Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

siamo amici da quasi 50 anni, una vita! Per gli amici, questo e altro! Se passate di li', fategli un saluto da parte mia...

ASSETTO VARIABILE

E' sospeso sino a data da destinarsi.

Le puntate precedenti sono disponibili QUI


Volete collaborare ad ASSETTO VARIABILE?
Inviate una
mail
Sostieni il progetto MAHALLA
 
  
L'associazione
Home WikiMAHALLA Gli autori Il network Gli inizi Pirori La newsletter Calendario
La Tienda Il gruppo di discussione Rassegna internazionale La libreria Mediateca Documenti Mahalla EU Assetto Variabile
Inoltre: Scuola Fumetti Racconti Ristorante Ricette   Cont@tti
Siamo su:  
Non un altro blog - giornale o chissacosa ma: 1. raccogliere notizie direttamente dalle fonti; 2. far conoscere come la pensano i diretti interessati.

La redazione
-

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 30/06/2009 @ 09:24:43, in media, visitato 1582 volte)

Da Roma_Daily_News

ISTANBUL - Un progetto intitolato "Giovani Cineasti Internazionali", promosso l'anno scorso dal Consolato Generale USA ad Istanbul e che fornisce istruzione sulla cinematografia a studenti di sei città turche. sta dando i primi risultati. Gli studenti di Edirne, che partecipano al progetto, hanno girato un film che presenta la vita dei cittadini rom nella loro città.

26/06/2009 - I giovani registi del futuro hanno preso parte al progetto [...] iniziato a luglio dell'anno scorso.

Lo scopo di questo programma era di promuovere una maggiore comprensione e consapevolezza tra i giovani di Turchia sulle questioni relative alla democrazia, diritti umani, tolleranza e diversità, questione femminile e crescita economica attraverso film e video creati da giovani. Quindi agli studenti è stato chiesto di fare dei film su questi argomenti. Gli studenti della città nord occidentale di Edirne, che in futuro vorrebbero diventare registi, hanno scelto i Rom che vivono nella città come tema dei loro film.

I giovani, che hanno ignorato tutti gli ammonimenti di tenersi lontano dai quartieri rom perché pericolosi, hanno girato due film che presentano la posizione dei cittadini rom nella vita sociale ed i problemi che affrontano nella vita giornaliera in città.

Parlando con l'agenzia di notizie Anatolia, Nefin Dinç membro del dipartimento comunicazioni della New York University e responsabile per il progetto, ha detto che è comune alla Turchia e agli Stati Uniti ed è stato supportato dal Dipartimento di Stato USA.  Ha detto che la città nord occidentale di Edirne, Artvin sul Mar Nero, le città nel centro dell'Anatolia di Sivas e Konya, e quelle sud orientali di Mardin e Hatay sono state scelte tra altre città turche per lo sviluppo del progetto. "72 studenti di queste sei città anno frequentato le classi del progetto. Attualmente i film sono in fase terminale. Abbiamo iniziato l'anno scorso a luglio e fatto un totale di 21 giorni di lezione in ogni città. Gli studi riguardavano argomenti come la sceneggiatura, la fotografia, il suono, le luci e l'editing", ha detto Dinç.

Sezen Çobanoğlu, membro della squadra che ha girato i film sul quartiere di Edirne più popolato dai Rom, Menzilahir, ha detto che come parte del progetto, hanno voluto fare un film che porti un messaggio sociale e per questo hanno scelto la gente che vive nel quartiere rom.

Abbiamo scoperto un mondo differente

Ha detto che hanno tentato di rimuovere i pregiudizi della società contro quella gente. "I cittadini rom sono esclusi dalla società, e noi abbiamo voluto mostrare questo fatto nei film. Ci siamo focalizzati sul concetto degli ALTRI nei nostri film, per mostrare l'effetto degli ALTRI nella società. Abbiamo programmato di rimuovere i pregiudizi sociali. Anche se la gente lì intorno ci ha ammonito dicendo che il quartiere era pericoloso, e che non potevamo entrarci senza avere lì amici tra i 15 e i 20 anni, siamo andati là e abbiamo fatto amicizie. All'inizio avevamo paura, ma là abbiamo scoperto un mondo differente," ha detto Çobanoğlu.

Un altro studente della squadra, Batuhan Kurt, ha espresso la propria felicità per essere parte del progetto. "Ero appassionato sul dirigere un film e questo progetto mi ha incoraggiato. Abbiamo imparato le scale della ripresa e la sceneggiatura durante il corso, e le abbiamo applicate. Ci siamo fatti degli amici nel quartiere dei Rom. Ci hanno aiutato, ci siamo davvero divertiti," ha detto Kurt.

Alcuni di quei 72 studenti [...] andranno negli Stati Uniti per apprendere ancora. Inoltre, gli studenti delle sei città si riuniranno il prossimo gennaio e valuteranno le loro produzioni.

I film girati saranno esposti nei festival filmici di Istanbul e Diyarbakir.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 01/07/2009 @ 23:20:46, in Italia, visitato 1357 volte)

In questi giorni ho qualche problema al computer e molte cose da  fare "fuori dal web". Scusatemi se non riuscirò a seguire tutte le segnalazioni che mi arrivano. Questa, comunque, è di Flora Afroitaliani e di Eugenio Viceconte:

di Lucia Alessi [30 Giugno 2009]

Si è svolta stamattina a Roma la presentazione della collezione primavera-estate dell'Antica sartoria rom (vedi QUI ndr), mentre a La Rustica le ruspe concedevano altri dieci giorni di proroga per lo sgombero.

Gonnelloni colorati, balze che scendono come cascate, corpetti aderenti, corti: gli ombelichi spesso lasciati in bella mostra.

Così la «Antica sartoria rom» ha presentato stamattina la collezione primavera-estate 2009, nella sala Pintor, presso la redazione di Carta.
Musiche ritmate hanno accompagnato la giovanissime modelle, qualcuna ancora con pannolino, quasi tutte rom, che una alla volta hanno calcato la passerella.

«Aspettiamo questo giorno da tantissimo tempo», dice Elisabetta, 10 anni. Come lei, molte altre bambine hanno frequentato il laboratorio sartoriale presso l’Antica sartoria rom, uno dei progetti del programma di scolarizzazione del comune di Roma.

«Quest’anno siamo finalmente riusciti a fare dei contratti a tempo determinato, con durata di un anno, a tutte le nostre lavoratrici», spiega Marco Brazzoduro, presidente della Cooperativa sociale antica sartoria rom, nata nel 2006 a Roma, grazie a un finanziamento della Commissione delle elette del comune di Roma. Nel 2007 la cooperativa partecipa a vari progetti, tra cui ‘Ri-tagliamoci il futuro’, tecniche di riuso e riciclo di materiali tessile di scarto, applicato alla moda.

Nel 2009 l’Ente bilaterale nazionale per il lavoro temporaneo [Ebitemp], finanzia la realizzazione del progetto «Romnià, sucar drom», per l’acquisto di macchinari e stoffe. «Con un fondo di 50 mila euro – dice Riccardo Martegiani, direttore di Ebitemp – abbiamo finanziato anche un corso di formazione in taglio e cucito, per le lavoratrici della sartoria».

«L’idea della sartoria è nata nel 1997, in uno dei tanti campi nomadi romani, quando alcune donne decidono di trovarsi un lavoro, partendo dall’attività che meglio conoscevano: la confezione dei vestiti in stile rom, meglio noto come ‘Gipsy Style’ – racconta Carmen Rocco, ideatrice dei laboratori e coordinatrice dei progetti della cooperativa -. Questa volta però, erano decise a vendere i propri abiti». Di ispirazione tipicamente orientale, secondo la moda del tardo ottocento, la produzione dell’Antica sartoria rom incontra presto i gusti del mercato dell’abbigliamento etnico capitolino, dando così il via a una nuova moda, tutta rom.

