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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 08/12/2009 @ 09:48:42, in Europa, visitato 1370 volte)

Da British_Roma

04/12/2009 - Un'importante agenzia UE dei diritti umani ha ammonito che Rom e Viaggianti sono di gran lunga il gruppo minoritario più discriminato in Europa e potrebbero diventare ancora di più un capro espiatorio durante questa recessione.

Morten Kjaerum, direttore dell'Agenzia UE per i Diritti Fondamentali, ha detto ieri che nei suoi recenti studi su 25.000 persone in tutta Europa ha trovato che in quasi tutti i parametri - salute, istruzione, alloggio - i due gruppi minoritari trovano alti livelli di discriminazione.

"Questo studio è stato condotto ai margini della crisi finanziaria che sfortunatamente da allora è cresciuta.  Abbiamo rilevato da alcuni studi continuati un certo numero di capri espiatori riguardanti la comunità rom," ha detto Kjaerum alla conferenza di Dublino per celebrare il 25° anniversario del Pavee Point Travellers Centre.

Margaret Greenfields, oratrice della Buckinghamshire New University ed autrice del rapporto sui Viaggianti per la Commissione Britannica sull'Uguaglianza ed i Diritti Umani, ha detto che i Viaggianti Irlandesi in Inghilterra affrontano un'ostilità più estrema degli zingari britannici.

"Uno studio ha trovato che il 35% dei britannici riteneva accettabile la discriminazione contro i Viaggianti. Si appoggia sull'esistente pregiudizio anti-Irlandese... Mi hanno persino sputato durante degli incontri dove parlavo a favore dei Viaggianti," ha detto la dottoressa Greenfields.

La conferenza ha sentito gli esempi dove i membri della comunità stanziale entrava in conflitto coi Viaggianti. Uno schema abitativo dei Viaggianti a Skerries ha attratto 1.182 obiezioni, con i locali che minacciavano di esumare i corpi dei loro parenti da un vicino museo se il consiglio locale avesse completato i lavori.

"All'inizio di quest'anno una casa destinata ad una famiglia viaggiante a Tipperary è stata data alle fiamme prima che la famiglia potesse trasferirvisi. Questo ci ricorda che i Viaggianti sono tuttora uno dei gruppi più disprezzati ed esclusi nella società irlandese," ha detto Martin Collins, uno dei fondatori del Pavee Point, che fa campagne a favore della comunità viaggiante (vedi QUI ndr).

Ha anche riflettuto sui progressi fatti dalla comunità viaggiante da quando è stato fondato il Pavee Point, notando che 50 Viaggianti si sono laureati all'università negli anni recenti e tre Viaggianti stanno attualmente studiando al Royal College of Surgeons.

Anastasia Crickley, presidente dell'Agenzia con base a Vienna per i Diritti Fondamentali, ha detto che in Irlanda c'erano buone strutture che potevano aiutare a terminare la discriminazione contro i Viaggianti,  ma c'è stata spesso una mancanza di volontà politica nell'implementare i piani.

L'accesso ad una sistemazione opportuna rimane critico per la comunità viaggiante, anche se negli anni recenti sono stati compiuti alcuni progressi. Nel 2002 il 37,6% dei Viaggianti non aveva accesso all'acqua potabile, mentre il 35,2% non aveva fognature. Queste cifre cadono rispettivamente al 26,4% e al 25,3% nel 2006.

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Da Roma_Daily_News

Londra, 1 dicembre 2009 - 2:15 pm

Cari Rom
Cari non-Rom,
Care Persone appartenenti alla Razza Umana,
Nonostante il colore della vostra pelle, appartenenza nazionale, cultura, religione o preferenza sessuale

Vi sollecito

a dedicare la vostra attenzione nel leggere il seguente messaggio riguardo una minore, il suo caso ed a intervenire.

Il suo nome è Angelika, è nata in Romania e anche se ha appena compiuto 17 anni, ne aveva solo 15 al tempo dei fatti. Attualmente la ragazza è sotto la custodia delle autorità italiane. Secondo una recente decisione del Tribunale per i Minori di Napoli, perché è una ROMNI "totalmente inserita negli schemi appartenenti alla cultura romanì," pienamente "integrata in essa" ed inoltre incapace di analizzare concretamente le sue esperienze passate, così affronta "un concreto pericolo di -recidiva-".

