Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

siamo amici da quasi 50 anni, una vita! Per gli amici, questo e altro! Se passate di li', fategli un saluto da parte mia...

ASSETTO VARIABILE

E' sospeso sino a data da destinarsi.

Le puntate precedenti sono disponibili QUI


Volete collaborare ad ASSETTO VARIABILE?
Inviate una
mail
Sostieni il progetto MAHALLA
 
  
L'associazione
Home WikiMAHALLA Gli autori Il network Gli inizi Pirori La newsletter Calendario
La Tienda Il gruppo di discussione Rassegna internazionale La libreria Mediateca Documenti Mahalla EU Assetto Variabile
Inoltre: Scuola Fumetti Racconti Ristorante Ricette   Cont@tti
Siamo su:  
Desideri, disperazioni e voglia di normalità dalla periferia più periferica.

-

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 17/02/2011 @ 09:19:58, in Europa, visitato 1233 volte)

Da Hungarian_Roma

Bódvalenke, 7.2.2011 16:35, (ROMEA)

Photo: http://www.bodvalenke.eu

Un nuovo ed esaltante progetto artistico è attualmente in corso a Bódvalenke, Ungheria del nord.

Agli artisti è stato chiesto di affrescare le pareti delle case, in quella che è un'area socialmente svantaggiata, dove di 210 abitanti il 90% è Rom. Il budget annuale a Bódvalenke è di 30 milioni di fiorini (circa 100.000 euro), utilizzato principalmente per il funzionamento dell'ufficio del sindaco, assegni sociali e progetti di lavori pubblici, senza lasciare soldi per lo sviluppo del villaggio.

I pittori rom ungheresi hanno già completato 13 stupendi disegni sulle pareti.

Artisti rom di tutta Europa ora sono stati invitati a Bódvalenke per partecipare al progetto.

Gli elaborati verranno prima giudicati da una giuria selezionata. A quei pittori le cui opere verranno scelte, verranno forniti vernici, pennelli, vitto e alloggio e verranno coperte le spese di viaggio. In aggiunta, verrà fornita una borsa di studio, a seconda delle dimensioni del lavoro, della media di 1.000 euro.

Qualsiasi aiuto sarà grandemente apprezzato. Quanti siano interessati, dovrebbero inviare le loro proposte (meglio in formato PDF) a Eszter Pásztor at epasztor@enternet.hu

Ulteriori informazioni sono disponibili su http://www.bodvalenke.eu.

Minesh Patel, Bódvalenke

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 17/02/2011 @ 09:20:14, in Italia, visitato 1089 volte)

La tesi dello scrittore Luca Cefisi autore di un'inchiesta sui minorenni zingari. "O risolviamo il problema oppure tra vent'anni quarta e quinta generazione cresciuta nell'illegalità e nella segregazione".

I bambini rom si salvano solo insieme alle loro famiglie. E i campi nomadi sono uno spreco di denaro pubblico. Anzi, peggio. Rappresentano un modello di segregazione. E tra vent'anni il problema si ripresenterà. Allora, che fare? Semplice: dare a questa gente un'opportunità, trovargli un lavoro e lanciare un piano di edilizia sociale che riguardi tutti i "poveri", italiani e non. Insomma, rendere autonome le famiglie zingare. Luca Cefisi, che ha appena pubblicato per la Newton Compton il libro-inchiesta "Bambini ladri" e ha collaborato alla stesura delle legge sull'immigrazione della Regione Lazio, sfata i luoghi comuni e invoca iniziative politiche coraggiose per risolvere definitivamente la "questione rom".

Lei non crede negli affidamenti dei minori che vivono in baracche?
"I bambini si salvano con le famiglie. Č un'ipocrisia sostenere che la mamma ventenne è cattiva e il figlio di tre anni è buono. E la pressione sugli affidi non è sincera, rappresenta una sorta di genocidio mascherato".

Ma se vivono in condizioni di degrado?
"Allora anche gli scugnizzi che vivevano nei bassi napoletani andavano tolti alle madri...".

E se rifiutano l'assistenza?
"Che assistenza? Dare un alloggio a mamme e bimbi ed escludere i padri è un meccanismo ricattatorio. Č chiaro che non l'accettano".

Gli sgomberi sono una soluzione?
"Prendiamo molti rom fuggiti dall'ex Jugoslavia nei primi Anni '90. Con il regime comunista avevano almeno una casa. Qui si sono ritrovati alle periferie della grandi città senza accoglienza e assistenza. I loro figli sono cresciuti senza patria, status sociale, residenza. Vogliamo illuderci che se li tormentiamo con gli sgomberi se ne andranno? E poi sia Amato che Mantovano, sinistra e destra insomma, hanno ammesso che non sono rimpatriabili. Sarebbe solo un criminale spreco di risorse e di speranze".

Parliamo di risorse. Molti pensano che i soldi per i rom siano sprecati...
"Alemanno chiede 30 milioni per i campi, un errore condiviso dalle giunte di centrosinistra, perché costano molto e spingono alla segregazione. Si spende denaro non per risolvere il problema, ma per perpetuarlo".

E allora?
"Bisogna farli uscire dai campi, non concentrarli là dentro. Occorrono politiche che rendano autonome le famiglie per uscire dal bivio tra furti e accattonaggio. Ci vogliono case e occupazione. Ma se vivi in un campo nessuno ti dà un lavoro".

Però anche molti italiani non hanno casa e lavoro. Č giusto privilegiare i rom?
"Se sono italiani sono uguali agli altri. Se non lo sono, bisogna decidere se devono diventarlo o no. Il problema si risolve aiutando tutte le persone in stato d'indigenza. Da quanto tempo a Roma non si fa un piano di edilizia sociale? Non ci sono risorse e poi chiedi 30 milioni per i campi? Si potrebbe spendere meno e dare a queste famiglie un assegno di povertà e un alloggio, evitando così furti e accattonaggio. Altrimenti tra vent'anni avremo la quarta o quinta generazione di rom cresciuti nell'illegalità e nella segregazione".

