Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

siamo amici da quasi 50 anni, una vita! Per gli amici, questo e altro! Se passate di li', fategli un saluto da parte mia...

ASSETTO VARIABILE

E' sospeso sino a data da destinarsi.

Le puntate precedenti sono disponibili QUI


Volete collaborare ad ASSETTO VARIABILE?
Inviate una
mail
Sostieni il progetto MAHALLA
 
  
L'associazione
Home WikiMAHALLA Gli autori Il network Gli inizi Pirori La newsletter Calendario
La Tienda Il gruppo di discussione Rassegna internazionale La libreria Mediateca Documenti Mahalla EU Assetto Variabile
Inoltre: Scuola Fumetti Racconti Ristorante Ricette   Cont@tti
Siamo su:  
Da maggio 2005 circa 6.000 post

La redazione
-

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 14/04/2009 @ 09:03:36, in Europa, visitato 2020 volte)

Da Roma_Francais (lungo ma molto interessante, leggetelo ANCHE a puntate)

Tratta dei minori rumeni nella migrazione: realtà e processo

Fonte: Courrier des Balkans messo in linea: giovedì 2 aprile 2009 - Par Olivier Peyroux [1]

Dalla caduta del comunismo, la questione dei minori rumeni nella migrazione alimenta voci ed esagerazioni. Il fatto è che la "transizione" ha esercitato dei fenomeni massivi di de-scolarizzazione e una perdita dei riferimenti sociali e famigliari. Il sociologo Olivier Peyroux cerca di fare il punto sulla questione, evitando le polemiche ed i luoghi comuni che non contribuiscono ad una buona comprensione del problema.

Questo articolo ha per oggetto l'analisi e la comprensione dei meccanismi che conducono allo sfruttamento dei minori rumeni migranti.

Per condurre a termine la nostra ricerca siamo ricorsi a:

  • osservazioni ed interviste con i giovani, le loro famiglie e le organizzazioni incaricate della loro protezione nei paesi d'origine e nei paesi di destinazione,
  • lavori scientifici,
  • articoli di stampa ed altri documenti informativi.

Il tema scelto potrebbe incitare al giudizio di valore, due scogli sono da evitare: la stigmatizzazione dell'insieme dei migranti ed una lettura culturalista dei Rumeni e dei Rrom giustificando o scusando la situazione senza cercare di analizzarla.

Per il primo punto, è facile da dimostrare come l'assistenza alla popolazione che ci interessa è ultra minoritario rispetto all'assieme della diaspora rumena spesso invisibile al grande pubblico perché estremamente ben integrata. Dopo il censimento della popolazione rumena del 2002, la diaspora verso l'Europa dell'Ovest è compresa tra i 4 e i 7 milioni di persone. I gruppi che presentano rischi di sfruttamento dei minori rappresentano una percentuale inferiore al 5% del totale. Occorre quindi guardarsi da tutte le generalizzazioni stigmatizzanti l'insieme dei profili dei migranti rumeni, tra l'altro, molto eterogenei (quadri superiori, studenti, rifugiati politici, imprenditori, operai...). Riguardo ai Rrom rumeni possiamo anche ricordare che il mito dell'esodo verso l'Europa dell'Ovest è inesatto, perché secondo le stime, la migrazione rappresenterebbe al massimo il 10% dei migranti di questa popolazione, stimata attorno ai due milioni di persone [2].

Trattando la distinzione tra Rumeni non rrom e Rrom, abbiamo deciso di descrivere le strategie messe in atto dai gruppi di migranti senza fare differenze. In effetti, l'eterogeneità culturale tra i differenti gruppi dei Rrom rumeni ed i Rumeni, rende tutti i tentativi vani e stigmatizzanti. D'altra parte, essendo limitata la scelta delle strategie legate all'emigrazione, numerosi gruppi, benché culturalmente diversi, optano per comportamenti simili.

Fatte queste premesse, è importante precisare bene i limiti di questo articolo. Per descrivere meglio i processi abbiamo optato per delle semplificazioni storiche, economiche e sociologiche. Le strategie descritte sono tra le più correnti, ma sono lontane dall'essere esaustive. Per ragioni di chiarezza, sono presentate in maniera distinta e cronologica tuttavia, nella pratica, esistono diverse combinazioni.

Le due prime parti di questo articolo portano ai processi di adattamento di alcuni gruppi ai cambiamenti socio-economici della Romania che conducono alla tratta dei minori. Una volta presentato il macro-quadro, affronteremo più nel dettaglio le strategie famigliari ed individuali per entrare ed uscire dai sistemi di sfruttamento.

Redistribuzione delle carte sociali ed apparizione di strategie migratorie a rischio di sfruttamento dei minori

La caduta del regime comunista ed il passaggio verso l'economia di mercato hanno avuto per conseguenza una profonda riorganizzazione sociale. Le categorie della popolazione attiva rumena più colpite da questi cambiamenti sono state gli operai, i contadini e gli artigiani. In questi tre gruppi troviamo dei Rrom e dei Rumeni non rom. Per queste persone, la perdita del loro impiego seguita alle ristrutturazioni delle imprese statali ed allo smantellamento dell'industria agricola,associata all'assenza di protezione sociale, li ha forzati ad un ritorno alla terra o a lavori manuali particolarmente estenuanti [3]. Tra queste categorie, spesso la migrazione è diventata l'unica strategia sognata di promozione sociale ed il mezzo di fuga alle attività subite, poco rimunerative e spesso penose.

Sino al nuovo millennio, cioè prima della soppressione dei visti per soggiorni brevi [4], accedere allo spazio Schengen per i Rumeni usciti dalle campagne e senza qualificazione necessitava di una vera logistica ed una rete solida di conoscenze. Alcuni villaggi si sono allora organizzati attorno alla migrazione. Tra i primi Certeze (dip. Satu Mare), nel nord ovest del paese e senza dubbio il più conosciuto, ma si trovano ugualmente Separaus (dip. Arad), all'ovest, da dove vengono i Rom di Montreuil, Borsa e Marginea (dip. Suceava), all'est, di cui una parte è andata a Milano, lo stesso per quelli del villaggio di Corod (dip. Galati), a sud est, verso Padova, quelli di Sambata de Sus (Tara Fagarasului) al nord, a Roma e nella regione del Lazio, quelli di Dobrotesti (dip. Teleorman), a sud, verso Coslada, vicino a Madrid, quelli di Dragasani (dip. Valcea), a sud, verso Gerusalemme [5].

