Rom e Sinti da tutto il mondo

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La redazione
-

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 07/07/2006 @ 15:50:52, in sport, visitato 1314 volte)
Buongiorno a tutti gli amici e sostenitori della Nuova MultiEtnica!

La Nuova MultiEtnica si allena questo sabato con un doppio allenamento (squadra maschile e femminile).
- Allenamento maschile inizio alle h16.00
- Allenamento femminile inizio alle h17.00
Questo appuntamento serve a noi per continuare le ultime fasi della selezione della squadra ufficiale dei prossimi mondiali di settembre.

durante l'allenamento femminile si disputerà una partita tra MultiEtnica/Milano e MultiEtnica/Pioltello. Anche durante l'allenamento maschile ci sarà una partita.

Si giocherà presso il campo comunale di viale Argonne a Milano.
Il campo è da calcio a 5 e si trova in fondo al viale (nel mezzo).

Siete tutti invitati per sostenere i nostri giocatori!

grazie e a presto

Bogdan (Presidente)
cell. 347 8638372
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Di Fabrizio (del 08/07/2006 @ 09:50:54, in Italia, visitato 1326 volte)

Ricevo e porto a conoscenza:

Milano, 7 luglio 2006

All’attenzione del Prefetto di Milano

Gian Valerio Lombardi

Milano

Oggetto: trasparenza Cpt di via Corelli e richiesta incontro

Le sottoscritte associazioni e organizzazioni, attive da tempo sui temi legati all’immigrazione nel territorio milanese, intendono con la presente richiedere un incontro con il Prefetto di Milano relativo al Cpt e al Centro di Identificazione di via Corelli, possibilmente alla presenza di un rappresentante del Ministero degli Interni competente per la materia.

Vi erano stati un anno fa, in seguito alle rivolte all’interno del Cpt, una serie di incontri tra alcune associazioni e la Prefettura che avevano portato anche alla definizione di una bozza di intesa. Da quanto ci risulta, tale bozza era stata inviata dalla Prefettura al Ministero degli Interni all’inizio dell’autunno scorso, ma lì rimase senza che ne sapessimo più nulla.

Oggi come allora, ribadiamo la nostra critica e ferma contrarietà alle politiche definite dalla legge “Bossi-Fini” e al conseguente utilizzo dei “Centri di permanenza temporanea”, laddove vengono trattenuti in condizione di privazione della libertà personale stranieri e straniere che non hanno commesso alcun reato. Nella consapevolezza che queste nostre considerazioni sono materia di confronto politico e non di discussione con il Prefetto, riteniamo tuttavia che non possa essere eluso ulteriormente il tema della trasparenza.

Il Cpt di via Corelli, così come le altre strutture analoghe presenti sul territorio nazionale, rappresenta un autentico buco nero dal punto di vista dell’’informazione. Riteniamo che questo stato di cose debba e possa cambiare, permettendo così alla cittadinanza di accedere a tutte le informazioni del caso.

In particolare, è nostra intenzione richiedere alla Prefettura la pubblicazione dei seguenti dati relativi al Cpt di via Corelli:

  1. Costi globali (compresi quelli sostenuti dalle forze dell’ordine per la sorveglianza ed i trasferimenti).
  2. Costo per trattenuto
  3. Testo e costo della Convenzione con la Croce Rossa Italiana, a cui è affidata la gestione interna del centro.
  4. Testo degli appalti e relativi costi di altri servizi corrisposti da soggetti terzi (servizio mensa, manutenzione e pulizia ecc.).
  5. Numero di personale impiegato nel Cpt (Croce Rossa, forze dell’ordine, altri)
  6. Numero di stranieri transitati dal centro e loro destino (foglio di via - rimessa sul territorio, espulsione coatta ecc.).
    Permanenza media dei trattenuti nel centro.
  7. Numero di persone provenienti dal carcere per fine pena.
  8. Numero di persone provenienti da altri Centri di permanenza
  9. Numero di richieste di asilo politico.
  10. Numero di richieste di interventi medici-ospedalieri non “coperti” dal servizio interno della Croce Rossa.
  11. Nazionalità, sesso, età, provenienza dal territorio nazionale dei trattenuti.
  12. Tipo di assistenza legale fornita ai trattenuti.
  13. Numero e tipo di presenza di interpreti e mediatori culturali.