Maurizio Gallo - 12/02/2011


PS: So benissimo che tipo di giornale sia IL TEMPO, l'ho ripubblicato apposta

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Daniele (del 17/02/2011 @ 09:36:52, in Europa, visitato 1667 volte)

Da Slovak_Roma

Michaela Terenzani - Stanková Rendendo la lingua legale

Una volta che allacci un bottone sul tuo giubbotto in modo sbagliato, allora tutto il tuo giubbotto è ovviamente abbottonato sbagliato, ha detto Rudolf Chmel, il Vice Primo Ministro per i diritti umani e le minoranze nazionali, descrivendo le tensioni che hanno circondato la Legge sulla Lingua dello stato della Slovacchia. Il suo ufficio ha iniziato ufficialmente a lavorare con più forti poteri il 1° novembre e tra le sue prime iniziative legislative c'è un emendamento alla legge sulle lingue minoritarie che è stato presentato per la discussione pubblica poco prima della fine del 2010. Il diritto di usare la propria lingua madre, nonché i conflitti che scoppiano regolarmente tra slovacchi e ungheresi e i problemi della situazione di esclusione sociale delle comunità rom sono stati tra i temi che Chmel ha discusso con il pubblico slovacco poco prima della vacanze di Natale.

The Slovak Spektator (TSS): La legge statale sulla lingua, che ha provocato molta tensione tra ungheresi e slovacchi, è stata recentemente modificata. Come ha fatto a percepire l'emergere del problema?

Rudolf Chmel (RCH): La legge statale sulla lingua è emersa come problema quando è stata approvata dal governo di Vladimir Meciar nel 1995, perché ha un evidente tono contro le minoranze, e soprattutto anti-ungherese, ivi comprese le sanzioni. Ma il periodo precedente della situazione risale agli inizi degli anni '90 quando una certa parte di nazionalisti si avvicinò con l'idea di protezione della lingua di Stato, come se qualcuno stava ancora cercando di portarla via da noi. In generale gli slovacchi sembrano che vivano ancora nel XIX secolo, nel Romanticismo, quando il linguaggio doveva essere combattuto, o più tardi, quando la magiarizzazione era parte delle politiche statali. Ma oggi la lingua slovacca è una parte naturale dell'identità degli slovacchi e come tale non ha bisogno di meccanismi repressivi giuridici per la sua tutela. E' fondamentalmente una controversia tra chi vuole proteggere e lottare per la lingua e coloro che vogliono prendersi cura di essa e coltivarla. Se c'è una minaccia per la lingua slovacca, è a causa di ignoranti slovacchi e non degli ungheresi o altre minoranze.

Il governo di Mikuláš Dzurinda ha liberalizzato la legge nel 1999 ed ha approvato una legge sulle lingue minoritarie, così formalmente questi due problemi sono stati modificati, ma la verità è che entrambe le leggi sono imperfette - e quindi hanno bisogno e avranno bisogno di essere migliorate. Nel 2009 il governo di Robert Fico ha rinforzato nuovamente la legge, e praticamente l'ha riportata di nuovo ai tempi di Meciar. La coalizione di governo attuale sta cercando sia di armonizzarle che liberalizzarle - ossia, moderare la protezione ed incrementare l'attenzione per entrambe le lingue, quella di stato e quella delle minoranze.

TSS: Come ha visto la tensione che è emersa fra gli ungheresi e gli slovacchi per la Legge statale sulla lingua?

RCH: La minoranza ungherese si occupa della questione della lingua in modo diverso rispetto alle altre minoranze, come gli ungheresi, simili agli slovacchi, vivono ancora con la convinzione che la lingua sia l'attributo più importante della loro identità nazionale. E' vero, ce ne solo accorgiamo meno quando si parla di minoranze. Quando si tratta della lingua, una minoranza è naturalmente più vulnerabile ed in pericolo perché vive in un ambiente della lingua in maggioranza ed è nel maggiore dei casi la lingua minoritaria piuttosto che la lingua di maggioranza che è assimilata. Nel 2009, la legge statale sulla lingua è stata reintrodotta nell'agenda nazionale inter statale slovacca-ungherese, dal momento che le caratteristiche repressive della modifica erano rivolte soprattutto contro la minoranza ungherese. Il governo ungherese ha interferito e la bolla è cresciuta. In quel momento ho creduto che fosse inutile, in quanto faceva parte della carta ungherese che il governo guidato da Fico ha giocato nelle relazioni bilaterali con l'Ungheria. Ecco perché abbiamo creduto che le misure restrittive dovrebbero essere eliminate. Dopo tutto, c'erano pertinenti raccomandazioni internazionali che supportavano la nostra posizione.

TSS: Ma le sanzioni che lei ha criticato in passato rimangono nella legge, anche se in modo limitato. E' soddisfatto della soluzione che il parlamento ha recentemente approvato?

RCH: Siamo venuti con le richiesta di rimuovere le misure restrittive sia sulla legge statale sulla lingua, e nella legge sulla lingua delle minoranze, in quanto le due leggi in realtà sono due facce di una stessa medaglia e, pertanto, devono essere compatibili. L'emendamento alla legge statale sulla lingua è stato proposto dal ministro della cultura perché compete al suo dipartimento. C'è anche un dipartimento di lingua di stato presso il ministero della cultura che supervisiona sul corretto uso dello slovacco. Questo è quello che ho cancellato quando ero ministro della cultura (nel 2002-2005) perché mi sembrava troppo per i funzionari ministeriali dire cosa è giusto e cosa è sbagliato nella lingua. Per tutto questo abbiamo un'autorità accademica, L'istituto di linguistica Ludovit Stur presso l'accademia slovacca delle scienze, come pure diversi dipartimenti universitari. Non è dato agli ufficiali ed hai politici il codificare il linguaggio. A parte questo, credo che la legge statale sulla lingua, dovrebbe essere una legge di solo valore simbolico e non dovrebbe essere utilizzata per qualsiasi repressione o minaccia.