«Il popolo Rom vive ancora oggi in condizioni di tale disagio, da poter essere paragonato a chi, due secoli fa, doveva andare a prendere l’acqua alla sorgente, viveva a lume di candela, saltava da una pozzanghera all’altra per giungere alla strada principale, usciva in piena notte per recarsi alla toilette», racconta Nadia, una delle lavoratrici dell’Antica sartoria. Né più né meno di quanto sono costretti a fare ancora oggi gli abitanti dei cosiddetti campi nomadi non attrezzati: «ecco perché non vogliamo fare abiti moderni, non finché la ‘modernità’ non arriverà anche per noi».

«Continuiamo a utilizzare esclusivamente fibre naturali – dice ancora Carmen – sia per rispettare la tradizione tardo ottocentesca, sia perché spesso questi abiti vengono indossati durante feste, con balli intorno ai falò: vicino a un fuoco, le fibre tessili sono molto meno pericolose dei tessuti sintetici!».

E tra una passerella e un ballo, c’è spazio anche per qualche minuto di serietà: «Alcune di queste ragazze sono qui oggi nonostante alle 7.15 di stamattina siano state svegliate da ruspe e forze dell’ordine, che intimavano lo sgombero del campo. Un applauso alla loro grande professionalità», dice Carmen, riferendosi al campo de La Rustica.

«Ci hanno detto solo: ‘prendete le vostre cose e andatevene dove vi pare’ – racconta Natascia, una delle inquiline del campo – ma dove vuoi che andiamo con i bambini? Loro vanno tutti a scuola qui a La Rustica, che faranno, smetteranno di studiare?».

Dopo le proteste degli abitanti del campo, le forze dell’ordine hanno concesso altri dieci giorni di proroga dello sgombero, che però non è stato in alcun modo sospeso, nonostante riguardi uno dei campi più antichi della capitale, dove le baracche sono state da tempo sostituite con vere e proprie casette in muratura.

PS: le foto di Stefano Montesi

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 02/07/2009 @ 21:06:01, in Regole, visitato 1761 volte)

Ricevo da Tommaso Vitale, che ricorda anche il comunicato stampa e la pagina da cui chiunque può mandare una lettera di protesta a Schifani e Napolitano (entrambe in inglese)

AMNESTY INTERNATIONAL INTERNATIONAL SECRETARIAT
Peter Benenson House, 1 Easton Street
London WC1X 0DW, United Kingdom
T: +44 (0)20 7413 5500 - F: +44 (0)20 7956 1157
E: amnestyis@amnesty.org W: www.amnesty.org


24 June 2009
Egregio Senatore,
Amnesty International desidera esprimere viva preoccupazione per le proposte incluse nel disegno di legge C.2180-A/09, il cosiddetto "pacchetto sicurezza", approvato dalla Camera il 14 Maggio 2009 e ora passato all'esame in Senato come disegno di legge S. 733-B/09. Amnesty International ritiene che alcune delle norme proposte violerebbero i diritti di immigrati e richiedenti asilo; inoltre il testo introdurrebbe norme che sembrano essere discriminatorie e avere potenziali effetti discriminatori in particolar modo nei confronti di Rom e Sinti.
Amnesty International in particolare vuole esprimere preoccupazione circa le seguenti parti del disegno di legge: Norme che "criminalizzano" l'immigrazione irregolare
Il disegno di legge, all' art. 21, stabilisce il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato
.
La norma criminalizza l'entrata irregolare e il soggiorno in Italia, e li punisce con un'ammenda tra i 5000 e i 10000 Euro. Secondo il nuovo disegno di legge, i procedimenti penali contro i richiedenti asilo senza permesso di soggiorno verrebbero sospesi nel caso in cui la domanda di riconoscimento di protezione internazionale sia stata presentata, e archiviati se tale domanda sia stata accettata.
Molti organismi per i diritti umani, incluso il Relatore Speciale delle Nazioni Unite per i Diritti Umani dei Migranti nel suo rapporto del 2007 ((UN Doc. A/HRC/7/12, paragrafo 50), e il Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite sulla Detenzione Arbitraria in un rapporto del 2008 (UN Doc. A/HRC/7/4, 10 gennaio 2008, paragrafo 53), hanno chiesto agli Stati di non punire come reato l'ingresso irregolare nel loro territorio, sottolineando che la posizione irregolare di un individuo non puo' essere usata dagli Stati come ragione per non assolvere all'obbligo di proteggere ciascun individuo da violazioni dei suoi diritti.
Sebbene gli Stati abbiano il diritto e il potere di regolare l'immigrazione, cio' deve essere fatto senza violare i diritti umani. Come gia' piu' volte sottolineato da meccanismi speciali sui diritti dell'uomo delle Nazioni Unite, l'immigrazione irregolare dovrebbe essere considerata solo un illecito amministrativo, senza pregiudizio dei diritti fondamentali dei migranti.
Amnesty International esprime preoccupazione per le norme proposte, e per le conseguenze della loro applicazione, ed in particolare per l'imposizione di sanzioni penali per l'entrata e/o soggiorno irregolari in Italia. Si tratta di misure di controllo sull'immigrazione eccessivamente severe, che violano gli obblighi del governo italiano posti dal diritto internazionale sui diritti umani. In particolare creano minacce per i diritti umani dei migranti, come il diritto alla salute e all'istruzione, e il diritto a registrare la nascita all'anagrafe, e di conseguenza il diritto al riconoscimento di ogni persona di fronte alla legge.

L' introduzione del reato d'ingresso e soggiorno illegale avrebbe ulteriori conseguenze a causa della applicazione congiunta di tale norme e di esistenti norme penali. In ottemperanza alle norme di cui agli artt. 361 e 362 c.p., tutti i pubblici ufficiali e gli incaricati di un pubblico servizio (funzionari e impiegati di enti pubblici, insegnanti, personale del Servizio Sanitario Nazionale, impiegati dei Comuni incaricati del rilascio di carte d'identita' e documenti ecc.) hanno l'obbligo di denunciare alla polizia o alle autorita' giudiziarie i reati di cui abbiano notizia nell'esercizio delle loro funzioni. Se il disegno di legge venisse approvato, l'obbligo ex artt. 361 e 362 c.p. si estenderebbe alla denuncia di tutte le persone in posizione irregolare dal punto di vista delle norme sull'immigrazione. L'omissione di tale denuncia si configurerebbe come reato punibile con una multa o, in alcuni casi, con la reclusione fino ad un anno.
Temiamo che l'introduzione del reato d'ingresso e soggiorno illegale, in connessione con le norme che criminalizzano l'omessa denuncia di pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio, costringa coloro che hanno una posizione irregolare dal punto di vista della normativa sull'immigrazione a non curarsi presso le strutture sanitarie pubbliche, anche nei casi piu' gravi e urgenti, per paura di essere denunciati alla polizia.
Amnesty International nota che una precedente proposta di abrogare o modificare l'art. 35 comma 5, del Testo Unico sull'immigrazione (D. LGS286/98), che vieta agli impiegati del Servizio Sanitario di denunciare i pazienti senza permesso di soggiorno, e' stata esclusa dal disegno di legge. Tuttavia rimarrebbero salvi gli effetti negativi suesposti dell'applicazione degli artt. 361 e 362 c.p. in combinato disposto con la norma che istituisce il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato.
Tale situazione violerebbe gli standard internazionali relativi al diritto fondamentale alla salute, tra cui l'art. 12 della Convenzione Internazionale per i Diritti Economici, Sociali e Culturali (ICESCR); l'art. 35 della Carta dei Diritti fondamentali nell'Unione Europea; l'art. 32 della Costituzione Italiana. Come stabilito dalla Corte Costituzionale, tale ultima norma crea obblighi diretti gravanti sullo Stato e su ciascun soggetto a non violare il diritto alla salute altrui.
Analogamente, sebbene la norma che avrebbe esplicitamente obbligato i dirigenti delle scuole statali a denunciare alla polizia gli stranieri in posizione irregolare, i cui figli sono iscritti alle scuole da loro dirette, sia stata esclusa dal disegno di legge, l'obbligo di segnalazione, posto dagli artt. 361 e 362 del codice penale, permarrebbe comunque per tutti coloro che lavorano presso una scuola pubblica, se il reato di immigrazione irregolare venisse introdotto.
Inoltre l'effetto del combinato disposto della norma che introducesse il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato e della norma proposta nel disegno di legge ora in approvazione (art. 45) che modifica l'art 6 comma 2, del Testo Unico in materia d'immigrazione (L.286/1998), potrebbe consistere nella violazione gli obblighi dello Stato italiano a rispettare e proteggere il diritto di registrare le nascite e il diritto di ciascun soggetto ad essere riconosciuto dalla legge.
L' introduzione dell'art. 45 del disegno di legge, infatti, avrebbe l'effetto di imporre la presentazione di documento idoneo a provare la presenza regolare in territorio italiano per gli atti. Tale obbligo si estenderebbe anche alla registrazione all'anagrafe della nascita di un figlio.
Le conseguenze potrebbero essere gravissime, in particolare per le donne con statuto irregolare che partoriscono sul territorio italiano; esse potrebbero trovarsi nell'impossibilita' di registrare la nascita del figlio.

