Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

siamo amici da quasi 50 anni, una vita! Per gli amici, questo e altro! Se passate di li', fategli un saluto da parte mia...

ASSETTO VARIABILE

E' sospeso sino a data da destinarsi.

Le puntate precedenti sono disponibili QUI


Volete collaborare ad ASSETTO VARIABILE?
Inviate una
mail
Sostieni il progetto MAHALLA
 
  
L'associazione
Home WikiMAHALLA Gli autori Il network Gli inizi Pirori La newsletter Calendario
La Tienda Il gruppo di discussione Rassegna internazionale La libreria Mediateca Documenti Mahalla EU Assetto Variabile
Inoltre: Scuola Fumetti Racconti Ristorante Ricette   Cont@tti
Siamo su:  
Gli Zingari fanno ancora paura?

La redazione
-

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 16/02/2014 @ 09:05:12, in Regole, visitato 1235 volte)

12 febbraio 2014 - Corriere delle migrazioni

Asgi, Fondazione Romanì e Associazione 21 Luglio lanciano "Out of Limbo", una campagna per i diritti dei rom privi di cittadinanza

"Apolide" è colui che nessun paese del mondo riconosce come proprio cittadino. Provate per un istante a immaginare cosa vuol dire. Significa, per esempio, non poter avere mai documenti di identità: i documenti vengono rilasciati per definizione dagli Stati di appartenenza, e gli apolidi - appunto - non "appartengono" a nessun paese. Significa non avere un passaporto, che è condizione necessaria per ottenere, all'estero, un permesso di soggiorno. Significa non poter accedere a molti servizi essenziali, che di norma vengono garantiti ai cittadini (o, al più, agli stranieri regolari).

L'apolide è, potremmo dire, un "fantasma giuridico". I primi a sperimentare questa condizione di annullamento furono gli ebrei, ai quali il Terzo Reich revocò la cittadinanza tedesca: un vero e proprio atto di persecuzione propedeutico allo sterminio. Anche a seguito di quella tragica vicenda, la Comunità Internazionale adottò nel 1954 la Convenzione di New York, che garantiva protezione agli apolidi. Oggi, lo straniero che sia riconosciuto privo di cittadinanza ha diritto ad avere un permesso di soggiorno nello Stato ospitante.

Il riconoscimento dell'apolidia

Fate caso alle parole. Si è detto che, ai sensi della Convenzione di New York, ha diritto alla protezione chiunque sia riconosciuto come apolide. Ma come si fa ad essere riconosciuti, cioè ad ottenere lo status di apolide?

Qui, come si suol dire, casca l'asino. Perché, certo, in Italia gli apolidi godono di pieni diritti, hanno un regolare permesso di soggiorno, e quando vanno in Questura si vedono rilasciare persino una specie di passaporto. Ma tutto questo accade, appunto, agli apolidi riconosciuti come tali. Il problema vero è come si diventa apolidi, cioè come si fa a dimostrare la propria condizione di "persona senza cittadinanza".

La procedura di accesso allo status è disciplinata da un vecchio regolamento di attuazione sulla cittadinanza (il DPR 572/93, per essere precisi). All'art. 17, questo decreto prevede che l'aspirante apolide esibisca un certificato di regolare residenza in Italia. Ora per avere la residenza bisogna avere un permesso di soggiorno, e per avere un permesso di soggiorno bisogna munirsi di un passaporto: solo che, come abbiamo visto, il passaporto si richiede al proprio paese, e gli apolidi non hanno un "proprio paese"…

Siamo di fronte, insomma, a un "circolo vizioso" infernale: per essere riconosciuti come apolidi bisogna produrre dei documenti che un apolide non può avere, se non in casi molto rari. E' anche grazie a questa vera e propria diavoleria burocratica che, in Italia, i titolari dello status sono pochissimi: meno di mille, secondo alcune stime recenti (ne abbiamo parlato qui).

I rom e l'apolidia

Anche se non esistono dati precisi, è noto che molti apolidi provengono dalle minoranze rom della ex-Jugoslavia. E proprio tra i rom esiste anche un esteso fenomeno di "apolidia sommersa": sono cioè molte le persone che non hanno alcuna cittadinanza, e che tuttavia non riescono a farsi riconoscere lo "status" in modo ufficiale. Secondo una recente stima dell'Associazione 21 Luglio, vi sarebbero almeno 15.000 bambini rom senza cittadinanza, o comunque esposti alla perdita della nazionalità originaria.

