Rom e Sinti da tutto il mondo

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Di Fabrizio (del 22/02/2009 @ 09:13:31, in Kumpanija, visitato 1800 volte)

Da Roma_Daily_News

Rapporto Ufficiale:

[...] Comunichiamo ai nostri fratelli ed anche a chi stima la nostra cultura, che abbiamo istituito un'associazione che lavorerà per il riscatto, la valorizzazione ed il mantenimento della cultura zingara (Romanipen).

I nostri principali punti d'interesse saranno: la danza, la musica e la lingua.

In Brasile i gruppi zingari affrontano ancora molti problemi, come il pregiudizio, per esempio. Ci sono ostacoli alla cittadinanza (documenti di identificazione civile), alla salute pubblica ed all'insegnamento. Inoltre, le difficoltà relative esistono riguado all'inclusione sociale e culturale ed al preservarsi delle tradizioni, delle pratiche e del patrimonio culturale. Di fronte ad un simile quadro la Embaixada Cigana do Brasil Phralipen Romani lavorerà per cambiare questo lamentevole scenario.

Nicolas Ramanush
Presidente
Embaixada Cigana do Brasil Phralipen Romani
gitanobaro@hotmail.com

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Di Fabrizio (del 21/02/2009 @ 09:27:19, in lavoro, visitato 1280 volte)

Roma, 19 feb - Tempi duri per i giostrai e per i circhi equestri nel Lazio. Anche se una legge dello Stato prevede una serie di norme volte a sostenere e agevolare l'arte dello spettacolo viaggiante, l'etnia Sinti, che da secoli e' la principale titolare tali mestieri ambulanti, lamenta l'assenza di spazi idonei per vivere e lavorare. E' quanto e' emerso oggi nel corso dell'audizione in Commissione Lavoro e Politiche sociali del Lazio, presieduta da Peppe Mariani (Lista civica per il Lazio), alla quale ha partecipato una numerosa delegazione di Sinti, guidata da Massimo Converso, presidente dell'Opera Nomadi, ente morale istituito con decreto del 1970.

Circa mille nel Lazio, di cui la meta' a Roma, i Sinti sono originari dell'India come i Rom. Presenti in Italia fin dal XV secolo, si tramandano di padre in figlio soprattutto i lavori legati all'arte circense (tra i piu' famosi circensi italiani di origine Sinti, gli Orfei e i Togni) e il mestiere di giostraio. I comuni, per legge, dovrebbero rendere disponibili apposite aree per le istallazioni delle attivita' dello spettacolo viaggiante e dei parchi di divertimento, ma, come ha riferito il presidente dell'Opera Nomadi nel corso dell'audizione, cio' nel Lazio non sempre avviene. Nel corso dell'audizione e' stata evidenziata l'esigenza di microaree per famiglie allargate, piu' funzionali alle esigenze di vita e di lavoro dei Sinti, oggi concentrati in grandi insediamenti, come quello di San Basilio a Roma, e coinvolti dai recenti provvedimenti per i campi rom.

Converso ha riferito anche della doppia vaccinazione effettuata recentemente a circa duecento bambini e delle pessime condizioni di vivibilita' dell'insediamento di Ciampino.

''Ci attiveremo subito con le Asl per avere il rapporto sulle persone vaccinate - ha detto Mariani nel tirare le somme - E' un segnale inaccettabile per la salute pubblica.

In questi giorni ci sono stati casi terribili associati ai campi rom''.

res/sam/rob

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Di Fabrizio (del 21/02/2009 @ 09:15:52, in media, visitato 1861 volte)

Da Roma_ex_Yugoslavia

Ieri (15 febbraio 2009), la STV (Televisione Serba) ha trasmesso un documentario abbastanza lungo dedicato agli orsi ballerini in Serbia. L'idea di partenza era rispettabile, promuovere l'azione della branca bulgara della OnG austriaca Vier Pfoten (Ita. Quattro Zampe, Bulg. Четири Лапи) di soccorrere tre orsi, che sono stati letteralmente torturati durante decenni per farli ballare,e fornire loro corrette condizioni di vita per gli ultimi anni delle loro vite. I nomi dei tre orsi sono: Marko, Kasandra e Milena, da Požarevac e Kuševac (Serbia meridionale).