Così è stato necessario emendare la legge, ma è più facile a dirsi che a farsi, come i vecchi pregiudizi nazionalisti e i traumi che hanno lavorato nelle relazioni fra slovacchi ed ungheresi per decenni, permangono nella coscienza politica slovacca sia nazionalistica che democratica, quella che attualmente governa il paese.
Ora i nazionalisti da Smer e dal Partito Nazionale Slovacco (SNS) dicono che la legge è servile a Budapest, dall'altro lato i nazionalisti ungheresi criticano il governo slovacco dicendo che la legge continua a perseguitare le minoranze. Quindi di solito i nazionalisti partono dalle stesse piattaforme, rimanendo solamente uno contro l'altro. Ma credo che se le sanzioni sono state eliminate, la legge sarebbe piuttosto buona. Usando il termine "sanzione" o "ammenda" in relazione al linguaggio, è un intervento drastico nella società, come la lingua è un affare molto intimo, molto personale dell'identità umana come dell'identità di una comunità più grande. Qualsiasi repressione in quella zona interferisce con l'identità umana. Dopo la nostra ultima modifica, le repressioni verranno utilizzate solo in campo ufficiale, molto formalmente, ma penso che siano completamente ridondanti. C'è stato un sollievo significativo in diversi settori della comunicazione pubblica, per esempio in uffici di auto-governo o negli uffici di polizia. Il rilievo è ancora più grande nel settore della cultura. Ma la legge ancora non contiene tutti i provvedimenti che potrebbero essere necessari.

TSS: Ora tenterà anche di modificare la legge sulle lingue minoritarie, che dovrebbe per molti aspetti allargare il diritto delle minoranze ad usare la loro lingua madre – una misura che spesso incontra resistenze da parte dei politici in Slovacchia. Perché c'è una mancanza di volontà tra i politici della Slovacchia per questo?

RCH: E' necessario modificare la legge sulle lingue minoritarie da quando abbiamo modificato la legge statale sulla lingua e queste due leggi devono essere compatibili. Abbiamo inoltre stabilito come uno dei nostri obbiettivi sia un concetto più ampio della politica per le minoranze in termini giuridici. Vogliamo farla finita con la discordia tra le due lingue, come la legga statale sulla lingua ha interferito negli usi delle lingue minoritarie, in particolare dopo che il governo di Fico l'ha modificata. Ciò doveva essere rimosso perché l'uso delle lingue minoritarie è disciplinato dalla legge sulle lingue minoritarie e non dalla legge statale sulla lingua. Le raccomandazioni internazionali hanno parlato con la stessa voce che questa discordia dev'essere rimossa.

Per rendere compatibili le due leggi, ora ci sono le sanzioni introdotte nel progetto di modifica della legge sulle lingue minoritarie perché ci sono già delle sanzioni nella legge statale sulla lingua. Se un membro della minoranza non è in grado di far valere il suo diritto di parlare una lingua minoritaria, possono lamentare l'istituzione in questione. Ma io personalmente credo che non ci dovrebbero essere sanzioni in nessuna delle due leggi.
Ovviamente, per qualcuno dei miei colleghi questo suonava come un reato contro la maggioranza slovacca, che le istituzioni slovacche potrebbero essere sanzionate se un ungherese, un ruteno, un ucraino od un rom non possano ottenere un'informazione nella loro rispettiva lingua. La mentalità slovacca, non pensa se accadesse al contrario, ma quando è la maggioranza che deve essere punita, tutto ad un tratto non ci piace.

TSS: Uno dei principali cambiamenti che lei sta introducendo nel progetto di modifica della legge sulle lingue minoritarie, è abbassare il quorum per chi parla la lingua minoritaria, dall'attuale 20% al 10%.

RCH: Tutte le raccomandazioni internazionali dicono che il quorum dev'essere abbassato. Nel 1999, quando la legge è stata redatta per la prima volta, anche il 20% sembrava troppo alto. Ma l'esperienza ha dimostrato che non è un buon quorum, in quanto permette ancora di assimilare le minoranze. Le raccomandazioni internazionali che abbiamo ricevuto parlano del 10%, sostenendo che le lingue minoritarie richiedono maggiore protezione in quanto la loro posizione statale non è uguale a quella della lingua nazionale. Ho il sospetto che non sarebbe accettato facilmente da molti cittadini e politici ma il quorum proposto non è così basso. Nota bene, non riguarda la minoranza ungherese, bensì le altre minoranze. Attualmente, sotto il quorum del 20%, sono circa 520 municipalità con lingua ungherese e, con il quorum abbassato al 10%, sarebbero altre 30, meno del 1% in più. Ma è interessante considerare che la minoranza tedesca, che è molto più piccola. Attualmente, vi è un solo comune di lingua tedesca, Krahule nella Slovacchia centrale, ma con il quorum del 10%, salirebbe da 10 ad 11 municipalità. Con la minoranza croata, si potrebbero influire due parti della municipalità di Bratislava, Jarovce e Cunovo. Considerando la minoranza rutena, proponiamo il conteggio insieme alla minoranza ucraina per finalità di utilizzo delle minoranze linguistiche, il che significherebbe che persino la città di Humenné diventerebbe ufficialmente bilingue.
Il problema con la minoranza rom, a questo riguardo, è che un'infrastruttura completamente nuova per la loro lingua, avrebbe bisogno di essere stabilita. In questo caso, dovremmo prendere in considerazione un modo per rinviare l'implicazione pratica della legge per creare spazio per l'educazione dell'intelligenza rom che sarebbe in grado di saturare questa infrastruttura. Non è una cosa facile, che richiede anche un più alto budget per le municipalità interessate.

TSS: Il suo ufficio si occupa anche di alcuni problemi legati alla minoranza rom. Quali di questi consideri più seri?

RCH: L'agenda dei rom è attualmente distribuita tra diversi uffici e penso che sia necessario un approccio più globale. Negli ultimi 21 anni lo stato ha fallito nelle politiche sociali. Vi è una sorta di egoismo economico tra i non-rom e le problematiche per ridurre la povertà dei rom. E da quando nascondiamo le problematiche economiche ed i fallimenti dello stato, le soluzioni che vengono proposte sono spesso razziste, ideologiche e dirette verso i cittadini più poveri di questo paese.
"Le comunità socialmente escluse" è solo un bel nome per le baraccopoli, dove le persone non hanno una possibilità di prendere una via d'uscita dal circolo vizioso in cui vivono. E poiché non esiste un approccio globale per risolvere i loro problemi, ma ogni ufficio lo risolve nel suo piccolo dipartimento – nella sanità, nella scuola, negli affari sociali, nella giustizia – le soluzioni sono sempre e solo parziali. Secondo me, non solo non abbiamo mosso il problema della socializzazione reale delle comunità rom in avanti negli ultimi 20 anni, ma abbiamo raggiunto persino "numeri rossi".
Attualmente sono soprattutto le associazioni civiche che si interessano di questi problemi, sulla base della volontà di alcuni appassionati che operano all'interno delle comunità rom, ma non c'è stato alcun approccio sistemico. Il problema della minoranza rom non può essere risolto dal mercato, che alcuni ritengono che sia in grado di risolvere tutto. Oltre a questo, tutti i programmi per i rom che sono stati eseguiti fino ad ora, erano programmi a breve termine. E questo problema deve essere risolto nel lungo periodo ed in modo esaustivo. D'altra parte, la povertà estreme che non si vuol vedere in questo ambiente, continuerà a generare costi sempre più elevati. Ma il denaro non è il problema più grande. Il problema è che c'è una mancanza di un concetto a lungo termine ed una mancanza di esperti di politica che proponga soluzioni.