Questi villaggi hanno sovente per caratteristiche comuni:

  • un'abitudine alla mobilità anteriore al periodo comunista, per esportare la loro forza lavoro,
  • un sentimento identitario forte che li porta a considerarsi come appartenenti ad una minoranza. Questa posizione è spesso confortata dall'adozione di una religione differente da quella ortodossa,
  • un conformismo degli individui alle strategie adottate dal gruppo.

Da questi dati comuni che li possono qualificare come pionieri, l'aspetto normativo del gruppo crea un processo di auto-esclusione dal sistema di protezione rumeno, rendendo la migrazione come il solo avvenire possibile. Il meccanismo è il seguente: gli adulti partono, i bambini restano con la madre o con i nonni. I primi segni di riuscita materiale appaiono nel villaggio con la costruzione di case, confortando quindi il gruppo nella sua strategia migratoria. I bambini sono sempre meno motivati dalla scuola, perché sanno che per "riuscire" bisogna partire. La scolarità diviene opzionale, i giovani non ottengono le qualifiche professionali necessarie a trovare impiego in Romania. Migrando spesso escono dal sistema di protezione sociale, perché non possiedono il "libretto di lavoro" [6] rendendo ancora più complesso l'inserimento nel loro paese d'origine. Si crea allora una forma di dipendenza dalla migrazione, perché non ci sono davvero alternative, propizia spesso a tutte le derive per soddisfare necessità materiali sempre più importanti ed irrazionali. Il saccheggio dei parchimetri parigini nel 2002 da parte dei minatori venuti dal paese di Oas (di cui una gran parte da Certeze) è un'illustrazione spettacolare. In effetti, dall'inizio degli anni '90, adulti di questa regione partone verso l'Occidente per tentare la fortuna, alcuni lavorano nell'edilizia, altri vendono giornali all'uscita dei negozi [7]. I soldi guadagnati permettono di costruire nuove case piano su piano. Le case dei migranti impressionano gli abitanti rimasti nel villaggio, a tal punto che alcune famiglie decidono di inviare alcuni dei loro membri, preferibilmente giovani non sposati in età da lavoro (attorno ai 16 anni). Qualcuno vede in questa nuova mano d'opera a corvè e facilmente manipolabile un'occasione per grandi guadagni. Si mettono in atto differenti tipi di sfruttamento: lavoro in nero di adolescenti, piccola delinquenza sino al furto dei parchimetri e la prostituzione maschile. Nel villaggio, fioriscono sempre più nuove case brillanti, creando una forma di competizione tra le famiglie per sapere chi avrà la più cara. Gli abitanti esitanti ad inviare i loro figli si lasciano convincere e chiudono gli occhi sull'origine dei soldi, abbagliati dalla riuscita materiale che esercita lo status sociale.

Questo tipo di migrazione di gruppo ha rappresentato e rappresenta una strategia che poteva condurre allo sfruttamento dei minori rumeni. Lo scivolare dalla migrazione di gruppo allo sfruttamento appare quando degli intermediari, spesso partiti dal medesimo villaggio, utilizzano una categoria vulnerabile permettendo di oltrepassare la legislazione del paese di destinazione per arricchirsi. Con un relativo sviluppo economico ed una migliore informazione delle famiglie, questa fase tende ad arrestarsi, le famiglie non vogliono più sottomettersi a qualche individuo. Quindi ciascuna riprende la propria parte di autonomia all'interno del gruppo e mette in atto strategie proprie. Si passa da una fase che chiameremo "di sfruttamento collettivo" ad una  "di emancipazione famigliare" verso una fase "di emancipazione individuale". Gli adulti hanno trovato dei "padroni", i figli dentro un'istituzione hanno terminato la loro formazione; i membri della famiglia decidono di continuare assieme o ciascuno per la sua strada. Alla fine il gruppo degli abitanti va normalizzandosi e ciascuna famiglia s'inserisce bene tanto nel paese di origine che in quello di destinazione. Tuttavia, questa fase di adattamento è spesso gravida di conseguenze per chi la vive. Numerosi adulti conoscono seri problemi medici mentre molti giovani che non sono riusciti ad inserirsi nei paesi di destinazione si installano durevolmente nella precarietà e nelle attività di sopravvivenza, lasciandovi la loro salute fisica e persino mentale.

Apertura delle frontiere: apparizione di popolazioni più vulnerabile e sviluppo dei sistemi di sfruttamento

A partire dal 2002 [8], la Romania è rientrata in una fase di privatizzazione massiccia e di economia di mercato poco regolata. Le conseguenze sono state un aumento del prezzo dell'energia e dei beni di consumo. D'altra parte, a partire dal 2007, con l'entrata del paese nella UE, il modello di agricoltura famigliare nel quale si è rifugiata la parte della popolazione meno qualificata non è più adatta alle nuove norme da rispettare e trascina di conseguenza l'impossibilità di vendere alle filiere agricole ed agro-alimentari. Le campagne devono nuovamente trovare delle strategie di sussistenza con uno Stato che offre una protezione insufficiente alle popolazioni più deprivate. Senza reali sovvenzionamenti e copertura sanitaria, con qualificazioni rese obsolete, guadagnarsi da vivere è sempre più difficile. La migrazione diviene allora una delle soluzioni, più accessibile di prima, grazie alla libera circolazione. Questa nuova possibilità va a rappresentare un'occasione per i migranti malintenzionati e già stabiliti, che vanno imponendosi, a fronte di una remunerazione, come intermediari in tutte le tappe del progetto migratorio. In questi gruppi di popolazione che decidono di partire come famiglia o di inviare i loro figli a guadagnare all'estero, l'assenza di una rete di conoscenze affidabile sul posto spesso comporterà il processo di sfruttamento dei minori. Queste famiglie arrivano all'estero in situazioni difficili, un contesto molto concorrenziale ed un ambiente ostile:

  • bambini descolarizzati in Romania spesso delle classi primarie e genitori con un debole livello d'istruzione,
  • saturazione nei paesi di destinazione del mercato del lavoro in nero ed accesso al mercato dell'impiego legale estremamente complesso [9],
  • strutturazione della migrazione da parte di compatrioti che rendono qualsiasi servizio monetizzabili per le persone non che dispongono di reti familiari,
  • apparizione di sistemi di sfruttamento molto elaborati che rendono alcune famiglie prigioniere di alcuni gruppi,
  • infine diminuzione della protezione sociale nei paesi di destinazione.

