Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

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Gli Zingari fanno ancora paura?

La redazione
-

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 21/09/2006 @ 10:02:50, in Europa, visitato 1226 volte)
da: Ticinonline

FLIMS - La Fondazione "Un futuro per i nomadi svizzeri" conserverà il suo contributo annuale di 150'000 franchi. Dopo il Consiglio degli Stati, anche il Nazionale ha rinnovato in serata a Flims (GR) il credito-quadro per gli anni 2007-2011, ossia 750'000 franchi in tutto.

Attiva dal 1997 sotto l'egida della Confederazione, la Fondazione si sforza di migliorare la vita quotidiana dei nomadi e di favorirne la coabitazione con la popolazione sedentaria. La sua azione ha permesso un miglioramento dello statuto giuridico di questa popolazione e di prenderla meglio in considerazione nella pianificazione del territorio, ha ricordato il consigliere federale Pascal Couchepin.

I problemi sono comunque lungi dall'essere risolti. Per i nomadi mancano una trentina di aree di soggiorno e di altrettante aree di transito, ha segnalato Laura Sadis (PLR/TI) a nome della commissione. Se si vuole tener conto delle necessità degli zingari stranieri che attraversano la Svizzera, occorrono dieci grandi aree supplementari.

Nonostante le richieste dello schieramento rosso-verde, il Consiglio nazionale non ha voluto raddoppiare il credito quinquennale a 1,5 milioni di franchi. Questa decisione è stata presa a "maggioranza evidente", dal momento che il sistema di voto elettronico faceva cilecca.

I nomadi in Svizzera formano una comunità di circa 30-35 mila persone. Se la maggioranza di essi ha adottato attualmente un sistema di vita sedentario, circa 2500 sono rimasti nomadi e 3000-5000 seminomadi.


ATS
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Di Fabrizio (del 22/09/2006 @ 10:21:54, in Italia, visitato 1351 volte)

Domenica 24 settembre 2006

Via Idro - P.zza Costantino

PULIAMO IL MONDO

MILANO: Un gioco che non si svolge davanti al video ma all'aria aperta. Nell'occasione puliremo due aree:

  1. via Idro all'altezza del campo nomadi
  2. p.zza Costantino - pista ciclabile

I cittadini sono invitati a partecipare numerosi al fine di stimolare la coscienza di quelle persone che continuano ad abbandonare ogni genere di rifiuti nell'alveo della Martesana  lungo le sue sponde.

Dalle ore 13.00 presso il campo sportivo dell'Associazione Volontari del Quartiere Adriano si terrà la continuazione di questo incontro con: panini con salamelle, patatine fritte, bibite ecc.

Animazione per bambini e partite di calcio per ragazzi

Tutti possono partecipare, dai tre agli ottant'anni, Non mancare ti aspettiamo

Non è la prima volta che la comunità di via Idro prende parte a questa giornata:

I rom fanno pulito il mondo - Milano ottobre 2000 tratto da TERRE DI MEZZO

A rimettere a posto le cose ci hanno pensato i nomadi.


In mezzo all'erba c'era di tutto: lattine, vetri, cartacce. Tutto letteralmente, spazzato via. Anche due motorini. Domenica 24 settembre, alla manifestazione "Puliamo il mondo" di Legambiente ha aderito anche l'associazione "Insieme nelle Terre di mezzo", che con l'Opera Nomadi, la Cooperativa "Laci Buti" e le famiglie rom di via Negrotto ha ripulito per bene i giardinetti di via Brivio, proprio dietro il campo nomadi, nel quartiere milanese della Bovisa. Ramazze alla mano (fornite dall'Amsa, Azienda milanese servizi ambientali) e cappellini gialli in testa, erano almeno venti i bambini rom che coi volontari (una decina) hanno reso più bello il campo giochi del quartiere. Tra gli abitanti, incuriositi da quel che stava accadendo, qualcuno si è unito alla squadra per aiutare: dalla mamma coi figli ai ragazzi della biblioteca. Tre ore di lavoro per un ricco bottino: undici sacchi della pattumiera (rigorosamente "differenziati") più le carcasse di due motorini. Dopo la fatica, torte, bibite e la consueta sfida a pallone, rom contro gagé. Unico neo, l'Amsa che si dimentica di passare a ritirare i sacchi... Il campo di via Negrotto, autorizzato dal Comune, ospita venti famiglie, per la maggior parte di origine croata.

