"Tanti paesi abbandonati: mandateci lì"
Di Fabrizio (del 27/08/2007 @ 09:29:43, in casa, visitato 2663 volte)

di Vincenzo Galiano
CASONI di Vegni, Avi, Casissa, Noci, Canate di Marsiglia. Nomi di antiche
frazioni abbandonate, tutte più o meno sperdute tra i monti. Impropriamente
qualcuno li chiama paesi, ma sono piccoli agglomerati di case in pietra, in gran
parte diroccate. Testimonianza di un passato rurale che potrebbe tornare a
vivere se le istituzioni dessero corpo alla proposta lanciata al SecoloXIX da
Edin Hrustic, portavoce dei rom slavi dell’ex campo nomadi della Foce e, oggi,
inquilini delle case popolari di Comune e Arte. «Perché si chiede Hrustic non
dare la possibilità di ripopolare le piccole località disabitate dell’entroterra
agli zingari che stentano a integrarsi o accettano con difficoltà la vita nei
condomini?». «Io stesso continua Hrustic, dipendente di una ditta che effettua
servizio di rimozione delle auto con carroattrezzi prenderei in considerazione
l’idea di ristrutturare, anche tramite mutuo, un vecchio rustico abbandonato. I
lavori di recupero potrebbero essere eseguiti direttamente dagli stessi zingari
con l’aiuto delle amministrazioni pubbliche.
Il vantaggio sarebbe una vita più autonoma e all’aria aperta: quella che, in
fondo, manca a molti di noi». Questa potrebbe anche essere la soluzione per dare
un tetto alle decine e decine di rom romeni che stazionano a Genova in
accampamenti abusivi privi di tutto, a rischio di incidenti ed epidemie. Tanto
più che il lavoro nei campi, la manutenzione dei giardini e la pulizia dei
boschi erano tra le attività tradizionalmente praticate dai rom sotto l’ex
regime di Ceausescu.Ma quanto è praticabile l’idea di affidare agli zingari il
compito di rivitalizzare remoti presidi montani? L’ipotesi non piace ai
volontari della Comunità di Sant’Egidio, da sempre impegnata in prima linea
nell’aiuto ai nomadi divenuti stanziali. «Isolare queste persone non è certo il
modo migliore per favorirne l’integrazione e sarebbe un passo indietro rispetto
al lavoro di tutti questi anni», osserva Claudio Bagnasco, tra i responsabili
dell’assistenza ai rom in seno all’associazione no profit di ispirazione
cattolica.
Sulla carta, l’operazione sembrerebbe fattibile. Perché sono diversi i borghi
fantasma dell’entroterra e, appunto, perché l’ipotesi non pare sgradita agli
stessi rom, slavi e romeni. Ovviamente, non mancano gli ostacoli. Il primo
riguarda la difficile accessibilità dei paesi abbandonati. Per esempio Noci, un
pugno di case disabitate da decenni nei pressi dell’omonimo invaso che alimenta
l’acquedotto comunale e non lontano da Montoggio, è raggiungibile solo
attraverso una pessima strada sterrata, preferibilmente a bordo di una jeep. «E
pensare che Noci è forse il posto meno isolato», dice Marco Balostro,
escursionista appassionato di fotografia, che, insieme a Davide Pambianchi,
fotoreporter del Secolo XIX, ha documentato l’abbandono di cinque antichi
insediamenti tra la Provincia di Genova e il Basso Piemonte. Luoghi come Avi,
vicino a Roccaforte ligure, Rivarossa e Casoni di Vegni, tutti in Valborbera,
provincia di Alessandria. E frazioni che gravitano su Genova, quali Casissa,
valle di Vobbia, alle spalle di Ronco Scrivia, dove si è conservata intatta
un’antica chiesa. O come Lavazzuoli, in Valbrevenna. Canate di Marsiglia, in
alta Valbisagno, è un’altra frazione abbandonata che, però, ha il pregio della
vicinanza alla città.
«Comunque conclude Balostro in tutte queste località, soprattutto d’inverno, la
vita è dura. Non a caso ’60, gli insediamenti più disagiati si sono spopolati
nel giro di poco tempo». Infatti, il portavoce dei rom”sfrattati” dall’ex campo
di via dei Pescatori pensa a sistemazioni meno avventurose: «Ho notizie dice
Hrustic di ruderi abbandonati sopra Sestri, sul monte Gazzo e nelle vicinanze
della discarica di Scarpino». Nelle località Cassinelle e Bianchetta
effettivamente esistono modeste dimore in disuso. A Panigaro c’è una vecchia
fabbrica di mattoni, accanto a una cava. Potrebbe essere adatta a diventare
quell'asilo notturno per romeni senza tetto prima ipotizzato e, poi,
ufficialmente accantonato dalla giunta Vincenzi? «Non penso proprio sbotta
Stefano Bernini, presidente Ds del municipio Medio Ponente Sapete quanto costa
la bonifica di una vecchia cava?». Hrustic non si fa illusioni: «I tentativi dei
romeni di riutilizzare case o vecchie fabbriche fuori dai centri abitati sono
falliti per l’opposizione della gente del posto. Per quanto mi riguarda, sto
bene nella casa popolare e posso benissimo rimanerci. I problemi riguardano solo
pochissimi rom. E non è vero che siamo morosi: quelli che erano in ritardo coi
pagamenti, hanno cominciato a mettersi in regola».