Tutto apprezzabile eccettuato il fatto che il commentatore ha insistito per tutto il tempo che gli addestratori degli orsi fossero Rrom - che è una calunnia, dato che i proprietari e gli addestratori nel documentario erano tutti di etnia rumena (più precisamente Moeso-Rumeni: Rumeni autoctoni della Serbia meridionale, in serbo "Vlasi" o "Karavlasi"). E' gente davvero miserabile, illeterata e arretrata, ma miseria, illeteratezza e arretratezza non si convertono per forza in "Zingari". Sono rumeni, parlano rumeno (e serbo), non il romanes, vivono in aree rumene, non si sposano con i Rrom, quindi perché mai devono essere etichettati come Zingari nel film, incluso da Acković (un politico e giornalista serbo) in un'intervista? Soltanto perché incontrano il cliché (non la realtà) degli "Zingari"?

Gli addestratori d'orsi Moeso-Rumeni sono ben conosciuti nella regione come crudeli e senza pietà verso i loro animali, [...] mentre gli addestratori Rromani, com'è evidente in Macedonia, Bulgaria, Grecia, Turchia, ecc..., trattano i loro orsi come grossi gatti, con pazienza e conoscenza della psicologia animale riconosciuta. L'opposto degli addestratori rumeni d'animali.

Inoltre, il film è molto impressionante, con sequenze di crudeltà contro questi animali e lascia un marchio potente e definitivo di odio contro i "criminali Zingari" nella mente di migliaia di bambini, che hanno visto il programma domenica pomeriggio alla TV. Questo è uno dei modi in cui l'antiziganismo viene costruito poco a poco nelle giovani generazioni in diversi paesi. So che sarà difficile proibire il film o chiedere al produttore di cambiare il commento, ma è un'azione che vale lo sforzo.

Musko, iz Srbije

ternikano_berno@yahoo.fr

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Di Fabrizio (del 21/02/2009 @ 09:06:04, in Europa, visitato 1562 volte)

Da Czech_Roma

Praga – 17.2.2009 – All'inizio di febbraio l'OnG Zvule Prava ha aperto il suo numero d'aiuto telefonico per i Rom nella Repubblica Ceca. La linea d'aiuto fornisce assistenza in caso di discriminazione illegale e altri crimini. E' parte del progetto "Ma den pes!" (Non arrendersi!)

La linea d'aiuto [...] dice come procedere per difendere i propri diritti. Ci si focalizza particolarmente sulle vittime Rom (non soltanto quanti vivono in località socialmente escluse). Inoltre appoggia metodicamente le OnG che aiutano i Rom socialmente svantaggiati.

[...] Nei casi estremi che coinvolgono problemi sistematici con un più ampio impatto sociale, Zvule Prava fornisce ed organizza aiuto legale per le vittime (anche per compilare documenti legali ed agendo come rappresentante legale per il cliente nei casi selezionati).

Zvule Prava inoltre usa la propria esperienza con i clienti per fornire consigli e sviluppare linee guida sistematiche per le istituzioni statali nell'area della non-discriminazione.

Zvule Prava lavora per difendere e promuovere l'accessibilità universale ai principi basici della democrazia e sulle norme di legge. Il progetto è finanziato dal Ministero degli Interni.

Contatti:
Ma den pes
Linea di aiuto telefonica per le vittime di discriminazione
Tel: 222 589 589
Opera giornalmente dalle 9.00 alle 17.00
www.madenpes.cz
E-mail: madenpes@zvuleprava.cz


For more information, please contact Veronika Kristková or Jan Stejskal at: 420 777 220 503.

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Di Fabrizio (del 20/02/2009 @ 09:46:00, in blog, visitato 1612 volte)

Il blog di Stefania Ragusa, dopo la segnalazione di settimana scorsa, torna sul caso Giovanna Reggiani

Leggo su Redattore Sociale e riporto testualmente:

Nel pieno della campagna mediatica sui rom seguita all'assassinio di Giovanna Reggiani, a Firenze la comunità valdese, cui la famiglia appartiene, si dedicava in silenzio a un progetto per la scolarizzazione dei bambini

FIRENZE – Mentre in Italia si scatenava la campagna mediatica sull’immigrazione romena, indicata dai politici come pericolosa per l’ordine pubblico, a Firenze prendeva corpo un progetto di dialogo con le comunità rom arrivate dalla Romania. Succedeva all’indomani della morte di Giovanna Reggiani, aggredita a Roma da un cittadino romeno il 30 ottobre del 2007. A portare avanti il progetto la comunità valdese, cui la famiglia Reggiani appartiene. Oggi è Paola Reggiani, sorella minore di Giovanna e diacona presso la Chiesa valdese di Firenze, a raccontare al giornalista Lorenzo Guadagnucci, dalle pagine di "Lavavetri" (edito da Terre di mezzo), quel tentativo di rispondere all’estrema violenza con l’accoglienza e il dialogo.