Sebbene Amnesty International sia consapevole del fatto che le donne in stato di gravidanza non in possesso di valido titolo per soggiornare in Italia possono richiedere un permesso di soggiorno per un periodo non superiore ai sei mesi dopo il parto (in base al Testo Unico sull'immigrazione - L. 286/1998, art. 19 - in combinato disposto con gli artt. 9 e 28 DPR 394/1999), questa possibilita' e' concessa solo a condizione che venga presentato un passaporto o documento equipollente. Se la madre naturale non possiede un passaporto non potra' ne' ottenere un permesso di soggiorno ne' riconoscere il figlio nato in Italia. Ai padri di tali figli che siano immigrati irregolari sarebbe in ogni caso precluso il riconoscimento del figlio.
Inoltre se la madre priva di documentazione che la autorizzi a permanere nel territorio italiano tentasse di registrare il figlio presso l' anagrafe, correrebbe il rischio di essere denunciata per il reato di immigrazione irregolare; l'incaricato del servizio pubblico dell'anagrafe potrebbe correre il rischio di denuncia penale se omettesse di denunciare la donna.
Le conseguenze di queste disposizioni produrrebbero un contrasto con gli obblighi del governo italiano al rispetto e alla protezione del diritto del bambino a essere riconosciuto davanti alla legge e ad essere registrato, diritti garantiti dagli articoli 16 e 24 del Patto Internazionale per i Diritti Civili e Politici (ICCPR) e della Convenzione ONU sui Diritto dei Fanciulli. Inoltre le donne in gravidanza in posizione irregolare dal punto di vista delle norme sull'immigrazione potrebbero rinunciare a partorire presso un ospedale o decidere di non cercare assistenza medica, per paura di essere denunciate alla polizia.
Il disegno di legge, all'art.6, impone l'obbligo al cittadino non membro dell'Unione Europea, che vuole unirsi in matrimonio in Italia, di presentare un permesso di soggiorno valido. Tale norma sembra essere in contraddizione con l'art. 23 comma 2 dell' ICCPR, relativo al diritto di costituire una famiglia legittima. La norma proposta violerebbe sia il diritto del cittadino di Stato non membro dell'Unione Europea che vuole unirsi in matrimonio, che il diritto del cittadino di Stato membro della UE che desideri unirsi in matrimonio con un soggetto privo di autorizzazione a restare in territorio italiano.
Norme che potrebbero avere un impatto negativo sui diritti di persone vulnerabili sulla base della registrazione ai fini della residenza Il disegno di legge, all' art.50, prevede che tutti coloro che sono "senza fissa dimora' siano registrati presso il Ministero dell'Interno. I senzatetto e coloro che vivono in alloggi in condizioni igienico-sanitarie non idonee (in maggioranza migranti e richiedenti asilo) o in case mobili (in maggioranza Rom e Sinti) saranno cancellati dall'anagrafe del Comune dove risiedono e verranno schedati in apposito registro istituito presso il Ministero dell'Interno.
Il disegno di legge prevede che tutti coloro, "senza fissa dimora', che desiderano spostare la residenza in altro Comune, potranno fare domanda di iscrizione al registro dei residenti, anche dopo essere stati cancellati dal registro anagrafico dei residenti del Comune dove risiedevano precedentemente. I Comuni avranno tuttavia il diritto di rifiutare la registrazione di un soggetto nei propri registri dei residenti qualora ritengano che le condizioni di alloggio del richiedente non siano conformi a standard igienico sanitari (art.42). I Comuni potranno negare la registrazione, con amplissimo margine di discrezionalita', dopo 30 giorni dalla proposizione della richiesta, in attesa della verifica dei requisiti di residenza posti dalla legge in discussione.
La registrazione come residente presso un Comune e' un requisito per ottenere l'accesso alle cure sanitarie (con l'eccezione di quelle di emergenza) nella localita' ove un soggetto risiede, e per ottenere accesso all' assistenza sociale; per ottenere il rilascio di un documento d'identita'; per poter votare nel luogo di residenza, per chi gode dei diritti elettorali, nelle elezioni amministrative, europee e nazionali.
Percio' le nuove norme, se approvate, potrebbero avere l'effetto di negare ad alcuni soggetti il diritto di godere dei suesposti diritti a parita' di condizioni con gli altri aventi diritto. Dal disegno di legge non traspare chiaramente in che modo i soggetti che saranno inclusi nel registro nazionale per i "senza fissa dimora', una volta cancellati dai registri anagrafici dei Comuni ove sono residenti, potranno accedere ai servizi sanitari, e assistenziali, come potranno ottenere il rilascio di carte d'identita' e altri documenti, e dove, se godono del diritto di voto, potranno votare.

Ulteriore conseguenza di queste norme sembra essere che sulle carte d'identita' e su altri documenti questi soggetti sarebbero indicati come "senza fissa dimora". Cio' potrebbe sfociare in situazioni di stigmatizzazione e discriminazione da parte delle forze dell'ordine e del personale addetto alla sicurezza, o da parte di altri soggetti, pubblici o privati, per esempio nella ricerca di un posto di lavoro.
Poiche' inoltre, secondo informazioni ricevute da Amnesty International, la maggior parte di coloro che vivono in case mobili sono Rom e Sinti, e molti fra coloro che vivono in abitazioni prive dei requisiti di idoneita' sono immigrati irregolari, l'organizzazione teme che le nuove norme abbiamo un effetto discriminatorio nei confronti di questi gruppi.