La richiesta degli arresti domiciliari, sottoposta dal suo avvocato, è stata quindi rigettata dal Tribunale sulla base degli assunti sopra esposti.

Secondo la sentenza Angelika dovrebbe restare in penitenziario per 3 anni e 8 mesi; non può lasciare la prigione.

Attualmente è privata della sua libertà e rinchiusa nel tristemente famoso "Istituto Penitenziario Minorile di Nisida"[1] Napoli, circondato dal mare, dove rimarrà sino al compimento dei18 anni, quando probabilmente verrà trasferita in un penitenziario per donne adulte.

Angelika è vittima di una punizione esemplare, pubblicata e riconfermata durante un periodo estremamente duro per i Rom in Italia, quando sono stati promulgati decreti ad hoc, raccolte impronte digitali e dati biometrici, con sgomberi ed espulsioni portati avanti nonostante numerose raccomandazioni, leggi e trattati UE ed internazionali[2].

Di fronte a tutti i terribili eventi che riguardano Angelika, lei ha fortemente dichiarato la sua innocenza, ritenendo fermamente di non poter affermare di essere colpevole di crimini che non ha commesso.

Non ha mai inteso di rapire un bambino, dato che anche lei ha una figlia, Alessandra Emiliana, lasciata in Romania. Questo è probabilmente ciò che ha provato ad esprimere, nel suo stentato italiano, quando è stata arrestata. Non le è stata fornita nessuna traduzione nella sua lingua, quindi quanto è stato riportato è ciò che è stato inteso dal funzionario. E' detenuta senza confessione e non ha ottenuto alcuna facilitazione mostrando il suo pentimento.

Il suo avvocato ha perso tutti gli appelli ma molto presto, probabilmente a dicembre (fonte da confermare) dovrà portare questo caso così complicato di fronte alla Corte di Cassazione.

Questa è l'ultima possibilità non solo per la giovane, ma anche per i giudici italiani di capovolgere i precedenti ingiusti giudizi. Ma più importante, è l'ultima opportunità di intervenire contro questa ultima decisione razzista [3], apertamente riferita verso tutto il popolo Rom ed etichettando direttamente la "Romanipè" (identità romanì) come un'attitudine illecita.

La responsabilità è personale e le cariche istituzionali dovrebbero astenersi dal giudicare preventivamente o dalle misure punitive basate esclusivamente sulla loro opinione personale o su cosa credono sia o dovrebbe essere una "popolazione". I Rom non dovrebbero temere di essere assimilati a forza o tenuti in cattività solo perché "Rom".Gli imputati non dovrebbero essere considerati colpevoli sino a quando non ci siano prove sufficienti e obiettive contro di loro.

Ma qual è la storia dietro il caso ed il processo ad Angelika? Perché non si ritiene che abbia avuto un giusto processo? Leggete ancora…

Le bugie dietro la storia:

Ponticelli, Napoli, la folla ha assaltato il campo nomadi abitato da famiglie rom rumene. Il fuoco bruciò le loro proprietà e miracolosamente non si verificarono morti o feriti. I Rom rumeni, scortati dalle forze di polizia, "scapparono" letteralmente da un linciaggio di massa. Un forte ed incontrollato vento di intolleranza soffiò per tutta l'Italia, manovrato sia politicamente che mediaticamente.

Rom e Sinti di tutta la penisola temettero attacchi e rappresaglie. Erano terrorizzati di lasciare i loro insediamenti, nel mandare i figli a scuola, di uscire per qualsiasi attività che in passato sarebbe stata normalmente e regolarmente intrapresa. Media e politici fomentavano di continuo sentimenti di odio razziale attraverso osservazioni stereotipate e promettevano pubblicamente agli Italiani di affrontare senza indugio la questione "zingara" con politiche a tolleranza zero.

A Napoli, tutta l'attenzione era orientata all'"emergenza spazzatura", la città era in effetti ricoperta da mucchi di spazzatura, ed il nuovo Primo Ministro aveva pianificato una serie di incontri perché tutta l'immondizia sparisse grazie al suo tocco magico. I residenti erano sul punto di perdere la pazienza, ma non fu tutta la cittadinanza ad attaccare i campi, solo alcuni gruppi di gente che stranamente abitava lo stesso quartiere dove Angelika si era messa nei guai.