bella idea... proprio.
peccato che io, italiano senza prima casa, stia da anni cercando di fare lo stesso, ma i prezzi dei rustici sono tutt'altro che abbordabili - in Liguria non so - ma in Toscana se ne trovano solo in Lunigiana e comunque a prezzi folli, min 30.000 per autentici RUDERI con una quarantina di pietre in piedi. senza contare il fatto che si deve accendere un mutuo per ristrutturare, SENZA CONTRIBUTO ALCUNO DALLO STATO e con vincoli vergognosi (no ampliamenti, no impiego di prefabbricati pur di ottima qualità e autosufficienza ambientale e resa estetica...). vincoli idioti imposti dalle regioni che guarda caso stanno ostacolando il governo nell'unica iniziativa sensata, per mantenere il controllo del territorio in nome di non si sa quale malintesa e inutile conservazione. nei fatti le regioni e i comuni stanno mettendo ogni bastone possibile fra le ruote anche ai tanti italiani che intendono ripopolare la montagna e devono sostenere DA SOLI tutte le spese + oneri + mancanza di sgravio per prima casa perché fabbricati accatastati male, come depositi (C2...) ecc....
no, i Rom non sono i soli ad averci pensato.
per dare nuova vita ad un paese occorrrre di tutto sia laureati che altro esempio artisti che vogliono vivere nuove esperienze e a contatto con natura per trovare nuove idee e anche gente che possa fare un po di tutto io ho 55 anni e se volete mi ofro volontario per dare una mano sono un pittore ho esperienza di falegnameria elletricista e muratore ex sottoufficiale di marina so usare un pc e di idee ne ho tante la mia eimel e rosolino1@virgilio.it
Di
nicola
(inviato il 06/05/2009 @ 20:20:43)
Ciao a tutti, mi chiamo Sabina e sono laureata in filosofia. Anche mio marito, fotografo, ed io abbiamo pensato a riportare alla vita qualche paese abbandonato in Liguria e volevamo contattare la Regione per sapere come si può fare.L'idea è nata da pochissimo, ma ci piace e crediamo che sia fattibile. Noi ci mettiamo all'opera.
Di
Sabina
(inviato il 01/08/2009 @ 15:10:06)
certo che qui in italia si va sepre a contrario prima di noi vengono gli stranieri ci sono migliaia di famiglie compreso la mia che sta a casa in affitto e che stenta ad andare avanti. perche non dare la possibilita a noi prima di loro no?tutta sta gente e qui solo per prenderci per il c..... vediamo le proprieta che hanno al loro paese sicuramente ne hanno tante .com io vedo che vengono prima loro che noi
Di
salvatore
(inviato il 14/10/2009 @ 14:51:20)
Perchè gli immigrati che vengono dall'africa o dal bangladesh, che sono ciè di norma più poveri dei Rom, LAVORANO mentre gli zingari rubano o chiedono l'elemosina? Non capisco... Volete forse dirmi che per un africano nero e assolutamente povero è più facile trovare lavoro che non per uno zingaro magari italiano e certamente più ricco?
Ma fatemi il piacere, DOVETE LAVORARE! Dovete mettervelo in testa, DOVETE LAVORARE COME TUTTI!
Di
Compagno anti-rom! W Lenin abasso i parassiti!
(inviato il 16/10/2009 @ 13:18:24)
ascolta compagno anti rom chi dice che gli zingari rubano o chiedono elemosina?! ma perchè quelli di colre non vendono roba rubata? li vedi in tutti i mercati a vendere roba contrafatta perchè parlate solo di zingari?io sono sposata con uno zingaro italiano entrambi lavoriamo io se proprio lo vuoi sapere sono responsabile di un reparto in un noto supermercato e non sono sposata con uno zingaro?!?!fiera di esserlo!!!!e mio marito ZINGARO fa il camionista trasporta merce per il supermercato ricorda che non tutti sono uguali!!e mio marito NON è l'unico lavoratore! chi è pasticcere chi fa il facchino non tutti sono ladri!!!!!!e i più ladri è la gente che si spaccia per onesta!!!!!anche fra di noi cè il ladro e cè il lavoratore,cè il buono e il cattivo,cè l'onesto e il bugiardo!!!TUTTO MONDO è PAESE!!!siamo tutti uguali! affacciati dalla finestra di casa tua e guarda un pò in faccia alla realtà!!NON CONDANNIAMO SOLO GLI ZINGARI SIAMO TUTTI FATTI DELLA STESSA PASTA!!!!!da vero
Di
vero
(inviato il 16/10/2009 @ 21:20:02)
sempre a te compagno anti rom dimenticavo di dirti che la gente razzista è mal vista ma non solo da me!la frase che hai scritto in finale DOVETE LAVORARE...firmato compagno....abbasso i parassiti sappi che l'unico parassita in questo caso sei solo tu!!!!mi dispiace anche dirtelo ma sei veramente un gran RAZZISTA!!!comunque quando scrivi alcune cose pensaci perchè se tu non conosci e non hai mai visto NON PUOI permetterti di giudicare grazie!!!!!!!
Di
vero
(inviato il 16/10/2009 @ 21:36:30)
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