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Di Fabrizio (del 22/09/2006 @ 15:03:52, in sport, visitato 1678 volte)


Tornano le cronache sportive della squadra di calcio nata per giocarsi la permanenza nel campo sosta di via Barzaghi-Triboniano, e che gira il mondo vincendo tornei internazionali.

I giocatori non possono prendere parte a oltre due edizioni consecutive, e la squadra "Nuova Multietnica" è stata quasi completamente rinnovata. Quest'anno schiera anche una donna, Veronica, come in passato avevano fatto (ad esempio) Svizzera e Giappone. Veronica è anche l'unica giocatrice italiana della squadra. D'altronde, la vera forza della Multietnica è stata sempre la mescolanze di moduli e storie diverse, e comunque il resto dei rincalzi sono giocatori di ottima scelta.

Il girone di partenza è tutto africano: Namibia, Kenya, Nigeria e l'Italia a fare la testa di serie.

Risolti i problemi di sponsor, particolare attenzione è andata alla questione dei permessi. Nella Multietnica non si è mai fatta differenza tra chi aveva i documenti e chi no, ma quando si varcano le frontiere è fondamentale che tutti siano in regola. Ed anche quando sembra che tutti i documenti siano a posto, può succedere come l'anno scorso allo scalo di Amsterdam, dove furono bloccati 3 giocatori che in seguito vennero rimpatriati. Insomma, attenzione somma per quest'anno. E' una delle particolarità di una squadra che gioca all'estero con un gruppo che arriva dalla Romania, dall'Argentina, dal Brasile, dal Salvador, dalla Polonia...

Ben oltre il fatto sportivo, "Nuova Multietnica" parte per Cape Town con un forte messaggio politico di tolleranza e impegno che ha ricevuto l’avallo delle associazioni per gli immigrati, milanesi e italiane. La squadra si troverà a rappresentare le lotte di tutti gli stranieri per una vita più dignitosa e per l’uguaglianza.

Nelle valigie, gli auguri delle associazioni antirazziste e di Dario Fo: "Un saluto ai "nuovi azzurri" della "Nuova Multietnica", campioni di libertà, solidarietà umana e civile, prima ancora che sul campo. I miei migliori auguri per il campionato della Homeless World Cup!"

IL COMUNICATO di oggi: "L'associazione Sportiva e Culturale "Nuova Multietnica" parte venerdì 22 settembre per Cape Town, Sudafrica, per rappresentare l'Italia alla quarta edizione della Homeless World Cup, la coppa del mondo di streetsoccer a cui, dal 23 al 30 settembre, parteciperanno 48 squadre composte da senza dimora, immigrati e altre persone marginalizzate dalle discriminazioni sociali e razziali. La partecipazione di "Nuova Multietnica", come sempre, vuole andare oltre il fatto sportivo e veicolare i principi di rifiuto del razzismo e della discriminazione e rimettere sotto i riflettori le lotte per migliorare la vita degli immigrati, permesso di soggiorno, diritto alla casa e a condizioni di lavoro decenti e promuovere l'impegno in prima persona di immigrate e immigrati. Le associazioni firmatarie sostengono "Nuova Multietnica" e chiedono ai suoi giocatori di rappresentare i valori della convivenza interculturale, e gli ideali di libertà e giustizia di tutti gli immigrati milanesi e d'Italia".
Ass. Interculturale Todo Cambia, Ong december18, Lila Cedius Onlus, PENSIEROinMIGRAZIONE, Uisp Milano, Partito Umanista, Terre di mezzo, il giornale di strada, Aboubakar Soumahoro Mouhamed Goumbane, Papa Massamba del Comitato Immigrati di Napoli, Pierfrancesco Majorino, Edda Pando, consiglio immigrazione nazionale Arci.