TSS: I problemi delle minoranze rom non sono solo slovacchi e sempre più influenzano l'intera Europa. Pensi che la cooperazione europea una soluzione completa ed a lungo termine?

RCH: Se c'era qualche senso nella "soluzione" francese del problema, poi si sarebbe attirata l'attenzione al carattere europeo del problema rom, dimostrando che non è un problema di un paio di stati dei Balcani e dell'Europa centrale, ma un problema che l'Unione Europea deve rifletter e risolvere. Se ignoriamo i problemi dei rom in Romania ed in Bulgaria, questi si apriranno come una questione irrisolta in Francia o in Italia e continuerà a crescere. Non possiamo tenere gli occhi chiusi su questo. La UE attualmente ha attualmente molto più gravi problemi economici e finanziari e non può quindi concentrarsi interamente sulla questione rom, ma forse dovremmo essere uno di quelli che avrebbe spinto l'agenda, soprattutto una volta che abbiamo un'idea. Uno dei problemi principali che il governo sta affrontando adesso, è quello di trovare soluzioni chiave all'agenda rom e di non far finta che questo problema non esiste o che non lo possiamo vedere. Il problema è qui, ed è grave.

TSS: I suoi predecessori sono stati criticati per la cattiva gestione dell'agenda rom. Saranno i poteri forti del suo ufficio a cambiare la percezione critica del pubblico del vostro ufficio?

RCH: Questo ufficio porta sempre una certa sfida in esso – è in un certo senso un ufficio virtuale, perché i suoi poteri non sono realmente tangibili, come i diritti umani che sono ancora violati anche nelle democrazie, anche in Slovacchia. Questo ufficio vuole servire come coordinatore dell'agenda dei diritti umani, che di fatto rientra nella responsabilità di tutti i dipartimenti governativi. Siamo come un custode, ma senza la possibilità di punire. Possiamo solo consigliare e cercare di migliorare la normativa. Il secondo pilastro di questo ufficio, sono le minoranze nazionali, che comprendono anche la minoranza rom, e ci sono alcuni problemi molto seri lì. Ho intenzione di avere incontri con il ministro dell'istruzione per cercare per cercare insieme di risolvere i problemi di educazione delle minoranze. Ci sono ancora molte cose controverse che succedono e che devono essere indagate e guardate – come figli di famiglie rom che vengono spesso inviati alle scuole speciali anche se non li appartengono. Vedo molto lavoro da fare per noi insieme con l'istruzione e ed i servizi sociali in materia di istruzione dei bambini rom. Alcuni passi decisivi bisogna finalmente prenderli.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 18/02/2011 @ 09:14:27, in Italia, visitato 1571 volte)

Venerdì 25 febbraio dalle ore 16.30

La neo cooperativa Aquila è lieta di annunciare la riapertura del BAR RIGHI, sito in fondo al parco Talvera, in mezzo ai campi sportivi. Vi aspettiamo tutti per brindare insieme all'inaugurazione con la NUOVA GESTIONE dove troverete un buonissimo buffet con delle buonissime bibite.

(La notizia del mese scorso)

Articolo Permalink Commenti Oppure (1)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 18/02/2011 @ 09:24:48, in blog, visitato 1681 volte)

NO(b)LOGO Feb. 12th, 2011 at 11:17 PM

Dorina, 32 anni e Daniel, 3 anni,
25 dicembre 2008, morti bruciati nella pineta di Castelfusano
Andreia, 18 anni,
27 dicembre 2009, morta bruciata in via Ardeatina 630
Mario, anni 3, (nato in Italia)
26 agosto 2010, morto bruciato in via Morselli, (il fratellino di 4 mesi al momento dell'incendio è ancora in terapia per le ustioni)
Raul 4 anni, Fernando 5, Sebastian 11 e Patrizia 8 anni, (i tre più piccoli nati a Roma)
6 febbraio 2011, morti bruciati su via Appia Nuova a due passi dall'esclusivo circolo del Golf dell'Acquasanta.

L'attenzione sull'emergenza umanitaria per coloro che ci si ostina a chiamare nomadi (e nomadi non sono) si accende con la tragica ricorrenza dei roghi.

L'emarginazione uccide.

A Roma tutta la comunità Rom e Sinti conta poco più di settemila mila presenze. Otto tragiche morti su una popolazione così piccola sono uno sterminio vero e proprio.

Come provocazione si possono mettere a confronto le morti del Piano Nomadi di Alemanno con quelle dell'operazione Piombo Fuso.
Il numero di morti, rapportato alla popolazione, è paragonabile a Gaza ed a Roma, ma a Roma è assai più alta l'incidenza delle morte tra i bambini Rom.
 

  Striscia di Gaza Roma, presenza Rom
Popolazione 400.000 7.200
  Piombo Fuso Piano Nomadi
Morti 455 8
ogni 1.000 abitanti 1,1 1,1
di cui minori 87 6
ogni 1.000 abitanti 0,2 0,8


Giovedì 9 febbraio a piazza del Campidoglio Rifondazione ha partecipato alla manifestazione indetta da varie realtà dell'associazionismo, della politica e soprattutto dai comitati auto organizzate delle comunità dei Rom romani. In particolare hanno fatto sentire la loro voce i Rom che, dopo lo sgombero del Casilino 900, si sono trovati di fronte alla realtà delle false promesse della giunta Alemanno. (vedi il comunicato).

Essere contro il Piano Nomadi di Alemanno significa anche fare i conti con le responsabilità passate delle fallimentari gestioni delle giunte Rutelli e Veltroni.

Superare le politiche segregazioniste, operare per un generale diritto all'abitare.