I motivi di questa situazione sono vari. In primo luogo, molti rom nascono in Italia, e spesso i genitori hanno difficoltà a registrarli al paese di origine. In secondo luogo, le norme in materia di cittadinanza nei paesi balcanici sono complicate e restrittive: può così accadere che un bambino nato in Italia non riesca a ottenere né la cittadinanza dei genitori, né quella italiana (come noto, nel nostro paese vige un sistema di jus sanguinis, e la nascita sul territorio nazionale non dà diritto ad essere cittadini).

Di fronte a queste difficoltà, i rom si rivolgono agli avvocati: ma, di solito, un legale conosce solo la legge italiana, mentre qui bisogna districarsi tra le norme di paesi differenti.

Fuori dal limbo

E' proprio per affrontare questi nodi che ha preso forma in questi giorni il progetto "Out of Limbo", promosso da Associazione 21 Luglio, Asgi e Fondazione Romanì, e finanziato da Open Society Foundations. La scorsa settimana si è tenuta la prima giornata del corso di formazione che dà il via al progetto.

"Obiettivo del corso", dicono i promotori, "è quello di rafforzare le competenze legali degli operatori che lavorano con le comunità rom, in modo che possano svolgere il ruolo di "paralegali di comunità" e promuovere l'accesso allo status delle persone rom senza documenti e apolidi".

I partecipanti, tra cui figurano anche 14 attivisti rom e sinti, dovranno individuare tre casi di migranti rom privi di documenti, e dovranno assisterli nel loro accesso a uno status legale. L'obiettivo finale del progetto è quello di promuovere vere e proprie vertenze: "i casi individuati di particolare rilevanza", proseguono i promotori dell'iniziativa, "daranno luogo ad azioni legali strategiche portate avanti dagli operatori legali di ASGI e Associazione 21 luglio". L'obiettivo, insomma, è quello di trasformare gli "apolidi sommersi" in "apolidi riconosciuti". E magari anche quello di cambiare le leggi italiane, con i loro assurdi "circoli viziosi"

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 17/02/2014 @ 09:08:12, in Italia, visitato 1138 volte)

NapoliToday, 7 Febbraio 2014

Il parroco di Caivano: "400 persone, tra cui tanti bambini, costretti a respirare da mattina a sera i miasmi puzzolentissimi e velenosi che si sprigionano da quei terreni avvelenati"

Don Maurizio Patriciello torna a fare un appello per la gente che vive nel cuore della Terra dei Fuochi, questa volta il parroco "anti-roghi tossici" di Caivano chiede un aiuto anche per le circa 400 persone che abitano il campo Rom di Giugliano, quello che insiste proprio accanto alla ex discarica Resit.

In una lettera indirizzata a Marco Tarquinio, direttore del quotidiano "Avvenire" (e pubblicata anche su facebook), Don Maurizio scrive: "Il Commissario della Resit, il dottor Mario De Biase, ebbe modo di affermare pochi mesi or sono che lo scempio è tale da non farlo dormire di notte e che – secondo lui – la situazione è paragonabile solo al disastro di Chernobyl. La cosa più grave, di cui si parla tanto poco e tanto male, è che a ridosso della Resit sorge un campo rom con una popolazione di circa 400 persone di cui la maggior parte bambini, adolescenti o giovani mamme.

È qualcosa di inconcepibile, credimi. Queste persone sono costrette a respirare da mattina a sera i miasmi puzzolentissimi e velenosi che si sprigionano da quei terreni avvelenati. Noi, gente amante della vita, abbiamo il dovere di liberare questo popolo e di aiutarlo a trovare una sistemazione più dignitosa e sicura".

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 18/02/2014 @ 09:02:07, in Kumpanija, visitato 1540 volte)

Segnalato e tradotto da Lia Didero e Anita Silviano, da Una antropologa en la luna

Non parola di Gitano ma Gitane con Parole.