Info www.homelessworldcup.org

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Di Fabrizio (del 23/09/2006 @ 11:03:21, in casa, visitato 1341 volte)

Tutti in Francia e in molte altre nazioni europee, ricordano l'ondata di calore dell'estate 2003. Nonostante la Francia abbia un sistema sanitario onnicomprensivo ed efficiente, l'ondata di calore si concluse con la morte di diverse migliaia di persone in poche settimane, soprattutto anziani soli che avevano perso i contatti con i loro familiari.

Questa tragedia ha mostrato il pericolo e la fragilità della odierna società eccessivamente individualistica, contrapposta al modo di vita delle comunità Rom, che si basano su valori totalmente differenti.

Proprio per i forti legami nella comunità, non si sono registrati morti tra di loro per il caldo. Su larga scala, i Rom europei hanno preservato la loro forte relazioni di legame. Bambini, adolescenti, genitori e nonni vivono assieme o comunque a stretto contatto. Il significato della parola "famiglia" torna indietro a tutto il nucleo familiare, estendendolo a livello comunitario (vitsa).

L'appartenenza a un gruppo, porta ad essere solidali, al mutuo aiuto e alla condivisione delle responsabilità, un concetto riassunto nella parola "phralipe" (fratellanza). Il loro modo di vita comunitario porta protezione, sicurezza, controllo e direzione. Rende anche più facile il passaggio delle tradizioni e dei valori culturali da una generazione all'altra.

Al giorno d'oggi, la nostra società moderna ed individualistica fornisce stanze piccole per la vita comunitaria. Ma è un modo di vita che spesso porta a tensioni con la società maggioritaria. Molti pregiudizi contro i Rom nascono da una visione negativa di questo tipo di vita comunitario. Si dicono centinaia le carovane "zingare" in circolazione, mentre invece sono molte di meno. I media europei scrivono di una migrazione massiva di orde di Rom dall'Europa centrale ed orientale, ma nella pratica il loro numero è insignificante. Il modo comunitario di vita Rom comporta conseguenze per l'intera comunità: ad esempio, è inconcepibile che la polizia svegli tutti i vicini per arrestare un individuo accusati di crimine, Quando l'arresto riguarda i Rom, la polizia non ha alcuna esitazione nel coinvolgere tutta la comunità, compresi vecchi e bambini, a volte distruggendo le proprietà (caravans, case, ecc.) di chi non è coinvolto in questa storia. Sembra che i Rom - a causa del loro stile di vita - siano percepiti come un tutt'uno.

Il Consiglio d'Europa ed altri attori giocano una specie di partita doppia: da un lato lavorano per desegregare i Rom a scuola e toglierli dai loro insediamenti-ghetto, ma nel contempo devono farlo rispettando la tradizione Rom, che li tiene assieme. Ci sono Rom che preferiscono vivere in condizioni disagevoli, piuttosto che dividere il gruppo parentale. Capita che rifiutino l'appartamento in case popolari, se questo significasse vivere in blocchi differenti. Qualche anno fa a Skopje, l'UNHCR ebbe grosse difficoltà nel convincere le famiglie Rom, che da cinque anni vivevano in un campo, a trasferirsi in confortevoli case private, perché questo avrebbe significato separarsi. E' importante comprendere le ragioni di decisioni apparentemente senza senso, senza finire negli stereotipi. Come tutti, i Rom non amano vivere nello sporco o nella povertà, solo che difendono il loro tradizionale stile di vita comunitario.

Ignorare questi modelli di cultura Rom, porterebbe a concludere che i Rom sono disperati e vogliono vivere nello squallore.

[...]

Michael Guet

Head of the Council of Europe Roma and Travellers Division

Da: Roma_Francais

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Di Fabrizio (del 24/09/2006 @ 10:03:52, in conflitti, visitato 1909 volte)

BELGRADE, Il Tribunale Serbo sui Crimini di Guerra ha condannato Anton Lekaj, ex combattente dell'Armata di Liberazione del Kosovo, a 13 anni di detenzione.