Durante quei giorni Angelika era a Napoli. Era appena arrivata con suo marito Emiliano, di 21 anni, e suo fratello con la moglie ed il figlio di 8 anni. Subito aveva avuto problemi, accusata di aver rubato degli orecchini, la quindicenne era stata circondata dalla folla e salvata dalla polizia che l'aveva messa in custodia in una casa alloggio, da cui era presto scappata.

Il 10 maggio 2008, per un amaro gioco del destino, la polizia l'aveva nuovamente salvata dalla rabbia senza controllo della folla, ma nessuno degli assalitori fu mai identificato o accusato per quell'assalto. Invece, la minore venne arrestata con un'accusa estremamente infamante: "Tentativo di rapimento di un bambino", il figlio di Flora Martinelli, a Ponticelli, uno dei più turbolenti quartieri di Napoli.

Secondo il Gruppo EveryOne la versione dei fatti fornita dalle autorità e dai media era falsa. Fu data per innescare una "caccia allo zingaro". E le dinamiche appaiono totalmente non plausibili perché quanti hanno familiarità con Napoli sanno che è praticamente impossibile entrare in un appartamento di quelle zone evitando totalmente l'inaccessibile sorveglianza degli inquilini curiosi, specialmente quando chi passa di lì è Rom.

Dopo che ebbero luogo gli eventi, differenti versioni vennero offerte dalle persone coinvolte e vennero trasmesse alcune dichiarazioni attraverso i giornali. Emersero più volte delle discrepanze tra le descrizioni date da Flora Martinelli, suo padre e dai vicini.

Fonti differenti hanno riportato che la signora Martinelli prima dichiarò che la porta del suo appartamento era stata forzata, più tardi affermò che era stata lasciata aperta. Dopo aver scoperto che la porta era aperta, entrò per controllare la culla e ritornando "incrociò -la giovane rom con la bambino tra le braccia [...] non solo: ebbe il tempo di afferrarla e strapparle il bambino. Quindi la ragazza deve essersi mossa al rallentatore, permettendo al nonno del bambino, Ciro, di trattenerla al piano inferiore, afferrarla e schiaffeggiarla"[4]. Angelika era là da sola e le sarebbe stato impossibile rapire una bambina e camminare per oltre due km. senza essere vista o ripresa.

"In realtà Angelika conosceva una delle famiglie di Via Principe di Napoli, dove ebbe luogo tutto l'episodio [...] La chiamò al citofono e venne vista da alcuni inquilini. Pochi secondi dopo scattò la trappola e venne liberata la furia degli stessi - venne presa per strada, strattonata, schiaffeggiata e portata dalla polizia"[5].

Durante i processi, i magistrati basarono le loro decisioni soprattutto sulle affermazioni della signora Martinelli. I giudici sottolinearono che non c'erano ragioni per non crederle.

Due giornalisti fecero delle indagini in proprio, Marco Imarisio scrivendo per il "Corriere della Sera" e Miguel Mora per "El Pais", scoprendo entrambe che la signora Martinelli aveva precedentemente sulla fedina penale una registrazione di "falso ideologico" (bugia) [6], mentre suo padre Ciro - conosciuto anche come "O' Cardinale" - in precedenza era stato condannato a nove mesi per "organizzazione criminale" e affiliato al Clan Sarno, una famiglia di Camorra preminente a Ponticelli e caratterizzata per la sua abilità nell'ottenere pubblici favori[7].

In quei giorni in quell'area vennero riportati numerosi attacchi contro Rom e Rumeni. Forse la furia dei Sarno svegliata dal Cardinale? E' considerato "uomo d'onore"[8], e chi vorrebbe mancare di rispetto ad un "uomo d'onore" e tentare di sottrarre qualcosa da casa sua? Gli uomini d'onore lasciano la porta aperta, come i cancelli, perché nessuno mancherà loro di rispetto.

