Il campo comunale di via Bonfadini 39
Di Fabrizio (del 14/12/2008 @ 09:09:19, in casa, visitato 1172 volte)
CityRom ha ripreso la presentazione di alcuni campi sosta
comunali del milanese. Oggi si parla del campo di
via Bonfadini, domani di quello di via Impastato.
(@2008 google - Immagini @2008 digitalGlobe, Cnes/Spot image, GeoEye)
L'"area abitativa comunale per cittadini di origine rom e sinti" di via
Bonfadini occupa un triangolo di 5.000 metri quadrati nei pressi
dell'Ortomercato, i cui lati sono definiti dai binari del passante
ferroviario. Vi si accede con una strada cieca che, dopo aver attraversato
un'area di stoccaggio dell'Ortomercato, passa al di sotto della ferrovia e sbuca
in un'isola tra i binari occupata interamente dal campo. Emergendo dal
sottopassaggio – che è l'unico accesso all'"isola" da quando, qualche anno fa,
due passaggi a livello sono stati eliminati – Milano scompare e ci si trova
improvvisamente in un altro continente. Progettato dal Comune nel 1987 come
"area di sosta attrezzata per roulotte e case mobili", per alcune famiglie di
rom abruzzesi che dagli anni sessanta si erano stabiliti in un terreno nelle
vicinanze, il campo si presenta oggi come uno slum costituito da un denso
agglomerato di case mono-famigliari autocostruite, alcune in muratura, altre in
legno e qualche casa mobile e roulotte. Varcato l'ingresso – costituito da uno
spazio libero che interrompe la schiera di case rivolte verso l'interno del
campo che ne recintano il perimetro, - ci si trova in un villaggio brulicante di
vita. Tra le case e le auto parcheggiate i bambini giocano mentre gli adulti si
dedicano alle più svariate attività: chi aggiusta una motocicletta, chi cucina,
chi pialla in un laboratorio di falegnameria a cielo aperto, chi semplicemente
chiacchiera in gruppo seduto davanti a casa. Dappertutto fervono lavori di
ristrutturazione, manutenzione e ampliamento delle casette. Il disegno delle
piazzole di 200 mq originariamente assegnate ad ogni famiglia per parcheggiare
l'auto e la roulotte o la casa mobile non si riconosce più. Come racconta M. A.-
una giovane abitante del campo in attesa di essere riconfermata mediatrice
culturale dal Comune - non appena il campo comunale fu pronto, nel 1987, e
furono assegnate alle famiglie le piazzole in cui dovevano trasferirsi per
liberare l'area dove vivevano da vent'anni, tutti cominciarono a costruire
casette di legno e da allora nel villaggio i lavori per renderle sempre più
confortevoli non si sono mai interrotti. Il Comune aveva predisposto il campo
come un campeggio, con la possibilità di collegarsi alla rete elettrica e con un
blocco di servizi comuni - gabinetti e docce con l'acqua fredda - ma la maggior
parte delle famiglie ha provveduto in proprio ad allacciare la propria
abitazione alla rete fognaria e all'acqua. Ora quasi tutte hanno l'acqua
corrente e il gabinetto in casa. Secondo le informazioni fornite dal Nucleo
problemi del territorio della Polizia locale, la maggior parte delle costruzioni
abusive sono state condonate per “stato di necessità".
Nel campo vivono oggi 25 famiglie, per un totale di circa 120 persone, tra cui
moltissimi minori. Secondo Valerio Pedroli dei Padri Somaschi, l'associazione
che si occupa di assistenza e mediazione sociale nel campo di via Bonfadini, la
posizione e la struttura del campo ne fanno un ghetto destinato fin dalle
origini ad essere un vivaio di disagio e asocialità. Il tentativo
dell'associazione è quello di mettere in comunicazione il campo e il territorio,
soprattutto attraverso progetti che coinvolgono i bambini del campo che
frequentano le scuole del quartiere e i loro genitori.