Nel 1999 Anton Lekaj fu coinvolto in crimini di guerra contro civili kosovari, per torture, rapimenti ed uccisioni

E' la prima sentenza del Tribunale speciale serbo contro un'appartenente all'etnia albanese in Kosovo, riguardo  i fatti successi nel 1998-99.

Iltribunale ha rifiutato la richiesta di Lekaj che il caso fosse trasferito in Kosovo, amministrato dalle Nazioni Unite dalla fine dei conflitti.

Non si registrano reazioni da parte del Kosovo sulla condanna.

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Di Sucar Drom (del 24/09/2006 @ 11:54:01, in blog, visitato 1916 volte)

Caserta, bottiglia incendiaria contro i rom?
La notte del 17 settembre a Caserta, nell'insediamento dei Rom Khorakhanè, si è sviluppato un violento incendio che ha distrutto la roulotte di una famiglia. Da una prima ricostruzione dei fatti, a cura dell'Opera Nomadi Sezione di Caserta, le modalità di sviluppo delle fiamme e il racconto della famiglia fanno pensare ad un attentato incendiario. Si è chiesto agli Inquirenti di svolgere un'approf...

Violenze
Alcuni giorni fa due notizie ci hanno molto colpito. Si tratta di due storie di violenza sessuale che colpiscono in maniera diversa. La prima vede protagonista un Sinto Italiano che è accusato di violenza sessuale su una donna di trentaquattro anni. La seconda vede protagonista un prete che è stato sorpreso in auto con un ragazzino rom mentre lo molestava sessualmente. Episodi diversi, il p ...

Il Ministro al suo primo giorno di scuola
Mentre da molte zone dell'Italia riceviamo segnalazioni sulle difficoltà nei processi di scolarizzazione dei minori Rom e Sinti, la stampa nazionale ha evidenziato la visita di Fioroni, Ministro della Pubblica Istruzione, in una scuola media romana, dove sono iscritti molti minori immigrati e rom europei. Di seguito uno dei tant...

Notizie dall'Europa
Siamo in contatto da alcuni anni con organizzazioni in tutto il mondo che ogni settimana ci inviano notizie dai rispettivi paesi. Le notizie arrivano in inglese ma la nostra struttura è in difficoltà a tradurre le tante e-mail che giungono ogni settimana. Per questa ragione pubblichiamo queste notizie in inglese. Se qualche nostro lettore, con tanta pazienza, fosse interessato a tradurre ne saremm...

Bellinzona, Chiasso (CH), continua la polemica sui Sinti e i Rom
I deputati leghisti, anche in Svizzera hanno la Lega Nord, Lorenzo Quadri e Rodolfo Pantani ha inviato un'interrogazione al Consiglio di Stato dal titolo "Area nomadi di Chiasso: a che gioco giochiamo?". "Lo scorso venerdì 1° settembre - si legge nel testo - la polizia comunale di Chiasso, con la collaborazione della polizia cantonale, ha ottenuto la partenza di una carovana

Napolitano, le minoranze sono ricchezza per la societa' e ponte fra culture
"Le minoranze costituiscono un elemento di arricchimento per la società ed un ponte di inestimabile valore fra le culture". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione del 60° anniversario dell'Accordo sull'Alto Adige, firmato a Parigi il 5 settembre 1946. Nel suo messaggio al Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, e al Presid ...

Svizzera, 150'000 franchi alla Fondazione "Un futuro per i nomadi svizzeri"
La Fondazione "Un futuro per i nomadi svizzeri" conserverà il suo contributo annuale di 150'000 franchi. Dopo il Consiglio degli Stati, anche il Nazionale ha rinnovato in serata a Flims (GR) il credito-quadro per gli anni 2007-2011, ossia 750'000 franchi in tutto. Attiva dal 1997 sotto l'egida della Confederazione, la Fondazione si sforza di migliorare la vita quotidiana dei sinti...