Il livello di discrezionalita' concesso alle autorita' locali nel decidere quando i soggetti facenti richiesta di registrazione all'anagrafe dei residenti siano in possesso di tutti i requisiti richiesti e' preoccupante.
L'esercizio di una discrezionalita' cosi' ampia potrebbe tradursi in comportamenti discriminatori e nell'arbitrario rifiuto di registrare in particolar modo coloro che vivono in case mobili, se gli incaricati del Comune alla verifica dei requisiti dichiarano che la loro presenza nel territorio del Comune non costituisce stabile dimora, e nei molti casi in cui, per esempio, Rom e Sinti che vivono in case mobili non hanno accesso all' acqua e ai servizi sanitari.

Amnesty International esprime dunque viva preoccupazione poiche' l'applicazione della legge, se approvata, sebbene apparentemente neutrale, potrebbe avere effetti negativi in maniera sproporzionata su Rom e Sinti, oltre che su altri gruppi per il solo fatto della loro situazione economica precaria. Cio' potrebbe condurre a situazioni di grave discriminazione indiretta.
Le norme sopra esposte sono a rischio di violare gli obblighi internazionali sanciti dal Patto Internazionale per i Diritti Civili e Politici, dalla Convenzione Europea dei Diritti Umani e Liberta' Fondamentali, dalla Direttiva Europea 43/2000 (recepita nel D.Lgs 215/2003) e dalla Costituzione Italiana (in particolare l'art. 3, che proibisce la discriminazione e l'art. 16 che garantisce ad ogni cittadino di poter circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale).
Affinche' la legge sia resa conforme con i principi costituzionali e di diritto internazionale, il legislatore dovra' assicurare: 1) che tutti coloro che saranno inclusi nel registro nazionale possano esercitare i diritti a loro riconsociuti dai trattati internazionali e dalla Costituzione in maniera eguale o comunque non discriminata rispetto a coloro che sono registrati come residenti nei registri anagrafici dei Comuni; 2) che il diritto di ognuno ad avere un'alloggio adeguato sia protetto e rispettato, anche attraverso l'assistenza da parte delle autorita' competenti nell'assicurare il godimento di un alloggio adeguato Articolo 52, che legittima l'utilizzo di associazioni di cittadini per il controllo del territorio Amnesty International esprime inoltre preoccupazione circa l'articolo 52 del "pacchetto sicurezza' in esame al Senato. Se sara' approvato, gli enti locali, previo parere del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, saranno legittimati ad avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati al fine di segnalare agli organi di polizia locale, ovvero alle forze di polizia dello Stato, eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale.
Amnesty International e' preoccupata circa la mancanza di chiarezza della norma. Nella sua forma attuale non appaiono definiti l'ampiezza e i limiti dei poteri o dell'autorita' conferita a tali associazioni, in particolare il potere di fermare e arrestare soggetti (con particolare riferimento all'applicazione dell'art. 383 c.p.p. che conferisce la facolta' di arresto a privati in determinate condizioni); le qualifiche e la formazione richieste a ciascun soggetto che fara' parte di queste associazioni; sotto quale autorita' opereranno e dove ricadra' la responsabilita' per la supervisione e il coordinamento di coloro che ne faranno parte; quali misure e procedure saranno adottate per assicurare che, qualora ci fossero violazioni di norme nazionali o di standard internazionali sui diritti umani non vi sia impunita' per gli aderenti a tali associazioni; chi sara' responsabile per il risarcimento dei danni patiti da soggetti i cui diritti fossero violati da aderenti a tali associazioni.

L'articolo 52 del disegno di legge dichiara che le associazioni di cittadini non armati potranno essere utilizzate al fine di segnalare eventi che possano arrecare "danno alla sicurezza urbana" ovvero "situazioni di disagio sociale". L'esatto significato di questi concetti non e' chiaro, e dunque non e' chiaro in quali situazioni o a quale scopo le autorita' locali si potranno avvalere della collaborazione di tali associazioni.
Amnesty International teme che l'applicazione di tale norma possa condurre a situazioni discriminatorie e di violenza, invece che ad una maggiore sicurezza pubblica e ad un maggior rispetto dello stato di diritto. Non e' chiaro se saranno predisposti meccanismi per assicurare che questi gruppi siano chiamati a rispondere delle proprie azioni, anche qualora queste conducano a comportamenti discriminatori o contrari ai diritti di appartenenti a minoranze e a gruppi vulnerabili. Negli ultimi anni Amnesty International e altre organizzazioni hanno documentato attacchi e violenze da parte di gruppi di cittadini nei confronti di Rom e immigrati in varie parti d'Italia; si teme che, invece di condurre ad una riduzione di tali minacce, la potenziale "legittimazione" delle associazioni di cittadini possa sfociare in un livello di abusi e molestie, anche rilevanti penalmente, al contempo piu' alto e meno palese.
Infatti, se la proposta d'introduzione del reato di immigrazione clandestina venisse approvata, i richiedenti asilo e gli immigrati irregolari rischierebbero di essere presi di mira in maniera piu' che proporzionale da tali gruppi, e risulterebbero piu' vulnerabili alle violazioni dei loro diritti: e' molto probabile che i richiedenti asilo e gli immigrati irregolari finirebbero per non denunciare alle autorita' competenti abusi che dovessero eventualmente subire da parte di appartenenti a tali gruppi, per timore di essere denunciati per il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato.
In base al diritto internazionale sui diritti umani, le autorita' Italiane sono tenute a prendere le misure necessarie per la prevenzione di abusi di diritti umani, tra cui la discriminazione, e comportamenti nocivi da parte di privati, per assicurare la tutela di tutti i diritti fondamentali e per l'investigazione e la punizione effettive di tali abusi, ove occorrano.
In linea con il diritto internazionale, inclusa la Convenzione Internazionale per l'Eliminazione di ogni forma di Discriminazione Razziale (che l'Italia ha ratificato), le autorita' italiane devono astenersi da ogni azione o dichiarazione che possa istigare alla discriminazione o all'ostilita' nei confronti delle minoranze, inclusi Rom, Sinti e migranti. Le autorita' italiane non devono adottare alcuna norma, come l'art. 52, che possa sfociare in discriminazione a meno che possano dimostrare che tale legge non violi gli obblighi dell'Italia a tutelare i diritti umani, compreso il diritto a non essere discriminati. Per le ragioni sopra esposte, Amnesty International chiede al Governo e al Parlamento italiani di assicurarsi che ogni norma adottata nel contesto del "pacchetto sicurezza' sia in linea con gli obblighi internazionali di cui l'Italia e' firmataria.
Amnesty International ha scritto a questo proposito al Ministro dell'Interno, Onorevole Roberto Maroni. Copia di tale lettera e' stata inviata all'Onorevole Franco Frattini, Ministro degli affari esteri.

Distinti saluti,
Nicola Duckworth
Direttore Programma Europa e Asia Centrale

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Sucar Drom (del 03/07/2009 @ 19:52:28, in blog, visitato 1206 volte)

Milano, boom di minorenni italiani dietro le sbarre del carcere Beccaria
Cresce il numero degli italiani reclusi all'Istituto penale per minorenni Beccaria di Milano: nei primi cinque mesi del 2009 sono stati il 32,4%, nel 2008 erano il 27,2%, nel 2007 il 16,8%. "Si tratta ...

Napoli, «I napoletani? La sera gettano roba nei cassonetti e la mattina la ricomprano»
Se a Napoli la raccolta differenziata è, per certi versi, ancora un miraggio, c'è chi con una forma un po' «primitiva» di riciclaggio si è inventato un piccolo business, fondato sulla vendita e sul riutilizzo della “monnezza”...

Zagabria, una romnì in Consiglio comunale
Farmacista, 32 anni, rappresentante della comunità rom in Croazia. Nura Ismailovski (in foto), eletta nelle liste del SDP, è la prima donna rom a sedere nel consiglio comunale di Zagabria. Il s...

