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Messico
Di Fabrizio (del 02/08/2007 @ 09:29:07, in Kumpanija, visitato 362 volte)

Da Mundo_Gitano

Por: LORENZO ARMENDARIZ GARCÍA**

Quando inizia ad interessarmi nel sorprendente mondo dei Gitani messicani, a provare a recuperare le orme di mio nonno, "el Hungaro", che conobbi pochissimo, il destino mi condusse verso la famiglia Costich, che amo e rispetto come il mio proprio sangue. A partire da quel momento mi introdussi in un universo di viaggi, storie ed esperienze che mi hanno  segnato per la vita.

I forti legami emotivi che mi uniscono a varie famiglie Gitane mi hanno permesso di ascoltare narrazioni dalla loro viva voce, che costituiscono la storia orale di questo popolo. Nel contempo, le mie lunghe visite a diversi accampamenti han reso possibile conoscere la quotidianità dei rappresentanti della vita Gitana.

I Gitani han saputo adattarsi alla cultura messicana e alcune icone nazionali sono presenti nelle loro case. Il 6 gennaio i Gitani Ludar commemorano i loro defunti ed iniziano l'anno nuovo. Durante la Settimana Santa, i Ludar non lavorano, si aiutano però vendendo salvavita e palle sulla spiaggia. Montano anche piccoli trucchi visuali.

Anche se è difficile precisare con esattezza in quale anno arrivarono in Messico le prime migrazioni di Gitani, probabilmente alla fine del secolo XVI e poi durante i primi anni delle loro conquiste in America, tanto la Spagna che il  Portogallo cominciarono ad espellere verso le nuove colonie i gruppi di Gitani che vagabondavano nelle terre europee. Molti di questi Gitani erano di origine ungarica, dato che in quel periodo il vasto impero spagnolo comprendeva le terre austriache. La presenza Gitana più antica in America di cui si ha conoscenza proviene dal Brasile e data 1574. Mi consta che il popolo Gitano si trova oggi principalmente in Argentina, Perù e Brasile, però anche in Colombia, Uruguay, Cile, Guatemala, El Salvador, Honduras, Puerto Rico ed in misura minore a Cuba.

Le prime testimonianze sulla presenza Gitana in Messico di cui ho notizia, appaiono nelle note di Albert Guilliam, viaggiatore statunitense che percorse tra il 1843 e il 1844 il nord e il centro del Messico e menziona i Gitani commercianti che giravano il paese. Anche il norvegese Kart Lumholtz ne allude nella sua opera "El México Desconocido":

"Mi sorpresero all'improvviso le allegre chiacchiere e lo strano aspetto di un gruppo di gente dai lunghi capelli sciolti che stavano bagnando alcuni grandi cavalli [...] L'occupazione principale degli uomini è di calderai [...], inoltre commerciano cavalli [...] Molti erano bosniaci e non mancavano alcuni turchi e greci che portavano orsi e scimmie, però la maggioranza erano originari dell'Ungheria, ungari vengono chiamati in tutto il Messico. Molti parlano bene l'inglese e il francese, ed uno di loro mi disse che suo padre conosceva il mio paese"

In effetti, in Messico, al pari di molti paesi dell'America Latina, li si conosce col nome generico di "húngaros" perché considerati originari di questo paese, però la loro vera origine è nel nord dell'India.

L prima grande migrazione documentata in Messico si da a partire dal 1890 e proviene principalmente dall'Ungheria. Più in là arrivarono gruppi rumeni con l'intenzione di entrare negli Stati Uniti. Un'altra grande ondata di migrazione avvenne tra il 1920 e il 1926, a causa del razzismo contro questo popolo che si intensificò dopo la I guerra mondiale. Si trattava di famiglie polacche ed ungheresi che decisero di cercare la fortuna negli Stati Uniti, molte delle quali si fermarono in Messico. Pochi anni prima, altri Gitani russi avevano fatto lo stesso fuggendo dai moti rivoluzionari. Dato che il Messico aveva al tempo una politica immigratoria abbastanza flessibile ed accoglieva senza discriminazioni qualsiasi straniero, le famiglie Gitane arrivavano dalla Francia in Messico passando da Cuba. Queste facilitazioni terminarono con la promulgazione della legge sull'immigrazione nel 1930, con la quale venne limitato l'ingresso nel paese di perseguitati politici ed esiliati.

In Messico vivono pochi Gitani di origine spagnola, la maggioranza arrivarono da Ungheria, Polonia, Grecia, Bosnia, Yugoslavia, Turchia, Francia e Romania. Il Gruppo maggioritario è quello dei Rom, diviso in clan e sottogruppi principalmente di Kalderash, Husos, Grecos, Xoraxai, Xoropesti y Hungaresdos. Parlano il romaní, lingua imparentata col sanscrito ed arricchita con prestiti dialettali di altri idiomi. Vivono stabilmente nelle grandi città e centri mercantili, intraprendendo senza dubbio lunghi viaggi col pretesto di strategie commerciali, però la vera ragione è la nostalgia per il viaggio stesso. I rumanos son Ludar e parlano rumeno antico, anche se le nuove generazioni hanno perso completamente questa lingua. Son nomadi, anche se qualcuno mostra l'intento di stabilizzarsi, però la tentazione di mettersi in cammino è più forte di qualsiasi comodità della vita sedentaria. I Ludar chiamano Gubert i Rom e questi a loro volta si riferiscono ai Ludar come Boyhás, ed entrambe si autodenominano "paisanos" per differenziarsi dai non-Gitani.