Gipsy Kings, "Pasajeros" è il nuovo album del gruppo francese
Esce venerdì "Pasajero", nuovo album dei Gipsy Kings. Il gruppo ritorna con questa prova a quel sound acustico che accompagna i raduni sinti nel sud della Francia. Prodotto da Phillipe Eidel, è condotto attraverso ritmi gitani che si alternano al fascino della rumba e a momenti stile dance. Il singolo "La Vida de Gipsy" è una riflessione su cosa significhi essere un git...

Roma, il Servizio Civile alla Missione diocesana Rom e Sinti
La Caritas Diocesana di Roma partecipa al bando di concorso per la selezione di 39 ragazzi e ragazze da impiegare in progetti di servizio civile in Italia ed all’estero (Gazzetta Ufficiale del 15 settembre 2006 – Serie Concorsi ed Esami). Possono partecipare al bando giovani di cittadinanza italiana che abbiano compito 18 anni e che non abbiamo ancora compito 28 anni alla data di scadenza d....

Trieste, Corso di Laurea di Scienze e Tecniche dell'Interculturalità
Ieri, giovedì 21 settembre 2006, a Trieste è stato presentato agli studenti il Corso di Laurea di Scienze e Tecniche dell'Interculturalità, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università degli Studi di Trieste, dove insegna il Professore Santino Spinelli. Il Corso è nato a Trieste, nell'anno 1997, quale risposta all’invito della...

Trento, corso di formazione per insegnanti ed operatori
La Provincia Autonoma di Trento, in collaborazione con l'Istituto di Cultura Sinta, organizza un corso di formazione, denominato pringiarasmi (conosciamoci, in lingua sinta), rivolto rivolto ad insegnanti ed educatori allo scopo di fornire loro strumenti atti a sperimentare nel sistema scolastico alcune metodologie della didattica interculturale, così da poter consentire ai minori sinti e a ...

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Di Fabrizio (del 25/09/2006 @ 10:25:43, in Europa, visitato 2048 volte)

BUCAREST - Una ricerca sociologica condotta da ORICUM, col supporto del British Council, presentata il 13 settembre, mostra la discriminazione verso i Rom e i pregiudizi verso le minoranze. La ricerca riporta una giovane generazione non molto democratica o sensibile alla diversità, alla proattività o all'altruismo.

Gli abitanti di Cluj, nella Romania nord-occidentale,  sono i più virulenti verso la minoranza ungherese: "Potrei morire a sentirli parlare in ungherese sull'autobus. Dovrebbero tutti parlare in rumeno, anche in famiglia", "Hanno ottenuto troppi privilegi. Vogliono un'università etnicamente ungherese, finanziata dal governo rumeno."

I più giovani di Iasi, Romania orientale, non sono meno tolleranti: "La loro mira è la Transilvania. Mi indigno quando in giro per le regioni della Romania, l'etnia ungherese rifiuta di parlare rumeno. Mi chiedo cosa direbbero se dovessi offenderli in rumeno", i più giovani a Barlad, Romania del sud est, rifiutano fermamente di avere dei vicini di etnia ungherese. "Stanno creando una piccola Ungheria nel centro della Romania. Semplicemente, stanno invadendoci. Circa il 95% delle persone qui attorno sono Ungheresi. Dovrebbero aderite al volere della popolazione maggioritaria e smettere di lamentarsi e di chiedere."

La maggior parte dei giovani che hanno preso parte alla ricerca, mostrano la loro intolleranza: A Bucarest: "Spesso prendo la metropolitana e incontro Rom appiccicosi. So che non dovrei discriminarli, ma loro non dovrebbero puzzare"; un altro dice categorico: "Ho avuto esperienze spiacevoli con loro e non li voglio nella mia città o paese o nel continente dove vivo. Dovrebbero finire in fondo al mare".

Come soluzione per eliminare il fenomeno della discriminazione, il gruppo ORICUM propone un processo di rimarcazione: "Tutte le minoranze affrontano problemi connessi alla loro denominazione. Immaginate le prime 20 parole che si presentano nella vostra mente sentendo la parola Rom... Le varie organizzazioni devono coinvolgersi nel cambiare l'immagine della minoranza, portandone avanti i valori positivi, di cui i singoli individui siano orgogliosi," dice Razvan Crisan, direttore esecutivo di ORICUM.