M.A.: La mia famiglia è venuta dall'Abruzzo negli anni Sessanta in cerca di
lavoro. I genitori di mia madre in Abruzzo vivevano da sempre in casa, quelli di
mio padre si occupavano di cavalli e si spostavano con la roulotte. Noi non
siamo nomadi, siamo sedentari e ci siamo dovuti costruire da soli questa casa,
con il bagno, la cucina e lo spazio per vivere in sei persone. I bambini vanno a
scuola e hanno bisogno di spazio. Abbiamo già ricevuto una denuncia per abuso
edilizio ma siamo stati assolti perché abbiamo fatto i lavori per necessità, per
avere una casa dove vivere. Ora stiamo facendo altri lavori e abbiamo paura di
ricevere un'altra denuncia. Non capisco perché ci denunciano, noi abbiamo reso
la nostra casa a norma, ora i soffitti sono dell'altezza giusta, l'impianto
elettrico è a norma e abbiamo usato materiali a norma per gli incendi. Qui tutti
sistemano continuamente la propria casa, per renderla più comoda. Fanno il bagno
con l'acqua calda, la ampliano perché i figli si sono sposati. In questo campo
vivono le stesse famiglie che c'erano quando è nato, ma i figli sono cresciuti,
si sono sposati e hanno avuto dei bambini. C'è ancora l'abitudine di sposarsi
giovani - questi che si stanno costruendo la casa qui a fianco hanno vent'anni e
tre figli - e per tradizione la nuova famiglia resta a casa dei genitori dello
sposo. A me piace vivere qui perché sto vicino ai miei parenti e perché ora che
abbiamo sistemato la casa mi trovo bene. Ogni tanto c'è qualcuno che va a vivere
fuori dal campo, in una casa normale, come una ragazza che fa la mediatrice
culturale come me. Ma sembra che il Comune non le rinnovi più il contratto
perché da quest'anno solo chi vive nel campo può fare la mediatrice culturale.
Trovo che sia assurdo: lei al campo conosce tutti, viene sempre, non è
necessario abitare nel campo per fare il lavoro di mediazione culturale. Noi rom
abbiamo la nostra cultura e il nostro lavoro di mediatrici coi bambini che vanno
a scuola, i loro genitori e le maestre è molto importante. La mia collega aveva
un lavoro e poteva pagare l'affitto fuori dal campo e ora che le tolgono il
lavoro che cosa fa? deve tornare ad abitare nel campo?
Valerio Pedroni: Il campo si trova ai margini di una zona storicamente
indigente e disagiata di grandi case popolari. Nella zona più decentrata e
marginale di una zona marginale, chiuso tra i binari della ferrovia. Questo
significa che è destinato all'emarginazione. Tra gli adulti c'é una percentuale
impressionante di persone in carcere o agli arresti domiciliari. C'è una
situazione di povertà non certo materiale, perché a nessuno manca da mangiare,
ma immateriale, di disagio sociale. Nel campo ci sono due tendenze opposte: da
una parte una tendenza centrifuga, che riguarda le donne e i minori che
rifiutano fortemente di vivere in campo e che vorrebbero una situazione
abitativa diversa. Dall'altra una tendenza centripeta, di chi cerca di rimanere
nel campo, un po' perché ha paura di quello che c'è fuori, e il campo diventa
una forma di protezione dai pericoli esterni, e un po' anche perché per certi
versi costituisce una zona franca. Il campo sicuramente favorisce il formarsi di
percorsi devianti e rappresenta un ostacolo alla riuscita un percorso positivo
di uscita dall'emarginazione.
Alcuni degli abitanti del campo ora vivono in case popolari – alcuni le occupano
abusivamente, altri invece ne hanno ottenuta una –, altri hanno provato ad
andare a vivere in una casa popolare, non ci sono riusciti e sono tornati al
campo. Sicuramente il campo, sia per quelli che ci vivono, sia per quelli che
abitano nelle case popolari, costituisce ancora il centro nevralgico della
comunità sociale.