"Ci sono tanti stereotipi da dovere abbattere, molta mitologia e la tendenza dei non-gitani europei a considerarsi l'unico modello, le uniche libertà. Le nostre dinamiche sono diverse, vogliamo emanciparci a modo nostro. Perché non può esistere la diversità?"
Rosa Jimenez, direttore dell'associazione Romi Sinti.

A tutti costa molto sapere chi si è. Cos'è essere gitani? Spagnoli? Europei? Cos'è essere donna? O uomo? L'identità è qualcosa sulla quale tutt* devono lavorare, riflette Araceli Cañadas, dottoranda presso l'Università di Alcalá, dove insegna "Gitani di Spagna, storia e cultura". "La differenza tra l'identità Romì e le altre, è che se tu volessi approfondire la tua identità non-gitana, trovi argomenti, libri, documenti, professori, ecc, ma se voi voleste approfondire la vostra identità gitana, manchereste di un corpus bibliografico o documentale, manchereste di una tradizione accademica... Per ora, devi riferirti a questi schemi fissi e stereotipati, o questo o nulla.

L' ultimo rapporto della Fundación Secretariado Gitano in collaborazione con il Centro Nacional de Innovación e Investigación Educativa (CNIIE), dà alcuni dati scoraggianti: "Solo il 62,7% ha completato al massimo istruzione primaria, il 24,8% ha conseguito la licenza della scuola secondaria obbligatoria (ESO) e solo il 7,4 % ha raggiunto l'istruzione secondaria superiore completa (liceo e formazione professionale)".

Il primo documento finora conosciuto, in cui si parla dell'arrivo dei gitani in Spagna, risale al 1425 - cioè, stiamo parlando del XV secolo - spiega Canadas." Stiamo forse dicendo che, in sei secoli, la comunità gitana, si è dedicata solo a leggere la mano e a delinquere? E' assurdo. Ci sarà stata una parte della popolazione gitana, che è stata all'università, però i gitani sono invisibili, perché non si vuole mostrare questa realtà".
"Ho visto in alcune classi come i /le professor* trattano i bambini e le bambine gitane, dicendo che dormono, che non leggono... perché questa è l'immagine che si ha del popolo gitano. Come se fossero sempre la causa dei problemi in classe, quando in realtà non è così," dice Gina, una studentessa di Lavoro Sociale.
"Questo è chiamato effetto Pigmalione", dice Patricia Caro, studente di psicologia e membro dell'Associazione femminista per la diversità zingara.
"E' fascismo. Al sistema è utile che i gitani siano una frangia sociale dalla quale non si può uscire - afferma Pepi Fernandez, lavoratrice sociale.
Soraya Giménez, che lavora presso l'Istituto di Cultura Gitana, rileva l'importanza di apprezzare e lavorare quanto è stato realizzato: "Se i media ci stereotipizzano e ridono di noi [...] realizziamo mezzi di comunicazione gitani e lottiamo. E' davvero un problema di autostima".

Isabel Jiménez, Responsabile territoriale FSG in Aragona, sottolinea: "I programmi televisivi ci hanno recato molto danno. Mostrano la parte più folclorica e lontana dalla realtà ",osserva inoltre che "gli atti come nozze e rituali che insegna la televisione, hanno fatto il loro tempo per la maggior parte delle famiglie, che preferiscono come tutte le altre, qualcosa di più discreto".
Celia Gabarri, tecnica nella FSG, è la quinta di sei figli e l'unica che ha deciso di studiare. "Una è libera se può scegliere. Non si può dire che si sceglie liberamente, se si conosce un solo percorso e la formazione è la strada per le pari opportunità". "Il cammino tradizionale, era sposarsi a 16 anni, diventando donna, senza un processo di maturazione emotiva. Adesso, questo è cambiato. Le madri vogliono che le loro figlie scelgano, vedano il mondo e studino".

... "Ho udito un professore dire a una bambina: "Ma tu, perché sei qui, se puoi vendere al mercato? Non sprecare tempo", se si demoralizza una bambina, ciò si unisce alle sue paure di essere diversa tra i non-gitani" afferma Rosa Jiménez, direttora dell'associazione Sinti Romí.