E’ stata Patrizia Barbanotti De Cecco ad avere per prima l’idea di incontrare i rom, proprio come "reazione al lutto e alla sensazione terribile che provavamo ogni volta che il nome della sorella di Paola veniva associato al discorso politico sul pacchetto sicurezza. Questo abbinamento era una costante e creava un’atmosfera inquietante, un atteggiamento repressivo nei confronti dei rom e dei cittadini romeni". Così alla comunità valdese è stata proposta l’idea di un progetto di scolarizzazione per i bambini rom romeni, "proprio perché apparivano come altre vittime del fatto terribile che era successo". La Chiesa ha accettato all’unanimità, e anche Paola si è detta d’accordo: "Da parte mia non c’è stato mai nessun pensiero contro".

Ma nel passaggio dall’idea alla realtà sono emersi i problemi. Così il progetto iniziale è fallito, ma non tramontato. Innanzitutto, il campo abusivo dell’Osmannoro, alla periferia di Firenze, scelto per il progetto, è stato trovato in totale isolamento e abbandono. "Io mi ero bevuta tutte le storie che si raccontano sui rom – racconta Patrizia - e sui loro bambini, e cioè che i genitori, anziché mandarli a scuola, preferiscono portare i figli a mendicare…E’ una cosa assolutamente falsa". Ma a cui si finisce per credere acriticamente perché ripetuta all’infinito. Invece i bambini hanno voglia di andare a scuola e per farlo sono disposti a grandi sacrifici. Allora, spiega Patrizia, "si dovrà fare un discorso di sensibilizzazione non per i rom, ma per le autorità competenti, totalmente chiuse nei loro confronti". Qualche esempio da altri progetti analoghi? Gli autisti dell’Ataf che saltano la fermata dell’autobus davanti al campo, o fanno multe ai ragazzi, "perché tanto l’abbonamento è rubato". E ancora, bambini che non sono riusciti a trovare una scuola che li accogliesse, nonostante il coinvolgimento del provveditorato. "Alla luce di questo, il progetto iniziale era inutile. Oggi pensiamo a qualcosa di artistico da fare con gli adolescenti, per far crescere la loro autostima e permettergli di farsi conoscere per come sono realmente". Conclude Paola: "Smascherare le menzogne con gesti concerti è l’unica cosa che possiamo fare".

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Di Fabrizio (del 20/02/2009 @ 09:33:22, in casa, visitato 1820 volte)

Da British_Roma

Jo Siedlecka - Una parrocchia nell'Essex si sta preparando per sistemare dozzine di donne e bambini Viaggianti nella sua chiesa, dopo che il locale consiglio comunale ha deliberato per lo lo sgombero del loro campo. Alle famiglie sono stati dati solo 45' di preavviso per sgomberare, prima dell'arrivo degli incaricati.

La decisione della Corte d'Appello del 22 gennaio ha aperto la strada al Consiglio di Basildon per demolire le case di Dale Farm, con un'operazione di 1,9 milioni di £. Con oltre 350 residenti, Dale Farm è il più grande sito di Viaggianti in Europa.

Le famiglie acquistarono la terra abbandonata della cintura verde circa dieci anni fa. Pagano le tasse comunali ed hanno costruito lì case semi-permanenti. I bambini sono iscritti alle scuole locali. Ma il Consiglio di Basildon hanno negato i permessi di progettazione. Ogni volta che venivano richiesti, la loro domanda veniva rifiutata.

La comunità ha il forte appoggio delle chiese locali. Maggio scorso, il vescovo cattolico Thomas MacMahon di Brentwood e quello anglicano di Chelmsford, John Gladwin, hanno inaugurato San Cristoforo a Dale Farm, un locale usato come cappella e centro comunitario sponsorizzato dal Consiglio per l'Eguaglianza Razziale dell'Essex.

Il vescovo MacMahon ha detto che la minaccia di sgombero adesso sta causando molta afflizione. Ha aggiunto: "Inoltre focalizza il fatto che il consiglio locale ha la responsabilità di individuare un numero adatto di siti per la comunità viaggiante."