Inoltre, chiediamo siano resi pubblici il regolamento e tutti i dati relativi ai costi e alle persone per quanto riguarda la parte di via Corelli adibita a Centro di identificazione per richiedenti asilo politico.

Riteniamo altresì necessario definire una modalità che permetta d’ora in poi di poter accedere con periodicità definita all’aggiornamento dei dati, sia per quanto riguarda il Cpt che il Centro di Identificazione.

Sempre nell’ottica della trasparenza riteniamo sia opportuno e necessario garantire l’accesso alla struttura di via Corelli anche ad altri soggetti oltre quelli attualmente previsti dal vigente regolamento. Cioè, i consiglieri comunali e provinciali di Milano, le associazioni impegnate sul terreno dell’immigrazione e dei diritti umani, gli operatori della stampa.

Proponiamo infine che l’incontro si svolga entro il 21 luglio e che lo stesso si realizzi all’interno del Cpt di via Corelli, diventando così anche occasione per visitare la struttura, nonché la possibilità di poter disporre già in quella occasione di almeno una parte dei dati.

Distinti saluti

CittàPerTutti

Arci Milano - Arciragazzi Milano – Attac - Bastaguerra - Centro delle Culture - Coordinamento lombardo nord sud del mondo - C.S. Leoncavallo - Fillea Lombardia - Fiom Milano – Naga - Newletter Ecumenici – SinCobas - Todo Cambia - UISP Milano - Associazione Sinistra Rossoverde - Rifondazione Comunista Milano - Partito Umanista

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Di Fabrizio (del 08/07/2006 @ 10:52:08, in Europa, visitato 1349 volte)

Da: Judit Solymosi - Ufficio per le Minoranze Nazionali ed Etniche - Budapest

Competenze del Ministro del Lavoro e degli Affari Sociali riguardo le minoranze: L'inclusione sociale dei Rom verrà monitorata da un dipartimento apposito del ministero, sotto la guida del segretario di stato Edit Rauh, che precedentemente si era occupata di pari opportunità col ministero della Gioventù, Famiglia, Affari Sociali e Pari Opportunità.

Inaugurazione della Libreria e Archivi Nazionale Rom: E' stata aperta il 5 maggio presso la sede dell'autogoverno dei Rom a Budapest. Contiene 50.000 volumi, principalmente rilasciati dal governo e da altre librerie pubbliche, (attualmente sono circa 1.000 i volumi scritti da Rom). E' diretta da Imre Vajda che si occuperà di continuare a raccogliere documenti sociologici, storici, politici ed etnografici.

Verso le elezioni di autunno dei governi delle minoranze: A maggio, tutti i cittadini ungheresi con diritto di voto (circa 8.000.000 elettori) hanno ottenuto la scheda elettorale per esprimere il proprio voto su base etnica. Ma al voto potranno partecipare solo gli appartenenti a minoranze nazionali. Il censimento avverrà entro il 15 luglio. Attualmente, ci sono circa 80.000 registrati, tra cui 41.608 Rom e 18.858 Tedeschi; i gruppi meno numerosi (453 e 412) sono gli Ucraini e i Ruteni. I dati saranno adoperati solo per scopi elettorali, non saranno assolutamente usati per determinare la minoranza d'origine o viceversa il diritto ad usufruire di sovvenzioni. I nomi degli elettori non saranno resi pubblici ed i registri saranno distrutti dopo le elezioni. Per illustrare gli scopi e le regole della votazione, il governo ha pianificato una campagna sulle radio e televisioni pubbliche.

Fallita la raccolta delle firme per il riconoscimento della minoranza ebraica: Per ottenere lo status di minoranza etnica, secondo la legge ungherese sono necessarie 1.000 firme. Emilia Rytko, a capo dell'Ufficio Nazionale Elettorale, ha comunicato che all'inizio di luglio sono circa 500 le firme raccolte per la minoranza ebraica. Secondo  ricerche e valutazioni sociologiche, in Ungheria dovrebbero essere circa 100.000 gli appartenenti alla minoranza ebraica.

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Di Fabrizio (del 09/07/2006 @ 09:00:08, in casa, visitato 1178 volte)

Il Consiglio cittadino di York adopererà i primi £.30.000 dei fondi assegnati dal governo, per rinnovare tre campi sosta: [...] James Street, Water Lane in Clifton e Osbaldwick.