Se alcune delle figure prese a modello dai più giovani appaiono logici, come Bill Gates, Martin Luther King, Gandhi, la regina Elisabetta I, Emil Cioran, altri modelli sono più confusi, come Angelina Jolie, Irinel Columbeanu, DJ Tanenberg, Adolf Hitler, 50 Cent, o Rex Hunt.

Fonte: Romanian_Roma

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Di Fabrizio (del 26/09/2006 @ 10:32:59, in Italia, visitato 2002 volte)

Da: osservAzione

COMUNICATO STAMPA (25.09.2006)

«Molti pregiudizi e poca partecipazione»: i risultati di una ricerca empirica condotta da OsservAzione per OSCE/ODHIR sulla partecipazione politica di rom e sinti in Italia

La ricerca, condotta da un gruppo di ricerca di osservAzione coordinato da Nando Sigona, è stata commissionata e finanziata da OSCE/ODIHR e CPRSI (Contact Point for Roma and Sinti Issues). Il rapporto finale, intitolato “Political participation and media representation of Roma and Sinti in Italy. The case studies of Bolzano-Bozen, Mantua, Milan and Rome”, presenta nel dettaglio i risultati della ricerca che ha guardato a partecipazione politica e rappresentazione mediatica di rom e sinti. Segue una sintesi delle conclusioni della ricerca.

La partecipazione di rom e sinti alle ultime elezioni amministrative, sia come elettori che come candidati, è stata estremamente limitata, sebbene, tenuto conto delle passate elezioni, ci sono stati alcuni segnali positivi. Ciò è accaduto nonostante l’assenza di iniziative istituzionali dirette a favorire e promuovere la partecipazione politica di queste comunità alla vita politica. Al contrario, spesso le amministrazioni locali (si veda per esempio il trasferimento voluto dal comune di Roma di molte famiglie rom in aree rurali al di fuori del grande accordo anulare) attuano politiche che, direttamente o indirettamente, scoraggiano e ostacolano la partecipazione di rom e sinti.

Nelle quattro città dove abbiamo svolto la nostra ricerca (Roma, Mantova, Milano e Bolzano), tre membri di queste comunità si sono presentati come candidati al consiglio comunale, anche se uno solo, il
candidato di Mantova Yuri Del Bar, è riuscito a farsi eleggere.

Nonostante gli insuccessi, queste candidature hanno svolto un ruolo molto importante nella direzione di rendere la questione rom e sinti una questione di cittadinanza e partecipazione e non solo di pubblica
sicurezza. Esse rappresentano un precedente ed un riferimento importante per rom e sinti in altre città d’Italia.

Il dibattito politico su questioni concernenti rom e sinti, durante il periodo elettorale, si è sviluppato principalmente sul tema della sicurezza, del degrado urbano e dell’accesso/sfruttamento delle risorse sociali da parte di queste comunità. Nel dibattito, la voce dei rom e dei sinti si ascolta raramente, contribuendo alla disumanizzazione della figura rom e sinta che viene presentata come un “problema” e che richiede, secondo l’appartenenza politica di chi interviene, l’intervento di assistenti sociali o della polizia. È indicativo il fatto che spesso, negli interventi delle varie piattaforme politiche, temi che riguardano rom e sinti italiani siano trattati nelle sessioni dedicate agli immigrati.

La copertura mediatica di temi riguardanti rom e sinti appare di frequente distorta, incompleta e carente di una qualsivoglia forma di approfondimento. Gran parte degli articoli sono dedicati a furti, comportamenti asociali, elemosina e folklore. Insieme a questi, i campi nomadi sono largamente uno dei soggetti principali degli articoli pubblicati.

Un aspetto cruciale della copertura mediatica della stampa è l’assenza della voce di rom e sinti. Nonostante il numero significativo di notizie riportate, raramente hanno la possibilità di esprimere il loro punto di
vista e rispondere sui media.

osservAzione - centro di ricerca azione contro la discriminazione di rom e sinti, è un’associazione di promozione sociale impegnata in attività dirette alla lotta all’anti-ziganismo e alla promozione dei diritti di rom e sinti in Italia.