Ma Ponticelli era anche interessata ad un piano di rinnovamento, un massiccio, supercostoso enorme investimento, proprio dove erano accampati i Rom. Alcune fonti hanno affermato che i Rom dovevano andare via perché i lavori dovevano iniziare, erano impegnati troppi soldi, così come il Comune di Napoli, i politici ed il Comitato di Ponticelli, e compagnie con sede nel Lussemburgo i cui membri non possono essere nominati.[9]

Conclusione della storia: Angelika è ancora in prigione e attende l'ultimo appello alla Corte di Cassazione a dicembre, mentre le altre persone sono in libertà. I Rom hanno ottenuto sgomberi e terrore, hanno lasciato alle spalle le loro proprietà, i politici sono rimasti al loro posto e proseguono i progetti.

Una decisione è stata presa contro Angelika e tutti i Rom.

In troppi, Rom e non-Rom, guardano immobili senza prendere azione concreta.

Questa lettera è per sollecitare la vostra coscienza a muovere ed offrire aiuto.

Il silenzio è complicità e non posso fare molto altro che inviarvi queste osservazioni.

Forse qualcuno sentirà il dovere morale di intervenire.

Io sono qui, assieme ad altri attivisti, a vostra disposizione per ricevere i vostri commenti e proposte.

 Il tempo sta scadendo...

Elisabetta Vivaldi
Philology and History of Eastern Europe (Serbo-Croatian and Anglo-Americano comparative studies)
LLM in Human Rights
kcerka_vjetra@yahoo.com


[1] Nisida Penitentiary web site http://nisida.napoli.com/

[2] For more information check different documentary sources published and circulated during the past months.

[3] For more information the documents of the decisions are published on the web site www.osservazione.org .

[4] EveryOne Group,“Anti-gypsy sentiments out of control in Italy. The truth about the kidnapping in Naples” 18/05/2008

[5] EveryOne Group,“Anti-gypsy sentiments out of control in Italy. The truth about the kidnapping in Naples” 18/05/2008

[6] Lie to a public officer

[7] “Condannato a nove mesi per associazione a delinquere è un “collaboratore” del Clan Sarno, come riferiscono Marco Imarisio del Corriere della Sera e Miguel Mora de El Pais”. Immarisio M. e Mora M. in Ranaldi G., 30/11/2009, http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3481; Mora M., "REPORTAJE: XENOFOBIA EN ITALIA. Condenada a ser condenada"

[8] In Italia Dall’Estero: “O Cardinal è stato colui che ha afferrato la ragazza mentre scappava sull’uscio di casa. È un personaggio molto conosciuto, un ‘uomo d’onore’. Difficile pensare che qualcuno entri a rubare in casa sua, soprattutto sua nipote”.

[9] See also Mora M. and , Comitato Spazio Pubblico di Napoli, Italia Dall’Estero, Comune di Napoli official site.

FONTI:

Carmosino G., “Ponticelli Colpevole di Essere Rom in Clandestino” L’Espresso online 30/11/2009

http://clandestino.carta.org/2009/11/27/ponticelli-colpevole-di-essere-rom/

Comitato Spazio Pubblico di Napoli “Giù La Maschera: cosa c’è dietro sgomberi e caccia ai Rom di Ponticelli” http://www.osservazione.org/comunicatistampa/gi%F9%20la%20maschera.pdf 

EveryoneGroup “Caso Angelica V.: interrogazione parlamentare dei Radicali” 01/12/2009 http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2009/12/1_Caso_Angelica_V.__interrogazione_parlamentare_dei_Radicali.html

EveryoneGroup “Report on the situation of the Roma people in Italy” 22/11/2008 http://www.everyonegroup.com/EveryOne/MainPage/Entries/2008/11/22_Report_on_the_situation_of_the_Roma_people_in_Italy.html

EveryoneGroup “Anti-gypsy sentiments out of control in Italy. The truth about the kidnapping in Naples” 18/05/2008 http://www.everyonegroup.com/EveryOne/MainPage/Entries/2008/5/18_Anti-gypsy_sentiments_out_of_control_in_Italy._The_truth_about_the_kidnapping_in_Naples.html

Fittipaldi E., “Rom vuol dire criminale” L’Espresso 30/11/2009 http://espresso.repubblica.it/dettaglio/rom-vuol-dire-criminale/2115931&ref=hpsp

Fittipaldi E., “Et Voila: La razza nella sentenza” L’Espresso blog

http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/30/et-voila-la-razza-nella-sentenza/ 