I lavori dureranno due anni e comprenderanno l'adeguamento dei collegamenti elettrici in James Str., il rinnovo delle aree di sosta e la sostituzione delle porte e l'installazionie di recinzioni e la messa a drenaggio del terreno negli altri tre terreni.

Steve Waddington, a capo dei servizi alloggiativi del consiglio, precisa: "E' importante costruire e parlarne pubblicamente, perchè la comunità di nomadi e viaggianti è uno dei gruppi etnici più socialmente escluso, deprivato e isolato in UK."

[...]

L'anno scorso, il governo annunciò che c'erano fondi disponibili per il rinnovo e la costruzione di nuovi spazi.

Il consiglio ha presentato un'offerta di £. 402.220, di cui concorrerà per il 25%.

Questa settimana è giunta conferma che i fondi governativi saranno così assegnati: £. 156.765 per il 2006/07 e £144.905 per il 2007/08: £. 301.670 in totale.

LO scopo è di assicurare che le aree di sosta incontrino le necessità della comunità viaggiante, come pure stabilire che tipo di piano di rinnovo sia necessario per migliorare la qualità di vita.

Il programma è stato discusso sin dall'estate scorsa e la discussione pubblica ha ottenuto un incredibile 92,3% di pareri favorevoli.

Il consiglio si è impegnato a continuare la politica del confronto anche in seguito.

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Di Sucar Drom (del 09/07/2006 @ 12:17:53, in Regole, visitato 1313 volte)
Piovene Rocchette (VI), diffidati i Carabinieri e i Vigili Urbani: Nei giorni scorsi Carlo Berini, Presidente dell'Opera Nomadi di Mantova, ha firmato le diffide per i Carabinieri di Piovene Rocchette e i Vigili Urbani di Schio perchè Maurizio Colman, Sindaco di Piovene Rocchette, ha dichiarato di non voler annullare l'Ordinanza n.128: "non sussistono i presupposti per la revoca confermando la piena legittimità dell’ordinanza medesima nonché la non fondatezz...


Venezia, seminario europeo per il contrasto delle discriminazioni
: The European Social Network e la Regione Veneto organizzano un seminario europeo per socializzare pratiche atte a contrastare le discriminazioni. L'evento europeo si terrà a Venezia, il 20 e 21 luglio 2006 all'Isola di San Servolo.
Il seminario è principalmente rivolto alle amministrazioni pubbliche venete e prevede una parte pubblica il 20 luglio e una parte riservata il giorno dopo...
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Di Daniele (del 10/07/2006 @ 10:19:22, in conflitti, visitato 2003 volte)

Rifugiati serbi intrappolati nel limbo

di Matthew McAllester - NEWSDAY

Podgorica – Montenegro

Circa 5000 rom kosovari rifugiati in due campi (Konik 1 e 2) nella periferia della capitale del nuovo stato del Montenegro, denunciano le violenze subite in Kosovo dopo l'aggressione della NATO del 1999, e le attuali terrificanti condizioni di vita e di impossibilità di rientro nelle proprie case in Kosovo.

Bedri Shala, rifugiato del campo Konik 2, riassume così la situazione: "Kosovari albanesi, dopo la guerra del 1999, mi hanno rapito, torturato e stuprato ripetutamente, hanno ucciso mio fratello e provato ad uccidere me. Riuscito a scappare mentre ammazzavano mio fratello, mi sono ritrovato in un torrente d'acqua cosparso di cadaveri, alla sembianza, uccisi di recente. A quel punto siamo scappati in Montenegro. Non abbiamo la possibilità, dopo 7 anni, di tornare in Kosovo perché le nostre case sono state bruciate o occupate. Tutto questo perché gli albanesi kosovari dicono che i rom hanno collaborato con i serbi nelle violenze prima del 1999."

Politici e personale umanitario parlano di enormi difficoltà di vita, di igiene, di integrazione e di lavoro dei rom rifugiati. Molti problemi sono dovuti anche alla diversa cultura sociale dei rom, soprattutto in ambito di educazione famigliare e scolastica.

Bedri Shala, come molti rom del campo rifugiati, sogna di andarsene via. "Voglio andare in un altro paese", dice. "Ovunque. Ma non in Kosovo e non qui."