Il testo integrale del rapporto (in inglese) è disponibile a questo indirizzo: http://www.osservazione.org/documenti/OSCE_ITALYv1.pdf

La scheda di sintesi della ricerca (in italiano) è disponibile a questo indirizzo: http://www.osservazione.org/comunicatistampa/partecipazione_sintesi.pdf

Per ulteriori informazioni: Nando Sigona postmaster@osservazione.org / +441865483071 o Lorenzo Monasta 3394993639

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Di Fabrizio (del 27/09/2006 @ 10:52:43, in Europa, visitato 2042 volte)

Fundación Secretariato Gitano - La rivista in pdf

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Di Fabrizio (del 27/09/2006 @ 18:53:32, in Europa, visitato 2020 volte)

Da Radio Praha via Czech_Roma

Un'intervista informale offre la possibilità di incontrare una delle più interessanti figure nella Repubblica Ceca d'oggigiorno.
Gabriela Hrabanova - specialista nell'informazione con un piede in due mondi

[18-09-2006] By Rob Cameron

Ascolta in lingua originale 16kb/s ~ 32kb/s



Radio Praha ha recentemente riportato la crescita allarmante dei ghetti Rom, dove vive un terzo dei 250.000 Rom del paese, senza lavoro e una vita stentata davanti a loro. Un gruppo che sta tentando di portare i Rom fuori dal ghetto e di integrarli nella società ceca è l'organizzazione degli studenti Rom Athinganoi. Rob Cameron ha intervistato recentemente Gabriela Hrabanova, 27 anni e direttrice del gruppo.

"Sono nata in una famiglia mista. Mia madre è di origine romani e mio padre è ceco. Alla domanda se mi considero Rom: sì definitivamente. Anche se a volte è dura, perché non sembro Rom.

Difatti. Hai occhi blu e non sei scura di pelle. Puoi essere confusa per una ceca, una bianca.
"Sì. In molti mi considerano ceca. Ci vuole tempo perché capiscano chi sono realmente e vedano le mie altre caratteristiche personali. Poi cominciano a rendersi conto che non sono una tipica ceca, ma che c'è in me qualcosa di mischiato. Me ne sono accorta definitivamente quando studiavo all'università. Frequentavo il college Anglo-Americano di Praga, dove molti studenti arrivavano dall'estero. Mi consideravano Ceca, poi quando si cominciava a parlare, dicevano "ma tu sei differente dagli altri, sei più amichevole degli altri Cechi ecc." E così spiegavo loro che sono mezzo-sangue, orgogliosa di esserlo."

E' stata una decisione cosciente, di identificarti con la parte Romani del tuo carattere? O è avvenuto naturalmente con la tua crescita?
"Mentre crescevo è avvenuto naturalmente, perché avevo una forte unione con la parte Romani della mia famiglia. Mia madre ha cinque fratelli e sorelle, così la nostra è una famiglia grande ed estesa, e con tutti i membri di questa famiglia mi sono trovata bene. Naturalmente, questo vale anche per la mia famiglia ceca, che però è meno estesa e i legami sono più tiepidi."

I due nuclei familiari vanno d'accordo tra loro?
"Mia madre e mio padre sono divorziati, e non comunicano molto tra loro. All'inizio non è stato facile."

E credo che avere il piede in due scarpe Rom e bianca - ti abbia messo in una posizione ideale per diventare direttrice di Athinganoi.
"
Sì, a volte dico che è una specie di valore aggiunto, perché comprendo tutti e due i mondi. Posso comunicare facilmente con i Rom, perché non ho confini né soprattutto pregiudizi e stereotipi. A volte sono loro che li hanno verso di me."

Perché non sei Rom al 100%.
"Proprio così. A volte lo noto all'inizio dei discorsi."