L'Ilo mette sotto accusa l'Italia: "Migranti, violate le convenzioni"
Dopo il governo panamense, prima di quello etiope. L'audizione del governo italiano alla 98° conferenza internazionale del lavoro si è tenuta ieri pomeriggio, terza in programma tra le audizioni di altri 24 paesi, di cui nessuno europeo. Il governo è s...

Ddl sicurezza, questa settimana l'ultima lettura al Senato
Dovrebbe essere questa la settimana del varo completo del Ddl sicurezza, il disegno legge della vergogna. Dopo tante polemiche, anche dentro il centro-destra, il Governo probabilmente porrà nuovamente la fiducia anche nell'ultima lettura di Palazzo Madama. A dirsene certo, a...

Insetti clandestini? Razzismo italiota
Mentre il Parlamento sta legiferando per criminalizzare gli immigrati, c’è qualcun altro che utilizza il concetto di clandestinità per fare soldi. Infatti, come potete vedere nella foto tutta l’Italia è tappezz...

Roma, l´assessore alle Politiche sociali Sveva Belviso: "Ma ora troviamo dei luoghi per i banchetti dove i rom possano vendere le loro merci"
«Bisogna trovare delle formule per andare incontro all´esigenza dei rom di fare dei mercatini dove vendere la loro merce, come è avvenuto con il mercato artigianale del IV municipio, un´esperienza ...

Hammarberg, sgomberi Rom in Italia? Diritti umani spesso lesi!
“Il problema che ho riscontrato in Italia è che sono stati attuati alcuni sgomberi di Rom senza che siano stati rispettati i diritti umani. L’ultima volta che sono stato in Italia risale a gennaio e, da allora, non ho più ricevuto molte notizie, ma spero che gli sgomberi avvenuti ...

Ddl sicurezza, posta la fiducia su tre maxiemandementi
Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ha posto la questione di fiducia sul ddl sicurezza all'esame nel Senato. Dopo l'annuncio del ministro il presidente del Senato ha convocato la conferenza dei capigruppo...

Roma, nuovo "campo nomadi" per i Rom del Cesare Lombroso
Sarà trasferito all'inizio del prossimo anno, entro febbraio al massimo, il "campo nomadi" di Cesare Lombroso, nel XIX Municipio. L'area, ancora top secret, sarà una di quelle proposte dai rappresentanti locali, e verterà sempre all'interno del quartiere a nord di Roma. Lo hanno assicur...

Napoli, un arresto per l'omicidio di Petru
Tradito dalle "sentinelle" del rione. Accusato dalle persone che, a vario titolo, vivono la strada, o lo spaccio o gli altri affari border-line dei Quarteri Spagnoli. Così, grazie alle testimonianze di quattro persone, tra neo-pentiti e testimoni di giustizia, la polizia ha catturato uno dei killer dell´...

Firenze, al via il progetto IntegrAzione
Al via "IntegrAzione", il progetto partecipativo volto a favorire l’inserimento della popolazione Rom. Il progetto, finanziato dalla Regione Toscana, è promosso dal Quartiere 4 e curato da numerose associazioni...

Roma, una brutta storia
Volevano essere considerati i veri eredi della banda della Magliana con la loro attività di traffico di cocaina, ma anche di prestiti ad usura e con la vendita o l'affitto di armi ad altre organizzazioni criminali. Una organizzazione criminale dedita al traffi...

Roma, la speranza
Siete tutti invitati alla presentazione del libro “Speranza” di Antun Blazevic che si terrà il 6 luglio 2009 alle ore 19.00, presso l' enoteca "l'Infernotto" in via del Pigneto n. 31 (isola pedonale)...

L’Arci discrimina i Sinti?
Per due anni l’ARCI ha sempre offerto uno spazio alla federazione “Rom e Sinti Insieme” al Meeting Antirazzista di Cecina. Tant’è che la linea politica della federazione è sempre stata lanciata proprio da Cecina. E anche quest’anno nel programma, pubblicato il 23 giugno 2009 (rimoss...

Il ddl sicurezza è legge
Poche ore fa è stato approvato il ddl sicurezza in Senato tra le proteste dell'opposizione dalla quale, secondo Maroni, sono state dette «falsità». Idv, Pd e Udc hanno votato contro il provvedimento "blindato" da tre fiducie...

Uefa, stop alle partite in caso di razzismo
Gli arbitri dovranno sospendere provvisoriamente o definitivamente una partita in caso di episodi di razzismo nello stadio. Lo rende noto la Uefa dopo l’esecutivo che si è riunito a Vilnius. I direttori di gara dovranno applicare la norma numero 5 del Regolamento del ...

Ddl sicurezza, le norme approvate
Chi entra in Italia o vi soggiorna clandestinamente commette un reato. Per avere la cittadinanza si dovrà pagare una tassa da 200 euro. La permanenza nei centri di identificazione ed espulsione potrà arrivare fino a sei mesi. Le 'ronde' diventano legali. Sono al...

Ddl sicurezza, il Vaticano: «Una legge che porterà dolore»
Ha immediatamente raccolto il parere contrario di monsignor Agostino Marchetto (in foto), segretario del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti, l'approvazione in via definitiva del disegno di legge sulla sicurezza. La nuova legge porterà «molti dolori e difficoltà» gli immigrati, secondo Marchetto. «Anche se si asp...

Ddl sicurezza, i commenti in Italia e in Europa
Il "pacchetto sicurezza" è ormai legge, una legge per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi «fortemente voluta dal governo e dal premier». Il Senato, perciò, stamattina ha votato l’ultima delle tre fiducie e, con il sì di 157 senatori, il no di 124 e 3 astenuti, d’ora in poi entrare...

Ungheria, sciolta la milizia dell’estrema destra
Dovrà sciogliersi la Magyar Garda, la Guardia ungherese, la milizia paramilitare legata al partito di estrema destra Jobbik, protagonista di un lusinghiero successo nelle ultime elezioni europee. La Corte d’appello di Budapest ha confermato ieri la sentenza di scioglime...

Bari, clima di razzismo
L'annuncio di provvedimenti che allontanino l´ombra del razzismo. L'invito a rompere il muro dell'omertà e denunciare gli episodi di discriminazione a Bari. La decisione di scendere in piazza. Il giorno do...

Una sentenza controversa
Bocciato il nuovo regolamento dei “campi nomadi”, che il Comune di Milano sta distribuendo in questi giorni in tutte le sue strutture. Bocciata l´imposizione del badge, i controlli in entrata e uscita dai villaggi, come le nuove restrizioni sulle visite di parenti e amici. A pronunciarsi in ...

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 04/07/2009 @ 08:57:52, in Regole, visitato 1431 volte)

Da Roma_Benelux

Tribune de Genève La lettera del giorno Monique Châtelain | 29.06.2009 | 00:01

Onex, 27 giugno - "La legge è legge". Grazie di avermelo insegnato, Signor poliziotto in civile, vociferandomi questo richiamo. La mia infrazione: "Al semaforo rosso del bd des Philosophes - durano tanto - venerdì alle 13.55 ho autorizzato un giovane Rom (come una vicina automobilista, d'altronde) a lavare i vetri della mia vettura. In un paese democratico, pensavo di averne il diritto. Ho inteso le urla di questo agente, che insultava quel povero giovane terrorizzato. A mia volta ho gridato che ero libera di farmi lavare i vetri a chi mi pareva. Lei mi ha amabilmente urlato: "Voi avete il diritto, ma lui no!" Lei mi ha detto amabilmente: "Dategli dei soldi, se volete", cosa che ho fatto, ho donato 3 franchi a quel giovane. Lei ha aggiunto ironicamente: "Ah bene, quello che gli avete donato, lui non l'avrà, finirà nelle mie tasche!" Ritengo dunque di essere stata raggirato dalla persona del diritto. Che mi renda i miei 3 franchi! Signor poliziotto (...) lei ha avuto la sorte di essere nato in un paese che pratica i diritti dell'uomo, dove è stato ben nutrito, istruito, cosa che le da il diritto di esibire il sua bel documento di polizia. Se lei fosse nato a qualche centinaio di km. da qui, sarebbe differente. Pensa mai, che a volte potrebbe essere al posto di quei giovani senza speranza? No, ciò non la sfiora, perché la legge è legge. Allora, Signore, io sono una cittadina che rispetta la legge, ma che ha un cuore. Avrei potuto essere al posto di quei giovani, lo stesso i miei figli. Ma abbiamo avuto più possibilità (...)