--
ЈУГОСЛАВИЈА:
www.flickr.com/photos/gustomaina

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Di Fabrizio (del 10/07/2006 @ 10:46:17, in Europa, visitato 1550 volte)

Durante il convegno, indetto dall'UDC, si è discusso anche della condizione delle Romni in Europa. Chi volesse leggere tutto l'articolo QUI

Discriminazione delle donne rom

Le donne rom sono discriminate in Europa e, pertanto, i deputati chiedono agli Stati membri di adottare misure volte a superare la loro “segregazione razziale” negli ospedali e nelle scuole, a migliorarne le condizioni abitative e a favorirne l’occupazione e l’inclusione sociale. Sono poi sollecitati interventi, anche finanziari, a favore dell’imprenditoria delle donne rom. La loro situazione deve costituire un criterio chiave in vista delle future adesioni all’UE.
Adottata dall’aula con 412 voti favorevoli, 21 contrari e 48 astensioni, la relazione esorta i poteri pubblici dell’Unione ad effettuare rapide indagini in merito alle accuse di gravi abusi dei diritti dell’uomo nei confronti delle donne Rom, a punire rapidamente i colpevoli e a fornire un adeguato indennizzo alle vittime. In tale contesto , invita gli Stati membri a inserire tra le loro «priorità principali» le misure intese a fornire una migliore protezione per la salute riproduttiva e sessuale delle donne, a prevenire e vietare la sterilizzazione forzata e a promuovere la pianificazione familiare, le soluzioni alternative ai matrimoni in giovane età e l’educazione sessuale. Ma anche a prendere misure proattive per debellare «la segregazione razziale nei reparti maternità», a garantire l’elaborazione di programmi destinati a fornire servizi alle vittime Rom di atti di violenza domestica, e ad essere particolarmente vigilanti per quanto riguarda il traffico di donne Rom.
Gli Stati membri, inoltre, dovrebbero elaborare una serie di misure volte a garantire che le donne e le ragazze abbiano accesso, a condizioni di parità , ad una istruzione di qualità, «anche approvando leggi positive che esigano la fine della segregazione nelle scuole e definiscono i dettagli di progetti destinati a porre fine all’istruzione distinta e di seconda classe destinata ai bambini Rom».
Dovrebbero anche migliorare le condizioni abitative dei Rom prevedendo il riconoscimento, da parte della legislazione nazionale, del diritto ad un alloggio decente, adottando progetti generali per finanziare il miglioramento delle condizioni di vita e di alloggio nei quartieri con una considerevole popolazione Rom e «ordinando ai poteri locali di garantire rapidamente l’approvvigionamento in acqua potabile ed elettricità, lo smaltimento dei rifiuti, i trasporti pubblici e le strade». Gli Stati membri sono anche invitati a mettere a disposizione campi per i Rom nomadi «affinché essi possano disporre di un livello di confort ed igiene soddisfacente».
Per il Parlamento gli Stati membri dovrebbero anche garantire l’acceso di tutte le donne Rom alle cure sanitarie di base, di urgenza e preventive, nonché la parità di trattamento e le pari opportunità nelle politiche in materia di occupazione e inclusione sociale. A quest’ultimo proposito, si tratterebbe di affrontare il problema dei tassi di disoccupazione molto elevati tra le donne Rom e, in particolare, di lottare contro i grandi ostacoli determinati dalla discriminazione diretta in fase di assunzione. La relazione chiede inoltre l’adozione del principio di “obbligo positivo”, in virtù del quale gli enti statali sono tenuti per legge a garantire una rappresentanza di donne Rom proporzionata alla loro presenza in seno alla popolazione locale.
I governi sono esortati ad esaminare gli ostacoli all’attività indipendente delle donne Rom, a definire programmi destinati a permettere una registrazione agevole, rapida e poco onerosa delle donne Rom imprenditrici e che esercitano un’attività indipendente, a favorire l’accesso al credito, compreso il microcredito, per il finanziamento di imprese da parte di donne Rom. Il Parlamento, poi, raccomanda agli Stati membri e alla Commissione di promuovere modelli d’imprenditorialità sociale, appositamente rivolti alle donne Rom. All’Esecutivo, inoltre, è chiesto di appoggiare, «mediante i suoi numerosi meccanismi finanziari», le attività destinate in particolare alle donne Rom e di riesaminare le norme per l’attribuzione di tutti i tipi di finanziamento «al fine di garantire disposizioni particolari volte ad includere le donne Rom».
I deputati, d’altra parte, invitano le istituzioni della UE a considerare la situazione delle donne Rom nei paesi candidati «un criterio chiave per valutare il livello di preparazione di detti paesi all’ingresso nell’Unione europea», compresa la situazione delle donne Rom nei paesi candidati non tradizionalmente o immediatamente associati alle questioni dei Rom. Nel chiedere poi alle istituzioni comunitarie di incitare i governi a raccogliere e a pubblicare dati sulla situazione degli uomini e delle donne Rom, il Parlamento invita l’Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia ad avviare una serie di studi sul ruolo dei media nel promuovere l’antinomadismo e, in particolare, sulla popolazione di stereotipi negativi sulle donne Rom.