Kathleen McCarthy, della Dale Farm Housing Association ha sottomesso una richiesta a nome dei 300 residenti coinvolti. Ma una richiesta simile è già stata rigettata l'anno scorso sulla base che si erano resi intenzionalmente senza casa.

L'assistente sociale Catherine Riley ha detto di essere molto preoccupata. "Non voglio pensare a cosa succederà quando arriverà lo sgombero. Al momento sono molto demoralizzati. Molti uomini sono all'estero in cerca di lavoro così le donne hanno paura perché non sanno quando gli incaricati verranno a distruggere le loro case."

Frate John Glynn, della parrocchia cattolica di Nostra Signora del Buon Consiglio a Wickford, ha detto: "Tutto quello che ora possiamo fare è aspettare."

"Le famiglie hanno bisogno di un posto dove mandare i bambini quando si muoveranno i bulldozer. Abbiamo offerto posto nella nostra chiesa e anche la Chiesa d'Inghilterra ha offerto spazio."

"Avremo solo 45' di preavviso, così la gente sta aspettando ventiquattrore su ventiquattro. Ci sono 86 famiglie, circa 350 persone,incluso un parto trigemino."

"Sono membri attivi della nostra parrocchia. Per loro è difficile con questa minaccia sopra di loro. Sono gli ultimi indigeni del paese. Se ci sarà lo sgombero, sarò con uno striscione con sopra scritto PULIZIA ETNICA IN CORSO."

Malcolm Buckley, leader del consiglio comunale, ha ammesso che lo sgombero potrebbe essere un'operazione molto traumatica ma si è impegnato ad assicurare che tutto proceda per il verso giusto. D'altra parte, il Consiglio Zingaro ha prove filmate che gli incaricati della Constant & Co, contrattata da Basildon per precedenti sgomberi, ha spesso ignorato le regole di sicurezza ed agito con brutalità verso donne e bambini. Le carovane sono state bruciate e molte proprietà personali distrutte senza motivo.

Gli avvocati che difendono la comunità ha inviato un appello alla House of Lords  e stanno considerando un'istanza alla Corte Europea dei Diritti Umani. Ma tutto ciò potrebbe impiegare due anni e le famiglie hanno paura che non sia garantito loro un posto dove stare.

La parlamentare Julie Morgan ha firmato un appello della comunità all'agenzia della Protezione Civile UE per evitare quello che chiama "un disastro umanitario".

© Independent Catholic News 2009

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Di Fabrizio (del 20/02/2009 @ 09:31:55, in media, visitato 1877 volte)

Ricevo da Marco Brazzoduro:

19.02.09 All’alba circa 30 carabinieri sono arrivati svegliando bruscamente i rom rumeni dell’insediamento e facendo uscire tutti fuori dalle baracche al freddo. I bambini piangevano per lo spavento.

Inizialmente non è stato permesso ad alcuno di portare i figli a scuola. Poi gli uomini sono stati rastrellati e condotti in caserma per l’identificazione. Solo a quel punto le donne sono potute uscire e accompagnare i piccoli dagli insegnanti.

Erano presenti tre telecamere e come in una precedente occasione tutto sembrava essere il frutto di un’operazione mediatica. Ne avremo la conferma più tardi, quando davanti alla caserma dei carabinieri di Tor Tre Teste intercettiamo giornalisti di La7 , Tg2 e Roma 1 : “ci hanno chiamato stamani alle 4, ci hanno chiesto di filmare i controlli in un insediamento rom”. Le operazioni si stanno concludendo con la schedatura, le impronte digitali e le foto. Andranno presumibilmente avanti per tutta la mattinata.

Occorre dare in pasto all’opinione pubblica qualche volto, far vedere che le solerti forze dell’ordine di fronte all’ “emergenza sicurezza”, o “emergenza stupri” o chissà cos’altro si muovono, agiscono, difendono cittadini inermi da orde di stranieri assetati di sangue.

Poco importa se ciò avviene sulla pelle di uomini, donne e bambini, sottratti al sonno e al riparo delle loro povere baracche, spaventati ed esposti al gelo, con pozzanghere ghiacciate.

Uomini che perderanno un giorno di lavoro, non retribuito. Bocche che andranno comunque sfamate, in qualche modo.

Sì perché gli uomini dell’insediamento di via di Centocelle, rom spoitori provenienti dalla città di Kalarasi, vicino Bucarest, ogni mattina piuttosto che andare a stuprare o rapinare si recano a raccogliere ferro e alluminio per lavorarlo e rivenderlo, o a riciclare materiale inutilizzato, o a svuotare cantine, fare traslochi, lavorare come muratori, come colf e badanti nel caso delle donne, rigorosamente in nero.