Il contributo dei minori diventa allora, poco a poco, necessario ai redditi familiari. Essendo le loro capacità di riportare soldi spesso più importanti di quelle degli adulti, particolarmente nei periodi di disoccupazione massiccia, differenti gruppi cercano di recuperare questi giovani ai fini dello sfruttamento.

Le differenti forme di sfruttamento famigliare

In funzione delle costrizioni che conosce la famiglia il ricorso al lavoro dei minori è molto variabile. Se occorre ricordare che la maggioranza delle famiglie dei migranti tentano di fare di tutto per permettere ai loro figli di seguire una scolarità normale, alcuni gruppi deprivati si trovano di fronte ad imperativi economici che non sanno risolvere senza utilizzare l'assieme dei membri della famiglia, compresi i più giovani.

Nella gran maggioranza dei casi le famiglie contraggono debiti presso i vicini ed hanno bisogno di altre rimesse per assicurarsi il quotidiano. Le somme sono variabili e i bambini dopo la scuola e nei fine settimana aiutano i genitori chiedendo la carità o vendendo fiori. Queste pratiche riguarda una gran parte delle famiglie rrom, dove la madre ed i figli assicurano quotidianamente i bisogni finanziari per le spese correnti della famiglia.

Tra i gruppi arrivati recentemente, che non beneficiano di una rete d'aiuto, alcuni devono pagare ogni mese un prezzo di soggiorno elevato, cosa che crea una pressione su tutti i membri della famiglia. I minori sono chiamati a contribuire e spesso, il tempo necessario per riunire questa somma ha per conseguenza un'assenza dalla scuola o l'indirizzamento verso attività pericolose (lavori penosi, mendicità fino ad ore tarde, furti, prostituzione). Per scappare da queste differenti forme di racket, le famiglie che non possiedono risorse che possano aiutarle, decidono di uscire dal gruppo, spesso andando ad abitare in alloggi estremamente precari ma gratuiti, quindi si rivolgono verso i servizi sociali al fine di ottenere un minimo di protezione sociale. A Parigi, diverse famiglie con bambini piccoli si sono installati sul piazzale delle gare du Nord all'inizio dell'inverno 2008 per non pagare più gli intermediari. Altri decidono di tentare la fortuna in altri paesi o ripartono per la Romania in attesa di nuove opportunità.

I sistemi legati alla Kamata [10] (sistema di debito) fanno pesare le loro minacce sulle famiglie e conducono a forme di sfruttamento molto violente per i bambini. Contrariamente ai prestiti classici i kamata più duri hanno per funzione di rendere totalmente dipendente una famiglia dal suo prestatore o altrimenti di confiscare la casa. Questo sistema si basa su tassi d'interesse esponenziali e la scelta di famiglie incapaci di rimborsare. La pratica della Kamata si ritrova soprattutto nelle regioni del sud e del sud-ovest della Romania. Si rivolge particolarmente verso popolazioni male informate che vogliono migrare. In alcuni villaggi a sud di Craiova, i kamatari (prestatori) propongono ai candidati alla partenza di prendersi in carico tutti i servizi legati alla migrazione: il trasporto, i documenti d'identità, l'alloggio nei paesi di destinazione. La famiglia che non pensava di pagare che qualche centinaia di euro per il suo viaggio si ritrova, dal suo arrivo in Francia, a dover rimborsare somme che possono raggiungere molte migliaia di euro. La durata di un prestito è di un mese, oltre, la somma raddoppia. Così, i kamatari mettono la famiglia sotto pressione creando una situazione di stress legata alla data del rimborso e alle minacce fisiche. I bambini sono spesso le prime vittime, obbligati a raccogliere i soldi con ogni mezzo, compreso il furto e la prostituzione nella più giovane età. Alla fine questo sistema prende la forma di una rete di sfruttamento senza che i kamatari corrano grossi rischi perché le famiglie sono partite volontariamente e le minacce rimangono quasi impossibili da provare [11].

Infine dal 2007, le associazioni e le autorità rumene constatano un sensibile aumento del reclutamento di minori direttamente in Romania ai fini dello sfruttamento sessuale o per lavoro. L'obiettivo privilegiato dei reclutatori sono le famiglie povere, che vivono in campagna, che non hanno le capacità di partire per l'estero e pochissimo informate sui rischi legati alla migrazione. Questi reclutatori utilizzano in maggioranza l'inganno [12] per convincere le famiglie ad accettare di affidare loro i bambini perché abbiano un futuro migliore nell'Europa dell'Ovest.

Strategie di autonomizzazione dei minori sfruttati

E' interessante osservare le differenti strategie messe in atto dai giovani per uscire dalle situazioni di sfruttamento [13]. Cominceremo questa presentazione con le strategie più pericolose per finire su percorsi d' inserimento molto meno problematici.

L'autonomizzazione tramite il gruppo dei pari. Questa strategia è comune ai minori che per diversi anni hanno praticato attività di furto o di prostituzione, sia prima della loro partenza per l'estero che al loro arrivo nel paese di destinazione. Secondo il loro percorso migratorio questi giovani tagliano i legami con la loro famiglia, le istituzioni (scuola, protezione dell'infanzia) e si alleano con dei compatrioti, incontrati per la maggior parte nel paese di destinazione e che praticano le medesime attività. Questi giovani ricostruiscono allora un sistema che gli è proprio per l'alloggio, l'alimentazione e le attività remuneratrici, ma precarie perché poco stabili. In funzione delle opportunità e degli incontri, sono portati a muoversi da un paese all'altro. Dopo diversi anni di queste attività, molti incontrano gravi problemi di sanità fisica e mentale. Alcuni continuano i loro percorsi nell'erranza, alternando delinquenza e soggiorni in prigione. Altri tentano di uscirne, sovente avvicinandosi alle istituzioni per regolare i problemi di sanità o riannodando i legami comunitari attraverso il matrimonio e/o dei figli.