Italia dall’Estero http://italiadallestero.info/archives/3602 

Mohacsi V. (MEP), European Parliament 20/05/2008 http://www.youtube.com/watch?gl=DE&hl=de&v=EOrfa1Np1lI

Mora M., “REPORTAJE: XENOFOBIA EN ITALIA.Condenada a ser condenada” http://www.elpais.com/articulo/reportajes/Condenada/ser/condenada/elpepusocdmg/20090201elpdmgrep_1/Tes 

MundiRomani “Lashi Vita” part I http://www.mundiromani.com/roma_woman/?film[film][keyvalue]=42#film 

MundiRomani “Lashi Vita” part II http://www.mundiromani.com/roma_woman/?film[film][keyvalue]=38#film

OSCE Human rights body concerned about anti-Roma violence in Italy, Press Release 16/05/2008 http://www.osce.org/item/31147.html 

Pizzuti D., “I vespri napoletani di Ponticelli” 17/05/2008 http://www.osservazione.org/pizzuti.htm

Ranaldi G., “Angelica” 30/11/2009 http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3481

Sigona N., “L’ultimo nemico pubblico: I rom Romeni” http://www.osservazione.org/emergenzaromromeni.htm 

Soccorso Legale Napoli “Processi Brevi e Processi Sommari”, Comunicato Stampa 25/11/2009

in Osservazione http://www.osservazione.org/napoli_angelika.htm 

Soccorso Legale Comunicato 13/01/2009 http://www.osservazione.org/documenti/condanna_soccorsolegale.pdf 

Sucardrom Blog, “Nisida Nisida così vicina così lontana” 16/05/2008 http://sucardrom.blogspot.com/2008/05/nisida-nisida-cos-vicina-cos-lontana.html 

Sucardrom Blog, “Nisida Nisida così vicina così lontana” 23/03/2009 http://sucardrom.blogspot.com/2009/03/nisida-nisida-cosi-lontana-cosi-vicina.html

Sucardrom Blog, “Angelica ed il coraggio del dubbio” 30/03/2009 http://sucardrom.blogspot.com/2009/03/angelica-ed-il-coraggio-del-dubbio.html

Sucardrom Blog ,“Un giorno da dimenticare” 11/05/09 http://sucardrom.blogspot.com/2009/05/un-giorno-da-dimenticare.html

Vivaldi E., “Il Vento dell’Intolleranza” http://www.gfbv.it/3dossier/sinti-rom/vivaldi-it.html

Zoppoli G., “Dietro i roghi di Ponticelli la speculazione urbanistica'' http://www.osservazione.org/napoli_ponticelli.htm 

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Di Fabrizio (del 07/12/2009 @ 09:09:00, in Regole, visitato 1283 volte)

Segnalazione di Cristina Seynabou Sebastiani

(stranieriinitalia.it) Chiarimento definitivo da parte del Viminale. “Non c’è obbligo di referto per il reato di clandestinità”

Roma - 2 dicembre 2009 - Né i medici né il resto del personale possono denunciare gli immigrati senza permesso di soggiorno che entrano in un pronto soccorso, in un ospedale o in una altra struttura del servizio sanitario nazionale.

È il ministero dell’Interno a dire la parola definitiva su una querelle che rischiava di tenere i clandestini lontani dagli ospedali, mettendo al rischio la salute di tutti. L’introduzione del reato di clandestinità, ribadisce con una circolare, non ha eliminato il divieto di segnalazione nelle strutture sanitarie previsto dal testo unico sull’immigrazione.

Il Viminale chiarisce che l’obbligo di referto da parte dei medici riguarda solo i delitti per i quali si deve procedere d’ufficio e non scatta se espone il paziente a un procedimento penale. L’obbligo di referto non può quindi essere applicato al reato di clandestinità, che non è un delitto, ma una semplice contravvenzione e che tra l’altro fa finire l’immigrato sotto processo.