Uno dei temi ricorrenti quando si parla di sessismo nella comunità romì è il fazzoletto: un simbolo che raffigura la verginità della sposa il giorno delle nozze. Soraya Motos, anch'essa dell'associazione sostiene che è una questione culturale. "Anche le cattoliche si vestono di bianco per andare all'altare, simbolo della purezza. Non c'è molta differenza. Le cose sono molto più evolute e modernizzate rispetto a ciò che tutti pensano Preserviamo le cose buone che ha la nostra cultura e lasciamo alle spalle quelle che non ci piacciono, che erano negative e limitavano le libertà".

Jiménez si lamenta delle "scemenze" che si dicono sulle gitane. "C'è bisogno di contestualizzare. Il machismo è ovunque, non solo tra il popolo zingaro. Quello che accade è che esso è più stereotipato nella nostra cultura. Ci vedono girare in pantofole a casa e ci assegnano l'emarginazione in alcuni o molti casi può anche essere, ma è anche vero che non si rendono visibili altre forme di essere gitane".
"Ci seguono nei negozi, al momento di affittarci un appartamento, danno per scontato che lo distruggerai, se vai a cercarti un lavoro, ti guardano in cagnesco, se chiediamo una sovvenzione, siamo indicati come migranti... racconta ridendo. "Quando sento gli stereotipi, mi chiedo dov'è il rispetto della differenza, perché non si può essere diversi, perché per integrarmi, devo diventare te, Nonostante abbia studiato, conquistato spazi, sia uscita da casa, partecipo alla vita pubblica. Non voglio smettere di essere gitana, perché sono orgogliosa di esserlo".
"Siamo sempre più visibili, vedono i nostri volti l'8 marzo, lottiamo mano nella mano con le altre donne. "Ci sono tanti stereotipi da dovere abbattere, molta mitologia e la tendenza dei non -gitani europei a considerarsi l'unico modello, le uniche libertà. Le nostre dinamiche sono diverse, vogliamo emanciparci a modo nostro. Perché non può esistere la diversità?"
"Vogliamo che capiscano la formazione delle donne come qualcosa di buono per la famiglia e la comunità. Vogliamo che gli uomini ci accompagnino in questo percorso di lotta. Andiamo lentamente, ma arriveremo" (Nelle nostre dinamiche) prevale la collettività sull'individualismo. Intendiamo la libertà in modo diverso".
"E ' un patrimonio impressionante che non si apprezza, che non è valorizzato. E' bello il fatto dell'identità, la famiglia, i riti sui defunti, il rispetto tra i gruppi di età, l'amore per i bambini. Ci sono tantissime cose importanti", afferma Ana Giménez Adelantado, gitana kalé e Dottora in Antropologia.- . "Un essere umano è in primo luogo, la sua cultura e le sue esperienze. Probabilmente l'antropologia mi aiuta a capire meglio il mio mondo gitano, in cui io vivo e posso analizzare la famiglia, i bambini, la scuola, le relazioni o la quotidiana realtà. Essere, però, una zingara è una condizione assolutamente differente. Viviamo in una società pluralistica e multiculturale in molti sensi. A questo proposito, l'astrazione che facciamo della donna zingara è falsa, è teorica, perché non ha nulla a che fare con la vita quotidiana di molte donne. C'è da fare quest'astrazione, ma deve essere spiegata attraverso le esperienze di differenti donne e permettere che esse la spieghino".

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Sucar Drom (del 19/02/2014 @ 09:05:52, in blog, visitato 1176 volte)

Il Giorno della Memoria, il Porrajmos a Mantova
Il Giorno della Memoria 2014 vedrà le Comunità sinte e rom mantovane, insieme all'Istituto di Cultura Sinta e all'Associazione Sucar Drom, protagoniste in tre appuntamenti a Mantova, a p...

Porrajmos
Era arrivata la primavera e dalla montagna c'eravamo spostati più in giù per la Valle dell'Adige, accampandoci in un vigneto vicino al fiume...

Roma, le autorità devono porre fine agli sgomberi forzati dei rom
Amnesty International si è detta preoccupata per le recenti notizie di sgomberi forzati che hanno colpito le comunità rom di Roma. La mattina del 29 gennaio circa 60 cittadini rumeni di etnia rom, com...