Dal momento che il problema è che questo campo è un esempio di esclusione
sociale allo stato puro e non ha nessun tipo di comunicazione con il territorio,
quello che intendiamo fare col nostro intervento è portare il territorio nel
campo e il campo nel territorio. Il territorio è ossigeno e noi dobbiamo fare in
modo che le due realtà, campo e territorio, si parlino. La prima cosa che
abbiamo fatto è stato conoscere molto bene il territorio - i comitati
d'inquilini, le parrocchie, gli oratori, le varie associazioni di volontariato,
le istituzioni – e cercare di portare gli adulti a usufruire dei servizi che
questo offre, creando alcune prime occasioni di conoscenza reciproca. Nello
stesso tempo stiamo cercando di creare occasioni per portare persone del
territorio all'interno del campo attraverso il volontariato, in modo tale che
questo circuito di ossigeno cominci a funzionare. Lavoriamo molto con i minori e
la scuola: ci sono, tra elementari e medie, circa trenta minori iscritti.
Lavoriamo insieme a due mediatrici culturali del campo e gestiamo uno “sportello
scuola" con alcuni insegnanti delle elementari e delle medie, cercando di
proporre ai minori anche attività extra-scolastiche sul territorio, concertate
insieme alle scuole stesse. E gli adulti, in un certo senso, si ancorano alle
traiettorie dei minori. Per cui, se un ragazzo del campo inizia a frequentare il
doposcuola e conosce un altro ragazzo, le due famiglie riescono a parlarsi più
facilmente. Questo moto che abbiamo cercato di innescare sembra dare i primi
risultati, tenendo conto che siamo in questo campo solo da febbraio. Ma il
percorso evidentemente è molto lungo e il lavoro da fare è con tutte le
istituzioni, il Comune di Milano in primis.
(Il sopralluogo al campo è stato effettuato il 17 ottobre 2008, l'intervista a
Valerio Pedroni il 25 ottobre 2008)
Certo bella storia peccato che i cari e piccoli rom che costruiscono le case abusivamente per "stato di necessità" poi riescono ad acquistare autovetture sempre nuove e di grossa cilindrata addirittura li ho visti con il cayenn e diversi suv. e vorrei sapere come le pagano o come si procurano i soldi....basta con il buonismo ...il campo va chiuso.
Di
Anonimo
(inviato il 10/01/2009 @ 21:14:55)
Occorrerebbe contestualizzare i tuoi appunti. Ad esempio, suv e cayenne li hai visti al campo di via Bonfadini o altrove? Altrimenti si cade nel luogo comune, non trovi? Quanto alla chiusura del campo, non avrei niente in contrario se ci fosse una qualche alternativa. Ma chiuderlo e basta (in via Bonfadini sono tutti Rom cittadini italiani, crea un problema in più invece di risolvere
Di
Fabrizio
(inviato il 05/02/2009 @ 22:41:24)
Caro "amico", solo una considerazione: ho un'attività commerciale vicino al campo nomadi di via Bonfadini, e periodicamente vengo minacciato da questi individui perchè non vogliono pagare. Nel loro campo (abusivo) è un continuo entrare e uscire di auto rubate e smontate, qualche settimana fa un conoscente ha dovuto sborsare 200 euro per riavere il suo motorino, lo spaccio di droga è all'ordine del giorno, a Dicembre la polizia ha arrestato in una baracca un pluripregiudicato latitante.. allora? come la mettiamo? Perchè tutto questo buonismo viene da persone che non hanno niente a che fare con questa gentaglia? Si, perchè di gentaglia si tratta, in un campo nomadi di 120 persone ne lavorano 15 e allora? i soldi per mantenere mercedes, audi etc, dove li trovano? Ma toglietevi le fette di salame dagli occhi e mettiamola di fare i salvatori del mondo... forse ci vorrebbe che qualche pezzo grosso avesse la casa svaligiata dei propri affetti, oppure, meglio ancora, la figlia o la moglie stuprata da uno di loro... chissà forse si muoverebbe qualche cosa... mah, che schifo...
Di
Firmato: un Milanese stanco, molto stanco....