Intanto la giunta parla di un ennesimo campo... a Malagrotta... nei pressi della discarica... ci si appresta a costruire una nuova discarica umana. Ed i fascisti tracciano i loro orrendi slogan sui muri.

 (il link per chi legge da Facebook)

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 18/02/2011 @ 09:27:19, in Italia, visitato 1398 volte)

AgoraVox - Rom a Milano: oltre la diffidenza, tante voci per l'integrazione

Vivono ai confini della città, spesso in condizioni difficili, tra sgomberi forzati, carenze di servizi indispensabili e pregiudizi diffusi. Per "dare cittadinanza" a queste persone sono attivi però gruppi e associazioni di volontari che lavorano in più direzioni: se ne è parlato venerdì sera in un incontro al quartiere Adriano, a pochi metri dal campo di via Idro che ospita numerose famiglie di rom italiani.

Si fa presto a dire nomadi. Si fa presto a dire campi. Termini, questi, che trasmettono un'idea di precarietà e passaggio; a Milano ci sono però insediamenti rom regolarmente autorizzati dall'amministrazione comunale, con famiglie che ci abitano da più di vent'anni, che hanno trovato un lavoro e mandano i figli a scuola nel quartiere. E' il caso della comunità di via Idro 62, all'estrema periferia nord-est, della quale fanno parte circa 130 persone. "Siamo a tutti gli effetti cittadini italiani, solo che viviamo in modo diverso": a parlare è Marina che, in rappresentanza dei rom di via Idro, ha aperto con il suo intervento il dibattito pubblico - venerdì sera al quartiere Adriano - organizzato da gruppi della zona 2 impegnati sul territorio con molte iniziative concrete; tra questi, le associazioni Villa Pallavicini ed elementare.russo, il Comitato Forlanini, l'Osservatorio sui razzismi e la Fondazione Casa della Carità.

Rispetto alle situazioni dei campi dislocati in altre aree metropolitane, quella di via Idro potrebbe sembrare relativamente tranquilla, perlomeno un po' più "stabile". In realtà il destino di chi vi risiede è tutt'altro che sicuro, soprattutto da quando grava sui suoi abitanti la minaccia di allontanamento che, in base a recenti disposizioni, potrebbe scattare per chiunque abbia alle spalle sentenze passate in giudicato, pur risalenti a tanti anni fa. Inoltre, se ci sono cittadini disposti a investire tempo ed energie per favorire convivenza e integrazione, c'è anche chi i rom sotto casa proprio non li vuole e raccoglie firme per smantellare il campo.

Le testimonianze presentate durante l'incontro hanno esteso il discorso ad altre realtà, ancora più drammatiche. Come quella di via Forlanini dove, in un minicampo che ospita circa 25 rom, sono stati effettuati 15 sgomberi in due anni, nonostante l'impegno quotidiano di un attivissimo gruppo di sostegno. Un provvedimento risolutivo brutale e traumatico, quello degli sgomberi, diventato ormai prassi comune: ne fanno le spese soprattutto i bambini che sono in molti casi costretti ad abbandonare la classe dopo un faticoso inserimento, annullando i progressi compiuti, anche per quanto riguarda l'avvicinamento ai coetanei e alla collettività. In via Rubattino, non lontano da Lambrate, è capitato che alcune famiglie rom venissero allontanate anche cinque volte in un solo giorno. Lo racconta un gruppo di mamme che, insieme alle maestre, svolgono un lavoro continuativo e intenso per aiutare i piccoli rom a frequentare la scuola, nonostante la mancanza di mezzi.

Una storia a parte è quella di via Triboniano, il campo più popoloso di Milano e anche il più carente dal punto di vista di spazi e servizi. Avrebbe dovuto essere chiuso definitivamente già alcuni mesi fa, perché si trova proprio sulla strada dell'Expo 2015, cioè sulla via di accesso all'area su cui questo dovrebbe sorgere. Nel preventivare la chiusura della struttura non è stato preso però in considerazione, nella sua globalità, il futuro di chi vi abita. Ai rom erano state inizialmente destinate venti case Aler, da ristrutturare e assegnare attraverso la mediazione della Casa della Carità (contratto stipulato con tanto di firma da parte del Comune e della Prefettura). Il progetto si è però interrotto a metà strada e le famiglie che sono rimaste escluse dall'assegnazione hanno iniziato un procedimento legale che ha dato loro ragione. A parte quelle dell'Aler, ci sono comunque a Milano migliaia di abitazioni sfitte: perché non includerle in un piano che favorisca anche chi è stato sgomberato?

Da una periferia all'altra, il problema rimane complesso, le esperienze portate avanti con successo (come quella del Comune di Buccinasco, dove è stato organizzato un campo molto ben tenuto) si scontrano con l'eterna paura del diverso, la più dura da sconfiggere. E non va neppure dimenticato che i rom stessi, pur se disponibili alla collaborazione, trovano spesso difficoltà nel riconoscere le regole della società; anzi, la loro cultura li ha portati per secoli a crearne una parallela rispetto a quella dello Stato che li ospita. Oggi in Italia, contando le diverse etnie, ne sono presenti circa 140.000, non tutti in insediamenti legali: e c'è sempre chi li guarda con sospetto e si domanda " ma è vero che i rom rubano?". Generalizzazioni, luoghi comuni e pregiudizi allontanano le soluzioni; tragedie come quella recente di Roma - la morte di quattro bambini - riportano invece alla realtà, fanno vedere queste persone come una fascia debole della popolazione che l'amministrazione di una grande città ha il dovere di tutelare. Non demandando ancora una volta il grosso del carico all'infaticabile universo del volontariato.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 19/02/2011 @ 09:06:39, in scuola, visitato 1323 volte)

Segnalazione di Stefano Nutini

Buongiorno a tutte/i,

il progetto del vino ROM prosegue con il finanziamento della quarta borsa di studio.

Dopo Marian, Ovidiu e Belmondo, abbiamo deciso di sostenere negli studi Geanina, una ragazza rom di tredici anni che attualmente frequenta, con ottimi risultati, la terza media nel Comune di Segrate.
Siamo particolarmente contente di sostenere Geanina: è una ragazza solare, coraggiosa e determinata che potrà essere di grande esempio alle coetanee.

Geanina vive in un capannone; sua sorella frequenta la scuola elementare, il papà fa lavori saltuari e la mamma, che sa leggere e scrivere, si occupa della famiglia.

