel giorno Plamen aveva perso i sensi perché non aveva mangiato," ci ha detto un vicino. Quando gli abbiamo parlato ieri, il padre del ragazzo era preoccupato che quando scoprirà cos'è successo ad Albena, Tsetso tenterà nuovamente di uccidersi.

Katia Ilieva and Galia Petrova

.....Achili man jag kiti te na merav shilestar ...
...davla tuke andar vogiestar!


Romani Baht Fountation
8 Nov Jivot str.
1373 SOFIA
BULGARIA
Tel./fax +359 2 920 42 72

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 25/11/2009 @ 09:10:44, in Italia, visitato 1135 volte)

Ricevo da Eugenio Viceconte: Ricevo e pubblico questo comunicato di Andrea Alzetta di Roma in Action.
Mi associo preoccupato perché Forza Nuova sta soffiando sul fuoco del razzismo, di recente lo ha fatto ad Alba Adriatica, ora torna a farlo a Roma.

COMUNICATO STAMPA Andrea Alzetta, capogruppo Roma in action consiglio comunale
VIETARE IL CORTEO DI FORZA NUOVA CONTRO I ROM

Venerdi’ 27 novembre forza nuova ha indetto una manifestazione contro i Rom di Casilino 900. Si tratta dell’esasperazione ulteriore e preoccupante di un clima che alimenta la guerra tra i poveri e l’intolleranza, dimenticando la solidarietà e il rispetto per i diritti umani e sociali.

Questa provocazione di Forza Nuova è inaccettabile, soprattutto dopo che la stessa Amnesty International ha sollevato il problema del rispetto dei diritti umani dei Roma. Non è accettabile consentire che un gruppo razzista, nazista e xenofobo offenda la tradizione democratica di questa città, proponendo pulizie etniche e appartaid.

Il sindaco intervenga immediatamente, se non vuole avvallare il sospetto che sia interessato ad esasperare gli animi sulla questione rom per giustificare ulteriore sgomberi indiscriminati.

Ricordo che è stato Alemanno a negare la possibilità di uno sgombero forzoso, parlando invece di un trasferimento in un campo attrezzato, previsto dal piano nomadi.

Mi auguro che il prefetto vieti la manifestazione. La manifestazione va vietata e non per una questione di ordine pubblico, ma per una questione di civiltà, perché la questione dei rom non va affrontata in modo disumano, ma contemperando le esigenze dei residenti con il rispetto dei diritti umani.

Ma comunque ci penseranno le realtà sociali e il movimento a cacciare questi reietti dal quartiere e dalla città e a porre un argine democratico alle derive xenofobe e naziste.

Andrea Alzetta, Roma in action
Action-diritti in movimento

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 25/11/2009 @ 09:03:04, in Italia, visitato 2266 volte)

Segnalazione di Consuelo Pollini

Caritas Ambrosiana è lieta di invitarvi al convegno IL BELPAESE DEI ROM. stereotipi pregiudizi conflitti utopie. L’incontro si terrà giovedì 3 dicembre dalle ore 9.00 alle ore 17.00 nella SALA ASSEMBLEE INTESA SANPAOLO - Piazza Belgioioso, 1 – Milano. I posti sono limitati, è necessaria l’iscrizione tramite e-mail arom.ambrosiana@caritas.it o attraverso il modulo di iscrizione on-line all’indirizzo http://www.caritas.it/belpaese/

CONVEGNO 3 DICEMBRE 2009
IL BELPAESE DEI ROM
stereotipi pregiudizi conflitti utopie
SALA ASSEMBLEE INTESA SANPAOLO - Piazza Belgioioso, 1 - Milano

9.00 Introduzione e saluti di benvenuto
Don Roberto Davanzo
Direttore Caritas Ambrosiana
Fondazione Cariplo

Coordina Diego Cipriani, Caritas Italiana

10.00 Definizione, origine e sviluppo dello stereotipo
Alessandro Dal Lago
Professore ordinario di Sociologia dei processi culturali, Università di Genova

10.45 Rom e Sinti in Italia tra stereotipi e diritti negati
Gianni Loy
Professore ordinario di Diritto del lavoro, Università di Cagliari

Pausa

11.45 Non solo pregiudizio. La costruzione del Rom come nemico pubblico
Marcello Maneri
Docente e ricercatore in Sociologia e Ricerca sociale, Università di Milano-Bicocca

12.15 Il pregiudizio antizigano, sensibile ai contesti di politica locale
Tommaso Vitale
Docente e ricercatore in Sociologia urbana e Sociologia politica, Università di Milano-Bicocca