Le ore trascorrono, la tensione scende, veniamo fatti entrare a parlare con le persone sottoposte all’identificazione. I carabinieri si mostrano ora disponibili e gli stessi rom appaiono meno spaventati, quasi rassegnati.

Christian Picucci

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Di Fabrizio (del 20/02/2009 @ 09:13:31, in media, visitato 1647 volte)

Da Romano Liloro

Carissimi. Te Aven Baxtale Romale!

Vi prego di osservare che il programma radiofonico della Radio Svedese in romanes, Radio Chachimo cambierà dal 27 febbraio 2009.

La nostra nuova programmazione avverrà dalle 14.00 alle 15.00 ogni ultimo martedì del mese.

I nostri programmi sono trasmessi nell'Europa del Sud ed in Medio Oriente dalle 21.00 alle 22.00 UTC su onde corte 140 kHz.

E' anche possibile ascoltare i programmi in tempo reale tramite Internet www.sr.se/romanil

Quanti vogliano dire qualcosa nei nostri programmi sono invitati a prendere contatto con noi:

Se voleste contattarmi, come capo produzione di Radio Chachimo, o qualsiasi altro dei produttori dei programmi in romanes della Radio Svedese, potete inviare una mail a

Grazie per ascoltare i nostri programmi! Najisaras/Parekeras Kaj sunen amen!

But Baxt tumenge khatar o Radio Chachimo.

Agnes Lakatos

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Di Sucar Drom (del 19/02/2009 @ 18:05:30, in blog, visitato 1093 volte)

Ue, va avanti la direttiva 'orizzontale'
La commissione parlamentare Diritti della donna del Parlamento europeo (interpellata per competenza) ha approvato alcuni importanti emendamenti alla futura direttiva 'orizzontale' contro tutte le forme di discriminazione fuori dal luogo di lavoro (proposta il 2 luglio dalla Commissione Ue a completamento dell...

Milano, il consiglio comunale boccia il regolamento
Il consiglio comunale boccia il regolamento dei campi rom appena licenziato dal prefetto e condiviso dalla giunta Moratti. «È un documento inapplicabile», attacca Aldo Brandirali, consigliere di Forza I...

Ue, secondo richiamo al Governo del "silenzio"
“La Commissione Ue sollecita per la seconda volta il governo italiano a fornire informazioni sui criteri di identificazione e sul rispetto della normativa della privacy in merito all'operazione di ...

Razzismo, Gad Lerner "inchioda" Maroni
Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha annunciato che si costituirà "parte civile" contro un cronista di Radio Padania, rinviato a giudizio dal Gip di Milano per istigazione all'odio razziale contro la comunità rom. "Ci costituiremo parte civile contro questa persona", ha det...

I romeni e le "invenzioni" dei leader rom
Ieri è stato pubblicato un articolo “interessante” nello spazio web San Giorgio in Bosco, a firma di Adrian Teodorescu. L’articolo ha la pretesa di spiegare la differenza tra un Cittadino romeno e un Cittadino romeno, appart...

Roma, Alemanno è pronto a perseguitare i Rom
Il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, subito dopo l’orribile violenza subita da una ragazza e dal suo fidanzato nel parco della Caffarella, ha dichiarato: «Ho parlato col questore: sono due persone con accento dell'Est, di carnagione scura, probabilmente rom» e di segui...

Stupri, il Governo prova a uscire dall’angolo mentre continuano le violenze
Il governo prova a uscire dall’angolo dopo la tragica serie di stupri, a Roma, Bologna e Milano, che tanto ha allarmato opinione pubblica e opposizione. L’esecutivo lavora a un decreto per f...

Minniti: no alle ronde
"L'emergenza sicurezza c'è e ha il suo epicentro nella violenza contro le donne. Il Pd è pronto a dare il suo contributo se il governo adotterà un piano straordinario che investa in uomini e mezzi. Ma ...

Protezione civile
Lo stupro è un delitto vile e una violenza profonda. Forse il più primordiale dei crimini, che in ciascuno di noi evoca sentimenti altrettanto primordiali: la paura, l'ira, lo spirito di vendetta...