Geanina a settembre, dopo aver preso la licenza media, si iscriverà ad un corso ENAIP a Pioltello, dove tra le altre cose imparerà il mestiere di parrucchiera ed estetista.

Come per gli altri tre ragazzi, la borsa di studio copre il costo dei trasporti e prevede un contributo mensile di 100€ come sostegno agli studi, a partire dal mese di febbraio.

Di nuovo grazie a tutte/i
Le mamme e le maestre di Rubattino

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 19/02/2011 @ 09:23:58, in lavoro, visitato 1437 volte)

NoiDonne.org - Nadia Angelucci

Durante la guerra della ex Iugoslavia, negli anni ’90, un gruppo di donne romane si impegna nel sostegno ai bambini bosniaci e alle loro madri, sfollati nei campi profughi della Slovenia: un impegno che oltre al contributo economico creò dei legami di affetto e di amicizia molto forti. Con la fine della guerra i profughi rientrarono nei loro paesi ma l'impegno nel cercare la relazione di quel gruppo di donne non si è fermato. Nasce così, nel 1998, 'Insieme Zajedno', un'associazione dedicata all’infanzia e alle donne più deboli per offrire un aiuto concreto, dignità, giustizia sociale e diritti umani. L’esperienza di Insieme Zajedno, iniziata in Bosnia Erzegovina, e poi consolidata attraverso progetti in Macedonia, in Kossovo, in Moldavia, in Iraq, dal 2006 si è trasferita a Roma dove, nel cuore di San Lorenzo è nato il 'Laboratorio Manufatti delle Donne Rom', progetto di microcredito per l’auto-impiego di donne rom attraverso la realizzazione di accessori originali per l’abbigliamento e la casa. Un luogo che offre ad un gruppo di rom bosniache la possibilità di lavorare ma non solo. In uno spazio che colpisce per il suo tocco tipicamente femminile, ogni mattina Cristina, Renata, Francesca e Dzanuma, tirano su la serranda e si dedicano al cucito, antica arte che ci riporta all'intreccio di legami, al mettere insieme, alla creazione.

Nei locali, arredati a misura di donna, si lavora, si mangia, si studia, si crescono i bambini - i due figli di Dzanuma - ci si scambia l'esperienza e si fanno progetti. Il luogo, nato come posto di formazione, è presto diventato qualcos'altro: spazio di aggregazione interculturale dove il lavoro insieme ai formatori ha dato la possibilità di affrontare e condividere le problematiche lavorative, di decidere insieme le strategie economiche, stimolando la socialità e l’integrazione in modo naturale e rendendo più facile anche l’apprendimento della lingua italiana. Il 'Laboratorio Manufatti Donne Rom' si prefigge di diventare un luogo dove 'dal basso' si annulli la discriminazione socio-lavorativa legata al popolo Rom, alle donne Rom in particolare: Renata ha preso la patente e adesso ha una piccola automobile che la rende indipendente, le ragazze stanno cercando una casa, hanno ripreso a studiare, non hanno più come orizzonte unico un marito e i figli e la vita nel campo, Dzanuma ha un lavoro con un contratto a tempo indeterminato.

"Č stata dura - racconta Cristina Rosselli Del Turco che dell’associazione 'Insieme Zajedno' è colei che vive ogni giorno gomito a gomito con le donne rom - ma i risultati che abbiamo ottenuto sono una grande soddisfazione. Il nostro è un lavoro fatto nella quotidianità e nella condivisione di vita e proprio in questo, credo, risieda il nostro successo. Crediamo nella relazione e negli affetti. Č un progetto piccolo che però ha cambiato radicalmente la vita delle persone coinvolte e questo era quello che a noi interessava". E il successo dell'iniziativa si legge anche nei progetti portati avanti dal gruppo: le stesse donne rom sono diventate formatrici e stanno insegnando il mestiere ad un gruppo di donne somale rifugiate. La sfida per il futuro è l'indipendenza; la creazione di una propria impresa e il confronto con il mercato del lavoro.

Il Laboratorio si trova a Roma in via dei Bruzi n. 11/c, è aperto dal lunedì al sabato dalle ore 9:00 alle 14:00 - tel. 3471580818

Per contatti: crirosse@tin.it
info@manufattidonnerom.it - www.manufattidonnerom.org 
info@insiemezajedno.org - www.insiemezajedno.org 

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 19/02/2011 @ 09:40:03, in musica e parole, visitato 1330 volte)

DOMENICA 20 FEBBRAIO 2011 - Dalle ore 19 concerto e jam session:
Via Bellezza 16A, Milano

MUZIKANTI DI BALVAL di JOVICA JOVIC
RAFFAELE KOHLER e la sua tromba
MALAPIZZICA


Ciao carissimi, vi scriviamo per invitarvi tutti, e speriamo sarete in molti, ad una serata speciale che si terrà domenica prossima, 20 febbraio all'Arci Bellezza di Milano. Lì i MUZIKANTI di Balval, RAFFAELE KOHLER e i MALAPIZZICA daranno luogo ad un grande concerto solidale pensato per autofinanziare il viaggio che porterà il maestro Jovica Jovic ed alcuni componenti del gruppo, alla Fiera InMensa che si terrà a Cosenza dal 15 al 20 marzo (vedi allegato), dove potranno sostenere i valori dell'integrazione, dello scambio socio culturale fra le variegate etnie che popolano, arricchendolo, il nostro Paese. Tutto questo grazie a quel meraviglioso veicolo che è la loro musica e che rappresenterà virtualmente il nostro abbraccio amichevole ai fratelli immigrati.

La serata avrà inizio verso le 19 con un simpatico aperitivo etnico, proseguirà con una breve presentazione del progetto, per poi esplodere in un turbinio di danze ed emozioni dai Balcani fino al nostro profondo Sud!

L'ingresso sarà libero previo possesso della tessera Arci che si potrà acquistare anche sul luogo. Sarà chiesto un gentile e libero contributo per il buffet e il sostenimento delle spese.

Sperando che vinciate la pigrizia della domenica sera, vi aspettiamo numerosi e confidiamo nella vostra disponibilità per diffondere la notizia dell'evento.