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 05/07/2009 @ 09:15:44, in media, visitato 1354 volte)

Da Roma_Francais

Radio PRAHA [25-06-2009 15:07 UTC] Par Jaroslava Gregorová

Tomáš Bystrý è un giornalista, presentatore e reporter rom, ha vent'anni, e tra l'altro presenta dei modelli per la casa di moda SKIN FASHION. Ha cominciato a scrivere dalla scuola primaria dove aveva fondato un giornale. Più tardi, ha lavorato per la Radio rom Rota. Ha scritto articoli per la rivista mensile di Praga 4, Tucnák (Il pinguino). E' anche redattore del mensile Romano vod'i, pubblicato dall'Associazione civica Romea.

Tomáš Bystrý, photo: Archives de Tomáš Bystrý

Quest'anno ha passato la maturità al liceo Eliska Krásnohorská di Praga, ma nel corso dei suoi studi ha seguito per più di un anno un corso sui media organizzato nel quadro del progetto "Il Sostegno dei Rom a Praga". Può dirci qualche parola sul progetto ed sul corso sui media?

Se non mi sbaglio, il progetto è durato quattro anni, e nel quadro di questo progetto le differenti organizzazioni  che si occupano di formazione e di impiego dei Rom hanno organizzato differenti corsi, sia di formazione che di riconversione professionale. Ho seguito il corso organizzato dall'Associazione civica Romea, [...] che aveva l'obiettivo di formare qualche giovane Rom che volesse lavorare nei mezzi d'informazione. Il corso mi ha dato tanto. Ma già alla scuola primaria, ho cominciato ad interessarmi al lavoro nei media. [Lì] ho fondato un giornale ed a quattordici anni ho lavorato come redattore esterno per la Radio Rom su Internet, Rota. Questo corso ha arricchito la mia conoscenza a livello dei media, e nel quadro dei differenti seminari che facevano parte del corso, ho avuto occasione di incontrare gente interessante, come la sociologa Jirina Siklová o la giornalista Jarmila Balázová e molte altre persone che ci hanno messo in testa tutte le cose utili al mestiere di giornalista. Ci hanno insegnato ciò che ci sarà utile nella pratica come giornalisti.

Ora cosa sta facendo? Lavora nei mezzi di informazione?

Attualmente coopero sempre con la rivista Romano vod'i, un mensile culturale, politico e sociale, pubblicato dall'associazione Romea. Esiste da sette anni e dal 2005 ho la mia rubrica "Visto dai nostri occhi" (Amare jakenza) che tramite inchieste e piccole interviste con differenti esperti riflette l'opinione dei giovani. Scrivo soggetti sui giovani rom e no, poiché da noi le attività, gli svaghi, le pene e gioie sono identici tanto per la gioventù rom e non rom.

Tomáš Bystrý, photo: Archives de Tomáš Bystrý

Lei ha anche presentato dei modelli per la marca SKIN FASHION. Di che consiste e che si tratta?

Č la conclusione di un progetto di quattro anni, "Sostegno dei Rom a Praga". Si trattava di una campagna pubblicitaria in cui sono scelti i migliori laureati dei corsi di formazione e di riconversione professionale. Sono stato uno di loro, essendo uno dei primi nel corso sui media. L'obiettivo era, tramite manifesti di un'agenzia fittizia di modelli che creava modelli di abiti, di attirare l'attenzione del vasto pubblico su questo tipo di attività e mostrare che esistevano anche giovani Rom che non sono solo dei parassiti che abusano delle prestazioni sociali, ma che provano a trovare il loro posto in vari settori del mercato di lavoro e che si interessano alla formazione continua.

I genitori di Tomáš sono ovviamente Rom, la sua madre è centralinista in una clinica privata, suo padre è autista di taxi e lavora anche in una casa di pensione. Tomáš è passato un'infanzia eccezionale, molto felice come dice lui stesso. La sua famiglia è rispettosa delle tradizioni Rom, ma occorre precisare che le tradizioni Rom differiscono da una famiglia all'altra.

Tomáš Bystrý, photo: Archives de Tomáš Bystrý

Lei stesso ha mai risentito di un'avversione in ragione delle sue origini o le è mai capitato di essere aggredito o insultato?

Tutti quanti sono diversi dagli altri, che siano obesi, che abbiano i capelli viola, o una decina di piercing sul viso, diventano il centro d'interesse nella via o nel tram. Dunque noi anche, Rom riconoscibili, come è il mio caso. In molti credono che io sia pakistano. Quotidianamente ci si confronta con manifestazioni, in questo caso, non direi di razzismo ma di xenofobia. Quando sono sul tram o sull'autobus e vedo le vecchiette che stringono la loro borsa al petto per paura che punti al loro portafoglio, lo trovo sgradevole. D'altra parte a volte mi dico che è forse un pregiudizio, ma in questo caso osservo bene che le signore diventano più attente quando monto nel tram. Non sono stato vittima d'aggressione, eccetto una volta in una discoteca, tre piccoli giovani più o meno della mia età hanno cominciato ad appellarmi tipo: "Tu, italiano (denominazione per i Rom) tornatene nel tuo paese."

La capo redattrice della sezione rom della radio ceca, Anna Poláková, è stata obbligata ad emigrare in Canada (vedi QUI ndr) perché la sua famiglia era aggredita e non si sentiva più sicura nella Repubblica Ceca. Ha l'impressione che il razzismo aumenti nella Repubblica Ceca?

Anna Poláková

Credo effettivamente chel'estremismo sia cresciuto in questi ultimi mesi. Ciò è forse dovuto al fatto che i partiti estremisti approfittano dell'instabilità governativa e forse della crisi economica. Nondimeno in una società democratica, nel XXI secolo, quando tutti abbiamo appreso a scuola ciò che era Shoah, la gente nella Repubblica Ceca e in tutto il mondo non dovrebbe manifestare un tale estremismo. Gli estremisti sono molto professionali, hanno giuristi eccellenti e non sono più soltanto giovani di diciotto anni in giacche di cuoio, ma c'è una vera ideologia e fra i neonazisti c'è gente istruita e questo è molto pericoloso. Credo che attualmente si sia realmente testimoni di vari eventi di questo tipo, che sia l'incendio a Vítkov (vedi QUI ndr) e altre manifestazioni degli estremisti. Siamo testimoni del fatto che l'estremismo aumenta ed esiste realmente.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 06/07/2009 @ 08:56:23, in casa, visitato 1479 volte)

Da Roma_Francais (se ne era parlato QUI e QUI)

I Rom nuovamente minacciati - La giustizia si pronuncia oggi sull'avvenire del campo di Médecin du monde a Saint-Denis

La fuga in avanti continua. Evacuate da un capannone di Bobigny il 23 maggio dopo un incendio che ha ucciso un bambino di 10 anni, brevemente alloggiate e quindi espulse da un asilo del comune, sloggiate in seguito d' un capannone abbandonato di Gennevilliers, le famiglie rom, un centinaio di persone, dovranno presto lasciare il campo stabilito un mese fa sul marciapiede di Saint-Ouen in mancanza di un rialloggiamento.