Soddisfatta Medici Senza frontiere, che si era battuta contro l’abolizione del divieto di segnalazione proposta dalla Lega Nord durante l’iter del ddl sicurezza. “Ora non potranno esserci più ambiguità nell’interpretazione della legge, i migranti irregolari possono farsi curare senza paura. È nell’interesse generale - dice l’addetto stampa Gianluigi Lopes - evitare la marginalizzazione sanitaria e favorire l’accesso alle cure di tutta la popolazione, come prevede anche la Costituzione”

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Di Fabrizio (del 06/12/2009 @ 09:17:35, in musica e parole, visitato 1563 volte)

VareseNews

Un libro sui pregiudizi verso i popoli nomadi, costruito a partire da un viaggio in un campo rom. Con la prefazione di don Colmegna, presidente della Casa della Carità

È in libreria Quel virus chiamato rom, libro-diario di Silvio Mengotto, edito dalla cooperativa culturale In dialogo di Milano, dove con parole e fotografie si racconta il lungo viaggio compiuto, giorno dopo giorno, in un campo rom alla periferia di Milano. Un giorno, parlando con una donna, l’autore del libro rimase colpito da una frase: «Noi continuiamo nel bene e nel male a parlare di rom, mentre abbiamo bisogno di parlare con i rom». Da questa intuizione nacque l’idea di scrivere un diario dell’esperienza vissuta accanto ai nomadi nell’arco di due anni, sino allo sgombero definitivo del campo, eseguito freddamente e senza una reale alternativa. Pagine scritte dal vivo, per sconfiggere il disagio e persino la paura della presenza degli zingari nelle nostre città. Pensieri, riflessioni, emozioni, dubbi, interviste che hanno memorizzato le relazioni significative, aprendo gli occhi del cuore su un mondo rom, ancora troppo sconosciuto. Un diario che si è trovato a costruire il ponte della relazione non per parlare dei rom, ma dopo aver parlato e comunicato con loro.

Scrive l’autore: «Tra i cinque sensi dell’uomo quello della vista esercita un’autorità che stordisce, molto più forte dell’udito. Quando si entra nel campo rom per vedere, per conoscere bene la
situazione, occorre superare l’autorità esercitata da ciò che si vede subito, a prima vista, e aprire gli occhi ad un secondo sguardo. Guardare il campo rom significa tradurlo, decifrarlo, per “accogliere” ciò che si può vedere solo aprendo le ciglia del cuore. Non è solo un’esperienza fisica dei sensi, ma un vero esercizio di sapienza.»

Dice don Virginio Colmegna, fondatore e presidente della Casa della carità di Milano, nella prefazione al volume: «In questo mondo vi è tanto inferno… eppure il fatto che il Figlio dell’Uomo vi è stato ed ha portato proprio lì il germe del paradiso mi fa comprendere il valore dello stare in mezzo, non per assorbire il senso di morte, ma per ridare la speranza di attraversare, di lasciare alle spalle questo stare in mezzo, nella periferia di abbandono, per poter ripensare alla risurrezione scendendo ogni giorno negli inferi. […] Quando essere nati in un campo nomadi o essere rom diventa un’infamia che marchia il singolo a prescindere dalla sua storia personale, noi vediamo crescere uno strisciante razzismo. Dobbiamo, invece, far respirare la bellezza della giustizia fraterna, rifuggendo dall’orribile fraintendimento che colloca la proclamazione della legalità come difesa di sicurezza contro qualcuno, come via carica di mentalità espulsiva. Per questo stiamo nel mezzo promuovendo una legalità, soffocata nei tanti inferni, soprattutto laddove la diversità è presupposto di inferiorità».

2/12/2009

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Di Fabrizio (del 06/12/2009 @ 09:01:30, in Europa, visitato 1151 volte)

Da Czech_Roma. Per una volta, un lieto fine

Ostrava, 2.12.2009, 14:02, (ROMEA) I dottori hanno rilasciato oggi Natálka dall'ospedale, per continuare la degenza a casa. La bimba rom di due anni aveva sofferto di severe ustioni come risultato di un attacco incendiario contro la sua famiglia a Vítkov. Continuerà comunque ad andare regolarmente all'ospedale e probabilmente dovrà subire ulteriori operazioni. Sconterà l'impatto del trauma per il resto della vita.

"Il trattamento è stato molto impegnativo dal punto di vista medico. Nessun altro infante di quell'età con ferite tanto estese era mai sopravvissuto prima in questo paese." ha detto a ČTK Michal Kadlčík, rappresentante della divisione del Centro Trattamento Ustioni dell'ospedale di Ostrava.