Grazie anticipatamente

Stefania, Barbara e Augusta

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 20/02/2011 @ 09:14:43, in media, visitato 1249 volte)

15-02-2011

Negli ultimi cinque anni sulle principali reti televisive italiane si è assistito al dilagare delle notizie relative alla cronaca nera, cronaca giudiziaria e criminalità organizzata, nei telegiornali come nelle trasmissioni. Mentre nel periodo 2003-2005 la rappresentazione di eventi criminosi si era mantenuta costante, a partire dal 2006 si è rilevato un sensibile incremento del tempo dedicato a questa tipologia di notizie, con un ulteriore aumento nel corso del 2007.

Infatti, se nel 2003 le edizioni principali dei telegiornali di tutte le emittenti nazionali trattavano questi temi per il 10% del loro tempo, nel 2007 la percentuale di tali argomenti saliva al 24% con punte, su alcune testate televisive, del 30%. Tale sovraesposizione mediatica si rivelava poi del tutto ingiustificata se confrontata con i dati ufficiali del Ministero dell'Interno che evidenziavano un calo di oltre il 10 per cento dei reati nel 2007 con un ulteriore conferma nei primi sei mesi del 2008.

E' in particolare l'"emergenza rom" a spiccare tra le notizie di cronaca dei telegiornali quando, nell'aprile del 2007 ad Appignano, in provincia di Ascoli Piceno, un giovane rom alla guida di un furgone travolge e uccide quattro ragazzi. Qualche giorno dopo il campo nomadi del paese viene dato alle fiamme e le cronache dell'incidente proseguono per i successivi cinque mesi fino al processo, nel settembre dello stesso anno.

Ma il culmine della sovraesposizione delle notizie di cronaca nera, con particolare riferimento alla popolazione rom e rumena si raggiunge a partire dall'ottobre del 2007 quando Giovanna Reggiani, aggredita e rapinata alla stazione ferroviaria di Tor di Quinto, muore due giorni dopo.
L'aggressione viene segnalata da una donna rom, che indica l'autore del delitto in un giovane, anche lui rom rumeno.

Nei primi giorni i media non danno molto risalto alla notizia credendo la Signora Reggiani appartenente alla comunità rom, quindi di rilevanza marginale. Non appena si apprende che la vittima aveva nazionalità italiana scoppia il "caso Reggiani": il processo viene trattato frammentariamente dalla stampa e strumentalizzato politicamente.

Di lì a pochi mesi (aprile 2008) si terranno le elezioni politiche e le amministrative per l'elezione del Sindaco di Roma e il tema emergenza sicurezza, con particolare riferimento alla comunità rom e ai cittadini di origine rumena, è l'argomento principale dei media e della campagna elettorale del centrodestra.

In questo periodo, con cadenza quotidiana, hanno particolare rilevanza nell'agenda dei telegiornali le notizie relative agli sgomberi dei campi nomadi in tutta Italia.

Si giunge addirittura ad un decreto legge (181/2007) sollecitato dall'allora sindaco di Roma Walter Veltroni che prevede l'attribuzione ai prefetti del potere di espulsione dei cittadini comunitari per ragioni di pubblica sicurezza. Il decreto non verrà mai convertito in legge poiché in netto contrasto con la direttiva 2004/38/CE.

Come dimostrano diversi studi, media, opinione pubblica e realtà hanno alimentato l'insicurezza percepita, facendo raggiungere livelli elevatissimi alla preoccupazione sociale e all'allarme per i crimini contro la persona e la proprietà privata nei confronti degli immigrati, percepiti come vera e propria minaccia, mai come risorsa.

Sono rari i casi in cui il tema dell'immigrazione è trattato al di fuori di un contesto di cronaca o comunque svincolato dalla criminalità.

In un campione di notizie delle edizioni principali dei telegiornali di tutte le emittenti dei primi sei mesi del 2008, su 5.684 notizie analizzate, solo lo 0,45% di queste affrontano l'immigrazione senza legarla, al contempo,a un fatto di cronaca o al tema della sicurezza.

Non solo il singolo fatto di cronaca viene ricondotto all'immigrazione in quanto tale, ma tutto il recente interesse al tema sicurezza sembra ruotare intorno alla presenza – vista sempre in termini emergenziali e straordinari – di persone provenienti da luoghi diversi.

Su 163 servizi televisivi che trattano fatti di cronaca con protagonisti migranti, 65 contengono
informazioni/immagini che possono portare all'identificazione di persone (adulte) colpevoli di atti di violenza (39,9%). Un dato di dieci punti superiore rispetto ai servizi di cronaca che non riguardano solo migranti e che si attestano, infatti, al 29,7%.

Su tutto domina l'etichetta di clandestinità che, prima di ogni altro termine, definisce l'immigrazione in quanto tale. Rom e rumeni sono il gruppo etnico e la nazionalità più frequentemente citati nei titoli di tg.
Le parole, dunque, contribuiscono a tematizzare la presenza degli immigrati in Italia con un riferimento forte alla minaccia costituita dagli stranieri alla sicurezza degli italiani.

Si assiste inoltre alla tendenza di diffondere informazioni e immagini lesive della dignità delle persone coinvolte, direttamente o meno, in fatti di cronaca soprattutto quando i protagonisti sono migranti.

Nel febbraio del 2009, per più di un mese, telegiornali e trasmissioni "processano" Karol Racz, un cittadino rumeno arrestato all'indomani dello stupro di una ragazza in un parco di Roma, indicandolo come "faccia da pugile", il mostro della Caffarella.

Il suo volto è mostrato per settimane, nonostante le indagini stessero proseguendo e non si avessero prove della sua colpevolezza.

Durante le indagini sono ripetute le accuse alla comunità rumena, mentre la situazione sociale esplode in una serie di vere e proprie spedizioni punitive ai loro danni, quasi legittimato dai ripetuti sgomberi effettuati in quei mesi in tutta Italia.

Nessuno dei due fermati ricalca le descrizioni fornite dalle vittime, le prove a loro carico decadono dopo pochissimi giorni, ma per loro le porte del carcere non si aprono comunque.

Così un cittadino comunitario incensurato proveniente dalla Romania è trasformato in "faccia da pugile" dai media e usato come prova dell'idoneità delle misure di sicurezza adottate dal Governo.