Signor Ministro ci denunci per antirazzismo
Dopo le esternazioni e le minacce del Ministro Maroni contro il settimanale Famiglia Cristiana tantissime persone hanno sottoscritto il seguente appello. Se anche tu vuoi firmarlo, invia un'e-mail a gius.faso@tiscali.it...

Le violenze sulle donne
Ieri sera tutti telegiornali hanno dato ampio spazio alla cosiddetta emergenza stupri ma ha poi alcuni Tg ci hanno ricordato l’orribile delitto di Garlasco (PV), dove l’unico accusato, a piede libero, è Alberto Stasi. Nell’ascoltare alcuni dei servizi andati in onda, mi sono chiesto: chi verrà accusato dell’orribile stupro di Roma o di quello di Bologna o di quello di Milano…, godrà ...

A Milano una grande manifestazione
Oggi a Milano i Sinti italiani hanno manifestato. Un lungo corteo è partito nel primo pomeriggio da piazzale Loreto e ha attraversato la Città meneghina terminando in piazza Duca d’Aosta nel tardo pomerriggio. Tantissimi i Sinti italiani arrivati da tutte le parti d’Italia ma anche Rom italiani e Rom immigrati che si sono uniti alla prima manifes...

Arrestati i responsabili dello stupro di Roma
Questa mattina il capo della Squadra Mobile di Roma, Vittorio Rizzi, ha annunciato di aver arrestato la notte scorsa i responsabili dell’orribile stupro avvenuto pochi giorni fa a Roma nel Parco della Caffarella. «Erano soliti andare in giro per i parchi, in questo caso a scopo di rapina», ha spiegato Vittorio Rizzi...

I Rom: "Karol? Era un tipo effeminato"
Con le sue vittime era una furia ma al campo di via Cesare Lombroso, a Roma, Karol Racz, 36 anni fermato per la violenza della Caffarella e sospettato di essere anche lo stupratore di Primavalle, tutti lo ricordano come “un tipo gentile, tranquillo addirittura effeminato”...

Roma, in vigore da domani il regolamento razzista
Il controllo di chi entra e chi esce, un presidio esterno delle forze dell'ordine, una sorta di permesso di soggiorno che autorizza a risiedere nel campo e il rilascio di una tessera-documento, l'obbligatorietà della frequenza scolastica per i bambini...

Le proiezioni distorte di nostri bisogni che sfociano nel razzismo
Da sempre i Rom e i Sinti sono stati quello che noi avevamo bisogno di vedere in loro. Ora l'incubo, ora il sogno, mai degli esseri umani con le nostre stesse, mille, sfaccettaure. Nell'immaginario collettivo o suonano il violino o sono delinquenti...

Un manifesto razzista
Una immagine di una donna distesa in terra con le gambe allargate e una macchia di sangue sui vestiti strappati. Una scritta: “Se capitasse a tua madre, tua moglie o tua figlia?”. E poi:...

Monopoli (BA), la "giustizia" fai da te
Continuano le violenze contro i romeni, in particolare se sono appartenenti alla minoranza rom. In provincia di Bari tre persone hanno litigato con un Rom rumeno accusandolo di avere comportamenti arrogan...

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 19/02/2009 @ 09:23:59, in Italia, visitato 1431 volte)

Dal Sito Nazionale della Chiesa Evangelica Zigana in Italia

I Sinti italiani, la Costituzione e i diritti inviolabili, Il “Caso poco discusso” dei Sinti italiani, i Sinti italiani evangelici della "Missione Evangelica Zigana" che si vedono vietato il diritto a professare liberamente la propria fede, vedendosi negati i permessi per i convegni da loro organizzati subendo una duplice discriminazione: una in base razziale e un'altra in ragione della loro appartenenza alla religione evangelica. In Italia, soprattutto al Nord, dei Comuni ha emanato delle ordinanze di "divieto di sosta ai nomadi" che, in palese contrasto con la Costituzione (art. 16) e con la legislazione a contrasto delle discriminazioni razziali ed etniche, negano il diritto di circolare e soggiornare liberamente sul territorio nazionale ai soli cittadini italiani riconosciuti come "nomadi" o "zingari". L'Europa è intervenuta più volte, attraverso dei richiami, sulla questione Rom e Sinti in Italia, senza però trovare riscontro da parte delle istituzioni italiane, dell'uno o dell'altro schieramento, che hanno trascurato e abbandonato il problema fino a quando non è scoppiata "l'emergenza Rom".

Leggi l'articolo su Il Mattino, 14 febbraio

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