La madre di Natálka, Anna Siváková, non sa come ringraziare i dottori. "Dire grazie non basta. E' troppo poco: le hanno salvato la vita. Vorrei dare loro un abbraccio enorme," ha detto la giovane donna.

Oggi, dopo sei mesi di degenza in ospedale, la signora Siváková porterà sua figlia a vivere nella nuova residenza di Budišova nad Budišovkou. La famiglia ha ottenuto la casa con i soldi di una sottoscrizione pubblica. Le due sorelle e a suo padre la stanno aspettando assieme agli altri parenti. "E' tanta la voglia di rivedere Natálka che sono rimaste a casa da scuola," ha detto Siváková.

ROMEA, ČTK, translated by Gwendolyn Albert

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Di Fabrizio (del 05/12/2009 @ 09:40:06, in Europa, visitato 1262 volte)

TicinoOnLine

BERNA - Il Consiglio federale ha approvato il quarto rapporto sull'applicazione della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie. Esso fornisce uno spaccato della politica linguistica della Svizzera con particolare attenzione alla promozione dell'italiano e del romancio.

Il rapporto prende posizione sulle raccomandazioni del Consiglio d'Europa, che chiedeva in particolare ai cantoni Ticino e Grigioni di promuovere l'italiano e il romancio. Nel canton Grigioni l'introduzione del rumantsch grischun nelle scuole è un progetto pilota ancora in fase di realizzazione. Per quanto concerne la raccomandazione di utilizzare il romancio nelle sfere pubbliche, Coira ha fatto sapere che la legge cantonale sulle lingue garantisce l'uguaglianza delle tre lingue ufficiali del Cantone (italiano, tedesco e romancio).

Il Consiglio d'Europa aveva raccomandato anche alla Svizzera di mantenere vivo il dialogo con chi parla la lingua jenisch (il popolo Jenish rappresenta la terza maggiore popolazione nomade europea, dopo i Rom e i Sinti). Berna risponde di sostenere un progetto realizzato dagli jenisch stessi, che permette loro di mantenere e promuovere la loro lingua e cultura.

La Svizzera ha approvato la ratifica della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie nel 1997. I paesi coinvolti sono tenuti a consegnare ogni tre anni un rapporto. Le finalità essenziali della Carta sono: conservare e promuovere la pluralità linguistica come uno degli elementi più preziosi della vita culturale europea.

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Di Fabrizio (del 05/12/2009 @ 09:01:47, in Europa, visitato 1413 volte)

Ricevo da Roberto Malini

nell'immagine tratta da Wikipedia: La Giralda di Siviglia. Attualmente campanile della Cattedrale, era in età islamica il minareto della Grande Moschea