L'autonomizzazione tramite il gruppo dei compatrioti. Qui si tratta di giovani migranti che sono riusciti a costruirsi una rete locale di conoscenze, non per forza molto importante, ma sufficiente per potersi piazzare come intermediario ed approfittare di questa posizione per ottenere una remunerazione. Questo può andare dalla "locazione" di uno stabile occupato ad altri compatrioti, alla messa in relazione con dei datori di lavoro, o la consegna di indirizzi per i servizi sociali. Con gli anni, queste attività possono svilupparsi più o meno nella legalità in un lavoro stagionale [14] presso padroni locali, l'acquisto di un minibus per trasportare persone, la creazione di un'impresa edile. O alternare le attività di sfruttamento dei compatrioti "affittando" terreni a diverse decine di famiglie, reclutando mano d'opera facile da sfruttare, prestando denaro a tassi d'usura.

L'autonomizzazione tramite l'inserimento nei paesi di destinazione. Si tratta di minori a rischio di sfruttamento, che hanno acceduto rapidamente ad una formazione nel paese di destinazione ed hanno ottenuto un diploma [15]. Questi ultimi si comportano allora come la grande maggioranza dei migranti, decidendo di lavorare nei paesi di destinazione o di mettersi in proprio inviando i soldi ai loro prossimi.

Il ritorno in Romania. Per una parte dei giovani, la disillusione quanto alle prospettive all'estero, la malattia o il decesso di un parente li decidono a rientrare in Romania. In funzione delle prospettive di reintegrazione nel sistema rumeno (scolarità, accesso all'impiego) e della situazione famigliare, il giovane rinvierà o meno il suo progetto migratorio. Molti scelgono alla fine un ritmo stagionale alternando i periodi all'estero ed in Romania.

Quanto alle ragazze vittime di sfruttamento sessuale, possono optare per la strategia di autonomizzazione tramite il gruppo dei compatrioti, ma in modo limitato prendendo una posizione più dominante nella rete (inquadramento di altre ragazze). La reale uscita dalla rete passa spesso per una protezione, tramite un'istituzione, che permetta un inserimento nel paese di destinazione o di origine.

A guisa di conclusione prenderemo una situazione incontrata che illustra i processi che conducono allo sfruttamento dei minori.

Il caso del villaggio rumeno "T" o l'illustrazione dei rischi legati al disimpegno dei pubblici poteri a livello europeo

Il villaggio T è relativamente povero ed isolato dagli assi principali. La maggioranza dei suoi abitanti avevano per mestiere la confezione di mattoni di terra. I cambiamenti economici hanno reso obsoleta questa specialità, gli abitanti, a corto di soldi, non hanno altra scelta che divenire giornalieri nelle vicine fattorie. Di fronte all'aumento del costo della vita ed al degradarsi del sistema scolare rumeno [16], i genitori decidono di non mandare più i figli a scuola, preferendo farli lavorare per rispondere al bisogno di soldi. I responsabili dell'impianto scolare lasciano fare, iscrivendo artificialmente i bambini per non avere problemi con i genitori e la loro gerarchia ministeriale. Queste famiglie sono in seguito "reclutate" da altri abitanti tornati dall'estero, che propongono loro di fare lavori agricoli in Italia meglio pagati. Numerose famiglie accettano ma alcune, senza soldi, contraggono prestiti presso i kamatari. Per rimborsare i debiti familiari, i bambini ed alcuni genitori si ritrovano a lavorare dalle 10 alle 12 ore al giorno in aziende agricole del sud Italia. Malgrado la giovane età di alcuni di questi bambini, nessuno segnala questa situazione alle autorità italiane di protezione dell'infanzia. Diversi minori sono poi inviati a Berlino e costretti a rubare o a prostituirsi per aumentare i guadagni o uscire dai debiti che raddoppiano ogni mese. Le autorità impiegano quasi 6 mesi per reagire con un'azione congiunta dei servizi sociali e della polizia e le attività per questi minori sono sempre più difficili. Il gruppo allora si sposta a Parigi, privilegiando la prostituzione dei minori (tra gli 11 e i 16 anni). Le autorità restano passive per molti mesi malgrado le segnalazioni delle associazioni...

Alla fine, si osserva che nell'insieme dei paesi europei attraversati da questo gruppo, malgrado la situazione inaccettabile, le autorità non hanno reagito per diverse ragioni:

  • accettazione della situazione per disimpegno massiccio dello Stato nel settore della protezione dell'infanzia (nell'esempio, il caso dell'Italia e della Romania),
  • rigidità dei sistemi di protezione che rendono tutto il dispositivo sperimentale molto lento da mettere in atto (nell'esempio, il caso della Francia),
  • azione della polizia maggiormente motivata per la preservazione dell'ordine pubblico che per la protezione dei minori (Francia e Germania),
  • difficoltà di cooperazione interistituzionale (Francia),
  • assenza di cooperazione europea di diverse istituzioni.

Anche se il fenomeno della tratta possiede cause strutturali difficili da risolvere, è sorprendente constatare che il grado di sfruttamento è amplificato dai vuoti istituzionali, tanto in Romania che nei paesi di destinazione. Questa osservazione può essere facilmente generalizzata a forme di sfruttamento similari che implichino altre nazioni.

Le disfunzioni elencate dal nostro esempio sono sfortunatamente molto rilevatrici delle intenzioni reali degli Stati europei per portare avanti effettivamente la lotta contro la tratta e sembrano ricordarci che la protezione delle vittime non debba limitarsi ai soliti discorsi, ma supponga scelte politiche o numerose risposte resteranno sempre da costruire.

[1] Sociologo, direttore aggiunto dell'associazione Hors la Rue (protezione dei minori dell'Europa dell'Est).

[2] Il numero dei Rrom in Romania oscilla tra i 400.000 dell'ultimo censimento ed i 3 milioni secondo le stime più alte. La cifra di 2milioni è quella spesso accreditata da organizzazioni come il PNUD (Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite ndr), la Banca Mondiale.

[3] Numerose imprese manifatturiere straniere si sono impiantate in Romania nei bacini d' occupazione i più toccati dalla disoccupazione, in particolare le imprese tessili LONE (assemblaggio di pezzi pre-tagliati all'estero) potendo far lavorare gli operai 12 ore al giorno, 6 giorni su 7.

[4] 1 gennaio 2001

[5] Mihail Dumitru, Dana Diminescu, Valentin Lazea, Dezvoltarea rurală şi reforma agriculturii româneşti, Aprile2004, http://www.cerope.ro/pub/study54ro.htm .