(inviato il 25/02/2009 @ 10:16:03)
Se stiamo parlando dello stesso campo, non è "abusivo" ma un vero e proprio campo comunale. Questo significa che se qualcuno "sgarra" è + facile identificarlo ed arrestarlo, non è una grande consolazione, ma chi ha a che fare con i campi abusivi purtroppo affronta difficoltà anche maggiori. Difficoltà che personalmente comprendo, ma rileggendo il post, vedo che non nasconde la presenza di numerose attività devianti. Rispetto a quello che si può leggere altrove, CityRom ha il pregio (per me) di far presenti le due facce della medaglia Più in generale (anch'io milanese e altrettanto stanco dopo 20 anni di frequenza con i Rom) trovo che per risolvere questi problemi, occorre tenere sempre conto sia di cosa va che di quello che non va.
Di
Fabrizio
(inviato il 25/02/2009 @ 13:07:08)
io sono una ragazza normalissima hi li conosce cresciuta in buona famiglia e all'eta di dicisette anni sono scappaa con uno di loro,non facciamo tutta l'erba e un fascio,volevo solo precisare chesono italiani e che chi è stato li non vuole piu lasciarli per il buon cuore e per la pulizia che hanno chi ha visto lo sa e non giudicate se non avete mai visto!!!
Di
veronica
(inviato il 17/03/2009 @ 11:25:14)
io capisco chi ha paura o chi comunque a di loro dei sbagliati e lo riscrivo sbagliati giudizi,guardiamo in faccia alla realtà tutto mondo è paese e il buono e cattivo è ovunque!!e volevo anche precisare come tanti hanno scritto(parlo per il campo bonfadini) che loro non vivono una realtà diversa dalla nostra hanno solo alcune culture diverse dalle nostre a volte anche meglio delle nostre io parlo perchè ci sono dentro e tante cose le ho costatate,passatevi la mano sulla coscienza non sono loro che evitano voi ma siete voi ad evitare loro!!
Di
veronica
(inviato il 24/03/2009 @ 22:02:57)
ciao sono lucia ho sempre avuto dei pregiudizi nei confronti dei rom,oggi sto facendo la tesi di laurea sui nomadi ho acquisito la consapevolezza che ogni individuo ha la pripria individualita' e il buono e il cattivo lo trovi ovunque senza differenza di razza sesso estrazione sociale fortunatamente ho conosciuto persone splendide mi dispiace per te milanese stanco VERGOGNATI
Di
lucia
(inviato il 25/03/2009 @ 16:39:08)
ciao lucia sono veronica sai anche io avevo dei brutti pregidizi sui rom ma dal 2001 che sono anche io in mezzo a loro ti posso garantire che è come scrivi e come la pensi tu ogni mondo è paese e cè il bravo e cattivo ovunque!!brava lucia sono contenta che non tutti siamo uguali!!e che anche tu la pensi come noi,l'esempio del milanese stanco capisco potrai essere arrabbiato,poi dovremmo constatare veramente quello che è successo,ma il male non si augura a nessuno neanche al peggior nemico perche si dice chi vuole il male degli altri se lo ritrova dietro la porta!!!!!!!!!!!!
Di
veronica
(inviato il 29/03/2009 @ 14:38:43)
ciao fabrizio sono veronica vedo che tu sei molto a favore dei rom volevo dirti che se vai su yuo tube e inserisci mi sun romanes escono delle cose assurde fra l'altro su ce gente e parenti miei del campo di via bonfadini e dicono che loro violentano i figli tutte ose brutte di loro perchè inventano cose di questo genere ma che film vedono che guardassero un po meno la tv e piu la vita reale perchè siamo tutti uguali e chi dice che loro vivono un'altra realtà mi sa che loro ancora non hanno capito dove vivono!chi dice che loro non riescono ad integrarsi e la gente ignorante che non li fa integrare no loro!!io non sono zingara ma sono sposata con uno di loro o due figli ed è il miglior padre di questo mondo!!se volete fate tutte le domande di questo mondo e io saro ronta a rispondervi!!!
Di
veronica
(inviato il 15/05/2009 @ 14:35:49)
Ciao Veronica, Immagino che tu ti riferisca al film MI SUN ROMANES, non sapevo che fosse anche su youtube. Conosco il film e gli autori e mi sembra molto rispettoso e veritiero, tra l'altro gli interpreti sono proprio alcuni Rom che vivono in via Bonfadini. Penso (dimmi se mi sbaglio) che il problema che dici sono i commenti di gente che parla senza conoscere. Ma questo è un problema che trovi dappertutto. Se sei d'accordo, possiamo invitarli a vedere di persona come vivete.
