Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Il noto artista Rom Bruno Morelli
ha iniziato a collaborare col blog
Rom Sinti @
Politica. Ecco il primo articolo:
Per Rom e Sinti una riflessione sulla loro estetica non
è mai stata azzardata. Si sono scritti molti libri sulla lingua, sulla storia,
sulla demografia, sulla geografia antropica… Dunque si è capito come parlano, da
dove vengono, quanti sono, dove sono, ma nessuno si è mai posto la domanda:
“qual è la loro cultura, o meglio, il modello culturale con cui produce il
proprio canone di bellezza? quali sono i prototipi decorativi che
l’estetica zingara ha sviluppato nel tempo durante il lungo nomadismo?
Teorizzare un’estetica zingara preclude la conoscenza dell’identità zingara,
ancora più profondamente.
continua
Scatenata guerra di numeri con la Romania nell'Unione Europea
Da alcune settimane si susseguono in Italia gli interventi di associazioni,
forze politiche e quotidiani sull’entrata della Romania e della Bulgaria
nell’Unione Europea. Ciò che ha scatenato la polemica è la paura che avvenga un
esodo in massa da questi due Paesi, soprattutto di Rom e Sinti Romeni. Già
alcune settimane fa eravamo intervenuti, stigmatizzando le dichiarazioni di
alcuni esponenti del...
Torino, seppelitemi in piedi e altre storie
«Questo è teatro della simultaneità: sul palco succede ciò che accade fuori
dal teatro, nella realtà. La nostra». Con queste parole Beppe Rosso, definisce e
sintetizza la sua «Trilogia dell’invisibile», il progetto artistico che, da
anni, lo vede impegnato come attore ed autore.
Tre spettacoli, «Seppellitemi in piedi», «Anime schiave» e «Senza», che saranno
in scena alla Cavallerizza Reale...
Porrajmos, il Giorno della Memoria 2007
In questo post, aggiornato tutti i giorni, presentiamo le diverse iniziative che
si svolgono in Italia per ricordare il Porrajmos, la persecuzione su base
razziale che hanno subito le popolazioni sinte e rom durante i regimi fascisti e
nazisti.
Alessandria, 11 gennaio 2007, "Porrajmos",
organizzato dall'Associazi...
BRATISLAVA, - L'arcivescovo cattolico Jan Sokol ha elogiato il ruolo nel periodo bellico autoritario della II guerra mondiale del prete filo-nazista Jozef Tiso come "tempo di benessere", sollevando le proteste delle comunità Ebrea e Rom della Slovacchia.
In un'intervista alla TV di Bratislava TA3, Sokol ha detto di apprezzare Tiso.
"Me lo ricordo dal tempo dell'infanzia.. Eravamo molto poveri e sotto la sua guida la situazione migliorò grandemente," ha detto l'arcivescovo. Ha aggiunto che fu un "tempo di benessere".
La maggior arte degli Ebrei slovacchi morì nei campi di concentramento durante la II guerra mondiale, quando la Slovacchia divenne uno stato fantoccio e venne governato dal 1939 al 1945 da Tiso, monsignore cattolico. Venne giustiziato come traditore dalle autorità cecoslovacche nel 1947.
Un'associazione della comunità religiose ebree di Slovacchia ha detto che Sokol "ha dimenticato di menzionare il fato di oltre 70.000 Ebrei slovacchi, deportati dal governo slovacco" nei campi di concentramento nazisti, dove la maggior parte perì. Solo 4.000 Ebrei vivono ancora in Slovacchia.
"L'arcivescovo Jan Sokol ha offeso le vittime dell'Olocausto quando ne ha parlato positivamente," dice l'Associazione Centrale delle Comunità di Religione Ebraica. "Per noi, sopravvissuti all'Olocausto, simili apprezzamenti sulla Slovacchia totalitaria sono inaccettabili."
Con una dichiarazione anche il Consiglio Slovacco delle Comunità Rom ha criticato le dichiarazioni di Sokol. Molti dei Rom slovacchi perirono nei campi nazisti.
Ladislav Richter, a capo del Consiglio, ha detto che sotto Tiso i membri della minoranza Rom furono banditi dai trasporti e dalle case e l'intera comunità Rom fu rilocata a forza.
L'ufficio di Sokol ha respinto le critiche, dicendo che l'arcivescovo ha "presentato il suo personale punto di vista."
Il governo non ha ritenuto di esporre la propria opinione.
Circa il 70% dei 5,4 milioni di Slovacchi sono di religione cattolica e le dichiarazioni di Sokol hanno attirato anche le loro critiche.
"Quello che ha detto è completamente sbagliato" ha affermato Veronika Bazanova (34) mentre usciva dalla cattedrale di Bratislava. Sua madre Ana (78) aggiunge di ricordare "il periodo di Tiso come tempi duri." "Ho visto deportare gli Zingari. L'arcivescovo ha torto, non c'è stato niente di buono in quel periodo."
Anche se dal 2004 è parte dell'Unione Europea, la Slovacchia sta ancora provando a migliorare la situazione sui diritti umani.
Il governo del Primo Ministro Robert Fico, composto da socialdemocratici e nazionalisti, si è impegnato nel proteggere i diritti delle minoranze, ma parecchi incidenti etnici hanno coinvolto la minoranza dei 500.000 ungheresi, creando tensioni anche con l'Ungheria.
L'anno scorso Fico ha incontrato severe critiche all'interno e all'estero nel voler formare una coalizione col Partito Nazionale Slovacco guidato da Jan Slota, che spesso si è espresso con toni critici sulle minoranze, e con il Movimento per la Slovacchia Democratica, dell'ex premier Vladimir Meciar.
Nessuna fotografia trovata.