Non ti prendono seriamente, è così?
"Sì, occorre tempo, e devo fare appello alla mie capacità. Ma ci sono abituata. L'altra cosa è che anche il mondo non-Rom è un grande valore aggiunto. Perché così posso comunicare facilmente con i politici, con i rappresentanti pubblici. In questo caso il vantaggio è che non mi identificano come Rom all'inizio, e mi dicono cose che altrimenti terrebbero per loro."

Intendi discorsi razzisti ?
"Esatto."

Come rispondi?
"Dico - scusatemi, io sono anche Rom e mi sento offesa. Siete sicuri di quel che dite? - Succede spesso, devono cambiare. Talvolta dicono - Sì, ma tu sei un'eccezione. Ed io rispondo - Non sono un'eccezione. Ho un'organizzazione e ci sono 100 o 200 altre persone come me, forse di più. Non sono un'eccezione. - Questo mi da la possibilità di parlare e mostrare un altro punto di vista, un'altra possibilità di vedere i Rom. Non partendo dall'anti-ziganismo o dai sentimenti anti-Rom, ma cercando veramente di parlare assieme, anche spiegando semplicemente che preferiamo essere chiamati Rom e non zingari."

Sulla differenza tra "Rom" e "zingari" -ho sentito qualcuno dire che "zingaro" è un termine più accurato perché "Rom" si riferisce ad una tribù specifica. E' così?
"
C'è del vero in ciò che dici. Prima di tutto, Rom è il nome di una nazione, ma possiamo anche considerarlo una tribù. E' parte della lingua. Se io dico "me som Rom" significa "Sono umano". Oppure "me vakerav Romanes", "parlo il Romani". Per questo chiediamo di chiamarci Rom, perché è una parola che deriva dalla nostra lingua. Il fatto è che ci sono differenti tribù, e che quella Rom originaria nel tempo si sia divisa in gruppi differenti, e non tutti i Rom vi si riconoscono. Ci sono Sinti, i viaggianti, abbiamo i Bajas in Ungheria, che vogliono essere chiamati "Tsigane". Dobbiamo allora considerare la diversità tra questi gruppi. Invece la parola "gypsy - zingaro" viene da "Egitto", perché quando i Rom arrivarono nei paesi di lingua inglese, dissero "Arriviamo dall'Egitto, siamo Egiziani". da cui il termine "gypsy - zingaro". Quel termine non è accurato e non riflette la storia, e secondariamente viene da fuori."

Hai impiegato anni ad aiutare la tua comunità e a migliorare le reazioni con la società maggioritaria. Hai notato progressi?
"C'è una specie di contraddizione. Da un lato comunità marginalizzate, aumento della disoccupazione, gente che non può comperare il necessario. Dall'altra arte, la gente si integra nella società. Ci sono sviluppi tanto nel bene che nel male."

Quindi qualcosa migliora o qualcosa peggiora.
"
Esattamente. E' difficile stabilire un punto fermo. Anche per la mia organizzazione, Athinganoi, cerchiamo di portare esempi positivi. Mostriamo studenti Rom alle superiori ed all'università, così da far capire che ci sono persone in grado di diventare insegnanti, dottori, avvocati..."

Come gestisci questa situazione? Non ti trovi mai a pensare - Ne ho abbastanza. Ho speso tutte le energie per questo. Dovrei trovarmi un lavoro ben remunerato e dimenticare la mia comunità e i suoi problemi.
Ho un vantaggio, perché ho lavorato tre anni in un'agenzia di pubblicità per tre anni dopo aver terminato gli studi superiori. Ho conosciuto da vicino il mondo degli affari e dopo tre anni non ne potevo più di questo mondo commerciale. Naturalmente, a volte mi sento stanca, penso di dare tanto e di non ricevere indietro altrettanto. Ma ho imparato ad essere felice per le cose semplici che accadono, come un altro studente che decide di proseguire gli studi, quelli che ce la fanno e ottengono un diploma, chi vuole studiare da dottore. Questo è ciò che mi da energia, perché anche se non vedo cambiamenti nel sistema, li vedo nelle persone. E passo passo questo mi da l'energia per continuare.

www.athinganoi. cz

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