[6] Documento nominativo dove è annotata la durata del lavoro e la funzione. E' necessario per ottenere le indennità di disoccupazione, la pensione e serve a calcolo della retribuzione.

[7] Dana Diminescu: http://www.namediffusion.net/txtdana/mobilite02.html .

[8] Durante quasi 10 anni la Romania ha cercato una terza via tra economia pianificata ed economia di mercato, in particolare le ristrutturazioni in settori come l'energia, a differenza di paesi come la Polonia o la Repubblica Ceca, non hanno preso avvio che all'inizio del nuovo millennio.

[9] In Francia, l'accesso all'impiego per i Rumeni e i Bulgari è oggetto di restrizioni durante il periodo transitorio nel quale si trovano questi due paesi. In pratica, malgrado una lista di mestieri detti "in tensione" la procedura per un'assunzione resta lunga, complicata e variabile da un dipartimento all'altro.

[10] Dalla fine degli anni ottanta, alcuni Rrom del sud della Romania, particolarmente quelli provenienti dalla regione di Craiova, hanno convertito i metalli preziosi che possedevano in valuta straniera e si sono trasformati in prestatori. Il sistema bancario non era ancora realmente operativo e l'accesso alla valuta estera era estremamente limitato, così questi ultimi sono diventati inevitabili in particolare per gli imprenditori rumeni (in maggior parte non rom). Hanno preso il nome di Kamatari (i "tassi d'interesse" in serbo) o Dobandari (lo stesso significato ma in rumeno). Rapidamente hanno ammassato somme di denaro molto importanti e soprattutto hanno stabilito reti di conoscenza a tutti i  livelli di potere (economici, politici e giudiziari) mettendosi al riparo da qualsiasi prosecuzione. Il sistema con gli anni s'è perfezionato diventando praticamente senza rischi per i prestatori e sempre più remunerativo.

[11] BOT Malin, Mafia camatarilor, Humanitas, Bucuresti, 2004

[12] Si distinguono quattro metodi differenti di "reclutamento". Il più frequente è la promessa di un lavoro ben pagato all'estero. Talvolta, il reclutatore fa pagare la prestazione proposta (viaggio, alloggio e lavoro assicurato) all'arrivo, per essere più credibile o per fare del debito così contratto un mezzo di pressione successivo. Gli altri tre metodi sono la seduzione, un uomo si mette in concubinaggio con una ragazza per poterla portare all'estero e prostituirla, il rapimento o ancora il reclutamento di prostitute "sperimentate" in cerca di protezione di un ruffiano e di benefici supplementari. Fonte: compilazione di articoli della stampa locale rumena sintetizzata da J-P Légaut.

[13] Queste osservazioni sono state effettuate fuori dal mio lavoro da diversi anni presso l'associazione Hors la Rue che ogni anno incontra circa 250 nuovi giovani provenienti in maggioranza dalla Romania.

[14] Molti dei giovani avendo appreso la lingua e trovato un lavoro presso "padroni" durante il loro soggiorno optano, dopo aver messo famiglia, per un ritmo stagionale. Questo sistema offre numerosi vantaggi perché i bambini possono seguire una scolarità normale al paese ed i guadagni al'estero restano superiori alle possibilità in Romania.

[15] "Cosa sono diventati?", studio del Credoc coordinato da R. Bigot, riguardante 100 giovani passati dall'associazione Hors la Rue e l'ASE di Parigi. I risultati per i giovani che hanno accettato la sistemazione sono molto incoraggianti perché la grande maggioranza rinuncia alle attività pericolose o delinquenziali che praticavano prima, ed ottenendo qualifiche professionali in più del 90% dei casi.

[16] La ragione principale è legata alla debolezza della remunerazione dei professori il cui stipendio non basta sempre a coprire i bisogni di base. Così sono spesso obbligati a praticare altre attività parallele o preferiscono dimettersi per degli impieghi meglio remunerati.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 14/04/2009 @ 08:51:58, in Europa, visitato 1360 volte)

Da Bulgarian_Roma

3 aprile 2009

Dieci famiglie rom della città meridionale di Plovdiv hanno dichiarato il loro desiderio di adottare recentemente bambini orfani dalla Palestina.

L'idea è venuta per primo ad Abdulsamen Veli del quartiere Stolipinovo di Plovdiv - abitato da circa 50.000 persone, per la maggior parte della minoranza.

Veli aveva visto in TV che circa 3.000 bambini palestinesi erano rimasti orfani dopo la campagna militare di Israele nella striscia di Gaza nel gennaio 2009.

Diverse altre famiglie rom di Stolipinovo hanno deciso di unirsi a Veli e sua moglie, ed hanno contattato l'Ambasciatore dell'Autorità Palestinese a Sofia. Le dieci famiglie hanno detto di essere pronte ad adottare gli orfani palestinesi, nonostante il fatto che la maggior parte di loro ha quattro o cinque bambini, ed il fatto che nel loro quartiere gli standard di vita sono più bassi della media.

Alla fine, l'Ambasciatore palestinese a Sofia ha ringraziato le famiglie rom per la loro buona volontà di aiutare gli orfani di Gaza, ma ha gentilmente rifiutato l'offerta dicendo che quei bambini sono il futuro della Palestina.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 14/04/2009 @ 00:10:14, in media, visitato 1586 volte)

Da venerdì 17 aprile a sabato 23 maggio 2009
presso XYZ -spazio espositivo multidisciplinare per le arti applicate - Via Inferiore, 31 - 31100 TREVISO
info: info@c151.com 0422 1780383

Con la collaborazione di Mauro Raspanti e la Scuola di Pace (Bologna).
Fotografie di: Giorgio De Acutis (Roma), Fabio Del Piano (Roma), Valter Molinaro (Milano), Marco Donatiello (Torino), Eugenio Viceconte (Roma).

"Zingari d'Italia" una mostra dedicata alla libera condivisione delle immagini fotografiche.
Nel 2007, dopo l'omicidio di Giovanna Reggiani per mano di un abitante del campo nomadi di Tor di Quinto, si scatenata in Italia una massiccia campagna politica e mediatica contro la popolazione Rom e Sinta.
L'antico conflitto a bassa intensità contro gli zingari, da sempre percepiti come rappresentazione vivente del "corpo estraneo" -irriducibilmente asociale,"ostinatamente" diverso, insopportabilmente misero- esplode di colpo portando con sé un seguito di ordinanze di sgombero e interventi della pubblica autorità, accompagnati prima da un'attiva partecipazione dei mezzi di informazione con fotoreportages e articoli di sapore razzista-, poi da disgustosi atti di violenza della popolazione "civile" (incendi dei campi e aggressioni).