Mantova, il Porrajmos in Italia
Venerdì 14 febbraio, alle ore 18.00, presso la Sala delle Colonne alla Biblioteca Baratta sarà presentato dagli autori Luca Bravi e Matteo Bassoli il libro "Il Porrajmos in Italia". Il volume ricostruisce, per la prim...

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 20/02/2014 @ 09:04:36, in casa, visitato 1396 volte)

Di Martina Lucchin su VicenzaPiù | Martedi 18 Febbraio alle 15:22

Dopo alcuni mesi di polemiche rimbalzate da una parte all'altra della città, la decisione è stata presa: le famiglie Sinti e Rom verranno trasferite in via Muggia durante i lavori di riqualificazione del campo di via Cricoli, dove risiedono attualmente. Scartate via Zamenhof per i possibili rischi di inquinamento della vicina oasi di Casale e via Carpaneda perché soggetta ad allagamenti, l'ex caserma di via Muggia si prepara ad ospitare provvisoriamente, sottolinea più volte il sindaco Achille Variati nell'odierno dopo giunta, le ottanta persone del campo Cricoli.

La struttura, data al Comune dalla Provincia in comodato d'uso per le situazioni di emergenza abitativa e sociale, verrà sistemata con i fondi ministeriali (80 mila euro) e ospiterà le famiglie di sinti e rom, mentre solo alcune roulotte verranno portate nel parcheggio della caserma. Le altre roulotte verranno parcheggiate in tutta probabilità nel park Cricoli. Una volta terminati i lavori di riqualificazione del campo di via Cricoli, i luoghi dell'ex caserma verranno utilizzati per il co-housing e per le esigenze abitative.

Polemiche finite? Molto probabilmente no, e ne è ben consapevole Variati che risponde a tono alle tante critiche arrivategli in questi giorni. "Non mi spaventano gli insulti sul web, sono anziano e ho imparato a sopportare queste cose", afferma il primo cittadino, per poi bacchettare i cittadini, che hanno utilizzato toni eccessivi o razzisti, e il sindaco di Creazzo, da cui si sarebbe aspettato una "maggiore collaborazione". Al consigliere Claudio Cicero, che aveva sollevato dei dubbi sulla conformità dell'area di via Cricoli, Variati non solo risponde con l'elenco delle autorizzazioni giunte dal Genio Civile, dalla Sovraintendenza e dagli uffici comunali, ma annuncia anche che verrà portata presto in consiglio comunale una delibera per trasformare l'area di via Cricoli da agricola a "a servizi" e per approvare il progetto della futura disposizione delle piazzole. Infine il sindaco Variati rimarca il cambio di rotta intrapreso da qualche giorno, dopo lo scivolone "mediatico" sul pagamento delle bollette ad alcune famiglie del campo di via Cricoli che ha portato a Vicenza anche un inviato delle Iene, in merito agli aiuti elargiti dal Comune: "deve cambiare l'atteggiamento di chi ha bisogno d'aiuto, il Comune non intende più dare alcuna forma di assistenzialismo a chi non sarà disponibile a corrispondere in cambio delle attività lavorative".

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 21/02/2014 @ 09:02:08, in media, visitato 1212 volte)

Di SANREMONEWS me ne ero occupato un paio di anni fa, per un articolo francamente stupido e scorretto. Ci furono altri articoli di quella testata sullo stesso tono, ma mi ero stancato di segnalarli, non sono un Osservatorio, non ancora... ; - ) Ieri uno dei soliti lettori di quel portale ha scritto cose intelligenti e (a parte qualche piccola caduta di stile) quasi condivisibili. Visto che non mi piacciono le guerre, riporto integralmente il suo scritto:

Sanremo: bivacco e pic-nic sul nuovo prato di Santa Tecla, il commento di un nostro lettore

Un nostro lettore, Francesco Rossi, ci ha scritto per commentare il nostro articolo sui clochard oggi presenti sul prato di fronte a Santa Tecla:

"Ho letto giusto ieri una mail di protesta e quest'oggi l'articolo che documenta il pic nic di un gruppo di zingari sul nuovissimo prato di santa Tecla. Dato per scontato che eventuali deiezioni canine non raccolte dai rispettivi padroni,sporcizia e resti alimentari lasciati da zingari e non, bivacchi di clochard,ecc ecc sono fatti di inciviltà, nonchè reati che vanno repressi e puniti dalle forze dell'ordine preposte (non solo alle contravvenzioni delle auto in divieto...), mi chiedo a cosa dovrebbe servire un prato se non a calpestarlo, poterne cioè usufruire in modo civile. Già tutta Sanremo, che pure è dotata di parecchi parchi e giardini che costano centinaia di migliaia di euro di manutenzione, è ben poco godibile visto che ogni angolo di verde è recintato ed interdetto a tutto (a parte la vista), e solo San Romolo è dotata di un ampio prato su cui bambini, adulti ed animali possono giocare e rilassarsi. Mi sembra insomma che il problema, se esiste, è solo quello della mancanza di senso civico di alcuni cittadini (che non rispettano il bene comune) e dei tanti clochard, zingari e clandestini vari (che non rispettano niente e nessuno). Un prato, un parco, uno spazio aperto DEVE essere fruibile, e deve essere tenuto pulito, rispettato insomma. Sennò mettete una bella recinzione alta 3 metri, il prato rimarrà bello! Ed inutile".

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 22/02/2014 @ 12:21:11, in musica e parole, visitato 1094 volte)

E' stata una settimana impegnativa, e non ho avuto tempo per le segnalazioni.

Godetevi il video proposto dall'amico Ceda (@antanas82), dedicato, da parte mia, a chi crede che la mia musica rom sia solo balcanica, flamenco o jazz manouche.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 23/02/2014 @ 09:07:36, in media, visitato 1295 volte)

Clicca sul televisore per vedere la puntata odierna. Volete collaborare ad ASSETTO VARIABILE? Inviate una mail.

Settimana scorsa c'è stato il NUMERO ZERO, adesso si fa sul serio (non mettetevi subito a ridere!) col primo numero, altri seguiranno.

L'intenzione è di realizzare una sorta di telegiornale sui fatti accaduti in settimana e quelli che accadranno. Troverete un riassunto delle cronache di MAHALLA, e poi la rassegna stampa dall'Italia e dall'estero, indicazioni su libri e opportunità varie, appuntamenti e qualche rubrica a cadenza irregolare. Il tutto sarà certamente più bello e interessante, se arriveranno vostri suggerimenti e, speriamo, brevi contributi video.

L'elenco delle puntate pubblicate lo trovate sulla MEDIATECA o nel canale dedicato YouTube.

Enjoy.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 24/02/2014 @ 09:04:51, in Europa, visitato 1414 volte)

Pericolo dalla pelle scura - Transitions Online
by Barbara Frye · February 20, 2014 - Un libro da colorare edito dalla polizia, insegna ai bambini cechi una lezione sulle paure degli adulti

Che aspetto ha un pedofilo? Di solito è maschio, ma oltre ai tratti fisici è difficile da identificare.

E' probabile, dato che la Repubblica Ceca è un paese a predominanza bianca, che lo siano anche la maggior parte dei pedofili cechi.

Ciò non ha impedito alla polizia di distribuire un opuscolo da colorare, rivolto ai bambini, sulla prevenzione dei crimini, dove un pedofilo è descritto con pelle e capelli scuri. Nella figura, usa un lecca-lecca per adescare una bambina.

Non occorre specificare quale gruppo etnico possa richiamare alla mente (non quello cubano, nonostante ciò che volonterosamente il portavoce della polizia ipotizzava in risposta alla domanda di un giornalista). Anche se probabilmente sono di più, secondo l'ultimo censimento soltanto 13.150 - su di una popolazione di 10,4 milioni, si dichiara Rom. Sono cifre che suggeriscono come il signor Lecca-lecca è più probabile che sia un bianco.

Nel libro l'unica persona presente di pelle scura appare come pedofilo, viceversa il poliziotto è un uomo bianco, carino e simpatico sotto ogni aspetto.

Martin Simacek, direttore dell'agenzia governativa per l'inclusione sociale, ha detto al quotidiano Lidove noviny: "Non ha nessun senso. Di riflesso, si limita a trasmettere i pregiudizi ai bambini."