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Di Fabrizio (del 10/07/2006 @ 11:55:16, in Regole, visitato 1302 volte)
Ricevo da Nando Sigona, con richiesta di diffusione:

Salve, sto facendo una ricerca sulla presenza di rom e sinti nell'ultima campagna elettorale per le amministrative e mi sarebbe molto utile avere foto di manifesti elettorali che parlano di "rom", "nomadi", "zingari".

Se ne avete o volete saperne di piu' sulla ricerca, potete contattarmi a questo email: postmaster@osservazione.org

grazie e saluti
Nando

PS mi interessa in particolare materiale su Roma e Milano.
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Di Fabrizio (del 11/07/2006 @ 10:18:55, in Kumpanija, visitato 1292 volte)
Christine Colomo suggerisce il sito Cultures Tsiganes:
E' ricco di notizie, immagini e colori, una bella miniera per avvicinarsi a Gitani, Rom, Manouches di Francia.

da vedersi con la dovuta calma...
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Di Fabrizio (del 11/07/2006 @ 10:57:49, in Europa, visitato 1391 volte)
Non è la prima volta che CaféBabel dedica interessanti articoli alla condizione dei Rom n Europa. Questa è la volta di un'intervista alla parlamentare europea Lívia Járóka.

Lívia Járóka, europarlamentare ungherese impegnata nella lotta per i diritti dei rom, non per questo ha dimenticato la propria casa.
 Ci siamo incontrati il giorno della visita a Budapest di Vladimir Putin. Mentre l’attenzione dei media era tutta sul leader russo, in un angolo tranquillo di Budapest avevano luogo dibattiti altrettanto importanti. Lívia Járóka, membro del Parlamento europeo, ha accettato di incontrarmi durante una pausa da questi dibattiti. Mentre i politici la aspettavano nell’altra stanza Járóka chiacchierava con passione in merito alla sua missione: porre fine al razzismo contro i rom e sostenerli nella ricerca di un loro posto in Europa.

La lunga storia della sofferenza
I rom sono uno delle minoranze etniche che più ha sofferto in Europa. Si crede siano migrati dall'India in Europa intorno all'anno Mille. Nel 1471, in Svizzera, fu approvata la prima legge contro gli zingari. E i cinque secoli a venire videro intensificarsi le ostilità nei loro confronti. Durante la Seconda Guerra Mondiale i nazisti sterminarono dai 200.000 agli 800.000 rom in un tentativo di genocidio, conosciuto come Porajmos. Questo vergognoso capitolo della storia europea continua nel 1999, con la pulizia etnica della comunità rom in Kosovo. Ancora oggi l’Errc – il Centro Europeo per i diritti dei rom – riscontra in tutta Europa un razzismo diffuso nei confronti di questo popolo. Gli attivisti rom, tra cui Lívia Járóka, stanno cercando di trovare una soluzione europea ad un problema che va oltre i confini del continente.
Sin dall’inizio della sua carriera Lívia Járóka ha richiamato l’attenzione degli ungheresi e degli europei sulla situazione della minoranza rom. La pacata e allo stesso tempo determinata attivista mi racconta riguardo agli esordi della sua carriera: «In quanto antropologa interessata per anni alla vita dei rom, il mio nome non era sconosciuto ai politici che si occupavano di diritti umani. Chiedevano costantemente la mia opinione e, se necessarie, non esitavo a muovere delle critiche».
Durante il suo corso di studi all’estero, Lívia Járóka ha iniziato a collaborare con le organizzazioni civili dei rom al di fuori dell’Ungheria. Nel 2004 è stata eletta membro del Parlamento Europeo all’interno del maggior partito ungherese di opposizione, il Fidesz, diventando così il primo deputato parlamentare rom. Trovò velocemente la sua strada diventando membro del Ppe, il Partito Popolare europeo, e vicepresidente dell’intergruppo europeo sul razzismo e la diversità.