Durante questa campagna, ancora in corso, Giorgio_72, crea su Flickr un gruppo di condivisione fotografica chiamato "Zingari d'Italia".
Oggi, a due anni dalla sua nascita il pool del gruppo conta più di ottanta membri, fotografi professionisti, amatori e occasionali che regolarmente postano le loro immagini scattate nei campi nomadi.

Abbiamo deciso di metterle in mostra per riflettere su quanto il consumo di queste immagini, meno selezionate e meno funzionali alle esigenze di propaganda dell'editoria tradizionale, stiano cominciando a mutare radicalmente il nostro rapporto con la fotografia. "Zingari d'Italia" rappresenta un esempio di come la fotografia digitale e i suoi mezzi di diffusione virtualmente"illimitati e gratuiti" stiano mettendo non solo in crisi il reportage professionale, ma soprattutto stiano erodendo il nostro rapporto con l'immagine ottica.

Le immagini di "Zingari d'Italia", esposte assieme a una collezione di copertine illustrate sui settimanali italiani dal primo novecento al tardo dopoguerra, sembrano liberarci almeno un po' da quell'iconografia fantasiosa dello "Zingaro" romantico-nomade-criminale-asociale-subumano.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 13/04/2009 @ 09:55:36, in casa, visitato 1332 volte)

Ricevo da Tom Welschen

Gipsy Roma quarter Sulukule: a part of human history (2009)
 in inglese e in turco, durata 27'22"

Niente... 1000 anni di storia zingara spazzati via in 1-2 ore. "Chi se ne importa... sono solo zingari che non fanno profitto per i business men e le autorità. Quindi,perché dovremmo rispettare questi Rom?" Questo il senso del trattamento di gente non così obbediente da parte delle autorità turche. Qualcosa rimarrà... non tutto è andato perso [vedere anche http://sulukulegunlugu.blogspot.com/ (in turco ndr)]. Ma il modo in cui le autorità trattano la gente di Sulukule è sintomatico di ciò che aspetta a tutti quanti non siano profittevoli ed obbedienti... E' tempo di attaccare insieme e far sapere alle autorità che non obbediremo più... faranno meglio a nascondersi...

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 13/04/2009 @ 09:44:02, in Italia, visitato 1020 volte)

Da Nebrodi e Dintorni

Messina, 9 aprile 2009 - Nei giorni di venerdì 17 e sabato 18 aprile, a Messina si terranno tre incontri dal titolo "ZINGARI E CITTÀ: diritti, solidarietà, accoglienza", organizzati dalla Caritas e dall’Ufficio Migrantes, organismi pastorali dell’Arcidiocesi di Messina Lipari Santa Lucia del Mela, in collaborazione con la Comunità delle Suore Francescane dei Poveri di Messina:

• Venerdì 17 aprile, dalle ore 10.00 alle ore 13.00, presso l’Aula Magna della Presidenza della Facoltà di Scienze Politiche (Piazza XX Settembre): incontro con l’Università di Messina;
• Venerdì 17 aprile, dalle ore 17.00 alle ore 20.00, presso il Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca: incontro con la città;
• Sabato 18 aprile, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, presso il salone delle Bandiere di Palazzo Zanca: incontro con le scuole.

Interverranno mons. Piero GABELLA, Presidente del C.C.I.T. - Comitè Catholique Internazional Tzigane, la dott.ssa Carlotta SALETTI SALZA, dell’Università di Torino e la dott.ssa Sabrina TOSI CAMBINI, dell’Università di Firenze, autrici della ricerca su Rom e Sinti, commissionata dalla Fondazione Migrantes.

Mons. GABELLA, che da anni vive in un campo nomadi, approfondirà il tema degli incontri "ZINGARI E CITTÀ: diritti, solidarietà, accoglienza", offrendo l’opportunità ai partecipanti di ascoltare la voce di una Chiesa che vive "dentro" il popolo degli zingari, un punto di vista, dunque, privilegiato, perché derivante da un’esperienza vissuta.

A seguire, la dott.ssa SALETTI SALZA e la dott.ssa TOSI CAMBINI illustreranno i risultati della ricerca, commissionata al Dipartimento di Psicologia e Antropologia culturale dell’Università di Verona ed articolata in due diversi studi: il primo, volto a verificare quanti bambini figli di rom o sinti siano stati dati in affidamento e/o adozione a famiglie gagé (così i romanì chiamano i non romanì); il secondo, già edito con il titolo "La zingara rapitrice. Racconti, denunce, sentenze (1986-2007)", incentrato sui presunti casi di tentata sottrazione di minori gagé da parte di rom.

I risultati illustrati sorprenderanno molti e dimostreranno come purtroppo spesso una società crea dei miti che rappresentano il contrario di quanto avviene nella realtà.

Per informazioni:
sr. Gabriella D’AGOSTINO cell. 347.1217590; fax 090.6684224; e-mail: sfpmessina@tin.it
diac. Santino TORNESI cell. 338.2017995; fax 090.6684318; e-mail: migrantes.me@tiscali.it

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 13/04/2009 @ 09:01:07, in media, visitato 1268 volte)

Da Roma_Daily_News

CivisMedia.eu

Lashi Vita è stato nominato per il Premio Televisivo Europeo CIVIS (Premio Media per l'Integrazione del Parlamento Europeo). Ci sono solo altri 3 nominati nella nostra categoria, selezionati tra centinaia di programmi televisivi di tutta Europa. La cerimonia di premiazione si terrà nel Parlamento Tedesco il 7 maggio. Il premio sarà consegnato dal Dr. Hans-Gert Pöttering.

Lisha Vita significa "bella vita" in un misto di lingua rom e di italiano, usato dagli immigrati rom in Italia. Questo documentario è stato girato ad agosto e settembre 2008 in Italia, dove l'uccisione nel novembre 2007 di una donna italiana da arte di un immigrato rom ha causato un'ondata senza precedenti di discorsi anti-Rom, politiche xenofobe e violenze razziali contro i Rom, reminescenza dei giorni più bui della storia europea.