Il tribunale delle grandi istanze deve pronunciarsi oggi sull'assegnazione a Médecin du monde, che ha installato tende, della prefettura di Seine-Saint-Denis. Quest'ultimo rimprovera "l'occupazione di un terreno di proprietà dello Stato". L'accampamento attuale, installato al piede dell'A86 utilizza lo stesso dispositivo dei campi profughi nel mondo, con l' aiuto alimentare del Soccorso cattolico.

Il seguito impossibile
" Chiediamo da tempo una tavola rotonda che riunisce lo Stato, la Regione, le collettività e le associazioni perché non ci siano espulsioni senza soluzione di rialloggiamento duraturo, spiega il dottor Olivier Bernard, presidente di Médecin du monde. Ci sono soluzioni, come i villaggi d' inserimento installati a Montreuil e ad Aubervilliers. Ma la sola risposta, per il momento, è questa chiamata a giudizio".

Secondo l'esperto, "i gruppi non possono più lavorare: i Rom sono incessantemente in movimento a causa delle espulsioni. Ciò impedisce il seguito delle gravidanze, dei lattanti e l'istruzione dei bambini, che sono attualmente in una scuola di Bobigny". Il campo di sette tende accoglie 120 Rom originari dalla Romania, tra cui quattro donne incinte e quindici bambini con meno di 2 anni. "Viviamo a dieci o venti nelle tende," racconta Palos Constantine, un padre di famiglia rom del campo.

"Quel che spero, è non essere più obbligati ad errare cercando un terreno. Il problema, è che quando ci propongono un alloggio in albergo, non supera tre notti". Segno, forse, di un'evoluzione sull'argomento: una riunione deve svolgersi il 10 luglio tra il prefetto del dipartimento, gli eletti e diverse associazioni.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 06/07/2009 @ 09:25:25, in media, visitato 1991 volte)

Una segnalazione di Betti

Sulla provincia pavese di oggi (ieri ndr) c'era la seguente intervista ad un assessore. In questo momento non ho tempo di andare a verificare quali sono le sue deleghe, ci provo domani. le trovate comunque sul sito del comune di Pavia, www.comune.pv.it

Nota. Quando ho ricevuto la notizia, ho cercato su Facebook il gruppo indicato: non esiste più (speriamo).

IL CASO/2 Trivi: "Ma io non ho nulla contro i Sinti"

PAVIA.
"Via i nomadi da Pavia": si chiama così il gruppo di Facebook, che, tra le altre, ha guadagnato l’adesione dell’assessore al Commercio Pietro Trivi.
Gruppo nel quale un altro "ospite" è andato oltre, prospettando un gesto eclatante: bruciare i campi nomadi.

Trivi, perchè ha aderito a questo gruppo?
"Non ho nulla contro gli zingari, la mia iscrizione è stata una goliardata".

In che senso?
"Non ero stato l’unico ad aderirvi. Era una cosa fatta per cortesia, per spirito di amicizia nei confronti di chi aveva avuto l’idea. Guardi, glielo assicuro, io non sono assolutamente intollerante".

Ma ora è assessore...
"Lo ripeto, non sono razzista. Anzi, le dirò di più: li ho anche difesi gratuitamente gli zingari quando si sono rivolti a me. Semmai anche in campagna elettorale ho ribadito la necessità di spostarli da piazzale Europa e via Bramante. Da tempo e da più parti si auspica una collocazione più consona".

Ma qualcuno nello stesso suo gruppo di Facebook parla di bruciare i campi nomadi...
"Mi dissocio assolutamente da una simile affermazione. Le assicuro che al più presto mi cancellerò da quel gruppo".

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 07/07/2009 @ 09:07:46, in Italia, visitato 1457 volte)

Ricevo da Ernesto Rossi

GIOVEDI’ 9 LUGLIO 2009
CAMPO SINTI DI P.LE EUROPA
(sulla destra del Palazzo Esposizioni)

Serata di Grande FESTA in P.le EUROPA , saranno presenti: Autorità, Associazzioni di volontariato, comunita Sinte, e finalmente tanti amici (sedentari) di Pavia e Provincia.

Comune di Pavia Università di Pavia - Facoltà di Ingegneria
Settore Servizi Sociali CdL Ingegneria Edile/Architettura
Corso di Sociologia Urbana e del Territorio


I Sinti abitano Pavia
Progettiamo insieme il superamento urbanistico e sociale dei campi nomadi pavesi

Tra marzo e giugno del 2009 un gruppo di 30 studenti di Ingegneria Edile-Architettura, coordinati dal sociologo Andrea Membretti, hanno realizzato una intensa attività di studio e di progettazione urbanistica e sociale, per affrontare il "problema campi nomadi" in relazione alla città di Pavia.

Lo studio si inserisce in una convenzione siglata con il Comune di Pavia: le attività si sono svolte in interazione con il Gruppo di Studio sull’Immigrazione promosso dalla Prefettura di Pavia e hanno visto il diretto coinvolgimento della Comunità sinta pavese, oltre che di diverse associazioni locali e di numerosi esperti sul tema.

Per presentare i primi risultati del laboratorio di ricerca e per discuterne insieme, la cittadinanza tutta è invitata ad una serata di incontro, di dibattito e di socialità.

ORE 21: PRESENTAZIONE PUBBLICA DELLE ATTIVITA’ DEL LABORATORIO E DIBATTITO
ORE 22 in poi: MUSICA ZIGANA, BALLI E SOCIALITA’

Per tutta la serata sarà presente servizio bar gestito dalla comunità sinta.

Informazioni e contatti: andrea.membretti@unipv.it - http://www.sociability.it/sintiapavia/

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 07/07/2009 @ 09:25:53, in Kumpanija, visitato 1271 volte)

Segnalazione di Vielka Araya da Mundogitano.net

Por: Maria de la Luz Ahumada - Santiago - 11/06/2009

Timore, rifiuto e insulti compresi sono quello che giornalmente i gitani ricevono per strada, nessuno può negare che la loro presenza ci fa subito pensare "Ruberanno!" Se è così, e credo che sia accaduto a tutte, me inclusa, abbiamo avuto gravi pregiudizi nei loro confronti.

Il fatto che la gente abbia un pensiero sociale tanto cattivo dei gitani, risale alla storia di questo popolo, da cui discende la situazione attuale di questa comunità, che in molti paesi è immersa nella povertà e, come conseguenza, in gravi problemi di analfabetismo, delinquenza o marginalizzazione sociale.

I gitani sono stati "perseguitati" dal XIV secolo, quando esistevano in Europa gruppi di loro che erano schiavi del re, della chiesa o dei latifondisti e lo furono fino al XIX secolo. Così, i monarchi spagnoli costruirono un'intera legislazione antigitana, da cui derivò un razzismo che si estese con la colonizzazione. In piena epoca di espansione e scoperta del mondo. L'Europa formulò supposizioni scientifiche che affermavano la differenza tra i popoli e, soprattutto, la superiorità degli uni sugli altri. Questa superiorità legittimava lo sfruttamento degli individui considerati inferiori.