Dopo diverse contestazioni al libro, anche da parte di alcuni insegnanti, il giornale riferisce che la polizia sta lavorando ad una riprogettazione del libro.

Barbara Frye is TOL's managing editor.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 25/02/2014 @ 09:08:31, in musica e parole, visitato 1223 volte)

Come ho già detto altre volte, non ho televisore e non so se il festival di San Remo sia già terminato. Mi è giunta voce che quest'anno era dedicato al cantautorato italiano. Rispetto al passato, ricordo alcune canzoni di 30-40 anni fa:

  • Prendi questa mano, zingara
  • Il cuore è uno zingaro
  • Ho visto anche gli zingari felici
  • Due zingari

che, con evidenti limiti, dovuti anche alla conoscenza di quei periodi, davano comunque un'immagine positiva degli zingari. Recentemente, non mi ricordo più chi, diceva che oggi scrivere pezzi simili sarebbe molto più difficile, perché, crisi dell'industria discografica a parte, è proprio l'argomento che da allora è diventato impopolare.

Voi, OGGI, sapreste scrivere il testo di una simile canzone?

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587

Titolo
Quest'anno ci saranno le elezioni europee. Ti senti coinvolto:

 Per niente
 Poco
 Normalmente
 Abbastanza
 Molto

 

Titolo
La Newsletter della Mahalla
Indica per favore nome ed email:
Nome:
Email:
Subscribe Unsubscribe

 

********************

WIKI

Le produzioni di Mahalla:

Dicono di noi:

Bollettino dei naviganti:

********************


Disclaimer - agg. 17/8/04
Potete riprodurre liberamente tutto quanto pubblicato, in forma integrale e aggiungendo il link:
www.sivola.net/dblog.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. In caso di utilizzo commerciale, contattare l'autore e richiedere l'autorizzazione.
Ulteriori informazioni sono disponibili QUI

La redazione e gli autori non sono responsabili per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ai post.
Molte foto riportate sono state prese da Internet, quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non hanno che da segnalarlo, scrivendo a info@sivola.net

Filo diretto
sivola59
per Messenger Yahoo, Hotmail e Skype


Outsourcing
Questo e' un blog sgarruppato e provvisorio, di chi non ha troppo tempo da dedicarci e molte cose da comunicare.
Alcune risorse sono disponibili per i lettori piu' esigenti:

Il gruppo di discussione

Area approfondimenti e documenti da scaricare.

Appuntamenti segnalati da voi (e anche da me)

La Tienda con i vostri annunci

Il baule con i libri Support independent publishing: Buy this e-book on Lulu.


Informazioni e agenzie:

MAHALLA international

Romea.cz

European Roma Information Office

Union Romani'

European Roma Rights Center

Naga Rom

Osservazione


Titolo
blog (2)
Europa (7)
Italia (6)
Kumpanija (2)
media (2)
musica e parole (4)

Le fotografie più cliccate


14/12/2019 @ 03:45:09
script eseguito in 153 ms

 

Immagine
 6 maggio: Djurdjevdan - Herdelezi - la festa di san Giorgio... di Fabrizio



Cerca per parola chiave
 

 
 

Circa 2745 persone collegate


InChat: per non essere solo un numero scrivete /n  e poi il vostro nome/nick

< dicembre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
      
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
         
Titolo
blog (506)
casa (438)
conflitti (226)
Europa (986)
Italia (1410)
Kumpanija (377)
lavoro (204)
media (491)
musica e parole (445)
Regole (348)
scuola (335)
sport (97)

Catalogati per mese:
Maggio 2005
Giugno 2005
Luglio 2005
Agosto 2005
Settembre 2005
Ottobre 2005
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019
Dicembre 2019

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
ISTITUZIONE DI MICROCREDITI (economie.finance92@gm...
12/12/2019 @ 08:20:56
Di ANNA
Assistenza finanziaria in 24 ore (assistance.finan...
02/12/2019 @ 11:17:21
Di damien
 

Locations of visitors to this page

Contatore precedente 160.457 visite eliminato il 16/08/08 per i dialer di Specialstat

 Home page © Copyright 2003 - 2019 Tutti i diritti riservati.

powered by dBlog CMS ® Open Source