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Zingari, si cambia approccio: passa la linea che vuole regole certe e rispetto dei doveri a fronte di nuovi investimenti nei campi
Di Fabrizio (del 19/01/2012 @ 09:37:38, in Italia, visitato 1235 volte)

L'articolo che segue merita due parole di introduzione. Da almeno tre mesi, la Gazzetta di Lucca denuncia lo scandalo degli sprechi di acqua pubblica in un insediamento rom in città. Durante tutto questo periodo, la testata sembra sia lo sola ad occuparsi della vicenda, ritornandovi periodicamente con toni polemici sull'incapacità dei politici, sui cittadini-contribuenti che pagano gli sprechi di tasca loro, sul fatto che il giornale è l'unico a parlarne. Un mix di arroganza e vittimismo, in puro stile italico, ma col merito indiscutibile di svolgere il ruolo di un giornale: sollevare il problema ed insistere per la sua soluzione. Che poi la testata sia di destra o sinistra (non è difficile capirlo), non cambia il ruolo che gli compete.
I Rom, al solito finiscono per essere il vaso di coccio della vicenda. Descritti (a volte in maniera implicita, altre esplicitamente) come sporchi, ladri, inaffidabili... insomma il solito campionario. Non mi risulta (ma potrei sbagliarmi) che in tutto questo periodo la testata abbia intervistato uno di loro.
Ma in questo caso, interviene la politica, per una volta intendendola nel senso esatto del termine. Dopo che il giornale ha descritto puntualmente in questi mesi le varie contrapposizioni e polemiche tra i soliti partiti, finalmente esce un pezzo più sereno, quello che lo stesso giornale definisce un cambiamento culturale.
Si tratta, in poche parole, del vecchio motto "ognuno faccia la sua parte", quindi:

  • il comune verifica le spese, ricordate LA MANGIATOIA?
  • censisce i "bisogni necessari" e la possibilità degli interessati nel contribuire alla spesa;
  • si individuano referenti di collegamento tra campo ed amministrazione pubblica.

A questo punto cosa manca? Un ultimo passaggio, indispensabile: sensibilizzare gli stessi abitanti del campo, e farli parte del comitato di gestione. Non è che perché sono Rom smettono di essere persone, con DIRITTI e DOVERI (anzi, soprattutto quando si parla di diritti e doveri)!

mercoledì, 18 gennaio 2012, 00:26 - di fabrizio vincenti

Forse qualcosa è davvero cambiato. Nella riunione di giunta di quest'oggi, come anticipato dal nostro quotidiano, è stato infatti affrontato il tema delle condizioni in cui versa il campo zingari di via delle Tagliate, che nelle scorse settimane è finito al centro dell'attenzione prima per i consumi idrici, poi per il generale stato di degrado e di insicurezza in cui versa.

La giunta ha infatti concordato di non procedere a spese di ripristino di quanto devastato o malfunzionante (circa 78 mila in tempi stretti più altri 100 mila in una seconda fase) sino a quando non sarà chiara la situazione del campo stesso. Ovvero sarà definito un regolamento composto da diritti e doveri, sarà individuato un gruppo di persone che fungano da collante con l'amministrazione comunale anche sul tema dell'ordine all'interno del campo, saranno censiti i bisogni di servizi primari (luce e acqua in primis) verificando la possibilità che i singoli residenti delle piazzole possano o meno fare fronte alle spese con i propri mezzi, saranno definite operazioni per contenere eventuali sprechi nella fornitura dei servizi.

In pratica, dovrebbero essere messe in discussione pesantemente le linee che hanno ispirato la politica nei confronti del campo, basata su un assistenzialismo peloso e per niente rispettoso della dignità della persone e dei soldi pubblici come testimoniano le cifre spese sinora e lo stato in cui versa il campo. In verità, a quanto si apprende, qualche tentativo, soprattutto da parte tecnica, di provare a procedere primariamente con le riparazioni confidando di metter mano solo in un secondo momento a regolamenti e quant'altro pare sia stato fatto. E del resto lo stesso direttore generale Volpi nei giorni scorsi ha più volte cercato di ridurre la questione a una mera perdita di acqua come se la situazione penosa del campo non esistesse, oppure esistesse talmente da tanto tempo da fare ormai parte a pieno titolo della città.

Il tentativo, però, è andato a vuoto e la giunta ha chiesto precise garanzie ed un percorso definito prima di far mettere mano, nuovamente, al portafoglio comunale. Verrà costituito a breve un comitato che dovrà monitorare la situazione, nel quale dovrebbero figurare sia politici che tecnici, e individuata una o due persone che fungano da raccordo tra l'amministrazione e il campo in primo luogo per la gestione ordinata dello stesso, una tema colpevolmente abbandonato da anni. Il sindaco ha nella sostanza avallato la linea di chi chiedeva un cambio di passo sulla questione zingari dopo anni e anni di pietismo sterile. E se un passo anche culturale è stato indubbiamente compiuto, la partita, però, non è conclusa: la giunta infatti non ha prodotto un documento e dunque quanto dichiarato dovrà ora trovare riscontro negli atti e nei comportamenti politici e amministrativi, sempre che qualcuno, dall'interno nella macchina burocratica, non proceda in altra direzione. Non sarebbe la prima volta.