Un mese e mezzo dopo l'arresto Racz è ospite di Porta a porta, una delle principali trasmissioni televisive, nel giorno della sua scarcerazione. E' il conduttore a porre le scuse.
La stampa e la televisione italiana sembrano le uniche in Europa a descrivere un crimine mettendo in evidenza la nazionalità del criminale, quasi a sollecitare la creazione di un capro espiatorio nel quale far confluire tutti i malcontenti possibili.

I media, attraverso la scelta del linguaggio e della trattazione "criminale" del tema immigrazione predispongono un terreno fertile su cui poi lavorare durante i casi di cronaca più eclatanti.

L'enfatizzazione di alcuni aspetti di questi episodi (ad esempio la nazionalità dell'aggressore) in un clima così ansioso finisce per agevolare l'insorgere del panico morale.

Queste ondate emotive, rivolte contro un capro espiatorio che viene identificato come minaccia per la conservazione della società, sono teoricamente destinate a risolversi in poche settimane.
Se è la cronaca l'unico argomento utilizzato dai media per descrivere la presenza straniera e i fenomeni migratori è possibile chiedersi quale sia il ritratto delle persone di origine straniera nei mass media.

In generale, più del 70% delle notizie di cronaca presentate da tg e quotidiani descrive un atto criminoso, l'attività delle forze dell'ordine o un procedimento giudiziario o penale. Per oltre i tre quarti delle volte (76,2%), persone straniere sono presenti nei telegiornali come autrici o vittime di reati. Le persone straniere compaiono nei telegiornali, quando protagonisti di fatti criminali, più facilmente degli italiani (59,7% contro il 46,3%).

Al contrario, le notizie di cronaca giudiziaria che riguardano stranieri sono il 16,5% del totale.
Questo risultato, oltre a essere un primo segnale di un diverso trattamento informativo sulla base della nazionalità dei protagonisti, può avere qualche conseguenza più profonda sulla rappresentazione dei migranti.

Gli stranieri sono ritratti nel momento dell'atto criminale, sovraesposti nella dimensione inquietante e drammatica della cronaca nera, tendono invece a sparire nel momento processuale, cioè nel momento in cui non solo possono essere evidenziate le effettive responsabilità penali, ma anche in cui ne possono emergere le caratteristiche umane, la personalità, le difficoltà, la voce.

I delitti compiuti da stranieri presenti sul suolo italiano diventano allora delitti senza movente né conseguenze, rimangono ritratti spesso da senza storia, umanità o ripercussioni penali.
Episodi di cui l'unica conoscenza certa può essere la loro brutalità e la loro residua matrice comune: l'immigrazione.

Non è mai presentata l'immagine reale dell'immigrato che vive e lavora in Italia.
Negli ultimi trent'anni l'immagine dell'immigrazione fornita dai mezzi di informazione appare come congelata, immobile.

Ancorata alle stesse modalità, alle stesse notizie, agli stessi stili narrativi e in qualche caso agli stessi tic e stereotipi. I risultati delle ricerche avviate sullo stesso tema a partire dalla fine del 1980, con molti elementi comuni con il passato di altri paesi europei, appaiono straordinariamente simili.

Da una parte, c'è una rappresentazione dominata da una visione "naturalmente" problematica del fenomeno: l'immigrazione è, in sostanza, un problema da risolvere. Dall'altra parte, il tipo di notizie evidenziate: la cronaca appare l'elemento ancora dominante della trattazione riducendo la complessità della realtà alla sua eventualità criminale.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587

Titolo
Quest'anno ci saranno le elezioni europee. Ti senti coinvolto:

 Per niente
 Poco
 Normalmente
 Abbastanza
 Molto

 

Titolo
La Newsletter della Mahalla
Indica per favore nome ed email:
Nome:
Email:
Subscribe Unsubscribe

 

********************

WIKI

Le produzioni di Mahalla:

Dicono di noi:

Bollettino dei naviganti:

********************


Disclaimer - agg. 17/8/04
Potete riprodurre liberamente tutto quanto pubblicato, in forma integrale e aggiungendo il link:
www.sivola.net/dblog.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. In caso di utilizzo commerciale, contattare l'autore e richiedere l'autorizzazione.
Ulteriori informazioni sono disponibili QUI

La redazione e gli autori non sono responsabili per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ai post.
Molte foto riportate sono state prese da Internet, quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non hanno che da segnalarlo, scrivendo a info@sivola.net

Filo diretto
sivola59
per Messenger Yahoo, Hotmail e Skype


Outsourcing
Questo e' un blog sgarruppato e provvisorio, di chi non ha troppo tempo da dedicarci e molte cose da comunicare.
Alcune risorse sono disponibili per i lettori piu' esigenti:

Il gruppo di discussione

Area approfondimenti e documenti da scaricare.

Appuntamenti segnalati da voi (e anche da me)

La Tienda con i vostri annunci

Il baule con i libri Support independent publishing: Buy this e-book on Lulu.


Informazioni e agenzie:

MAHALLA international

Romea.cz

European Roma Information Office

Union Romani'

European Roma Rights Center

Naga Rom

Osservazione


Titolo
blog (2)
Europa (7)
Italia (6)
Kumpanija (2)
media (2)
musica e parole (4)

Le fotografie piů cliccate


11/12/2019 @ 23:46:52
script eseguito in 163 ms

 

Immagine
 Ricordi, idee, speranze, progetti...... di Fabrizio



Cerca per parola chiave
 

 
 

Circa 8303 persone collegate


InChat: per non essere solo un numero scrivete /n  e poi il vostro nome/nick

< dicembre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
      
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
         
Titolo
blog (506)
casa (438)
conflitti (226)
Europa (986)
Italia (1410)
Kumpanija (377)
lavoro (204)
media (491)
musica e parole (445)
Regole (348)
scuola (335)
sport (97)

Catalogati per mese:
Maggio 2005
Giugno 2005
Luglio 2005
Agosto 2005
Settembre 2005
Ottobre 2005
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019
Dicembre 2019

Gli interventi piů cliccati

Ultimi commenti:
Assistenza finanziaria in 24 ore (assistance.finan...
02/12/2019 @ 11:17:21
Di damien
Assistenza finanziaria in 24 ore (assistance.finan...
02/12/2019 @ 11:16:50
Di damien
 

Locations of visitors to this page

Contatore precedente 160.457 visite eliminato il 16/08/08 per i dialer di Specialstat

 Home page © Copyright 2003 - 2019 Tutti i diritti riservati.

powered by dBlog CMS ® Open Source