Però oggi, in cerca di loro col mio compagno José, ci imbarchiamo verso il loro mondo, il loro spazio e la loro cultura; all'inizio temevamo che ci succedesse qualcosa e gli chiesi che non mi lasciasse sola, che avevo molta paura perché, chiaro, crebbi ascoltando che erano ladri e che lanciavano maledizioni se non gli davi soldi, però mi aspettava una gran sorpresa, per la prima volta uscii dai miei pregiudizi ed ebbi l'opportunità che mi mostrassero la loro vita, i loro sogni, dolori e speranze ed oggi posso testimoniare che sono persone meravigliose, piene di vita ed allegria,  e che malgrado la loro condizione di povertà in cui vivono, i loro testimoni mi insegnarono l'altra faccia della realtà; mi ricordai di un detto che coincideva con quello che stavo sperimentando: "Guarda più in là di quel che vedi", questo feci e così condivisi con loro questa forma di sentire che vivono quotidianamente come i loro balli, la musica e quella gran fratellanza che ci mostrarono riuscirono ad emozionarmi.

Non posso esprimere con le parole quello che i miei occhi vedevano, bambini immersi nel freddo, non posso smettere di chiedermi come potevano sopravviverci, alla pioggia, sino a cose così intime come l'igiene personale e perché fossero stigmatizzate come ladri, se davanti a me vedevo persone accoglienti e rispettose, così simili a noi, che provano ad essere parte di questa società, persone semplici con molto da dare.

La vita...

I Gitani vivono suddivisi in diversi luoghi della regione e tutti vengono da luoghi distinti del Cile, l'ideale per vivere è un posto in cui non faccia freddo, che sia spazioso per collocare le tende, non rimangono mai in un solo luogo, tutto dipende dalla situazione economica, così se un posto non va bene emigrano cercando opportunità e luoghi migliori in cui il clima sia più tiepido.

Vivono della compravendita di veicoli, di artigianato, di lavoro del rame o di lavori di impagliatura. Le notti di freddo le passano vestiti, negano l'esistenza di un patriarca, piuttosto ogni famiglia è indipendente e sono loro stessi che sovrintendono ai figli, i bambini vanno a scuola come tutti, però al momento di partire devono iniziare un'altra volta il processo educativo. Secondo la "Legge Gitana" la donna deve arrivare vergine al matrimonio, e solo alcune cose sono realmente cambiate come la proibizione di accasarsi con una persona che non fosse un gitano.

D'altra parte, ci raccontano sulle necessità elementari di sopravvivenza come la luce pagata assieme e l'acqua che costa 1.500 pesos, che trasportano e utilizzano in bidoni, le necessità basiche le effettuano presso la pompa di benzina più vicina.

Così come esistono le tende, ci sono anche gitani che vivono in case ed hanno una situazione economica migliore, quasi tutti si dicono cristiani e non bevono, fumano solo sigarette.

Il testimonianza...

Lei è Esmeralda, gitana e madre di due figli, e ci ha parlato di quanto è difficile vivere in queste condizioni. "La cosa più difficile del vivere nelle tende è l'umidità, la mancanza di bagni, la scomodità ed il freddo per i bambini, oltre ad essere costantemente discriminati dai vicini e dalle persone che passano fuori e vedono le nostre tende".

Oltre alle durezze della loro condizione di vita, devono inoltre affrontare la discriminazione quotidiana delle persone che li circondano, i mille rifiuti d cui soffrono quotidianamente. Efraín Soto, è un gitano che fa parte di questa comunità e ci dice che "il più difficile di appartenere a questa cultura è la discriminazione nella salute, per le strade da tutti i lati. C'è gente che ci discrimina molto e tra l'altro ci minacciano di bruciare le tende".

"Sappiamo che ci trattano da ladri," segnala Efraín riferendosi allo stigma che si portano addosso. "Nel regno del signore c'è di tutto, come da voi c'è gente buona e meno, nel caso dei gitani è lo stesso e per colpa dei cattivi ci trattano tutti come ladri".

E' di grande importanza l'istruzione e l'appoggio delle autorità, perché queste persone non vivano in condizione di povertà, non dimentichiamo che l'unica cosa che ci differenzia da loro è la cultura, tutto il resto è uguale.

La cosa importante di questa esperienza è almeno di poter verificare [...] che in molte occasioni i nostri pregiudizi possono portarci a pensare in maniera sbagliata sugli altri, in questo caso mi fu chiaro che sono tanto umana quanto loro e che tutti meritiamo un'opportunità per mostrarci come siamo...

Fuente: El Observatodo

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587

Titolo
Quest'anno ci saranno le elezioni europee. Ti senti coinvolto:

 Per niente
 Poco
 Normalmente
 Abbastanza
 Molto

 

Titolo
La Newsletter della Mahalla
Indica per favore nome ed email:
Nome:
Email:
Subscribe Unsubscribe

 

********************

WIKI

Le produzioni di Mahalla:

Dicono di noi:

Bollettino dei naviganti:

********************


Disclaimer - agg. 17/8/04
Potete riprodurre liberamente tutto quanto pubblicato, in forma integrale e aggiungendo il link:
www.sivola.net/dblog.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. In caso di utilizzo commerciale, contattare l'autore e richiedere l'autorizzazione.
Ulteriori informazioni sono disponibili QUI

La redazione e gli autori non sono responsabili per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ai post.
Molte foto riportate sono state prese da Internet, quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non hanno che da segnalarlo, scrivendo a info@sivola.net

Filo diretto
sivola59
per Messenger Yahoo, Hotmail e Skype


Outsourcing
Questo e' un blog sgarruppato e provvisorio, di chi non ha troppo tempo da dedicarci e molte cose da comunicare.
Alcune risorse sono disponibili per i lettori piu' esigenti:

Il gruppo di discussione

Area approfondimenti e documenti da scaricare.

Appuntamenti segnalati da voi (e anche da me)

La Tienda con i vostri annunci

Il baule con i libri Support independent publishing: Buy this e-book on Lulu.


Informazioni e agenzie:

MAHALLA international

Romea.cz

European Roma Information Office

Union Romani'

European Roma Rights Center

Naga Rom

Osservazione


Titolo
blog (2)
Europa (7)
Italia (6)
Kumpanija (2)
media (2)
musica e parole (4)

Le fotografie piů cliccate


05/07/2020 @ 12:10:49
script eseguito in 155 ms

 

Immagine
 La comunità virtuale di Rom e Sinti nel mondo... di Fabrizio



Cerca per parola chiave
 

 
 

Circa 134 persone collegate


InChat: per non essere solo un numero scrivete /n  e poi il vostro nome/nick

< luglio 2020 >
L
M
M
G
V
S
D
  
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
   
             
Titolo
blog (506)
casa (438)
conflitti (226)
Europa (986)
Italia (1410)
Kumpanija (377)
lavoro (204)
media (491)
musica e parole (445)
Regole (348)
scuola (335)
sport (97)

Catalogati per mese:
Maggio 2005
Giugno 2005
Luglio 2005
Agosto 2005
Settembre 2005
Ottobre 2005
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019
Dicembre 2019
Gennaio 2020
Febbraio 2020
Marzo 2020
Aprile 2020
Maggio 2020
Giugno 2020
Luglio 2020

Gli interventi piů cliccati

Ultimi commenti:
Testimonianza su come č stata trasformata la mia v...
20/06/2020 @ 17:12:08
Di Giulia Chiara
BTC INVESTMENT FUNDING                            ...
19/06/2020 @ 07:15:09
Di BRC INVESTMENT FUNDING
 

Locations of visitors to this page

Contatore precedente 160.457 visite eliminato il 16/08/08 per i dialer di Specialstat

 Home page © Copyright 2003 - 2020 Tutti i diritti riservati.

powered by dBlog CMS ® Open Source