La giornalista rom Katalin Barsony riporta l'esplosiva atmosfera di Napoli nel Meridione risalendo a Nord verso Roma. Una situazione esplosiva in cui la legislazione UE sui diritti umani sembra essere diventata irrilevante. In cui la libertà d'informazione è in pericolo come quando la troupe televisiva viene fermata dalla polizia a Roma (vedi QUI ndr). In cui la mutua paura sembra avere indirizzato un'intera nazione. Questo reportage girato in una delle più antiche e grandi democrazie in Europa, solleva serie domande sul significato di democrazia e sul ruolo della legge e le fragili basi in cui giacciono la civiltà europea e l'Unione Europea.

Grazie per tutto il vostro appoggio!

Katalin Barsony
Mundi Romani
www.mundiromani.com

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 12/04/2009 @ 09:28:52, in musica e parole, visitato 1551 volte)

Da Romanian_Roma

Un po' di musica per le vostre feste, Baxtali tumari Patradi!

- Si la kale bal (format MP3)
- Gelem, gelem (format MP3)
- Duj, duj, duj (format MP3)
- Amari si amari (format MP3)
- Nane coxa (format MP3)
- And-o vurdon (format MP3)
- Hej, rromalen (format MP3)
- Lenorrie, lenorri (format MP3)
- Mar, kadja (format MP3)
- Geli i chaj (format MP3)
- Sa o rroma (format MP3)
- Kothe tele (format MP3)
- Aven, rromalen (Hava Naghila) - Biboldikani gili (format MP3)

Articolo Permalink Commenti Oppure (2)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 12/04/2009 @ 09:26:15, in Italia, visitato 2223 volte)

Ricevo da Tommaso Vitale

Care e cari,

il giorno 30 aprile 2009, presso l'università di Bergamo si terrà una giornata di studio dal titolo "Il paradosso rom. La questione di una cittadinanza imperfetta", che si concluderà con una cena e uno spettacolo presso lo Spazio Polaresco di Bergamo. Siete tutti invitati.
Alla pagina web (attiva per quanto ancora in allestimento) www.unibg.it/cittadinanzarom troverete ulteriori informazioni.

Cari saluti

Gli organizzatori: Giuseppe Aricò; Paolo Barcella; Davide Biffi; Francesca Forno; Nausicaa Guerinoni; Greta Persico.

Il 30 aprile, in concomitanza con la giornata di studio "Il paradosso rom. La questione di una cittadinanza imperfetta" e l’inaugurazione della mostra "Impronte. Volti e parole dal mondo rom", le cooperative "IL SEME E RUAH" hanno organizzato una cena presso lo Spazio Agorà del Polaresco.

La cena sarà a base di cous cous, antipasti e dolci vari.

Il cous cous sarà preparato dalla cooperativa Agorà del Polaresco che fornirà anche il vino, mentre gli antipasti e i dolci saranno preparati insieme alle donne immigrate della cooperativa Ruah con prodotti dell’equo solidale.

La cooperativa Ruah metterà inoltre a disposizione piatti in mater bi e bicchieri e posate, per evitare ogni spreco di plastica.

Il costo della cena sarà di 13 euro. Chi vuole aderire deve comunicarlo entro il 17 aprile mandando un e-mail a Daniela Pedrali danielapedrali@virgilio.it

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Daniele (del 11/04/2009 @ 09:33:38, in musica e parole, visitato 1363 volte)

Vi ricordate del battello sulla Sava?

da Blic.online Author: N. Dzodan | 07.04.2009 - 09:00

I componenti della banda "Black Panthers" stanno aspettando con impazienza l'apertura di una nuova zattera dopo che la vecchia era bruciata. Il battello era un posto molto famoso a Belgrado e Toma, il frontman della banda, ha annunciato la riapertura ai primi di giugno.

"Stiamo terminando i pontoni e tra pochi giorni la zattera sarà messa in acqua vicino a Obrenovac. Purtroppo, siamo un po' in ritardo, perché, causa un'inondazione, gli operai non hanno potuto finire secondo i piani. Presto inizieremo i lavori di costruzione: pareti, tetti e a maggio inoltrato, abbiamo programmato le decorazioni interne," dice Toma Panther, frontman della banda "Black Panthers" ed annuncia che ai primo di giugno ci sarà l'apertura della zattera.

"Il design dell'interno non sarà molto differente da quello vecchio, perché deve corrispondere alla nostra anima. Possono prenderci tutto, ma non la nostra anima. Sarà più grande e con toilette migliori," spiega il musicista, aggiungendo che il suo unico dispiacere è di non poter aprire per Djurdjevdan (la più grande festa religiosa del popolo rom), ma comunque la cerimonia di apertura sarà memorabile.

"La cerimonia sarà memorabile. Tutti i nostri amici che ci hanno offerto aiuto quando c'era bisogno, saranno invitati e vorremmo dare qualcosa in cambio. Fortunatamente c'è ancora brava gente," puntualizza Toma.

I "Black Panthers" attualmente suonano su una zattera vicino a dove erano abituati ad esibirsi sino allo scorso dicembre quando scoppiò l'incendio.

"Spesso la gente mi chiede dove siamo perché non sanno che suoniamo ancora. Ogni sera, eccetto il venerdì, suoniamo su una zattera vicino alle rovine di quella bruciata, finché non avremo finito di ripararla," conclude Toma Panther.

Ricordiamo ai lettori, che il concerto per i fondi è stato tenuto dall'Orchestra Filarmonica di Belgrado, che ha raccolto una considerevole somma di denaro per il nuovo battello.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 11/04/2009 @ 08:53:07, in musica e parole, visitato 1571 volte)

CAMPAGNA NAZIONALE “NON AVER PAURA”

SABATO 18 APRILE ORE 18 - 24 ALLO SPAZIO PUBBLICO AUTOGESTITO LEONCAVALLO VIA WATTEAU MILANO (MM verde Centrale + bus 81 - MM gialla Sondrio + bus 43)

PROGRAMMA
Dalle ore 18: filmati e mostra fotografica

Ore 18.30: PROPOSTE FUORI CAMPO
Antonella Attardo presenta il rapporto di Amnesty International - Paolo Cagna Ninchi, associazione Upre Roma, presenta la proposta di iniziativa popolare sul riconoscimento di minoranza etnica, con Piero Colacicchi, associazione OsservAzione, Corrado Mandreoli, CGIL Milano, Emanuele Patti, ARCI, Dijana Pavlovic, Federazione Rom e Sinti insieme, Maurizio Pagani, Opera Nomadi, Marta Pepe, NAGA, Tommaso Vitale, Università Bicocca. Coordina Elena Jannuzzi Hileg, Leoncavallo