Un duro lavoro
Lívia Járóka non sembrava sorpresa quando le ho chiesto se, come giovane donna dell’est Europa, non fosse difficile riuscire a non essere considerata soltanto “esotica”, in un mondo di uomini di mezza età. «L’essere presa sul serio mi richiede un lavoro straordinario» risponde e continua dicendo: «I miei colleghi ed io conduciamo in modo serio e professionale il nostro lavoro nel portare l’attenzione dei politici europei sulla situazione delle popolazioni rom. Diversamente dal caso di altre minoranze, non è stata creata una rete di organizzazioni civili, è mio compito favorirne la nascita e ripulire la mentalità europea dalle errate concezioni sui rom». E aggiunge che «i politici europei dovrebbero venire a conoscenza della situazione di questa gente».
Mi chiedevo se fosse facile conservare i propri ideali occupandosi di politica europea. «Dopo aver lottato da attivista ho dovuto imparare a scendere a compromessi» risponde. «Non devi perder di vista i tuoi obiettivi, anche nella complessa rete di interessi europei, si possono raggiungere accordi utili. Ora i politici europei iniziano a rendersi conto che la situazione dei rom non può essere sottovalutata».

Speranze per il futuro
Dopo anni di lotte, nel 2005 si è approva la Risoluzione Europea sui diritti dei rom, ma più che di una risoluzione sostanziale si trattava di una valutazione dettagliata della situazione. Si evidenziava il fatto che «i 12-15 milioni di rom presenti in Europa, di cui dai 7 ai 9 milioni vivono nell’Ue, subiscono discriminazioni razziali e sono soggetti in molti casi a una severa discriminazione strutturale, che implica povertà ed esclusione sociale; questi sono vittime di un’ulteriore discriminazione in base al sesso, all’età, all’invalidità e all’orientazione sessuale». I recenti problemi con l’immigrazione in Europa, quali le rivolte del 2005 nelle banlieue francesi, hanno reso più difficile la lotta per i diritti dei rom, in quanto minoranza non privilegiata ed esclusa dalla società francese. Lívia Járóka ha l’impressione di essere sola, talvolta, nella propria lotta contro la burocrazia dell’Ue. Fortunatamente i deputati del Parlamento Europeo di tutti i partiti offrono il loro sostegno al caso. «Possiamo andare avanti solo se uniamo le forze» aggiunge.
Lívia Járóka è determinata a vincere nella sua lotta, a costo di ricorrere a metodi poco ortodossi. Impegnata nella campagna del Ppe finalizzata alla modernizzazione della propria immagine, la deputata afferma «stanno per realizzare un’autorizzata “Alleanza di valori” e io sarò il volto della campagna. Ero solita tenermi al di fuori del marketing politico e del branding, ma mi sono resa conto che l’immagine riveste un ruolo importante nell’attuale mondo dei media. Occupandomi di politica, devo cogliere questa opportunità come parte della mia lotta alla discriminazione».

Restare in contatto
Lívia Járóka trascorre la maggior parte del suo tempo a Bruxelles e in giro per l’Europa. In un ambiente come questo, chiedo, come mantieni i contatti con le persone che tornano a casa? «Non c’è molta più differenza in Europa rispetto a quella tra l’area diplomatica di Bruxelles e i quartieri poveri dell’Europa dell’est. Ci sentiamo quotidianamente per telefono o attraverso internet e torniamo a casa quasi ogni settimana».

Nonostante tutto il suo lavoro, Lívia Járóka sta attenta a non perdere di vista le sue priorità. «Naturalmente la cosa più importante per me è la famiglia. Stiamo assieme il maggior tempo possibile. È necessario che loro si spostino sempre con me - la mia famiglia mi da tutto il supporto di cui ho bisogno per il mio lavoro. Questo è la mia famiglia». Non lascerà facilmente che l’Europa si dimentichi della condizione dei rom.
Gellért Rajcsányi - Budapest - 8.7.2006 | Traduzione: Linda Baldessari
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