Di
Fabrizio
(inviato il 15/05/2009 @ 14:58:16)
perche no quando vuoi vi ci porto stesso io ci diamo un appuntamento e una volta visto credimi si cambiera idea.si su quei video addirittura c'è mio cognato ma la cosa che mi da i nervi è che loro non violentano i figli e sul quel video se non ho sbagliato a capire dice quello.io lavoro con il mio compagno e lui fa parte di loro siamo persone oneste ma il buono e il cattivo è ovunque non solo li. dimmi quando vuoi incontrarmi per andare li aspetto una tua risposta anche perche ho sentito che da li il campo vogliono spostarlo ciao aspetto un tuo incontro
Di
veronica
(inviato il 30/05/2009 @ 00:38:35)
fabrizio sono sempre io veronica visto che settimana prossima lavoro il mattino tranne venerdi dimmi dopo le due e trenta quando vuoi incontrarmi e porta chi vuoi che li faremo ricredere di quello che si pensa ciao ciao
Di
veronica
(inviato il 30/05/2009 @ 00:49:52)
Ciao Veronica, Sinceramente non mi sembra che il film parli di violenza sui bambini, ma l'ho visto tanto tempo fa. Mi piacerebbe tornare in via Bonfadini, l'ultima volta ci sono stato 14 anni fa per un giornalino scolastico che aveva una redazione di Rom (http://www.sivola.net/rom.htm#news) Vediamo se qualcuno, invece di fare l'anonimo su Internet, vuole provare a conoscere di persona e dialogare con i diretti interessati. Potete contattarmi su info@sivola.net
Di
Fabrizio
(inviato il 30/05/2009 @ 00:57:19)
Ciao Veronica, ciao Fabrizio e ciao a tutti. Io sono stata molti anni fa in visita al campo di via Idro (Fabrizio lo sa). Mi piacerebbe ritornare lì e andare a visitare altri campi di Milano. So poco, pochissimo della cultura rom. Sarei felicissima, col vostro aiuto, di saperne di più.
Di
stefania
(inviato il 31/05/2009 @ 12:56:56)
io sono una gagi sono scappata 8 anni fa con un rom so tutte le loro culture parlo come loro ho vissuto fino a 4 anni fa come loro e ne sono ancora tutt'oggi fiera loro rispetto a noi hanno le loro dignità tengono a tante cose che noi purtroppo non teniamo comunque sarei fiera di potervi accompagnare personalmente al campo bonfadini portarvi a casa di mia suocera e parlare con voi di quello che uno può pensare al di fuori di li ciao da veronica
Di
veronica
(inviato il 05/06/2009 @ 01:12:20)
ciao stefania chiedimi quello che vuoi e io sarò pronta a risponderti io la penso come pensate voi ma so anche come pensano e vivono loro ciao da vero
Di
veronica
(inviato il 05/06/2009 @ 01:18:45)
ciao stefania domani contattero fabrizio e gli daroappuntamento per farlo venire al campo bonfadini contattalo tu sul suo sito che a scritto nei messaggi precedenti scusate se non mi sono fatta sentire prima ma o lavorato tantissimo e fra casa lavoro e figli sono pressissima ciao a presto da vero
Di
veronica
(inviato il 09/06/2009 @ 23:22:40)
Ciao Veronica, non preoccuparti per il ritardo. Come vedi anche io non sono proprio puntuale. fabrizio mi ha avvisata. Io sono in partenza e rientro a Milano a fine giugno. Direi che potremmo combinare in quel periodo, se per voi va bene. Grazie mille per la disponibilità
Di
stefania
(inviato il 10/06/2009 @ 07:22:22)
ok allora contatterò fabrizio giusto per dargli il mio recapito poi ci conosceremo a fine giugno ciao
Di
veronica
(inviato il 11/06/2009 @ 00:10:34)
Disclaimer L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione. Attenzione: occorre qualche secondo perché il commento sia visualizzato.
|