Milano, 2 dicembre 2009. Dall'Italia l'intolleranza si diffonde in Svizzera, dove un referendum ha proibito la costruzione di nuovi minareti. E' stato facile, per il Partito Popolare Svizzero (SVP), di estrema destra, ottenere il 57% dei voti. Nel clima di diffidenza e sospetto che caratterizza oggi la Svizzera, come si poteva credere che il popolo decidesse di manifestare apertura verso la fede islamica? Perché mai avrebbe dovuto farlo, visto che i media descrivono tutti i musulmani come nemici della civiltà occidentale? A causa delle politiche contro i Diritti Umani, l'Unione europea rischia una vera e propria crisi della democrazia. La democrazia si fonda infatti sulle Costituzioni e le carte che tutelano i diritti delle minoranze, visto che le maggioranze hanno quale privilegio intangibile - nell'istituzione democratica - il diritto di governare. Nel nostro continente è in vigore la Carta dei diritti fondamentali nell'Unione europea (http://www.europarl.europa.eu/charter/pdf/text_it.pdf). La "volontà popolare", spesso manipolata attraverso i media e la propaganda, non può e non deve sostituirsi ai Diritti Umani. In Italia movimenti anti-immigrazione e anti-minoranze come la Lega Nord, Forza Nuova, i partiti di estrema destra e, ormai, anche il Pdl chiedono ai cittadini: "Volete i Rom?", "Volete i rifugiati?", "Volete gli stranieri poveri?", prospettando scenari apocalittici o invasioni barbariche. I cittadini rispondono "no, non li vogliamo" e le Istituzioni fanno leggi razziali. Con i referendum, si ottengono gli stessi risultati. Ma tutto questo è illegittimo e antidemocratico, perché viola i diritti delle minoranze, che non dovrebbero essere in discussione. Per recuperare la democrazia, è necessario impedire la propaganda e i referendum contro le minoranze. Altrimenti, sull'onda della "volontà popolare", presto i comparti sociali più vulnerabili saranno privati dei più elementari diritti della persona: "Volete le sinagoghe?", "Volete coppie omosessuali in giro per le città?", "Volete che circolino pubblicazioni che presentano altre forme di cultura, religione, civiltà?", "Volete che il denaro pubblico sia speso per dare assistenza ai poveri?", "Volete che si diffondano modi di vivere alternativi a materialismo e consumismo?". Un po' di propaganda e la risposta sarà sempre "no". No alle diversità, che spaventano il "comune buon senso". Senza l'inviolabilità dei Diritti Umani, vi sono le atrocità che si commettono da sempre in nome del popolo, quello steso popolo che applaudiva l'Inquisitore assistendo al tragico spettacolo dei roghi; quello steso popolo che acclamava Hitler e i suoi volenterosi carnefici; quello stesso popolo che in tante occasioni ha partecipato attivamente a pogrom e purghe etniche; quello stesso popolo che. armato di badili, picconi e bastoni, massacrava il popolo ebraico negli Stati Baltici, affiancando le sanguinose operazioni degli Einsatzgruppen. Quello stesso popolo che oggi - nonostante gli insegnamenti che la Storia recente cerca invano di trasmetterci - sorride agli sgherri e applaude il loro operato quando sgomberano un insediamento Rom o arrestano qualche immigrato scampato alle guerre o alle carestie nei Paesi poveri. Totale disumanità. Grado zero della democrazia.

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Di Fabrizio (del 04/12/2009 @ 09:29:24, in musica e parole, visitato 2894 volte)

Venerdì 11 dicembre 2009 dalle ore 18.00
Presso: C.S. Casa Loca Viale Sarca 183 Milano

Trio Mirkovic & Muzikanti di Balval presentano la
GRANDE FESTA BALCANICA
IV EDIZIONE
Ven11 dicembre 2009 alla CASALOCA

Dalle 18
Milano e razzismo: dalle politiche xenofobe alle alternative sul territorio
Incontro pubblico con la partecipazione di Alfredo Alietti (Università di Ferrara) autore di "Società urbana e convivenza interetnica", le Maestre del quartiere Lambrate/Rubattino e Omar Caniello di Radio Popolare

Dalle 20
Cena tradizionale balcanica a cura della Kafana Sevdah Marinkovic
Zuppa
Peperoni ripieni
Cevapcici, Insalata di cavolo, Pane fatto in casa

Dalle 22 fenomenale concerto
Muzikanti - Trio Mirkovic
& all the night… Jam session esplosiva

Per la cena si consiglia la prenotazione via mail: festabalcanica@yahoo.com prezzi popolarissimi (5euro l'ingresso+5 per la cena!)

www.casaloca.it

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Di Fabrizio (del 04/12/2009 @ 09:00:13, in Italia, visitato 1432 volte)

dal 1 al 24 dicembre 2009 apertura straordinaria del laboratorio tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 18.30
nei giorni dal 5 all’8 dicembre assaggi di cucina bosniaca.

Vieni a trovarci
per i tuoi regali solidali potrai scegliere tra gonne della tradizione zingara, borse, sciarpe, vestitini da bambino, cappellini di lana, tovaglie, set da tavola, asciugamani, canovacci, portamonete, portagioielli, collane, pizzi, bigliettini d’auguri in stoffa … e tanti altri manufatti originali ed unici per la casa e l’abbigliamento

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Tel.3471580818

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Facebook alla pagina: Laboratorio manufatti donne rom

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Di Fabrizio (del 03/12/2009 @ 09:54:54, in Italia, visitato 1448 volte)

 Cronaca della deportazione della comunità romena di via di Centocelle a Roma, (11.11.09), raccontata attraverso le foto di Simona Granati e Stefano Montesi.

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