12.45 Dibattito

Buffet pranzo

Coordina Paolo Lambruschi, Giornalista

14.00 Proiezione del video “Via Novara 523”, regia di Gaetano Maffia

14.30 Muoversi nella complessità tra passato presente e futuro
…con i rom di via Novara
A cura di Caritas Ambrosiana

15.00 Uguali e diversi. Č possibile coabitare?
Mediazione e gestione dei conflitti
Marco Bertoluzzo
Docente di Psicologia, Università di Torino

15.30 Dal pregiudizio alla diversità come bene pubblico. Oltre l'idea di minoranza
Ilenia Ruggiu
Ricercatore di Diritto costituzionale, Università di Cagliari

16.00 Dibattito e conclusioni

Mostra fotografica “Ieri, oggi e domani… altri occhi su una stessa realtà” di Elena Gagliardi

Con preghiera di diffusione.

Segreteria Rom- Sinti
Caritas Ambrosiana
via San Bernardino, 4
20122 Milano
02 76037262

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Sucar Drom (del 24/11/2009 @ 09:33:55, in musica e parole, visitato 1656 volte)

Sabato 28 novembre 2009, Mantova, Teatro Bibiena, ore 21.00
Norig, la nuova grande voce della sterminata koiné gitana. Intensa, magnetica, affascinante, Norig è il presente e il futuro di un approccio al canto che ha pochi uguali per capacità di trasformare la voce in un mobile e sensuale segno di umanità.

Nella stessa serata Mandino Reinhardt Quintet.

Entrata euro 16,00

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587

Titolo
Quest'anno ci saranno le elezioni europee. Ti senti coinvolto:

 Per niente
 Poco
 Normalmente
 Abbastanza
 Molto

 

Titolo
La Newsletter della Mahalla
Indica per favore nome ed email:
Nome:
Email:
Subscribe Unsubscribe

 

********************

WIKI

Le produzioni di Mahalla:

Dicono di noi:

Bollettino dei naviganti:

********************


Disclaimer - agg. 17/8/04
Potete riprodurre liberamente tutto quanto pubblicato, in forma integrale e aggiungendo il link:
www.sivola.net/dblog.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. In caso di utilizzo commerciale, contattare l'autore e richiedere l'autorizzazione.
Ulteriori informazioni sono disponibili QUI

La redazione e gli autori non sono responsabili per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ai post.
Molte foto riportate sono state prese da Internet, quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non hanno che da segnalarlo, scrivendo a info@sivola.net

Filo diretto
sivola59
per Messenger Yahoo, Hotmail e Skype


Outsourcing
Questo e' un blog sgarruppato e provvisorio, di chi non ha troppo tempo da dedicarci e molte cose da comunicare.
Alcune risorse sono disponibili per i lettori piu' esigenti:

Il gruppo di discussione

Area approfondimenti e documenti da scaricare.

Appuntamenti segnalati da voi (e anche da me)

La Tienda con i vostri annunci

Il baule con i libri Support independent publishing: Buy this e-book on Lulu.


Informazioni e agenzie:

MAHALLA international

Romea.cz

European Roma Information Office

Union Romani'

European Roma Rights Center

Naga Rom

Osservazione


Titolo
blog (2)
Europa (7)
Italia (6)
Kumpanija (2)
media (2)
musica e parole (4)

Le fotografie piů cliccate


20/09/2019 @ 21:20:14
script eseguito in 161 ms

 

Immagine
 La comunità virtuale di Rom e Sinti nel mondo... di Fabrizio



Cerca per parola chiave
 

 
 

Circa 4488 persone collegate


InChat: per non essere solo un numero scrivete /n  e poi il vostro nome/nick

< settembre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
      
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
           
Titolo
blog (506)
casa (438)
conflitti (226)
Europa (986)
Italia (1410)
Kumpanija (377)
lavoro (204)
media (491)
musica e parole (445)
Regole (348)
scuola (335)
sport (97)

Catalogati per mese:
Maggio 2005
Giugno 2005
Luglio 2005
Agosto 2005
Settembre 2005
Ottobre 2005
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019

Gli interventi piů cliccati

Ultimi commenti:
BuongiornoIo sono una persona che si offre di pres...
18/08/2019 @ 16:46:26
Di Stephano
BuongiornoQuesto messaggio č per gli individui, pe...
15/08/2019 @ 09:29:56
Di FRANCO
 

Locations of visitors to this page

Contatore precedente 160.457 visite eliminato il 16/08/08 per i dialer di Specialstat

 Home page © Copyright 2003 - 2019 Tutti i diritti riservati.

powered by dBlog CMS ® Open Source