Ore 20: Cena rom

Ore 22: Concerto a sostegno della COMPAGNIA TEATRALE ROM con la Banda del villaggio solidale, i Muzikanti, artisti di strada e la partecipazione di MONI OVADIA



Dopo lo stato d’emergenza e i commissari speciali i rom tornano nell’occhio del ciclone per le prossime elezioni: si è riaperta la caccia alle centinaia di uomini, donne e bambini che cercano di sopravvivere sotto i ponti, lungo le massicciate ferroviarie, nelle discariche di Milano e provincia. Ma ancora più devastante è l’effetto della campagna d’odio e di pregiudizio assecondato da una legislazione esplicitamente razzista. I segni di questa campagna e di questa legislazione si colgono nelle manifestazioni di intolleranza e di violenza quotidiane e cambiano profondamente le coscienze lasciando un sedimento acido che corrode la stessa cultura di un popolo.

L’emergenza materiale e l’emergenza morale che si coagulano nel destino delle comunità rom sono il paradigma del nuovo razzismo e non si possono affrontare separatamente perché una è effetto e condizione dell’altra e viceversa. Il degrado e la segregazione nei quali si costringono i rom in campi nomadi concepiti come moderni campi di concentramento servono a fomentare la paura, a ispirare comportamenti razzisti, a sostenere la politica della destra xenofoba.

Per sciogliere questo nodo, per contrastare questa politica, per costruire una cultura della convivenza, del riconoscimento e del rispetto tra diversi occorre rompere gli schemi e soprattutto abbattere i muri che dividono gli uni dagli altri. Il primo passo è conoscersi e per conoscersi veramente bisogna fare i conti con la cultura dell’altro.

Con questo scopo e con l’obiettivo di offrire un percorso di riscatto ai giovani rom l’associazione UPRE ROMA presenta il progetto della COMPAGNIA TEATRALE ROM: l’espressione artistica è lo strumento più efficace per dialogare tra culture diverse, conoscersi scambiando una parte della propria esperienza e della propria anima.

La serata, intervallata da una cena etnica con cucina zigana, propone una mostra fotografica e la proiezione di filmati tra cui quello prodotto da Amnesty International sulla situazione a Milano, un confronto pubblico sul riconoscimento per legge della minoranza rom e sinta e infine un concerto con raccolta fondi per la costituzione della compagnia teatrale rom
.

L’iniziativa si colloca nell’ambito della campagna contro il razzismo, l’indifferenza e la paura dell’altro NON AVER PAURA, APRITI AGLI ALTRI, APRI AI DIRITTI a cui favore si raccoglieranno le firme e si realizza con interlocutori significativi per la cultura di Milano come lo Spazio pubblico autogestito Leoncavallo, un luogo che alla Milano prima da bere e ora da cementificare ha contrapposto pezzi di produzione culturale e che è sotto l’attacco di una politica cittadina cieca e sorda di fronte alle esigenze e alla creatività alternativa delle nuove generazioni.

ARCI Milano, Associazione UPRE ROMA, NAGA, Spazio pubblico autogestito Leoncavallo

Articolo Permalink Commenti Oppure (2)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587

Titolo
Quest'anno ci saranno le elezioni europee. Ti senti coinvolto:

 Per niente
 Poco
 Normalmente
 Abbastanza
 Molto

 

Titolo
La Newsletter della Mahalla
Indica per favore nome ed email:
Nome:
Email:
Subscribe Unsubscribe

 

********************

WIKI

Le produzioni di Mahalla:

Dicono di noi:

Bollettino dei naviganti:

********************


Disclaimer - agg. 17/8/04
Potete riprodurre liberamente tutto quanto pubblicato, in forma integrale e aggiungendo il link:
www.sivola.net/dblog.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. In caso di utilizzo commerciale, contattare l'autore e richiedere l'autorizzazione.
Ulteriori informazioni sono disponibili QUI

La redazione e gli autori non sono responsabili per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ai post.
Molte foto riportate sono state prese da Internet, quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non hanno che da segnalarlo, scrivendo a info@sivola.net

Filo diretto
sivola59
per Messenger Yahoo, Hotmail e Skype


Outsourcing
Questo e' un blog sgarruppato e provvisorio, di chi non ha troppo tempo da dedicarci e molte cose da comunicare.
Alcune risorse sono disponibili per i lettori piu' esigenti:

Il gruppo di discussione

Area approfondimenti e documenti da scaricare.

Appuntamenti segnalati da voi (e anche da me)

La Tienda con i vostri annunci

Il baule con i libri Support independent publishing: Buy this e-book on Lulu.


Informazioni e agenzie:

MAHALLA international

Romea.cz

European Roma Information Office

Union Romani'

European Roma Rights Center

Naga Rom

Osservazione


Titolo
blog (2)
Europa (7)
Italia (6)
Kumpanija (2)
media (2)
musica e parole (4)

Le fotografie più cliccate


14/11/2019 @ 19:46:51
script eseguito in 164 ms

 

Immagine
 Dale Farm: The Big Weekend... di Fabrizio



Cerca per parola chiave
 

 
 

Circa 884 persone collegate


InChat: per non essere solo un numero scrivete /n  e poi il vostro nome/nick

< novembre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
    
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
 
             
Titolo
blog (506)
casa (438)
conflitti (226)
Europa (986)
Italia (1410)
Kumpanija (377)
lavoro (204)
media (491)
musica e parole (445)
Regole (348)
scuola (335)
sport (97)

Catalogati per mese:
Maggio 2005
Giugno 2005
Luglio 2005
Agosto 2005
Settembre 2005
Ottobre 2005
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
BuongiornoStai cercando un prestito per far rivive...
08/11/2019 @ 09:18:43
Di FRANCESCA
Assistenza finanziaria in 24 ore (assistance.finan...
05/11/2019 @ 19:07:35
Di damien
 

Locations of visitors to this page

Contatore precedente 160.457 visite eliminato il 16/08/08 per i dialer di Specialstat

 Home page © Copyright 2003 - 2019 Tutti i diritti riservati.

powered by dBlog CMS ® Open Source