A parte le loro affinità, i Rom e i Ludar marcano le loro differenze. Senza dubbio, mantengono relazioni commerciali e di mutuo aiuto. Per riferirsi ai non-Gitani, i Rom li chiamano gadye ed i Ludar nians, nel caso maschile, e surva al femminile.

Il matrimonio avviene generalmente tra membri dello stesso gruppo, però son possibili matrimonio tra un uomo Rom ed una donna Ludar ed il matrimonio con donne non Gitane, mentre è quasi inesistente quello tra un non-Gitano ed una donna Gitana.

Ambedue i gruppi professano principalmente la religione cattolica, anche se è importante la presenza della chiesa ortodossa ed evangelica La Vergine di Guadalupe è la patrona dei cattolici, e Malverde, bandito convertito in santo il cui santuario si trova a Culiacán, Sinaloa, è molto popolare tra i Gitani viaggianti del nordovest del paese. Nonostante l'essere cattolici, molte delle celebrazioni importanti come il battesimo o il matrimonio avvengono con i vecchi costumi. Quello che per molti sarebbe superstizione, per loro sono codici che rispondono al non detto, ad azioni senza spiegazione verbale che devono compiersi perché l'ordine delle cose continui secondo il suo passo. Queste azioni si portano col sangue ed iniziano da quando si nasce, così molti gruppi non tagliano i capelli del neonato prima del battesimo. Inoltre si evitano i fiumi ed i cimiteri, perché possono danneggiare il bebé. Come protezione bastano una tirata d'orecchi ed un buffetto. Ci sono cose che non si menzionano perché causano dolore, come i defunti e le disgrazie. Quello che si deve fare o dire regola ogni atto del Gitano. Durante il battesimo i padrini depositano una moneta sotto il bambino mentre lo vestono e lo cullano. Questa moneta sarà conservata per sempre. Tutto questo è diretto alla buona sorte, che sia protezione, salute o denaro.

Il commercio è fondamentale per la terza premessa. Durante i loro primi anni dell'arrivo in terra americana furono commercianti ed esperti nel lavoro dei metalli, principalmente i Kalderash o “Caldereros”. I Ludar hanno un'antica tradizione di artisti e la loro principale attività è sempre stata lo spettacolo artistico.

Però quando in Messico arrivò il cinema, tanto i Rom che i Ludar si trovarono di fronte al progresso. Il cinema ambulante fu per entrambe i gruppi la principale attività economica per varie generazioni. Questa nuova scoperta fu portata nei posti più reconditi, prima con muli e carretti e dopo con veicoli motorizzati. Con loro viaggiava il progresso, e le popolazioni rurali conoscevano, a parte il cinema, anche l'energia elettrica generata da piccoli impianti. Senza rendersene conto, i Gitani cominciarono a far parte della storia culturale del paese. Gli anni '50, '60 e '70 del secolo passato costituirono gli anni d'oro del cinema ambulante. La decadenza di questa attività data alla fine degli anni '80 del secolo scorso, con l'introduzione degli apparati video e delle antenne paraboliche nella provincia messicana. A partire da questo momento fu necessario trovare alternative economiche. I Rom si inclinarono alla riparazione di macchinari e principalmente alla compra vendita di automobili. Invece, i Ludar recuperarono l'antica vocazione e convertirono le tende da cinema in teatri ambulanti dove dispiegare le loro doti di maghi, fachiri, illusionisti, pagliacci, imitatori e qualsiasi altra manifestazione artistica di moda.

Le strategie economiche dei Ludar sempre si sono incamminate verso le attività che permettano loro di continuare la transumanza. E' la loro ragione di vita, per cui il destino ed il motivo non sono importanti, ma il pretesto del viaggio. Mettere a dura prova il cammino fortifica l'animo e non esiste piacere uguale al vincere la routine. Quando viaggio con le carovane condivido la stessa sensazione di affrontare l'imprescindibile, che soccombe di fronte al potere dell'improvvisazione. Paesaggi che si trasformano costantemente e che senza dubbio sono familiari e vicini. Le notti al cielo aperto premiano la fatica della giornata e propiziano il racconto di nuove esperienze che diventeranno parte della storia di questo popolo. Non esiste limite alla creatività, così uomini, donne e bambini risolvono qualsiasi imprevisto in maniera spontanea. La notte, col suo silenzio interrotto da una voce che annuncia la prossima pellicola od il seguente artista, propizia la libertà che risiede in un cielo popolato di stelle e pareti che si spingono sino all'orizzonte.

Con la loro capacità naturale di adattarsi alle condizioni di ogni paese, tanto i Rom che i Ludar fronteggiano i movimenti economici del Messico, risolvendo con il loro istinto peculiare le vicissitudini dei cambi politici. Ambedue i gruppi appartengono a questa terra e formano parte intrinseca della cultura messicana, in un paese che ha permesso loro di essere liberi, condizione che forma parte indissolubile della sua idiosincrasia.

* Artículo originalmente aparecido en: Nacional Geographic en Español. Abril de 2001. Pp. 102-109.

** La búsqueda de sus ancestros Gitanos llevó a Lorenzo Armendáriz García a emprender un constante ir y venir que es parte esencial de la naturaleza de este pueblo. Gracias al apoyo y la beca que recibió de las organizaciones mexicanas FONCA y PACMYC, pudo recorrer gran parte de México y ha logrado recabar un registro fotográfico y cultural invaluable. Sus esfuerzos han sido recompensados, pues fue invitado por la Unión Romaní Internacional (IRU, por sus siglas en inglés) a participar en el Quinto Congreso Internacional del Pueblo Gitano como delegado en julio de 2000, y en la formación del Parlamento Gitano

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